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          "text": "PROGRAMMA ED INDICAZIONE DEL CAPO DELLA FORZA POLITICA DI\n“FEUROPA CON EMMA BONINO”\nIl sottoscritto Benedetto DELLA VEDOVA nato a Sondrio (SO) il 3 aprile 1962, in qualità di\nsegretario e legale rappresentante del partito politico “F+EUROPA”, domiciliato per la carica a \\\nRoma (RM), in Via Santa Caterina da Siena, n. 46 (c.a.p. 00186), presenta - ai sensi e nelle \\ \\ i\nmodalità previste dall’articolo 14-bis, comma 3, primo periodo, del testo unico di cui al dP.R NS\n361 del 1957 - il seguente programma elettorale con l’indicazione del Capo della forza polti AN\nnella persona della Sen. Emma BONINO. Va i INNI eZ\nsl AA Vi\nSI SAN\nTA\n+EUROPA con Emma Bonino i\nProgramma elettorale 25 settembre 2022\ni i\ni\nA partire dallo scorso novembre +Europa ha partecipato ai lavori del Comitato Scientifico\n“Programma per l’Italia”, coordinato dal prof. Carlo Cottarelli. Per questa ragione le analisi e le\nproposte contenute in questo documento sono una sintesi dei lavori del comitato scientifico\n(Capitoli 1, 3, 4, 5, 6, 12 e 13). I capitoli (1, 3, 6 e 13) sono stati integrati da spunti provenienti\ndai tavoli tematici di +Europa, mentre i capitoli 2, 7, 8 e 9 sono stati elaborati per intero dai\ntavoli stessi o da altri gruppi di lavoro di +Europa. I capitoli 10 e 11 sono contributi originali del\nprof. Carlo Cottarelli, al quale siamo profondamente grati per l’aiuto e il supporto. Questo\ndocumento non esaurisce l’attività di elaborazione programmatica di +Europa in vista delle\nelezioni del 25 settembre, che proseguirà nelle prossime settimane e verrà aggiornato sul sito del\npartito.\nAlleghiamo al programma il manifesto “Una generazione avanti — per una politica come se ci\nfosse un domani” elaborato da Europa sul tema dell’equità generazionale.",
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          "text": "PT |\n\ni L’impegno principale di una forza europeista liberaldemocratica come +Europa deve oggi\nINDICE | essere oggi quello di proseguire nel solco del lavoro svolto dall’attuale esecutivo e dall’attuale\nPresidente del Consiglio. In primo luogo, quindi, procedere nei tempi previsti all’attuazione del\nPNRR in tutte le sue parti, relativamente agli investimenti e alle riforme. Le risorse straordinarie\n1. FORMAZIONE E LAVORO messe a disposizione dalla Unione Europea Nei uo Next peer EU hanno\nl’obiettivo di potenziare in cinque anni la capacita de a di resistere alle crisi e riprendere un\nRITTI INANZA i i i\n> DI i E CITTA percorso di crescita economica sostenibile nel tempo cd in grado di generare buona occupazione.\n3. PARITA DI GENERE Una opportunità che l’Italia non può sprecare.\n4. ENERGIA E AMBIENTE\n5. CONCORRENZA, IMPRESA PUBBLICA E POLITICA INDUSTRIALE zo\n1. FORMAZIONE e LAVORO AS\n6. GIUSTIZIA go una ie ARNO\ni di i a E NN a\n7. POLITICA ESTERA ED EUROPEA L’oggettiva divergenza tra offerta di competenze generata dal sistema scolastico e do\nsue oi i kg podi\n8. FEDERALISMO EUROPEO: VERSO GLI STATI UNITI D'EUROPA professionalità proveniente dal mondo del lavoro non favoriscc la crescita. Il capitale NON VA è\ni i principale leva per la crescita e si fonda su formazione di qualità e su un mercato dle i è\n9. FEDERALISMO LOCALE i riformato, inclusivo, innovativo e che sappia riconoscere e valorizzare i talenti, senza distinziòt ES\n10. FAR FUNZIONARE LA MACCHINA DELLO STATO | di genere, di età e di provenienza territoriale. Il capitale umano si alimenta attraverso un siste |\n11. POLITCHE DI BILANCIO formativo efficace, plurale, libero e su un mercato; del lavoro dinamico con mg corte e chiare e\n> servizi al lavoro efficaci. 1 lavoratori indipendenti, imprenditori e partite IVA devono essere\n12. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE i EA tutelati e garantiti perché possano operare nelle condizioni migliori in quanto si assumono la\n13. SCIENZA E SALUTE (sr: è responsabilità di agire nel mercato sostenendo un rischio d'impresa di cui il sistema economico e\nSLI i | società,\n| i NES NN\nALLEGATO: Una Generazione avanti — Per una politica come se ci fosse un domani do frodi\n| i\n| i in merito alla FORMAZIONE DI\nAin ee ET PIL a “DE i\n1. di aumentare di almeno l’1 per cento del PIL nel corso della legislatura la spesa per la\npubblica istruzione. i\n| 2. di ridurre drasticamente compiti burocratici degli insegnanti in modo che possano\n“dedicare la maggior parte del loro tempo all’insegnamento.\n| 3. di ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di competenze di Scuola, Università e\n| \"mondo del Lavoro attraverso la creazione di un canale unico di Istruzione e Formazione\n| Professionale ‘{IeFP), trasformando i corsi di istruzione professionale statale in corsi\nformazione professionale regionale per semplificare l’offerta formativa e rispondere\n‘meglio alle esigenze dei territori, rafforzando e qualificando maggiormente i programmi\n‘‘‘di Alternanza Scuola/Lavoro coinvolgendo nell’offerta anche le piccole-medie imprese.\n4. un'sistema' di orientamento continuo e strutturato che offra ai giovani strumenti per\n‘effettuare scelte consapevoli nelle fasi chiave di scelta scuola superiore, postdiploma/laurea e primo lavoro\n5. una reale, efficace e virtuosa cooperazione fra mondo della Scuola, dell'Università e del\nLavoro attraverso l’introduzione di nuove materie e percorsi che stimolino lo sviluppo di\ncompetenze sof} (capacità relazionali e comunicative, empomerment, intelligenza emotiva) e\n‘competenze ‘ban? legate alle esigenze del mercato del lavoro (digitali, economiche,\nfinanziarie, civiche)\n6. una maggiore flessibilità nella formazione del livello terziario e investimento sulla ricerca\naperta e ibrida tra università, centri di ricerca, incubatori e imprese attraverso un forte\n2 3",
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          "text": "aumento degli investimenti in ricerca di base e applicata fino a raggiungere del PIL 22. di rafforzare e accompagnare il percorso di avvio di nuove attività con formule efficaci\nda ripartirsi su finanziamento a progetti e ricerca, finanziamento a strutture di ricerca e mutuate da esperienze europee e con fondi europci con maggiore trasparenza, migliore\npromozione dei do ttorati di ricerca i i i . i i comunicazione cd efficacia.\n7. una ottimizzazione del programma formativo e dell’organizzazione scolastica per un regime unico di ammortizzatori sociali che riguardi tutti i lavoratori (dipendenti\nagevolare l'inserimento più precoce dei giovani nel mercato del lavoro allineandosi alle autonomi e imprenditori) - con una riforma delle contribuzioni - legato alla fruizione\nbest practices internazionali, attraverso la riduzione del ciclo scolastico da 13 a anni, a proattiva di programmi di politiche attive, con un generale allincamento di aliquote,\nparità di giorni di frequenza, e portando la scuola dell’obbligo a 18 anni per diminuire le i causali, durate, una estensione a categorie oggi non coperte e una maggiore selettività\ndisparita nelle conoscenze ec ridurre il numero dei NEET nella definizione delle fattispecie ammesse al sussidio\n8. un migliore equilibrio con le esigenze di vita familiare e uno spazio a una formazione più . 24. di ridisegnare la disciplina dello smart working, per evolvere verso un modello ibrido\nampia tramite l’estensione dell’opzione tempo pieno a tutte le scuole primarie cfficiente che ottimizzi e metta a frutto le recenti esperienze e il supporto delle tecnologie\n9. di riformare il percorso formativo e di abilitazione degli insegnanti di scuola primaria e 25. di sviluppare un contratto integrativo applicabile agli italiani all’estero che consen LA it!\nsecondaria attraverso una revisione delle logiche retributive legate al merito e a un lavoratore l'applicazione della normativa fiscale e contributiva italiana e l’efferazi HE\nsistema di valutazione degli obiettivi di performance, attraverso l’adozione di un modello della prestazione lavorativa da remoto, per consentire una più agevole partecj[va/ietiti&a}Y\nche preveda un triennio di natura disciplinare e una magistrale orientata alla didattica per | mercato del lavoro comunitario e porre le basi per un parziale rientro fisico dei talea pei Ve\ni elevare professionalita e capacita di insegnamento del corpo docente ] 26. di introdurre un sistema di certificazione formale delle competenze che rappivsbn Bird VE i\n10. di ridurre il precariato del corpo insegnanti con la riforma del percorso di abilitazione solo titoli scolastici e ruoli lavorativi, ma anche competenze comportamentali (Cf\nall'insegnamento prevedendo un anno di assunzione a tempo determinato seguito da | | ‘conoscenze e' competenze tecniche (band skill) sviluppate, per qualificare meglio 12.\nabilitazione per dare certezza ai tempi e alle modalità del percorso candidati e agevolare le assunzioni i Pn, SS\n11. di aumentare l’attrattività verso percorsi universitari attraverso il sostegno alla | 27. di promuovere un maggior numero di percorsi di formazione in azienda, legati a fondate\nresidenzialita per gli studenti fuori sede e ripensando la carriera dei docenti universitari - analisi dei bisogni, attraverso agevolazioni fiscali |\ncon incentivi legati al merito - 28. di favorire nuove forme di coinvolgimento dei lavoratori attraverso l'introduzione e\n12. di ripristinare i test Invalsi per tutte le classi, divenuti facoltativi per volere del ministro Pa i armonizzazione delle logiche di salario Minimo (sulla base di parametri tutelanti ma non\nl'ioramonti nel primo governo Conte. i e a Wp aa EE | penalizzanti per il sistema delle imprese) e di attuazione dell’art.39 in materia di\n13. un sistema di incentivi e disincentivi: 1 professori con i migliori risultati in termini di i La NO ’rappresentatività, per | coniugare l'impianto delle garanzie con l'affermazione della\npreparazione degli studenti, come misurato dai test Invalsi, ottengano un premio annuale NCAA CA centralità della contrattazione collettiva e incentivando la diffusione di contratti a\nappiuntivo Ae e Lo ANNA| remunerazione variabile legati agli andamenti aziendali in termini di risultati e produttività\nRI è E 29. di promuovere la semplificazione ed efficientamento del processo del lavoro con la\nin merito al LAVORO BE Li) creazione di un Testo Unico del Lavoro che riunisca al proprio interno tutta la normativa\ne PRA Pag Sa in materia di lavoro inerente a tutte le categorie e integri in modo coerente gli\n. i * ordinamenti tra loro oggi non organici\n14. di potenziare e agevolare i contratti di apprendistato attraverso un rafforzamento dei\ncontrolli - E E a E ii\n15. di riformare il reddito di cittadinanza nella direzione indicata dl Sauro Ni bbli, |\ni ri ire le competenze tra Stato e Regioni e promuovere la panificazione tra pubblico e |\ne crisi una revisione del ‘Tialo quale contesto necessario e ottimale per 2. | DIRITTI E CITTADINANZA |\nun completo ridisegno delle Politiche Attive i \"mo Bea e vl iiiaa PP GR ide | | | |\n17. di definire in modo più oggettivo, chiaro e trasparente la normativa in materia di Ciò che accade anche all’interno dell’Unione Europea — in Paesi come Polonia e Ungheria, dove i\nlicenziamenti discriminatori e reintegrazione, per ridurre i livelli di discrezionalità diritti delle persone LGBTI+, delle donne e lo stesso Stato di Diritto sono sotto attacco —\nnell’interesse sia delle imprese che dei lavoratori is E i favo rappresenta l'ennesima conferma di ‘quanto diritti e libertà individuali continuino a essere a\n18. di introdurre il Buono Lavoro quale strumento di disciplina e regolazione dei Eu rischio e non possano essere mai dati definitivamente per scontati. +Europa significa anzitutto\n1, per assicurare le opportune garanzie è favorire opzioni di reale occupal ilità E dei diritti e d . i ia ua i\nestemporanei, p f£nanziario sotto forma di. voucher uropa dei diritti e delle libertà, uno spazio in cui le diversità siano considerate un valore\n19. di attribuire ad ogni lavotatore Ln dizione spendibile a totale discrezione aggiunto e le responsabilità individuali sempre ribadite, dall'inizio alla fine della vita della persona.\nFiemazioner Nodi sia le attività di riqualificazione | Rimuovere gli ostacoli alla piena parità dei diritti e dei doveri è uno dei compiti della Repubblica\n20. pra patri di premialità e la valutazione della. qualità del servizio ‘delle istituzioni ito giee A ffermiamo con decisione il diritto all’autodeterminazione e alla\nofferto da enti pubblici privati accreditati per i servizi al lavoro dba oe ja libertà di scelta dell’individuo, dalla legalizzazione della Cannabis al diritto di decidere di\n21. di incentivare fortemente politiche di conciliazione e un welfare ai e azienda) interrompere la propria vita con dignità, evitando intollerabili sofferenze.\n] adeguato alle esigenze familiari per incrementare la partecipazione delle donne al\ndel lavoro Proponiamo\n4 5\n]\na i i il ee CI",
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          "text": "i\nuna legge che garantisca la possibilità di ricorrere all'aiuto medico alla morte volontaria e Nell'ambito dei Diritti politici proponiamo, inoltre, di rivitalizzare la democrazia rappresentativa\nall’eutanasia per la persona affetta da patologie irreversibili che siano fonte di sofferenze i intervenendo in particolar modo sulla legislazione elettorale di contorno e riformando la\ninsopportabili, per dare seguito alle pronunec della Corte Costituzionale nn. 207 del 2018 normativa in materia di Proposte di Legge di Iniziativa Popolare e Referendum, ivi inclusa quella\ne 242 del 2019, senza introdurre ulteriori limitazioni alla libertà di scelta ma al contrario PIERA i ep: “ngi\nrafforsaridola; i che concerne lesame di ammissibilità davanti alla Corte Costituzionale, ordinaria e\n2. la legalizzazione c regolamentazione della Cannabis, in nome della libertà individuale, costituzionale. Siamo convinti del fatto che la partecipazione democratica vada favorita anche |\ndella lotta alla criminalità e del contrasto ai profitti delle narco-mafic, dell’efficienza del promuovendo il ricorso a strumenti digitali che siano al servizio dei diritti politici dei cittadini,\nsistema giudiziario, della tutela della salute pubblica, della libertà di accesso alle cure dei | per dare seguito e completare un pacchetto di riforme che includa la conferma della possibilità di\naaa e della ricerca scientifica. In primo luogo, intendiamo impegnarci per | sottoscrivere digitalmente le proposte di Referendum e di Legge di Iniziativa Popolare, co: AED DIS\nl'approvazione Seanva della Proposta di Legge Magi, che prevede la legalizzazione della piattaforma online dedicata che sia pubblica e gratuita per tutti, l’estensione della firma/ tal\ncoltivazione comestica per uso persona e di quattro piante di Cannabis, come primo | anche al finc di sottoscrivere le liste elettorali che intendono presentarsi alle clezioni, pu, HAR\npasso verso un processo di completa legalizzazione; | sons lBia iso ai #Fù ES\n3. che sia davvero garantito l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, con almeno i che la competizione politica sia HSCLvata alle forze politiche ga rappresentati in Paich Ae rea\nuna presenza minima di medici non obiettori di coscienza in tutti i presidi ospedalieri; i l'approvazione di una legge sui partiti che ne assicuri la democraticità interna, ai niidollaza a\nlintroduzione del matrimonio egualitario, dell'adozione per coppie dello stesso sesso e partecipazione alle competizioni elettorali, attuativa dell’art. 49 della Costituzione. Tra UA\npersone single, e riforma complessiva del diritto di famiglia; i | priorità nell’ambito delle politiche volte a favorire la partecipazione elettorale vi è, infine, Quella\n5. il riconoscimento alla nascita dei figli del partner per i genitori LGBTI+ e l'estensione di | di garantire concretamente il diritto di voto anche ai lavoratori e agli studenti cd. fuori sede — che\ntale riconoscimento ai minori già nati, in Italia o all’estero. | attualmente sono circa cinque milioni di italiani — innanzitutto prevedendo la possibilità che gli\n6. una adeguata informazione in materia di salute sessuale e relazioni affettive nelle scuole, icandidait dei collegi li ali si sa\nsecondo quanto indicato dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità | stessi possano votare peri can idati ci collegi nei quali si trovano, in armonia con quanto già\npubblicate nel 2010, ancora disattese nel nostro Paese, e riforma della legge 135/90 sulla previsto dalla normativa vigente in determinate circostanze, tra le quali quelle che riguardano 1\nrisposta all’HIV/AIDS a partire dalla Pdl 1972 già approvata alla Camera in questa militari, i marittimi e i degenti in ospedali e case di cura.\nlegislatura, ma non al Senato; 1 a\n7. ricezione della Risoluzione del Parlamento Europeo del 14 febbraio 2019 sui diritti delle LT\npersone intersex a partire dal divieto di trattamenti e interventi chirurgici di 7 PR 3. PARITÀ DI GENERE\nnormalizzazione sessuale sui bambini intersex, se non salvavita, riconoscimento e\ndell’identità di genere secondo i nuovi standard della comunità scientifica per la re ‘ei a sa\nsc one ea malattie CD 11 approvato dall’OMS nel 2018); pe | i i fù pd hi Ng; il tasso di partecipazione femminile al mondo del lavoro è il più basso in Furopa. Nel\ndecriminalizzazione e regolamentazione del lavoro sessuale. EN i Bo a i oltre; donne in Italia hanno perso il lavoro, in misura tre volte superiore rispetto ix\nNET ZA agli uomini. Un'occupazione stabile e ben retribuita è la premessa perché le donne acquisiscano\nin merito al FENOMENO MIGRATORIO emancipazione economica ed autonomia decisionale. Non basta, dunque, avere un'occupazione,\nquesta deve essere anche “dignitosa” (e cioè retribuita alla pari degli uomini), tutelata nelle forme\n9, una riforma organica della disciplina in materia di cittadinanza che dia seguito alla contrattuali, di qualità e non stereotipata.\nProposta di Legge “IUS SCHOLAF”, affinché sia garantito l’ottenimento della\ncittadinanza italiana a minori che abbiano intrapreso un percorso scolastico in Italia; Proponiamo\n10. l'introduzione di canali di accesso legali a cittadini stranieri di Paesi esterni all’Unione ei Po |\nFuropea, reintroduzione del sistema dello sponsor e regolarizzazione di lavoratori\nstranieri già presenti in Italia, partendo dalla Proposta di Legge di iniziativa popolare In mento alla PARITÀ DI GENERE NEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE\n“ERO STRANIERO”, depositata con oltre firme in Parlamento nel i o |\n11. attivare accordi e protocolli internazionali con stati, università e centri di formazione per di sollecitare il Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana affinché emani una\ncertificare le competenze dei migranti nei paesi di origine secondo gli standard curopci c i raccomandazione rivolta al Comitato Nomine\nprofili richiesti dalle imprese italiane per rispondere anche c meglio alle esigenze del 2. che il Comitato garantisca il rispetto del principio delle pari opportunità nella scelta degli\nmercato del lavoro nazionale amministratori delegati.\nche l’Italia operi una più ampia e rafforzata cooperazione con i paesi del Mediterraneo e o\nproponga politiche più incisive di aiuto c cooperazione per raggiungere uno sviluppo In merito alla PARITÀ DI GENERE NEGLI ORGANI ISTITUZIONALI\nsostenibile e condiviso. È necessario dare concretezza all'impegno internazionale di i lb, | i\n| stanziare entro il 2030 lo 0,70% del RNL a favore dei partenariati per lo sviluppo e i 3. che il Ministero della l'amiglia e delle Pari Opportunità faccia una ricognizione delle\n| l’eradicazione della povertà. i istituzioni c degli enti governati da organismi collegiali, al fine di mappare c poi\n| monitorarne le presenze femminili.\n\n|\n| 6 7\n\nai | i i",
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          "text": "i .\nIn merito al’ UGUAGLIANZA DI GENERE ALL’INTERNO DELLE AZIENDIE :\ni 3. di adottare, a livello regionale, una governance multilivello per rendere efficace il burden\nli i e PS: sso E i riduzi le emissioni carboniose e nella generazione elettrica mediante\n4. di inserire all’interno del già esistente Bilancio Sostenibile (Dichiarazione Non Finanziaria, sharing nd dizione delle pe A Es fi\n: i i i e dj E gie i l'introduzione di soglic quantitative di potenza autorizzata per Ciascuna onte e per\nDN) un capitolo riservato alla pratica del Bilancio di Genere e l’analisi di impatto di genere o di È\no MA : i i nam ss ue e ciascuna regione entro termini predeterminati percntori\n5. di aggiungere l’obbligo di trasparenza 1celativo a informazioni su retribuzioni, organici e 4. di rid drasti i aggi b ratici che frenano lo svilu delle fonti\npromozioni per genere nella già esistente Dichiarazione Non Finanziaria (esempi: numero di sì GERE rasticamente i passa a ppO\ndonne in azi i i AGLI : rinnovabili. In particolare di efficientare innovare le procedure autorizzative attraverso\nonne in azienda, numero di donne assunte per livello e ripartizione dell’organico; pi i ’citeri di i i i di i iche ii ili,\nibuzioni medie di ini i a Pintroduzione di criteri di valutazione dci progetti di fonti energetiche rinnovabili,\nretribuzioni medie di uomini e donne, e differenze, su base annua e ripartita per ruolo) . i ag E\nlunificazione con le procedure di valutazione ambientale, la riduzione dei tepyicdi Dr\ni . i i i interesse nazionale, inclusi gl Wf$jafstf@_\nIn merito alla GENITORIALITÀ autorizzazione per le infrastrutture energetiche di teres ale, AA\ndi rigassificazione necessari per diversificare le fonti di approvvigionamento Li Gi Gy i\n. i rh\n: 6. di rise d le obbli LL, superare la concentrazione delle forniture frutto delle scelte passate zl TA 2 Si i\ni i ISEvare a cone: o parenti e ol oligatotio iniziale per entrambi i genitori 5. di promuovere la transizione energetica attraverso l’aggiornamento del PNÎÉC: {santi\nDi i olbia leone i o parent de inizi e al 100% del reddito preparto o Nazionale Integrato Energia e Clima) per accelerare la riduzione delle emissiont ito pa\ni di gedo parentale facoltativo e complementare fruibile fino ai 12 anni di vita scttori in coerenza con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di gas serta- del. i\ndi Li Il d LL 55% al 2030 e al rafforzamento delle misure sia nei settori ETS (sistema europeo-di ss\nÈ retribuire Il congedo parentale complementare al 60% per entrambi i genitori scambio di quote di emissione di gas a affetto serra) che non e attraverso l’adozione\ndi standard nazionali per le emissioni degli edifici\nIn mcerito agli INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA GENITORIALITÀ 6. di rafforzare la ricerca e la cooperazione scientifica italiana per lo sviluppo di reattori a\n. fusione nucleare e aumentare gli import di energia elettrica da fonti zero e low carbon,\n10. di rimodulare il Bonus Asilo Nido azzerando o riducendo i costi in base all’ISEEÉ mediante meccanismi di asta competitiva, in sostituzione di energia generata da fonti\n11. di eliminare l’anticipazione della retta per le famiglie fossili in relazione all’intermittenza delle fonti rinnovabili alla dinamica della diffusione\n| 12. di dedurre i costi sostenuti dalle famiglie per le rette degli asili privati e parificati, fino ad un . di soluzioni di accumulo tecnicamente ed economicamente valide. In una prospettiva di\n| massimo di risparmio fiscale per famiglia di 3.000 euro. A at» medio periodo valutare la possibilità di inserire il nucleare nel mix di fonti energetiche\nQin AN VA . nazionali con tecnologie intrinsecamente sicure. Realizzare il sito unico di deposito delle\ni (es) TESE Xi No | scorie nucleari di varia provenienza, a seguito di un processo decisionale trasparente.\n4. ENERGIA E AMBIENTE fe i 7. di riformare l’attuale sistema di incentivi per l’efficienza energetica, passando da incentivi\ni fa Rw i ja legati alle tecnologie a premiare interventi integrati che riducano i fabbisogni energetici\n. È i o i degli edifici e le. emissioni climalteranti attraverso i più efficaci interventi di\nLe tematiche encrgetiche e ambientali hanno ili i svi : LEE : Li i i Lp o\ndel Pacs, ai pi Ila logi MSOAtO UN CrESeCATe rilicvo nelle scelte di sviluppo Wi peri coibentazione, sostituzione di impianti e reti, e inserimento di tecnologie per\ni al i Mansizione CHA lOgICa che fappreseata uno degli obiettivi. primari delle i lautoproduzione da fonti rinnovabili. Allo stesso tempo riformare gli strumenti di\nrisorse assegnate all Italia attraverso Next Generation EU. In questo contesto la capacità degli . incentivo per il recupero e la riqualificazione energetica degli edifici (detrazioni del 50-65-\ninvestimenti e delle riforme di garantire un cffetto moltiplicatore e un utilizzo efficiente 75-85-90-110%) per legare l’entità del contributo alla riduzione dei fabbisogni energetici e\nrappresentano condizioni essenziali per la competitività del Paese e del suo sistema produttivo, . al contributo alla decarbonizzazione realizzati. i\noltre che di generazione di rilevanti benefici ambientali e sociali. La transizione ecologica può drcontentre la l'aa i prezzi dei mercati energetici con l’applicazion e di strumenti\noffrire rilevanti benefici in termini di riduzione delle esternalità negative, a partire da quelle sulla i compadibil per l'appravvigionamento di lungo termine di capacità elenerpa da tecnologie\nsalute. Una transizione giusta ed efficiente deve realizzarsi i io il Si ta pi il aa\noÉlirzando rana SA pis me i facendo e meglio il mercato 9. di promuovere una riforma fiscale ecologica attraverso l’eliminazione graduale di tutti i\ninnovative offrend id di di e co ove Cr ‘a Cittusione di tecnologie sussidi dannosi all’ambiente e una valutazione preventiva di tutti gli investimenti pubblici\nlive, offrendo opportunità di riconversione industriale e di formazione e aggiornamento ce gli aiuti di Stato per assicurarne la coerenza con la /ong term strategy di decarbonizzazione\nprofessionale. al 2050 e la legge europea sul clima :\n10. di, favorire. l’economia circolare integrando pienamente la considerazione del capitale\nProponiamo naturale nella contabilità non solo nazionale, ma anche regionale e degli enti locali,\nfivorendo l’aumento del verde fruibile per abitante, attraverso meccanismi di premialità\ni ' ai Comuni in base al raggiungimento di determinate soglie\n1. di riformare gli assetti istituzionali e regolatori attraverso una revisione del titolo V della APE :\nLeno i i i 11. di avviare la realizzazione di un termovalorizz i “rà di\nCostituzione, per consentire una visione unitaria della strategia energetica nazionale termovalorizzatore a beneficio della città di Roma\nrestituendo al livello statale le competenze esclusive in materia energetica '\n2. di sviluppare una politica energetica europea, allineata con quella climatica, al fine di\naumentare la resilienza del sistema, costruire reti integrate e adottare strumenti comuni\n8\na ii\n|\nci mute samia ea mon a SETTE TZ",
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          "text": "|\n| servizi disponibili sul mercato, nell’ottica di razionalizzazione delle società pubbliche\nPOLITICA INDUSTRIALE i\n5. CONCORRENZA, IMPRESA PUBBLICA E | locali\n- d susa lives tmend ; 9. di ripristinare il meccanismo di impugnazione da parte dell’Autorità Antitrust degli\nAprire i mercati a più e nuovi soggetti concorrenza tra loro porta ac accres i | affidamenti diretti non giustificatamente sottratti al meccanismo di gara\nprivati, innovazione, produttività, occupazione, efficienza, domanda e crescita. 1 settori più i 10. di rivedere le condizioni che consentono l'affidamento diretto, prevedendo anche che la\nconcorrenziali sono quelli che prima riprendono a crescere € a recuperare competitività a seguito | motivazione qualificata da parte dell’ente locale sia inviata con adeguato anticipo\ndi crisi economiche. La politica per il mercato e la concorrenza rappresenta una componente all’Antitrust ce resa pubblica, anche per aprire una finestra di tempo utile a che un’altra_\nap ; EI\nfondamentale per consentire che le misure intraprese con il PNRR contribuiscano appieno a fare | impresa possa manifestare interesse all’affidamento -\nuscire il nostro paese dalla crisi di crescita trentennale, determinata dalle rigidità che ancora | 11. oltre ad affiancare e prevedere nel bando complete ada della culi resa MEA AVA\ne fo i Hi i i Ti 1damenti € rinvii di co,\naratterizzano molti settori dell’economia italiana. Crediamo che le modalità di intervento lascino gara sia svolta in tempi congrui per evitare pro. ‘oghe di affida FI AS” ANA\ncara pina al io-di'individuare le:ifolalitàpit:10St0pate utile inoltre una verifica preventiva del mercato in modo che quanto richie to: ZA)\n- RA abile rate Vi We; i ; L'E\nquanto più possibile alle decisioni private c a mercato CI if Più approp effettivamente e probabilmente disponibile evitando gare “su misura”. Dove si prevédelnz= di\na raggiungere gli obiettivi, ad esempio tecnologie o modalità organizzative siano più appropriate, realizzazione di un’opera è opportuno non separare la realizzazione e la conseguente” NL\npgIUNSCre op pp cp: BUCO\"?\nmanutenzione da, set\nProponiamo 12. in linca con quanto proposto per l’intera pubblica amministrazione, che per le imprese”\npubbliche locali si dia finalmente conto della gestione, a partire da evidenze sulla qualità\ninterventi che incentivino le imprese ad una crescita dimensionale necessaria a migliorare del SENIZIO EFESO: i i\nefficienza e capacità innovativa 13. per il settore energetico una semplificazione e accelerazione delle procedure di\n2. che venga esteso il ruolo di stimolo e controllo all’Autorità della Concorrenza e alle autorizzazione: il recente provvedimento del governo in materia di autorizzazioni per gli\nAutorità di regolazione dei settori economici impianti fotovoltaici è importante; tuttavia esso potrebbe essere vanificato in assenza di\nuna capacità tecnica adeguata delle amministrazioni locali; a ciò si potrebbe ovviare\nin merito alle BARRIERE PUBBLICHE all’entrata nei mercati cao FEE attraverso la formazione di una task force di supporto, anche ricorrendo a collaborazioni\nab Foto con Università e Politecnici. È inoltre auspicabile una politica tariffaria che non penalizzi\nTIRANO li investimenti in nuove, più efficienti modalità di produzione energetica\nei ice dei Subblici si di eliminazione di AES gli in i gu di EE a\n3. che nella revisione del Codice dei contratti pubblici si dia luogo all'eliminazione di tutte e Si iz 14. lo sviluppo della mobilità elettrica, funzionale anche allo sviluppo della filiera dei veicoli\nquelle disposizioni che introducono oneri non necessari € più elevati rispetto a quelli di letto\n] iene i si item indivi dall”. ‘ità ilizz el Zi Qi pi gu: i MN pe PS\n] previsti dalle direttive europee, secondo 1 a indiv iduati dall Aùronti (utiliz - d di Rx è SOI 15. di accrescere le capacità dell'autorità di settore (ARERA) di valutare criticamente i piani\nCC i di 1 o i gui calli a ge gina e\nprincipio del copy-out dalle pe appiicazione SNET è ara NE ad e di sviluppo infrastrutturali di elettricità e gas proposti dai gestori di rete (T'erna e Snam),\nby pre Fi i e ZI E DE i EE i è fr è\nproporzionalità; climinazione di be an intitili, e a pa onsabilità Nar fa - per indirizzarli a raggiungere una maggiore efficienza per il consumatore, in coerenza con\nintensificando il controllo ex post anzie € ex ante; revisione dei criteri di respons SE “gli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico\nper danno erariale delle stazioni app ant delle attività in concessione dei beni 16. in merito alle reti digitali 5G l’accelerazione dell’infrastrutturazione nelle arce bianche e\n4. che si proceda a una revisione i cl lr e attività ina piede gii | | grigie, oltreché rimodulando i bandi di gara, ampliando il novero degli operatori a cui è\naffinché esso non conduca all’esc Wa la coni che non si proceda a ‘consentita l’installazione di impianti (ad esempio ai gestori di infrastrutture sul territorio\ningius ; SSsari: i a è - pr PA\ndia luogo a ingiustificate oi Per ACELETNECO pr | come gestori autostradali o ferroviari) c facilitando accordi di cooperazione con gestori\nprorogaiper le concessioni scale i i ae dell’economicità delle funzioni svolte i tra operatori infrastrutturale c di servizio. i\nSi idiprevedete tif péccANISMO PENSO eni o cali. Le inistrazioni competenti i che dove il mercato non garantisce la redditività dell'investimento, gli incentivi per lo\nda tutte le pubbliche amministrazioni cen blica; Hi Ecrendot al fiercato dé] “business | sviluppo delle reti di telecomunicazione a banda ultralarga siano attribuiti tramite gara a\ndovranno mettere periodicamente a gara pu e Csicn terne! sodiidà defi i imprese sottoposte alla vigilanza di una Autorità di regolazione\nSi svolte da ZI i e - pe:\nprocess outsourcing”, le attività gestione BA “tadiai E/G! e 18. che le Autorità Portuali assumano un carattere imprenditoriale, che assicuri la definizione\nun prezzo di mercato per ogni prestazione della PA verso cittadini e/o impres i distrategie di svi] dell’attività - - ii\npi izi pubblici locali e le attività strumentali delle ategie di sviluppo dell’attività e sua integrazione nel sistema logistico\n6. di aprire alla concorrenza i SCrvizi p pile delle i 19. una riconsiderazione del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti come aggregatore di risorse\namministrazioni locali. L’apertura alla concorrenza, ove possibile, delle imprese é | dii i il re 1 o Cap\nbiettivi ial che nella prospettiva di creare utilities che competano | non di imprese e il recupero del ruolo di sostegno ai processi di cambiamento delle\npertanto un ea EQ anche nella pe iti | i | imprese e dell’amministrazioni\nri ministrazioni. i ili i i ii\nnell’affidamento ci servizi alle ami di Lich - di | 20. di facilitare lo sviluppo di strumenti che consentano la crescita e le aggregazioni delle\n7. di ridurre, significativamente, sia la spesa che le partecipazioni pubbliche così come i i\n- 1pn va come è vero, che il 93% dei servizi pubblici attivi | imprese private, in particolare attraverso l’apertura del capitale ai fondi di private equity.\nallargare il ricorso alle gare se È li ci azione tra a Funzione pubblica diregolatore 21. di rivedere, la normativa sulla. Golden Power, strumento che ha finito per essere\noggi è stato attiJato senza gara i abnormalmente esteso a operazioni i iri i ionali\ni Se - ‘10ni intra-europee ed addirittura tra imprese nazionali\ngii; i controllo, e quella di gestore e controllato non si è mai compiutamente su i - - i\ndi i e di controllo, e q ge | 22. di rivedere le norme anti-delocalizzazione che, nella prospettiva dell’investitore estero\ni o iSCONO per rappresentare un disincentivi\n8. di procedere finalmente alla dismissione o vendita delle società che non erogano servizi p PP tivo all’entrata\nlocali di interesse generale e/o di società strumentali agli enti partecipanti che forniscono |\ni\n|\n|\n\n|\n- | e il) mmm -",
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          "text": "34. la piena liberalizzazione della attività di intermediazione sui diritti d’autore, quindi -\nin merito alla LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO FERROVIARIO regionale, l’apertura a qualunque forma di organizzazione svolga questa attività, come negli Stati\ninterregionale e del trasposto su gomma regionale Uniti c in molti stati membri dell’Uc\n23. di procedere alla progressiva separazione tra soggetto affidante (e.s. it comune o la in merito alla vicenda ALITALIA/ITA\nregione) e la proprietà dell’incumbent | ZEN\n24. di ridurre la dimensione dei lotti di gara, indicativamente sub-regionale per il trasporto 35. che si completi il percorso, avviato dal governo Draghi, di vendita di ITA Airways\" ATI\nferroviario delle regioni più grandi e sub-provinciale per il trasporto su gomma fa ig ca |\n25. prima della separazione tra proprietà e regolazione, che comporta tempi lunghi, di 13 o i DIN\nmettere a gara almeno i servizi marginali, cioè quelli a minor valore aggiunto per il 6. GIUSTIZIA ie\nmonopolista (lince minori, lince a basso traffico, etc.), le sottoreti isolate c i servizi i i bi AO\n26. ka verso sistemi gross wosf per le reti più integrate (città, regioni con integrazione Il sistema italiano della giustizia è in crisi da decenni: i tempi della giustizia sono tra i peggiori del -\ntariffaria, etc.) mondo occidentale e il livello di fiducia dei cittadini è bassissimo. Non è però solo una questione\n27. di stimolare l’ente affidante a inserire nei contratti l’obbligo delle aziende a fornire al di efficienza: occorre recuperare i valori costituzionali, assicurare la giusta separazione fra poteri e\npianificatore e in forma open i dati di domanda e di ricavi dettagliati l’imparzialità Pindipendenza di tutti i giudici, garantire l’equo processo e la presunzione di\nii innocenza, la parità delle armi tra difesa e accusa, il rispetto della privacy, individuare merito e\nin merito ai NOTAI responsabilità come criteri fondanti delle carricre dei magistrati.\n28. di indire per legge nuove procedure concorsuali per ovviare alle carenze di organico.\n29. Di eliminare la previsione di quote ministeriali, liberalizzando le tariffe, permettendo ai Proponiamo: - i i\nnotai di esercitare in tutto il territorio nazionale (o almeno in ambiti più ampi di quelli psi ta SÈ st i i\nattualmente consentiti), riducendo le esclusive notarili i ES Vi ‘'asscegnazione al Ministero della Giustizia della responsabilità per tutte le magistrature\nGa DA VA incluse quelle Amministrativa, Militare e le Commissioni ‘Tributarie.\nin merito a NCC e TAXI offri Sa 2. separazione delle carriere dei magistrati nelle due categorie di giudici e PM con SSN\nMAO “riforma costituzionale che preveda due organi di autogoverno, la parificazione delle\n30. un'effettiva equiparazione (contratti di lavoro, assicurazione, obbligo di rientrare in UR Îcomponcnti togata c laica c distinti concorsi per l’accesso.\nrimessa dopo ogni prestazione etc) tra i servizi taxi e le altre forme di mobilità non di NE 3. abolizione delle sezioni consultive del Consiglio di Stato, dei Tribunali delle Acque\nlinea (NCC noleggio con conducente), al netto delle condizioni minime che i taxi devono SY sioni i Pubbliche (TRAP' e TSAP)' riconduzione del relativo contenzioso al Giudice\ngarantire per i loro obblighi di servizio pubblico, così come l’apertura del settore a servizi La | Ordinario o al Giudice Amministrativo, à seconda dell'oggetto della controversia e\na forte contenuto tecnologico (App e piattaforme digitali) ‘abolizione del Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica ©\n31. di eliminare o ridurre le limitazioni alle modalità di prenotazione del servizio di NCC, le riduzione drastica del numero di magistrati fuori ruolo e loro richiamo in servizio\nrestrizioni territoriale all’operatività delle imprese NCC (in una prima fase permettendo di attivo. Li MA GR i\noperare liberamente in tutta la regione dove si è ottenuta la licenza) e le moratorie al divieto di tornare a prestare servizio per magistrati eletti a cariche politiche.\nrilascio di nuove autorizzazioni | 6. divieto per magistrati civili e penali nonché di TAR, Consiglio di Stato e Corte dei\n32. che i comuni - avendo questi nei loro compiti regolatori la determinazione del numero i Conti di ogni incarico extragiudiziario, anche di consulenza, presso Ministeri,\ndei veicoli, le modalità per lo svolgimento del servizio, i criteri per la determinazione delle Autorità ° in qualunque apparato pubblico e limitazione drastica del numero\ntariffe, le condizioni per il rilascio delle licenze — concedano più licenze affidandole, in massimo di ore annue di insegnamento presso scuole o istituti privati i i\nuna prima fase, ai tassisti che già ne hanno una in modo da compensare la perdita di | 7. profonda riforma del sistema penitenziario — i cui ruoli di vertice devono essere\nvalore connaturata all’aumento del numero di queste | iCOPEra non da magistrati ma da professionalità adeguate — e ammodernamento\ndell’edilizia carceraria. 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Si propone la riduzione dei vincoli | Carcere, con ‘obiettivo Mago; di abbattere il numero dei suicidi e il grado di\nagli orari di apertura, alle chiusure settimanali dei negozi e alle vendite di fine stagione è | | Lea © quello più ambizioso di restituire alla pena detentiva il ruolo sociale che\npromozionali i la sHitiione le riconosce. i\n| introduzione del divorzio immediato.\n“meta sila Sa oa iaelle dicci Piattaforme diverse oggi esistenti Per i processi telematici, con\nnt concentrazione delle risorse, delle decisioni e delle gcstioni in un unico\n| Ministero o istituzione.\n|\n12 13\n|",
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          "text": "=\n\n\\\n10. completa informatizzazione degli uffici è collegamento delle Cancellerie di tutti gli litigiose su tutto, ma di una vera Patria europea; e un atlantismo non supino ma di leale\nuffici giudiziari del Paese. cooperazione tra alleati. la promozione di società aperte, democratiche, rispettose dello stato di\n. . . a . . . e N\n11. completamento in tutti gli uffici giudiziari del processo telematico, diritto e dei diritti umani deve, inoltre, rappresentare la stella polare della nostra azione di politica\n12. COSHtOZIONE di archivi formatici no la raccolta di dati e atti, con cha gratuito estera. Oggi i confini dell’Europa si sono simbolicamente spostati alle frontiere dell’Ucrai DA\nmagistrati, avvocati e. ‘personale amministrativo, per ass i e ZO\nDe magi trati, a pe » per assicurarne la maggiore aggredita dalla Russia di Putin, c per questo sosteniamo il processo di adesione dell Armee NN\nacilità di consultazione. i irchiza Tesina istena ti SEL sii\n= 13. affidamento a organismi amministrati dagli Ordini dei Notai e degli Avvocati della all'Unione Europea. La resistenza “eun da Nostra r6ssstenza Conn i e sil MS AN\ngestione di procedure di volontaria giurisdizione, a costi predeterminati, minaccia di Putin è una minaccia per l’intera Europa. Per questo la resistenza Ucraina VEN\n14. esenzione da responsabilità contabile per i funzionari pubblici che abbiano concluso finanziata c sostenuta anche con l’invio di armi. Qui di seguito si tiene tuttavia conté del Tad SA i\naccordi transattivi e di conciliazione entro importi predefiniti. che l’azione dell’Italia nell'Unione europea non è un’attività di politica estera, e come noto.è PÙE-\n15. ce ddl e di nblipitonicai della azione penale c modifica dell’art. 112 stessa ad avere propric competenze in materia di politica estera (stipulazione di accordi -\ndel i rari i E i dione della priorità nella persecuzione dei internazionali, PESC, ecc) fino a comprendere prospettive di una politica di sicurezza e difesa\na avi 71aria. Ei .\n. . indi i i +E\n16. rafforzamento di ogni norma che garantisca la corretta applicazione della direttiva comune PESDO. E quindi opportuno differen iziare il programma di Fiiopa da un lato\ncuropca 343/16 in tema di presunzione di innocenza, con particolare riferimento facendo riferimento alle prospettive della federazione europea e degli Stati Uniti d'Europa (vedi\nall’aggravamento delle sanzioni in tema di violazione del segreto istruttorio e alla oltre), da un altro lato effettuando qui proposte di azioni dell’Italia nella politica internazionale.\neffettività del relativo procedimento di accertamento delle violazioni.\n17. spostamento del processo ad altra sede quando l’eccessiva esposizione mediatica Proponiamo\n(attraverso la violazione della direttiva UE 343/2016 e del segreto istruttorio) sia tale\nda compromettere il rispetto del principio di presunzione di innocenza. pa\ne Elo i e i i i MULTILATERALISMO EFFICACE\n18. estensione delle depenalizzazioni e delle forme di giustizia riparativa, rafforzamento in merito al RILANCIO DI UN MU i\ndei riti alternativi c abolizione dei limiti all’opzione di scelta del Giudizio Abbreviato. E . .\n19. estensione e rifinanziamento dell'istituto del rimborso delle spese processuali in caso pz RO di ricreare il consenso globale attorno al’ONU,. L' Italia deve mantenere il suo impesne nel XÒ\ndi imputati assolti. . la) NOA gruppo Uniting for Consensus per la riforma della composizione del Consiglio di Sicurezza ma\n20. parità effettiva tra consulenti tecnici dell’accusa e della difesa. c e per la ripresa concreta della cooperazione internazionale occorre superare il potere di veto\n21. abrogazione dell’art. 421 bis c.p.p. in tema di intervento di integrazione del giudice a SSR Va dei membri permanenti e modernizzare le burocrazie spesso pachidermiche di molte agenzie\nsulle indagini preliminari, che debbono restare di esclusiva competenza € a LED ONUSaNC . e\nresponsabilità degli organi della Procura della Repubblica. i CN SIAT 2. di sostenere il completamento dell’Agenda NATO 2030 per um’Alleanza difensiva adeguata,\nde SL ssp poa au i SINIS “ta in uD’era di i se im i {bili ict\n22. riforma del Sistema di Giurisdizione amministrativa con l'introduzione di un rito Na iI forte e unita in un' era di grandi incertezze e di minacce imprevedibili alle società rule based. Tn\nsemplificato con giudice monocratico è ‘’un contesto geopolitico drammaticamente mutato dobbiamo aumentare le capacità di difesa\n23. creazione di un ruolo di magistrati tributari da selezionare con pubblico concorso e della nostra sicurezza collettiva. i i\ncon reclutamento e istituzione di sezioni specializzate presso ‘Tribunali e Corti di 3. di rilanciare gli obiettivi dell Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, come pure\nAppello, istituzione di una Sezione tributaria specializzata della Cassazione \"_dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile che rimangono guide indispensabili se vogliamo\n24. introduzione della mediazione del Giudice tributario. un mondo minimamente in grado di reggere 9 miliardi di persone all’orizzonte 2050.\n4. di mettere l’Africa in agenda come priorità. Gli strumenti del multilateralismo devono essere\nmessi al servizio del continente africano per affrontare le questioni legate al terrorismo\n. jihadista, alla demografia, ai massicci movimenti di persone, a un più efficace impiego delle\ni rimesse, all’accesso ai servizi sanitari e sociali, all’istruzione.\n7. POLITICA ESTERA ED EUROPEA\nEE . . in merito alla PROTEZIONE DEI DIRTTTI UMANI NEL MONDO\nIl 2022 sarà ricordato come un anno straordinario per la politica internazionale, ‘come lo fu il i\ni Berli ssertività di regimi autocratici, lo spostamento a . sil pi agli a Sri\n1989 con la caduta del Muro di Berlino. La nuova assertivita di regimi AUutOc E pe 5. di preservare l’universalità e Pindivisibilità dei diritti umani, principi duramente messi alla\nvd Sira Se . . . . . e - - . e\ndei confini con l’uso della forza, il ritorno al concetto imperialista delle siete Fn denza prova, creando sistemi di protezione innovativi di fronte all’emergere di nuovi diritti e\ndisconoscimento del multilateralismo come metodo per raggiungere il consenso a livello rafforzando quelli esistenti, soprattutto gli aspetti di monitoraggio come i Treaty Bodies e le\ninternazionale: sono tutti fattori che mettono in discussione l’ordine mondiale nato dalla fine procedure speciali onusiane. i i\ndella Guerra Fredda c che rischiano di compromettere il nostro impegno collettivo nel 6. di sostenere il diritto internazionale come diritto prevalente. In particolare, +Europa\nconfrontare fenomeni epocali come i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare, i flussi i continuerà Aa SOT Posibile ogenere il sea di pn internazionale, a\n- . i . cominciare dall attività della Corte Penale Internazionale per i crimini di guerra, i crimini\ni a he focalizzano l’attenzione del mondo. In un quadro e spa ur\nmigratore altri temi strutturali di fondo cl i ocarzzano TE sie fel contro l’umanità e il genocidio. Il tema dell’acrountubility e di come mettere fine all’impunità di\ninternazionale che continua a presentare forti tensioni, TEuropa manticoe icde in i chi commette questi crimini, sia come mandante sia come autore materiale, è sempre più\nconvinta a due punti fermi: europeismo e atlantismo. Un europeismo non delle piccole patrie ineludibile affinché non ci sia pace senza giustizia.\n14 15\n= pas eso CON E E ll e E DIC IR E e Re a sm i",
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          "text": "7. di combattere il flagello delle detenzioni arbitrarie, ovunque nel mondo e nelle loro molteplici\nforme. La persecuzione giudiziaria rappresenta una forma insidiosa di oppressione perché co- 7. di favorire lo sviluppo di cooperazioni rafforzate fra Stati membri dell’Unione che si\nopta l'autorità giudiziaria nel meccanismo repressivo dello Stato. La questione centrale che si I st a I\npone è l'impunità degli Stati rispetto alla violazione di digiti fondamentali sanciti da aggiungano, senza necessità di modifica dei ‘l'rattati, a quelle già applicate CON SUCCSSSQEN TI\nsd paio ali riguardino in particolare l’ampliamento delle competenze dell’Unione nci set dla e di\nsalute c delle minacce sanitarie transfrontalicre, della politica energe Lil i NI I\nsull'efficienza e sulle energie rinnovabili, della politica estera e di difesa ngn Eee pi\npolitiche sociali ed economiche NZ dI\n8. FEDERALISMO EUROPEO: VERSO GLI STATI UNITI DD’EUROPA 8. di sollecitare l’adesione dell’Unione curopea alla Convenzione di salvaguardiat ce dinitizi a di\ndell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), come dispone l’art. 6.2 del Trattato di\nLa Repubblica italiana partecipa all’originale processo di integrazione (economica, politica, Unione, onde favorire il miglior rispetto dei diritti fondamentali non solo nell’ÙF-ma__-\nsociale) interstatuale europea, che trova fondamento nell’obbligo di cooperazione internazionale anche da parte dell'UE e conseguire l’uniformità di applicazione di tali diritti fra i\ndi cui all'art. 11 della Costituzione il quale, in riferimento solo alle Comunità europee di un quarantasci Stati contraenti della CEDU stessa, così difendendo al meglio il principio del\ntempo e all’Unione europea di oggi, consente «limitazioni di sovranità» più volte accertate dalla sale dl lam “daisti i\nCorte costituzionale. Nondimeno l’Unione rispetta l’ordinamento di Stato membro «e la 9. di generalizzare la metodologia solidaristica ya Si e affrontare le\nloro identità nazionale insita nella loro struttura fondamentale politica e costituzionale, EMELgenze più significative, come avvenuto conta Next. /enierabon i\nil si i gi o i 10. di completare l’Unione Economica ce Monetaria tenendo conto che la capacità fiscale\ncompreso il sistema delle autonomie locali e regionali». Occorre pertanto migliorare il sistema dei ‘dell’Unione è parte essenziale della sua autonomia strategica nonché del finanziamento\nrapporti tra i livelli istituzionali nazionali (Comuni, Provincie, Regioni) e quello sovrannazionale futuro del bilancio europeo: ciò va correlato alla questione della stabilizzazione (post\n(degli organi dell’Unione). del Piano di ripresa e della riforma profonda dei meccanismi del governo\ni dell’economia europca, a cominciare dal rafforzamento del ruolo internazionale dell’Euro\nProponiamo e dalla revisione del Patto di Stabilità e del Fiscal Compact\nI 11. garantire la piena attuazione del pilastro europeo dei dist sochi promuovendo\nin merito al FUNZIONAMEN i Seo ZA SuO stipulazione di un apposito Protocollo sul progresso sociale da annettere ai Trattati di\ni Ep TO DEL SISTEMA ISTITUZIONALE PROPRIO Gi E Unione i o\ntf {fe Sa NA 12, di contribuire allo sviluppo resiliente dell economia europea appoggiando la realizzazione\ni i i ASI ‘di investimenti attenti alla transizione verde e digitale e riservando cura al contesto in\n1. di sostenere, a Trattati istitutivi costanti, l'applicazione dell’art. 295 del Trattato sul E AAA ‘specie delle piccole e medie imprese\nfunzionamento dell’Unione affinché Parlamento europeo, Consiglio e Commissione WEA 'di operare per dare seguito concreto alle proposte emerse dalla Conferenza sul futuro\nconcludano un accordo istituzionale che attribuisca formali poteri di iniziativa legislativa NZ dell’Europa, un esercizio senza precedenti che ha visto la partecipazione di milioni di\ni al Parlamento europeo i cittadini e cittadine europei, dando uguale attenzione a quelle che possono essere messe\ni 2. di armonizzare i sistemi elettorali nazionali, o addirittura di arrivare all’adozione di una in pratica a Trattati costanti e a quelle che richiedono modifiche, mantenendo aperto il\nlegge elettorale uniforme del PE, consentendo alle famiglie politiche di competere su cantiere della Conferenza al fine di dare continuità al dialogo tra cittadini c istituzioni\nbase transnazionale\n3. di aprire la strada all’elezione diretta del Presidente della Commissione curopca in merito al RAPPORTO FRA LIVELLO DI GOVERNO STATALE E LIVELLO DI\n4. di mettere fine al dualismo di fatto tra il Presidente della Commissione e il Presidente del GOVERNO SOVRANNAZIONALE EUROPEO\nConsiglio, unendo i ruoli sotto lo stesso cappello: ciò conferirebbe coesione e\nper no cite ae cea recato. possioni pit dineari sia all'intethio; sia 14. di migliorare l'iter di approvazione dell’annuale legge italiana di delegazione europea, cosi\n5. di appoggiare la recente risoluzione del Parlamento europeo, che avvia una «procedura di da farla intervenire tempestivamente a dettare principi e criteri di attuazione delle norme\nrevisione ordinaria» dei ‘Trattati in base all’art. 48 del ‘T'rattato di Unione, in particolare “UTOPICO sug! COMPITO; PAma ché scadimoi reni dell'adempimento: (gogie\n= rispetto alla massima compressione, o meglio all’eliminazione, del voto all’unanimità in sAYece non di rado si verifica), eyitando in tal modo I avvio di procedimenti europa di\ni seno al Consiglio i infrazione € conseguente imposizione di sanzioni pecuniarie per i ritardi in cui\n= 6. di semplificare, più in generale, il processo decisionale europeo; estendendere il voto a i l’amministrazione italiana incorra\n= maggioranza qualificata in materie chiave, a partire dalla politica estera: questo passaggio\n= È essenziale per arrivare, Come sempre più necessario, ad una politica di difesa comune\n= (quest’ultima non in alternativa ma complementare alla NATO); il voto a maggioranza va 9. FEDERALISMO LOCALE\nesteso anche alla politica sociale, alla fiscalità, alla politica migratoria e dell'asilo. E\nBenché la Repubblica italiana sia «una c indivisibile» cssa promuove ampie «autonomie locali» e\n= in merito all’approfondimento del’INTEGRAZIONE CONTINENTALE EUROPEA E AL «il più ampio decentramento amministrativo» nei servizi alla cittadinanza (art. 5 Costituzione). La\nss PERSEGUIMENTO DELLA SOVRANITÀ E INDIPENDENZA CONTINENTALE riforma del Titolo V della Costituzione non ha ancora avuto, dopo ventun anni, un compiuto\n= adeguamento. Occorre inoltre pensare alla scadenza di attuazione del PNRR nella nuova\nÈ 16 17\n\ne I TO ge E i RR ESE i",
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          "text": "Legislatura (2026) e alle necessità di una sua migliore “messa a terra”, che in percentuale altissima 4. Valutare periodicamente (ogni 2-3 anni) i principali programmi di spesa, soprattutto se\ncompete alle amministrazioni comunali. i odo di recente (es. reddito di cittadinanza, superbonus 110%), per valutarne l’efficacia e\ni quindi poter decidere se mantenerli o meno, evitando l'accumulo di programmi inutili ncl\ni Proponiamo tempo. sa ea AC:\nSa i dire nti i iendoli in tutti i settori in basgr alt’\n5, Premiare i dirigenti dello Stato sulla base del merito, sceglien: SERE\nin merito alla COMPETENZA TRIBUTARIA loro qualità. fa) ZA Mo\nda i ia fe i\n1. di attribuire una vera autonomia in materia a Città metropolitane e Comuni Il costo della burocrazia è enorme. Solo le piccole c bdic imprese spendosio Cia SIAE poppa\n2. di istituire un federalismo locale fondato sulla responsabilità delle amministrazioni nei l’anno per compilare moduli. Occorre: NE\nconfronti dei residenti che versano tributi e ne valutano l’utilizzo. chiudendo la o nei ip\ndegli sprechi pagati da tutti i contribuenti attraverso le coperture statali saone 6. Ascoltare le imprese e il mondo del lavoro per comprendere i reali bisogni di semplificazione,\ni verificandone le compatibilità con l'interesse generale. Le proposte di semplificazione che\nin merito al’AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA partono dai burocrati sono sempre troppo limitate. e\nÈ Un censimento dei processi di autorizzazioni autocettificazioni), obblighi di\nadottare per le matcric a cui si applica l’autonomia differenziata il modello ad ; comunicazione di informazioni, € procedure di richiesta contributi/servizi/benefici richiesti\nsanità per cui le risorse per la spesa sono fornite dallo Stato, sono aa ; e pi ka dalla Pubblica Amministrazione.\nsulla base di un criterio oggettivo di ripartizione, ma sono vestite d e IcponI 8. Ridurne il numero a meno della metà (in termini di numero di ore di lavoro necessarie per\nvincolo di livelli essenziali di qualità dei servizi PEGdotai Questo a E teponi settori completare procedure e obblighi ora richiesti); è un obiettivo realistico per il 2027.\nmantenere un adeguato grado di solidarietà tra regioni AAA ae Consente di 9. Rivedere le modalità di pagamento di imposte e multe. Pagare tasse non piacevole: deve\nefficienti nel gestire le risorse di beneficiare interamente da tale m: e fai gonpm essere almeno facile e semplice. Per csempio, occorre rendere più facile utilizzare PagoP A.\naggiore etlicienza. 10. Eliminare le autocertificazioni: se si ritiene che una certificazione non è necessaria la si\nin merito alla “messa a terra” locale del PNRR SE NN elimini. I’autocertificazione spesso non aggiunge nulla. È inutile autocertificare che si sta\nFUSO rispettando una certa norma. sE\n4. di introdurre norme che migliorino il coordinamento fra Regioni, Città metro i / les) i E NE 11. Rendere più facilmente fruibili i testi normativi da parte dei non addetti ai lavori\nComu nell’attribuzione delle risorse finanziarie del Piano i MEDE e Cc DN) a 12. Semplificare gli strumenti di sostegno alle imprese e ridurne il numero.\ninvestimento, utilizzando i ee eta ii ei progetti SN ARA E pi gle\ndisposizione a Pan anche la rete di assistenza tecnica e di supporto messa a si Il coordinamento di queste attività di semplificazione deve dipendere da unm’unità alle dirette\n5. di attuare le norme sulla trasparenza amministrativa assicurando l’eserci sw e Si dipendenze del Presidente del Consiglio, vista l’importanza dell’obiettivo e il fatto che riguarda\ncontrollo civico sull’utilizzo efficiente ed efficace delle risorse finanziarie del Piano di tutti ministeri.\n11. POLITICHE DI BILANCIO\ni\nProponiamo\n10. FAR FUNZIONARE BENE LA MACCHINA DELLO STATO 1 di contrastare l’evasione fiscale attraverso il pieno incrocio delle banche dati.\nPer gestire Bene diazicda pubbli i 2. di non introdurre condoni fiscali di alcun genere.\nqualità (del prodottà. e np i o privata che sia, è necessario misurare la quantità e la 3. SN gradualmente il rapporto tra debito pubblico ce Pil. Per questo ci impegniamo,\nStato, invece non lo i i ec lavora bene. Questo in teoria dovrebbe valere anche per lo a là o flutruazio ni legate al ciclo economico, a/mantenere un tasso di cresaita della\nin modo serio. Cosa occorre fare? spesa primaria al di sotto del tasso di crescita del Pil, purché tale tasso di crescita ecceda,\ni in termini reali, lo 0,5 per cento del PIL, fino al raggiungimento di un livello di avanzo\n1. Fissare chia obiettivi. E occorre partire dal vertice. 1 ministri d Primario che consenta, dati i tassi di interesse di mercato, un calo del rapporto di debito\nquinquennali, in linca con il PNRR per le arec rilevanti (per pu vo ricevere obiettivi di 2-3 punti percentuali l’anno, sempre al netto di fluttuazioni cicliche rispetto al quadro\nprocessi civili), con traguardi intermedi. Questi obiettivi saranno psi ne la (aa dei macrofiscale di medio termine. a\ndesiato per tutta la mministrazione a in modo più 4. che le nuove regole curopec sui conti pubblici si basino sulla definizione di piani\ni are i risultati in modo sistematico e sostanziale, cosa ora fatta saltuari quinquennali di riduzione del debito (rispetto al Pil), che tengano conto della qualità della\n3 ja pain jane: sua pieni i i amente, con ne e asia i up sia di folio di sostegno del ciclo economico in\nspazio o di apprezz agli a en atta ut a Az. al sentiero di crescita stabilito.\npprezzamento degli utenti rispetto ai servizi offerti. 5. di ridurre le cosiddette spese fiscali\n18\n19",
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          "text": "di semplificare dnsicamente il codice fiscale, riga una semplificazione del calcolo di istituire un sistema centralizzato dell’Agenzia delle Fintrate che garantisca l’accesso ai i\nimpo soi care e CUMINIZIONE CHIAVI pa specia in OE Casei dati e alle cartelle esattoriali da ogni ufficio competente e che comunichi con catasti e\nso Si aa of MEO CURE; NUOVI, Atm, pico Senza «ciminarme: un istituti bancari incrociando i dati in maniera certa e sicura attraverso database condivisi, al i\n7. Che ii (OSSA:SCEI eo andare i ci ima dei 67 i (flessibilità in usci fine di migliorare gli strumenti di contrasto all’evasione fiscale. Ae E e\ni da SO sno Se linea oa i oo reati al ci 67 anni pi e in it 11. di istituire un database centralizzato dei curricula dedicato ai Centri per l’Impieg IA VA\ni di a a i quia È ge La PELO AO\nnormativa (lavori usuranti, opzione donna, ecc) croghe previste dala condivida tra gli uffici le disponibilita di personale da impiegare sia nel settore PARI FO N i\nLi pi\nIntrodurre a favore dei diovani atta i in quello pubblico, i Hi ni\ntre i ci giovani neoassunti fino a 35 anni forme strutturali di 12. la creazione di piattaforme digitali destinate all’e-commerce e destinate alle TY FSE ve)\ndecontribuzione di parte degli oneri sociali che consentano di destinare parte delle i i a SINNI\ni bilità così a piccoli comuni e dei comuni delle arec interne. EN LIZZANI\ndisponibilità così ottenute alla previdenza integrativa. sonni È : : dg gi E\n13. di istituire un portale unico destinato agli operatori turistici, agli alberghi e a chi opersgel :\nsettore degli affitti brevi (case vacanze) per le comunicazioni destinate a comuni, regioni,\n12, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE forze dell’ordine c altri enti interessati.\n\nP | in merito al PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E DISCREZIONALITÀ’\nroponiamo\n14. di lasciare l’articolazione del procedimento anche all’intesa tra Amministrazione e parte\nin. merito: all'INNOVAZIONE privata interessata, per adeguare il singolo procedimento alle sue complessità e\npeculiarità.\n1. Occorrono programmi di innovazione organizzativa e dei servizi in una serie di ambiti- 15. che l’esercizio di discrezionalità amministrativa torni ad essere il momento in cui |\nchiave del settore pubblico che coinvolgono le missioni del PNRR: giustizia, | l’Amministrazione esprime la propria intelligenza della realtà ed elabora la soluzione più\namministrazioni della trasformazione ecologica, enti locali, amministrazioni centrali dello pp coerente e rispondente al perseguimento degli obiettivi che la legge e la direttiva politica\nStato. Per ogni programma occorre una task force nazionale che rilevi e diffonda buone pr SAD, stabiliscono. Occorrono quindi modifiche della 241/90 attraverso la previsione di\npratiche. i a (e VA meccanismi di implementazione dell’uso della discrezionalità tecnico-amministrativa da\n2. di rafforzare le strutture impegnate nell’attuazione dei programmi dell'Agenda digitale fe fi ER parte del funzionario/ dirigente nell’ambito dei procedimenti amministrativi.\ni 2026 e che le amministrazioni pubbliche, e gli apparati centrali, aderiscano alle i i 16. di introdurre meccanismi premiali, nell’ambito del ciclo di valutazione della performance,\npiattaforme nazionali (SPID, CIE, CNS, Fascicolo Sanitario Elettronico, ecc.) e al cloud A&Ll cl e peo È per funzionari e dirigenti delle P.A. che, in relazione a fattispecie concrete, provvedono\nnazionale, realizzando gli interventi per modermizzare i propri back-office e rendere NÈ in modo aderente alla realtà fattuale e giuridica, anche discostandosi dai precedenti.\ninterdpembilli pina scenici | N 17. di sottoporre le normative che pongono oncri di adempimento a cittadini e imprese a\nprop gi SIL oporre | ne pong\n: 3. che le competenze sulla sicurezza digitale diventino diffuse e trasversali a tutti i livelli del i valutazione di impatto regolativo.\n: personale pubblico e degli utenti dei servizi, potenziando programmi e strutture in i\nÈ Materia di cybersecurity per le amministrazioni pubbliche. sita tt in merito a RECLUTAMENTO, FORMAZIONE E VALUTAZIONE\n4. di prevedere investimenti atti a garantire server in grado di reggere i flussi di dati e di ste a\naccessi che una digitalizzazione massiccia del sistema comporterebbe, garantendo una i i i di i a i\n: connessione EA sicura su tutto il territorio nazionale e Povedendo informazione 18. di proseguire je NE bobina ante personale pubblico b aan sa)\nlimpida, oggettiva c basata su prove scientifiche sulle nuove tecnologie messe in campo. a Pt E pe quota di soggetti e che dal Pi\n: 5. di estendere la formazione digitale ai cittadini, aggiornando i programmi scolastici reclutamento di personale con laurea nelle daciplne STEM. P i\ni prevedendo l'inserimento in tuti i corsi di studi di Rea mareali didattici atti ad 19. adozione di meccanismi di reclutamento che valorizzino anche le competenze in ambito\ni di Getrutturare i i pie se della PA papa i Aisaaly informatico e tecnologico, le esperienze pregresse in ambito pubblico e privato e sof? skills\nsi i iformi GE, ui di Fi RI ONT USCEICNE LES quali la capacità di risoluzione di problemi, la capacità di visione laterale e di\nuniformi, garantendone aggiornamento e funzionalita. ragionamento logico.\n7. di istituire un sistema centralizzato di raccolta dei dati sanitari, in forma sia aggregata che i “sai di cari ui criteri sità\ndisaggregata, che ne preveda l'inserimento in maniera diretta da parte dele Sutture dee Atiiaramentorti carriera Fonda suerte della peodlottivitite\n: ospedaliere senza il passaggio sttateso altri sn, e che comunichi direttamente col 21. di valutare il superamento graduale del concorso pubblico per l’accesso a tutte le PA (con\n: N nistero della Mute ce6n gli a Sopeeta cora ti bili i i modifica costituzionale) nella prospettiva di introdurre sistemi di cooptazione, con\ni a archivio centralizzato dei beni mobili c immobili posti sotto sequestro per specifiche milestones è meccanismi di previsione (e verifiche del raggiungimento) degli\nse motivi giudiziari. Pa i obiettivi.\n9. di istituire un archivio centralizzato dei beni della PA stoccati nei magazzini, con accesso 22. che la formazione del personale pubblico, tra cui quella di tipo manageriale, per\ndi tutti gli enti perche possano rifornirsi in caso di necessita, e di attivare la gestione green intervenire sul potenziamento della dirigenza pubblica, debba essere sostenuta dallo\nè degli smaltimenti, prevedendo la pubblicazione dei materiali da smaltire sul sito dell’ente stanziamento di risorse stabili e dal rafforzamento della rete di soggetti coinvolti\n: ce comunicando ai privati la possibilita di accedere ai materiali prima dello smaltimento. (Università, centri di ricerca, soggetti privati). Per l'alta dirigenza occorrono master e\nSS 20\nè 21\n4\namsnaa i",
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          "text": "percorsi di perfezionamento in grado di sviluppare interazione tra i vari livelli istituzi ali - s o\ne amministrativi (centrali, regionali, locali) n i livelli curopei (con Naga 2. il rafforzamento degli Enti tecnici dello Stato (Istituto Superiore di Sanità - ISS, Agenzia\ncuropca e per favorire scambi formativi tra amministrazioni europeo). nazionale per i sanitari regionali - Agenas, Agenzia Italiana del Farmaco - AIFA) per la\n23. formazione obbligatoria e continua dci dirigenti e dei funzionari delle P.A, incentrata | furcla dé lla salute dei cittadici, n tiftele Regio bi e\nprincipalmente sul diritto amministrativo con la introduzione di protocolli obbligatori tra 3. l'istituzione di un finte Regi onale udicò per il monitoraggio Statale della Regione/PA ©\nUniversità pubbliche e P.A. per la formazione obbligatoria di dirigenti e facoltativa di supporto operativo agli erogatori presenti sul territorio regionale {modello \"Azienda\nfunzionari (quale elemento premiale per la valutazione della performance se effettuata | Zero”).\nproficuamente). i\n24. rafforzamento ed estensione della valutazione dei risultati delle politiche pubbliche e i in merito ala RIDEFINIZIONE DEI RAPPORTI TRA MEDICINA OSPEDALIERA,\naffidamento delle valutazioni a strutture esterne alle amministrazioni, sulla base di bandi ASSISTENZA PRIMARIA E MEDICINA TERRITORIALE\ncompcetitivi.\n4. l’adeguamento strutturale, finanziario e gestionale, in modo integrato, di tutti e tre i\n| pilastri con una visione sistemica al momento mancante.\n13. SCIENZA E SALUTE | 5. il Potenziamento della Medicina Generale attraverso l’incentivazione delle aggregazioni\n| professionali e la riforma dei modelli organizzativi della Medicina Generale\nIn Italia la Ricerca Scientifica e l'applicazione dei suoi risultati non sono considerate una priorità | 6. investimenti sull’assistenza residenziale è domiciliare per la popolazione fragile, anziani,\nPolitica, sia a causa di pregiudizi ideologici sia in ragione di una scarsa conoscenza delle i non autosufficienti o con disabilità e su nuovi modelli di l’arracde di comunità.\ncomplesse dinamiche della Scienza, Per noi occuparsi di Ricerca significa considerare la |\nconoscenza un bene, con l’obiettivo di “liberare la Ricerca”, in particolare attraverso uno inimertojall'INTEGRAZIONE TRA SANITARIO.E SOCIALE\nsviluppo democratico c liberale delle discipline scientifiche al servizio di tutte le |\nal s persone, i i uo SENNO de\nindipendentemente dalla latitudine ed estrazione sociale.Siamo convinti dell'indiscussa validità del RE lo s dillo rafforzamento E integrazione della rete di servizi sociali e sanitari tramite\nmetodo sperimentale e della revisi i i si ii SAMO una riforma del sistema che p a ica ca i comando. i\nun n a E ce n sone “ra pas (peer review) © vogliamo arrivare a poter declia se è NA 8. la creazione di un sistema informativo integrato: parallelamente ai Livelli lissenziali di a\nui paradigma, un quadro sistemico e continuo, che tenga conto del valore sociale ed Éx AN PR Assistenza sanitaria, claborazione di un elenco analogo di Livelli Essenziali di Assistenza\ncconomico della conoscenza ec del libero progresso scientifico. Le pe fu sociale esigibili dai cittadini indipendentemente dal luogo di residenza\nbea RE i Li o di\nLa sanità italiana si trova a un bivio decisivo della sua storia. La sua struttura demografica c i RA bo in merito alla STRU'TTURAZIONE DI UN ADEGUATO SISTEMA DI PREVENZIONE E\nrelativi trend cpidemiologici la rendono oltremodo vulnerabile. La pandemia COVID-19 l’ha i PREPAREDNESS\nviolentemente scossa e l’emergenza ha mostrato le debolezze del nostro Servizio Sanitario è iu; i\nNazionale (SSN). Oggi risulta evidente che la vulnerabilità di un sistema sanitario può avere | 9. la promozione del valore della salute e della responsabilità sanitaria del singolo gi LMR\nprofonde ripercussioni non solo sulla salute degli individui, ma anche sulla crescita economica e | attraverso la formulazione di programmi di prevenzione inseriti all’interno HS! MSPICR\nsulla fiducia nelle istituzioni, e quanto è rilevante il ruolo della salute per il benessere di un paese, | nazionali, l'attuazione di programmi di cultura scientifica di base (empowsfr GI\nIl dato più evidente è il rinnovato valore universale della salute: bene la cui tutela è interesse | tutti i luoghi di formazione primaria o secondaria (scuole) e nei canali di infgh WLAN Ca]\ncollettivo. Sia sul piano dell’organizzazione sanitaria che su quello dell’acquisizione e ripartizione | MISSA i TIACReMENtO Cela AMO strumenti Cig (es. le app OA\ni i i i apro a | misurano parametri del benessere personale) all’interno dei programmi di prkydqaineset ‘VV\ndelle risorse occorre coordinare gli sforzi nazionali di riforma con la realizzazione di unM’Unione | promozione della salute. SONE\neuropea della salute, avviata nel 2020. i 10. la costruzione di un sistema di coordinamento centrale per la prparedness finaîziato\nstabilmente attraverso:\ni creazione di sistemi di sorveglianza integrata, seguendo un approccio One Health,\nProponiamo tramite la collaborazione di professionisti impiegati negli ambiti riguardanti salute,\nbi ambiente, agricoltura e altri settori strategici;\nb. estensione del rafforzamento e dell’integrazione degli organi tecnici non solo a livello\nin merito alla INNOVAZIONE DEL RAPPORTO TRA STATO, REGIONI E PROVINCE nazionale ma anche a livello curopeo (es. Autorità europea per la preparazione e la\nAUTONOME (PA) ce dei relativi meccanismi di governance e di coordinamento ‘risposta alle emergenze sanitarie- ERA);\nc. creazione di un’Agenzia Nazionale per la prevenzione e la prparedness, al fine di\nla ridefinizione della disciplina di competenza di Stato (analisi di dati e bisogni, coordinare le attività c garantime l’omogencità su tutto il territorio nazionale.\nvalutazione delle tecnologic sanitarie, indirizzo e coordinamento delle Regioni c i\nProvincia Autonome (PA)) e di Regioni /PA (gestione ed erogazione dei servizi) In merito alle attuali COMPETENZE DELL’UNIONE EUROPEA IN MATERIA DI\nSANITÀ PUBBLICA\n22 23\n- oe i zzz een",
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          "text": "pAE Allegato\n11. di prevedere, a medio termine, una più adeguata competenza sovrastatale in materia di\nSanità Pubblica raccordata con le competenze degli Stati membri e senza duplicazione di UNA GENERAZIONE AVANTI - Per una politica \"come se ci fosse un domani\"\nspesa . . .\n12. che l’Italia si faccia promotrice dell avvio fra Stati membri dell’Unione di un meccanismo 1 giovani di oggi e quelli del futuro sostengono e sosterranno sulle loro spalle il costo sempre più\ndi cooperazione rafforzata che renda di competenza concorrente fra Stati e UE l’intero e i i i i i\nscttore della «sanità pubblica» gravoso del benessere di oggi. Da una parte il debito pubblico, che rimanda al domani la\n13. che l’Italia, o il Parlamento curopco, di fronte al già avviato ampliamento delle «risorse i copertura di tante spese e pochi investimenti; dall’altra le esternalità negative ambientali e\nproprio» dell’Unione, si attivino affinché esso arrivi a comprendere la realizzazione di un climatiche, destinate a generare nel prossimo futuro emergenze sociali e costi economici\n“comparto sanitario federale’, come proposto da +liuropa già nella petizione al | dattaini.\nParlamento curopeo n. 063/2021 «sull’ampliamento delle competenze dell’Unione\ncuropea in Ea di anità pubblica, con particolare riguardo alla disciplina delle | 1 giovani pagano tasse e contributi previdenziali altissimi per finanziare interessi sul debito c\ngente sanitarie quali le pandemie», petizione inviata anche alla Conferenza sul futuro Sec CHA pio tencre un welfare sbilanciato sulle pensioni.\nell’IEuropa\n14. di ripensare alle politiche industriali legate al settore farmaceutico, a precise regole su . . e . . . a\neventuale sospensione dei brevetti nonché a un deciso sostegno alla ricerca e allo i 1 giovani pagano la scarsità di investimenti pubblici e privati, che ha prodotto un ambiente di vita\nsviluppo di terapie promettenti, garantendo l’equità di accesso. e di lavoro arido e improduttivo.\n1 giovani hanno un sistema formativo che non li prepara al lavoro che cambia, e trovano un\nin merito alla PROMOZIONE DELLA FORMAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE mondo del lavoro incapace di dare loro spazio.\nUMANE .\ni o Nel contempo, i giovani e le giovani generazioni non compaiono nelle preoccupazioni\nZi. p gi e P P p:\n15. la creazione di un sistema di formazione e gestione delle risorse umane orientato a e Ra EA dell’opinione pubblica e della politica, orientate alla conservazione di consolidati privilegi\npremiare il merito c ad incentivare l’innovazione attraverso: ps generazionali in campo fiscale, previdenziale e ambientale. Una situazione comune a tutto\nProgrammazione, formazione, organizzazione e gestione del personale del SSN con . LAU Pa SUa è l’Occidente, ma che in Italia è resa ancor più grave da uno scenario demografico, economico, e\nun quadro legislativo e finanziario coerente e incentrato sulla qualità e sul merito; e eni Li sode nio peculiare.\nb. Accclerazione alla copertura e al ringiovanimento degli organici tramite un RO i i\nprogramma straordinario di assunzioni; Eni L'Italia ha il debi è sl i e i . o\nc. Miglioramento delle retribuzioni e delle condizioni di lavoro del personale sanitario, ag Pubblico ie Liù alti delimono.sia Aspetto al PI (dre; isla in\nivi inclusa la sua sicurezza, che lo allinei alle migliori esperienze comunitarie; Conn asso ut: Lo\nd. Formazione capillare e diffusa alla telemedicina e alle tecnologie digitali, estesa ad un i GR RA\nnumero adeguato di professionisti sanitari, oltre all’inclusione in tale processo | - L'Italia ha uno dei più bassi tassi di natalità al mondo. E SAN\n. formativo di cittadini/pazienti per migliorare la condizione di salute {interventi sullo i i {zi IL Re\ni stile di vita). | - L'Italia sconta un lunghissimo periodo di stagnazione economica ed è da venlanni+k RE\n- | crescita zero. E AEFRZ\nin merito ‘1.1in FINANZIAMENTO stabile e adeguato a medio termine ni o ey\n- o | | - In Italia, nci vent'anni della crisi, gli anziani hanno accresciuto il loro livello di benessere,\nil finanziamento del SSN non inferiore alla media del finanziamento dei Sistemi Sanitari i mentre quello dei giovani è calato.\ndell’UE. i\ni - I-Italia ha il più alto rapporto tra pensionati e lavoratori dell’Occidente, e nel 2050 saremo gli\nIn merito alla PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA unici, insieme alla Grecia, ad avere più pensionati che lavoratori.\n17. Una sostanziale riforma della Legge 40 del 2004, in materia di Procreazione Nella vita privata non saremmo così ifresponsabili verso i nostri figli e nipoti\nMedicalmente Assistita, anche con l’obiettivo di legalizzare la ricerca scientifica su zigoti rantire all i pencAazioni dis i i pon. Aa provare a\nNene E ga c nuove generazioni almeno le condizioni di benessere che abbi. dii\ned embrioni, in primo luogo ricorrendo a quelli non idonei per una gravidanza sicura i generazioni precedenti ce offri al SE e che abbiamo ereditato dalle\nsoprannumerari, e la loro crioconservazione; iferi - nre analoghe opportunità di crescita e sviluppo comporta principi di\ni | riferimento alternativi a quelli della Politica come se non ci fosse un domuni.\n18. Di introdurre le tecniche di analisi genetica preimpianto nei livelli essenziali di assistenza |\n(LEA) i\n\niL\n24 | 25\na i\n|\n| - |",
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          "text": "- No (future) taxation without representation investimento, cioè uso delle risorse disponibili per qualcosa che non è semplicemente il\nsi san - soddisfacimento un bisogno presente, ma il miglioramento durevole di una condizione di lavoro\nNella razionalizzazione dei rapporti fiscali nasce lo stato moderno. Nel patto tra generazioni, Ra NE RE iv di investime: sione\ni sso i o di vita. Inoltre innovazione significa istruzione € formazione. Il mix di investimento e formazione\neso oe pactcolaomente sensibile dal deterioramento demografi o sella popolazione, nasce migliora dal punto di vista cconomico la produttività, e dal punto di vista sociale la mobilità e\nsere a naz ia rile er l'esercizio del potere politico Ponte | dunque l'equità. L'Italia non è casualmente uno dei pae ehe è crescitro di meno doo nani\ne alle scelte dei legislatori. L'abuso dell'imposizione sui non ancora | ultimi anni, che ha visto degradare la Pb e aper ji e a mi iv i css i\nrappresentati o la. depredazione: di fatite’ cosituisch nr seri di “oto assoluto” esclusione educativa, che ha visto Crescere numero dei NEET, giovani che non studiano e che\n- SE e - o o non lavorano. Questi risultati sono un prodotto cocrente di una scric di scelte sbagliate, tutte\nin bei pe - ieri apr i bean ner ener saiane salito i compiute sul Piano nazionale, non Leftettà di variabili esterne. Non è stata l'Europa e non è stata\nÈ - - ba | la globalizzazione a far scivolare indietro l’Italia. È stata la svelta che ha portato lo Stato a investire\nconeszzionaimente “in pareggio” € per questa ragione nelleguibrio di bilancio occore meno iitemziane.è i opel a inecieneo a aree esca\nconsiderare anche le entrate e le uscite “ambientali”, perché ogni generazione deve impegnarsi a portato la politica a rosicchiare anno P i nno Pe pesa per o esumenti pe i e\nsis gn a i spesa corrente ai fini di compravendita di consenso”. In un Pacsc in cui il voto di scambio con |\n| consegnare alla successiva una quantità di risorse complessive almeno uguale a quella ereditata denaro privato è un reato, il voto di scambio con denaro pubblico sembra essere una\ndalle a preesdenti. Sia il be puboico che ao ambientale sOnO cosi futuri | inderogabile, riconosciuta e legittima necessità politica. Se l’innovazione è un investimento sul\nimposti nei confronti di quanti non hanno rappresentanza o hanno un peso limitato nel sistema i si\ndella rappresentanza. Il No taxation nitliont ripresentation va inteso anche ansa gencrazionale. | fururo, l'Italia sta sistematicamente disiny estendaidazanai.\n- L'ambiente è una risorsa pubblica | - La sfida educativa della riforma della spesa sociale\n\"Tradizionalmente l’ambientalismo fa coincidere l’ecologia con la salvaguardia di determinate e - gi toy Some. pe fue le politiche pu bbliche, pei di vele rischiano di sa cacare da Ru\nperaltro mutevoli condizioni naturali, e non con la difesa di un ambiente adatto allo sviluppo e i e e Na gm ppi impegnati, con cin pi e ra i | raga ere Lia\nalla promozione umana. Il progresso scientifico e tecnologico, l’industrializzazione e la stessa - IA particolare Nella sv ie oc “eta “ee ciali no molto indietro nel iempo\nsocietà dei consumi hanno avuto effetti altamente impattanti dal punto di vista naturale, e al a Na SZ ano vanno ue mani estoni e P ni pa i bile “. al\nsg sui P P i | AUT ti avranno conseguenze ancora per molti anni a venire. Se non è possibile “annullare” quest:\nempo stesso hanno reso imiglioreipiti ricca: ei duramura anche la vita umana. Il patrimonio - rx i conseguenze, neutralizzandone gli effetti finanziari, è necessario superarne subito il fondamento\nambientale è - risorsa umana e dunque un asset pubblico. la contabilizzazione dei costi i - politico e ideologico. L’allocazione della gran parte delle risorse del welfare sulle generazioni più\nambienti dell inquinamento e dei cambiamenti climatici, così come della scarsità delle risorse - avanzate non riflette motivazioni sociali, ma calcoli politici. Le persone di età WR\npei ja pa lalipuna poi pie | sono le più povere, né le più bisognose. Sono le più numerose e quindi le più pote Hi EN\nsa a i pa i potenza si è riflettuta anche sull’immaginario politico generale. Il più forte preditiy li Hat |\nantropico, ma anche all’abbandono della capacità di governo politico c tecnologico dell’ambiente. delle famiglie italiane è l’età del principale portatore di lavoro: se questi ha meno di VS) i\nMorti prematuro, aumento della morbilità, desertificazione sociale, abbandono di intere arce una possibilità su tre di vivere sotto la soglia della povertà, mentre era una su otto NEMI Lo\nterritoriali sono: sempre, in tutto o in parte, il frutto di problemi ambientali e costituiscono anche La spesa sociale italiana ha “cronicizzato” la dipendenza o l’esclusione sociale di una pàrte della\nproblemi sociali dagli effetti dirompenti. Al contempo, il patrimonio ambientale è anche un popolazione, ridotto l’occupabilità e gli incentivi al lavoro e creato un enorme esercito di riserva\n‘prodotto sociale, il frutto dell’investimento, della cura e dell’intelligenza collettiva: sia nella per un'economia illegale e parallela, che riduce il potere contrattuale e i salari dei lavoratori\nattività di adattamento dell’ambiente alle necessità umane che, oggi più che mai, nella capacità di | nell’economia legale. Questo welfare è stato non tra i rimedi, ma tra i fattori principali della crisi\nadattamento delle scelte umane alle compatibilità ambientali c climatiche. L'attenzione sociale italiana. La sfida per la riforma e il “ri-orientamento” generazionale del welfare è quindi la\nall’ambiente deve essere quindi esercizio politicamente proattivo, adattivo e non puramente principale “sfida educativa” che ha dinanzi la politica italiana.\nconservativo.\ni ina i alfa -Il patrimonio politico ed economico dei diritti\n- Innovazione: scegliere di investire sul futuro i e\ni i Nell’ercdità positiva e negativa trasmessa di gencrazione in generazione c'è anche il corpo di\nNella vita politica, come nclle scelte private, l'innovazione appare spesso come una necessità diritti su cui si basa l’organizzazione sociale e la libertà personale di tutti i cittadini. Fino a pochi\ndolorosa, che cambia equilibri e abitudini consolidate, che muta i rapporti di forza tra i singoli e i anni fa, la crescita dei paesi più sviluppati ha coinciso con la diffusione dei diritti civili,\ngruppi, che crea un senso di incertezza per il futuro, ma apre anche a possibilità in precedenza dell’uguaglianza tra i sessi, della parità di genere e della partecipazione femminile alla vita sociale,\nimpensabili. In politica, come anche in economia, “innovazione” significa in primo luogo del pluralismo politico, culturale e religioso e del principio di non discriminazione. In generale, lo\n26 27",
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          "text": "ricorso all’energia nucleare, quest’ultima già rifiutata dagli Italiani in due referendum nazionali. È\nnecessario che ognuno di noi sia messo nelle condizioni di produrre energia pulita e soprattutto di\ncondividere e scambiare l’energia prodotta attraverso la rete elettrica e il relativo mercato, che\ndevono essere riorganizzati per gestire il 100% di energia elettrica rinnovabile. L’energia deve\ndiventare un bene comune, staccandosi dalla logica dei sistemi centralizzati in cui pochi\nproducono/distribuiscono e tutti consumano la risorsa, se hanno la possibilità di acquistarla. La\ndemocrazia energetica si può realizzare attraverso un’economia di condivisione del vettore energetico\nche alimenta le nostre società e una rete che supporta l’autoconsumo collettivo, attraverso\nl’indispensabile evoluzione delle comunità energetiche. Il mondo si trova su una strada che va verso\nun aumento della temperatura globale di 2,7 gradi entro la fine del secolo: ciò porterebbe a\ncambiamenti catastrofici nel clima della Terra. La scienza ci dice che a livello globale possiamo e\ndobbiamo dimezzare le emissioni annuali di gas serra nei prossimi otto anni per rimanere entro 1,5\ngradi. La scienza va ascoltata: senza una forte accelerazione nelle politiche per il clima, “nella critica\ndecade degli anni 20” (Patto per il Clima di Glasgow, C0P26, novembre 2021) non saremo in grado\ndi limitare il surriscaldamento globale entro la soglia di sicurezza di 1,5 gradi.\nL’Italia deve dotarsi di un obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni serra come hanno fatto\ntutti i grandi paesi Europei. Per questo l’Italia deve triplicare i propri sforzi di riduzione delle\nemissioni come sua quota equa globale in linea con l’obiettivo di 1,5 gradi, riducendo le emissioni\ndel 70% al 2030 rispetto al 1990 e procedendo verso la neutralità climatica da raggiungere nel 2045,\nad esempio previsto dalla Germania nella propria strategia energetica/climatica.\nobiettivi possono essere raggiunti con un programma di azioni coordinate:\n‘emergenza energetica senza rinunciare alla transizione\npiano che definisca tempi e quantità per il definitivo abbandono del gas metano dal\nfgetico nazionale e garantisca l’uscita dalla generazione a gas nel sistema elettrico entro\nrecente crisi del prezzo del gas e delle forniture ci rinforza nella convinzione di accelerare\nl’uscita dall’economia delle energie fossili per costruire un modello resiliente in grado di fornire\nnergia ai cittadini per i loro bisogni a un prezzo equo e stabile nel tempo, senza speculazioni e senza\nimpatti climatici.\no Un piano l’eliminazione dei combustibili fossili dalle abitazioni mediante energie rinnovabili,\nefficienza energetica, pompe di calore e ogni altro processo che porti all’elettrificazione completa\ndelle abitazioni, incluso il superamento delle deroghe per l’impiego di gasolio nel riscaldamento\ndomestico.\no Mettere l’efficienza energetica e l’attivazione del risparmio energetico da parte dei cittadini in cima\nalle priorità di azione, come suggerito dall’ENEA, anche e non solo per rispondere all’ingiustificata\ninvasione russa dell’Ucraina. Perchè l’efficienza energetica assuma un ruolo di primo piano, è\nnecessario anche rivedere tutti gli incentivi per renderli duraturi almeno fino al 2030, darne accesso\na tutte le fasce sociali e garantirne l’accesso prioritario alle fasce sociali più deboli, escludere il\nsupporto alle caldaie a gas, e raggiungere un efficientamento almeno fino alla classe energetica C.\no Accelerare la produzione di energia elettrica rinnovabile fino a raggiungere l’installazione di 15\nGW all’anno, dando priorità anche attraverso adeguati incentivi economici allo sviluppo sui tetti e\nsul tessuto industriale e sulle aree idonee nel rispetto della normativa VIA.\no Sviluppare una strategia di implementazione degli obiettivi del RepowerEU per emancipare la\nnostra economia in fretta dalla volatilità del prezzo del gas aggiornando il Piano nazionale Integrato\nEnergia e Clima (PNIEC)\no Sfruttare tutte le infrastrutture gas esistenti — stoccaggi, gasdotti e rigassificatori — per compensare\npossibili contrazioni o stop del gas russo prima di considerare nuove infrastrutture gas.\no Nel primo semestre del 2022 l’Italia ha esportato all’estero 1,836 miliardi di metri cubi di gas.\nNell’ambito di una politica di massimo utilizzo delle risorse energetiche il gas esportato andrà\nutilizzato prioritariamente nel mercato interno.\n2",
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          "text": "o Nuovi contratti gas devono essere limitati al minor tempo possibile, solo fino a quando strettamente\nnecessari e legati alla cattura del “gas di scarto” e non di nuova produzione.\no Fornire interventi di sostegno selettivi solo per i più bisognosi, come il bonus per famiglie, e\nsostenere il reddito delle famiglie senza incentivare i consumi energetici. Allo stesso modo sostenere\nle imprese più in difficoltà ma introducendo premialità aggiuntive di credito fiscale a chi investe in\nrinnovabili ed efficienza energetica e rivedendo i fondi del PNRR per dare priorità a efficienza e\nrinnovabili per l’impresa.\no Al fine di dare una risposta all’aumento dei prezzi energetici che stanno causando una gravissima\ncrisi sociale ed economica si rende urgente fissare in via temporanea un tetto al prezzo del gas.\n• Riforma ambientale del fisco.\nCome da impegno 07, vanno aboliti i sussidi fossili, dal valore di oltre 20 miliardi l’anno, entro il\n2025. Ciò attraverso un piano di ridistribuzione dei sussidi fossili per la transizione come incentivo e\nsupporto ai settori industriali e alle fasce sociali più esposte. Oltre alla rimodulazione dei sussidi, va\nriformata la fiscalità energetica in modo strutturale per disegnare tariffe di fornitura che mettano i\nconsumatori al riparo della volatilità del prezzo delle fonti fossili e per ridurre a zero la povertà\nenergetica entro il 2025 e garantire l’accesso equo all’energia verde per tutti. A livello europeo, serve\nuna fiscalità energetica comunitaria che eviti la concorrenza sleale tra le imprese europee ma diventi\nveicolo delle politiche per il clima. Oggi l’Italia paga all’Europa oltre 800 milioni di euro anno di\nplastic tax che non recupera dai consumi di plastica perché la plastic tax nazionale è stata rimandata.\nA pagare sono i contribuenti indipendentemente dai loro consumi di plastica. Siamo per il principio\n‘chi inquina paga’.\n• Si a rinnovabili, no a nucleare e trivelle\no Raggiungeie per il fabbisogno elettiico 80% di peneti azione iinnovabile al 2030 e quasi 100% aI\n2035 attiaverso una piogiammazione annuale minima di sviluppo iinnovabili e sblocco\nautorizzazioni Priorita ad energia solaie ed eolico a terra e maiino A tal proposito e necessaiio ‘\niealizzare 60GW di rinnovabili entio tre anni individuando anche figuie di commissari e sub,.\ncommissari regionali per sbloccaie le autoiizzazioni\no Dare mandato a Terna per sviluppare un “Piano speciale di accumuli e della rete elettrica” capace>’\ndi assorbire e gestire in sicurezza energia rinnovabili, sopra tutto l’arco giornaliero e stagionale, per\nuna piena decarbonizzazione del settore elettrico al 2035.\no No al nucleare, come da mandato dei due referendum.\nFare chiarezza sulle false sicurezze di inesistente nucleare di quarta generazione e di prossima fusione\nnucleare, molto lontana nel tempo. Nulla in contrario a continuare attività di ricerca in tal senso, ma\nè vergognoso promettere ai cittadini la realizzazione in poche decine di anni di tecnologie sulle quali\nancora si sono ottenuti solo risultati di laboratorio privi di prospettive concrete nel breve e medio\nperiodo.\no Stop a nuove trivelle permanente e piano graduale di uscita dalla produzione fossile nazionale entro\nil 2045, unendosi in occasione della C0P27 ai paesi dell’Alleanza oltre il Petrolio e il Gas (BOGA)\nguidata dalla Danimarca.\no Revisione del sistema delle royalties sulla produzione nazionale per recuperare parte degli\nextraprofitti delle imprese fossili durante la crisi russa.\n• Più trasporto pubblico, stop all’inquinamento.\nLo smog causa ogni anno in Italia 56 mila mila morti secondo i dati dell’agenzia europea per\nl’ambiente Serve un cambio radicale di investimenti sul trasporto pubblico locale: la sola città di\nMadrid dispone di 294 km di metropolitane ed in tutta spagna oltre 1.000 km tutta Italia sono 234\nKm. Non c’è alcun dubbio sul fatto che l’incremento del trasporto pubblico (possibilmente elettrico)\nporterebbe a un grande miglioramento della qualità dell’aria, nonché a grandi risparmi nel consumo\ndi combustibili fossili (benzina, diesel) per il traffico privato. Per quanto riguarda quest’ultimo, la\n3",
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          "text": "qualità dell’aria beneficerebbe anche da una diffusione dell’auto elettrica, ferma restando la priorità\ndell’impegno per il trasporto collettivo. Serve un piano industriale per la mobilità elettrica al 2030\nche punti a un obiettivo di veicoli elettrici circolanti di almeno 10 milioni di unità e dotarsi di 100\nmila punti di ricarica pubblica. Il sistema di incentivi auto va rimodulato a sostegno dell’acquisto di\nsole auto elettriche e indirizzando progressivamente gli incentivi alle vetture più efficienti e le sole\nutilitarie, solo per la prima auto e modulati in base al reddito. Ribadiamo il nostro no al ponte sullo\nstretto di Messina opera inutile, inserita in un contesto ad alto rischio sismico ed idrogeologico e che\nsottrarrebbe 10 miliardi di euro ad opere e infrastrutture socialmente utili.\nL’alta velocità ferroviaria si è rivelata utile e potrebbe ancora essere utile su alcune tratte che\ncongiungono grandi centri urbani favorendo spostamenti ad alto valore aggiunto. Non ha alcun senso\nin aree dove, come la Val Susa, già esistono altre forme di trasporto autostradale e ferroviario\nsottoutilizzate per mancanza di effettiva domanda di trasporto e dove la popolazione locale ha\nchiaramente espresso la propria contrarietà. Proseguire su tale progetto comporta spese di grande\nentità, tempi molto lunghi e vantaggi irrisori.\nAiutare la conversione ecologica industriale anche socialmente\nPer realizzare la conversione ecologica industriale e renderla socialmente desiderabile è urgente\nadottare politiche industriali per le produzioni di componenti di veicoli elettrici, riconvertire filiere\nesistenti e favorire la nascita di filiere di recupero e riciclo delle componenti e dei materiali critici;\npolitiche del lavoro per la riqualificazione degli addetti e favorire la mobilità dei lavoratori a rischio\nverso altri settori; politiche per l’istruzione che prevedono percorsi formativi a tutti i livelli.\n•Ui “Piano straordinario per 11 trasporto pubblico locale”\ndegli spostamenti riguarda distanze entro i 10 km e viene soddisfatto per oltre il 62%\noall’auto privata.\n-ifrontare le carenze organizzative, di infrastrutture e dotazione di mezzi per una più\nit del servizio erogato; ampliare e mettere in sicurezza percorsi ciclabili e pedonali;\ntitti i servizi di mobilità; offrire tariffe agevolate e incentivi all’utilizzo delle alternative\n—\n- 1aggiungere questi obiettivi si rende necessario rimodulare il fondo complementare del\nii-30 miliardi di euro per destinarlo in via prioritaria agli investimenti sul trasporto pubblico.\nE necessario favorire lo smart working per tutti i lavoratori e lavoratrici la cui presenza non è richiesta\nfisicamente.\nProponiamo inoltre che i trasporti pubblici locali e i treni regionali siano resi gratuiti per gli Under\n30, così da promuovere nuovi modelli di mobilità fra le giovani generazioni.\n• Un piano di investimenti contro la dispersione idrica dei nostri acquedotti che perdono il 40% di\nacqua, circa 104 mila litri al secondo ed un piano che acceleri la realizzazione dei sistemi di\ndepurazione considerata la condanna della corte di Giustizia europea sulla violazione della direttiva\nin materia di trattamento delle acque.\n• Meno plastica e a zero emissioni.\nL’italia è il secondo paese consumatore di plastica in Europa: nel 2020 sono state consumate 5,9\nmilioni di tonnellate di polimeri fossili, corrispondenti a quasi 100 kg a persona. Il modello attuale di\nproduzione e consumo ha causato una crescita esponenziale dell’inquinamento in numerosi\necosistemi marini e terrestri. Ogni anno finiscono in mare 11 milioni di tonnellate di plastica e si\nprevede che questa cifra raddoppierà entro il 2030 e quasi triplicherà entro il 2040. Introdurre il\nsistema di deposito su cauzione come primo punto per un “Piano plastica per emissioni zero al 2045”.\nNon possiamo più ritardare l’introduzione della plastic tax oltre gennaio 2023 per non gravare sulla\ncollettività e adottare il Piano plastico con l’obiettivo di una drastica riduzione dei consumi, in\nparticolare nei settori principali degli imballaggi, dell’edilizia e dell’automotive, di riciclare del 90%\ndei rifiuti plastici, di arrivare al pieno utilizzo di bioplastiche da materie vegetali.\n4",
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          "text": "• Economia circolare e strategia rifiuti zero\nLa transizione da un’economia lineare ad una circolare si pone come l’unica soluzione in termini di\nsalvaguardia del pianeta e di una sostenibilità economica che rappresenti una nuova opportunità di\nsviluppo vista in termini di competitività, innovazione, ambiente e occupazione. Politiche per favorire\nla riduzione dei rifiuti a partire da una progettazione sostenibile che preveda l’uso di materiali\nriciclabili e la produzione di prodotti durevoli, riutilizzabili, riparabili fino ad una gestione del rifiuto\ncome risorsa attraverso pratiche virtuose quali: organizzazione della raccolta differenziata, raccolta\nporta a porta, realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali,\nfinalizzato al reinserimento nella filiera produttiva, realizzazione di centri per la riparazione, il riuso\ne la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli vengono riparati, riutilizzati e venduti,\nintroduzione di sistemi di tariffazione puntuale che facciano pagare le utenze sulla base della\nproduzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere.\n• Un piano nazionale per la gestione dei rifiuti deve considerare la termovalorizzazione solo come\nuna soluzione di ultima istanza perché l’incenerimento dei rifiuti non permette il recupero delle\nmaterie prime e i prodotti che potrebbero produrre ulteriore valore se riutilizzate o riciclate e\nreimmesse nel ciclo economico. L’impronta di carbonio dei termovalorizzatori è di 650-800 grammi\ndi C02 per ogni kWh prodotto, il doppio di una centrale a gas e quasi quanto una centrale a carbone.\nSono necessari gli impianti compostaggio per il trattamento dell’umido per chiudere il ciclo dei rifiuti.\nTutti i sistemi di trasferimento rifiuti in discarica vanno modernizzati con le moderne tecnologie.\nDovrà essere assolutamente impedito spostare i rifiuti fuori dalla propria regione. -/\n:\n• Dare la priorita all’adattamento climatico —‘r\nL’Italia iientia tia le aiee piu colpite e si suriiscalda piu velocemente della media globale Negli ultimi\n40 anni l’Italia ha registrato oltre 2Omila morti a causa di eventi estremi, seconda solo alla Francia;’’s\ncon il maggioi numeio di decessi Guaidando al futuio, i Italia iischi di diventare invivibile con\ntempelature estive che potrebbeio aumentale fino a 6 giadi le piecipitazioni estive diminuiie’fino al / i\n40% nel corso del secolo e uno stato di siccità critica continua. Senza azione, da qui al 2050 i giorni\ndi ondate di calore possono aumentare fino al 400%. I costi diretti del cambiamento climatico in Italia\nrischiano di raggiungere l’8% del PIL entro fine secolo, colpendo principalmente le fasce più fragili\ndella popolazione, le infrastrutture, i terreni agricoli e il settore del turismo. L’adattamento deve\ndiventare un investimento prioritario per evitare danni incalcolabili e nuove tragedie umane. Per\nquesto occorre aggiornare e rendere pienamente operativo il Piano Nazionale di Adattamento ai\nCambiamenti Climatici, fermo al 2017, entro i primi 6 mesi della legislatura; integrare le politiche di\nadattamento dentro tutte le politiche; rivedere l’adeguatezza del PNRR rispetto alle necessità\ndell’adattamento; e sviluppare un “Piano Salva Foreste” and un “Piano Salva Mari” per la protezione,\nil ripristino, la conservazione e la valorizzazione di questi ecosistemi.\n• Una legge per il clima, consultazioni e partecipazione.\nDotarsi di una legge per il clima entro i primi 100 giorni come strumento normativo di coerenza e\ncontinuità delle politiche rispetto a obiettivi vincolanti e assicurare che la produzione legislativa e la\nsua implementazione a tutti i livelli — nazionale, regionale e locale. Elementi essenziali includono\nobiettivi vincolanti e finalità coerenti con gli scenari scientifici, un Comitato scientifico indipendente\ndi controllo delle politiche, obblighi emissivi settoriali, sistema di monitoraggio e valutazione, e la\ncostituzione di assemblee cittadine per attivare la partecipazione e garantire inclusione. Consultazione\ne condivisione degli obiettivi sono il presupposto per la loro realizzazione. La partecipazione attiva\ndei cittadini nella condivisione delle responsabilità e la proposta di soluzioni è centrale per vincere la\nsfida della salvaguardia del clima all’interno dei perimetri della democrazia liberale. La transizione\necologica può essere accettata unicamente a fronte di un coinvolgimento nei processi decisionali e\nnell’ identificazioni delle possibili soluzioni.\n5",
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          "text": "• Un’amministrazione pubblica amica del clima.\nSenza efficacia e competenza, non si riusciranno a raggiungere gli obiettivi e a costruire la fiducia\npubblica necessaria. Per questo occorre rafforzare tutti i Ministeri con nuovo personale dedicato;\ncompletare la riforma del MITE integrando industria (MISE) e infrastrutture (MIMS); e instaurare\nuna cabina di regia per la transizione ecologica a Palazzo Chigi. Non si possono inoltre più rimandare\nforme minime ed uniformi sul territorio nazionale (regioni, città metropolitane e Comuni) di strutture\namministrative per implernentare le politiche nazionali e produrre soluzioni autonome.\n• Trasformare CDP, SACE e Invitalia in Banche per il clima per sostenere, garantire e gestire la\ntransizione. Serve maggiore trasparenza nell’erogazione di risorse da parte delle agenzie pubbliche.\nServono regole per l’esclusione del finanziamento a infrastrutture fossili, una strategia per l’uscita\ndagli investimenti esistenti e un piano d’azione per sostenere i finanziamenti privati ad accelerare\nnella transizione climatica.\n• Per un’Europa verde e solidale\no Una politica comune sul gas basato su meccanismi di solidarietà per condividere volumi a fronte di\ncrisi, incentrata su obiettivi comuni di risparmio, di accesso agli stoccaggi e di ottimizzazione di\ngasdotti e rigassificatori esistenti. L’Italia può giocare un ruolo da protagonista per la solidarietà\neuropea. Nuove infrastrutture porterebbero invece ad un eccesso di offerta di gas, con nuove\ninstabilità sui mercati e pesanti oneri di costo di infrastrutture non utilizzate. L’Europa non deve\nincentivare nuova esplorazione e produzione di gas ma favorire nuove forniture con paesi che abbiano\nLibilità di gas da liberare per l’export attraverso lo sviluppo delle rinnovabili e la cattura del gas\ndifesa del Green Deal ma renderlo più ambizioso, portando gli obiettivi 2030 del pacchetto\nalmeno il 50% di penetrazione di rinnovabili e al 45% di risparmio attraverso l’efficienza\nai\ny1buono è debito verde. L’Unione europea stima che siano necessari 270 miliardi di euro\n‘po’di spesa pubblica per la transizione. Per l’Italia serviranno 30-40 miliardi l’anno. La necessità\n:u accordo su come finanziare la transizione all’interno della riforma del Patto di Stabilità per la\ntransizione ecologica è fondamentale per l’Italia che ha uno spazio fiscale limitato. Il debito verde\ndeve essere escluso dal calcolo del debito pregresso e legato a tempistiche di rientro più lunghe e\nspecifiche per ogni paese.\no L’Italia deve contribuire a forgiare una diplomazia del Green Deal sia per spingere le grandi\neconomie emittrici, come Cina e India, a intraprendere transizioni più rapide di riduzione di emissioni,\nsia fornendo a tutti i paesi il supporto finanziario necessario alla transizione, per l’adattamento e per\nle perdite e i danni. Nuove catene di valore, modelli di economica circolare e partenariati per le\nmaterie prime critiche devono essere ricercati con le economie africane ed asiatiche per costruire\nresilienza e fiducia reciproca.\n• Una politica estera verde per una transizione globale giusta\no Come Stati Uniti, Regno Unito e Germania, anche l’Italia si deve dotare di un’inviatalo speciale\nper il clima di alto livello e di un corpo diplomatico adeguato alla sfida climatica, incluso nuovi\n“diplomatici climatici” sia a Roma che nelle Ambasciate più importanti.\no La politica estera italiana dovrà dotarsi di una nuova strategia energetica in linea con gli obiettivi\nclimatici, che sia slegata dallo sfruttamento di nuove riserve fossili e degli interessi fossili costituiti.\nE della prima strategia di sicurezza climatica per identificare l’esposizione dell’Italia ai rischi\nclimatici globali.\no Per la cooperazione internazionale e la giustizia climatica, ci impegniamo a raggiungere la quota\nequa per l’Italia di mobilitare almeno 4 miliardi di dollari l’anno in finanza per il clima, di cui 50%\nda destinare all’adattamento e alle perdite e i danni. Questo nel contesto di raggiungere entro fine\n6",
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          "text": "legislatura la quota dello 0,7% di Aiuti Pubblici allo Sviluppo sul reddito nazionale lordo in linea con\ngli obiettivi dell’Unione Europea.\no All’interno del G7 e del G20, inclusa la Presidenza italiana del G7 del 2024, ci adopereremo per\nuna profonda riforma dell’architettura globale della finanza per mobilitare i trilioni necessari alla\ntransizione globale giusta e per riforme dei debiti che diano accesso a tutti ai capitali necessari alla\ntransizione e ripristino più equità tra il Nord e il Sud del mondo.\no Dobbiamo dare vita a nuovi partenariati, in particolare nel Mediterraneo, in Africa, in America\nLatina e nelle economie emergenti asiatiche, per un futuro prospero e resiliente slegato dallo\nsfruttamento fossile e incentrato sulle energie rinnovabili e nuovi modelli di sviluppo industriale e\nagricolo, slegati dalla deforestazione e nuovi sfruttamenti di suoli e mari, che creino valore a beneficio\ndi tutti nel pieno rispetto dei diritti umani, ambientali e dei lavoratori.\n• Beni primari, agricoltura e lotta alla desertificazione\no L’agricoltura industriale e i sistemi alimentari sono tra i principali responsabili di emissioni di gas\nserra, inquinamento dei suoli, delle acque e dell’aria e di sfruttamento di esseri viventi. L’agricoltura\nda problema può e deve diventare parte della soluzione per affrontare la crisi climatica, ecologica e\nla perdita di biodiversità. Le strategie della Commissione europea “Dal Campo alla Tavola” e\n“Biodiversità 2030” indicano importanti passi da intraprendere, tra i quali la riduzione drastica\ndell’uso di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici, maggiore spazio alla natura nei campi agricoli, aumento\ndella superficie coltivata a biologico, misure che devono tradursi nella revisione del Piano Strategico\nNazionale pei avviaie una piofonda e radicale conveisione ecologica dell agricoltuia\na o A causa dell’agricoltura intensiva, urbanizzazione e la cementificazione, il suolo in Italia é\ncostantemente minacciato e il consumo di questa risorsa preziosa viaggia alla velocità di circa 2 metri\nquadiati al secondo Intendiamo aiiestaie il consumo di suolo e attuare un giande piogrammadi ‘,\ndifesa, contro frane e dissesti, mettendo il territorio in sicurezza, destinandovi una maggiore quota\ndelle risorse del PNRR.\no A livello globale le foreste coprono il 30% della superficie terrestre e, oltre a offrire cibo sicu}o e\nriparo, esse sono essenziali per il contrasto al cambiamento climatico, e la protezione della\nbiodiversità e delle dimore delle popolazioni indigene. I modelli di produzione e consumo europei e\nl’importazione di beni come soia, mais, carne, legname sono causa di deforestazione globale e\npertanto l’Italia deve mirare ad una norma ambiziosa in sede europea per garantire filiere tracciabili\ne certificate per l’importazione dei soli prodotti a deforestazione zero.\no L’Italia è uno dei punti caldi della crisi climatica globale e dei suoi effetti. L’estate 2022 ci ha\nmostrato impatti crescenti sotto forma di ondate di calore, siccità prolungate e collassi glaciali.\nDiversi incendi hanno già colpito i boschi italiani, minacciando la sicurezza delle comunità. Gli eventi\nestremi che colpiscono le foreste minacciano non solo la loro stabilità ecologica, ma soprattutto i\nbenefici che offrono alla società, come la mitigazione climatica, il contrasto al dissesto idrogeologico,\nla fornitura di materiali rinnovabili, la regolazione della qualità dell’acqua e dell’aria, il benessere\nfisico e spirituale. Pertanto proponiamo di: Incrementare e finanziare la pianificazione forestale e la\ncertificazione di gestione sostenibile, investire nell’adattamento delle foreste agli stress climatici e\nnella prevenzione dei danni alle foreste dovuti agli incendi e agli eventi climatici estremi, che\nriducono o interrompono i benefici che le foreste forniscono alla società, progettare il ripristino delle\nforeste danneggiate; formare professionisti e tecnici sulle misure da attuare; Lottare contro l’erosione\ne il dissesto idrogeologico nei bacini idrografici forestali e tutelare le foreste che proteggono e\nalimentano le risorse idriche; dare attuazione al collegato ambientale del 2015 e avviare forme di\nremunerazione economica per i servizi ecosistemici di regolazione delle foreste. Promuovere la\nconnettività ecologica e funzionale dei paesaggi agrari e forestali a scala nazionale; Rilanciare la\ndignità degli operatori forestali per la cura del territorio. Supportare l’impianto e la cura degli alberi\nnelle aree urbane (non solo città metropolitane); Riattivare la filiera nazionale del legno per diminuire\nla dipendenza dalle importazioni e evitare di delocalizzare impatti negativi sulle foreste di altri Paesi;\n7",
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          "text": "sostenere filiere produttive ad elevato valore aggiunto nel settore della bioeconomia forestale (tessili,\nmedicinali, chimiche); Incentivare l’impiego di legno locale e l’uso “a cascata” del legno,\nprivilegiando gli impieghi a lunga durata come quelli nel settore edilizio e strutturale.\nIncentivi per la coltivazione della canapa\nUn ettaro di cannabis rilascia tanto ossigeno quanto 25 ettari di foresta. La cannabis cresce in 4 mesi\ne gli alberi in 20-50 anni.\nProteggere le varietà italiane e aumentare i fondi per la ricerca e la formazione in campo medico,\nindustriale e agricolo.\nTrasformare il tavolo della filiera della Canapa (Mipaaf) in un tavolo tecnico permanente (Mise) per\nstilare ed attuare un piano che agevoli lo sviluppo della filiera e l’entrata dei giovani nel settore.\nSupportare tramite investimenti nazionali ed europei le piccole e medie imprese che si impegnano\nnell’agricoltura ecologica e sostenibile della canapa. Incentivare la formazione di consorzi\ncooperativi sul territorio italiano, la formazione di nuove imprese e start-up per promuovere\nI’ imprenditoria giovanile.\nPromuovere il recupero dei terreni abbandonati e di quelli inquinati attraverso la coltivazione della\ncanapa.\nDiffondere e sensibilizzare sull’utilizzo dei mattoni di Canapa nel settore edile, come alleato per la\ndiminuzione delle emissioni di carbonio e la lotta contro i cambiamenti climatici.\nDIRITTI CIVILI: VIVA LA LIBERTÀ\nciale, diritti civili, giustizia ambientale sono le facce di quella stessa medaglia che è la\nBattaglie che vanno portate avanti con la stessa convinzione e urgenza.\nsalario dignitoso in una città irrespirabile, non ce ne facciamo nulla.\nautobus che funzionano quando su quegli stessi autobus le persone lgbt+ vengono aggredite,\nn ce ne facciamo nulla.\nPerché le città pulite in cui le donne non trovano spazio, non ci interessano.\nIl benaltrismo non fa parte della nostra cultura politica. Per noi non esistono classifiche di dignità.\nEsistono le vite delle persone, che vanno rispettate e a cui vanno garantite pari opportunità e pari\ndignità.\nNoi siamo qui a difendere quei diritti acquisiti e che oggi vengono sempre più spesso messi sotto\nattacco da chi vuole colpire le donne e la loro libertà di autodeterminarsi.\nSiamo qui a lottare per la parità salariale e per creare le condizioni affinché le donne possano trovare\nil giusto riconoscimento in posizioni apicali e “ruoli decisionali”.\nSiamo qui a difendere la legge che consente l’interruzione volontaria di gravidanza e soprattutto la\nsua possibile e corretta applicazione in tutte le nostre città.\nEd è per tutto questo che oggi ancora di più, si accende in ognuno di noi la consapevolezza che le\nbattaglie per il riconoscimento dei diritti civili e delle libertà individuali siano imprescindibili e da\nportare avanti qui ed ora.\nEd è per questo che nel nostro programma trovano posto battaglie che riteniamo necessarie e che, con\ntrasparenza e determinazione, ci facciamo carico di portare all’interno delle aule del Parlamento nella\nprossima legislatura.\nUna legge contro l’omolesbobitransfobia e l’abilismo che non lasci indietro nessuno, che tuteli le\npersone lgbtqia+ e le persone disabili e che garantisca ad ognun* il diritto ad autodeterminarsi.\nUna nuova legge sulla cittadinanza, che parta dallo ius soli e dallo ius scholae, per restituire piena\ndignità ai tanti e alle tante cittadine che “da straniere/i” contribuiscono alla ricchezza del nostro Paese.\nUna legge sul fine vita che ascolti le disperate richieste di tante e tanti di poter mettere fine alla propria\nvita con dignità.\n8",
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          "text": "CITTADINANZA FEMMINILE\nUna legge che legalizzi la coltivazione della cannabis per uso personale per dare una risposta concreta\na chi ne ha bisogno e una sferzata reale agli interessi della criminalità organizzata.\nUna legge che preveda all’interno delle scuole progetti e programmi che parlino di educazione\nall’affettività, alle differenze e al rispetto di tutte e tutti per contrastare a monte quegli stereotipi di\ngenere che sono la causa di bullismo, misoginia, abilismo e violenze di ogni tipo.\nUna legge sull’uguaglianza e la pari dignità familiare che dia risposte concrete e che spazzi via\nl’ipocrisia di voler mantenere le donne, i figli e le figlie delle famiglie arcobaleno e le persone lgbt+\nun gradino sotto le altre.\nUna legge che preveda l’estensione dei diritti e dei doveri delle coppie eterosessuali anche alle coppie\ndello stesso sesso: matrimonio egualitario, accesso alle adozioni per persone single e per le coppie\ndello stesso sesso, accesso ai percorsi di procreazione medicalmente assistita, riconoscimento di pari\ndiritti per i figli e le figlie con genitori dello stesso sesso.\nE ancora, una legge che metta fine alla barbarie dei trattamenti di conversione, dette terapie riparative,\nche attraverso pratiche di qualsiasi natura hanno come obiettivo quello di modificare l’orientamento\nsessuale o l’identità di genere di una persona.\nUna legge che vieti gli interventi chirurgici e le procedure non necessarie dal punto di vista medico\nsui bambini e le bambine intersex e la piena ricezione della Risoluzione del Parlamento Europeo del\n14 febbraio 2019 sui diritti delle persone intersex.\nCon l’impegno di porci in ascolto di chi attraversa e vive tutte le situazioni per trovare insieme\nsoluzioni e vie che restituiscano piena dignità a tutti e tutte compresa la revisione della legge 164/82.\nPerché rendere il nostro Paese e le nostre città luoghi sempre più accoglienti, solidali, liberi e\ninclusivi e il nostio obiettivo\n•1\nLa ricchezza e il benessere, la tenuta del tessuto sociale ed economico del Paese dipende in aite Y’\ndecisiva dal lavoro femminile, sia in forma gratuita (lavoro di cura), sia retribuita. .•$.\n. . I\nTutto il lavoro necessario per vivere deve essere riconosciuto e contabilizzato. »\nIl trend dell’occupazione femminile, fino alla vigilia della crisi causata dal Covid 19, decisamente\npositivo.\nDalla relazione presentata da Laura Sabbadini, direttrice della direzione centrale per gli studi,\nstatistiche sociali e demografiche dell’ISTAT, all’audizione del 26 febbraio 2020 presso la\nCommissione XI della Camera dei Deputati, si evince che dal 1977 al 2018 il tasso di occupazione\ncomplessivo è cresciuto solo di 4,8%, ma per gli uomini è sceso di 7 punti, dal 74,6 al 67,6%, per le\ndonne è aumentato di 16, dal 33,5 al 49,5%, e il divario è passato dauh 41 punti a 18. Nel 2018 il\ntasso di occupazione delle laureate è del 75,3%.\nNel 2019 su 9401 magistrati ordinari, 5.103 sono donne, come oltre il 50% degli iscritti all’ordine\ndegli avvocati.\nIl sorpasso è avvenuto anche all’interno del personale medico under 65, le donne sono già il 52, 72%\ne sotto i 40 anni sono quasi il doppio.\nAnche nell’area STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematic) sempre più numerose sono\nle donne che si laureano, in tempi più celeri e con voti più alti rispetto ai compagni.\nMolte professioni di frontiera sono ormai appannaggio soprattutto di donne.\nSecondo dati Isfol riferiti al 2017, le donne impiegate in lavori “green” con ruoli medio-alti sono il\n57,8%, di contro al 35,3% degli uomini.\nLa pandemia ha colpito in particolare le donne, peggiorato le condizioni del lavoro e della loro\nesistenza, aumentato enormemente il livello di lavoro di cura.\nLa disoccupazione, la sottoccupazione, la precarietà, il lavoro di breve durata o con poche ore, il\nconfinamento prevalente del lavoro femminile in aree e settori in cui la cui retribuzione è irregolare,\nbassa, discontinua\n9",
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          "text": "(come quelli legati alla cura, al turismo, ai servizi) o relegata nelle fasce base a causa di progressioni\ndi carriera impossibili, sono tutte situazioni che espongono le donne a rischio di povertà per tutta la\ndurata della vita, ma soprattutto in età anziana, e alla violenza domestica.\n11 corpo femminile è inviolabile.\nLa violenza degli uomini contro le donne è una piaga che non si rimargina, anzi si allarga.\nI femminicidi per mano di un familiare, quasi sempre un marito, un compagno, un ex, ma anche un\npadre, un figlio, un fratello o uno spasimante rifiutato, sono all’ordine del giorno della cronaca.\nLe azioni intraprese per incrementare le misure di tLltela non riescono ad essere efficaci, come pure\npotrebbero, per un ancora scarso coordinamento tra le strutture che dovrebbero proteggere e sostenere\nle donne. Incidono molto anche scelte orientate da pregiudizi e stereotipi, da sottovalutazione dei\nrischi, per scarsa formazione e purtroppo anche per preciso orientamento — ci riferiamo al ricorso alla\nPAS, sindrome di alienazione parentale, che trova sempre spazi proprio nei luoghi in cui dovrebbe\nessere contrastata, come i tribunali e le consulenze tecniche, che comportano violenza e lacerazioni\nanche alle figlie e figli, soprattutto se piccoli.\nLa violenza non è solo quella domestica.\nC’è quella di gruppo, quella economica, quella sul lavoro, quella ostetrica, quella che si manifesta\nanche con il linguaggio, quella legata all’aspetto fisico o all’orientamento sessuale o all’identità di\ngenere, quella che deriva dall’obiezione di coscienza per il rifiuto dell’esercizio della IVG, quella che\n:Uga il ricorso all’aborto farmacologico. Ogni forma di violenza va contrastata in ogni luogo, sin dalla\ninfanzia, anche attraverso la formazione delle formatrici e formatori ed una crescita della\ne dell’attenzione sociale.\nio lcuni interventi prioritari per rendere l’Italia un paese a misura di donna:\ncontro la disparità economica e nell’accesso alle risorse ed alle opportunità;\nJi.ttriirare la sicurezza sul lavoro in considerazione delle specifiche differenze tra occupazione\nfemminile e maschile;\n• dare concreta applicazione alla Convenzione ILO 190 “contrasto alle molestie, molestie sessuali e\nviolenze sul posto di lavoro” ratificata dall’Italia ed ancora non calata nell’apparato normativo\nnazionale. Ciò rende la convenzione e la raccomandazione senza effetti concreti.\n• garantire piena partecipazione delle donne nei luoghi delle decisioni e al governo delle istituzioni a\npartire da quelle pubbliche ed elettive;\n• riconoscere l’indennità di caregiver;\n• intervenire sulle infrastrutture sociali a sostegno alle neo-mamme, prevedendo spazi di socialità,\nscambio e relazione, anche in assenza di reti familiari e di vicinato;\n‘cancellare gli ostacoli di reddito e di limiti territoriali nell’accesso agli asili nido\nprevedere un congedo di maternità obbligatorio retribuito al 100% per almeno 2 mesi prima + 6 dalla\ndata del parto, nonchè uno del padre che non sia alternativo a quello della madre e per una maggiore\ndurata rispetto ad oggi;\n• in caso di violenza maschile contro le donne, riconoscimento del pericolo che non comporti\nl’isolamento della vittima ma che preveda l’allontanamento del maltrattante.\n• Rivalutazione e valorizzazione del materno: riconoscimento dei danni del maltrattamento con\nmisure di tutela della figura materna che non prevedano l’allontanamento del minore ma che lavorino\nper la ricostruzione ed il riequilibrio del legame affettivo.\n• Modifica L.54/2006 art. 1. La violenza domestica non può essere equiparata a conflittualità e la\ncondivisione dell’affido va modulata contemperando la specificità delle cause della separazione.\nPorre al centro della azione legislativa la serenità del minore il cui sviluppo emotivo non può esistere\ncon una bigenitorialità imposta e violenta.\n,, /\nlo",
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          "text": "OBIETTIVO GIUSTIZIA SOCIALE: LAVORO, FISCO, SVILUPPO\nLavoro\nDa troppi anni in Italia il lavoro è offeso e maltrattato.\nNoi crediamo debba invece tornare al centro di tutte le scelte della politica.\nL’obiettivo è garantire a tutte e tutti un reddito degno, ma anche condizioni che consentano ogni\ngiorno, insieme al tempo per il riposo e per la libertà personale, un tempo per la manutenzione e la\ncura degli ambienti e delle relazioni, superando il modello sessista della divisione dei compiti.\nVa garantito il tempo per figli e figlie ma anche per essere figli e figlie, amici e amiche, persone\nsolidali nei piccoli/grandi collettivi umani dentro i territori in cui viviamo.\nIl tempo per la cura di sé, degli affetti, degli ambienti, per lo sviluppo della propria cultura e dei propri\ntalenti deve diventare l’orizzonte in cui ripensare tutto il lavoro anche attraverso l’uso responsabile\ndelle nuove tecnologie soprattutto nell’ ambito del digitale.\nNella transizione, legislativa e contrattuale, che muta l’organizzazione sociale, va riconosciuto il\nlavoro gratuito di cura nelle case e nelle famiglie, che i dati evidenziano erogato prevalentemente\ndalle donne.\nPer questo proponiamo:\n•Riduzione dell oraiio di lavoio a paiita di salano\nL innovazione tecnologica puo diventaie un’occasione per migliorate la nostia qualita della vita\noppuie lo stiumento pei far aumentaie i piofitti di pochi e la disoccupazione di molti\nPer questo iiteniamo si debba partile istituendo da subito un fondo per incentivaie le impiese a\nspeiimentare gioinate e settimane di lavoio piu brevi, senza intaccaie il ieddito dei lavoiatori i”\nQuesto appare tanto più urgente in quei settori, come l’automotive, che stanno attraversando una fase\ndi profonda trasformazione.\nIn seguito, si dovrà passare ad un intervento legislativo che rivolga la misura alla generalità delle\nlavoratrici e dei lavoratori.\n•Salario minimo.\nNon dovrebbe essere possibile in una Repubblica fondata sul Lavoro, ma oggi in Italia succede di\nfirmare un contratto che preveda 4,4 euro l’ora di paga.\nE il risultato di anni dileggi penalizzanti per le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto giovani, donne e\nmigranti, divisi fra loro, precari, ricattati e costretti ad accettare salari da fame.\nNoi crediamo si debba rivoluzionare il sistema: serve una legge sulla rappresentanza nei luoghi di\nlavoro e l’estensione a tutte e tutti delle tabelle retributive previste per il settore dai sindacati\nmaggiormente rappresentativi.\nSe questo non basta, tanto è lo sfruttamento in alcuni settori come la logistica, prevediamo che esista\ncomunque un salario minimo di 10 euro all’ora, sotto cui nessuno possa andare.\nSono 1.200 euro al mese ed è il prezzo della dignità.\n•Basta con la precarietà.\nL’Italia è diventato il paese dove 8 nuovi contratti di lavoro su 10 sono a termine.\nDi questi, solo i su 100 dura più di un anno, 3 su 10 meno di un mese, 1 su 10 un giorno.\nE del tutto evidente che in una simile situazione diventa impossibile per chiunque progettare il proprio\nfuturo con serenità, come dovrebbe invece essere diritto di ciascuno.\nTirocini, contratti a chiamata, staff leasing, tempo determinato, collaborazione I occasionali, partita\niva a monocommittenza: sono mille le forme della precarietà.\n11",
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          "text": "Noi crediamo che tutto questo debba essere cancellato, per tornare alla normalità del contratto a tempo\nindeterminato, con un tempo di prova iniziale.\nIn alternativa, il contratto a termine, ma solo per causali che ne giustifichino l’impiego.\nVogliamo inoltre intervenire sul Codice degli Appalti, per impedire che la competizione fra imprese\navvenga a scapito di salari e diritti dei lavoratori, nonché rafforzare la clausola sociale in caso di\ncambio d’appalto, garantendo piena continuità di livello occupazionale e salariale.\nCrediamo inoltre che nella catena di appalti e subappalti, accanto alla responsabilità solidale della\ncapofila per i crediti da lavoro di tutte le persone coinvolte, vada garantita integrale parità di\ntrattamento sia economico sia normativo tra lavoratori dipendenti dell’appaltante e lavoratori\ndipendenti dell’appaltatore e di eventuali sub appaltatori.\nUn’attenzione particolare deve essere rivolta alla tutela delle lavoratrici, dei lavoratori degli enti di\npromozione della cultura e dello spettacolo, di cui la pandemia ha dimostrato l’estrema vulnerabilità.\n‘Protezione del potere d’acquisto\nIl ritorno dell’inflazione ha dimostrato quanto sia indifeso il lavoro davanti alla crescita dei prezzi, in\nassenza di LIfl sistema che indicizzi automaticamente i salari e le pensioni all’aumento del costo della\nvita.\nI contratti sono infatti difficili da rinnovare, per l’opposizione decisa di Confindustria, e scontano\ncomunque un ritardo davanti a una busta paga che diventa più sottile di mese in mese.\nPer questo riteniamo si debba tornare ad un sistema in cui a cadenza almeno semestrale si proceda\naticamente ad alzare i salari e le pensioni in proporzione alla crescita dell’inflazione, in assenza\nintervenuti in questo senso nel periodo fra le parti sociali.\ntempo si deve prevedere nelle fasi di crescita dei prezzi indotta da meccanismi speculativi,\ndì blocco degli stessi, limitatamente ad un paniere di beni e servizi essenziali.\nprotezione contro licenziamenti ingiustificati\n:ione non può fermarsi fuori dai luoghi di lavoro, e perché questo accada si deve essere\nricatto di essere licenziati senza giusta causa.\nIscriversi a un sindacato, professare le proprie idee, denunciare eventuali condizioni di insicurezza,\npretendere il rispetto dei propri diritti: sono tutte cose che devono appartenerci senza paura.\nPer questo vogliamo il ripristino di un sistema di protezione fondato sulla reintegra nel posto di lavoro\npci tutte e tutti, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore dell’impresa.\n•Sicurezza sul lavoro\nIl primo diritto è lavorare senza mettere a repentaglio la propria salute e persino la propria vita.\nDovrebbe essere scontato, ma ogni anno vediamo invece peggiorare le statistiche su morti e infortuni\nsul lavoro.\nSe questo accade, nonostante una buona legge di riferimento, è soprattutto perché mancano i controlli,\na causa della carenza di personale.\nEcco perché noi proponiamo: un Piano Nazionale per la Prevenzione Infortuni sul Lavoro con\ncoordinamento enti preposti e valorizzazione specifiche competenze e una forte campagna di\nassunzioni nelle apposite funzioni delle ASL, allo scopo di arrivare entro la legislatura a triplicare il\nnumero delle attuali ispezioni.\nAllo stesso modo è indispensabile rafforzare l’operatività degli Ispettorati del Lavoro, puntando ad\nun coordinamento rafforzato e alla piena cooperazione fra i diversi enti interessati a legalità e\nsicurezza in ambito lavorativo. d\n•Pensioni\nL’attuale sistema pensionistico non è socialmente sostenibile.\n12",
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          "text": "Costringe le persone a rimanere al lavoro oltre limiti di età compatibili con la propria sicurezza,\ncontribuisce alla stagnazione della produttività, rappresenta in prospettiva un forte ostacolo al\nricambio generazionale.\nD’altra parte, con l’esaurimento del sistema misto e il dilagare della precarietà, prepara un futuro di\npovertà certa per milioni di lavoratrici e lavoratori.\nPer questo noi proponiamo che si possa uscire dal lavoro a 62 anni o con 41 anni di contributi,\nriconoscendo inoltre i periodi di disoccupazione involontaria, il lavoro di cura non retribuito, la\nmaternità.\nLa pensione minima non dovrebbe essere inferiore a 1.000 euro.\n• Tempi di vita e di lavoro\nLa pandemia ha dimostrato quanto sia rilevante la dimensione tempo nella vita delle persone.\nNoi vogliamo incentivare l’adozione di contratti che prevedano per i lavoratori la possibilità di\nscegliere massima flessibilità di tempo e di luogo in cui svolgere le proprie mansioni.\nCrediamo inoltre che si debba mettere in campo un piano, a partire dalle risorse del PNRR, per rendere\ngli asili nido pubblici e gratuiti un servizio essenziale e disponibile sull’intero territorio nazionale.\nSul modello spagnolo, vogliamo inoltre estendere a 16 settimane il congedo parentale e renderlo\npartitario e obbligatorio per entrambi i genitori.\n•In difesa del lavoro autonomo\nLa pandemia ha dimostrato l’estrema fragilità del lavoro autonomo italiano, da troppi anni esposto ad\nun mercato privo di regole e di tutele.\nPer questo proponiamo\nla piedisposizione di schemi contiattuali con i clienti committenti,\nun sistema sanzionatoiio che scoiaggi il iicoiso a clausole e condotte abusive, ‘\nun equo compenso geneializzato e piopolzionato alla quantita e alla qualita del lavoio svolto -.%‘j i\nun codice di condotta che regoli i rapporti tra committenti e lavoratori autonomi;\nla previsione di tutele in caso di maternità, inattività, cessazione temporanea, invalidità o infortunio,\nanche attraverso l’incentivazione a forme volontarie di mutualismo fra lavoratori autonomi.\n•Riforma della filiera agricola\nProponiamo l’introduzione della Patente del Cibo per garantire che il cibo consumato sia prodotto nel\nrispetto dei diritti socio-lavorativi e della dignità di tutte le persone impegnate lungo la filiera del cibo\n(dai semi fino alla tavola) dell’ambiente (suolo e risorse idriche) e dei consumatori che hanno diritto\nad un cibo biologicamente ed eticamente sano.\nFisco\nIn Italia la giustizia fiscale è un miraggio.\nL’evasione fiscale supera ogni anno i 100 miliardi, l’Irpef è pagata per l’81% da lavoratori dipendenti\ne pensionati, i grandi patrimoni sono quasi esenti da imposizione, persino al momento della\nsuccessione, le grandi aziende multinazionali pagano poco o nulla del dovuto.\nDue parole magiche: legalità e progressività.\nPer questo proponiamo:\n•Riforma dell’imposta sulle persone fisiche\nOggi in Italia chi viva di rendite finanziarie o immobiliari pagherà meno tasse di chi lavora.\nNoi crediamo invece che tutte le fonti di reddito debbano essere cumulate e tassate alla stessa maniera,\ncon un’imposta unica e progressiva.\nVogliamo inoltre che il carico fiscale sia redistribuito, a vantaggio dei redditi più bassi.\n13",
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          "text": "Per questo proponiamo di alzare a 1.000 euro la quota di reddito esente da imposte, per poi applicare\nun’aliquota mobile crescente sul modello tedesco, che arrivi al 65% per i redditi superiori ai 10\nmilioni di euro.\n‘Riforma dell’imposta patrimoniale\nOggi in Italia le imposte sui patrimoni sono fatte per gravare molto su chi ha poco e poco su chi ha\nmolto.\nQuesto è particolarmente intollerabile in un paese dove il 5% più abbiente della popolazione possiede\nla stessa ricchezza dell’80% più povero.\nPer questo noi vogliamo abolire l’IMU e l’imposta di bollo sugli investimenti, per adottare un’imposta\npatrimoniale personale, unica e progressiva, che gravi sull’insieme di tutti i beni mobili e immobili,\ndi qualsiasi natura.\nPrevediamo in questo modo di aumentare la tassazione sui patrimoni o superiori a 5 milioni di euro,\ncon un’imposta progressiva che cresca fino al 2% oltre i 50 milioni.\n‘Lotta all’evasione fiscale\nLa tecnologia offre una grande occasione alla lotta contro l’evasione fiscale: è possibile infatti\nprocedere alla tracciabilità assoluta dei pagamenti, anche promuovendo l’uso della moneta\nelettronica, e utilizzare le banche dati per incrociare i dati dei contribuenti, oltre che rafforzare la\nfatturazione elettronica e lo split payment, soprattutto sugli acquisti on line e tramite POS.\n[o fa la volontà politica, che significa negare qualsiasi spazio a condoni, incrementare le risorse\nne dei controlli, garantire la certezza della pena per i reati di natura fiscale.\nopone come amica dei furbetti.\nn l’Italia che da sempre paga e lavora.\nper l’elusione delle multinazionali e i paradisi fiscali\nide più ricche del mondo, ma presentano bilanci da società no profit.\nLinio delle grandi multiriazionali, che pagano meno tasse di una bottega artigiana.\nE una situazione intollerabile, a cui intendiamo dare battaglia.\nChiediamo che venga introdotto l’obbligo di rendicontazione pubblica paese per paese, così da\ntendere trasparente dove e quanto facciano affari le corporation; che ci sia la massima trasparenza\nrispetto ai loro assetti proprietari; che sia raddoppiata l’aliquota al 15% fissata dal G7; che siano\ncancellati gli accordi segreti sul fisco stipulati dallo Stato ftaliano con le multinazionali estere.\nLa prima fase della guerra ucraina ha inoltre dimostrato quanto sia facile individuare i patrimoni\nnascosti nei paradisi fiscali, se lo si vuole.\n•Tassazione degli extraprofitti dei colossi energetici\nLo ripetiamo da settimane: è intollerabile che ENI & c. continuino ad incamerare extraprofitti\nmiliardari che derivano esclusivamente dalla speculazione su gas e petrolio.\nFonti autorevoli come l’Ufficio Parlamentare di Bilancio stimano che almeno 40 miliardi siano entrati\nnelle casse di poche Società mentre gli italiani e le piccole imprese arrancavano per il varo bollette.\nNoi proponiamo che quegli extraprofitti siano tassati al 100% e restituiti alle lavoratrici e ai lavoratori\ncon una elargizione straordinaria di 1 .200 euro a famiglia.\nPolitica industriale\nDalla stagione delle privatizzazioni, l’Italia non ha più avuto una politica industriale.\nL’esito di quel processo, insieme al progressivo disimpegno del gruppo Fiat dal nostro paese, è stato\ninfatti la perdita di centralità dei grandi gruppi industriali, e di conseguenza l’adozione di un modello\nfondato sulle PMI produttrici di prodotti intermedi finalizzati all’export.\n14",
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          "text": "Questo ha portato ad un progressivo declassamento del sistema paese, dipendente da catene globali\ndirette altrove e incapace di emergere nei nuovi settori chiave, dalla robotica alle biotecnologie, dalla\nfarmaceutica all’informatica.\nIn compenso siamo diventati terreno di caccia per investitori esteri orientati ad acquisire imprese\nitaliane per sfruttarne brevetti, contratti e penetrazione nei mercati, per poi liquidarne la capacità\nproduttiva delocalizzando altrove.\nNoi riteniamo che queste tendenze vadano invertite e che questo possa accadere solo attraverso un\nforte e diretto intervento pubblico nell’economia.\nCrediamo che lo Stato debba promuovere investimenti che determinino lo sviluppo di nuovi campioni\nnazionali nei settori ritenuti strategici, avvalendosi del supporto del sistema universitario e puntando\na creare nuove e innovative filiere produttive.\nE d’altra parte evidente che già in questo momento le imprese italiane più forti, le uniche in grado di\nassumere un ruolo internazionale, sono quelle a capitale pubblico, da ENT e Leonardo, da Enel a\nPoste.\nE quindi il tempo di individuare una nuova e unitaria governance delle partecipazioni pubbliche, per\nincentivare le sinergie e sviluppare in modo coordinato l’indirizzo strategico.\nVa inoltre cambiata la mission delle imprese controllate dal Tesoro e dagli enti locali, che devono\nessere orientate a privilegiare l’interesse della collettività rispetto ai profitti.\nQuesto si è dimostrato tanto più necessario nella crisi in corso, in cui aziende come ENI avrebbero\npotuto e potrebbero giocare un ruolo di calmiere dei prezzi energetici, anziché essere in prima fila\nnell’accumulazione di extraprofitti.\nAllo stesso tempo queste imprese devono essere in prima fila nello sviluppare relazioni sindacali\npositive nello speilmentale foime di cogestione nello spingeie 1 inteio sistema imprenditoriale\nitaliano verso il rinnovo puntuale e positivo dei contiatti di lavoio\nNé si deve dimenticare il ruolo importante che MPS può rivestire nella definizione di un modello di’\ncredito orientato alle necessità di famiglie e imprese, al mantenimento di presidi territoriali, allo\nsviluppo di filiere produttive, una volta superata la sciagurata idea della privatizzazione.\nRiteniamo inoltre che sia tempo di ripensare ad un ritorno al controllo pubblico di tutte le reti\n:‘ infrastrutturali e di servizi essenziali del paese, a partire dall’acqua e dall’energia.\nIn merito alle delocalizzazioni, proponiamo che chiunque porti all’estero parte della produzione, con\nconseguente riduzione di personale, debba restituire tutti i contributi in conto capitale ricevuti\nnell’ultimo quinquennio, così come eventuali sgravi contributivi o eventuali altri vantaggi fiscali.\nCrediamo inoltre che in caso di abbandono, si debba introdurre l’obbligo di assicurare la continuità\nproduttiva attraverso la cessione preventiva dello stabilimento, o in alternativa di versare una sanzione\npari al 5% del fatturato degli ultimi 5 anni, da destinare alla rioccupazione dei lavoratori,\npreferibilmente secondo la formula del workers buyoLlt.\nPROTEGGERE L’AMBIENTE, LA BELLEZZA, LE COMUNITÀ\nBiodiversità\nVogliamo attuare, nel rigoroso rispetto dei tempi della Strategia comunitaria, gli obiettivi del 30% di\naree protette, delle quali il 10% di aree a stretta protezione, individuando rigorosi criteri di\nindividuazione in particolare delle aree a stretta protezione, per lo Stato e le Regioni.\nCrediamo inoltre che sia necessario adottare al più presto:\no la proposta di norma inerenti i pagamenti per i servizi ecosistemici;\no l’attuazione integrale delle norme di gestione dei Siti della Rete Natura 2000 individuando le\ncompetenze e gli operatori che permettano di completare i Piani di Gestione e renderli applicabili,\nmonitorabili e fruibili;\n15",
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          "text": "o la proposta di norma per la consapevolezza della rilevanza della biodiversità e per l’attuazione dei\npiani di monitoraggio gestiti dagli Enti territoriali di gestione;\no la proposta di norma per il contrasto alla desertificazione, fenomeno collegato alla riduzione di\nhabitat e perdita di biodiversità, per attuare politiche di diversificazione dei sistemi agro-silvo\npastorali e di tutela e recupero del suolo produttivo, secondo i criteri dell’agroecologia;\no la proposta di norma per far sì che gli animali domestici e quelli selvatici non siano più considerati\noggetti ma esseri senzienti come indicato nell’art. 9 della Costituzione da poco modificato;\no la proposta di norma per istituire il marchio di ‘Cultore della biodiversità in campo agro-forestale\ned eno-gastronomico.\nServe inoltre un’iniziativa per:\n•Migliorare le capacità gestionali di parchi e riserve nazionali e regionali, anche come territori chiave\nper l’applicazione delle politiche internazionali di contrasto ai cambiamenti climatici (adattamento e\nmitigazione) e di conservazione della diversità biologica, garantendo una gestione attenta ed evitando\nun uso distorto ed esclusivamente turistico dei territori.\n• Rafforzare l’attuazione, il ruolo e la cultura della Rete Natura 2000 in Italia, anche al fine di un\nampliamento della rete per raggiungere l’obiettivo del 30% in modo efficace.\n• Attuare piani di gestione di specie minacciate, di specie che provocano problemi gestionali\n(alloctone, invasive) utilizzando sistemi ecologici, finanziare gli specifici programmi necessari.\n• Implementare la rete nazionale dei Boschi Vetusti e degli Alberi monumentali d’Italia, garantire la\na autoctona dei semi forestali in uso da parte dei vivai forestali, nonché assicurare l’attuazione\nia Forestale Nazionale.\nla soppressione della Forestale, istituendo un nuovo Servizio Ambientale e Forestale\ncome un moderno Corpo tecnico dello Stato, ad ordinamento civile, preposto alla tutela\nalla conservazione delle foreste, alla lotta agli incendi boschivi, alla protezione della\n;a del suolo, al controllo, presidio e monitolaggio del territorio rurale (agro-forestale,\nilinare e costiero) e alla prevenzione dei rischi naturali, con funzioni di polizia per il\ndei reati ambientali, pubblico soccorso e protezione civile.\nzz:--1\nDifesa del patrimonio demaniale\nDiciamo no alla privatizzazione della Città e dei Beni Comuni, che arricchiscono le multinazionali e\nproducono maggiori costi al cittadino. La cultura neoliberista ha contaminato anche il pensiero\nprogressista e di sinistra, così il nostro Paese è stato svenduto a società multinazionali. Dall’acqua a\nbeni storici di immenso valore, a paesaggi montani, spiagge, a pezzi di città consegnati alla\nspeculazione, in nome della “rigenerazione”, dell’efficienza, della modernità, che hanno privato i\ncittadini di beni che a loro appartengono per diritto e che devono poter trasmettere alle generazioni\nfuture\nPer questo proponiamo che venga bloccato l’articolo 6 del “Decreto Concorrenza” e riviste le\n“Cartolarizzazioni “che mettono in vendita i Beni Demaniali (fra i quali caserme, abbazie, castelli)\nCentri storici e la salvaguardia della bellezza\nL’Italia non ha giacimenti petroliferi, ma la sua grande risorsa culturale ed economica sta nella\nbellezza, bellezza degli straordinari paesaggi marini collinari e montani (non sempre rispettati),\nbellezza del grandissimo patrimonio di opere d’arte, di casali, di città murate, di borghi antichi, di\ncentri storici unici al modo, racchiusi anche in piccoli sperduti comuni e, se volessimo e sapessimo\nvederli, nelle periferie delle città. Vogliamo recuperare e salvaguardare gli elementi costituenti la\nnostra identità, consapevoli che solo dalla loro conservazione può derivare benessere duraturo per il\nnostro Paese.\n16",
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          "text": "Molte leggi urbanistiche regionali e molti nuovi piani consentono manomissioni e alterazioni, fino\nalle demolizioni e alle nuove edificazioni con modifiche alle tipologie, anche con premialità\nvolumetriche.\nProponiamo quindi che venga data piena attuazione all’art.9 della Costituzione, proteggendo il\npaesaggio ed i suoi elementi costitutivi, dal cemento e dall’asfalto e dall’inutile consumo di suolo. Il\ncentro storico, elemento essenziale del nostro patrimonio storico e artistico deve entrare di diritto\nnelle aree tutelate per legge dell’art. 142 del Codice dei BBCC. La modifica dell’art.142, ponendo\nsotto tutela il centro storico come complesso bene culturale unitario, lo affiderebbe alla tutela\nistituzionale dello Stato, superando la precaria considerazione dei piani regolatori e delle leggi\nurbanistiche regionali.\nProtezione degli animali\nTutela legale e istituzionale degli animali attraverso:\no introduzione di sanzioni più efficaci nel Codice penale per il contrasto ai maltrattamenti e agli altri\nreati a danno degli animali e aumento del personale dedicato e formato nelle Forze di Polizia;\no realizzazione e sostegno di strutture di accoglienza degli animali salvati, con un numero unico\nd’intervento d’intervento;\no inseiimento del iiconoscimento degli animali nel Codice Civile come esseii senzienti e non piu\ncome cose;\no istituzione di un Gaiante nazionale dei diiitti degli animali e di un Dipaitimento piesso la Piesidenza\ndel Consiglio che unifichi le competenze sugli animali oia divise tra i Ministeii della Salute, della\nTiansizione Ecologica delle Politiche Agiicole, della Cultura\no sostegno in sede eutopea della proposta di nomina di un Commissaiio euiopeo pei il benessere ‘/\nanimale;\no ripristino della centralità delle politiche di tutela dell’ambiente e della biodiversità nelle azioni del\nMinistero della Transizione Ecologica.\nTutela degli animali d’affezione attraverso:\no piena applicazione e rafforzamento della normativa sulla prevenzione del randagismo e\nincentivazione della sterilizzazione di cani e gatti anche di proprietà, promuovendo il possesso\nresponsabile degli animali attraverso campagne informative a livello nazionale;\no revisione della normativa che regolamenta il commercio di animali d’affezione che preveda il\ndivieto di commercializzazione e pubblicizzazione sulla rete e l’inibizione della vendita negli esercizi\ncommerciali;\no promozione di adozioni consapevoli; sostegno al volontariato sul territorio;\no riduzione dell’aliquota IVA su cibo per animali e prestazioni veterinarie, oggi soggetti a tassazione\ncome “beni di lusso”, che aggrava le condizioni di difficoltà economica di chi ha accolto in casa degli\nanimali come parte della famiglia;\no incremento delle attività di controllo sulle strutture pubbliche e private convenzionate con le\npubbliche amministrazioni per la custodia degli animali randagi.\no Tutela degli animali selvatici attraverso:\no l’incremento delle aree protette, ricomprendendo in tali zone i siti della Rete Natura 2000;\no il pieno esercizio da parte dello Stato dei poteri in materia di tutela della fauna selvatica protetta e\nparticolarmente protetta;\no la creazione di una efficace rete per il recupero della fauna in difficoltà e il potenziamento e la\ndiffusione di Centri recupero animali selvatici;\no la prevenzione e repressione del bracconaggio, potenziando le sanzioni;\no la previsione di azioni esclusivamente non cruente per la gestione delle specie cosiddette “invasive”;\n17",
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          "text": "o l’attuazione dei divieti di importazione, detenzione e commercializzazione di animali esotici;\no l’introduzione di un divieto di importazione, esportazione e riesportazione di trofei di caccia ottenuti\nda animali appartenenti a specie protette a livello internazionale;\no il sostegno alle imprese dell’abbigliamento per la riconversione delle produzioni animali.\nSuperamento dell’uso degli animali nell’intrattenimento attraverso:\no attuazione della Legge-delega approvata dal Parlamento nel luglio scorso per il superamento\ndell’uso degli animali in circhi e spettacoli viaggianti;\no estendendolo ai delfinari;\no stop all’uso degli animali nelle feste locali, in zoo, acquari, palii, carrozzelle.\nTutela degli animali allevati a fini alimentari attraverso:\no moratoria sull’apertura di nuovi allevamenti intensivi e sull’ampliamento di quelli esistenti anche\ncon finalità di contrasto ai cambiamenti climatici e alla diffusione di zoonosi;\no realizzazione, come nei Paesi Bassi, di un programma di riduzione degli animali allevati;\no sostegno in sede europea della proposta legislativa della Commissione UE per l’eliminazione\nprogressiva delle gabbie negli allevamenti in risposta all’iniziativa dei cittadini europei ‘End the Cage\nAge’;\no adozione anche a livello nazionale di misure che incentivino una transizione anticipata a sistemi di\nallevamento senza gabbie che garantiscano un efficace miglioramento delle condizioni di vita degli\ndello stop previsto dalla Legge di delegazione europea alla triturazione dei pulcini;\ndelle scelte alimentari vegetali e della riconversione della produzione alimentare verso\nvegetale, anche attraverso incentivi diretti e strumenti fiscali a supporto delle aziende\nno la riconversione delle coltivazioni destinate alla produzione di mangime in\nper alimentazione umana;\nalle iniziative in sede europea dirette all’introduzione di disposizioni volte a disciplinare\ninndalità di cattura, allevamento, trasporto, detenzione e abbattimento più rispettose del benessere\ndelle specie che non godono già di specifica protezione normativa;\no disincentivazione e migliore disciplina dei trasporti di animali attraverso previsioni utili alla\nrisoluzione delle criticità denunciate dalle associazioni;\no maggiore tutela degli animali allevati completando l’avvio del Sistema di Qualità Nazionale\nBenessere Animale, attraverso l’approvazione di standard adeguati e coerenti con il benessere\nanimale per le singole specie allevate con la scelta di un’etichettatura trasparente per il consumatore\nsu più livelli progressivi (di cui almeno due al coperto);\no introduzione dello stordimento preventivo obbligatorio in tutti i tipi di macellazioni come già deciso\nda altri Paesi europei.\nSuperamento della sperimentazione animale attraverso:\no investimenti nella prevenzione delle malattie e nella ricerca scientifica “human based” con la\ndestinazione del 50% dei fondi pubblici;\no sostegno alla sperimentazione con metodi sostitutivi all’uso degli animali come primo passo verso\nuna effettiva “libertà di ricerca”\nPeriferie, partecipazione, democrazia\n• Le città sono i luoghi di massima concentrazione di popolazione, attività e servizi ma anche la sede\ndelle maggiori diseguaglianze. Intendiamo rendere le città più belle, più accoglienti, con più servizi,\ncombattendo le diseguaglianze e assicurando a tutti il diritto di vivere in un ambiente sano, con servizi\ne edifici efficienti, accessibili, garantendo spazi adeguati, tutelando l’identità storica e culturale delle\ncomunità. Intendiamo promuovere la realizzazione della città pubblica sottraendo gli spazi liberi alla\n18",
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          "text": "speculazione edilizia per restituirli ai cittadini, mettendo in evidenza il fallimento di un modello di\nsviluppo che ha dilatato le città, impoverendole di servizi e spazi comuni.\nLe cittadine e i cittadini sono spesso dimenticati quando abitano in luoghi periferici. L’emarginazione,\nla scarsità di verde e servizi, il degrado urbanistico-edilizio caratterizzano luoghi definiti periferici\nper la lontananza dal centro e dai servizi elementari. Sono spesso luoghi dove degrado sociale e\ndegrado ambientale convivono.\nProponiamo che\n• venga data dignità e sicurezza ad ogni cittadina e cittadino, ad ogni luogo, anche attraverso opere\nsemplici come la manutenzione, la pulizia, il restauro degli edifici, la piantumazione degli alberi.\nSegregazione e insicurezza sono alimentate dal degrado.\n• Si creino delle centralità urbane periferiche, con piazze e luoghi d’incontro che facciano vivere nel\nquartiere anche il più periferico, un senso di identità e di appartenenza. Che ogni periferia, oltre ad\navere i servizi necessari allo svolgimento della vita quotidiana (con le dotazioni previste nella città\ndei 15 minuti) sia dotata di una specificità di livello urbano che la caratterizzi (teatro, biblioteca,\nmuseo, parco...) che crei in tal modo un’interdipendenza con le altre parti del territorio.\n• Deve essere promossa la mobilità dolce, elettrica e ibrida privata e pubblica, le reti di piste ciclabili\nvanno allargate e collegate a quelle del cicloturisino, l’ampliamento delle aree pedonalizzate e la . -\niealizzazione di peicoisi in sicuiezza anche pei le bambine e bambini —\n• Intendiamo contrastare i riscaldamento globale destinando a verde e boschi urbani le superfici\nancoia inedificate nelle citta definendone i confini con cmtuie boscate, iestituendo bellezza,\ncontrastando le ondate di calore, la emissione di C02, l’inquinamento dell’aria proteggendo i servizi\necosistemici foiniti dalla natuia conseivazione ed estensione di aiee umide sono fondamentali pei\nrendere la città resiliente e resistente a possibili alluvioni lampo e fenomeni atmosferici estremi, che\nsaranno sempre più frequenti. I nuovi edifici industriali e commerciali dovrebbero obbligatoriamente\nprevedere tetti verdi, così come coperture vegetali potrebbero essere maggiormente incentivate\nnell’edilizia privata, per ridurre la velocità di deflusso delle acque e ridurre l’impatto\ndell’inquinamento.\n• Piani decentrati per l’autonomia energetica da fonti rinnovabili, con rottamazione di caldaie e stufe\ninquinanti è altrettanto necessario per l’abbattimento delle polveri sottili e degli inquinanti nocivi\nspecie per la salute delle bambine e dei bambini.\n• È nostro obiettivo primario difendere i beni comuni da idee di privatizzazione e cartolarizzazione,\na cominciare dall’acqua e dai beni storici, dai paesaggi alle spiagge, da quelle parti di città che in\nnome della “rigenerazione”, vengono consegnati alla speculazione, privando i cittadini di beni\ncostitutivi del patrimonio pubblico nazionale e che devono essere trasmessi alle generazioni future;\nUN’EUROPA DI PACE ED! ACCOGLIENZA\nPer un modo di pace, contro ogni guerra\nI nostri anni vedono un’angosciante ripresa da parte delle maggiori potenze mondiali della politica\ndella forza e delle armi. La “terza guerra mondiale a pezzi” di cui ha parlato suggestivamente Papa\nFrancesco è anche e soprattutto il prodotto di questa smodata volontà di dominio e di questa\nprevalenza della logica della forza e delle armi su quella della diplomazia, del dialogo, della politica\na ciò ispirata.\n19",
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          "text": "L’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina è l’atto più violento e drammatico e potenzialmente\nstravolgente di questa fase storica.. Per uscire dalla logica di questa “guerra mondiale” di fatto\npermanente, se pur articolata in forme e luoghi diversi, è necessario rilanciare con ogni sforzo la via\ndiplomatica, la strada e il metodo della trattativa a oltranza, la cui premessa indispensabile è un\n“cessate il fuoco” generale, per trovare i punti di accordo e di compromesso che evitino un’ulteriore\nescalation militare e pongano le basi per un\nnuovo, duraturo e condiviso equilibrio nell’intera regione. Un equilibrio che, da qui, si estenda alle\naltre aree di crisi del pianeta e al pianeta intero, fondandosi sul rispetto del diritto internazionale, sullo\nsviluppo della democrazia e dei diritti umani e civili ovunque, sulla pace oltre che tra i popoli e gli\nstati - con il creato, radicata nella giustizia ambientale e nella giustizia sociale, nel quadro di un\ncomune impegno ad affrontare efficacemente la più grave e globale crisi mai vissuta dall’umanità, il\nsurriscaldamento del clima e il suo impatto sugli ecosistemi e sulla nostra stessa civiltà.\nIl ripudio fermo di ogni guerra, il faticoso e costante lavoro per la pace, il diritto di\nautodeterminazione dei popoli, la difesa non derogabile dei diritti umani sono i riferimenti\nimprescindibili della nostra politica internazionale.\nViviamo in un mondo in continuo e costante riarmo, con sanguinosi conflitti attivi e numerosi fronti\nemergenti, con una guerra alla porte dell’Europa, frutto della scellerata aggressione. In questo quadro\nl’impegno dell’Italia e dell’Europa per la pace e la sicurezza globale deve partire dal ripristino del\nogo multilaterale e da una spinta verso il disarmo globale.\nso impegno deve essere volto a garantire il diritto di autodeterminazione dei popoli e il far\nrivendicazioni e le sofferenze di quelli oppressi: dai palestinesi ai Kurdi, dai Saharawi ai\nii, saremo sempre a fianco di chi contrasta sopraffazione e sfruttamento.\ntempo la difesa dei diritti umani non può essere un mero ornamento da declamare, ma\nelemento decisivo nella definizione delle relazioni diplomatiche, emblematico in questo\n:aso dei rapporti con l’Egitto dove il pericoloso degrado nel rispetto dei diritti umani e\ndi collaborazione col nostro paese meriterebbero atteggiamenti differenti.\nIn coerenza con questi obiettivi proponiamo un programma in più fasi.\nNell’immediato:\no Approvazione proposta “Un’altra difesa è possibile” (DCNAN): Istituzione del dipartimento della\nDifesa Civile Non-armata e Nonviolenta\no Mozione per l’adesione dell’Italia al Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), come\nstato osservatore\no Presentare una proposta per la moratoria delle spese aggiuntive previste dal Ministero della Difesa\nper le nuove spese d’arma\no Seguire l’attuazione della delega al governo nel campo della giustizia riparativa.\nNel medio termine:\no Legge quadro istitutiva dei Corpi Civili di Pace. Renderla una legge ordinaria.\no Legge istitutiva dell’Istituto Nazionale di Ricerca e Studio per la Risoluzione Nonviolenta dei\nConflitti\no Rendere stabile, operativo ed aperto a tutto il Servizio Civile Universale\no Possibilità di obiezione alle spese militari\no Inserimento nei programmi scolastici della Formazione sulla comunicazione nonviolenta e la\ntrasformazione dei conflitti\no Azioni giuridiche per il Riconoscimento Internazionale delle nuove leggi della robotica\no Piano di riconversione per l’industria bellica italiana- Dedicare una giornata nazionale ai’ ‘martiri\ndell’ambiente”;\no Trasformare l’ecocidio nel quinto reato internazionale soggetto al Tribunale dell’AIA.\n20",
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          "text": "Per un’Europa sociale, solidale, dei diritti\nL’Unione Europea è uno spazio politico da difendere, approfondire e cambiare.\nBisogna lavorare affinché il processo democratico dell’Unione venga rafforzato nella sua dimensione\nsovranazionale, a partire da una centralità maggiore del Parlamento europeo e superando il\nmeccanismo dei veti nazionali.\nCrediamo che la Conferenza sul Futuro dell’Europa non possa essere una promessa infranta e che\nbisogna lavorare ad una riforma dei Trattati.\nDa qui passa anche la costruzione di un’Europa sociale. L’Unione non può essere infatti solo quella\ndella libera circolazione di merci e capitali, abbiamo bisogno dell’Europa dei diritti, a partire dalla\npiena realizzazione del pilastro sociale.\nCon Next Generation EU, l’UE ha mostrato uno slancio nella giusta direzione, ma non è sufficiente\naver sospeso il Patto di Stabilità e Crescita, di cui profonda riforma insieme a me quella delle regole\ndi governance economica che hanno caratterizzato la stagione dell’austerità. Bisogna definire regole\ne strumenti fiscali europei volti a compensare gli squilibri economici e a fermare veri e propri paradisi\nfiscali che operano dentro l’Unione.\nOccorre mettere a regime la solidarizzazione del debito, come elemento di base per contenere gli\nattacchi speculativi e favorii’e politiche economiche espansive.\nVogliamo un’Europa solidale e aperta, che non volti le spalle a chi scappa da guerre, fame e dalle\nconseguenze dei cambiamenti climatici. Un’Europa che consideri un’indecenza disumana a cui\nmettere fine le morti nel mediterraneo e le sofferenze di migliaia di migranti respinti nella rotta\nbalcanica. Bisogna mettere fine alla pratica di esternalizzazione delle frontiere, spesso tradotta in\neclatanti violazioni dei diritti umani, riformare il diritto d’asilo respingendo il principio del,primo\nappiodo e iealizzando una concieta solidaiieta tia i paesi seive infine cieaie canali di migiazione\nlegali e sicuri, che gai antiscano a tutti diiitto alla vita e alla dignita ‘.\nVogliamo un’Europa intransigente sui valori di democrazia, sullo stato di diritto e sui diritti civili\npensiamo che bisogna applicare fino in fondo la condizionalità finanziaria verso quei paesi che in f/\nquesti anni hanno attuato arretramenti profondi su questo terreno.\nVogliamo un’Europa all’avanguardia nella lotta al cambiamento climatico.\nVogliamo che l’Europa abbia una politica estera e di difesa comune.\nVogliamo che l’Europa sia un forte e autonomo attore di pace, intransigente sul rispetto dei diritti\numani, in un contesto internazionale multilaterale.\nMigrazioni\nNon esiste oggi nessuna emergenza migrazione e, nonostante il becero populismo della destra che\nalimenta razzismo e paure, non siamo di fronte a nessuna invasione, ma a percorsi migratori che\nrappresentano una risorsa demografica, economica e sociale fondamentale.\nBisogna respingere e ribaltare le politiche della paura e della disumanità, dei respingimenti, dello\nsfruttamento e della marginalizzazione.\nOccorre invece lavorare per una politica dell’accoglienza e dell’integrazione, garantendo a tutte e\ntutti una piena parità di diritti. Perché i diritti non sono un gioco a somma zero, non bisogna toglierne\nad alcuni per darne ad altri, ma servono se sono universalmente riconosciuti e rispettati.\nDobbiamo guardare alle cause profonde delle migrazioni, che sono spesso l’effetto diretto delle\ndiseguaglianze, di guerre, ma anche delle devastazioni climatiche e delle politiche che nel corso degli\nanni hanno spossessato di risorse e impoverito le popolazioni dei Sud del mondo.\nBisogna creare canali di migrazione legali e sicuri, abolendo quelle leggi come la Bossi-Fini che\ncostringono all’irregolarità. Percorsi chiari, aperti e trasparenti sono uno strumento indispensabile\ncontro l’insicurezza e l’illegalità.\n21",
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          "text": "Lavoreremo in sede UE per una riforma solidale de diritto d’asilo, ma serve anche in Italia una\neffettiva e piena applicazione di questo diritto, a partire dal principio di non respingimento, che\nimpedisce ogni forma di espulsione che metta a rischio i diritti fondamentali delle persone, cosa che\ndrammaticamente avviene attraverso i vergognosi accordi con la Libia ai quali bisognerà mettere\nfine.\nServe poi anche una estensione del diritto di asilo che ricomprenda anche la protezione dei rifugiati\nclimatici e ambientali.\nContrastiamo qualsiasi forma di criminalizzazione dell’aiuto e della solidarietà. Lavoreremo per\ngarantire piena agibilità e sostegno a chi è impegnato nell’accoglienza (sia nel paese che nelle rotte\nmigratorie) e nel salvataggio. Crediamo inoltre che vada ripristinata una missione pubblica (italiana\ned europea) di salvataggio in mare.\nProponiamo quindi:\no Rivedere gli accordi Italia-Libia ed eliminare i finanziamenti alla guardia costiera,\no Promuovere la costruzione di un piano Europeo per le migrazioni che preveda il superamento del\nsistema di Dublino e parametri uniformi nel sistema di accoglienza basato sul ricollocamento pro\nìuota.\n[azione dei CPR\nione della procedura volta al riconoscimento del diritto di asilo; incremento degli sportelli\nLesture, monitoraggio e uniformità delle prassi amministrative.\nil rilascio del permesso di soggiorno:\ndei migranti ai centri per l’impiego con stp (straniero temporaneamente presente) per\nottenirnento del permesso di soggiorno per motivi lavorativi ed emersione dal lavoro nero\ndella legge anagrafica nella sezione relativa ai residenti stranieri per facilitare l’iscrizione\nhgrafica e il mantenimento della residenza (il permesso di soggiorno non condizionato alla\nresidenza).\no Istituzione di albi regionali e comunali per le figure professionali di settore: Interprete; mediatore\nculturale/interculturale e operatore dell’accoglienza\no Istituzione nei comuni della consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri non comunitari e apolidi\ne dei consiglieri comunali aggiunti a carattere elettivo.\no Tutela famiglie transnazionali, in particolare tutela minori rimasti in patria, abbassamento limiti di\nreddito per ricongiungimento familiare.\nL’Italia ha ripreso a migrare\nI dati sui flussi migratori ci parlano di un paese che ha ripreso a migrare. Oggi sono più di 5 milioni\ngli italiani che vivono all’estero e negli ultimi cinque anni le iscrizioni AIRE sono aumentate\ndel l’82%.\nNon siamo di fronte a una “fuga di cervelli” ma ad un fenomeno migratorio grande e complesso che\ndeve essere per noi un indicatore assai preoccupante di un paese che non dà futuro e prospettiva. Un\npaese da cui molti vanno via. Lavoriamo perché migrare sia un diritto, una scelta, non una costrizione;\nper riformare la rappresentanza parlamentare e consultiva degli italiani all’estero togliendola dalla\nmarginalizzazione in cui è relegata; per una cittadinanza rinnovata, non sottrattiva di diritti e\nrispondente ai nuovi percorsi migratori. Per strumenti di sostegno nel difficile percorso emigratorio\ne di mantenimento del legame con l’Italia; incentivi per chi desidera rientrare in Italia.\n22",
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          "text": "SAPERE È DEMOCRAZIA\nIl sistema dell’istruzione e della formazione è oggetto di un processo di sriaturamento, rispetto alle\nfinalità di liberazione ed emancipazione che la Costituzione gli assegna. Impoverito, precarizzato,\nburocratizzato e piegato alle logiche del mercato. E una spinta che viene da lontano ed ha caratteri\nglobali, ma che nell’ultimo decennio, nel nostro Paese, e in particolare coi governi Renzi e Draghi,\nha conosciuto una evidente intensificazione, di cui gli indirizzi del PNRR costituiscono un segno\nevidente. Ultimo atto, rivelatore di una china ancor più pericolosa e inaccettabile, è l’impressionante\naumento della spesa militare, a fronte di una riduzione del bilancio dello Stato sull’istruzione. Un\nmare di soldi per la guerra, un taglio al sapere (come alla salute); è una logica che respingiamo alla\nradice, anche perché evidenzia una prospettiva e un modello di società che consideriamo orribili e\nche la maggioranza degli italiani rifiuta.\nLa formazione e la ricerca, la loro libertà, la qualità e le finalità che le orientano sono una grande\nquestione democratica. Sono, anzi, componente essenziale delle democrazie, in un’era in cui,\nall’inizio di un secolo e di un millennio, assistiamo alla loro profonda crisi, al consolidarsi di una loro\ninvoluzione autoritaria (che guerra e riarmo non possono che accelerare), ad un pericoloso mutamento\ndel rapporto tra libertà e capitalismo globale. Occorre ribaltare la funzione prevalentemente\nproduttivistica del sapere, nel linguaggio come nella sostanza; una logica aziendalista nella gestione,\nuna quantificazione esecutiva nelle metodologie, un prevalente economicismo nelle finalizzazioni.\nQuesta subalterriità sostanziale nell’universo formativo è quasi plasticamente sovrapponibile (ed\nevidentemente funzionale) a quanto è avvenuto nei processi produttivi, nel mondo del lavoro, nella\npiogiessiva plivatizzazione delle ielazioni sociali e dei beni comuni, in estiema sintesi I assunzione\ndelle compatibilita del capitalismo globale, e delle sue espiessioni peiifeiiche come dato oggettivo e\ntendenza naturale della storia. Le conseguenze, a cominciare da quelle ambientali, sono sotto gi occhi\ndi tutti e la pandemia non ha fatto altro che evidenziarle e amplificarle. In questo senso, il governo .\nDraghi e il PNRR possono esseie consideiati un distillato di quelle tendenze decennali ‘ ì\n/•\nScuola\nIl mondo della scuola, in tutte le sue componenti, non può più essere oggetto passivo di provvedimenti\nimposti dall’esterno, ma deve essere coinvolto seriamente nei propri processi di riforma e\ncambiamento.\nPer queste ragioni, uno dei primi atti che attiveremo, nel nuovo Parlamento, sarà una proposta di\nlegge che — previa un’ampia discussione con tutte le componenti della scuola - in estrema sintesi,\npreveda:\n- la riduzione ad un massimo di 15 alunni per classe e il recupero di spazi pubblici per le nuove aule;\nnon solo per ragioni sanitarie, ma per consentire una didattica realmente inclusiva, maggiormente\nattenta ai processi di crescita individuale, ulteriormente qualificata e al livello dei problemi che la\ntrasformazione digitale determina nella conoscenza, oltre che per attivare serie ed efficaci misure di\ncontrasto all’abbandono scolastico; per raggiungere questo obiettivo, è anche necessario che venga\nabrogato quanto previsto dal Decreto Legge 25 giugno 2008 n. 112, art. 64, comma 6, a firma\nTremonti, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 13. Norme che hanno\nincrementato di un punto il rapporto alunni/docente per classe e determinato l’effetto immediato della\nperdita di ben 86.93 1 posti da insegnanti con un aumento inevitabile del numero degli studenti per\nclasse;\n- l’estensione del tempo scuola (tempo pieno e tempo prolungato, a seconda dei diversi ordini di\nscuola) in tutte le scuole del territorio nazionale; affinché sempre meno giovani e adolescenti siano\nlasciati soli con le proprie difficoltà; proponiamo, tra l’altro, di estendere, tra l’altro, l’obbligo\nscolastico a 18 anni.\n- la gratuità dell’istruzione, dal nido all’università, per tutte e tutti; assumendo, cioè, il diritto\nuniversale al sapere come carico di una fiscalità generale realmente progressiva e come parte di un\npatto tra le generazioni;\n23",
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          "text": "- la creazione di Zone di educazione prioritaria e solidale — con ulteriori interventi di organico e\nfinanziari — nelle aree di maggiore difficoltà sociale e culturale; ribaltando la logica che premia e\nrafforza, fuori da ogni logica solidale, solo le realtà più forti e solide; in aperta controtendenza con\nl’indirizzo a valorizzare e finanziare le scuole che abbiano conseguito risultati brillanti nei test\nstandardizzati, crediamo che proprio le realtà scolastiche che mostrano più sofferenza debbano essere\ndestinatarie di finanziamenti mirati, di progettualità forti e innovative incentrate sui Collegi docenti,\ndi un aumento del rapporto tra organico e studenti;\n- l’assunzione di un numero molto più ampio di docenti a tempo indeterminato, anche stabilizzando\ncoloro che insegnano precariamente da più tempo;\n- l’intervento di massiccio potenziamento di un trasporto pubblico gratuito ed ecologicamente\nsostenibile;\n- l’allineamento dei finanziamenti ordinari al sistema dell’istruzione alla media europea (6% del PIL);\n.1 Negli ultimi due anni e mezzo la scuola ha guadagnato una temporanea visibilità: l’emergenza\npandemica, infatti, ha travolto il sistema scolastico mettendone in evidenza ogni crepa, determinata\nprevalentemente da involuzioni legislative, ritardi e tagli; tanto la lotta alla dispersione scolastica,\nquanto l’inclusione sono state le prime vittime immateriali della pandemia; occorre, anche per questo,\nprevedere adeguati investimenti per un serio supporto psicologico a studenti e studentesse.\n/ Altrettanto urgente è ripensare — ampliando numeri, spazi, metodi e funzioni — la partecipazione di\nidenti e studentesse alla vita e all’organizzazione della scuola, per superarne una evidente\nazione e rimotivare tutte le componenti scolastiche — pur nella distinzione dei ruoli — ad\nrealmente democratica e partecipativa.\ni di subalternità alle “esigenze dell’impresa” (assunte come paradigma assoluto), vi è\n“inta alla trasformazione di istituti tecnici e professionali, ripensati solo allo scopo di .—\ndisallineamento tra domanda e offerta di lavoro”; occorre, invece, considerare ogni\niìdìtib della scuola secondaria superiore come occasione di formazione e crescita umana e civile;\nriaprendo, semmai, la riflessione su un biennio unico.\n.1’ L’ingente stanziamento di risorse in edilizia — che dovrebbe, tra l’altro, privilegiare il recupero del\npatrimonio pubblico e le fonti rinnovabili - si dimostra un intervento di facciata, in assenza di\nstanziamenti che, a fronte di nuove strutture, possano poi coprire i costi del servizio e quindi del\npersonale.\nI In Italia si nega ancora il riconoscimento giuridico del diritto di cittadinanza, alle persone di origine\nstraniera, nate in Italia e figli di immigrati, e tra esse, tanti studenti e studentesse, pur se condividono\nuna condizione di fatto indistinguibile da quella vissuta da studenti italiani “di diritto”.\n/ In aperto contrasto con la scuola aziendalista, occorre aspirare a una scuola plurale, aperta,\npartecipata, in cui ogni individuo possa riconoscere le proprie aspirazioni e le proprie potenzialità,\nindipendentemente dalle domande del mercato. E necessario far sì che la scuola torni a essere un\nvettore di mobilità sociale e non che certifichi, cristallizzi o addirittura moltiplichi le disuguaglianze\nin essere.\n• Intervenire con una legge ad hoc per contrastare la piaga della povertà educativa nelle periferie e\nnelle realtà più sofferenti.\n• Cambiare radicalmente finalità e metodologie degli strumenti INVALST, rimettendo al centro le\nscuole, i loro organi collegiali, per il recupero di limiti e ritardi; occorre ribaltare l’impostazione di\n24",
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          "text": "un PNRR che riempirebbe di soldi le scuole “meritevoli” e di inutile tutoring le scuole in maggiore\ndifficoltà, invece di garantire organici e finanziamenti.\n• Cancellare l’attuale legislazione relativa ai PCTO (alternanza scuola-lavoro), aprendo una\nriflessione seria, nel mondo della scuola in tutte le sue componenti, sul rapporto tra formazione\nscolastica, mondo del lavoro, competenze professionali, diritti; per lavorare ad una nuova legislazione\nche tenga fermamente al centro il percorso educativo e formativo e la crescita complessiva dei ragazzi\ne delle ragazze.\n• Non confondere l’attività formativa scolastica, con altre attività, che possono arricchirla e stimolarla,\nma non sostituirla; essa deve essere l’espressione di un progetto educativo elaborato dalla comunità\nscolastica. I patti territoriali di comunità e le alleanze con il territorio dovranno prevedere che ogni\nprogetto venga promosso dalla scuola, proprio per rispettare le sue prerogative costituzionali senza\nalcuna possibilità di deroga e di delega.\n• Opporsi all’autonomia differenziata non solo perché tocca i diritti e la loro universalità, ma anche\nperché, nel contesto scolastico, essa, in preoccupante sinergia con l’interpretazione dominante\ndell’autonomia scolastica, determina una inaccettabile frantumazione del sistema formativo nazionale\nsul piano delle diseguaglianze materiali, dei contenuti e delle metodologie formative.\n• Abbandonare la logica del risparmio che ha contraddistinto tutti i recenti provvedimenti in materia\ndi assunzione e reclutamento del corpo docente. L’ultimo Decreto, concepito fuori da ogni logica di\nconcertazione democratica, ha trasformato l’accesso al ruolo, di chi insegna da anni, in una “corsa ad\nostacoli” Va apelta una discussione seiia sul supelamento del precaliato e sulla foimazione dei\ndocenti Seive una iifoima che vada in tutt’altia duezione gaiantiie peicoisi lineaii e costanti per un\nlavoro stabile e una formazione rigorosa, seria e gratuita. E necessario che i docenti siano numerosi\nin iappolto agli studenti siano ben foimati e soprattutto siano stabili e possano garantire quella\ncontinuita didattica che e plesupposto fondamentale pei qualsiasi piogettualita cuiiicolaie\n• Ritornare all’esperienza dell’organico funzionale ovvero di un monte ore aggiuntivo a quello\nstrettamente curricolare, di cui le scuole dispongano, per articolare progettualità specifiche; investire\nper garantire un sostegno psicologico permanente nelle scuole, che nel periodo pandemico si è\ndimostrato un presidio imprescindibile, ma garantito in pochissime realtà.\n• Mettere a centro del percorso di istruzione esperienze formative che concorrano, nella loro pluralità\ne gradualità, a formare dei cittadini critici, consapevoli, liberi.\n• Assumere e garantire stabilità e la maggiore continuità possibile ai docenti di sostegno; così come\ncrediamo che sia giusto porre il problema di estendere garanzie (in termini di retribuzione e diritti)\nad altre figure professionali che operano nella scuola, come gli assistenti per l’autonomia degli alunni\ndiversamente abili.\n• Modificare il sistema di valutazione. L’impianto di una valutazione quantitativa e selettiva è un\nfattore determinante nella cristallizzazione delle diseguaglianze in seno alla scuola perché classifica\ne non favorisce alcuna reale consapevolezza. Inoltre, la competitività data dal sistema numerico\ninfluisce, come fattore di stress, nell’emersione del forte disagio che accompagna i percorsi scolastici\ndi molti alunni e alunne. Per questo pensiamo sia fondamentale che una scuola realmente\ndemocratica, universalistica e inclusiva, si apra a un dibattito serio sulla valutazione numerica, anche\nal di là della scuola primaria.\n• Rivedere l’orientamento scolastico; così come realizzato attualmente, attraverso dispositivi come i\nforum e le fiere, si presenta come un vero e proprio mercato in cui le scuole si trovano a concorrere\n25",
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          "text": "disperatamente per garantire un numero di iscritti che non pregiudichi i posti in organico e quindi il\nmantenimento delle classi e delle cattedre; rimettendo, invece, al centro, le reali aspirazioni degli\nalunni e delle alunne.\nfar fronte a cambiamenti, come quelli determinati dall’era digitale, che stravolgono completamente\nil rapporto di tutti e di tutte con la conoscenza e con le relazioni umane. Per questo diffondere una\npedagogia critica dell’era digitale; la digitalizzazione deve essere un processo serio e profondo da\nnon affrontare con interventi propagandistici o estemporanei, come l’introduzione burocratica e\nposticcia delle cosiddette “competenze non cognitive”, così com’è accaduto con l’inserimento\ndell’Educazione civica.\nA nostro aVViSO è imperativo sottrarre la discussione sui processi formativi - decisiva per il modello\ndi conoscenza e di umanità delle generazioni presenti e future — alla strumentale corsa propagandistica\ndi politiche governative sempre più subalterne e sempre più ridotte a pura ricerca di un facile\nconsenso.\nEducazione sessuale e affettiva\nChe preveda più cicli di 4 incontri ciascuno durante tutto il percorso della scuola dell’obbligo a partire\ndall’ultimo anno della scuola primaria, poi con cadenza biennale dal primo anno della scuola\nsecondaria inferiore\nChe non si limiti agli aspetti di salute riproduttiva e contraccezione ma si focalizzi, con strumenti e\nuti adattati alle diverse fasce d’età, sul formare preadolescenti e adolescenti a vivere la propria\ne piacere e l’affettività in maniera sana, consapevole, responsabile, rispettosa e senza\n:a, libera da condizionamenti di matrice religiosa e che aiuti le e gli studenti a riconoscere\n‘\ncriticamente sugli stereotipi sessuali e di genere\n)gata da esperte ed esperti, coinvolgendo attivamente le i docenti nella progettazione\nUniversità e Ricerca\nRiaffermare un ruolo sociale per l’università e la ricerca pubbliche.\nÈ necessario, e possibile, riaprire una battaglia politica sul ruolo sociale della conoscenza, per un\naccesso libero e gratuito al sapere, per un sistema della ricerca aperto e socialmente responsabile;\noccorre ribaltare la logica classista dell’accesso all’Università, superare la precarizzazione della\nricerca e la sua subalternità al mercato e alla logica produttivistica.\nL’Università è vissuta sempre meno come opportunità di emancipazione sociale e personale, la sua\ndifesa non è percepita come “interesse condiviso” da quella parte della società che se ne sente esclusa.\nÈ oggi possibile e necessario riaprire una battaglia politica sul ruolo sociale della conoscenza, se si\nriafferma una sua utilità sociale, un suo governo democratico e una sua apertura alle domande, ai\nbisogni e ai saperi della società.\nAnche sulla formazione, il richiamo alla funzione di produrre un sapere critico, non schiacciato sulle\ndomande del mercato, non risponde solo a un principio di cittadinanza, a un obiettivo di autonomia\ncritica, ma si fonda anche sul fatto che una formazione subordinata alle domande del mercato è\nimmediatamente esposta alla marginalità e alFobsolescenza, in una stagione di drammatiche\ninnovazioni tecnologiche, sociali e produttive.\nEppure si continua a riproporre l’idea (di cui anche il 3+2 è figlio) che il nodo del rapporto col mondo\ndel lavoro sia rafforzare percorsi professionalizzanti ed evitare il cosiddetto mismatch: la\nrappresentazione che da anni viene proposta è che esista un mercato del lavoro che i giovani non\nincontrano. Mentre esiste una carenza di lavoro effettiva e c’è una domanda delle imprese di figure\nsotto qualificate da “addestrare”. La frammentazione dell’offerta formativa, la sua riduzione a\n26",
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          "text": "“prodotto” da offrire a “clienti”, inseguendo la competizione tra atenei, ha impoverito il percorso\nculturale e ridotto le possibilità di crescita delle capacità critiche e di rapporto autonomo con la realtà;\nma impone anche gli studenti una logica prestazionale, senza garantire diritti e, spesso, qualità\nformativa. La ricerca e l’alta formazione pubbliche possono avere una autonomia, intesa come\ncapacità proattiva come lettura critica delle domande finalizzata al bene pubblico e alla valorizzazione\ndelle conoscenze. Uno dei capitalismi più assistiti del mondo non può essere assunto come stella\npolare delle esigenze formative e di ricerca, né degli indirizzi dell’innovazione; esso deve essere\nindirizzato dal potere pubblico, non indirizzarlo. E, naturalmente, non è per noi l’orizzonte della\nstoria.\nLe proposte che avanziamo vanno, dunque, nella logica di un ribaltamento della cultura neoliberista\nche comprime il diritto al sapere, le potenzialità liberatorie e di emancipazione della conoscenza, per\nciascun individuo e per la società intera; cioè per i bisogni e i diritti di tutte e tutti.\n1. Rilanciare l’investimento in ricerca, formazione, cultura, orientare questo investimento all’utilità\nsociale. Mentre si è scelto, irresponsabilmente, l’aumento delle spese militari fino al 2% del PIL, in\nnome di una richiesta di impegno della NATO, è bene ricordare l’obiettivo sancito nel Trattato\nEuropeo di Lisbona che impegnava tutti gli stati membri a raggiungere il 3% di investimenti in\nformazione e ricerca. L’Europa aveva scelto di essere la società più dinamica al mondo, basata sulla\nconoscenza; ma le polit&he neoliberiste e di austerity hanno tagliato risorse alla scuola, all’università\ne alla ricerca. Quell’impegno, scritto nei trattati, non è mai stato rispettato. Va riaperta una stagione\ndi investimento pubblico in ricerca e alta formazione capace di individuare priorità e finalità.\n2. Riaprire l’accesso di massa all’università. Il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa per numero\ndi laureati. Le tasse universitarie sono progressivamente cresciute, escludendo sempre più fasce\nsociali svantaggiate; e con esse sono cresciuti i costi di permanenza in tutte le città universitarie,\ngrandi e piccole. La formazione universitaria — mentre si sproloquia sul merito — è tornata ad esseie\nun privilegio per ricchi; si delinea anche il rischio che la didattica a distanza — che pure può esere\nuno strumento utile, in determinate circostanze - diventi, in alcuni atenei o come modello generale,\nla certificazione delle differenze sociali: università per i poveri, dequalificata e a distanza, università\nper i ricchi, d’eccellenza e in presenza.\nContro l’aumento delle tasse e la retorica paternalista dell’aiuto ai meritevoli, noi proponiamo la\ngratuità della formazione dall’asilo all’università: la formazione è un diritto e una condizione di\nsviluppo, non è un costo. Oltre la gratuità dell’iscrizione, servono risorse per rendere effettivo il diritto\nallo studio, servizi, accessibilità, accompagnamento. Serve orientare, concretamente e col\ncoinvolgimento di tutte le categorie, negli atenei, i fondi del PNRR (e quelli liberati da questo) per le\nstrutture.\n3. Conquistare un governo democratico della ricerca pubblica e dell’Università. La partecipazione\nnon è un impaccio, ma garanzia di trasparenza e qualità contro rischi di opacità e conflitti di potere\nche smarriscono il fine fondamentale dell’istituzione pubblica. Va superata la burocratizzazione dei\nprocessi e della “misurazione” delle attività e delle performance. La valutazione dei singoli e delle\nsedi, la retorica del merito e dell’eccellenza, si sono trasformati in strumenti di accrescimento delle\ndisuguaglianze territoriali e di rendite di posizione. L’assenza di un reale coinvolgimento degli\nstudenti e dei lavoratori e delle lavoratrici e l’esasperazione competitiva, hanno determinato il\nprevalere di un modello prestazionale, che non garantisce una reale qualità della formazione e della\nricerca, Rimettere in discussione equilibri, assetti di potere e di governo vuol dire anche svelare il\nruolo delle “cordate” accademiche che ostacolano la stessa innovazione culturale ed epistemologica\ne mettere in discussione la “naturalità” di un sistema che seleziona ed esclude per genere e che ancora\ndisconosce la fondatezza della critica prodotta dal femminismo ai saperi e ai modelli di relazione\nsociali.\n4. Serve un sistema nazionale integrato di alta formazione e ricerca. Vanno ripensati i criteri di\nvalutazione, i suoi attori e l’uso dei suoi risultati: la valutazione dei prodotti scientifici deve essere\nriportata alla comunità scientifica e al suo dibattito trasparente e paritario, i criteri di valutazione non\npossono distorcere l’attività scientifica, condizionare la libertà di ricerca e penalizzare altre attività\n27",
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          "text": "come la didattica, i risultati della valutazione non possono essere utilizzati per ampliare gli squilibri\nma devono fornire indicazioni per investire risorse nel loro superamento.\nRipensare i criteri di valutazione dei singoli e delle sedi: per una crescita di sistema oltre, appunto, la\nretorica del merito e dell’eccellenza. L’investimento delle risorse non può essere guidato da una\nlogica di premio e punizione delle sedi in base alla valutazione; al contrario, valutazione e risorse\ndevono perseguire il riequilibrio dell’offerta didattica e delle capacità di ricerca.\nSuperare l’autonomia autoreferenziale, verticistica e basata sulla concorrenza tra atenei. Superare il\nsottofinanziamento ordinario di Enti e Atenei\nNon servono “campioni nazionali” di eccellenza; è invece necessario garantire e preservare la qualità\ndiffusa del sistema e strumenti di promozione di reti e coordinamento di risorse e competenze\nesistenti, su progetti strategici condivisi; per favorire una crescita di sistema.\n5. Serve partecipazione nel delineare il PNRR, nel definire i progetti, nell’esecuzione. Serve maggiore\ncoerenza rispetto alle grandi sfide (transizione ecologica, economia circolare, lotta agli squilibri,\nsalute pubblica) ponendo al centro la disponibilità, la diffusione e l’utilizzo dei saperi. Un intervento\ndi queste dimensioni e questa complessità non può ridursi all”acquisto” di tecnologia o alla\nrealizzazione di infrastrutture: è urgente affermare un governo sociale dell’innovazione capace di\ncoglierne ricadute, modelli alternativi, implicazioni sociali e ambientali. Se è vero, inoltre, che il\nPNRR è finalizzato a investimenti a termine, questa massa di risorse può, però, affiancarsi a una\nprogrammazione che tenga conto delle risorse che si liberano e possono essere investite. Le risorse\nche arriveranno e saranno usate spesso per adeguarnenti infrastrutturali non possono riproporre le\n4miversità come parte di operazioni urbanistiche che hanno cementificato le nostre città senza\n-\nla qualità sociale.\nato il carattere unitario del sistema di alta formazione, l’universalità del diritto allo\nparità di opportunità a prescindere dall’ateneo in cui è stata conseguita la laurea. Va\nattacco al valore legale del titolo di studio; attacco che si è riproposto palesemente col\ngoverno Draghi, in merito alla riforma delle classi di laurea (uno degli atti collaterali alla\n4” del PNRR), su cui persino il C.U.N. ha espresso parere negativo. Va incentivata la\nitazione didattica finalizzata ad arricchire l’offerta formativa, a superare la frammentazione\ndei percorsi formativi, e la parcellizzazione degli specialismi. Va ripensata un’organizzazione della\ndidattica oltre un modello che ha rescisso il legame con la ricerca, sposato un approccio quantitativo\ne nozionistico che svilisce il ruolo di chi insegna e crea condizioni di stress e immotivati sentimenti\ndi inadeguatezza in migliaia di studenti e studentesse. Va riaffermata la didattica come dialogo,\ninterrogazione reciproca, confronto, relazione con l’attività di ricerca e non solo come acquisizione\ndi contenuti per fruitori passivi. Va respinta — vogliamo dirlo con ulteriore chiarezza — la tentazione\ndi utilizzare la didattica a distanza come pretesto per non rimuovere gli ostacoli di ordine economico\ne materiale alla libera scelta di frequentare l’università in presenza e, più in generale, di vivere\nl’esperienza universitaria nel suo complesso.\n7. E necessario aprire, in tutte le componenti del mondo universitario, una riflessione e una verifica\nsuI 3+2 e sul sistema dei crediti; sulla reale utilità e valenza formativa di questa struttura del curricolo.\nDiscussione che, necessariamente, deve avere anche una proiezione europea e la cui finalità\ndev’essere quella della crescita nella qualità culturale e scientifica della formazione universitaria.\n8. Va chiusa la stagione della precarizzazione della ricerca. Non solo perché ha pesato sulla vita di\nmoltissime e moltissimi giovani, ma perché precarizzazione vuol dire meno autonomia e libertà, meno\ncapacità di innovare approcci, metodi e linguaggi, perdita di competenze. La condizione di eterna\nprecarietà di dottorandi e ricercatori ne limita l’autonomia, mina le loro condizioni di vita e\nimpoverisce sistematicamente ricerca e formazione. L’ideologia della precarietà che ha destrutturato\nmolte conquiste nel mondo del lavoro, deve essere radicalmente ribaltata: serve garantire stabilità e\ncondizioni di vita dignitose a coloro cui si affida la ricerca pubblica e, quindi, il futuro tessuto\nculturale, scientifico, tecnologico del Paese. Eliminare il binomio RTD-AJRTD-B e introdurre un\nruolo di ingresso dedicato alla ricerca.\n28",
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          "text": "Per superare un’organizzazione gerarchica delle università e per contrastarne la contrazione e\nprecarizzazione e per riaffermare un accesso libero al sapere per un sistema della ricerca aperto, va\nridefinito un ruolo unico della docenza, con unificazione delle funzioni e dei poteri, lo sblocco del\nturn over e un programma pluriennale di reclutamento.\n9. Recuperare una funzione sociale della ricerca a partire dalle grandi sfide che la crisi ci pone. Il\nrapporto con la società non deve significare subordinazione agli interessi delle imprese; e la libertà e\nl’autonomia della ricerca non si ottengono con una chiusura autoreferenziale. La “terza missione”, il\ncontributo, cioè allo sviluppo sociale e civile del Paese, deve essere strettamente intrecciata alla\nformazione e alla ricerca e deve fondarsi sull’autonomia e la capacità di essere in relazione con la\nsocietà.\n10. Riprendendo il positivo lavoro svolto nelle precedenti legislature — e nel, pur breve, periodo del\nGoverno Conte 2 — occorre rilanciare l’azione di riforma dell’Alta Formazione Musicale e Artistica,\nsuperandone la marginalizzazione e la trascurata indifferenza; ma anche procedere ad una\nriorganizzazione e ad un forte impulso, in particolare, della formazione musicale, fin dalla scuola di\nbase.\nWELFARE E COMUNITÀ\nDiritto alla salute\nLa nostra azione politica e la nostra mobilitazione non possono non farsi carico nei prossimi mesi del\ntema del diritto alla salute e conseguentemente del SSN che ha subito un progressivo indebolimento\ntale da mettere in discussione proprio questo diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. Come è\nnoto a tutti noi il SSN si è presentato impreparato alla fase pandemica, penalizzato da anni di definanziamento, tagli dei posti letto (non bilanciati da una adeguato potenziamento della sanità\nteiiitoiiale e delle cuie intermedie) riduzione del peisonale e politiche che hanno inciso\nnegativamente sulla tenuta dei servizi teriitoriali e di pievenzione\nSembrava che vi fosse durante la pandemia un generale consenso sulla necessità di rafforzare il SSN\ne di superare le diseguaglianze territoriali nell’accesso e nella qualità dei servizi, amplificate da questa e’,.\npandemia e un sentimento generale di adesione a questo bene comune. Purtroppo superata la prima\nfase della pandemia, la sanità per il presidente Draghi è ben presto tornata a occupare la parte bassa\ndella classifica delle priorità del nostro Paese. Tanti sono stati i segnali e la conferma che non vi fosse\nintenzione di procedere ad alcun rafforzamento del SSN è arrivata già lo scorso aprile, quando il\nGoverno ha reso note le previsioni di andamento della spesa sanitaria pubblica, che hanno trovato poi\npiena conferma nella Nota di Aggiornamento del 29 settembre. Se dal 2017 al 2020 la percentuale di\nspesa sanitaria pubblica era rimasta ferma al 6,6% del PIL (tra le più basse in Europa), impennandosi\nal 7,3% nel 2021 a causa delle spese COVID, la spesa tendenziale per gli anni successivi è\ndecisamente al ribasso: 6,7% nel 2022; 6,3% nel 2023, e addirittura 6,1% nel 2024. Poi si è inserita\naddirittura la previsione di un DDL per l’attuazione della autonomia differenziata. E ancora poi il\nferoce Ddl Concorrenza. La sostanza del provvedimento è concentrata nell’art. 6: la privatizzazione\ndei servizi pubblici locali. Un provvedimento che accantona definitivamente quanto la pandemia ha\nevidenziato: il mercato non funziona, non protegge, separa persone e comunità. Questo decreto e ‘un\nattacco ai diritti delle persone e ai beni comuni, Draghi all’assalto dei beni comuni. Questa pandemia\nha invece messo in evidenza la necessità di una solida cornice unitaria dei servizi sanitari regionali e\ndi un potenziamento della capacità — politica e tecnica — di indirizzo programmatorio nazionale; è\npertanto indispensabile espellere il tema Sanità dalla eventuale attuazione dell’autonomia regionale\ndifferenziata.\nOccorre un cambio di passo nell’abito della sanità pubblica e della ricerca biomedica. Si tratta di una\n“occasione” da non perdere per ridisegnare il ruolo dello Stato e dei sistemi di welfare per i prossimi\ndecenni, in considerazione anche della disponibilità delle risorse finanziarie del PNRR e del consenso\ndella popolazione, che avverte il problema salute come la crescente e maggiore inquietudine di questi\nanni. Il diritto alla salute deve essere per noi una delle priorità del paese.\n29",
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          "text": "Negli ultimi anni il SSN sta venendo progressivamente meno alla sua fondamentale missione: il\ndiritto alla salute non è garantito, la popolazione è sempre meno tutelata di fronte alla malattia, mentre\ncrescono le disuguaglianze tra i cittadini nell’accesso ai servizi. E mandatorio che la salute torni a\nessere una priorità. E il momento di ergersi con forza in difesa del SSN e della sua originaria\nvocazione universalistica e di opporsi al disegno volto a creare un doppio binario: un servizio\npubblico impoverito e inefficiente e un sistema privato solo per chi se lo può permettere. Per questo\nè necessario lavorare sulle tre dimensioni della crisi attuale: i valori, il funzionamento e\nil finanziamento.\nI valori, sanciti dalla Costituzione e dalla legge istitutiva del SSN, a partire dal rispetto della dignità\ndella persona umana, sia essa bisognosa di assistenza o lavoratore della sanità pubblica.\nIl funzionamento del sistema, prevedendo lo sviluppo e l’attuazione delle tante norme ancora\ndisattese e avviando un rinnovamento strutturale del modello di cura, rendendolo davvero capace di\naccogliere e accompagnare le persone nei percorsi di cura e promozione della salute, superando il\nvecchio modello centrato sull’attesa e sull’ospedale. Prioritaria è la prevenzione primaria, per\nintervenire affinché le persone non si ammalino, agendo sui fattori di rischio legati all’ambiente di\nlavoro e di vita sui principali fattori di rischio delle malattie croniche (inquinamento, fumo, obesità,\nsedentarietà). Questo richiede la radicale riorganizzazione e il potenziamento dei servizi territoriali,\nnon solo in risposta alla recente drastica riduzione delle attività ospedaliere (dal 2008 ad oggi i\nricoveri si sono ridotti di oltre un quarto), ma per offrire cure primarie, basate sulla sanità d’iniziativa\ne su gruppi di lavoro multidisciplinari, che garantiscano un’assistenza integrata e personalizzata,\nfondata sull’inclusione sociale con il coinvolgimento delle comunità locali.\nI1:finanziamento, dopo le drastiche restrizioni imposte dagli ultimi governi, è indispensabile tornare\na nvstiie nella salute e nell assistenza sanitaiia iiallineando piogiessivamente la spesa sanitaiia\na’taliana alla media dei paesi dell’Europa occidentale e garantendo investimenti pubblici per\nLmento tecnologico e l’edilizia sanitaria. Come primo passo è necessario prevedere un\nlel fondo sanitario di 10 miliardi nei prossimi tre anni. E necessario abolire i vantaggi fiscali\nalla sottoscrizione di polizze assicurative sanitarie e alla partecipazione a fondi sanitari\ntivi, in quanto riducono la contribuzione degli assicurati al Fondo Sanitario Nazionale,\namentando le disuguaglianze e minando in prospettiva le basi di un servizio sanitario pubblico, equo\ne universalistico. Il peso oggi della sanità privata accreditata nel SSN è purtroppo enomre: quasi il\n50% delle strutture ospedaliere inserite nel SSN sono private, così come il 60% dei servizi\nambulatoriali ed addirittura il 78% dei servizi riabilitativi e 182% delle strutture residenziali;\novviamente tutto ciò non è casuale: sono questi gli ambiti maggiormente redditizi. Non certo la\nmedicina territoriale dove infatti il privato accreditato raggiunge solo il 13%.\n\\ Urge inoltre un nuovo progetto per i Consultori Familiari, da anni oggetto di depauperamento\nprogressivo.\nIl modello assistenziale di cura alla donna è negativamente impregnato di pregiudizi che ostacolano\nil cambiamento culturale verso scelte consapevoli e autonome in tema di salute femminile riproduttiva\ne sessuale. Va affrontata la piena attuazione della Legge 194 anche attraverso normative che\nconsentano solo a personale infermieristico e medico non obiettore di partecipare ai concorsi pubblici.\nLa salute sessuale e riproduttiva e le scelte connesse devono essere rispettate e garantite dal momento\ndella nascita fino alla menopausa. Contraccezione, aborto ed esami ed eco in gravidanza devono\nessere realmente a disposizione in forma gratuita nei Consultori.\nIl personale sanitario tutto sia formato alla medicina di genere.\nProponiamo quindi:\n•Inserimento dell’obiettivo ‘salute ‘in tutte le politiche, potenziamento dei servizi di prevenzione e\ntutela ambientale, superamento dell’attuale separazione tra gli stessi.\n30",
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          "text": "•Un Piano di rafforzamento strutturale del personale dipendente, con l’assunzione di complessivi 40\nmila operatori in tre anni, per riportare la dotazione di operatori ai livelli precedenti alla crisi,\nriducendo contestualmente la spesa per il lavoro precario, le collaborazioni esterne e le\nesternalizzazioni di servizi.\n•Un Piano straordinario di investimenti pubblici per l’ammodernamento strutturale e tecnologico\ndella sanità pubblica evitando complessi e costosi progetti di finanza privata, dando priorità alla messa\nin sicurezza delle strutture non obsolete.\n•Una nuova politica del farmaco, attraverso la promozione dell’uso dei farmaci equivalenti, la\ndefinizione di una strategia per i farmaci e vaccini veramente innovativi che ne permetta\nl’accessibilità a costi ragionevoli per le finanze pubbliche, la revisione delle modalità di\nfunzionamento dell’Agenzia Italiana del Farmaco e dei meccanismi di controllo della spesa, il\npotenziamento della ricerca indipendente e la previsione di una adeguata azienda pubblica per la\nproduzione e commercializzazione dei farmaci e vaccini.\n•Creazione di un’azienda pubblica per la produzione dei farmaci e vaccini, utilizzando le competenze\ndell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto Farmaceutico Militare, dei Centri di ricerca universitari\ne del Servizio Sanitario Nazionale.\n•Abolizione dei vantaggi fiscali connessi alla sottoscrizione di polizze assicurative sanitarie e alla\npartecipazione a fondi sanitari integrativi, in quanto riducono la contribuzione degli assicurati al\nFondo Sanitario Nazionale e contrastano con elementari doveri di solidarietà sociale, aumentando le\ndisuguaglianze e minando in prospettiva le basi di un servizio sanitario pubblico, equo e /:“ .J.\nuniveisalistico\n•Revisione dei seivizi esteinalizzati, garantendo innanzitutto le condizioni di lavoio e la giusta;\nietiibuzione del peisonale e piocedendo a un graduale titoino alla gestione diietta a paitire dai settori\nstrategici\n•Superamento delle convenzioni nazionali dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, degli i%\nspecialisti ambulatoriali, della medicina dei servizi con inserimento di queste figure professionali nel\nContratto Unico di dipendenza dal Servizio Sanitario Nazionale.\n•Sviluppo del sistema sanitario nazionale nella missione 6 PNRR: Il SSN deve essere oggetto di una\nazione politica che ne sostenga i principi fondamentali di programmazione sanitaria e di sviluppo del\npersonale (in stretta sinergia con l’ambito universitario, abolendo il numero chiuso in tutte la facoltà\ndi ambito medico e infermieristico), ne rafforzi la valenza pubblica, permetta anche una nuova\ndefinizione dei bisogni sanitari attraverso la realizzazione di una rete socio assistenziale diffusa ed\nefficace, in grado di raggiungere i cittadini in stretta sinergia e relazione con la rete ospedaliera e\nconsenta di ridefinire il ruolo del MMG.\n• Introduzione due medici sentinella per l’ambiente (RIMSA): Il ruolo del medico è dedicato agli\naspetti diagnostici-terapeutici. Il MMG conosce l’ambiente dove il suo assistito vive e lavora. Può\ne deve occuparsi anche di prevenzione. Perciò riteniamo necessario istituire la rete dei medici\nSentinella Per l’Ambiente. Questo deve essere molto attento a individuare eventuali cluster di\npatologie che possono verificarsi tra i suoi assistiti. Se sospetta una causa ambientale deve\nsegnalare quanto osservato alle autorità amministrative e ai decisori politici. Questa funzione viene\ndefinita “advocacy”. Il progetto di medico sentinella è portato avanti da medici per l’ambiente\nI5DE (vedi sito isde.it) che ha costituito una rete denominata RIMSA (Rete italiana medici\nsentinella per l’ambiente).\n• La salute delle donne: fare i conti con la differenza tra Donne/Uomini /Maternità: il coronavirus\nha fatto emergere insieme alla superiorità numerica delle donne mediche, il nodo irrisolto della\nmaternità rispetto al loro essere differenti; ridisegnare i luoghi di cura potenziando il territorio\ninteso come fonte di servizi e relazioni; ripensare il territorio: medicina di base, case della salute,\ncomunità per anziani; promozione di percorsi efficaci per donne in salute: consultori familiari,\npercorso nascita, percorso salute riproduttiva, parto non medicalizzato, controllo utilizzo tagli\n31",
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          "text": "cesarei, allattamento al seno, TVG, contraccezione; formazione ad hoc per poter indicare\norientamenti al femminile.\nDiritto alla casa\nIn molte città italiane il diritto all’abitare non è più garantito.\nTanto il prezzo di acquisto di una casa, quanto il costo di un affitto, sono ormai proibitivi per salari e\nstipendi troppo bassi.\nQuesto rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo economico, oltre che la negazione di un requisito\nfondamentale della cittadinanza.\nNoi riteniamo che la migliore soluzione praticabile a questo problema sia il rilancio dell’edilizia\nresidenziale pubblica, che le politiche degli ultimi decenni hanno di fatto smantellato nella sua\ndimensione di welfare diffuso, relegandola ad una dimensione meramente assistenziale ed\nemergenziale.\nLa nostra proposta è che innanzitutto si crei un fondo per l’acquisizione degli immobili posti a\ngaranzia di crediti deteriorati nel sistema bancario, al prezzo di cessione di questa categoria di NPL.\nIn questo modo lo Stato potrebbe rapidamente entrare in possesso di un importante patrimonio\nimmobiliare, senza contribuire al consumo di suolo per la realizzazione di nuovi edifici.\nVogliamo inoltre che importanti risorse aggiuntive vengano messe a disposizione degli enti locali,\nper l’adeguamento e il ripristino dell’attuale dotazione di case popolari, con particolare attenzione\nll’efficientamento energetico.\no poi rifinanziati i fondi destinati a contestare gli sfratti per morosità involontaria, e abolito l’art.\ndcreto Lupi.\nporre dei limiti al fenomeno degli affitti brevi per contrastare l’emergenza abitativa,\nnelle grandi citta.\npesto proponiamo che ai Comuni sia data la facoltà di individuare la soglia massima di posti\ndestinabili ad affitti brevi, comunque con un limite massimo pari al 20% della popolazione\nsidente.\nRiteniamo inoltre che i locatari debbano essere in possesso di una licenza comunale, con rotazione\nogni 5 anni tra i richiedenti.\nNon autosufficienza e marginalità\n• Assistenza domiciliare e Rsa: Anziani e persone con disabilità devono poter essere assistiti a casa\nloro con gli adeguati supporti ai loro familiari e a tutti i caregivers interessati. Deve essere valorizzato\nil ruolo del Terzo Settore, in grado di coadiuvare efficacemente il SSN, con incentivi economici e di\nservizi. La dimensione di isolamento delle Residenze per Anziani va superata guardando ad\nesperienze positive all’estero dove le RSA sono collocate nei quartieri accanto a centri per l’infanzia\ne a scuole, sono rese accessibili alla popolazione offrendo una idea di integrazione con il tessuto\nsociale. Tra i criteri per l’accreditamento, andrebbe valorizzata l’accessibilità alle strutture con i\nmezzi pubblici. Occorre impegnarsi a fondo per il superamento della contenzione fisica o\nfarmacologica.\n• Strategie di contrasto alla solitudine: contrastare la solitudine favorendo la socializzazione e\nl’aggregazione, offrendo risposte ad una fascia consistente di persone autosufficienti disponibili ad\naccogliere e a vivere in compagnia. Azioni da promuovere e/o incentivare: coabitazione giovani\nanziani, in particolare di studenti fuorisede; impiego volontario degli anziani nelle scuole; attività\nricreative e di svago per gli anziani; attività di tele-compagnia erogata da personale psicologicamente\nqualificato.\n• Rompere il circolo della povertà:\nLa ripresa economica non potrà prescindere dalla lotta alla povertà, alle disuguaglianze e alla comune\npresa di coscienza che è insopportabile che queste condizioni creino disparità nelle opportunità di vita\ndelle persone.\n32",
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          "text": "In questo contesto intendiamo difendere e rafforzare il reddito di cittadinanza, secondo le previsioni\ndel rapporto elaborato dalla Commissione presieduta da Chiara Saraceno, con l’obiettivo strategico\ndi arrivare ad un vero Reddito Universale di Base.\nUn Piano Nazionale per Bambine e Bambini:\nVogliamo garantire il benessere e un processo di crescita armoniosa delle bambine e dei bambini\noffrendo a loro la possibilità di socializzare e giocare senza esser vincolati dagli aspetti economici.\nPer questo occorrono avere molti asili nidi, la possibilità di aver delle e dei babysitter pagati dallo\nstato per qualche ora a settimane, la possibilità di accedere alle aree verdi, a fare sport e potere\ngratuitamente godere di tutte le attrazioni anche culturali (come i musei, etc)\nLe bambine e i bambini devono godere del diritto di mobilità adeguato a loro.\nLo sport come strumento di salute e di cittadinanza\nOccorre mettere in atto azioni concrete per sostenere i processi di sviluppo di competenze motorie,\ncognitive, emotive e relazionali; rendere obbligatorio l’inserimento negli Statuti delle Associazioni\nSportive i valori del rispetto di sé, degli altri, dell’ambiente, della parità di opportunità, della\nsolidarietà; aiutare, soprattutto i giovani, a maturare, cioè ad ammettere i propri limiti, ma al contempo\nad evidenziare le proprie potenzialità anche attraverso l’attività agonistica.\no Vigilare sull’attuazione dei Decreti legislativi per la “Riforma quadro dello sport”, approvati nel\n2021.\nPievediamo inoltie un piano d’azione pei la piomozione dello spoit adattato e l’accesso alla piatica\nspoitiva delle persone con disabilita di tutte le eta piima di tutto attiaverso l’adeguamento\ndell impiantistica\nBenessere psicologico e tutela della salute mentale\nLe condizioni di benesseie psicologico nel nostie Paese tisultano glavemente compiomesse Secondo\nun’indagine, recentemente pubblicata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi risulta un\naumento del 39 per cento delle richieste di aiuto nell’ultimo anno, un dato che viene definito\npsicopandemia”. Risultano maggiormente colpite la popolazione femminile e giovane, sia minorenni\nche la fascia 18-30 anni.\nCrediamo indispensabile garantire la massima attenzione al supporto psicologico della popolazione,\ncon misure atte a:\n• Prevedere l’assunzione straordinaria di psicologi e specialisti della salute mentale nei sistemi\nsanitari pubblici territoriali, convenzionati o che garantiscano un costo di prestazione calmierato;\n• Potenziare gli interventi per la scuola con l’attivazione di un servizio di psicologia scolastica\nstrutturale all’interno dei sistema scolastico;\n• Adottare misure di prevenzione delle forme di disagio, di promozione delle competenze\npsicologiche adattive e di forme di collegamento e sinergia con gli interventi mirati di cura dei servizi\nsanitari per l’infanzia, l’adolescenza e le famiglie;\n• Potenziare i centri per l’impiego e i sistemi formativi territoriali attraverso il contributo degli\npsicologi del lavoro;\n• Attivare voucher aziendali per la prevenzione di stress lavoro correlato ad interventi psicologici di\nprevenzione e cura dello stesso;\n•valorizzare il territorio come centro di prevenzione e cura della psichiatria, favorire l’istituzione di\nguardia psichiatrica H24 e ambulatori per adolescenti e limitare l’inserimento in strutture a favore\ndella residenzialità leggera con inserimento lavorativo.\n•Prevenire il pericolo di istigazione al ricorso a pratiche di autolesionismo e al suicidio online,\nindividuare e prevenire i comportamenti potenzialmente suicidi soprattutto nella popolazione\nscolastica, promuovere l’educazione sanitaria della popolazione e ottimizzare i percorsi di cura\nattraverso un piano d’azione specificamente regolamentato.\n33",
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          "text": "Terzo settore\nIn Italia il no profit contribuisce per il 5% al PIL nazionale, occupa in forma retribuita 750.000\npersone e 3.300.000 volontari. Il mondo del terzo settore rappresenta una forte e numerosa struttura\nsociale in Italia, un mondo giovane con un’età media di 40anni, iperqualificato (il 72% dei volontari\nè almeno laureato) e attivo nell ‘offrire servizi, spesso essenziali, alla collettività. In un contesto\nstorico nel quale i servizi erogati dal pubblico sono spesso inferiori alla domanda, e la qualità degli\nstessi non sempre risulta adeguata alle esigenze, il no profit si colloca come elemento che regge le\nmancanze del primo settore, offrendo aiuto concreto ai cittadini.\n• Creazione del Ministero del Terzo Settore;\n• Completamento il processo di attuazione della legge delega del 2016 ovvero del Codice del Terzo\nsettore;\n• Garanzia di stabilità e certezza normativa in materia fiscale, inoltrando quanto prima la richiesta di\nautorizzazione alla Commissione europea per l’entrata in vigore del Titolo X del Codice;\n• Semplificazione delle procedure per il mantenimento dell’iscrizione al RUNTS;\n• Adozione di iniziative a livello europeo e legislative volte all’abrogazione della norma relativa al\npassaggio dal regime di esclusione IVA ad un regime di esenzione IVA per i servizi prestati e i beni\nceduti dagli enti nei confronti dei propri soci;\n• Previsione di regimi di esclusione IRAP per gli ETS, in linea con quanto disposto dalla Legge di\nncio 2022 per alcuni comparti profit;\nmento delle dotazioni finanziarie a favore dei CSV, fondamentali strutture in grado di erogare\ndi supporto tecnico e informativo per promuovere e rafforzare la presenza degli ETS presenti\nrio;\nizione dell’Agenzia per il Terzo settore, soppressa nel 2012;\nXento nell’ambito della disciplina dei rapporti tra PA e mondo no profit, da un lato in un’ottica\ndivsemplificazione della procedura amministrativa per la costituzione di accordi di co\nprogettazione tra ETS ed enti pubblici, dall’altro mediante la costituzione di strutture permanenti\ndi impulso e coordinamento dell’amministrazione condivisa a livello regionale e territoriale.\nCarceri\nCinque proposte di Antigone che facciamo nostre per ridurre il sovraffollamento e migliorare la\nqualità della vita delle persone detenute e degli operatori penitenziari\n1. Modifiche al Dpr 309/90, che rappresenta oggi, specialmente dopo l’approvazione della legge\n49/06 cosiddetta Fini-Giovanardi, la normativa con di gran lunga il maggior impatto sul sistema\npenale e penitenziario, tanto per le condotte che punisce, quanto per il fenomeno che disciplina,\novvero quello delle droghe. Cifre alla mano, dei circa 92.800 detenuti entrati in carcere nel 2008,\n30.528 erano tossicodipendenti (mai così tanti, il 33%, percentuale superiore del 6% rispetto all’anno\nprecedente), e 28.795 (mai così tanti, il 31%) entravano per la violazione del Testo Unico sugli\nstupefacenti.\n2. Modifiche al “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme\nsulla condizione dello straniero”, ovvero al D. Lgs. 286/98. Se nel 1998 sono entrati nelle carceri\nitaliane 58.403 detenuti italiani e 28.731 detenuti stranieri, nel 2008 si registrava l’ingresso di 49.801\ndetenuti italiani e di 43.099 detenuti stranieri. Un cambiamento radicale dunque, dovuto anche alla\nmaggiore selettività penale e penitenziaria a carico degli stranieri. Quel che si auspica è un\nripensamento strutturale delle politiche italiane in tema di migrazioni. In attesa di questo\nripensamento, si propongono tuttavia alcuni limitati interventi legislativi in grado di contenere la\ncrescita esponenziale della popolazione detenuta straniera registrata in questi anni, crescita che\nindubbiamente in parte spiega la complessiva crescita della popolazione detenuta in Italia:\n3. Abrogazione della aggravante di clandestinità, introdotta dalla legge 125/08 (conversione del D.L.\n92/08) all’art. 61 comma i 1-bis c.p., per cui un illecito è aggravato se il fatto viene commesso da un\n34",
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          "text": "soggetto che si trovi illegalmente sul territorio nazionale. La norma, odiosa quanto quella sul reato\ncontravvenzionale di immigrazione clandestina e parimenti problematica dal punto della sua\ncostituzionalità, influisce pesantemente sul sistema penitenziario sotto due profili: da un lato,\novviamente, a causa dell’aumento di un terzo della pena previsto dalla aggravante stessa ma,\ndall’altro, anche a causa della espressa esclusione, in questi casi, della applicabilità della sospensione\ndell’ordine di esecuzione prevista dalla legge 165/98, cosiddetta Simeone-Saraceni, a seguito della\nmodifica dell’art. 656, comma 9, lettera a) c.p.p. apportata dalla stessa legge 125/08;\n4. Forte investimento in un miglioramento della qualità di preparazione del personale penitenziario\nadibito alla custodia a qualsiasi livello gerarchico, attraverso processi di formazione che non si\nfermino alla fase iniziale di impiego ma accompagnino l’operatore lungo l’intera sua attività\nlavorativa, e che abbiano tra i propri obiettivi quello di istruire in merito ai diritti umani e ai\nmeccanismi di prevenzione delle loro violazioni, nonché ai percorsi di reinserimento sociale delle\npersone detenute. Una cultura delle forze di polizia penitenziaria improntata in questo senso, oltre ad\napportare un beneficio all’intero sistema e a dargli un indirizzo più attento al trattamento in generale,\neviterebbe inutili conflittualità spesso all’origine di rapporti disciplinari ostativi di benefici\npenitenziari e modalità alternative di espiazione della pena.\n5. Un nuovo regolamento penitenziario che preveda più possibilità di contatti telefonici e visivi, un\nmaggiore uso delle tecnologie, un sistema disciplinare orientato al rispetto della dignità della persona,\nuna riduzione dell’uso dell’isolamento, forme di prevenzione degli abusi, sorveglianza dinamica e\nmolto altro. Un nuovo regolamento, efficace e in linea con l’attualità dei tempi, significa garantire\ntanti diritti alle persone detenute: dal diritto alla salute, al diritto ai contatti con i propri affetti, ai\ndiritti delle minoranze (stranieri, donne), ai diritti lavorativi, educativi, religiosi. Tra le modifiche\nquella di consentiie ai detenuti di chiamaie tutti i gioini, o quando ne hanno desiderio i piopri cari\nLe celle devono esseie dotate di telefono come in altri paesi L’attuale iegolamento penitenziaiio\npiesciive 10 minuti a settimana per ciascun iecluso / . ‘.,,I\nLOTTA ALLA CRIMINALITA ORGANIZZATA ‘\n-\\.\nE ALLE ECOMAFIE -\nPer noi la mafia è una montagna di merda, come ci ha insegnato Peppino Impastato.\nRiteniamo un nostro nemico chiunque collabori con la criminalità organizzata, direttamente o in\nconcorso esterno, anche fornendo quel supporto nella gestione degli affari economici e del riciclaggio\nindispensabile alla continuità dell’impresa mafiosa.\nSosteniamo la confisca dei beni della criminalità organizzata, che riteniamo debba essere\nulteriormente facilitata, soprattutto nella parte che riguarda il loro possibile riutilizzo a finì sociali e\ncollettivi.\nDobbiamo pensare ad affermare sempre più la legalità attraverso processi formativi ed educativi e\nprima ancora che per la propria sicurezza, per la propria dignità e per poter affermare la nostra libertà.\nDobbiamo rafforzare l’assetto legislativo e giudiziario ed accompagnare le autorità investigative\nnazionali e internazionali preposte, in modo da far sentire la presenza della legalità e della trasparenza\nin ogni ambito sia pubblico sia privato.\nDobbiamo lavorare senza sosta per una società che vuole essere libera, democratica, ordinata,\nsolidale.\nLa repressione dell’illegalità deve anche essere il segno del mutamento radicale della mentalità che\nfa crescere il cittadino secondo la cultura del contrasto alle mafie, e quindi al favoritismo ed\nall’arbitrio, all’omertà.\nRiteniamo che particolare attenzione debba essere dato al fenomeno delle ecomafie.\n35",
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          "text": "D’altra parte proprio la connessione fra criminalità organizzata e crimini ambientali è alla radice di\ntante situazioni tragiche nel nostro paese.\nIn particolare crediamo si debba:\n- Esplicitare e sensibilizzare in merito alla connessione tra il contrasto alla criminalità ambientale e\nla transizione ecologica: movimento terra, gestione illecita dei rifiuti, edilizia abusiva, lavorare in\nemergenza o in scadenza sono tutti settori in cui la criminalità organizzata impone la sua presenza\ntramite corruzione e violenza. Contrastare i cambiamenti climatici e lo sfruttamento delle risorse vuol\ndire anche contrastare la criminalità organizzata e tutti coloro che ci collaborano.\n- Coinvolgere i cittadini, sia moltiplicando e facilitando l’accesso alle informazioni, sia sollecitando\ndenunce e segnalazioni anche anonime. Responsabilizzare i cittadini rendendoli sentinelle del\nterritorio.\no Legislazione\n- Approvare delle leggi contro agromafie e saccheggio del patrimonio culturale, archeologico e\nartistico e introduzione nel Codice penale dei delitti contro gli animali.\n- Istituire, in ogni Regione, Commissioni di inchiesta su ecomafia e ambiente (in particolare, gestione\ndei rifiuti). A livello nazionale, coordinare e potenziare - con competenze alte e specifiche - le\nCommissioni ambiente, ecomafia e antimafia.\n- Integrare la normativa vigente in materia di scioglimento delle amministrazioni per infiltrazioni\nmafiose con la previsione di una rotazione automatica del personale anche con possibilità di\ntrasferimento presso altri enti e di sostituzione con l’istituto della mobilità.\n- Aggiornare a livello regionale ed uniformarla a livello nazionale la normativa relativa alle cave e al\nlitoraggio.\nllo penale prevedere un rafforzamento delle misure cautelari del sequestro preventivo e della\n•al fine di assicurare un disincentivo immediato alla commissione di reati ambientali.\ni delitti ambientali previsti dal titolo VI-bis del Codice Penale e il delitto di incendio\no tra quelli per cui non scatta l’improcedibilità;\nU’isione di dati\ntùire un’Anagrafe pubblica dei rifiuti urbani speciali;\ntivare un sistema di tracciamento GPS dei rifiuti;\n- Sviluppare accordi con aziende specializzate con l’acquisizione di immagini satellitari per rilevare\ntempestivamente i movimenti terra sospetti;\n- Prevedere la mappatura geolocalizzata degli impianti autorizzati di recupero, di trattamento e\nsmaltimento e delle aree a rischio comprese le aree dismesse;\n- Istituire sistemi di coordinamento e condivisione, a livello regionale e nazionale, delle banche dati\nistituzionali e giudiziarie in materia ambientale.\no Cooperazione e controlli\n- Potenziare il personale di NOE e Guardie Forestali e rendere loro accessibili le banche dati sopra\ncitate;\n- Migliorare lefficacia complessiva ed aumentare le azioni di controllo ambientale attraverso strutture\noperative che possano agire anche al di fuori dei confini regionali, in modo da contrastare più\nefficacemente il traffico illecito di rifiuti;\n-spingere verso la creazione di una legislazione europea in materia di contrasto ai traffici illeciti di\nrifiuti, intensificare una cooperazione internazionale tra forze di polizia ed organi giudiziari, favorire\nlo scambio di informazioni e dati utili ad intercettare le nuove rotte dei traffici illeciti.\n- Aumentare le pene dei reati ambientali e il periodo della prescrizione\n- Implementare la disciplina di cui al d.lgs. 231/2001, con riferimento alla responsabilità penale di\nimpresa in materia ambientale\n- Creare una via preferenziale per la trattazione dei reati ambientali più gravi.\no Per i Comuni e gli Enti\n- Istituire una polizza bancaria reale come garanzia economica a tutela della spesa pubblica;\n36",
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          "text": "- Istituire un Fondo di Garanzia per aiutare i Comuni e gli Enti ad affrontare le eventuali spese di\nbonifica;\n- Ripristinare, se necessario con una modifica legislativa, la corretta attuazione da parte delle\nprefetture di quanto previsto dall’articolo 10-bis della legge 120/2020, che ne stabilisce il potere\nsostitutivo in tutti i casi, anche antecedenti all’approvazione della noi-ma, di mancata esecuzione da\nparte dei comuni delle ordinanze di demolizione di immobili abusivi;\n- Sostenere ed affiancare gli amministratori “illuminati” che si assumono la responsabilità e l’onere\ndi smantellare apparati burocratici incancreniti o complici del malaffare. Esempio è la battaglia di EV\nCampania con l’incondizionato sostegno ai Commissari straordinari dell’Ospedale San Giovanni\nBosco di Napoli, per liberare l’ente da storiche infiltrazioni camorristiche padroni dell’ospedale, a\npartire dalla ingerenza sugli appalti, alla gestione abusiva del parcheggio e della pizzeria interna\nall’ospedale, a finire perfino alla gestione delle prenotazioni di visite ed analisi;\n- Potenziare organico, poteri, competenze e trasparenza delle Agenzie per l’Ambiente, delle Province,\nmettendole in connessione con le ARPA;\n- Estendere la qualifica di Polizia Giudiziaria ad un numero maggiore di personale;\n- Prevedere uno scambio informativo tra Enti, Procure e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;\n- Sottoscrivere Patti di integrità, (Autorità Nazionale Anticorruzione), relativi alle procedure di gara\nfinalizzate alla stipula di contratti pubblici.\nAngelo Bonelli\nNicola Fratoianni L I\nAUTENTICAZIONE DELLE FIRME\nA norma delle norme di cui all’art.21 del DPR n. 445/2000, ed in particolare quelle di cui agli artt. 46, 47 e 76,\nio sottoscritto dott. Francesco Gasbarri Notaio in Roma — con studio in Lungotevere dei Mellini 10, — iscritto\nnel Collegio dei distretti Notarili riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia, certifico vere e autentiche le firme,\napposte in mia presenza da Angelo Bonelli nato a Roma il 30/07/1962, in qualità di co-Portavoce Nazionale\ndi “Europa Verde-Verdi” a cui è attribuito il potere di conferire ai fini elettorali le autorizzazioni necessarie alla\nnomina dei presentatori del contrassegno, ovvero alla nomina diretta del presentatore secondo la normativa\nvigente, domiciliato per la carica in Roma alla Via A. Valenziani 5, riconosciuto tramite Patente di Guida n°\nU118B8425N rilasciata da MIT-UCO il 05/06/2021; da Nicola Fratoianni nato a Pisa il 04/10/1972, in qualità\ndi Segretario Nazionale di “Sinistra Italiana”, domiciliato per la carica in Roma alla Via Mar Rosso, 317,\nidentificato tramite Carta d’identità n° CA21429BP rilasciata dal Comune di Foligno Im 26/06/2018; delle cui\nidentità personali, qualifica e poteri sono certo. I sottoscrittori sono stati preventivamente da me ammoniti\nsulle responsabilità penali nella quali possono incorrere in caso di dichiarazione men\nRoma, lì 12 agosto 2022 Via A. Valenziani, 5\n37",
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          "heading": "OBIETTIVO GIUSTIZIA SOCIALE: LAVORO, FISCO, SVILUPPO",
          "text": "Fisco In Italia la giustizia fiscale è un miraggio. L’evasione fiscale supera ogni anno i 100 miliardi, l’Irpef è pagata per l’81% da lavoratori dipendenti e pensionati, i grandi patrimoni sono quasi esenti da imposizione, persino al momento della successione, le grandi aziende multinazionali pagano poco o nulla del dovuto.",
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          "heading": "OBIETTIVO GIUSTIZIA SOCIALE: LAVORO, FISCO, SVILUPPO",
          "text": "‘Lotta all’evasione fiscale La tecnologia offre una grande occasione alla lotta contro l’evasione fiscale: è possibile infatti procedere alla tracciabilità assoluta dei pagamenti, anche promuovendo l’uso della moneta elettronica, e utilizzare le banche dati per incrociare i dati dei contribuenti, oltre che rafforzare la fatturazione elettronica e lo split payment, soprattutto sugli acquisti on line e tramite POS.",
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          "heading": "CITTADINANZA FEMMINILE",
          "text": "La disoccupazione, la sottoccupazione, la precarietà, il lavoro di breve durata o con poche ore, il confinamento prevalente del lavoro femminile in aree e settori in cui la cui retribuzione è irregolare, bassa, discontinua",
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          "heading": "CITTADINANZA FEMMINILE",
          "text": "io lcuni interventi prioritari per rendere l’Italia un paese a misura di donna: contro la disparità economica e nell’accesso alle risorse ed alle opportunità; Ji.ttriirare la sicurezza sul lavoro in considerazione delle specifiche differenze tra occupazione femminile e maschile; • dare concreta applicazione alla Convenzione ILO 190 “contrasto alle molestie, molestie sessuali e violenze sul posto di lavoro” ratificata dall’Italia ed ancora non calata nell’apparato normativo nazionale. Ciò rende la convenzione e la raccomandazione senza effetti concreti.",
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          "heading": "WELFARE E COMUNITÀ",
          "text": "•Creazione di un’azienda pubblica per la produzione dei farmaci e vaccini, utilizzando le competenze dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto Farmaceutico Militare, dei Centri di ricerca universitari e del Servizio Sanitario Nazionale.",
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          "heading": "WELFARE E COMUNITÀ",
          "text": "•Sviluppo del sistema sanitario nazionale nella missione 6 PNRR: Il SSN deve essere oggetto di una azione politica che ne sostenga i principi fondamentali di programmazione sanitaria e di sviluppo del personale (in stretta sinergia con l’ambito universitario, abolendo il numero chiuso in tutte la facoltà di ambito medico e infermieristico), ne rafforzi la valenza pubblica, permetta anche una nuova definizione dei bisogni sanitari attraverso la realizzazione di una rete socio assistenziale diffusa ed efficace, in grado di raggiungere i cittadini in stretta sinergia e relazione con la rete ospedaliera e consenta di ridefinire il ruolo del MMG.",
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          "heading": "SAPERE È DEMOCRAZIA",
          "text": "- la creazione di Zone di educazione prioritaria e solidale — con ulteriori interventi di organico e finanziari — nelle aree di maggiore difficoltà sociale e culturale; ribaltando la logica che premia e rafforza, fuori da ogni logica solidale, solo le realtà più forti e solide; in aperta controtendenza con l’indirizzo a valorizzare e finanziare le scuole che abbiano conseguito risultati brillanti nei test standardizzati, crediamo che proprio le realtà scolastiche che mostrano più sofferenza debbano essere destinatarie di finanziamenti mirati, di progettualità forti e innovative incentrate sui Collegi docenti, di un aumento del rapporto tra organico e studenti;",
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          "text": "Contro l’aumento delle tasse e la retorica paternalista dell’aiuto ai meritevoli, noi proponiamo la gratuità della formazione dall’asilo all’università: la formazione è un diritto e una condizione di sviluppo, non è un costo. Oltre la gratuità dell’iscrizione, servono risorse per rendere effettivo il diritto allo studio, servizi, accessibilità, accompagnamento. Serve orientare, concretamente e col coinvolgimento di tutte le categorie, negli atenei, i fondi del PNRR (e quelli liberati da questo) per le strutture.",
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          "text": "• Beni primari, agricoltura e lotta alla desertificazione o L’agricoltura industriale e i sistemi alimentari sono tra i principali responsabili di emissioni di gas serra, inquinamento dei suoli, delle acque e dell’aria e di sfruttamento di esseri viventi. L’agricoltura da problema può e deve diventare parte della soluzione per affrontare la crisi climatica, ecologica e la perdita di biodiversità.",
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          "heading": "E ALLE ECOMAFIE -",
          "text": "In particolare crediamo si debba: - Esplicitare e sensibilizzare in merito alla connessione tra il contrasto alla criminalità ambientale e la transizione ecologica: movimento terra, gestione illecita dei rifiuti, edilizia abusiva, lavorare in emergenza o in scadenza sono tutti settori in cui la criminalità organizzata impone la sua presenza tramite corruzione e violenza. Contrastare i cambiamenti climatici e lo sfruttamento delle risorse vuol dire anche contrastare la criminalità organizzata e tutti coloro che ci collaborano.",
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          "text": "Il Sole è il più grande “reattore a fusione nucleare” già disponibile per la produzione di energia rinnovabile e fornisce ogni anno l5mila volte l’energia di cui l’umanità ha bisogno. La ricerca scientifica e tecnologica ha sviluppato le tecnologie necessarie a catturare l’energia solare come il fotovoltaico, il solare termico e l’eolico, così come quelle per conservare l’energia in maniera molto efficiente, ad esempio le batterie al litio e i pompaggi idroelettrici.",
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          "topic": "energia",
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          "text": "ricorso all’energia nucleare, quest’ultima già rifiutata dagli Italiani in due referendum nazionali. È necessario che ognuno di noi sia messo nelle condizioni di produrre energia pulita e soprattutto di condividere e scambiare l’energia prodotta attraverso la rete elettrica e il relativo mercato, che devono essere riorganizzati per gestire il 100% di energia elettrica rinnovabile. L’energia deve diventare un bene comune, staccandosi dalla logica dei sistemi centralizzati in cui pochi producono/distribuiscono e tutti consumano la risorsa, se hanno la possibilità di acquistarla.",
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          "text": "L’alta velocità ferroviaria si è rivelata utile e potrebbe ancora essere utile su alcune tratte che congiungono grandi centri urbani favorendo spostamenti ad alto valore aggiunto. Non ha alcun senso in aree dove, come la Val Susa, già esistono altre forme di trasporto autostradale e ferroviario sottoutilizzate per mancanza di effettiva domanda di trasporto e dove la popolazione locale ha chiaramente espresso la propria contrarietà. Proseguire su tale progetto comporta spese di grande entità, tempi molto lunghi e vantaggi irrisori.",
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          "text": "-ifrontare le carenze organizzative, di infrastrutture e dotazione di mezzi per una più it del servizio erogato; ampliare e mettere in sicurezza percorsi ciclabili e pedonali; titti i servizi di mobilità; offrire tariffe agevolate e incentivi all’utilizzo delle alternative — - 1aggiungere questi obiettivi si rende necessario rimodulare il fondo complementare del ii-30 miliardi di euro per destinarlo in via prioritaria agli investimenti sul trasporto pubblico.",
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          "text": "Serve poi anche una estensione del diritto di asilo che ricomprenda anche la protezione dei rifugiati climatici e ambientali. Contrastiamo qualsiasi forma di criminalizzazione dell’aiuto e della solidarietà. Lavoreremo per garantire piena agibilità e sostegno a chi è impegnato nell’accoglienza (sia nel paese che nelle rotte migratorie) e nel salvataggio. Crediamo inoltre che vada ripristinata una missione pubblica (italiana ed europea) di salvataggio in mare.",
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          "text": "Non siamo di fronte a una “fuga di cervelli” ma ad un fenomeno migratorio grande e complesso che deve essere per noi un indicatore assai preoccupante di un paese che non dà futuro e prospettiva. Un paese da cui molti vanno via. Lavoriamo perché migrare sia un diritto, una scelta, non una costrizione; per riformare la rappresentanza parlamentare e consultiva degli italiani all’estero togliendola dalla marginalizzazione in cui è relegata; per una cittadinanza rinnovata, non sottrattiva di diritti e rispondente ai nuovi percorsi migratori. Per strumenti di sostegno nel difficile percorso emigratorio e di mantenimento del legame con l’Italia; incentivi per chi desidera rientrare in Italia.",
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          "text": "Dobbiamo pensare ad affermare sempre più la legalità attraverso processi formativi ed educativi e prima ancora che per la propria sicurezza, per la propria dignità e per poter affermare la nostra libertà.",
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          "text": "Con Next Generation EU, l’UE ha mostrato uno slancio nella giusta direzione, ma non è sufficiente aver sospeso il Patto di Stabilità e Crescita, di cui profonda riforma insieme a me quella delle regole di governance economica che hanno caratterizzato la stagione dell’austerità. Bisogna definire regole e strumenti fiscali europei volti a compensare gli squilibri economici e a fermare veri e propri paradisi fiscali che operano dentro l’Unione.",
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          "text": "Per un’Europa sociale, solidale, dei diritti L’Unione Europea è uno spazio politico da difendere, approfondire e cambiare. Bisogna lavorare affinché il processo democratico dell’Unione venga rafforzato nella sua dimensione sovranazionale, a partire da una centralità maggiore del Parlamento europeo e superando il meccanismo dei veti nazionali.",
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          "text": "L’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina è l’atto più violento e drammatico e potenzialmente stravolgente di questa fase storica.. Per uscire dalla logica di questa “guerra mondiale” di fatto permanente, se pur articolata in forme e luoghi diversi, è necessario rilanciare con ogni sforzo la via diplomatica, la strada e il metodo della trattativa a oltranza, la cui premessa indispensabile è un “cessate il fuoco” generale, per trovare i punti di accordo e di compromesso che evitino un’ulteriore escalation militare e pongano le basi per un nuovo, duraturo e condiviso equilibrio nell’intera regione.",
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          "text": "tempo la difesa dei diritti umani non può essere un mero ornamento da declamare, ma elemento decisivo nella definizione delle relazioni diplomatiche, emblematico in questo :aso dei rapporti con l’Egitto dove il pericoloso degrado nel rispetto dei diritti umani e di collaborazione col nostro paese meriterebbero atteggiamenti differenti.",
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          "text": "ALTERNATIVA\npeJt,L:rrALIA\nADINOLFI-DI STEFANO\nALTERNATIVA PER L'ITALIA - NO GREEN PASS\nProgramma politico Elezioni 2022\nIl capo designato della forza politica ALTERNATIVA PER L'ITALIA - NO GREEN\nPASS è: Mario Adinolfi nato a Roma il 15 agosto 1971 residente in Roma via San\nNicola de Cesarini 3.\n1. Sostegno diretto alla natalità con il Reddito di Maternità, per contrastare il collasso\ndelle strutture del welfare (sanità, istruzione, previdenza. assistenza) ormai prossimo\ncon gli attuali tassi di fertilità.\n2. Incentivo alla piccola e piccolissima impresa a conduzione familiare, in particolare\nper gli under 40 come modalità di autoimpiego e contrasto alla disoccupazione.\nrifiutando qualsiasi sostegno diretto o legislativo all'espansione di imprese\nmultinazionali ai danni delle imprese italiane.\n3. Libertà educativa per scuole e università, con scelta diretta libera e gratuita per le\nfamiglie, contro l'imposizione del pensiero unico e dell'ideologia gender. Famiglie da\nsostenere anche con la riforma del fisco secondo il principio del quoziente familiare.\n4. Evitare che si realizzi la digitalizzazione dell'identità del cittadino anche attraverso\nstrumenti di controllo come il Green Pass e l'obbligo vaccinale. Difendere la\nsovranità nazionale e gli interessi degli italiani dall'ingerenza delle strutture\ntecnocratiche sovranazionali. Riforma costituzionale presidenzialista a elezione\ndiretta che impedisca per sempre che il potere esecutivo finisca nelle mani di un\ntecnocrate non eletto dal popolo.\n5. Sostegno ai giovani per il diritto al lavoro stabile. alla casa per le coppie sposate\nunder 40. Attenzione particolare agli anziani e ai disabili con innalzamento\nimmediato a 1.000 euro delle pensioni minime, di vecchiaia e invalidità.\nIl capo della forza politica\nALTERNATIVA PER L'ITALIA· NO G EN PASS\n(\\_:':rio A inolfi)\n1 o \"AGO 2022 . .. .,",
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          "text": "“Azione - Italia Viva - Calenda”\nProgramma elettorale 25 settembre 2022\nPresentando il seguente programma “Azione - Italia Viva - Calenda” indica come Capo della\nforza politica l’On. Carlo Calenda, Segretario nazionale di “Azione”.\nPROGRAMMA\nDELLA LISTA AZIONE - ITALIA VIVA - CALENDA\nPER L’ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA\nDEL 25 SETTEMBRE 2022",
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          "text": "PREMESSA\nL’ Italia è un paese le cui energie sono da troppo tempo represse e soffocate da ideologie di tutti i tipi e dalla\nmancanza di meritocrazia e pari opportunità. I problemi che hanno frenato il nostro sviluppo non derivano\nné dalla insufficiente presenza dello Stato, né dall’ingresso nella moneta unica, come invece sembrano pensare\nconservatori, sovranisti e populisti di ogni specie.\nNegli Anni 50 e 60 del secolo scorso, sfruttando energia e voglia di fare di una generazione che si è\nimpegnata lavorando per ricostruire un paese distrutto dalla guerra , siamo passati da essere un paese\nessenzialmente agricolo a uno dei più importanti del mondo.\nPoi, negli anni 70, abbiamo fallito la sfida successiva : quella di investire i dividendi di quella crescita\nimpetuosa e adottare riforme strutturali per mettere le basi di uno sviluppo duraturo, in un contesto\ninternazionale profondamente mutato a causa delle crisi petrolifere e dell’instabilità monetaria. E allora siamo\nandati avanti con inflazione, svalutazione e debito pubblico. False soluzioni di breve periodo che mettevano\nsotto il tappeto i problemi strutturali che si accumulavano. Negli anni 90, l’ingresso nell’Unione Monetaria\nEuropea ci ha impedito l’utilizzo di queste misure per “tirare a campare”, e allora la polvere è venuta fuori\ndal tappeto .\nCosì negli ultimi 30 anni la produttività totale dei fattori (la misura di “quanto bene funziona la nostra\neconomia”) è rimasta sostanzialmente ferma, e così anche il reddito pro-capite e i salari reali .\nLe ragioni sono chiare: dapprima conservatorismi e poi i populismi (di destra e di sinistra) hanno\nimpedito all’Italia di realizzare quelle riforme profonde che erano necessarie per rilanciare la crescita\ne sfruttare le opportunità della globalizzazione.\nIl nostro rimane uno dei paesi a più bassa mobilità sociale del mondo occidentale. A dover essere redistribuita\nnon è soltanto la ricchezza, bensì le opportunità . Compito della politica è mettere tutti sulla stessa linea di\npartenza, e lasciare che ognuno possa dispiegare liberamente il proprio potenziale. Non serve inventare nuove\ntasse, sognare la patrimoniale o riempirsi la bocca di “redistribuzione della ricchezza”, serve il connubio\ninscindibile tra meritocrazia e pari opportunità . Non solo, ovviamente. Chi rimane indietro va aiutato, ma\nnon con la logica dell’assistenzialismo parassitario, bensì con l’instancabile tentativo di rimettere ciascuno\nin gioco, e da protagonista .\nLa nostra missione è quindi chiara: allargare le opportunità per tutti, a cominciare da quelli che ne sono\nsprovvisti . Per farlo, proponiamo un ampio spettro di riforme radicali in ogni dimensione del nostro stare\ninsieme : dal funzionamento delle istituzioni repubblicane al settore formativo, dal funzionamento dei mercati\nalla pubblica amministrazione, dal fisco alla giustizia.\nPartendo dal punto di riferimento fondamentale: l’attuazione “senza se e senza ma” del Piano Nazionale di\nRipresa e Resilienza , che non è solo il più ambizioso programma di modernizzazione che il nostro paese abbia\nmai visto, ma è anche l’occasione – se ben gestito – di far avanzare l’integrazione europea lungo le dimensioni\nche sono necessarie per rendere l’Europa la protagonista di questo secolo.",
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          "text": "Sommario\nPRODUTTIVITÀ E CRESCITA ...................................................................................................................... 4\nCRESCITA DEL MEZZOGIORNO ................................................................................................................. 6\nENERGIA E AMBIENTE ................................................................................................................................ 7\nLAVORO ........................................................................................................................................................ 12\nFISCO .............................................................................................................................................................. 15\nGIUSTIZIA ..................................................................................................................................................... 17\nSANITÀ .......................................................................................................................................................... 19\nSCUOLA, UNIVERSITA E RICERCA ......................................................................................................... 22\nDIRITTI E PARI OPPORTUNITÀ ................................................................................................................ 25\nGIOVANI ........................................................................................................................................................ 29\nWELFARE E TERZO SETTORE .................................................................................................................. 30\nPUBBLICA AMMINISTRAZIONE ............................................................................................................... 33\nTRASPORTI ................................................................................................................................................... 35\nINNOVAZIONE, DIGITALE E SPACE ECONOMY ................................................................................... 37\nAGRICOLTURA ............................................................................................................................................ 39\nCULTURA, TURISMO E SPORT ................................................................................................................. 41\nIMMIGRAZIONE ........................................................................................................................................... 45\nDIFESA E SICUREZZA ................................................................................................................................. 47\nRIFORME ISTITUZIONALI ......................................................................................................................... 49\nEUROPA, ESTERI E ITALIANI ALL’ESTERO ........................................................................................... 50",
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          "text": "PRODUTTIVITÀ E CRESCITA\nIl Piano 4.0 realizzato dall’allora Ministro Carlo Calenda con il Governo Renzi è stata la principale iniziativa\ndi politica industriale degli ultimi 30 anni, grazie al quale gli investimenti e la produttività hanno raggiunto\nlivelli superiori a quelli delle imprese tedesche. Per questo è necessario concentrare le risorse su strumenti\nfiscali semplici ed automatici a supporto degli investimenti di cittadini ed imprese. Questa è l’unica strada per\naumentare salari e posti di lavoro.\n1. Zero tasse per i giovani che avviano un’attività imprenditoriale\nAprire una nuova impresa comporta molte spese iniziali che scoraggiano l’imprenditorialità. Per mitigare un\npotenziale problema di liquidità, proponiamo di posticipare e rateizzare tutti gli adempimenti fiscali dei primi\n3 anni nei periodi successivi per tutti i giovani under 35 che decidono di aprire una nuova attività.\n2. Facilitare la crescita dimensionale delle imprese\nLe imprese di piccolissime dimensioni sono meno produttive di quelle di dimensione maggiore. In Italia,\nrappresentano circa il 95% (ma solo il 30% del PIL). È quindi necessario porre in essere misure che facilitino\ned incentivino la crescita dimensionale delle piccole e microimprese. Per questo proponiamo di:\n▪ innalzare la soglia dimensionale d’impresa per l’applicazione di alcuni dei più pesanti vincoli burocratici\nin materia di lavoro;\n▪ modulare la defiscalizzazione già prevista nelle Zone Economiche Speciali al fine di favorire la crescita\ndelle piccole imprese e incentivare quelle di medie e grandi dimensioni;\n▪ potenziare il credito d’imposta per i costi di quotazione delle PMI, già introdotto dal MISE nel 2017.\n3. Stimolare l’innovazione tecnologica e gli investimenti\n▪ Ripristinare e ri-potenziare industria 4.0 – depotenziata dai precedenti Governi – aggiornando la lista dei\nbeni agevolati (includendo le nuove tecnologie) e aumentando il tetto massimo per gli investimenti;\n▪ Estendere il meccanismo industria 4.0 agli investimenti per la transizione ecologica (es: impianti di\nproduzione e accumulo di energia per l’autoconsumo).\n4. Aiutare le imprese a trovare forza lavoro qualificata\nIl 39% delle posizioni aperte per il mese di giugno 2022 sono di difficile reperimento per mancanza di candidati\no inadeguatezza degli stessi. È fondamentale quindi implementare una politica di formazione che consenta di\ncolmare la differenza tra le competenze richieste dal mercato (anche per l’attuazione del PNRR) e le\ncompetenze a disposizione della forza lavoro. In particolar modo è necessario:\n▪ coprire i costi che le imprese sostengono per organizzare, in collaborazione con ITS e altri istituti di\nformazione, corsi specialistici per la creazione delle competenze realmente richieste. Tali corsi dovrebbero\nessere aperti sia al personale interno da riconvertire, sia ai lavoratori non ancora assunti e che potranno\neffettuare colloqui al termine del periodo di formazione.\n▪ potenziare gli ITS investendo 1,5 miliardi di euro, per raddoppiare il numero di iscritti e di laureati\nattraverso un aumento del numero complessivo di istituti, in linea con quanto previsto dal PNRR.\n5. Completare le riforme sulla concorrenza\nOccorre approvare ogni anno leggi sulla concorrenza che gradualmente – e nel rispetto della sostenibilità\nsociale dei cambiamenti – rendano la nostra economia più libera e meno gravata da barriere all’ingresso e\nrestringimenti della concorrenza, a vantaggio di innovazione, crescita e tutela dei consumatori. Occorre dare\nattuazione alla riforma delle concessioni balneari - prestando particolare attenzione ai nuclei familiari che\nhanno nella concessione la fonte di reddito prevalente e hanno effettuato investimenti nella struttura -\napprovata dal Governo Draghi e attuare una liberalizzazione dei trasporto pubblico non di linea, con particolare\nattenzione all’adeguamento delle piattaforme tecnologiche alle regole dei servizi del settore e dei relativi\ndiversi mercati di riferimento (Taxi/NCC).",
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          "text": "6. Piccole imprese e artigianato\nLe piccole e micro-imprese artigiane sono i luoghi dei talenti italiani, dove spesso prendono vita le esperienze\ndel Made in Italy maggiormente di successo. Per sostenere queste realtà occorre accompagnare il passaggio\ngenerazionale, favorire il credito diretto e le garanzie, anche attraverso la mutualità privata e promuovere la\nformazione professionale sul campo attraverso l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato duale.",
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          "text": "CRESCITA DEL MEZZOGIORNO\nLe opportunità per rilanciare il Mezzogiorno passano dalle risorse europee, che garantiscono\ncomplessivamente circa 130 miliardi di euro fino al 2027 (82 miliardi di euro del PNRR da utilizzare entro il\n2026 e 48 miliardi di euro della programmazione 2021-2027 dei Fondi strutturali). A queste si aggiungono le\nrisorse nazionali del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (73,5 miliardi di euro, riservati per l’80% al Sud),\nda utilizzare anche attraverso i Contratti istituzionali di sviluppo e riprendendo e portando a compimento i\nMasterplan siglato dal Governo Renzi nel 2016. L’obiettivo è creare un secondo motore dell’economia per\nrendere questa area del Paese attrattiva per gli investimenti, ricca di opportunità per i giovani\n1. Differenziare la defiscalizzazione per incentivare la crescita dimensionale delle imprese\nIl Governo Draghi ha potenziato la defiscalizzazione nel Mezzogiorno. Questo percorso deve proseguire con\nmaggiore intensità introducendo benefici fiscali differenziati per incentivare la crescita dimensionale delle\nimprese.\n2. Completare l’Alta Velocità e potenziare i treni regionali\nNel periodo 2008-2018 nelle città intorno all’Alta Velocita il PIL è cresciuto del 7-8% in più rispetto a quelle\nescluse dal servizio. È necessario, in linea con il PNRR, completare i lavori sulla Napoli-Bari, l’avanzamento\nulteriore della Palermo-Catania-Messina e la realizzazione dei primi lotti funzionali delle direttrici Salerno-\nReggio Calabria e Taranto-Potenza-Battipaglia, garantendo per entrambe la completa realizzazione. È\nnecessario inoltre potenziare le reti ferroviarie regionali e interregionali, soprattutto in Sicilia.\n3. Realizzare l’Esagono della portualità\nL’Economia del Mare incide nel Mezzogiorno per il 4,4% sul valore aggiunto, per il 5,7% degli occupati e per\nil 4,6% del totale delle imprese, tutti dati superiori alla media nazionale. Bisogna creare una rete dei porti\npresenti nelle regioni meridionali, mettendoli a sistema grazie a una cabina di regia, e valorizzare in particolare\nle opportunità di crescita e di investimenti nazionali e internazionali offerte dalle ZES. Devono essere realizzati\ni collegamenti di ultimo miglio tra le aree portuali alla rete ferroviaria, in linea con il PNRR. Questo consentirà\ndi migliorare l’efficienza nella distribuzione della merce.\n4. Aumentare la diffusione della rete internet\nÈ necessario aumentare il numero di abitazioni con accesso alla fibra fino a casa, che ad oggi sono il 26,8%\nnel Mezzogiorno, 8 punti percentuali in meno delle regioni del nord ovest.\n5. Aumentare la quota di turismo non balneare per garantire maggiore continuità\nIl Mezzogiorno attrae meno turisti sia del resto del Paese (18,5% del totale) sia delle altre aree che si affacciano\nsul Mediterraneo. Si tratta di un turismo prevalentemente balneare caratterizzato da forte stagionalità e bassa\ncontribuzione al valore aggiunto. Per sfruttare il potenziale turistico del Mezzogiorno, è necessario aumentare\nla spesa pro-capite dei comuni del Sud in cultura: ad oggi si registra una spesa di 8,9 euro, meno della metà\nrispetto alla media nazionale. Bisogna, inoltre, migliorare la capacità d’accoglienza (nel Mezzogiorno sono\npresenti il 17,1% delle strutture ricettizie italiane) e la qualità dei servizi connessi.\n6. Rimuovere i vincoli indiretti alla crescita economica e al benessere sociale\nPer le regioni del Mezzogiorno è particolarmente importante rimuovere i vincoli che frenano gli investimenti\ne la formazione scolastica e professionale anche nel resto d’Italia. In particolare, come approfondito nelle altre\nsezioni del programma, è necessario: ridurre i tempi della giustizia; semplificare i processi della pubblica\namministrazione per ridurre la burocrazia e aiutare i Comuni a migliorare le proprie performance, per sfruttare\nle opportunità del PNRR e rendere servizi ai cittadini più efficienti; potenziare il sistema sanitario sia a livello\nospedaliero sia territoriale; rafforzare l’istruzione scolastica e la formazione sin dai primi mesi, anche\nrinnovando gli edifici per consentire la diffusione del tempo pieno; investire in sicurezza; costruire gli impianti\nnecessari per la gestione dei rifiuti e potenziare la raccolta differenziata; ristrutturare la rete idrica per ridurre\nil problema delle perdite.",
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          "text": "ENERGIA E AMBIENTE\nENERGIA\n1. Breve Periodo: raggiungere l’indipendenza dal gas russo\nL’indipendenza dal gas russo è diventata una questione di sicurezza nazionale e come tale dovrà essere\naffrontata. Per questo riteniamo necessario:\n▪ completare con procedure straordinarie la costruzione di due rigassificatori galleggianti che consentano\nl’importazione di gas naturale liquefatto in sostituzione di quello russo\n▪ aumentare la produzione di gas nazionale riattivando e potenziando gli impianti già esistenti, anche\nvalutando possibili partnership con le imprese gasivore per la condivisione dei costi in cambio di forniture\na prezzi concordati. Dal 2001 la produzione nazionale di gas è diminuita dell’80% a fronte di una domanda\ndi consumo sostanzialmente invariata. Questo ha comportato un aumento delle importazioni.\n▪ Rafforzare la strategia sulle energie rinnovabili, anche completando il processo di individuazione delle aree\nidonee all’installazione di impianti di generazione elettrica da fonti rinnovabili per velocizzare il processo\ndi localizzazione e autorizzazione; completare l’opera di semplificazione delle autorizzazioni per gli\nimpianti; programmare le nuove aste FER; valorizzare l’idroelettrico come asset strategico per il paese;\nfavorire lo sviluppo dell’idrogeno.\n▪ aiutare le imprese a ridurre i costi della bolletta elettrica incentivando con garanzia statale la produzione di\nenergia rinnovabile per autoconsumo (inclusi i sistemi di accumulo)\n▪ promuovere in EU un price cap a tutto il gas importato per ridurre anche il costo dell’energia elettrica e\n(alternativamente) continuare a tassare gli extra-profitti delle imprese energetiche (inclusi i trader)\nutilizzando gli introiti per ridurre le bollette per le imprese energivore e le famiglie meno abbienti\n▪ intervenire sul prezzo della CO2 a carico delle imprese (incluse quelle energetiche) che a causa della guerra\nin Ucraina ed il conseguente aumento della generazione elettrica a carbone è cresciuto del 300% dal 2021,\ncontribuendo alla spinta inflattiva. È quindi necessario che la Commissione Europea utilizzi le quote della\nmarket stability reserve per ridurre il prezzo della CO2 fino al termine della crisi.\n2. Medio periodo: ridurre del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 con fonti rinnovabili\nDobbiamo proseguire il percorso di decarbonizzazione, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 55%\nrispetto al livello del 1990, possibilmente entro il 2030. Qualora il livello delle importazioni di energia elettrica\ndall’estero e di generazione idroelettrica interna dovessero risultare inferiori alle aspettative, e si dovesse\ndestinare il bio-gas prevalentemente ad usi non elettrici, la capacità elettrica rinnovabile addizionale potrebbe\nessere ben superiore ai 70 GW cui fanno riferimento gli scenari europei. In questo caso la capacità rinnovabile\nintermittente complessivamente installata potrebbe superare i 140 GW, con conseguenti problemi di\ncongestione delle linee di trasmissione e fabbisogno di grandi capacità di accumulo. Per raggiungere gli\nobiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 al 2030 è quindi necessario sviluppare sin da ora strumenti\nalternativi come i sistemi di cattura e stoccaggio della CO2 prodotta dalle centrali termoelettriche.\nÈ inoltre fondamentale disaccoppiare il prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili da quello dell’energia\nda fonti fossili per ridurre il prezzo medio ed evitare che l’attuale crisi possa ripetersi, anche attraverso\nl’efficientamento del mercato energetico. Ad esempio, è necessario definire una piattaforma per lo scambio di\ncontratti di lungo periodo per energia prodotta da fonti rinnovabili.\nInfine, proponiamo di rilanciare il ruolo del c.d. “Prosumer” sia a livello delle Comunità Energetiche (famiglie\ne pubblica amministrazione) sia a livello di distretti industriali (PMI e grandi imprese) attraverso un accesso\nprioritario alle aree idonee per gli “impianti rinnovabili” di cittadini ed imprese per contenere in modo\nstrutturale il costo dell'energia, promuovere la competitività e accelerare il processo di decarbonizzazione\n3. Lungo periodo: includere il nucleare nel mix energetico per arrivare ad “emissioni zero” nel 2050\nL’obiettivo “emissioni zero” al 2050 passa da una forte elettrificazione degli usi di energia, con un fabbisogno\nelettrico tra il doppio e il triplo dell’attuale. Per questo è necessario utilizzare il giusto mix di generazione, che",
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          "text": "includa rinnovabili e nucleare, impiegando le migliori tecnologie disponibili. Generare tutta l’energia elettrica\nnecessario al 2050 con sole tecnologie rinnovabili variabili richiederebbe impianti eolici e fotovoltaici, sistemi\ndi accumulo di breve e lungo termine, reti elettriche e conseguente occupazione di suolo in misura almeno\ntripla rispetto a un mix ottimale con rinnovabili e nucleare. Inoltre, i costi del sistema elettrico sarebbero fino\nal 50% più elevati. Per raggiungere questo obiettivo, occorre sin da ora definire il quadro regolatorio che\ndisciplini il dispiegamento nel tempo delle tecnologie necessarie, alle migliori condizioni economiche.\nTRANSIZIONE ECOLOGICA\nPer raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai valori del\n1990 bisogna ridurle del 41% rispetto al 2018. Oltre ad operare sul piano energetico, è necessario intervenire\nnei settori che possono influire maggiormente sulla riduzione delle emissioni: trasporti (responsabile del 26,6%\ndelle emissioni totali), edilizia (19,2% delle emissioni totali) e foreste (sottraggono un decimo delle emissioni).\n1. Ridurre l’impatto del trasporto merci e diminuire l’uso di mezzi privati inquinanti\nL’Italia ha una flotta di veicoli per il trasporto su gomma più vecchia rispetto alla media UE e una percentuale\ndi trasporto su ferro del 12%, ventesima in Europa, dove la media è del 20%. Per ridurre le emissioni è\nnecessario ringiovanire il parco mezzi, ripristinando il super e iper-ammortamento al 130% e 140%, destinato\nalla progressiva sostituzione delle flotte con mezzi meno inquinanti per il trasporto merci. Per favorire il\ntrasporto su ferro bisogna investire 8 miliardi di euro per integrare le reti ferroviarie italiane nei corridoi\neuropei, realizzando 5.100 km di binari per consentire il transito dei treni merci più lunghi (750 mt). Per\ndiminuire l’uso di mezzi privati inquinanti bisogna: aumentare la costruzione annuale di metropolitane (da\n14,2 km a 20 km) e di tramvie (da 16,9 km a 25 km) per un costo di 1 miliardo di euro l’anno; procedere con\nlo svecchiamento del parco autobus (5 miliardi in tre anni) e del parco treni (2 miliardi di euro); aumentare car\ne bike sharing con incentivi mirati ad ammortizzare i costi di acquisto dei mezzi. Infine, per favorire l’acquisto\ndi macchine ibride ed elettriche da parte dei privati, bisogna aumentare gli incentivi per queste macchine, e\nfavorire l’istallazione di punti ricarica pubblici urbani (stradali/privati) ed extra-urbani per auto elettriche e\nibride plug-in.\n2. Abbassare i consumi di energia, migliorando l’efficienza energetica degli edifici e aumentando il\ncalore generato da fonti rinnovabili non nocive per l’ambiente\nLa principale causa di emissioni nell’edilizia è il riscaldamento, che assorbe l’80% dell’energia utilizzata dagli\nedifici. È quindi necessario aumentare il numero di case (per una volumetria del 13%) che utilizzano il\nteleriscaldamento prolungando la rete di 900km entro il 2030. Questo investimento avrebbe un costo di circa\n2,5 miliardi di euro. È necessario, inoltre, costruire 250 impianti di teleriscaldamento alimentati con legno\ncippato nei piccoli Comuni montani. Questi impianti costano 125 milioni di euro e permettono di risparmiare\ncirca 112 mila tonnellate di CO2 l’anno. Occorre poi investire 1,2 miliardi di euro in centrali di biogas per\nimmettere il biometano nella rete di riscaldamento, e realizzare un piano di azione per la ristrutturazione e\nl’efficientamento energetico dell’edilizia pubblica.\n3. Garantire la manutenzione delle foreste e rilanciare la filiera del legno\nIn Italia, ogni anno le aree boschive sottraggono circa 46,2 milioni di tonnellate di CO2 dall’atmosfera, circa\nil 10% del totale. Una gestione sostenibile di queste aree garantirebbe un aumento del 30% dell’assorbimento\ndi carbonio. È quindi necessario contrastare l’abbandono delle aree boschive (urbane ed extra-urbane)\naumentando i controlli sui Piani di gestione forestale coordinati a livello regionale. Per stimolare il\nrafforzamento della filiera del legno, seconda industria manifatturiera in Italia, bisogna investire 6,6 milioni di\neuro nelle regioni più ricche di patrimonio forestale per creare dei percorsi dedicati alla formazione in mestieri\ndel legno negli istituti tecnici e negli ITS e altri 25 milioni di euro per la realizzazione di 50 piattaforme\nlogistico-commerciali.\n4. Approvare un piano per la gestione del dissesto idrogeologico e aumentare gli investimenti",
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          "text": "Siamo tra i primi paesi al Mondo per danni causati dal dissesto idrogeologico, pagando in media circa 3,5\nmiliardi l’anno dal 1945. Riteniamo necessario, oltre alla redazione di un apposito piano e di un framework\nnormativo per il cambiamento climatico, aumentare gli investimenti in prevenzione e in infrastrutture di\ncontenimento e rendere obbligatoria l’assicurazione contro i danni da calamità naturali (oggi solo il 2% delle\nabitazioni ne sono coperte).\nCRISI IDRICA\nNel 2022 si è registrato un calo di circa il 45% della pioggia e di circa il 70% della neve rispetto alle medie\ndegli ultimi anni. Il Po è sceso di 8 metri, la resa del grano è diminuita del 15% e la produzione di latte da\nmucche è diminuita del 10%. Nei prossimi anni è ragionevole aspettarsi una progressiva riduzione delle\nprecipitazioni (o comunque una loro concentrazione in alcune stagioni). Le nostre proposte hanno l’obiettivo\ndi evitare che l’attuale crisi si possa ripetere.\n1. Recuperare e realizzare nuovi invasi e bacini per trattenere le acque piovane.\nIn Italia solo l’11,3% dell’acqua piovana viene immagazzinato, sprecando così un potenziale enorme. Il PNRR\ndedica 2 miliardi di euro per investimenti in infrastrutture idriche: proponiamo che questi finanziamenti\nvengano utilizzati per la realizzazione degli invasi. È inoltre necessario incentivare la pulizia degli invasi\nesistenti semplificando le disposizioni normative riguardante la gestione dei detriti.\n2. Ristrutturare la rete idrica italiana per ridurre le perdite (attualmente del 40%).\nOltre il 40% dell’acqua viene dispersa o sprecata nella rete idrica. Paragonato agli altri Paesi europei questo\ndato è allarmante: in Francia la dispersione nella rete idrica ammonta al 20% e in Germania l’8%. In media\nsolo 3,8 metri di condotte per ogni chilometro di tubi a fine vita viene sostituito ogni anno e quasi tutti gli\ninterventi sono al Centro Nord. È necessario aumentare il tasso di sostituzione. A quasi 30 anni\ndall’approvazione della legge Galli, in molte parti d’Italia la gestione del servizio idrico è ancora lontana da\nuna logica industriale che è invece necessaria per una gestione efficiente, per investimenti adeguati e in ultima\nanalisi per salvaguardare la natura primaria del bene acqua.\n3. Promuovere un piano per il riuso delle acque di depurazione.\nIn Italia non esiste un piano nazionale per il riuso delle acque di depurazione nonostante il grande potenziale\ndi questa risorsa: quasi il 30% dell’acqua restituita dai sistemi di depurazione è di buona qualità ma invece di\nessere utilizzata in agricoltura finisce nei fiumi o in mare. Occorre stabilire che le nuove costruzioni edilizie\nprevedano il riuso delle acque grigie.\n4. Aumentare la capacità di investimento sulla rete idrica\nGli investimenti nel settore idrico in Italia sono inferiori rispetto alla media europea: 49 euro pro capite nel\nbiennio 2020-2021 contro i 100 euro pro-capite in Europa. Per effettuare gli investimenti di cui alle proposte\n1,2 e 3 è necessario agire su due direttrici:\n▪ Allineare le tariffe idriche italiane a quelle europee. L’Italia è tra i Paesi dell’UE con le tariffe più basse.\nQuesto aumento graduale delle tariffe consentirebbe di effettuare maggiori investimenti e incentivare\nfamiglie ed imprese ad un uso più attento dell’acqua\n▪ Ridurre il numero degli operatori. Gli operatori del servizio idrico sono circa 2.500 di cui solamente il 17%\nsono gestori industriali privati. I gestori industriali investono 6 volte più dei loro competitor pubblici ma\ncirca la metà dei loro omologhi europei. É quindi fondamentale, tramite un maggiore coordinamento\nregionale, ridurre il numero di operatori e aumentare le dimensioni degli stessi al fine di incrementarne\nl’efficienza e la capacità di attrarre capitali privati.\n5. Incentivare gli investimenti in sistemi di irrigazione che riducano gli sprechi d’acqua\nQuesta misura è rivolta principalmente agli imprenditori del settore agroalimentare che investono\nnell’irrigazione di precisione che consente di ridurre gli sprechi ma anche di avere migliori rendimenti",
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          "text": "monitorando le fasi delle colture ed evitando alle piante gli stress da carenza o da sovrabbondanza di acqua.\nOltre al sistema di irrigazione goccia a goccia, gli incentivi sarebbero accessibili anche a chi investe nel\ncontrollo digitale in real-time e da remoto delle fasi di irrigazione e di micro-irrigazione.\nECONOMIA CIRCOLARE\nL’Italia è uno dei Paesi europei più virtuosi in materia di economia circolare: complessivamente ricicliamo\ncirca il 68% dei nostri rifiuti (urbani e speciali) contro una media UE del 35% inoltre produciamo quasi la\nmetà dei rifiuti rispetto alla media europea. Invece, per quanto riguarda i rifiuti urbani la quota di raccolta\ndifferenziata varia molto tra regioni del nord (circa 68,13%) e regioni del sud (circa 56,8%). In particolare,\ndelle 8 regioni che non rispettano il target europeo sulla raccolta differenziata, 6 si trovano nel Mezzogiorno.\nInoltre, in contrasto con la logica dell’economia circolare che vede il rifiuto come una risorsa, l’Italia ha un\ntrend in aumento di rifiuti esportati all’estero.\n1. Realizzare un piano di investimenti per nuovi impianti di trattamento dei rifiuti\nIl sistema impiantistico italiano per la gestione dei rifiuti è rimasto indietro e deve essere rafforzato. Se da una\nparte è importante dare priorità alla Strategia UE per l’economia circolare, che privilegia il recupero materico\ndei rifiuti, non si può pensare di volere un sistema a “rifiuti zero” senza avere un termovalorizzatore dove\nserve. Autorevoli istituti di ricerca, hanno stimato un fabbisogno di circa 70 nuovi impianti da realizzare entro\nil 2035, tra recupero energetico e discariche conto terzi, per un valore di 10 miliardi di euro circa. Bisogna\ninvestire ulteriori risorse nel settore visto che le riforme del Pnrr prevedono “solo” 2,1 miliardi di euro per la\nrealizzazione di nuovi impianti per il trattamento e il riciclo dei rifiuti, l'ammodernamento di impianti esistenti\ne la realizzazione di progetti \"faro\" di economia circolare. L’obiettivo è quello di realizzare una rete omogenea\ndi impianti di trattamento e riciclo dei rifiuti dal punto di vista territoriale, consentendo l’ottimizzazione di\neconomie di scala e ottenendo così una gestione più efficiente su macroaree regionali. Infine, è necessario\napplicare le disposizioni del programma nazionale per la gestione dei rifiuti approvato dal Governo Draghi\ncome, a titolo esemplificativo, il superamento del pre-trattamento privilegiando il recupero energetico diretto\ndei rifiuti indifferenziati o l’applicazione del tracciamento dei flussi per il loro monitoraggio. Utilizzare i fondi\ndel PNRR per realizzare infrastrutture che migliorino l’economia circolare, ad esempio per aumentare il\nrecupero delle terre rare (RAEE).\n2. Aggiungere sulle confezioni maggiori informazioni sull’impatto ambientale dei prodotti in vendita\nProponiamo una nuova etichetta che, seguendo il modello francese Eco-Score, indichi l’impatto ambientale\ndei prodotti in vendita facendo riferimento al ciclo di vita, il sistema di produzione (biologico, equo-solidale,\netc), l’imballaggio, l’impatto legato ai trasporti, la riciclabilità degli imballaggi e il rispetto della biodiversità.\nIn questo modo sarà possibile incentivare il consumo di prodotti sostenibili e penalizzare quello dei prodotti\npiù inquinanti. Il modo migliore per incentivare l’acquisto di prodotti con punteggi più alti sarà garantito grazie\nalla riduzione dell’IVA sui prodotti coinvolti. Questa proposta è complementare all’etichetta che sarà\nobbligatoria dal 2023 che prevedrà solamente l’indicazione di come smaltire la confezione.\n3. Incoraggiare l’applicazione della tariffazione puntuale per la TARI\nOggi la TARI tradizionale viene definita in base ai metri quadrati dell’immobile e non è collegata in alcun\nmodo alla quantità di rifiuti effettivamente prodotta. Proponiamo per questo di rendere operativa su tutto il\nterritorio nazionale l’applicazione della tariffazione puntuale della TARI, sul modello di quanto fatto già in\nmolti comuni italiani. Questo tipo di tariffa si basa sul principio del pay as you throw, secondo cui paga di più\nchi produce più rifiuti, premiando gli utenti che effettuano maggiormente la raccolta differenziata e che\nscelgono prodotti con minori imballaggi, incentivando i produttori a ridurre i materiali usati per il\nconfezionamento. Sarà realizzata una mappatura dei Comuni che hanno applicato il metodo tariffario puntuale\nper creare un database di esempi di successo che possano supportare i Comuni che lo devono ancora introdurre.\nNonostante l’ambito di competenza non riguardi direttamente il Governo, il Ministero della Transizione",
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          "text": "Ecologica può imporre dei LEA a cui tutte le amministrazioni locali si devono adeguare secondo una specifica\ntimeline.\n4. Creare un sistema di premialità per i Comuni che riducono la quota di rifiuti non inviati a riciclaggio\nSul modello dell’Emilia-Romagna, proponiamo premiare i Comuni con le migliori performances in materia di\nriduzione e trattamento dei rifiuti, scoraggiando l’utilizzo di discariche.",
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          "text": "LAVORO\nIl mercato del lavoro è improntato a un formalismo sfrenato, il costo del lavoro è altissimo, la produttività è\nbassa, la mobilità professionale molto limitata e gli spazi di ingresso per i giovani sono estremamente ristretti;\nle imprese che operano in modo regolare sono sovraccaricate di costi, oneri e procedure molto pesanti, mentre\nle aziende che scelgono di collocarsi ai confini della legalità riescono a violare ogni regola. Il lavoro flessibile\n– quello che offre garanzie, tutele e opportunità di ingresso nel mercato del lavoro - viene contrastato dal\nsistema, mentre i contratti precari e illeciti si diffondono senza ostacoli efficaci.\nTroppo spesso misure e proposte politiche si focalizzano solo sul lavoro dipendente. Tuttavia, sono 800mila i\nlavoratori indipendenti che dal 2009 hanno chiuso la loro attività. Solamente nel 2020 si sono persi 154mila\nposti di lavoro indipendente, di cui circa 38mila liberi professionisti. Sono ancora numerosissime le difficoltà\nper chi decide di praticare la libera professione. Dal trattamento a livello pensionistico rispetto al lavoro\ndipendente alla discriminazione che porta all’esclusione da incentivi e agevolazioni concessi ad altri soggetti\neconomici. La strada per una piena uguaglianza è ancora lontana.\n1. Introdurre un salario minimo\nL’esigenza di garantire a tutti i lavoratori una retribuzione dignitosa deve passare attraverso una serie di azioni\ncondivise con le parti sociali: una legge sulla rappresentanza delle parti sociali che combatta il fenomeno dei\ncontratti-pirata e assicuri che siano validi solo i contratti collettivi firmati da organizzazioni realmente\nrappresentative; la validità erga omnes dei contratti, assicurando la massima copertura di ogni tipologia di\nlavoro residuale, e la fissazione di un minimo di ultima istanza. Inoltre, i meccanismi previsti in altre parti del\nprogramma (vedi minimo esente e imposta negativa) assicurano ulteriormente l’innalzamento del reddito\ndisponibile per i lavoratori poveri .\n2. Detassare i premi di produttività\nStimolare la produttività del lavoro riducendo le tasse che si pagano sulla retribuzione erogata per premiare gli\nincrementi della produttività, detassando completamente i premi.\n3. Supportare le imprese che investono in riqualificazione della forza lavoro (non solo dipendente)\nIl 39% delle posizioni aperte per il mese di giugno 2022 sono di difficile reperimento per mancanza di candidati\no inadeguatezza degli stessi (con picchi del 60% in alcuni settori come quello della lavorazione della carta e\ndel legno). È fondamentale quindi implementare una politica di formazione che consenta di colmare la\ndifferenza tra le competenze richieste dal mercato (anche per l’attuazione del PNRR) e le competenze a\ndisposizione della forza lavoro.\nProponiamo un rimborso, per tutte le imprese che, in coordinamento con il MISE, organizzino tramite gli ITS\ne altri enti di formazione, corsi specialistici organizzati per la creazione delle competenze richieste dal mercato\n(non solo in innovazioni). Tali corsi dovrebbero essere aperti sia a personale interno da riqualificare, sia a\nlavoratori non ancora assunti e che potranno effettuare colloqui al termine del periodo di formazione.\n4. Combattere la precarietà promuovendo la flessibilità regolare\nIl Decreto Dignità ha perseguito un obiettivo giusto (combattere il precariato) in maniera totalmente sbagliata,\nperseguendo il lavoro flessibile regolare e fallendo nel contrastare le peggiori forme di precariato (false partite\nIVA, collaborazioni irregolari, false cooperative, falsi tirocini, appalti illeciti). Sono queste le forme da\ncombattere, aumentando vigilanza e sanzioni.\nNella stessa ottica, bisogna accorpare e cancellare la miriade di “mini contratti” utilizzati per le forme di lavoro\nbrevi, ripristinando i voucher che regolavano in maniera corretta e trasparente rapporti che, oggi, sono tornati\nnel limbo dei contratti irregolari.\n5. Combattere la burocrazia: piano straordinario per la semplificazione\nBisogna riprogettare il futuro del nostro ordinamento lavoristico, puntando su regole più efficienti e moderne,\nin grado di attirare e mantenere gli investimenti. Per questo va lanciato un piano straordinario per la\nsemplificazione, finalizzato a cancellare tutte le procedure e le regole inutili e inefficienti; in questo modo si",
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          "text": "potrebbero anche ridurre quelle forme di contenzioso basate su violazioni formali, oggi molto diffuse, che\nminano la competitività del nostro mercato del lavoro senza offrire alcuna garanzia aggiuntiva ai lavoratori.\n6. Eliminare il Reddito di Cittadinanza dopo il primo rifiuto e ridurlo dopo 2 anni\nIl Reddito di Cittadinanza (“RdC”) è uno strumento pensato male, che ha voluto raggiungere troppi obiettivi\ncon un solo strumento e che ha ormai dimostrato tutti i suoi limiti. Chi ne ha usufruito non ha trovato lavoro,\nnon è riuscito a formarsi professionalmente e non ha partecipato a progetti di pubblica utilità come previsto\ndalla normativa. A fronte di 20 miliardi spesi nel primo anno e mezzo, lo strumento ha generato nuova\noccupazione a tempo indeterminato per meno del 4,5% dei percettori.\nTra i percettori emerge una grande eterogeneità, in particolare per quanto riguarda la prossimità col mercato\ndel lavoro e l’occupabilità: 70,7% dei percettori sono senza alcuna esperienza professionale nei tre anni\nprecedenti e oltre il 72,6% dei beneficiari ha completato al massimo le scuole medie. Infine, lo strumento si è\ndimostrato non sufficientemente incisivo nella lotta contro la povertà: 56% delle famiglie in condizione di\npovertà assoluta non riceve il RdC, mentre 36% dei percettori risulterebbe sopra la soglia di povertà assoluta.\nPer questo occorre introdurre delle modifiche che incentivino maggiormente la ricerca di un impiego e\nl’inserimento nel mercato del lavoro e rendano più giusti e inclusivi i criteri di accesso. Proponiamo che il\nsussidio venga tolto dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua e che ci sia un limite temporale di\ndue anni per trovare un’occupazione, dopodiché l’importo dell’assegno deve essere ridotto di almeno un terzo\ne il beneficiario deve essere preso in carico dai servizi sociali del Comune.\n7. Adottare modifiche sostanziali che eliminino le iniquità esistenti nella struttura del sussidio (a danno\ndelle famiglie numerose e a coloro che vivono nelle grandi aree urbane)\n8. Consentire concretamente alle agenzie private di trovare lavoro ai percettori del reddito\nI centri per l’impiego non sono stati efficaci nel favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro come\ndimostra la scarsa percentuale di percettori del reddito di cittadinanza che è riuscita a trovare un’occupazione.\nPer questo è necessario consentire alle agenzie private per il lavoro di accedere ai dati dei percettori del reddito\nal fine di poter affiancare i centri per l’impiego nella ricerca del lavoro. È inoltre fondamentale che le agenzie\nprivate svolgano colloqui mensili obbligatori con i percettori del reddito al fine di monitorare la ricerca di\nlavoro ed individuare eventuali esigenze formative. Il sussidio deve essere rimosso per i percettori che non\npartecipano ai colloqui.\n9. Utilizzare ITS e scuole di alta formazione per potenziare formazione dei percettori del sussidio\nIn Italia abbiamo un problema molto rilevante di mancanza di forza lavoro qualificata rispetto ai lavori richiesti\n(skills mismatch). È fondamentale quindi potenziare la formazione dei percettori del Reddito di Cittadinanza,\nprevedendo corsi obbligatori da pianificare a livello nazionale sulla base del fabbisogno e dello skill mismatch\nmisurato mese per mese dall’Anpal (a maggio 2022 il 40% delle posizioni era di difficile reperimento) e dalle\nagenzie private per il lavoro nel corso dei colloqui mensili con i percettori del sussidio. L’erogazione della\nformazione dovrà essere esternalizzata alle scuole di alta formazione pubbliche e private e agli ITS.\n10. Semplificare le regole per l’attivazione dei progetti di pubblica utilità e coprirne i costi\nUn altro meccanismo del RdC che non funziona riguarda l’obbligo (teorico) dei percettori di partecipare per\notto ore a settimana a progetti di pubblica utilità organizzati da enti del terzo settore. Oggi questo non avviene\na causa di complessi iter burocratici. È quindi necessario semplificare le procedure per l’attivazione di progetti\nda parte del terzo settore, prevedendo anche coperture di bilancio per le spese di strumentazione e di\nassicurazione dei percettori. Se gli attuali percettori del RdC, lavorassero otto ore a settimana come previsto,\nil terzo settore beneficerebbe di circa 350mila addetti full time (già retribuiti). Un aumento di circa il 38%\ndegli addetti attualmente impiegati nel terzo settore.\n11. Consentire ai lavoratori autonomi di partecipare ai bandi nazionali e regionali come le imprese\nI professionisti e i lavoratori autonomi sono frequentemente esclusi da strumenti di incentivazione delle attività\nproduttive e agevolazioni fiscali in quanto per usufruire di tali strumenti è necessaria l’iscrizione alle Camere\ndi Commercio. Un requisito che, di fatto, emargina i professionisti iscritti a un albo professionale. Per questo",
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          "text": "riteniamo necessario equiparare, ai fini della partecipazione a bandi nazionali e regionali, l’iscrizione agli albi\ne agli ordini professionali da parte dei liberi professionisti all’iscrizione alla Camera di Commercio da parte\ndelle imprese.\n12. Incentivare la crescita dimensionale degli studi professionali\nUno degli elementi di debolezza delle attività dei lavoratori autonomi in Italia risiede nelle dimensioni\ncontenute degli studi professionali, sia dal punto di vista del numero dei professionisti occupati che del capitale\nfinanziario impegnato. In un mercato sempre più complesso e diversificato, la crescita competitiva passa\ninevitabilmente attraverso l’aggregazione multidisciplinare. Al momento, tuttavia, vi sono fortissime barriere\nfiscali per chi vuole formare una Società tra Professionisti (STP), che determinando un incremento sostanziale\ndel carico fiscale. Occorre intervenire su questo aspetto, eliminando il disincentivo fiscale e intervenendo\nanche sulle problematiche di carattere normativo, contributivo e disciplinare.\n13. Completare la riforma sull’equo compenso delle prestazioni professionali\nIl disegno di legge sull’equo compenso dell’ultima legislatura è un buon punto di partenza ma necessita\ncomunque di importanti modifiche per giungere alla sua piena ed effettiva applicazione e sanare situazioni di\nsquilibrio nei rapporti contrattuali tra professionisti e clienti \"forti\" (imprese bancarie e assicurative nonché le\nimprese diverse dalle PMI).\n14. Potenziare la cassa integrazione per i professionisti e le politiche attive per gli autonomi\nLa legge di bilancio 2021 ha istituito, in via sperimentale per il triennio 2021-2023, l’indennità straordinaria\ndi continuità reddituale e operativa, una sorta di cassa integrazione facoltativa dedicata agli autonomi che si\ntrovano in particolari situazioni di difficoltà. Il provvedimento si è rivelato pieno di vincoli che ne hanno\ncompromesso fortemente le potenzialità soprattutto a causa dei requisiti di accesso troppo restrittivi. In attesa\ndel completamento del triennio di sperimentazione, è bene correggere fin da subito le maggiori criticità della\nmisura, partendo dalla riduzione dell’aliquota contributiva da versare all’INPS e la rimodulazione dei criteri\ndi accesso. Contestualmente andranno definiti, attraverso nuovi percorsi di politiche attive, gli strumenti\nnecessari per l’aggiornamento professionale dei lavoratori autonomi, come ad esempio gli accordi con le\nassociazioni di categoria. L’obiettivo ultimo deve essere quello di garantire misure di riqualificazione per\nmantenere o anche innalzare la competitività nel mercato del lavoro.\n15. Istituire un sistema opzionale di mensilizzazione del versamento delle imposte dirette\nIl sistema del saldo e dell’acconto va riformato. Occorre offrire ad un lavoratore autonomo la possibilità di\nmensilizzare il versamento delle imposte dirette, spalmando da luglio a dicembre l’attuale acconto di giugno\ne da gennaio a giugno dell’anno successivo l’attuale acconto di fine novembre.",
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          "text": "FISCO\nIl fisco italiano, sostanzialmente, risale alla metà del secolo scorso. Ed è uno dei più complicati e pesanti\nsistemi del mondo. È iniquo, inefficiente e scoraggia la crescita. Per riformarlo non servono slogan acchiappavoti o nuove tasse, ma una coerente opera di riforma sistemica – come si era iniziato a fare con il disegno di\nlegge delega sulla riforma fiscale – con il duplice obiettivo di stimolare la crescita e semplificare il sistema.\nFamiglie e imprese hanno bisogno un fisco più leggero e più semplice. Adatto a questo secolo, e non a quello\nprecedente.\n1. IRPEF\nIl “manuale di istruzioni” della principale imposta italiana consta di 341 pagine. Poteva, forse, essere\naccettabile nel vecchio mondo. Ma nell’epoca della globalizzazione è un fattore di scarsa competitività e di\nenorme freno alla crescita. Proponiamo di riformare l’Irpef attraverso questi interventi:\n▪ introduzione di un minimo esente, inteso come maxi-deduzione corrispondente all’ammontare che viene\ngiudicato essenziale per sopravvivere. Che, una società liberale e attenta agli ultimi, non può essere oggetto\ndi tassazione;\n▪ unificazione tra la detrazione per lavoro autonomo e quella per lavoro dipendente;\n▪ semplificazione dell’imposta, spostando tutte le spese fiscali in un sistema a rimborso diretto: paghi con\nstrumenti tracciabili, e periodicamente lo Stato ti rimborsa la percentuale oggetto della vecchia detrazione.\n▪ detassazione specifica per i giovani: totale fino a 25 anni, ridotta del 50% fino a 29 anni;\n▪ creazione della tassazione negativa, sul modello anglosassone: per i livelli di retribuzione inferiori al\nminimo esente, lo Stato integra la retribuzione del lavoratore in misura crescente con la retribuzione\nstessa. In questo modo, si inverte la distorsione causata dal Rdc (“ti pago per non lavorare”) e lo si\ntrasforma in “più ti impegni più ti integro la retribuzione”);\n▪ detassazione straordinaria - per il solo 2022 – di una extra mensilità (fino a 2,200 euro) che le imprese\npotranno scegliere di erogare ai propri dipendenti ai fini alleviare gli effetti dell’inflazione.\n2. IRAP\nNella legge di bilancio 2022 abbiamo contribuito in maniera decisiva ad abolirla per le persone fisiche\n(835.000 contribuenti). Ora va completata l’abolizione per le altre categorie giuridiche (società di persone, enti\nnon commerciali, società tra professionisti, società di capitali).\n3. IRES\n▪ Uniformazione del bilancio fiscale a quello civilistico\n▪ Detassazione completa per gli utili trattenuti in azienda e per quelli destinati a schemi di partecipazione\nda parte dei lavoratori.\n▪ Aliquote dimezzate per cinque anni in caso di fusioni tra imprese\n▪ Riordino normativo e unificazione del sistema dei crediti di imposta in caso di comportamenti virtuosi e/o\nin linea con la transizione ecologica.\n▪ Estensione della procedura di prederminazione del carico di imposta (cooperative compliance).\n4. IVA\nPassaggio ad un sistema a due aliquote (una ridotta e una ordinaria) e contestuale riordino dei beni e servizi\nassoggettati a ciascuna aliquota e ad aliquota zero.\n5. Riduzione della tassazione del risparmio\n▪ Riforma della tassazione del risparmio in senso favorevole al contribuente, armonizzando i criteri di\ndeterminazione delle basi imponibili e unificando le categorie “redditi da capitale” e “redditi diversi di\nnatura finanziaria”, in modo da consentire le compensazioni.",
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          "text": "▪ Fiscalità specifica per cercare di convogliare il risparmio privato italiano verso l’economia reale:\nrafforzamento dei Pir (ordinari e alternativi) e creazione dei “Pir istituzionali”.\n6. Lavoro autonomo\nIl regime forfettario ha favorito tanti lavoratori ma, nella sua attuale versione, costituisce una formidabile\nbarriera contro la crescita. Oltre la soglia di 65.000 euro di ricavi annui, infatti, vi è un “burrone” fiscale che\nscoraggia la crescita o incentiva al sommerso. Proponiamo allora di realizzare, per chi supera la soglia di\n65.000 euro, uno scivolo biennale di tassazione agevolata che accompagni gradualmente l’ingresso alla\ntassazione ordinaria Irpef.\n7. Riscossione e lotta all’evasione\nDal 2014 al 2019, come conseguenza dell’introduzione del fisco elettronico, il tax gap fiscale e contributivo si\nè ridotto di 10 miliardi di euro. Quel risultato può essere esteso continuando l’investimento sulla\ndigitalizzazione e al contempo semplificando e riducendo gli adempimenti.\nServono nuove regole per la gestione del magazzino dei crediti fiscali, che oggi conta 1100 miliardi, la maggior\nparte dei quali non esigibili. Occorre far partire una “rivoluzione manageriale” nella riscossione,\nabbandonando l’approccio formalistico a vantaggio di uno rivolto all’efficienza.\n8. CODIFICAZIONE\nOccorre raccogliere tutta la normativa tributaria in testi unici, periodicamente aggiornati e tradotti in inglese.\n9. Fisco degli enti territoriali\nOgni livello di governo deve avere uno strumento fiscale esclusivo il cui gettito trattiene integralmente; questo\n– accoppiato a una ripartizione chiara delle competenze e a fondi perequativi allocati secondo fabbisogni\nstandard e capacità fiscale – costituirà un vero federalismo fiscale basato sull’inscindibile accoppiata tra\nAutonomia e Responsabilità.\n10. Incentivi al welfare aziendale\nIncremento a 2000 euro (rispetto agli attuali 600) dell’ammontare dei benefici (c.d. fringe benefits) concessi\ndalle aziende ai propri dipendenti. Tale misura, tra l’altro, costituisce un incentivo allo sviluppo del terzo\nsettore gioca un ruolo importante nella offerta di tali servizi, e ampliare la dimensione dei benefits significa\ndunque favorire il non profit.\n11. Incentivi a previdenza complementare per i giovani\nProgramma di incentivazione all’attivazione di piani di previdenza complementare per gli under 35.",
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          "text": "GIUSTIZIA\nLa fiducia nel sistema giudiziario è crollata. Innanzitutto, per i tempi biblici. Fondamentale quindi proseguire\nsulla scia delle riforme “Cartabia”, per processi più celeri, abbattimento degli arretrati e per restituire credibilità\nal sistema giudiziario. Le nostre proposte riguardano tutte le giurisdizioni, gli ordinamenti giudiziario e\npenitenziario, l’organizzazione amministrativa degli uffici etc. Di seguito i punti principali, tesi a risolvere\nquei mali, trasversali, che causano un pessimo funzionamento dell’intero comparto:\n1. Carriere dei magistrati\n▪ Ap provazione del DDL di iniziativa popolare promosso dalle Camere Penali sulla separazione delle carriere\ntra giudici e PM, per assicurare la effettiva parità tra accusa e difesa.\n▪ Previsione di un sistema di valutazione di professionalità dei magistrati effettivo e puntuale, anche da parte\ndei rappresentati delle università e dell’ avvocatura all’interno dei consigli giudiziari\n▪ Revisione della riforma del CSM adottata nell’ultima legislatura al fine di superare davvero il sistema delle\ncorrenti\n2. Interventi trasversali a tutte le giurisdizioni\n▪ Potenziamento dell ’ organico dei magistrati, netta riduzione del numero dei fuori ruolo, e ridefinizione del\nruolo e delle figure professionali della magistratura onoraria in ottica di valorizzazione ed efficienza;\n▪ Rafforzamento dell’organico amministrativo, per garantire lo smaltimento dell’ arretrato - burocratico e\ngiudiziario - e migliorare il rapporto tra Giustizia, cittadini ed operatori del settore;\n▪ Rafforzamento del processo telematico\n▪ Creazione di un’unica piattaforma telematica per tutti i riti (attualmente ne esistono almeno 10 diverse);\n▪ Introduzione di requisiti di formazione manageriale per i magistrati con incarichi direttivi, perché siano\npreparati anche dal punto di vista della gestione efficiente di strutture complesse;\n▪ Informatizzazione degli uffici e collegamento, tra loro, delle Cancellerie di tutti gli Uffici giudiziari e\ncostituzione di archivi informatici per la raccolta di dati processuali, con accesso gratuito per gli operatori,\nper migliorare l’efficienza della macchina giudiziaria e l’accessibilità da parte di cittadini e operatori del\nsettore.\n3. Settore Penale\n▪ Riforma della normativa sulla custodia cautelare, per eliminare ogni possibile abuso: ad oggi, circa un terzo\ndei detenuti non ha subito una condanna definitiva;\n▪ Incentivazione dei riti alternativi al dibattimento;\n▪ Ripristino della prescrizione sostanziale ;\n▪ Rafforzamento delle norme finalizzate a garantire l’effettiva applicazione del principio della presunzione di\ninnocenza per contrastare la spettacolarizzazione mediatica;\n▪ Introduzione di norme finalizzate a ridurre i casi di appello da parte del pubblico ministero della sentenza\ndi assoluzione in primo grado, garantendo che l’appello consenta di esercitare realmente il diritto di difesa\ndell’imputato attraverso una valutazione di merito della vicenda processuale ;\n▪ Riforma del sistema penitenziario, per garantire il rispetto del principio della finalità rieducativa della pena,\ncoerentemente con quanto previsto dalla Costituzione.\n4. Settore Civile\n▪ Riforma complessiva del processo di primo grado, attribuendo al giudice maggiori poteri di impulso e\ndirezione ed unificando i riti di cognizione, al fine di ridurre significativamente i tempi della giustizia civile;\n▪ Valorizzazione della mediazione endoprocessuale quale efficace strumento di deflazione del contenzioso;\n▪ Contenimento dell’abuso del processo, perché s i ricorra allo strumento processuale nei soli casi\neffettivamente necessari ;",
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          "text": "▪ Introduzione di misure correttive dell ’ Arbitrato, per renderlo più fruibile e per incentivarne l’uso;\n▪ Estensione della garanzia per il gratuito patrocinio ai meno abbienti attraverso l ’ innalzamento della soglia,\nper tutelare il principio dell’inviolabilità del diritto di difesa.\n5. Sistema penitenziario\n▪ Rafforzamento del sistema dell’esecuzione penale alternativa alla detenzione in carcere;\n▪ Riduzione del sovraffollamento carcerario attraverso interventi sia di riforma dell’ordinamento penitenziario\nche di edilizia carceraria;\n▪ Approvazione di una nuova legge sulle detenute madri: mai più bambini in carcere .",
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          "text": "SANITÀ\nLa pandemia COVID-19 ha reso evidente come la vulnerabilità di un sistema sanitario possa avere profonde\nripercussioni, sia sulla salute degli individui ma anche sulla crescita economica e sociale. Sono forti le\ndiseguaglianze relative all'accesso e alla qualità delle cure, l’inadeguatezza dell’assistenza territoriale, la scarsa\nintegrazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale, l’impressionante carenza di personale. Per questo\nriteniamo necessario proporre una serie di misure. Per quanto concerne la parte relativa agli investimenti – in\nconnessione con le necessità derivanti dall’esperienza del Covid-19 – proponiamo che l’Italia acceda alla linea\ndi credito del Meccanismo Europeo di Stabilità appositamente dedicata.\n1. Riformare i meccanismi di governance e coordinamento tra stato e regioni\nRidefinire la disciplina di competenza di Stato e Regioni con riferimento ed oltre al titolo V della Costituzione\nItaliana. In particolare, è necessario riconoscere allo Stato funzioni di analisi di dati e bisogni, valutazione\ndelle tecnologie sanitarie, indirizzo e coordinamento delle Regioni e il rafforzamento del ruolo di Enti Tecnici.\nAlle Regioni si riconosce la funzione di erogazione e gestione dei servizi, con il conferimento di\naccreditamento in base a criteri oggettivi ed esigenze territoriali. Nel caso in cui le Regioni non siano in grado\ndi garantire l’erogazione dei LEA va riconosciuta allo Stato la possibilità di intervenire. I LEA devono inoltre\nessere rivisti con un aggiornamento concreto e sistematico per avere il nomenclatore nazionale e garantire così\nmaggiori servizi e dispositivi tecnologici.\n2. Rapporto tra medicina ospedaliera, assistenza primaria, medicina territoriale e servizi sociali\nÈ necessaria una riorganizzazione dell’assistenza territoriale in ottica di prevenzione e promozione della salute\ne di garanzia della continuità delle cure. Sono inoltre necessari investimenti sull’assistenza residenziale e\ndomiciliare per la popolazione fragile, finalizzati ad abbattere le esistenti barriere di accesso alle cure\nattribuibili ad importanti diseguaglianze geografiche e sociali. In particolare, sono necessari investimenti in\nedilizia sanitaria/abitativa per superare la logica della istituzionalizzazione, con modelli abitativi per la\npopolazione anziana che integrino assistenza sociale e sanitaria. Urge una revisione della Medicina Generale,\ndistinguendo le cronicità di base da quelle di carattere specialistico che saranno prese in carico, sul territorio,\nda esperti delle varie professioni sanitarie, dagli specialisti ambulatoriali e dai medici di laboratorio, con il\nsupporto della rete delle farmacie. In questo quadro occorre adottare indicazioni nazionali prescrittive sulla\nfunzione delle Case della Comunità, che siano proiettate all’esterno con nuove professionalità come ad es. lo\nPsicologo di Base e con personale presente con un medesimo sistema di guardia notturna e stesso emolumento\ndei medici ospedalieri. Vanno inoltre incentivate le aggregazioni professionali. Infine, è necessaria\nun’integrazione della rete di servizi sociali e sanitari, coinvolgendo specialisti multidisciplinari, di concerto\ncon i MMG.\n3. Rapporto tra pubblico e privato accreditato, sia in termini di finanziamento che di funzionamento\nÈ necessario istituire modalità più trasparenti nel differenziare servizi pubblici e privati in modo che questi\npossano collaborare in sinergia e integrarsi tra loro. Inoltre, strategie specifiche vanno identificate per\nconsentire al settore pubblico del SSN di potersi agevolmente rinnovare e dotare di ciò di cui ha bisogno in\ntermini di personale e investimenti in innovazione.\n4. Strutturazione di un adeguato sistema di prevenzione e preparedness\nRiteniamo necessario incrementare gli investimenti e l’impegno dei servizi sanitari nelle attività di prevenzione\ne promozione della salute per garantire che l’obiettivo primario del nostro SSN sia la tutela della salute della\npopolazione e non la cura della malattia. Al riguardo è fondamentale investire in progetti e campagne di\nprevenzione dalle dipendenze (alcol, sostanze stupefacenti, internet addicted disorder, ludopatie) disturbi\nalimentari, infortuni sul lavoro e rischi ambientali. Occorre poi rafforzare la lotta all’antibioticoresistenza con\nprotocolli nazionali obbligatori in tutti i presidi sanitari, raccolta dati centralizzata, formazione specifica degli\noperatori sanitari. Inoltre, va esteso il rafforzamento e l’integrazione degli organi tecnici non solo a livello\nnazionale ma anche a livello europeo, con la creazione di un’Agenzia Nazionale per la prevenzione e la\npreparedness, per coordinare le attività e garantirne l’omogeneità sul territorio nazionale. In questo quadro è\nopportuno anche il ripristino degli osservatori regionali della prevenzione e l’implementazione di un sistema",
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          "text": "di analisi dei dati biometrici e di strutture di laboratorio e ambienti clinici con i più elevati livelli di\nbiosicurezza, nonché investimenti in sanificazione ambientale avanzata per scuole , mezzi di trasporto, uffici\npubblici e per dotare i presidi di emergenza di percorsi pandemic-free ed equipaggiare le ambulanze con\nsistemi di digitalizzazione e attrezzature per il trasporto in isolamento.\n5. Formazione e gestione delle risorse umane\nProponiamo di valutare una più rapida ascesa di carriera in campo sanitario e una remunerazione adeguata al\ncarico di lavoro e soprattutto alle responsabilità così da limitare contestualmente il fenomeno dell’emigrazione\ndi professionisti sanitari verso l’estero. Inoltre, per attrarre personale straniero è necessaria una drastica\nsemplificazione delle procedure per il riconoscimento di titoli di studio esteri per tutte le professioni sanitarie.\nÈ poi fondamentale una riforma dei percorsi di formazione e accesso prevedendo le specializzazioni cliniche,\nl’ampliamento delle competenze e delle docenze affidate ai professionisti, l’estensione della rete formativa e\nla revisione dell’iter per l’acquisizione delle specialità mediche nonché l’adozione di un contratto specifico di\nformazione e lavoro che superi il meccanismo delle borse di studio. Infine, deve essere aumentata la\nformazione in telemedicina e nelle tecnologie digitali e garantirne l’implementazione.\n6. Piano straordinario per le liste di attesa\nPer recuperare il “deficit di cure” causato dalla pandemia da Covid 19 è necessario varare un piano\nstraordinario per aumentare la capacità produttiva di prestazioni di specialistica ambulatoriale, visite di\ncontrollo e interventi. L’obiettivo deve essere ridurre entro un anno il periodo di attesa per tali prestazioni fino\nad un massimo di 60 giorni per quelle programmate e di 30 per tutte le altre. In parallelo occorre implementare\nmisure di contrasto alla mancata aderenza ai piani terapeutici e verifica della appropriatezza delle prescrizioni\nattraverso un sistema di alert in collegamento con le farmacie e i medici di medicina generale, raccolta ed\nelaborazione statistica centralizzata dei dati relativi ai monitoraggi dei tempi di attesa da incrociare con quelli\ndei Fascicoli Sanitari Elettronici per intervenire a livello locale in caso di anomalie riscontrate.\n7. Piano strategico nazionale per le filiere dell’innovazione\nNonostante l’Italia sia attualmente il primo produttore europeo di farmaci, il sistema presenta elementi di\nvulnerabilità legata alla dipendenza dagli approvvigionamenti da paesi extra UE di materie prime ed intermedie\ne dalla sempre più forte competitività degli Stati Uniti e della Cina nel campo delle biotecnologie. Per questo\nè necessario un piano strategico nazionale per il sostegno alla filiera delle Scienze della Vita e dei dispositivi\nmedici. In aggiunta al miliardo già stanziato, ma che da oltre un anno è bloccato -e che deve subito essere\nimpiegato- occorre investire altri due miliardi di euro. In parallelo è fondamentale una drastica semplificazione\ndegli adempimenti per l’apertura di nuovi impianti produttivi e la rimozione degli ostacoli di carattere\nburocratico che rendono l’Italia poco attrattiva per le ricerche cliniche.\nInfine, è opportuna l’istituzione di un fondo vincolato all’acquisto da parte dei centri accreditati di terapie\navanzate e l’individuazione di modelli di accesso e di rimborso delle stesse che siano innovativi, così da\nvalorizzare la componente di investimento di tali trattamenti.\n8. Malattie rare, tumori rari e malattie croniche invalidanti\nÈ urgente l’adozione di tutti i decreti attuativi del Testo Unico delle Malattie Rare, nonché del Secondo Piano\nMalattie Rare con l’incremento del relativo fondo. Inoltre, è necessario inserire nei LEA nuove malattie\ninvalidanti (quali vulvodinia, fibromialgia, ecc.) e istituire un fondo per la sperimentazione triennale in ogni\nRegione di un nuovo sistema di LEA per pazienti con malattie rare o croniche invalidanti basato sui piani\nterapeutici personalizzati e non sul rigido meccanismo dell’elenco delle prestazioni riconosciute. Infine, è\nfondamentale la costituzione di un fondo strutturale vincolato esclusivamente allo Screening Neonatale Esteso\n(sul modello di quello per la fibrosi cistica) da ripartire tra le Regioni per l’ampliamento alla diagnosi delle\nulteriori malattie incluse nel panel, e l’incremento del fondo dedicato al test di Next-Generation Sequencing\n9. Finanziamento stabile e adeguato a medio termine\nIl SSN deve essere adeguatamente finanziato, in misura comunque non inferiore alla media del finanziamento\ndei Sistemi Sanitari dell’Unione Europea, in termini di entità complessiva. Inoltre, è opportuno destinare una",
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          "text": "quota non inferiore al 3% del Fondo Sanitario Nazionale alla Ricerca, riaffermando il principio che l’attività\ndi ricerca sia parte integrante e fondamentale del SSN, motore virtuoso di sviluppo del Paese.",
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          "text": "SCUOLA, UNIVERSITA E RICERCA\nSCUOLA\nIn Italia abbiamo tra i tassi più alti d’Europa di dispersione scolastica e NEET (giovani che non studiano e non\nlavorano) oltre che performance in lettura e in matematica decisamente peggiori rispetto agli standard\ninternazionali, in particolare al Sud. I problemi della scuola sono i problemi del Paese: i numeri drammatici\ndella dispersione implicita e della disoccupazione giovanile segnano la nostra distanza dagli altri contesti\neuropei e ci dettano l’agenda dei lavori e delle urgenze. Dobbiamo recuperare efficacia e offrire ai giovani\nconcrete prospettive di crescita culturale e professionale. Ci sono tutti gli strumenti per dare a ogni intelligenza\ne talento la propria strada.\n1. A scuola fino a 18 anni e tempo pieno per tutti\nProponiamo un riordino complessivo dei cicli scolastici ed in particolare:\n▪ portare l’obbligo scolastico da 16 a 18 anni, al termine del percorso di scuola superiore. Rivedere i cicli\nscolastici a parità di tempo scuola frequentato: da 13 a 12 anni, con termine delle superiori a 18 anni e\nanticipo dell’ingresso dei giovani all’università e nel mondo del lavoro, allineandoci agli standard europei.\n▪ estendere il tempo pieno a tutte le scuole primarie per dare più spazio all’apprendimento venendo incontro\nalle esigenze delle famiglie e introdurre il diritto alla mensa per tutti con sussidio ai nuclei meno abbienti.\n2. Sistema nazionale di valutazione\nVa ripreso il percorso interrotto dai governi Conte, perché non può esserci autonomia senza valutazione. E\nsolo un sistema nazionale di valutazione efficace può consentire di individuare le aree su cui è necessario\nmigliorare.\n3. Valorizzazione delle professionalità e creazione della carriera di un docente\nSi deve procedere a firmare il contratto scaduto da troppi anni in modo da garantire un aumento significativo\ndei salari di tutto il corpo docente. E in parallelo bisogna introdurre forme di carriera per il personale della\nscuola in modo da riconoscere anche formalmente le diverse professionalità che affiancano il Dirigente\nScolastico nel funzionamento organizzativo e didattico, nonché le figure che costituiscono un vero e proprio\nmiddle management. Senza questo passaggio l’autonomia scolastica non potrà dirsi compiuta. Sia per i docenti\nche per il personale ATA si deve abbattere la percentuale di personale precario, riconducendola a livelli\nfisiologici.\n4. Superare le disparità e le situazioni di svantaggio territoriale\nLe rilevazioni sulle competenze degli studenti mostrano profonde disparità territoriali, con contesti molto\ncritici a causa di condizioni di sociali, economiche e culturali particolarmente svantaggiate. Per rimuovere\nqueste situazioni occorre:\n▪ costruire una mappa delle aree di crisi sulla base dei tassi di abbandono scolastico, dei risultati dei test\nInvalsi e dei dati sull’occupazione a livello comunale (municipale per le città metropolitane);\n▪ riconoscere un incentivo economico a docenti appositamente formati che rimangano per almeno un ciclo\ndi istruzione in una scuola ad alta concentrazione di studenti a rischio abbandono e con tassi di dispersione\nimplicita ed esplicita superiori alla media nazionale;\n▪ ridurre il numero massimo di alunni per classe, per aumentare il tempo che ciascun docente riesce a dedicare\na ogni studente e istituire un tutoring individualizzato per gli studenti con maggiori difficoltà.\n5. Potenziare l’educazione civica\nÈ necessario rafforzare le competenze di cittadinanza e la conoscenza del funzionamento delle Istituzioni della\nRepubblica e dell’UE attraverso una presenza sistematica dell’educazione civica in tutti i programmi scolastici.",
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          "text": "6. Un nuovo modello per la formazione professionale\nGli studenti degli istituti professionali sono sotto la media europea specie in lettura e in matematica. Gli\nstudenti degli Istituti Tecnici Superiori (percorsi post-diploma, alternativi a quelli universitari) hanno invece\ndelle performance molto elevate: l’80% di essi trova lavoro entro un anno dal termine. Proponiamo perciò di:\n▪ ridisegnare la formazione professionale secondaria su modello degli ITS garantendo che gli studenti\nacquisiscano le competenze effettivamente richieste dal mercato del lavoro;\n▪ distinguere due categorie di docenti: a coloro che provengono dai canali ordinari di reclutamento, si\naffiancano professionisti/docenti che posseggono competenze tecnico-operative e rappresentano il\ncollegamento concreto con il mondo del lavoro;\n▪ rafforzare nel primo biennio le materie di carattere generale e trasversale, con l’obiettivo di garantire la\nnecessaria flessibilità nella formazione degli studenti.\n7. Aumentare il sostegno agi studenti con bisogni educativi speciali\nPiù fondi alle scuole per stipulare convenzioni stabili con figure esperte per supportare i ragazzi in difficoltà.\nAumentare le risorse per la formazione degli insegnati, rendendola obbligatoria. Incentivare la formazione\ndegli insegnati sulle strategie per gestire gli alunni che manifestano bisogni educativi e stili cognitivi diversi.\n8. Riqualificare in dieci anni tutti gli edifici scolastici\nRipensare l’edilizia scolastica, con spazi destinati non solo a “fare lezione”, ma come luoghi di acquisizione\nattiva di competenze, spazi per lo studio autonomo, per la socialità e per la convivialità; luoghi per il lavoro\nindividuale e per il confronto tra i docenti; occasione di incontro, di confronto e di partecipazione.\n9. Libertà di scelta educativa\nSolo attraverso la libertà di scelta educativa si potranno liberare tutte le energie presenti nelle nostre scuole,\nstatali e paritarie. Libertà che passa sia dalla compiuta attuazione della parità scolastica, sia da una rivoluzione\ncopernicana nel modo di governare le politiche scolastiche: passare dal concetto di autonomia scolastica a\nquello di scuole realmente autonome. All’interno del sistema pubblico, spetta alla famiglia scegliere la scuola\nmigliore o i percorsi di formazione per i propri ragazzi; e spetta allo Stato l’imposizione di standard di qualità\nche definiscano un’offerta qualitativamente uniforme e quantitativamente omogenea su tutto il territorio\nnazionale, a cominciare dai servizi educativi per l’infanzia. La libertà di scelta educativa va raggiunta\nmigliorando gli strumenti a disposizione e studiandone altri (buono scuola, rimborsi fiscali, costo standard…)\ncon l’intento di consentire a tutti di poter scegliere l’educazione per i propri figli senza ostacoli economici\ninsormontabili. A questo percorso deve sempre corrispondere un sistema di controlli e verifiche ministeriali\nsul rispetto dei criteri e delle regole nazionali.\nUNIVERSITÀ E RICERCA\nIn Italia solo il 29% dei giovani tra i 25 e i 34 anni si è laureato, in UE solamente la Romania fa peggio di noi\n(27%). I dati sullo stato dei finanziamenti alla ricerca non sono diversi: con l’1,5% di investimenti sul PIL,\nl’Italia è ben al di sotto dei valori che si registrano in Francia e Germania, rispettivamente al 2,3% e 3,13%.\nAbbiamo un sistema della formazione universitaria e della ricerca che può contare su un capitale umano\n(ricercatori, studenti, personale tecnico - amministrativo) di qualità: un grande potenziale sul quale investire per\ndare forza e centralità a un’università accessibile, inclusiva e internazionale e a un sistema della ricerca di base\ne a pplicata, di qualità e d’impatto.\n1. Supportare gli studenti fuori sede\nPer supportare l’autonomia abitativa, proponiamo di garantire un sostegno alla residenzialità per tutti gli\nstudenti fuori - sede iscritti a università o ITS per un massimo di 4 anni. In questo modo incentiveremo la\nmobilità sociale e daremo un accesso alla formazione terziaria più equo. Questa sarà la prima misura di un\npacchetto per il riconoscimento del concetto di “cittadinanza Universitaria” che includerà l’introduzione di\nstrumenti e risorse per assicurare servizi sanitari, abitativi, amministrativi e d i mobilità.",
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          "text": "2. Aumentare l'attrattività a livello internazionale\nGli studenti stranieri nelle università italiane rappresentano solo il 4,5% del totale. È possibile aumentare\nl’attrattività dei nostri atenei con misure mirate: incremento dei corsi di laurea in lingua straniera,\ninternazionalizzazione dei curricula, incentivazione dei docenti stranieri tramite chiamata diretta,\naggiornamento dei servizi agli standard europei per semplificare l’accesso a tutti gli studenti, corsi di italiano\nper studenti stranieri per incentivarli a rimanere in Italia dopo la laurea. Prevediamo così l’allargamento della\nplatea universitaria, l’incremento dei nostri ranking e la sinergia tra studenti locali e stranieri.\n3. Avviare un programma di reclutamento dei docenti\nRiteniamo necessario avviare un programma di reclutamento per nuovi docenti e ricercatori al fine di allineare\nil rapporto docenti studenti agli standard europei. In Italia, infatti, il numero di studenti per ogni docente è di\n20,3 mentre in Francia è di 16,8, nel Regno Unito di 15,4 e in Germania e Spagna è di 12. Il programma sarà\nanche l’occasione per correggere alcune criticità dell’attuale composizione del personale docente,\ncaratterizzato un'età media elevata (di oltre 52 anni) e una quota di docenti internazionali del tutto residuale.\nIl nuovo sistema di reclutamento andrà semplificato e adeguato, promuovendo politiche di genere, accelerando\nl’ingresso in ruolo dei giovani docenti e dei ricercatori e favorendo l’ingresso e il rientro dei migliori ricercatori\nsul piano internazionale.\n4. Creare una rete organica per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico\nIl divario di investimenti in ricerca tra l’Italia e i nostri vicini europei causa una perdita di competitività e di\nproduttività per il nostro Paese. Proponiamo (in linea con il Piano Amaldi) di aumentare gli investimenti in\nricerca di base e applicata fino al raggiungimento di un ulteriore punto percentuale di spesa del PIL dedicata\nalla ricerca per allinearci alle percentuali europee. Alcuni progetti, già previsti dal PNRR contribuiranno\nall’incremento della spesa in ricerca. Tra questi citiamo i finanziamenti a progetti e ricerca di singoli ricercatori\nsul modello European Research Council, finanziamenti a strutture di ricerca mediante bandi di programma di\nricerca e promozione dei dottorati di ricerca e dei dottorati industriali, ancora poco conosciuti.\n5. Trasformare gli atenei in fondazioni di diritto privato a capitale interamente pubblico\nLe università sono realtà di mercato: competono a livello mondiale per i migliori studenti, i migliori docenti, i\nfondi di ricerca e per i risultati della propria attività di ricerca. Ma in Italia il contesto giuridico all’interno del\nquale si muovono gli atenei è quello del diritto amministrativo, che per sua natura regola le realtà non-dimercato. Pertanto, al fine di consentire all’università italiana di competere con tutte le sue energie e potenzialità\nnel mercato globale, proponiamo di trasformare gli atenei in fondazioni di diritto privato (a capitale totalmente\ne orgogliosamente pubblico).",
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          "text": "DIRITTI E PARI OPPORTUNITÀ\nDIRITTI\nLa garanzia e l’espansione dei diritti civili e dello stato di diritto in una società aperta è lo spartiacque tra il\nmondo libero e democratico e il mondo chiuso e illiberale, e definisce meglio di ogni altra cosa l’identità\ncomune europea.\n1. Tutelare i diritti civili e combattere le discriminazioni\nÈ necessario approvare quanto prima una legge contro l’omotransfobia, istituire l’Autorità Nazionale\nIndipendente per la Tutela dei Diritti Umani, e adottare iniziative di prevenzione e contrasto di ogni linguaggio\nd’odio.\n2. Assicurare il rispetto dei diritti e doveri da parte del genitore non collocatario nel caso di coppie\nseparate\nNel 2019 risultano divorziati (non risposati) 681.000 uomini e 990.000 donne. La legislazione vigente\nconfigura un sistema che introduce per le famiglie divorziate una mono genitorialità di fatto, con l’invenzione\ndella figura del genitore “collocatario”, il quale gestisce i figli in pressoché completa solitudine e dall’altra\nparte il genitore “non collocatario”. Vogliamo garantire il paritetico coinvolgimento dei genitori, a prescindere\ndalla loro convivenza e dal loro rapporto, nelle cure domestiche e nell’allevamento dei figli, nel rispetto del\nprincipio di parità e pari opportunità. Per raggiungere ciò la prima misura da implementare è assicurare il\ndiritto di affidamento e domicilio presso entrambi i genitori del minore (salvo indicazioni particolari dei giudici\ne con particolare riguardo ai casi di violenza domestica e maltrattamenti).\n3. Tutelare le persone con disabilità con una normativa omogenea in tutte le regioni\nPer realizzare l’inclusione sociale è necessario implementare misure relative al ‘budget di salute’ delle persone\ncon disabilità. Questo termine indica l’insieme delle risorse e i servizi necessari a restituire alla persona con\ndisabilità un ruolo sociale attivo, da realizzare attraverso un progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato.\nÈ necessario:\n▪ favorire interventi per l’abitare civile, perseguendo l’obiettivo di contrasto a forme di segregazione\nesistenti e garantendo il diritto alla realizzazione del proprio progetto personalizzato di vita;\n▪ eliminare tutte le barriere che è possibile rimuovere (fisiche, logistiche e culturali);\n▪ favorire programmi di vita indipendente; riconoscere la figura del “caregiver”, istituendo il Fondo per il\nsostegno del ruolo di cura e di assistenza;\n▪ un piano shock per la piena accessibilità di edifici e servizi pubblici;\n▪ un “incentivo accessibilità” destinato ai negozianti e gestori di pubblici esercizi che, pur in assenza di\nopere di dimensione tale da imporre per legge l’abbattimento delle barriere architettoniche, adottino\ninterventi per consentire l’accesso agli spazi da parte delle persone con disabilità (ad esempio eliminazione\ndel gradino di ingresso, installazione di banconi ribassati, realizzazione di servizi accessibili);\n▪ l’adozione di un’“assegno per la vita indipendente e la non istituzionalizzazione”, svincolato dal FNA, che\nvada ad aggiungersi all’indennità di accompagnamento e che sia destinato specificamente a favorire\nl’autonomia, anche abitativa, delle persone con disabilità non autosufficienti di età più giovane,\nprevenendo l’istituzionalizzazione e favorendo la deistituzionalizzazione. I requisiti di accesso alla misura\nsaranno accertati da INPS ma il loro impiego sarà determinato con il supporto dei servizi sociali locali,\nsulla base della volontà della persona interessata e prevedendo sistemi di monitoraggio e rendicontazione;\n▪ rendere sistemici gli istituti sperimentati durante il Covid-19 a tutela dei lavoratori fragili: in particolare,\nnel caso di persone con disabilità o in condizioni di fragilità, il diritto al lavoro agile (c.d. smart working)\nda eccezione deve divenire strumento strutturale;",
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          "text": "▪ adottare i decreti attuativi del Jobs Act, con particolare riferimento alla figura del disability manager e, più\nin generale, incentivare, nell’ambito delle politiche attive per il lavoro, l’assunzione di persone\nspecificamente formate al collocamento di persone con disabilità;\n▪ intervenire sui meccanismi fiscali che oggi creano un conflitto per le famiglie che, a fronte di retribuzioni\nminime per il figlio con disabilità derivanti da stage o percorsi di apprendistato, rischiano di perdere il\nfondamentale beneficio del mantenimento del figlio a carico.\n4. Consentire il voto per studenti e lavoratori fuori sede\nAttualmente le persone con domicilio in una città diversa da quella di residenza (solo gli studenti fuori sede\nsono circa 500 mila) non possono votare nella città in cui vivono. Questo limita fortemente la loro capacità di\nesercitare il proprio diritto di voto in quanto non è sempre possibile tornare nella città di residenza per votare\ne comunque potrebbe avere un costo che non tutte le famiglie possono sostenere. Per questo proponiamo che\nvenga consentito l’esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini domiciliati, per motivi di studio\nuniversitario o di lavoro, fuori della regione di residenza.\nPARI OPPORTUNITA\nDall’analisi comparativa con il resto dell’Europa, l’Italia risulta oggi al 14° posto in Europa per parità di\ngenere, con un punteggio del Gender Equality Index inferiore alla media europea e ben lontano dai primi tre\nPaesi della classifica (Svezia, Danimarca e Francia), nonostante abbia compiuto il progresso più importante\ntra tutti i paesi dell’Unione Europea negli ultimi anni, con un incremento di oltre 10 punti in 7 anni . In\nparticolare, in termini di partecipazione femminile al mercato del lavoro, qualità e segregazione dell’attività\nlavorativa in differenti settori, l’Italia si posiziona al 28° (e ultimo) posto in Europa. Nonostante gli ultimi dati\nIstat abbiano certificato il più alto tasso di occupazione femminile di sempre, questa risulta essere\nsignificativamente inferiore a quella maschile, in particolar modo per le donne madri. Una donna su cinque,\ninfatti, lascia il lavoro entro due anni dalla maternità.\nPer intervenire sulle disparità effettive nel trattamento tra i generi abbiamo bisogno di riformare in modo\nstrutturale il sistema di welfare e di investimenti, di permettere alle donne di perseguire gli stessi obiettivi degli\nuomini in una dinamica di equa competizione ed uguali responsabilità e riconoscimento. È in questo contesto\nche, in pieno accordo con le linee guida europee, il Governo Draghi ha dotato per la prima volta il paese di\nuna Strategia Nazionale per la parità di genere, che è anche strategia di riferimento per l’attuazione del PNRR.\nLa Strategia prevede di raggiungere, entro il 2026, un incremento del 5% nella classifica dell’Indice\nsull’uguaglianza di genere. Seguendo l’impianto della Strategia, le nostre proposte, insieme a quelle relative a\nfamiglie e giovani (inclusi gli asili nido), mirano a promuovere la partecipazione delle donne nel mondo del\nlavoro e ad aumentare concretamente la parità di genere.\n1. Promuovere un Bilancio di Genere per combattere il divario salariale di genere\nGli esempi internazionali ci insegnano che la trasparenza è lo strumento più efficiente per contrastare il divario\nsalariale di genere. Proponiamo di aggiungere, all’interno delle Dichiarazioni Non Finanziarie che molte\nsocietà devono già pubblicare, una sezione sulle retribuzioni, gli organici e le promozioni suddivise per genere.\nIn particolare, dovranno essere pubblicate (anche dalle pubbliche amministrazioni): il numero di donne in\nazienda, il numero di donne assunte per livello e la ripartizione dell’organico; le retribuzioni medie di uomini\ne donne, e la loro differenza, su base annua e ripartita per ruolo; le promozioni assegnate a lavoratrici donne\nin rapporto a quelle degli uomini; l’accesso a strumenti di flessibilità lavorativa.\n2. Sostenere l’imprenditoria femminile, soprattutto in ambito innovativo\nIl PNRR ha destinato oltre 400 milioni di euro alle imprese femminili, rimodulando gli attuali sistemi di\nsostegno all'imprenditoria femminile per aumentare la loro efficacia, agevolando la realizzazione di progetti\nimprenditoriali, supportando le startup femminili attraverso attività di mentoring e assistenza tecnicomanageriale.",
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          "text": "Noi intendiamo proseguire rendendo strutturale e potenziando il Fondo per l’Imprenditoria Femminile;\npotenziando il credito agevolato; con incentivi fiscali per PMI che creano reti di servizi condivisi; dando\nsupporto alle imprenditrici mamme (introduzione di tutele, durante e per i primi mesi dopo la gravidanza o\nadozione, per le lavoratrici con unica fonte di reddito da lavoro indipendente).\n3. Attuazione del Family Act per investire sul lavoro femminile e il sostegno alla natalità\nVogliamo introdurre una serie di misure che riducano i costi per favorire il rientro a lavoro dopo la maternità\ne ridurre i costi sostenuti dalle imprese:\n▪ incentivo post-maternità per le lavoratrici che rientrano al lavoro o iniziano un nuovo impiego dopo aver\nusufruito del congedo di maternità, entro il compimento del primo anno di età del bambino. Il sostegno al\nreddito erogato sarà pari al 30% della retribuzione mensile al primo figlio, con tetto a 5.000 euro, al 35%\nal secondo figlio, con tetto a 6.500 euro e al 40% dal terzo figlio, con tetto a 8.000 euro e durerà fino a 30\nmesi.\n▪ sostegno alle imprese per le spese di sostituzione di maternità;\n▪ incentivi per le spese finalizzate alla formazione delle donne nel periodo della maternità e per il rientro al\nlavoro dopo la maternità;\n▪ incentivi per le spese finalizzate alla riqualificazione professionale (reskilling) delle donne;\n▪ ampliamento della tipologia e della quota di servizi erogabili tramite welfare aziendale;\n▪ riformare i congedi parentali e aumentare il congedo di paternità: occorre una riforma dei congedi per\nminimizzare l'impatto della maternità sul progresso della carriera delle donne e per aiutare una più equa\ndistribuzione delle responsabilità nel nucleo familiare. Proponiamo, quindi:\no l’aumento della durata del congedo obbligatorio di paternità da 10 giorni a 1 mese;\no l’aumento dell’indennità dei congedi obbligatori al 100%;\no modalità flessibili della gestione dei congedi parentali e forme di premialità nel caso in cui tali congedi\nsiano distribuiti equamente fra entrambi i genitori: concedere al padre altri 4 mesi di congedo di\npaternità facoltativo retribuito al 60% per consentire un migliore bilanciamento dei carichi di lavoro\ndomestico e modificare l’attuale congedo parentale di 10 mesi retribuito al 30%. In particolare, questo\ncongedo deve essere composto da 3 parti: 2 mesi per la madre, 2 mesi per il padre e ulteriori 2 mesi\nottenibili solo se sia la madre sia il padre abbiano esaurito interamente i loro periodi di congedo\nfacoltativo. Considerando che il congedo facoltativo durerebbe 6 mesi invece di 10, a parità di costo\nper il sistema, si potrebbe aumentare la retribuzione dei genitori al 50% durante il congedo.\nPromuovere il diritto al lavoro da remoto per i neogenitori: sempre più paesi stanno adottando misure di\nmaggiore flessibilità per permettere ai genitori di conciliare vita lavorativa e vita familiare. Proponiamo di\nestendere anche all’Italia questa iniziativa dando la possibilità ai genitori di bambini con età inferiore ai 2 anni\ndi aumentare i giorni di lavoro da remoto.\n4. Contrasto alla violenza sulle donne\nUna delle ragioni che impedisce alle donne di denunciare è la paura di ritrovarsi senza una casa e senza un\nreddito. Oltre a un percorso di allontanamento dalla violenza è fondamentale offrire strumenti per\nl’empowerment delle donne e il contrasto alla violenza economica:\n▪ aumento del numero dei centri antiviolenza (CAV). L’obiettivo è raggiungere i target europei, che\nprevedono 1 CAV ogni 10mila abitanti per ogni regione (dovremmo passare da 300 a 6.000 CAV);\n▪ aumento dell’indipendenza delle donne ospitate nelle case rifugio tramite il rafforzamento del Reddito di\nLibertà;\n▪ sessioni di orientamento lavorativo e assistenza alla candidatura all’interno dei CAV;\n▪ percorsi di supporto psicologico, all’interno dei CAV, per i figli minori delle donne vittime di violenza\nche sono spesso sottoposti a cambiamenti drastici e improvvisi (es: cambio di abitazione e scuola);",
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          "text": "▪ approvazione del pacchetto anti-violenza messo a punto dalle ministre del governo Draghi e fondato su:\nfermo immediato dell’indiziato per minacce, lesioni e stalking; la possibilità di una vigilanza dinamica\ndella vittima con un uso rafforzato del braccialetto elettronico; la procedibilità d’ufficio e quindi senza\ndenuncia, ma anche un sostegno economico già in fase d’indagine per chi decide di sporgere querela.\nFAMIGLIE E NATALITÀ\nLe previsioni sul futuro demografico in Italia restituiscono un quadro di crisi. Il tasso di fecondità italiano è\ntra i più bassi d’Europa. L’invecchiamento della popolazione residente provocherà, tra le altre cose, un\naumento della spesa pensionistica e una drastica riduzione della spesa sanitaria pro-capite. È necessario quindi\nper limitare gli effetti negativi, sostenere la natalità e modificare la gestione dei flussi migratori (cfr. proposte\nsull’immigrazione).\nGrazie al Governo Draghi è stato approvato il Family Act, una riforma strutturale, integrata, sistemica delle\npolitiche familiari, che è anche riforma di accompagnamento del Pnrr. In questa cornice, il Pnrr finanzia un\ningente piano di potenziamento dell’offerta di posti negli asili nido e scuole d’infanzia: 4,6 miliardi di euro\ndestinati alla creazione di nuove infrastrutture, ma anche a sostegno del funzionamento delle stesse, grazie\nanche alla definizione dei Livelli Essenziali di Prestazione per i servizi per la prima infanzia (Legge di Bilancio\n2022).\nIl Family Act ha introdotto l’Assegno Unico Universale che prevede un investimento di 20 miliardi di euro\nogni anno per le famiglie con i figli, di cui quasi 7 miliardi aggiuntivi rispetto al precedente caotico sistema di\nmolteplici incentivi e aiuti, che impediva di capire il vero effetto sulla natalità e non era universale.\nE’ necessario ora dare attuazione a tutto il Family Act, che prevede misure di sostegno all’educazione dei figli;\nla riforma dei congedi parentali, di paternità e di maternità; l’introduzione di incentivi per il lavoro femminile,\nla condivisione della cura e l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro e di sostegni alla spesa delle famiglie\nper la formazione dei figli e il conseguimento dell’autonomia finanziaria dei giovani.\nIn particolare, proponiamo:\n▪ potenziamento dell’Assegno Unico e Universale con aumento della maggiorazione in caso di secondo\npercettore di reddito e revisione dell’ISEE (necessario aumentare il peso: di figli o persone con disabilità a\ncarico delle famiglie);\n▪ attuazione delle delega relativa al sostegno all’educazione dei figli: assegno di rimborso delle spese\neducative (rette relative alla frequenza dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole, anche paritarie; di\nattività sportive e culturali, dei centri estivi e di altre attività di educazione non formale); assegno di\nrimborso per le spese sostenute per i figli con disabilità, con patologie fisiche o psichiche invalidanti,\ncompresi i disturbi del comportamento alimentare, disturbi specifici dell’apprendimento o bisogni educativi\nspeciali;\n▪ attuazione del piano asili nido, parte del PNRR;\n▪ potenziamento del Bonus Asilo Nido: proponiamo di rendere il nido gratuito per i nuclei con ISEE inferiore\na 25.000 euro, garantendo un sussidio decrescente alle famiglie con ISEE tra i 25.000 e 40.000 euro.\n▪ assegno di rimborso per i costi sostenuti per servizi di cura di figli piccoli (baby-sitter), genitori anziani\n(badanti) o disabili (educatori).\n▪ rendere strutturale il contributo agli enti locali per la realizzazione dei centri estivi, con il coinvolgimento\ndel Terzo settore;\n▪ rendere strutturale il fondo per i progetti del terzo settore di educazione non formale.",
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          "text": "GIOVANI\n1. Incentivare l’imprenditorialità giovanile\nL’imprenditoria giovanile, misurata in termini di imprese fondate da under35, in Italia è calata del 10% tra il\n2017 ed il 2021. Un dato drammatico dovuto spesso alla difficoltà di accesso al capitale e alla complessità\ndella burocrazia. È necessario presentare uno specifico progetto per l'imprenditorialità giovanile: forme di\naccompagnamento all'imprenditorialità, mediante servizi di incubazione, consulenza, mentoring e coaching\nper i giovani, e acceleratori per integrare l’offerta finanziaria con nuovi strumenti a sostegno dell’innovazione\norganizzativa e dello sviluppo del capitale umano. Per finanziare questo progetto proponiamo di usare parte\ndei 200mio di euro di fondi del PNRR dedicati al rilancio dei Centri per l’Impiego (CPI) non ancora allocati\ncosì da introdurre nei CPI un servizio di “assistenza all’autoimpiego e all’imprenditoria giovanile” per giovani\nunder 35 che desiderano avviare un’impresa. Infatti, in molte zone specie quelle rurali i CPI costituiscono forse\nl’unica struttura che possa fungere da supporto all’imprenditorialità giovanile. I CPI dovranno così assistere\nle start-up con fornendo consulenza legale e normativa, sostegno per le richieste di fondi pubblici e la\npartecipazione a gare, ricerca di personale.\n2. Rafforzare i servizi di orientamento per addolcire la transizione tra formazione e lavoro\nAl fine di facilitare la transizione scuola/università-lavoro è necessario rafforzare i servizi di orientamento e\nl’attivazione di reti orizzontali e verticali tra istituzioni scolastiche e universitarie e imprese. Questi servizi\nsaranno finalizzati ad accompagnare l'uscita dalla scuola verso il primo impiego, anche con l’obiettivo di\nindividuare il fabbisogno dei diversi ambiti professionali e informare i giovani sulle prospettive di occupazione\nreale dei vari percorsi di studio.\n3. Riformare “Garanzia Giovani”\nProponiamo di rivalutare e modificare il programma ‘Garanzia Giovani’ per renderlo più efficace e prevedendo\nl’anticipo di parte delle erogazioni per evitare problemi di liquidità ai giovani di famiglie più svantaggiate.\n4. Regolare i tirocini curriculari\nContrastare il fenomeno dell’uso improprio dei tirocini extra-curriculari regolando i tirocini curriculari per\nassicurare che siano esperienze realmente formative e non soltanto atti dovuti all’interno del percorso di\nistruzione. Valuteremo l’opportunità di introdurre agevolazioni per le imprese che attribuiscono un rimborso\nspese o un’indennità ai tirocinanti o che trasformano il tirocinio in contratto di lavoro.\n5. Semplificare l’accesso alle professioni\nEstendere l’istituto delle lauree abilitanti e professionalizzanti, e introdurre misure affinché siano attribuiti\nrimborsi spese e indennità minime per praticantati e tirocini, al fine di scongiurare forme di sfruttamento.\n6. Consolidare le competenze con piani di studi universitari\nPer sostenere l’alfabetizzazione economica delle future generazioni, proponiamo di promuovere un piano\nstrutturato per promuovere lo studio a livello universitario delle materie scientifiche (STEM), specie tra le\ngiovani donne, del multilinguismo e impartire nozioni base a tutti gli studenti del ciclo superiore e universitario\nnelle discipline economico-finanziarie.\n7. Investire in competenze digitali dei giovani\nLe competenze digitali sono un elemento fondamentale per assicurare l’integrazione proattiva tra formazione\ne occupazione giovanile. Per permettere a tutti i giovani di avere una solida formazione digitale, sono necessari\ninvestimenti adeguati per promuovere un progetto strategico nazionale alla formazione e allo sviluppo delle\ncompetenze digitali dei giovani, sia in ambito scolastico, a partire dalla scuola primaria, sia in ambito\nlavorativo.",
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          "text": "WELFARE E TERZO SETTORE\nANZIANI\nNel mondo l’Italia è seconda soltanto al Giappone in quanto a longevità. Gli over 65 sono circa 14 milioni e\ncostituiscono il 23% della popolazione. L’invecchiamento attivo deve essere sostenuto attraverso politiche\npubbliche che riconoscano ad ognuno il diritto e la responsabilità di avere un ruolo attivo e partecipe alla vita\ndella comunità in ogni fase della vita, compresa quella anziana (partecipazione delle persone anziane nelle\npolitiche e nei processi decisionali, nella vita sociale e culturale; cura integrata che metta al centro la persona,\nche assicuri loro indipendenza, autonomia, e dignità nella cura, e che sia incentrata sulla prevenzione e su\ninterventi precoci). Dobbiamo passare da una visione delle persone anziane come esclusivamente bisognose\ndi assistenza ad una che consideri le persone anziane una ricchezza attiva, capaci quindi di rappresentare una\nrisorsa per la società.\n1. Istituire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il “Dipartimento per la Terza Età”\nIn Italia non esiste un settore specifico dedicato alla terza età avulso dal contesto generico ed omnicomprensivo\ndelle Politiche Sociali. Affinché il valore della stagione della vita anziana diventi una stagione di vita attiva a\ncui restituire sostegno e dignità sosteniamo una “Politica Senile” paritetica con la “Politica Giovanile”.\n2. Istituire la figura di “Garante dei Diritti della Terza Età”\nIstituire un Garante nazionale dell'anziano che dovrà essere scelto tra persone con comprovate competenze in\nordine ai problemi dell'età avanzata, nel settore geriatrico, nel settore psicologico o nel settore delle scienze\numane. Il Garante dovrà essere il punto di riferimento per le segnalazioni, presentate dagli anziani o dalle\nassociazioni che li rappresentano, relative alla violazione della legislazione vigente e per assumere ogni\niniziativa a tutela del diritto alla salute e al miglioramento della qualità della vita delle persone anziane, grazie\nanche al controllo diretto delle RSA.\nLe regioni dovranno istituire gli uffici del Garante regionale degli anziani e le spese di funzionamento del\nGarante e dell'Ufficio del medesimo Garante saranno poste a carico del bilancio dello Stato.\n3. Definire Linee Guida Nazionali per i Centri Sociali per Anziani\nL’organizzazione dei centri anziani varia molto da regione a regione in quanto non esistono delle Linee Guida\nNazionale. Inoltre, non esiste un monitoraggio delle attività effettivamente svolte. È necessario definire linee\nguida nazionali per fornire indicazioni sul funzionamento e la gestione dei centri anziani oltre che per garantire\ndegli standard di prestazione minima.\n4. Garantire la prevenzione psicologica e sanitaria nei centri anziani\nI servizi pubblici avranno il ruolo di offrire prevenzione psicologica e sanitaria alle persone di terza età\nmediante visite/screening periodiche fatte presso i centri per anziani da personale specializzato,\ndecongestionando in tal maniera Pronti Soccorso e Reparti di Geriatria.\n5. Promuovere lo scambio intergenerazionale nei centri anziani\nI centri sociali per anziani avranno un budget dedicato alla creazione di collaborazioni con scuole e centri di\nattività per i giovani. Per esempio, nei centri sociali per anziani che dispongono di luoghi all’aperto si potranno\npredisporre attività sportive per i bambini.\n6. Azzerare la burocrazia per gli anziani e ridurre il digital divide\nCome spiegato nel nostro programma per la Pubblica Amministrazione è necessario ridurre al minimo\nl’impatto della burocrazia sulla vita quotidiana degli anziani. Servono servizi a prossimità per permettere agli\nanziani di avere un’interfaccia unica per tutti i servizi. Inoltre, per garantire il più ampio accesso ai servizi\npubblici in forma digitale, è indispensabile accelerare i progetti di contrasto al digital divide (es: corsi di\nsupporto alla digitalizzazione presso i centri per anziani o nei centri di aggregazione multifunzionali sul\nterritorio).",
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          "text": "TERZO SETTORE\nIn Italia per il non profit si stima un valore della produzione pari a 80 miliardi di euro, circa il 4,5% del PIL.\nNel 2019 si contavano poco più di 360.000 enti, in aumento del 25% rispetto a 10 anni fa. Gli addetti totali\nsono 860.000, ai quali si aggiungono 5 milioni e mezzo di volontari. Si stima, quindi, un coinvolgimento di\nquasi il 10% dell’intera popolazione nazionale. Gli enti del terzo settore (“ETS”) sono prevalentemente\nassociazioni (85% del totale), ma le cooperative sociali sono le realtà più grandi in termini di occupazione:\nsebbene rappresentino solamente il 4,3% degli enti, offrono lavoro al 53% dei dipendenti totali. Il cosiddetto\nnon profit rappresenta quindi a tutti gli effetti un settore produttivo strategico su cui investire e un unicum nel\npanorama europeo per la sua capillarità, innovazione, flessibilità e pluralità di intervento in diversi ambiti di\nattività di interesse generale.\nL’assenza di scopo di lucro non significa assenza di produttività. Al contrario, la generazione di valore sociale\ne occupazionale si declina in una ottica sussidiaria in molti ambiti di interesse generale dove la cura e la presa\nin carico si manifestano in attività di assistenza sociosanitaria, educazione e formazione, inserimento\nlavorativo, cultura, sport, ricerca, ambiente e valorizzazione del territorio e dei beni comuni. Il terzo settore\nitaliano è un modello economico stabile su cui innestare i pilastri della ripartenza nel solco della sostenibilità,\ndella transizione ecologica e dell’innovazione. Lo è già nella realtà, ed è giunto il momento di riconoscere\nmaggiormente questo modello smettendo di considerare il non profit come un collettore cui destinare risorse\nin modo residuale e assistenzialistico.\nAssegnata con la Riforma del Terzo Settore la cornice legislativa entro cui operare, ora è quindi necessario\ndotare il non profit della giusta “cassetta degli attrezzi” per crescere in economie di scala, competenze, e\nvalorizzare appieno la capacità economica di produrre beni e servizi nell’ottica dell’interesse generale e la\ntrasversalità degli ambiti di attuazione.\nIn altri termini è giunto il tempo di considerare l’economia sociale come un capitolo di investimento, e non\ncerto di spesa, e di cambiare mentalità nella pubblica amministrazione ad ogni livello affinché il principio di\nco-programmazione e di co-progettazione non rimanga soltanto sulla carta.\n1. Norme contro le frodi fiscali attraverso false cooperative\nLa tutela per gli enti non profit passa anche per la necessità di non confondere i tantissimi enti che rispettano\nle regole con quelli che invece sfruttano le norme di vantaggio per fini di evasione fiscale. Ne sono un esempio\nle frodi carosello attuate sfruttando il lavoro delle cooperative.\nPer questo è necessario intervenire innanzitutto per prevenire a monte l’innestarsi di questo meccanismo,\nrendendo tutti i soggetti coinvolti nella catena dei subappalti responsabili in solido per i mancati versamenti.\nPer quanto riguarda i controlli, è necessario prevedere un’ispezione entro un mese dall’iscrizione all’Albo\ndelle Cooperative, per verificare la presenza di eventuali indicatori critici, come il mancato rispetto dei contratti\ncollettivi, l’assenza di lavoratori dipendenti o un rapporto di mono-committenza con un’impresa.\n2. Completamento riforma terzo settore e coordinamento con sport\nCon le due riforme dello sport e del terzo settore cambia lo scenario degli enti che svolgono attività rilevanti\nper il Paese e la coesione sociale. È di fondamentale importanza coordinare le norme e favorire un dialogo tra\ni due diversi registri (terzo settore e sport) consentendo agli enti di accedere a nuove opportunità, finanziamenti\ne agevolazioni di vario tipo senza dover fare lo slalom tra burocrazia e norme settoriali.\nPer quanto riguarda la riforma del Terzo Settore, una volta avviato il registro unico e pubblicati alcuni decreti\nfondamentali (da ultimo social bonus e raccolta fondi) è ora necessario ottenere il via libera da parte\ndell’Unione Europea. Questo significherà finalmente dotare gli enti del terzo settore di strumenti fondamentali\ncome, ad esempio, le misure fiscali per le imprese sociali ivi inclusi gli incentivi per gli investitori, avviare gli\nstrumenti di finanza sociale, sbloccare le regole IVA che al momento rischiano di rallentare comparti\nimportanti come la sanità e il socio sanitario, sbloccare l’anagrafe delle ONLUS che fino al vaglio della UE\nrisulta congelata non consentendo nuove iscrizioni.",
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          "text": "3. Volontari\nPer favorire la cittadinanza attiva, abbassare l’età media dei volontari, e incentivare la formazione e la\npreparazione del volontariato italiano, occorre predisporre dei percorsi più strutturati e incentivanti. In questi\ntermini si propone di estendere i medesimi incentivi previsti attualmente per la protezione civile, consentendo\ncosì ai volontari di accedere a permessi retribuiti in caso di formazione o partecipazione alle attività dell’ente\nentro determinati limiti.\n4. Reinserimento lavorativo dei detenuti\nPotenziare e stabilizzare le attività educative, di istruzione di base, tecnica e professionale, e l’inserimento\nlavorativo per diminuire la recidiva e offrire una reale opportunità alle persone detenute, con particolare\nattenzione ad attività in co-progettazione con enti locali, terzo settore e imprese per la manutenzione del\nterritorio, economia circolare, produzione e fornitura di beni e servizi alla pubblica amministrazione.",
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          "text": "PUBBLICA AMMINISTRAZIONE\nPolitiche pubbliche efficaci e un mercato efficiente di beni e servizi pubblici sono la spina dorsale di un sistema\neconomico e sociale ben funzionante. Vogliamo una PA semplice e gentile, in grado di premiare il merito, di\ncontrastare le disuguaglianze generazionali, sociali e territoriali, di ascoltare e soddisfare le esigenze di\nfamiglie, imprese e territori. Vogliamo una PA più efficiente, più equa, che non lasci indietro nessuno e più\n“europea”.\n1. Assicurare il rinnovo tempestivo dei contratti\nÈ fondamentale, per il futuro, evitare ritardi e assicurare procedure più celeri per i rinnovi contrattuali per la\nPA: medici, infermieri, forze dell’ordine, insegnanti, impiegati, tutti coloro che il Capo dello Stato, Sergio\nMattarella, ha definito “i volti della Repubblica”. I rinnovi dei contratti collettivi nazionali rappresentano lo\nstrumento più serio per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori. Occorre, dunque, stanziare subito nuove\nrisorse per i prossimi contratti e semplificare l’iter per la loro approvazione: devono bastare tre mesi. I contratti\ndevono diventare lo strumento per incentivare il miglioramento della performance e la formazione dei\ndipendenti pubblici: più formazione porterà a rinnovi dei contratti con progressioni di carriera e miglioramento\ndella retribuzione. Avere una Pubblica amministrazione più formata, più qualificata, con più salario e più\ncarriera, è un bene per tutti.\n2. Premiare il merito\nRicambio generazionale e adeguamento delle competenze alle nuove sfide economiche e sociali sono gli\nobiettivi delle riforme della Pubblica amministrazione già in attuazione del PNRR. Per completare le riforme\ne cogliere le opportunità per tornare attrattive per i migliori talenti proponiamo di:\n▪ eliminare i tetti al salario accessorio per premiare la produttività\n▪ valorizzare oltre alle conoscenze tecniche, anche le competenze di carattere trasversale (manageriale,\ngestionale, ecc.) che il dipendente abbia maturato nel corso della propria attività lavorativa\n▪ rafforzare la collaborazione della Scuola Nazionale dell’Amministrazione con Università e centri di alta\nformazione nazionali e internazionali per tornare a essere l’incubatore della migliore cultura di governo.\n3. Azzerare la burocrazia per anziani e disabili\nL’obiettivo è ridurre al minimo l’impatto della burocrazia sulla vita quotidiana delle persone più vulnerabili\nattraverso, a titolo esemplificativo: l’esenzione dal rinnovo del Contrassegno disabili per le invalidità\nstabilizzate; l’ottenimento automatico dei benefici fiscali sulle automobili; la possibilità di visita solo\ndocumentale per il rinnovo delle patenti speciali; la semplificazione della fornitura di ausili monouso;\nl’estensione della validità delle terapie ripetitive. È inoltre necessario rimodulare le attività degli sportelli\nSUAP e SUE al fine di offrire ai cittadini un’interfaccia unica per tutti i servizi (il cosiddetto SUAPE). Lo\nsportello unificato dovrà essere istituito in modalità completamente digitalizzata, essendo questo un obiettivo\nstrategico dell’agenda di semplificazione 2022-2026. Per garantire il più ampio accesso ai servizi pubblici in\nforma digitale, è anche indispensabile accelerare con i progetti di contrasto al digital divide soprattutto nelle\nregioni del Mezzogiorno.\n4. Digitalizzare i processi partecipativi\nRiteniamo necessario efficientare i principali processi partecipativi (es: raccolta firme per referendum) per\nconsentire e facilitare una maggiore applicazione delle regole democratiche. A titolo esemplificativo è\nfondamentale digitalizzare i processi di raccolta firme per referendum e presentazione di liste elettorali nonché\ni processi di consultazione pubblica.\n5. Efficientamento dei processi della pubblica amministrazione\nPer l’attuazione dei programmi dell’Agenda digitale 2026, occorre un potenziamento delle strutture e delle\nfigure chiave previste dal codice dell’amministrazione digitale, a partire dal responsabile della transizione al\ndigitale e del difensore civico.",
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          "text": "6. Prefetture come centro unico dello Stato\nVogliamo trasformare le nostre prefetture in centro unico dello Stato sul territorio: un luogo in cui cittadini e\nimprese trovano tutti gli interlocutori, il front-office dello Stato leggero e digitale accorpando funzioni e\npersonale anche per ottimizzare costi e eliminare inefficienze.\n7. Una dirigenza pubblica più competitiva\nLavorare nel settore pubblico deve essere una sfida e non un punto di arrivo. Vogliamo includere in una più\nampia riforma della PA la possibilità per i dirigenti pubblici di compiere anche esperienze nel settore privato\ne viceversa, ovviamente con adeguate garanzie di protezione dell’interesse pubblico da conflitti di interesse.\nPNRR\n1. Portare a 750 milioni di euro l’anno i fondi a disposizione dei comuni per le spese di progettazione\nnecessarie per realizzare le opere previste dal PNRR\nNel 2021, a fronte di 13,7 miliardi di spesa ipotizzati per il PNRR, ne sono stati effettivamente spesi solo 5,1\nmiliardi di euro (il 37,2%). Il problema della messa a terra dei fondi del Piano riguarderà nei prossimi anni\nsoprattutto i comuni, che arriveranno a gestire fino a 50 miliardi di euro in quattro anni. Stanno emergendo,\ninfatti, gli storici problemi legati alla capacità di spesa, dovuti in particolar modo alla quantità e alla qualità\ndel personale presente nelle amministrazioni comunali italiane.\nMolti comuni non hanno le risorse umane necessarie per svolgere le fasi di progettazione per tutti i bandi a cui\nsarebbero interessati a partecipare. Esternalizzare l’attività di progettazione ha un costo compreso tra il 6% il\n10% dell’importo del bando. La legge di bilancio 2022 ha creato un fondo da 161 milioni di euro che finanzia\ntre progetti per ogni comune tra tutti i bandi a cui questi partecipano, ma non è sufficiente. Proponiamo di\nportare l’attuale fondo ad un totale di 750 milioni di euro ogni anno per tutta la durata del PNRR.\n2. Consentire ai comuni e alle regioni maggiore flessibilità nelle assunzioni e nella nomina dei RUP\nI comuni hanno spesso carenza di personale tecnico che possa assumere il ruolo di Responsabile Unico del\nProcedimento. Per risolvere questo problema occorre intervenire su due fronti. In primo luogo, bisogna\nconsentire ai comuni di assumere funzionari e dirigenti a tempo determinato (con potere di firma) in misura\nulteriore rispetto alla soglia legale del 5%, fino al 2026. La misura deve essere finanziata da ogni comune in\nautonomia. In secondo luogo, è necessario prevedere la possibilità di nominare i RUP anche esternamente alla\nstruttura dell’amministrazione fino al 2026, per tutti i progetti finanziati dal PNRR, sempre tenendo alto il\nlivello di vigilanza al fine di limitare il rischio di corruzione e infiltrazioni da parte della criminalità\norganizzata.\n3. Non conteggiare gli incentivi derivanti da progetti finanziati dal PNRR per il raggiungimento del\nlimite annuo previsto per i dipendenti pubblici\nAttualmente gli incentivi complessivamente corrisposti nel corso dell'anno al singolo dipendente, anche da\ndiverse amministrazioni, non possono superare l'importo del 50% della retribuzione lorda. Tale soglia\ndisincentiva il completamento delle procedure progettuali. Per questo motivo proponiamo di non conteggiare\ngli incentivi derivanti da progetti finanziati dal PNRR per il raggiungimento della soglia del 50%.\n4. Introdurre l’obbligo, per tutti i comuni non capoluogo di provincia, di affidare la gestione delle gare\ndi appalto a uno dei soggetti aggregatori regionali presenti nell’Anagrafe Unica delle Stazioni\nAppaltanti, almeno per i progetti finanziati dal PNRR\nLe procedure di affidamento richiedono del personale con competenze specifiche che spesso i comuni,\nsoprattutto quelli di piccole dimensioni, non hanno a disposizione o comunque non in numero sufficiente per\ncoprire tutti i progetti previsti dal PNRR. Proponiamo quindi che i comuni non capoluogo di provincia siano\nobbligati ad affidare la gestione delle gare di appalto ad uno dei soggetti aggregatori regionali presenti\nnell’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti.",
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          "text": "TRASPORTI\nLe infrastrutture per i trasporti rappresentano uno delle leve più efficaci in termini di moltiplicatore economico.\nLe nostre proposte delineano le principali priorità di intervento per quanto riguarda il settore dei trasporti.\n1. Completamento tratte Alta Velocità e potenziamento del sistema di collegamento intermodale\nRiteniamo necessario completare le seguenti opere: Brescia-Padova, il Terzo Valico, la Torino-Lione, la\nSalerno-Reggio Calabria e la Napoli-Bari . Occorre inoltre incentivare la connessione tra siti strategici\n(aeroporti) e i treni a lunga percorrenza o AV, come avvenuto tra Roma e Fiumicino.\n2. Migliorare il sistema di sicurezza della Rete Ferroviaria Italiana\nL’Italia è il settimo paese europeo per incidenti ferroviari nel 2020. Occorre migliorare la sicurezza della Rete\nFerroviaria Italiana, in particolare ampliando l’utilizzo del cd. “Sistema Controllo Marcia Treno”, formando\npersonale qualificato per le attività di sicurezza sui treni e fissando un tetto massimo di età per gli addetti.\n3. Sviluppare l’intermodalità per ridurre lo stress autostradale e nelle aree urbane\nPer ridurre lo stress sull’infrastruttura autostradale per il trasporto di lungo raggio, il traffico nelle grandi città\ne le emissioni inquinanti, è necessario sviluppare la rete di trasporto intermodale delle merci a livello nazionale.\nOccorre integrare il sistema dei porti con gli interporti nell’entroterra, sviluppare il sistema degli autoporti con\nuna rete di piattaforme logistiche per favorire lo scambio intermodale gomma-ferro e creare autoporti urbani\nper lo scambio tra veicoli commerciali pesanti e leggeri per i servizi di e-commerce e commercio al dettaglio.\n4. Definire un Documento unico delle manutenzioni nazionali delle grandi opere\nÈ necessario effettuare un’analisi dettagliata delle infrastrutture esistenti, per avviare una programmazione\nrobusta e razionale di misure di manutenzione e upgrade basata su una prioritizzatone degli interventi. La\nstrategia programmatica non deve comprendere “ponti verso il nulla”, ovvero quelle opere che non sono\ninserite in un ecosistema virtuoso di infrastrutture. Occorre identificare le opere utili per il Paese e quelle non\nnecessarie, che devono essere riconvertite o demolite, favorendo un ripristino dell’ecosistema terrestre. Al\ncontempo, sarà necessario implementare un’azione di riqualificazione delle infrastrutture a servizio delle aree\ninterne, le quali versano in condizioni spesso precarie. Per quanto riguarda la gestione, è necessario introdurre\nnuovi criteri per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Occorre introdurre il “Documento Finanziario\ndell’Infrastruttura” e il “Documento unico delle manutenzioni nazionali delle grandi opere” per guidare le\noperazioni da compiere durante tutta la vita dell’infrastruttura, al fine di mantenere adeguati standard.\n5. Creare un organo per la strategia di sviluppo portuale e una cabina di regia per il coordinamento\nNegli ultimi anni i porti italiani stanno perdendo consistenti quote di mercato. Per rilanciare il sistema portuale\nè necessario rilanciare l’operatività della Conferenza Nazionale Porti quale organo di coordinamento che\nconsenta di definire una strategia sistemica di sviluppo economico. Occorre, inoltre, implementare una riforma\nportuale che consenta ai porti italiani di dare una risposta di sistema ai competitors mediterranei ed europei\nrivedendo ruolo, funzioni e numero delle Autorità di sistema portuale, e creando una cabina di regia con il\ncompito di coordinarle. Per stimolare importazioni ed esportazioni, si deve definire con i nuovi soggetti di\ngoverno dei porti un piano nazionale di miglioramento dei traffici per tipologia di merci, passeggeri e servizi.\n6. Strategia di valorizzazione dell’economia del mare\nDal 2014 vi è una direttiva europea che obbliga la pianificazione dello spazio marittimo di ciascuna nazione.\nL’Italia non ha ancora ottemperato in quanto la procedura di pianificazione non è ancora ultimata. Questo\nperché ci sono sovrapposizioni di competenze tra ministeri difesa, cultura, ambiente, trasporti e pesca. In\nFrancia nello scorso governo vi era un ministro apposito, ora è stata individuata una figura dedicata. È\nnecessario dunque agire per:\n▪ predisporre un piano nazionale di resilienza al cambiamento climatico in mare (come, ad esempio, da tempo\nha fatto l’Olanda);\n▪ proteggere le nostre infrastrutture, porti, porticcioli, Ferrovie e strade che corrono lungo la costa;",
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          "text": "▪ monitorare la pesca che vede diverse specie diminuire e l’ingresso di specie “aliene” che vivono in mari\npiù caldi;\n▪ riconvertire aree militari non utilizzate per la ricerca e la protezione del mare;\n▪ programmare impianti eolici offshore e impianti di estrazione gas;\n▪ sostenere il rinnovo delle flotte marittime anche in relazione al cambio dei carburanti e alla garanzia del\ncollegamento con le isole.\n7. Implementare lo Sportello Unico Doganale e realizzare i collegamenti di ultimo miglio\nOccorre correggere il sistema dei controlli, assicurando l’implementazione dello Sportello Unico Doganale dei\nControlli e colmando il fabbisogno di personale dell’agenzia delle dogane, che a fine 2021 registrava una\ncarenza di circa 3.500 unità. È necessario, inoltre, realizzare i collegamenti di ultimo miglio, per i quali sono\nstati stanziati 250 milioni di euro del Fondo Complementare. Occorre assicurare il completamento delle opere\nnei porti di Trieste, Venezia, Civitavecchia, Napoli, Salerno e Ancona entro il 2025, come previsto dal PNRR.\nInfine, è necessario: investire sui sistemi di digitalizzazione dei porti; semplificare le norme su dragaggi,\nespropri e bonifiche; tutelare e valorizzare il lavoro portuale in maniera omogenea.",
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          "text": "INNOVAZIONE, DIGITALE E SPACE ECONOMY\nNel digitale e nell’innovazione, l’Italia, “sta guadagnando terreno [...] a ritmi molto sostenuti” (Commissione\nEuropea, 2022). Tuttavia, questo miglioramento non è uniforme: ci sono vulnerabilità sulla connettività, sul\ncapitale umano e su alcuni aspetti della digitalizzazione delle imprese. Per questo riteniamo fondamentali i\nseguenti interventi:\n1. Sviluppare infrastrutture digitali di qualità per connettività diffusa e territori intelligenti\nContinuare a investire nella copertura delle reti ad altissima capacità (compresa la fibra fino all'utente) e alla\ncopertura 5G. Alla luce dell’enorme divario tra le soglie di emissività italiane e quelle dei partner europei, un\nadeguamento dei valori migliorerebbe il servizio, i costi e l’impronta ambientale. Le infrastrutture sono asset\nvitali nel sistema Paese: bisogna creare know how in Italia per garantirne un mantenimento in efficienza e\n(cyber-)sicurezza.\nLa connettività diffusa è condizione necessaria, ma non sufficiente, per rendere intelligenti le nostre città e le\nrelative interconnessioni. È necessario coniugare le reti con un sistema aperto di gestione digitale di permessi\ne programmazione edilizia. Gli smart buildings vanno incentivati con leve fiscali di lungo termine, come sconti\nin tasse di successione e nel calcolo del plusvalore in caso di rivendita di edifici con sottrazione dei costi di\nristrutturazione “smart”. Per fare questo serve completare in tempi brevi la digitalizzazione del catasto, anche\ncon tecnologie satellitari.\n2. Sviluppare competenze e leadership in settori strategici\nGli ITS, potenziati dal PNRR, possono diventare vivaio di talenti con expertise in vari ambiti di importanza\nstrategica per il paese, inclusi 5G, banda ultralarga e cybersecurity, competenze che sono richieste non solo\ndal mercato ma anche dalla PA, dove gli studenti possono essere inseriti con uno schema di corso-concorso.\nPer questo, le Forze Armate devono incrementare gli investimenti nella formazione continua dei corpi\nspecializzati nella cybersecurity, in pieno raccordo con le iniziative Europee, con percorsi di certificazione\ndelle competenze che abbiano valenza anche in ambito civile.\nSi intende istituire un fondo pubblico/privato per le tecnologie deep tech, incluse le Digital Ledger\nTechnologies (più conosciute come blockchain) con modello di bandi e gestione fondi tipo DARPA\nstatunitense. Sulla sfida dell’intelligenza artificiale, prendendo spunti da altri paesi europei e per dare piena\nimplementazione alla strategia italiana di IA, è necessaria un’unità dedicata nel Ministero per l’Innovazione\ntecnologica oltre al coordinamento interministeriale previsto dalla strategia.\n3. Sostenere la nascita di aziende innovative e la transizione digitale delle imprese esistenti\nPer supportare le aziende innovative nascenti - digitali e non - proponiamo il modello della facilitazione\nd’impresa, abbinato alla razionalizzazione dei bandi di finanziamento, evitando la discrezionalità delle Regioni\nsulla definizione di “startup” e superando la modalità “click day” dei bandi pubblici. Prevediamo una sandbox\nnormativa che permetta l’incontro agile tra startup e mercato e l’eliminazione di tutte le gabelle relative alla\ncostituzione o al mantenimento della società, come ad es. la tassa di concessione governativa, la vidimazione\ndei libri sociali ed i costi relativi all’iscrizione in Camera di Commercio.\nSi intende supportare la transizione digitale e 4.0 delle imprese rafforzando il framework normativo originale\ndi Industria 4.0, potenziando e razionalizzando i soggetti a cui questo supporto alle imprese compete (Centri\ndi Competenza e Digital Innovation Hub), sostenendo in particolare la crescita delle PMI, ma anche la neocreata Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che deve essere partner e non solo controllore delle aziende.\n4. Start up\nL’Italia è uno dei Paesi con il maggior potenziale di crescita nella creazione di nuove imprese (cd. startup ) e\nnell’attrazione di investimenti privati in fondi di venture capital ed investimenti diretti in startup.\nProponiamo di eliminare del tutto la tassazione del capital gain sugli investimenti in startup e venture capital,\naumentare l’incentivo fiscale per coloro che investono, per attrarre una quota maggiore di investimento di\nfondi pensione ed enti assicurativi nell’economia reale.",
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          "text": "5. Space economy\nLa strategia spaziale Europea e Italiana a breve, medio e lungo termine si basa su tre pilastri:\n▪ Collocazione Geopolitica - Alla strategia spaziale è legato il piazzamento politico internazionale\ndell’Europa e dell’Italia: lo spazio è campo strategico, necessariamente apartitico, e con sostegno bipartisan\n(come in USA e Francia). È una espressione ‘soft’ di Influenza Geopolitica che anticipa la parte ‘hard’ del\ncampo della difesa. Essa contribuisce a creare una identità Europea che si può raggiungere solo attraverso\nun’autonomia strategica;\n▪ Sviluppo/ritorno economico e industriale - Lo spazio è un moltiplicatore economico, con ritorni sugli\ninvestimenti tra il 200 e il 700 percento. Il settore spaziale sarà una “Trillion Economy”. L’industria italiana,\ntra le prime al mondo e tra le pochissime con filiera completa (disegno, progettazione, sviluppo, lanciatori,\nprogram management, operazioni) deve contribuire al massimo delle proprie competenze; se gli\ninvestimenti Europei e Italiani non rispondono adeguatamente allo sforzo USA, la nostra industria rischia\ndi diventare irrilevante.\n▪ Benefici per il Cittadino e la Società - In un momento storico nel quale i valori fondamentali della\ncompetenza, della scienza e della cultura sono rimessi in questione, una ispirazione positiva - e allo stesso\ntempo una sfida - deve essere offerta alle nuove generazioni. L’Esplorazione Spaziale è uno dei più potenti\nispiratori.\nIntendiamo quindi potenziare la Space economy, fiore all’occhiello italiano, con una migliore organizzazione\ndel sistema di formazione, la promozione dei distretti di sviluppo e lo snellimento dei processi legati ai brevetti,\noltre alla revisione della governance dell’Agenzia Spaziale Italiana e l’adozione di un testo normativo unitario.\nSarà per questo cruciale che il governo, in occasione del Consiglio Ministeriale ESA di Novembre 2022 dove\nsarà deciso il finanziamento dei programmi spaziali Europei dei prossimi 3 anni e di conseguenza il ruolo\ndell’Italia, garantisca l’impegno del nostro paese e la relativa collocazione nello scacchiere politico industriale.",
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          "text": "AGRICOLTURA\nL’agricoltura, la pesca e l’acquacoltura e l’intero sistema agroalimentare della trasformazione sono settori\nstrategico per lo sviluppo e la ripresa dell’economia del nostro paese. L’eccellenza che il nostro settore ha\ndimostrato in termini di valore aggiunto, propensione all’export, valorizzazione e servizi ecosistemici per il\nterritorio, e sinergia con il mondo della cultura, del terzo settore e del turismo non ha pari al mondo.\n1. Agricoltura 4.0 e potenziamento della formazione tecnica e manageriale\nDiventa prioritario avviare due grandi piani di formazione continua, il primo incentrato sull’imprenditoria e il\nsecondo sulle competenze tecniche e specialistiche per la manodopera agricola e del personale imbarcato, con\nparticolare riferimento alle pratiche agronomiche più avanzate, alla sicurezza sul lavoro e all’utilizzo della\ntecnologia nell’agricoltura di precisione. Da una parte serve potenziare la formazione economico-gestionale\nper sviluppare le economie di scala e la competitività delle imprese agricole e della pesca.. D’altro lato è\nprioritario rafforzare le competenze e la formazione continua della manodopera. Proponiamo che le imprese\npossano accedere a cicli di formazioni dedicati, organizzati anche in collaborazione con gli Istituti Tecnici\nSuperiori del territorio, e altresì promuovendo lo strumento del credito di imposta e della decontribuzione per\nl’accesso a percorsi specialistici.\n2. Aumentare la manodopera e ripristino del sistema dei voucher\nPer rispondere alla strutturale carenza di manodopera, e rispondere alle richieste delle imprese, proponiamo:\nuna proroga di tutti i permessi di soggiorno dei lavoratori extracomunitari attualmente impiegati nel settore\nagricolo; la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari che attualmente hanno un lavoro; la reintroduzione\ndel permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di lavoro garantito da uno sponsor (cfr. proposta\nimmigrazione). Infine, per garantire la flessibilità e la trasparenza contrattuale nelle prestazioni occasionali\nproponiamo di ripristinare il sistema dei voucher.\n3. Garanzie statali per facilitare l’accesso al credito e il sostegno all’innovazione\nIl PNRR contiene misure per incentivare l’implementazione di sistemi digitali nella produzione agricola e\ndurante la pandemia si sono promossi strumenti per favorire l’accesso al credito delle imprese agricole. E’\nnecessario proseguire in questa direzione:\n▪ Potenziamento delle garanzie statali a copertura delle richieste di credito effettuate dagli imprenditori\nagricoli e della pesca per sostenere gli investimenti necessari per le nuove tecnologie e l’ammodernamento\ndel parco macchine\n▪ un iper-ammortamento dedicato agli investimenti per l’efficientamento della rete idrica (cfr. proposta sulla\ncrisi idrica).\n▪ Completamento dell’ultimo miglio in materia di infrastrutture digitali per garantire la connettività nelle\naree rurali, fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura 4.0 e di precisione, dei servizi, delle attività\nagricole connesse e del turismo\nInoltre, per aumentare la produttività, considerando l’aumento del costo dei fertilizzanti e degli altri costi di\nproduzione che gli agricoltori devono affrontare in questo periodo, proponiamo di prevedere un contributo per\nl’acquisto di fertilizzanti e dei mezzi tecnici di produzione sotto forma di credito d’imposta che potrà essere\nceduto agli intermediari finanziari per aumentare la liquidità a disposizione delle aziende agricole.\n4. Agricoltura protagonista della transizione energetica: vendita delle eccedenze energetiche, sviluppo\ndell’agri-voltaico, del biogas e del biometano\nProponiamo di consentire alle imprese agricole di vendere temporaneamente le eccedenze energetiche prodotte\ndagli impianti per l’autoconsumo considerando i proventi come reddito agricolo (soggetto ad agevolazioni\nfiscali) invece che redditi di impresa, derogando la L. 266/2005.\nAl fine di ridurre il consumo di suolo e coniugare la necessità di produzione di derrate alimentari,\nl’installazione e l’utilizzo di sistemi fotovoltaici dovrà essere favorita sui tetti dei fabbricati rurali (anche al",
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          "text": "fine di sostituire l’amianto esistente), in territori marginali o attraverso sistemi c.d. “agri-voltaici” in grado di\nconsentire lo sfruttamento dei terreni sottostanti per fini agricoli.\n5. Aiuti alimentari\nPotenziare e stabilizzare le risorse del fondo aiuti alimentari nato per sostenere i comparti agricoli in crisi e le\nattività del terzo settore impegnate sul fronte della povertà alimentare.\n6. Gestione della fauna selvatica e in particolare dei cinghiali\nServe l’approvazione immediata del decreto legge concordato con le Regioni a modifica della legge 157 che\nha ormai trenta anni, per una gestione efficiente della fauna selvatica e rafforzare le risorse a copertura dei\ndanni da fauna selvatica che minano la competitività delle imprese e persino la sicurezza pubblica. Serve altresì\ncontrastare, con speciali ed urgenti strumenti normativi e risorse a disposizione del commissario straordinario,\nla diffusione della peste suina africana che è altresì agevolata dalla diffusione incontrollata dei cinghiali.\n7. Potenziamento della “blue economy” e della piccola pesca artigianale\nIl comparto della pesca non è mai stato oggetto di riforme di sistema. Occorre definire incentivi per il ricambio\ndei navigli e dei mezzi con una età media oltre i trenta anni per favorire la transizione tecnologica e la sicurezza\nsul luogo di lavoro, dotare il settore di uno stabile strumento di sostegno al reddito, ammortizzatori sociali e\nsistema pensionistico, e nuovi finanziari per sostenere le imprese e le famiglie dei pescatori professionali\ncolpiti da affondamenti e sinistri in mare.\n8. Manutenzione del territorio\nInserire incentivi fiscali e decontribuzione per le imprese agricole disponibili a effettuare interventi di\nmanutenzione del territorio e a vantaggio della collettività.\n9. Verde urbano\nL’obiettivo condiviso di piantumazione di milioni di alberi nelle aree urbane deve essere integrato con una\nseria pianificazione territoriale in grado di definire le varietà e le pratiche più adatte al territorio. La gestione\ndel verde deve essere affidata a dei professionisti e necessità di continuità, pertanto proponiamo di prevedere\nfondi per gli enti locali per la gestione ordinaria e straordinaria avvalendosi di progettisti ed esperti\nmanutentori.\n10. Giovani e ricambio generazionale\nProponiamo un piano a burocrazia zero per l’accesso alla terra nelle aree montane e rurali a rischio\nspopolamento, ad esempio favorendo la cooperazione intergenerazionale con forme di affiancamento tra\ngiovani non proprietari di terreni agricoli e pensionati, con lo scopo di favorire il graduale passaggio di\ngestione della attività di impresa e il recupero di fondi abbandonati.",
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          "text": "CULTURA, TURISMO E SPORT\nCULTURA\nL’Italia è penultima in UE per partecipazione ad attività culturali: meno di un italiano su due ha una vita\nculturale di qualsiasi tipo o frequenta musei, teatri, concerti, mostre. Quasi il 60% della popolazione con più\ndi 6 anni di età legge meno di un libro l’anno. L’Italia è un paese che ha nella sua cultura le vere radici della\nciviltà occidentale. Quindi, la cultura deve essere veicolo di trasmissione e socializzazione tra generazioni e\nceti sociali. E in questa chiave che abbiamo formulato le nostre proposte. Per esempio, riavvicinare gli italiani\nalla lettura nasce anche dal voler valorizzare e rendere le librerie dei luoghi di incontro e di comunità. Inoltre,\nessendo il paesaggio italiano una manifestazione culturale a cielo aperto, il nesso tra cultura e turismo è molto\nstretto: a complemento delle proposte per la cultura abbiamo dedicato una pagina del programma al turismo.\n1. Raddoppiare ogni donazione per la cultura effettuata dai privati con fondi pubblici\nProponiamo un sistema di doppio finanziamento: ogni donazione fatta da un privato ad un ente culturale sarà\nreplicata dal pubblico. Questo sistema dà un incentivo concreto ai luoghi della cultura per attrarre nuovi\nfinanziamenti privati in quanto i loro singoli contributi avrebbero un impatto doppio.\n2. Facilitare l’accesso ai luoghi della cultura tramite un carnet con 10 ingressi gratuiti\nLa popolazione con ISEE inferiore ai 15.000 euro avrà accesso ad un carnet di 10 ingressi gratuiti per teatri,\nmostre, gallerie d’arte, musei, siti archeologici e altri luoghi di arte.\n3. Sponsorizzare gemellaggi tra scuole e istituti culturali\nPer avvicinare maggiormente gli studenti italiani al mondo dell’arte, proponiamo di gemellare ogni istituto\nscolastico con un istituto culturale. La collaborazione permetterà di organizzare laboratori ed eventi come, ad\nesempio, incontri tra studenti e artisti, cine club e approfondimenti tematici.\n4. Far conoscere la Capitale d’Italia tramite un viaggio gratis per tutti gli under 25\nIl patrimonio storico culturale di Roma è patrimonio di tutto il Paese per questo tutti i giovani devono avervi\naccesso. Per questa ragione vogliamo dare a tutti i giovani tra i 18 e i 25 anni l’opportunità di recarsi nella\ncapitale d’Italia con un viaggio sponsorizzato dal Governo. Proponiamo di offrire un viaggio in treno, 2 notti\nin ostello vincolate alla visita di siti archeologici, musei e gallerie d’arte.\n5. Finanziare le librerie che organizzano corsi di lettura\nPer avvicinare gli italiani alla lettura, proponiamo di finanziare le librerie che offrono corsi di avvio alla lettura\nper bambini. In questo modo si potenzia anche il ruolo delle librerie come luogo di scambio e di formazione.\nSaranno sostenuti anche i librari che avvieranno collaborazioni con le scuole primarie per realizzare corsi di\navvio alla lettura durante le ore del tempo lungo scolastico.\n6. Finanziare la carta stampata\nI mezzi di diffusione della cultura su carta stampata sono sempre meno utilizzati. Per non far scomparire\ngiornali e riviste di informazione proponiamo di destinare loro la quota del canone RAI che attualmente viene\ntrattenuta dal Ministero dell’Economia.\n7. Potenziare il mecenatismo culturale\nVogliamo rendere il sostegno dei privati alla cultura semplice e conveniente. L’Art bonus, il mezzo di\nfinanziamento al settore da parte di imprese, deve essere reso più semplice negli adempimenti burocratici;\n8. Crediti di imposta per il settore cinematografico e audiovisivo\nIl Tax credit è un utile strumento di sostegno al settore dell’audiovisivo, necessita tuttavia di alcune essenziali\ncorrezioni. Bisogna riformare i criteri di erogazione in modo da scongiurare una logica di finanziamento a\npioggia e una partecipazione pretestuosa e poco strategica. Il Tax credit deve favorire la nascita di progetti\nambiziosi e, insieme, la valorizzazione di attori con una comprovata esperienza per rafforzare l’assetto\nindustriale del settore.",
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          "text": "9. Potenziare gli istituti italiani di cultura all’estero\nVogliamo che gli istituti italiani di cultura all’estero aiutino le energie creative del nostro paese ad esprimersi\nin un territorio globale. Valorizzare gli istituti italiani di cultura significa rafforzare le relazioni produttive e\noffrire agli attori della cultura italiana le basi di una carriera internazionale. In un mondo sempre più\nglobalizzato, gli istituti italiani di cultura all’estero devono puntare alla promozione di tutto il settore cultura,\nfacendo rete con le realtà omologhe, favorendo gli scambi e le partnership industriali, ampliando il mercato\nitaliano e permettendone una maggiore incisività.\n10. Start up e giovani\nIntendiamo favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro culturale attraverso una politica di detrazioni\nfiscali per gli under 40 che puntano a creare nuove realtà imprenditoriali nel comparto. Generare un sistema\nche tuteli il lavoro delle nuove leve, favorendone le idee, la sperimentazione e l’innovazione tecnologica.\n11. Verso il pubblico del domani.\nPer potenziare il consumo culturale, oltre a una politica di sostegno che si concentri sull’offerta, è necessario\nfavorire alla base lo sviluppo di una domanda. Le politiche di promozione della cultura sono a oggi\nframmentarie. Per favorire l’accesso alla cultura da parte dei più giovani, proponiamo di istituire un fondo\nunico che raccolga tutti i capitoli di finanziamento già esistenti (per la promozione della lettura, del cinema,\nl’arte, la musica, lo spettacolo dal vivo) con l’obiettivo di garantire iniziative programmatiche, in modo da\nridurre le differenze fra le realtà scolastiche dei territori e arricchire strutturalmente l’offerta formativa.\n12. Lo spettacolo dal vivo\nNei due anni di fermo dovuti alla pandemia, le attività culturali del comparto – teatro, musica, danza, circo e\nspettacolo viaggiante –, sono state costrette a ingenti perdite. Per tutelarle, proponiamo di potenziare il Fondo\nunico dello spettacolo e, in particolare, di incentivare i progetti multidisciplinari e le attività trasversali dedicati\nalle scuole in modo da creare un meccanismo di scambio virtuoso con il settore di promozione della cultura.\n13. La cultura come presidio di civiltà\nVogliamo dare impulso alle realtà imprenditoriali che si occupano della rigenerazione delle aree interne e\nrurali, quelle porzioni di territorio presenti in tutta Italia che soffrono di un impoverimento demografico,\ndell’assenza di capitale umano e di mancate occasioni di scambio e di confronto. Allo stesso tempo, intendiamo\nfavorire e sostenere l’attività dei soggetti culturali che operano nelle carceri italiane. La cultura resta il nostro\npiù importante presidio di civiltà e ha bisogno di un forte investimento.\nTURISMO\nIl turismo è stato uno dei settori maggiormente colpiti durante la pandemia. Dal 2019 al 2021 il suo contributo\nal PIL italiano è diminuito di oltre il 16%. Le nostre proposte hanno l’obiettivo di rafforzare questo settore con\ninterventi di breve e medio periodo.\n1. Armonizzare l’offerta turistica a livello nazionale attribuendo la competenza allo stato\nPrima che il Titolo V della Costituzione fosse riformato nel 2001, la potestà legislativa regionale in materia di\nturismo veniva esercitata nei limiti dei princìpi stabiliti dalle leggi dello Stato. Il quadro legislativo attuale\ninvece lascia ad ogni regione il potere di veto su qualsiasi tentativo di armonizzazione e frammenta l’offerta\nturistica nazionale. Per dotare il Paese degli strumenti istituzionali necessari allo sviluppo di una politica di\nsistema occorre ri-centralizzare la competenza del turismo.\n2. Ridurre la pressione fiscale in capo alle imprese del settore\nPer alleggerire la pressione fiscale a carico delle imprese turistiche occorre:\n▪ commisurare la TARI al numero di giorni in cui la struttura è aperta e al tasso di occupazione;",
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          "text": "▪ sostenere la qualità dell’attività di ricezione e ospitalità con incentivi per la riqualificazione delle strutture,\nparallelamente ad una troppo spesso rinviata definizione della classificazione nazionale delle stesse.\n3. Investire sul Turismo Ferroviario\nIl PNRR prevede il potenziamento delle linee ferroviarie in Italia: si potranno raggiungere territori interni e\nmeno conosciuti via treno. È necessario che il Ministero del Turismo promuova, per valorizzare i territori\ncoinvolti e una forma di turismo sostenibile, percorsi culturali in collaborazione con le aziende della rete\nferroviaria: i biglietti dei treni per effettuare i percorsi saranno venduti in pacchetto a prezzo agevolato.\nPer valorizzare questo investimento e i territori coinvolti il Ministero del Turismo promuoverà dei percorsi\nculturali da intraprendere via treno in collaborazione con le aziende della rete ferroviarie: i biglietti dei treni\nper effettuare i percorsi saranno venduti in pacchetto a prezzo agevolato.\n4. Gestione delle emergenze\nLe calamità naturali oltre ad infliggere danni a persone e strutture riducono i flussi turistici nelle zone\ninteressate dall’emergenza. Al fine di mitigare gli effetti negativi di tali calamità e migliorare le capacità di\ngestione delle emergenze, proponiamo di:\n▪ istituire misure per tutelare il reddito di imprese e lavoratori stagionali colpiti da danni indiretti\n▪ predisporre strumenti di comunicazione immediata volti alla trasmissione di informazioni corrette e al\nrilancio dell’immagine turistica delle destinazioni colpite\n▪ definire una convezione tra il sistema di protezione civile e le organizzazioni di categoria per migliorare\nl’organizzazione dell’accoglienza di chi rimane privo di alloggio.\n5. Potenziare la formazione turistica\nL’attuale formazione turistica di scuole superiori ed istituti tecnici alberghieri non è adeguata al\nposizionamento turistico dell’Italia e all’offerta di qualità a cui ambisce. Proponiamo quindi di:\n▪ rivedere i programmi degli istituti professionali in funzione delle esigenze del settore, mettendo, per\nesempio, maggiore enfasi sulle lingue straniere\n▪ realizzare una scuola specializzata con corsi universitari dedicati alla formazione di direttori e manager del\nturismo.\nSPORT\nLo sport in Italia ha una triplice importanza: i) l’enorme numero di associazioni e società sportive\ndilettantistiche (oltre 115 mila per un totale di oltre 13 milioni di tesserati) lo rende un importante strumento\ndi integrazione, veicolo di socializzazione e reintegrazione sociale; ii) investire sullo sport significa risparmiare\nsulla sanità perché esiste una forte correlazione tra l’attività fisica e la spesa sanitaria; iii) in termini economici,\nlo sport vale 78,8 miliardi di euro, pari al 3% del PIL.\n1. Rimodulare il regime fiscale considerando la pratica sportiva un’attività legata al benessere psicofisico delle persone\nÈ necessaria una nuova impostazione del rapporto sport-fisco che incentivi maggiormente la pratica sportiva,\nattraverso la detraibilità delle spese sostenute per l’iscrizione a palestre/corsi/impianti sportivi. Considerato\nche lo sport contribuisce a migliorare la salute dei cittadini, questo deve essere incentivato attraverso una\nmaggior defiscalizzazione come tutte le altre attività legate al benessere psico-fisico delle persone. Quindi\nriteniamo necessario introdurre «voucher» sportivi per le ASD detraibili dalle tasse per gli sponsor e aumento\ndella defiscalizzazione delle sponsorizzazioni. È altresì fondamentale rivedere la soglia di reddito, attualmente\npari a 5.000 euro, superata la quale, a partire da gennaio, i collaboratori e le associazioni sportive dovranno\npagare i contributi pensionistici. Tale soglia deve essere rimodulata considerando che: attualmente il\nversamento dei contributi non è previsto e la sua introduzione comporterebbe una complessità rilevante per le",
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          "text": "associazioni sportive; la maggior parte dei collaboratori sportivi svolge questa professione come un secondo\nlavoro ed ha introiti molto ridotti.\n2. Incentivare il Partenariato Pubblico Privato per la realizzazione di nuovi impianti sportivi\nLa realizzazione di nuovi impianti sportivi, così come la ristrutturazione degli impianti esistenti, la gestione e\nla manutenzione degli stessi può essere effettuata attraverso lo strumento del Partenariato Pubblico Privato\n(PPP), dove il concedente pubblico affida ad un soggetto privato la realizzazione o strutturazione di un\nimpianto sportivo, nonché la gestione dello stesso quale forma di remunerazione degli investimenti sostenuti\ndal privato. In sintesi, il PPP può costituire un adeguato strumento per la realizzazione e gestione di impianti\nsportivi ove ricorrano le seguenti condizioni:\n▪ impostazione di bandi di qualità con corretta definizione degli obiettivi e degli standard qualitativi per la\nrealizzazione e gestione dell’opera;\n▪ adeguata struttura pubblica per il monitoraggio della fase realizzativa ed operativa dell’opera.\n3. Perseguire l’inclusione attraverso lo sport\nIn quanto veicolo di promozione sociale, lo sport è un fattore importante nel favorire l’inclusione e l’attività\ndi persone con disabilità, incentivando l’aumento e la diffusione delle strutture ad hoc e l’incremento della\nformazione di tecnici specializzati. Occorre aumentare e/o incentivare la costruzione di palestre per la pratica\ndell’attività sportiva, se necessario integrando le risorse previste dal PNRR per l’impiantistica sportiva;\nassumere laureati in scienze motorie per l’insegnamento; completare la riforma del lavoro sportivo.",
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          "text": "IMMIGRAZIONE\nLa crisi demografica in corso in Italia è la più grave d’Europa. Per la prima volta sono negativi sia il saldo\nnaturale che il saldo migratorio: il differenziale tra morti e nati è negativo da anni e in rapida crescita (l’anno\nscorso è stato poco meno di 310.000); il differenziale tra emigranti ed immigrati sta ritornando ai livelli pre-\nCovid, quando era anch’esso diventato negativo (già nel 2019, a dispetto della percezione legata agli sbarchi,\ngli emigranti erano stati più degli immigrati). Tra il 2022 e il 2030 si stima un calo della forza lavoro (15-64\nanni), solo nel Centro-Nord, di oltre un milione e 200mila persone: per il semplice fatto che non sono mai nate,\ne non potranno quindi sostituire chi va in pensione. Il rapporto lavoratori/pensionati, oggi di 3 a 2, si prevede\ndiventi, prima del 2045, di 1 a 1. Le avvisaglie che oggi vivono molti settori produttivi, dove la ricerca di\nmanodopera è diventata difficoltosa (a giugno 2022 il 40% delle nuove posizioni erano di difficile\nreperimento), sono solo le premesse di una situazione assai più grave, che rischia di danneggiare seriamente il\nsistema-paese. Per questo, oltre che attivare forti politiche a sostegno della natalità, a favore dei giovani e del\nloro ingresso nel mercato del lavoro e a tutela della famiglia, occorre governare seriamente i flussi migratori,\ncon politiche pragmatiche e gestibili. Ciò potrà essere fatto affrontando quattro ordini di problemi: gli ingressi,\npolitiche di integrazione, le politiche di asilo e la governance del sistema.\n1. Combattere l’immigrazione clandestina favorendo ingressi regolari e programmati\nL’immigrazione irregolare è un danno sia per i migranti che per i paesi di destinazione: favorisce lo sviluppo\ndi mafie transnazionali e di politiche internazionali ricattatorie. Il solo modo per diminuire radicalmente gli\ningressi irregolari è ripristinare forme di immigrazione regolare e programmata. Per questo proponiamo:\n▪ accordi di cooperazione con i paesi di origine e di transito (a livello europeo – il “Migration compact” – e\nnazionale) che prevedano politiche commerciali, difesa, institution building, linee di finanziamento\ndedicate, allargamento unione doganale, e programmazione dei flussi migratori regolari sulla base delle\nesigenze del mercato del lavoro. In questo modo sarà possibile ottenere una collaborazione vincolante sui\nrimpatri (anche volontari e incentivati) in cambio di forme di controllo rafforzato sulle partenze irregolari.\n▪ ristabilire una distinzione tra profughi umanitari (che hanno specifiche tutele internazionali) e migranti\neconomici (che potrebbero inserirsi direttamente nel mercato regolare del lavoro solo con permesso di\nsoggiorno ad hoc). In tal senso è funzionale la reintroduzione della figura dello sponsor per favorire\nl’incontro tra domanda e offerta di lavoro a distanza, difficile soprattutto quando si parla di lavori a bassa\nqualificazione. In questo modo si potrebbe ridurre drasticamente il fenomeno della clandestinità di coloro\ni quali alla fine si vedono rifiutati la concessione del visto umanitario. È paradossale infatti che oggi, in\npresenza di fabbisogno di manodopera, i visti rilasciati per lavoro siano una risibile minoranza.\n2. Favorire politiche di integrazione dei migranti, dei rifugiati e delle loro famiglie\nPiù integrazione e meno irregolarità uguale più sicurezza per tutti. Occorrono quindi:\n▪ corsi intensivi obbligatori di lingua italiana e cultura per i neo-arrivati.\n▪ regolarizzazione dei migranti irregolari già residenti in Italia che hanno un lavoro. Non abbiamo\nconvenienza a mantenere tassi di irregolarità che finiscono per inquinare la società, favorendo lo svilupparsi\ndi lavoro nero, evasione contributiva, concorrenza sleale e vere e proprie sacche di economia criminale.\n▪ Ius Scholae (acquisizione della cittadinanza) per chi abbia frequentato per almeno 5 anni un percorso di\nformazione in Italia. Inoltre, proponiamo di concedere la cittadinanza a tutti gli studenti stranieri che hanno\ncompletato tutti gli studi universitari in Italia.\n3. Politiche di asilo\nVogliamo offrire alle persone in cerca di protezione che arrivano in Europa e in Italia l'accesso a una procedura\ndi asilo rapida ed equa. A tal fine, vogliamo superare il trattato di Dublino e creare un Sistema Europeo Comune\ndi Asilo che, dopo una breve fase di registrazione negli Stati alle frontiere esterne, distribuisca i richiedenti\nasilo negli Stati membri dell'UE - tenendo conto delle circostanze personali. Rifiutiamo i controlli anticipati\ndella procedura di asilo alle frontiere esterne. Vogliamo vie di accesso più sicure e legali attraverso",
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          "text": "un'espansione dei corridoi umanitari. Vogliamo sempre garantire il salvataggio in mare, coordinato e finanziato\na livello europeo.\n4. Istituire un Ministero per le migrazioni\nLe migrazioni sono un fenomeno complesso, oggi gestito con politiche tra loro contraddittorie da vari ministeri\n(Interni, Lavoro, Istruzione, Salute, ecc.). Proponiamo l’istituzione di un Ministero per l’Immigrazione per\nsuperare la frammentazione di funzioni dei vari uffici che oggi rende complicato l’orientamento per i migranti\ne i cittadini, ma anche l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, generando inutili complessità.",
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          "text": "DIFESA E SICUREZZA\nDIFESA\nGli eventi degli ultimi anni ci hanno ricordato che per garantire la sicurezza dei nostri Paesi è necessario\nriformare gli apparati difensivi dal punto di vista qualitativo e quantitativo.\nA livello nazionale:\n1. Aumentare l ’ efficienza del settore difesa e migliorare la distribuzione della spesa\nAl 2022 la distribuzione del budget della Difesa è circa la seguente: 65,7% per il personale, 22,3% per gli\ninvestimenti, 12% per addestramento e manutenzione. Tuttavia la riforma Di Paola del 2012, stabilisce che le\nvarie componenti di spesa dovrebbero avere il seguente peso: 50% per il personale, 25% per gli investimenti\ne 25% per addestramento e manutenzione. Proponiamo di rivedere la distribuzione attuale del budget per\nraggiungere il target, avere mezzi pronti all ’ utilizzo anche improvviso e incrementare lo svolgimento di\nesercitazioni militari. Sul piano del personale, negli attuali scenari occorre verificare l’adeguatezza dei target\nfissati nel 2012 dalla riforma Di Paola. Gli evidenti squilibri in termini di età media e di consistenza delle\ndiverse categorie devono essere progressivamente corretti, con un significativo incremento della truppa. Sarà\nanche necessario creare meccanismi per favorire l’osmosi con la società civile in modo da valorizzare e\nsfruttare al meglio le capacità di chi si congeda dopo un periodo prefissato di servizio militare.\n2. Incrementare il budget per la spesa in Difesa e raggiungere il target del 2% entro il 2025\nAttualmente la spesa militare ammonta a circa l ’ 1,5% del PIL italiano, al di sotto degli accordi presi\nnell’ambito della NATO che prevedono un target del 2%. Per raggiungere tale obiettivo entro il 2025,\ndobbiamo aumentare la spesa militare di 2,6 mld l ’ anno.\n3. Migliorare il coordinamento interforze\nLa collaborazione tra le forze armate in Italia è molto limitata e questo genera forti inefficienze e costi\ngestionali elevati. A titolo esemplificativo basti pensare che l ’ Esercito, la Marina e l ’ Aeronautica hanno tre\nsistemi logistici, tre sistemi di servizi sanitari e anche tre servizi territoriali. Proponiamo un maggiore\ncoordinamento interforze che consentirebbe di raggiungere significative economie di scala e di scopo.\n4. Cybersecurity\nSviluppo e miglioramento della capacità di operare nuovi domini operativi cyber e spazio valorizzando le\ncompetenze che la Difesa esprime.\nA livello UE:\n5. Promuovere l ’ integrazione della catena logistica europea attraverso una maggiore integrazione\ndell ’ industria militare\nLa difesa in Europa è caratterizzata da un forte fenomeno di duplicazione e di incompatibilità dei prodotti\nindustriali degli equipaggiamenti e dei mezzi che deve essere risolto per consentire una catena logistica più\nefficiente e un maggior grado di coordinamento tra le forze europee. Questo può essere fatto stimolando ogni\npaese a specializzarsi nella fabbricazione di specifiche tipologie di equipaggiamento guaranteed quindi\nmaggiori economie di scala, la tutela dei posti di lavoro nell ’ industria militare in ogni paese, una maggiore\ninterdipendenza reciproca dei paesi (nessun paese sarebbe considerato superfluo).\n6. Creare nel medio periodo delle Unità europee per finalità specifiche e con un budget comune\nÈ necessario iniziare a creare delle unità per specifiche missioni comuni per avviare un processo di integrazione\nmilitare. La nostra proposta è di ampliare la capacità di dispiegamento attualmente prevista (ma non ancora\nimplementata) dall ’ UE di 5.000 militari, fino ad arrivare gradualmente a 60.000, come già previsto dallo\nHelsinki Headline Goal.",
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          "text": "SICUREZZA\nLa lotta alla mafia, a trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, deve fare altri passi avanti . I l fenomeno\ndeve essere contrastato con una maggiore integrazione delle forze di polizia e della magistratura a livello\ninternazionale, potenziando il progetto della Procura nazionale europea . Deve inoltre essere modificata la legge\nper lo scioglimento dei Comuni infiltrati dalla mafia, garantendo risorse adeguate e strumenti efficaci per\nevitare il fenomeno degli scioglimenti ripetuti ;\nGli strumenti di contrasto al terrorismo internazionale devono essere potenziati . I pericoli concreti non\nvengono scongiurati da una sorveglianza di massa, ma da misure mirate, come l'osservazione ravvic inata di\ncoloro che sono a rischio, come nel caso di soggetti radicalizzati che possono alimentare il circuito t e rroristico .\nVogliamo una p olizia forte, trasparente e a misura di cittadino: è necessario rafforzare gli strumenti a\ndisposizione delle forze d ell’ordine sia fisici sia digitali per lo svolgimento dei loro compiti . Infine, è\nnecessario un i nasprimento delle leggi sulle armi e maggiori controlli sul commercio illegale di armi, anche e\nsoprattutto sui mercati online.",
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          "text": "RIFORME ISTITUZIONALI\nLa nostra Costituzione è la carta di identità della nostra comunità e della nostra democrazia.\nSiamo orgogliosi e grati ai costituenti per la prima parte relativa ai principi fondamentali per noi inviolabile.\nLa seconda parte della costituzione ha invece da tempo mostrato i limiti di un sistema pensato per garantire un\ngoverno debole dopo l’esperienza drammatica del fascismo. Decenni dopo l’entrata in vigore della carta\ncostituzionale possiamo ripensare l’assetto istituzionale in un quadro sicuramente diverso.\nVari sono stati i tentativi di una riforma organica della costituzione che purtroppo non hanno mai superato la\nprova del parlamento o della conferma popolare tramite il referendum, come avvenuto da ultimo anche nel\n2016. Tuttavia, restano attuali le esigenze di cambiamento a cui quella riforma proponeva una soluzione e che,\na distanza di anni, anche molti detrattori hanno dovuto riconoscere essere reali. Del resto, questa legislatura\nnon ha in alcun modo offerto una soluzione al problema del bicameralismo paritario perché la riduzione del\nnumero dei parlamentari non sarà in grado di incidere in concreto sulla doppia fiducia dei due rami del\nparlamento, né sul procedimento legislativo.\n1. Superamento del bicameralismo paritario\nProponiamo pertanto di affrontare nuovamente il superamento del bicameralismo paritario e la procedura del\nvoto a data certa per velocizzare l’iter di approvazione delle leggi senza dover abusare dello strumento dei\ndecreti legge di urgenza e della apposizione della questione di fiducia.\n2. Riforma del Titolo V\nA 20 anni dalla approvazione della riforma del titolo V dobbiamo ammettere che il nuovo riparto di\ncompetenze tra stato e regioni ha creato confusione, aumentando il contenzioso tra i diversi livelli di governo,\ne soprattutto ha spesso paralizzato alcuni settori. Di recente la gestione della emergenza pandemica con la\nnecessità di coordinare 20 sistemi regionali differenti, nonché la necessità di rapidi investimenti nelle\ninfrastrutture energetiche dopo la crisi legata al conflitto ucraino, hanno rimesso al centro la necessità di\nrivedere completamente il titolo V, pur salvaguardando le autonomie speciali. In questo quadro, pare altrettanto\nurgente prevedere l’inserimento della clausola di supremazia che consenta allo stato i poteri necessari a\nsalvaguardare l’Unità giuridica ed economica della Repubblica.\n3. Sindaco d’Italia\nInfine, è sotto gli occhi di tutti che l’instabilità dei governi italiani è uno degli elementi di debolezza del nostro\npaese sia sul lato interno, sia nello scenario internazionale ed europeo. L’attuale sistema ha contributo a\ngenerare un senso di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni democratiche. Per cercare di ripristinare questo\nrapporto di fiducia e al contempo garantire maggiore stabilità ai governi proponiamo di prendere come modello\nl’istituzione più prossima ai cittadini per una riforma della costituzione. Per questo proponiamo l’elezione\ndiretta da parte dei cittadini del presidente del consiglio sul modello dei sindaci delle città più grandi. La\nriforma del cd sindaco di Italia si accompagna peraltro ad una necessaria riforma del sistema elettorale",
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          "text": "EUROPA, ESTERI E ITALIANI ALL’ESTERO\nEUROPA ED ESTERI\nDurante la pandemia, l’Unione europea ha usato tutte le competenze a sua disposizione per proteggerci. Il Next\nGeneration EU ha fornito uno scudo essenziale per mitigare gli effetti negativi della pandemia sull’economia,\ne il PNRR ci sta dando le risorse necessarie per avviare e consolidare la ripresa.\nCon una svolta in senso federale delle sue Istituzioni, l’Ue può fare ancora di più. Occorre riaprire il cantiere\ndelle riforme dei Trattati, recuperare lo spirito che animò Altiero Spinelli nel 1984 per dare maggiore capacità\nfiscale, per finanziare programmi di diretta competenza della Commissione, così che la Commissione non\nabbia come unico ruolo quello del “guardiano” che controlla i bilanci degli Stati membri; per finalizzare\nl’Unione economica e monetaria e in particolare l’Unione bancaria, con la creazione di un safe asset europeo\nche metta al riparo la tenuta dell’area euro dagli eccessivi spread.\nL’Unione europea si trova di fronte a scelte radicali, che impongono una revisione profonda e coraggiosa della\nsua identità, nel senso di un’attenuazione del suo ruolo, divenendo poco più di un accordo di cooperazione\nregionale, oppure nel senso di un suo rilancio, perché essa possa costituire un soggetto in grado di gestire le\nsfide (specie economiche, ma anche di sicurezza e difesa) internazionali. Noi siamo per la seconda.\n1. Abolire l’unanimità nel processo decisionale\nIl contesto istituzionale dell'UE definisce principi e obiettivi il cui perseguimento e la cui attuazione sono stati\nfrenati politicamente dalla scarsa volontà dei governi nazionali dei Paesi UE e da una regola - quella del voto\nall'unanimità - che non risponde alla domanda di una difesa e di sicurezza dell'UE unitaria e che la guerra in\nUcraina ha reso manifesta. La regola dell’unanimità in Consiglio consente a piccoli Stati - anche in materia\nfiscale o di gestione dei flussi migratori - di tenere in ostaggio il resto dell’Unione e deve essere superata.\n2. Adottare una politica estera comune\nIl conflitto in Ucraina ha reso ancora più evidente la necessità di adottare una politica estera comune europea.\nTuttavia, attualmente, un accordo tra 27 paesi sulla politica estera non sembra una strada percorribile.\nProponiamo quindi di avviare una trattativa solamente con i paesi interessati e con i quali risulti possibile\ntrovare un accordo. Nel breve periodo, la politica estera potrebbe essere attuata tramite contingenti composti\ndagli eserciti nazionali per poi arrivare nel lungo termine ad un’integrazione più consolidata dell’esercito e\ndella difesa comune.\n3. Completare il processo di riconoscimento dei titoli di studio nell’Unione\nPer favorire la mobilità all’interno dell’UE, servono regole comuni su istruzione e università per evitare\ndisuguaglianze, a cominciare dall'effettivo riconoscimento dei titoli di studio. Questo processo, già in corso,\ndeve essere completato attraverso una mappatura delle qualifiche esistenti per identificare dove queste non\nsiano valide.\nITALIANI ALL’ESTERO\nI cittadini italiani residenti all’estero sono 5.6 milioni. Le proposte di Azione hanno l’obiettivo di garantire i\ndiritti di rappresentatività e cura previsti dalla Costituzione, incoraggiando così la partecipazione attiva. Questo\nobiettivo verrà raggiunto occupandosi di migliorare il voto per corrispondenza, estendere la copertura del SSN,\nfacilitare l’accesso ai servizi burocratici, avviare alla cultura italiana e potenziare la rete di scuole italiane\nall’estero.\n1. Semplificare le procedure per consentire agli italiani all’estero di votare\nPer facilitare la partecipazione degli italiani alle elezioni proponiamo di velocizzare i processi per l’iscrizione\nall’AIRE e per ricevere i documenti necessari per il voto. Nei periodi elettorali gli uffici consolari dovranno\nallungare gli orari e i giorni di lavoro per permettere a tutti di avere accesso ai servizi elettorali. Inoltre, i",
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          "text": "cittadini non residenti in Italia devono poter richiedere di votare all’estero fino ad un mese prima delle elezioni\n(attualmente devono fare richiesta con due mesi di anticipo).\nInfine, è necessario potenziare la ricerca e le possibili sperimentazioni sulla digitalizzazione del procedimento\nelettorale in linea con quanto sperimentato con l’elezione dei Comites avvenuto nel 2021 in 11 paesi stranieri.\n2. Facilitare l’accesso ai servizi\nAncora oggi molti italiani residenti all’estero devono tornare in Italia per ragioni burocratiche. Tutti i servizi\ndella Pubblica Amministrazione devono essere accessibili agli italiani all’estero direttamente dai portali\ndigitali di Ambasciate e Consolati. Per esempio, se un italiano residente all’estero richiede il certificato di\nnascita non dovrà passare dal suo comune di nascita ma avrà la possibilità di riferirsi al consolato.\n3. Potenziare la rete di scuole italiane all’estero, avviare alla lettura e alla scrittura in italiano i figli dei\nresidenti all’estero\nIn molti paesi esteri non sono presenti scuole italiane. Insegnare ai bambini all’estero a leggere e scrivere in\nitaliano diventa un compito delle famiglie che non sempre dispongono degli strumenti pedagogici per\ninsegnare queste competenze. Riteniamo necessario che, nei Paesi con più italiani all’estero, i servizi consolari\ndebbano avere il compito di coordinare corsi di avvio alla lettura e alla scrittura per i figli degli italiani\nresidenti. Proponiamo inoltre di avviare un progetto di potenziamento delle scuole italiane all’estero e delle\nsezioni italiane nelle scuole internazionali, per contribuire a garantire il diritto all’istruzione, al mantenimento\ndell’identità culturale dei figli dei connazionali e dei cittadini di origine italiana e alla promozione e diffusione\ndella lingua e cultura italiana negli ambienti stranieri. Questo piano sarà definito dal Ministero dell’Istruzione\nin collaborazione il Ministero degli Affari Esteri.\n4. Consolati più accessibili e più efficienti.\nContinuare a rafforzare i servizi consolari nel mondo con maggiori dotazioni di personale e risorse e procedere\ncon forza sulla via della digitalizzazione dei servizi al cittadino\n5. Continuare a ridurre l’IMU dovuta dagli italiani all’estero\nIn questa legislatura siamo riusciti a reintrodurre l’esenzione al 50% (al 62.5% nel 2022) per i pensionati in\nconvenzione internazionale, dobbiamo continuare a ridurla anche per altre categorie di cittadini anche come\nmisura di promozione del ‘turismo delle radici’ e di sostegno per i piccoli borghi.\n6. Semplificare il riconoscimento dei titoli di studio\nSemplificare e accelerare le tempistiche di riconoscimento dei titoli di studio ottenuti dai cittadini italiani\nall’estero per sostenere la mobilità dei talenti e delle esperienze.\n7. Servizi pubblici celeri ed efficienti\nServe una riforma dell’AIRE che deve diventare unica e digitale per permettere l’iscrizione istantanea senza\naspettare mesi; semplificare l’ottenimento dello SPID per gli italiani iscritti all’AIRE.\n8. Riforma dei Comites e del CGIE\nPer favorire la partecipazione dei cittadini (per esempio abolendo l’inversione dell’opzione) e trasformarli in\norganismi che siano vera espressione delle comunità in cui operano.\n9. Cittadinanza\nGarantire il riacquisto della cittadinanza italiana per quanti l’hanno persa definendo accordi di doppia\ncittadinanza con tutti i paesi dell’Unione Europea in cui non sono ancora in vigore.",
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          "text": "REPERIMENTO DELLE RISORSE NECESSARIE A FINANZIARE GLI INTERVENTI\nNessun programma elettorale contiene mai le coperture finanziarie. Noi invece non fuggiamo dal problema.\nPerché è venuto il tempo della serietà.\nPer finanziare le misure contenute in questo programma proponiamo due principali direttrici di azione:\n1. Ogni euro già recuperato dall’evasione, torni in tasca ai contribuenti\nUno dei principi maggiormente condivisi “pagare tutti, pagare meno” non è in realtà un automatismo nei nostri\nmeccanismi di finanza pubblica. Noi proponiamo che lo diventi.\nProponiamo che ogni anno la riduzione strutturale del tax gap del triennio precedente vada automaticamente\ndestinata al fondo per la riduzione della pressione fiscale. Le risorse sono ingenti: dal 2014 al 2019 (fonte Mef)\nil tax gap fiscale e contributivo si è ridotto di 10 miliardi. Uno degli obiettivi del PNRR è una riduzione di\nammontare simile entro il 2024, e i primi dati disponibili confermano questo trend. Secondo noi queste risorse,\nderivanti dalla maggiore fedeltà fiscale degli italiani, devono tornare nelle tasche dei contribuenti onesti.\n2. Riprendere il controllo della spesa in acquisti\nI consumi intermedi della pubblica amministrazione nel 2009 erano 88,6 mld. Nel 2021 sono stati 110,43. Un\naumento in termini nominali di circa il 25%. In questo lasso di tempo, l’indice dei prezzi al consumo è\naumentato cumulativamente di circa il 15%. Stiamo quindi dicendo che in 12 anni (che hanno visto tre\nrecessioni, due delle quali le più pesanti della storia italiana in tempo di pace) gli acquisti di beni e servizi della\npubblica amministrazione sono aumentanti di 10 punti più dell’inflazione. La nostra proposta è semplice:\napplichiamo le più moderne tecniche di determinazione dei fabbisogni e di standardizzazione dei costi,\ncompletiamo il processo di riduzione e centralizzazione delle stazioni appaltanti e riportiamo i consumi\nintermedi al livello in cui sarebbero stati se fossero rimasti costanti in termini reali.",
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          "heading": "1. Ogni euro già recuperato dall’evasione, torni in tasca ai contribuenti",
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          "text": "1. Rimodulare il regime fiscale considerando la pratica sportiva un’attività legata al benessere psicofisico delle persone È necessaria una nuova impostazione del rapporto sport-fisco che incentivi maggiormente la pratica sportiva, attraverso la detraibilità delle spese sostenute per l’iscrizione a palestre/corsi/impianti sportivi. Considerato che lo sport contribuisce a migliorare la salute dei cittadini, questo deve essere incentivato attraverso una maggior defiscalizzazione come tutte le altre attività legate al benessere psico-fisico delle persone.",
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          "heading": "6. Eliminare il Reddito di Cittadinanza dopo il primo rifiuto e ridurlo dopo 2 anni",
          "text": "Per questo occorre introdurre delle modifiche che incentivino maggiormente la ricerca di un impiego e l’inserimento nel mercato del lavoro e rendano più giusti e inclusivi i criteri di accesso. Proponiamo che il sussidio venga tolto dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua e che ci sia un limite temporale di due anni per trovare un’occupazione, dopodiché l’importo dell’assegno deve essere ridotto di almeno un terzo e il beneficiario deve essere preso in carico dai servizi sociali del Comune.",
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          "heading": "6. Eliminare il Reddito di Cittadinanza dopo il primo rifiuto e ridurlo dopo 2 anni",
          "text": "7. Adottare modifiche sostanziali che eliminino le iniquità esistenti nella struttura del sussidio (a danno delle famiglie numerose e a coloro che vivono nelle grandi aree urbane) 8. Consentire concretamente alle agenzie private di trovare lavoro ai percettori del reddito I centri per l’impiego non sono stati efficaci nel favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro come dimostra la scarsa percentuale di percettori del reddito di cittadinanza che è riuscita a trovare un’occupazione.",
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          "heading": "1. Riformare i meccanismi di governance e coordinamento tra stato e regioni",
          "text": "2. Rapporto tra medicina ospedaliera, assistenza primaria, medicina territoriale e servizi sociali È necessaria una riorganizzazione dell’assistenza territoriale in ottica di prevenzione e promozione della salute e di garanzia della continuità delle cure. Sono inoltre necessari investimenti sull’assistenza residenziale e domiciliare per la popolazione fragile, finalizzati ad abbattere le esistenti barriere di accesso alle cure attribuibili ad importanti diseguaglianze geografiche e sociali.",
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          "text": "La pandemia COVID-19 ha reso evidente come la vulnerabilità di un sistema sanitario possa avere profonde ripercussioni, sia sulla salute degli individui ma anche sulla crescita economica e sociale. Sono forti le diseguaglianze relative all'accesso e alla qualità delle cure, l’inadeguatezza dell’assistenza territoriale, la scarsa integrazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale, l’impressionante carenza di personale. Per questo riteniamo necessario proporre una serie di misure.",
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          "heading": "3. Avviare un programma di reclutamento dei docenti",
          "text": "Riteniamo necessario avviare un programma di reclutamento per nuovi docenti e ricercatori al fine di allineare il rapporto docenti studenti agli standard europei. In Italia, infatti, il numero di studenti per ogni docente è di 20,3 mentre in Francia è di 16,8, nel Regno Unito di 15,4 e in Germania e Spagna è di 12. Il programma sarà anche l’occasione per correggere alcune criticità dell’attuale composizione del personale docente, caratterizzato un'età media elevata (di oltre 52 anni) e una quota di docenti internazionali del tutto residuale.",
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          "heading": "3. Valorizzazione delle professionalità e creazione della carriera di un docente",
          "text": "Si deve procedere a firmare il contratto scaduto da troppi anni in modo da garantire un aumento significativo dei salari di tutto il corpo docente. E in parallelo bisogna introdurre forme di carriera per il personale della scuola in modo da riconoscere anche formalmente le diverse professionalità che affiancano il Dirigente Scolastico nel funzionamento organizzativo e didattico, nonché le figure che costituiscono un vero e proprio middle management. Senza questo passaggio l’autonomia scolastica non potrà dirsi compiuta. Sia per i docenti che per il personale ATA si deve abbattere la percentuale di personale precario, riconducendola a livelli fisiologici.",
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          "heading": "FAMIGLIE E NATALITÀ",
          "text": "Il Family Act ha introdotto l’Assegno Unico Universale che prevede un investimento di 20 miliardi di euro ogni anno per le famiglie con i figli, di cui quasi 7 miliardi aggiuntivi rispetto al precedente caotico sistema di molteplici incentivi e aiuti, che impediva di capire il vero effetto sulla natalità e non era universale.",
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          "topic": "famiglia",
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          "heading": "1. Tutelare i diritti civili e combattere le discriminazioni",
          "text": "2. Assicurare il rispetto dei diritti e doveri da parte del genitore non collocatario nel caso di coppie separate Nel 2019 risultano divorziati (non risposati) 681.000 uomini e 990.000 donne. La legislazione vigente configura un sistema che introduce per le famiglie divorziate una mono genitorialità di fatto, con l’invenzione della figura del genitore “collocatario”, il quale gestisce i figli in pressoché completa solitudine e dall’altra parte il genitore “non collocatario”.",
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          "heading": "1. Realizzare un piano di investimenti per nuovi impianti di trattamento dei rifiuti",
          "text": "2. Aggiungere sulle confezioni maggiori informazioni sull’impatto ambientale dei prodotti in vendita Proponiamo una nuova etichetta che, seguendo il modello francese Eco-Score, indichi l’impatto ambientale dei prodotti in vendita facendo riferimento al ciclo di vita, il sistema di produzione (biologico, equo-solidale, etc), l’imballaggio, l’impatto legato ai trasporti, la riciclabilità degli imballaggi e il rispetto della biodiversità.",
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          "heading": "ECONOMIA CIRCOLARE",
          "text": "L’Italia è uno dei Paesi europei più virtuosi in materia di economia circolare: complessivamente ricicliamo circa il 68% dei nostri rifiuti (urbani e speciali) contro una media UE del 35% inoltre produciamo quasi la metà dei rifiuti rispetto alla media europea. Invece, per quanto riguarda i rifiuti urbani la quota di raccolta differenziata varia molto tra regioni del nord (circa 68,13%) e regioni del sud (circa 56,8%). In particolare, delle 8 regioni che non rispettano il target europeo sulla raccolta differenziata, 6 si trovano nel Mezzogiorno.",
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          "heading": "1. Breve Periodo: raggiungere l’indipendenza dal gas russo",
          "text": "includa rinnovabili e nucleare, impiegando le migliori tecnologie disponibili. Generare tutta l’energia elettrica necessario al 2050 con sole tecnologie rinnovabili variabili richiederebbe impianti eolici e fotovoltaici, sistemi di accumulo di breve e lungo termine, reti elettriche e conseguente occupazione di suolo in misura almeno tripla rispetto a un mix ottimale con rinnovabili e nucleare. Inoltre, i costi del sistema elettrico sarebbero fino al 50% più elevati. Per raggiungere questo obiettivo, occorre sin da ora definire il quadro regolatorio che disciplini il dispiegamento nel tempo delle tecnologie necessarie, alle migliori condizioni economiche.",
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          "heading": "1. Breve Periodo: raggiungere l’indipendenza dal gas russo",
          "text": "2. Medio periodo: ridurre del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 con fonti rinnovabili Dobbiamo proseguire il percorso di decarbonizzazione, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 55% rispetto al livello del 1990, possibilmente entro il 2030. Qualora il livello delle importazioni di energia elettrica dall’estero e di generazione idroelettrica interna dovessero risultare inferiori alle aspettative, e si dovesse destinare il bio-gas prevalentemente ad usi non elettrici, la capacità elettrica rinnovabile addizionale potrebbe essere ben superiore ai 70 GW cui fanno riferimento gli scenari europei.",
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          "heading": "1. Ridurre l’impatto del trasporto merci e diminuire l’uso di mezzi privati inquinanti",
          "text": "L’Italia ha una flotta di veicoli per il trasporto su gomma più vecchia rispetto alla media UE e una percentuale di trasporto su ferro del 12%, ventesima in Europa, dove la media è del 20%. Per ridurre le emissioni è necessario ringiovanire il parco mezzi, ripristinando il super e iper-ammortamento al 130% e 140%, destinato alla progressiva sostituzione delle flotte con mezzi meno inquinanti per il trasporto merci. Per favorire il trasporto su ferro bisogna investire 8 miliardi di euro per integrare le reti ferroviarie italiane nei corridoi europei, realizzando 5.100 km di binari per consentire il transito dei treni merci più lunghi (750 mt).",
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          "text": "Le infrastrutture per i trasporti rappresentano uno delle leve più efficaci in termini di moltiplicatore economico. Le nostre proposte delineano le principali priorità di intervento per quanto riguarda il settore dei trasporti.",
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          "heading": "2. Sviluppare competenze e leadership in settori strategici",
          "text": "Si intende supportare la transizione digitale e 4.0 delle imprese rafforzando il framework normativo originale di Industria 4.0, potenziando e razionalizzando i soggetti a cui questo supporto alle imprese compete (Centri di Competenza e Digital Innovation Hub), sostenendo in particolare la crescita delle PMI, ma anche la neocreata Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che deve essere partner e non solo controllore delle aziende.",
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          "heading": "2. Sviluppare competenze e leadership in settori strategici",
          "text": "3. Sostenere la nascita di aziende innovative e la transizione digitale delle imprese esistenti Per supportare le aziende innovative nascenti - digitali e non - proponiamo il modello della facilitazione d’impresa, abbinato alla razionalizzazione dei bandi di finanziamento, evitando la discrezionalità delle Regioni sulla definizione di “startup” e superando la modalità “click day” dei bandi pubblici. Prevediamo una sandbox normativa che permetta l’incontro agile tra startup e mercato e l’eliminazione di tutte le gabelle relative alla costituzione o al mantenimento della società, come ad es.",
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          "text": "La crisi demografica in corso in Italia è la più grave d’Europa. Per la prima volta sono negativi sia il saldo naturale che il saldo migratorio: il differenziale tra morti e nati è negativo da anni e in rapida crescita (l’anno scorso è stato poco meno di 310.000); il differenziale tra emigranti ed immigrati sta ritornando ai livelli pre- Covid, quando era anch’esso diventato negativo (già nel 2019, a dispetto della percezione legata agli sbarchi, gli emigranti erano stati più degli immigrati).",
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          "heading": "3. Politiche di asilo",
          "text": "Vogliamo offrire alle persone in cerca di protezione che arrivano in Europa e in Italia l'accesso a una procedura di asilo rapida ed equa. A tal fine, vogliamo superare il trattato di Dublino e creare un Sistema Europeo Comune di Asilo che, dopo una breve fase di registrazione negli Stati alle frontiere esterne, distribuisca i richiedenti asilo negli Stati membri dell'UE - tenendo conto delle circostanze personali. Rifiutiamo i controlli anticipati della procedura di asilo alle frontiere esterne. Vogliamo vie di accesso più sicure e legali attraverso",
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          "text": "La lotta alla mafia, a trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, deve fare altri passi avanti . I l fenomeno deve essere contrastato con una maggiore integrazione delle forze di polizia e della magistratura a livello internazionale, potenziando il progetto della Procura nazionale europea . Deve inoltre essere modificata la legge per lo scioglimento dei Comuni infiltrati dalla mafia, garantendo risorse adeguate e strumenti efficaci per evitare il fenomeno degli scioglimenti ripetuti ; Gli strumenti di contrasto al terrorismo internazionale devono essere potenziati .",
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          "heading": "EUROPA ED ESTERI",
          "text": "Durante la pandemia, l’Unione europea ha usato tutte le competenze a sua disposizione per proteggerci. Il Next Generation EU ha fornito uno scudo essenziale per mitigare gli effetti negativi della pandemia sull’economia, e il PNRR ci sta dando le risorse necessarie per avviare e consolidare la ripresa.",
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          "heading": "EUROPA ED ESTERI",
          "text": "Con una svolta in senso federale delle sue Istituzioni, l’Ue può fare ancora di più. Occorre riaprire il cantiere delle riforme dei Trattati, recuperare lo spirito che animò Altiero Spinelli nel 1984 per dare maggiore capacità fiscale, per finanziare programmi di diretta competenza della Commissione, così che la Commissione non abbia come unico ruolo quello del “guardiano” che controlla i bilanci degli Stati membri; per finalizzare l’Unione economica e monetaria e in particolare l’Unione bancaria, con la creazione di un safe asset europeo che metta al riparo la tenuta dell’area euro dagli eccessivi spread.",
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          "heading": "2. Adottare una politica estera comune",
          "text": "Proponiamo quindi di avviare una trattativa solamente con i paesi interessati e con i quali risulti possibile trovare un accordo. Nel breve periodo, la politica estera potrebbe essere attuata tramite contingenti composti dagli eserciti nazionali per poi arrivare nel lungo termine ad un’integrazione più consolidata dell’esercito e della difesa comune.",
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          "heading": "1. Aumentare l ’ efficienza del settore difesa e migliorare la distribuzione della spesa",
          "text": "2. Incrementare il budget per la spesa in Difesa e raggiungere il target del 2% entro il 2025 Attualmente la spesa militare ammonta a circa l ’ 1,5% del PIL italiano, al di sotto degli accordi presi nell’ambito della NATO che prevedono un target del 2%. Per raggiungere tale obiettivo entro il 2025, dobbiamo aumentare la spesa militare di 2,6 mld l ’ anno.",
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          "heading": "RIFORME ISTITUZIONALI",
          "text": "Vari sono stati i tentativi di una riforma organica della costituzione che purtroppo non hanno mai superato la prova del parlamento o della conferma popolare tramite il referendum, come avvenuto da ultimo anche nel 2016. Tuttavia, restano attuali le esigenze di cambiamento a cui quella riforma proponeva una soluzione e che, a distanza di anni, anche molti detrattori hanno dovuto riconoscere essere reali. Del resto, questa legislatura non ha in alcun modo offerto una soluzione al problema del bicameralismo paritario perché la riduzione del numero dei parlamentari non sarà in grado di incidere in concreto sulla doppia fiducia dei due rami del parlamento, né sul procedimento legislativo.",
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          "text": "ELEZIONI\nDELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA\nPROGRAMMA ELETTORALE Movimegto-par le\ni Vi FE\nS&gretariplazionale\nDESTRE UNITE - AiEMAK degne\nCapo della forza politica: Massimiliano Panero.\nIl Movimento “Destre Unite” è una federazione di persone, associazioni, partiti e/o movimenti politici che ha il fine di garantire la dignità spirituale e le aspirazioni economiche e sociali del popolo italiano, nel rispetto delle sue tradizioni di civiltà e di unità nazionale, nella coerenza con i valori di\nlibertà personale e di solidarietà generale, nella costante adesione ai principi democratici ed alle\nregole delle Istituzioni rappresentative. In accordo e in diretta collaborazione con il partito politico a\nlivello europeo “AEMN - Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali”, nell’ottica di una generale\nreinterpretazione e più ampia collaborazione tra le Istituzioni nazionali e quelle europee e con\nl’obiettivo di un sincero e partecipato rilancio dei valori e dell’importanza del vivere comune dei popoli europei, ha realizzato il proprio programma elettorale per le Elezioni Politiche Italiane del\n2022, sviluppandolo su alcuni principi cardine, frutto del confronto e del dialogo tra le tante anime\n| della Destra e del Centro-Destra. Questi punti sono: La salvaguardia e la tutela della nostra millenaria cultura nazionale, la difesa dei diritti del nostro popolo e soprattutto delle sue fasce\npiù deboli; il rilancio del senso civico e del senso dello Stato; il miglioramento della funzionalità e dell’efficienza del sistema Paese.\nQuesti principi cardine si vogliono sviluppare su questi assi principali: Riforme istituzionali e del\nfunzionamento dello Stato, Politiche sociali più incisive e “Sanità” di servizio; Rinnovata\npolitica estera, Europa delle Nazioni, Battaglia della Cultura, Famiglia al centro, Più impresa\ne più lavoro.\nRiforme istituzionali e del funzionamento dello Stato.\nRitenendo che non sia più sufficiente il semplice cambio delle maggioranze di governo ma che sia divenuto\nnecessario e improcrastinabile un profondo cambio del sistema politico-istituzionale, rinnovando così il patto\ntra la politica (intesa nella sua accezione più profonda di “etica della polis”) e i cittadini e ridefinendo il ruolo\ndello Stato (quale guida principale della comunità Nazionale), occorre assolutamente riportare l’effettiva sovranità del Paese direttamente nelle mani degli Italiani, con strumenti normativi e di riforma che consentano\nun accesso diretto, reale e immediato alla vita politica e al funzionamento della cosa pubblica a tutti i livelli.\nSi ritiene perciò fondamentale una nuova determinazione dei poteri dello Stato e delle sue figure, con un\nequo e percepito contrappeso tra le stesse.\nQuesto si può ottenere da un lato esclusivamente con l’introduzione dell’elezione diretta del Capo del Governo e/o del Capo dello Stato. Una maggioranza di governo chiara e stabile può venire controbilanciata da\nun Parlamento molto più libero dalle emergenzialità e, conseguentemente, più attento ai bisogni del Paese.\nTale libertà può quindi consentire una nuova e profonda riforma elettorale che garantisca il più possibile\nl’accesso all’agone parlamentare, attraverso l’introduzione di un sistema proporzionale puro e senza so- i\nglia di sbarramento, la reintroduzione delle preferenze nel voto dei cittadini e l’inserimento del diritto\ndi tribuna (con quote di rappresentanza per le formazioni minori). Solo un Parlamento in cui vi possa essere\nil più ampio contributo possibile dei cittadini può realmente rappresentare lo specchio del Paese.\nA fronte di ciò, però, si deve anche procedere con una riduzione del numero dei Parlamentari ed introdurre il limite del numero massimo di due mandati consecutivi, così come già avvenuto con successo peri\nSindaci.\nInoltre, una riduzione drastica delle retribuzioni per gli incarichi elettivi e per le nomine pubbliche, |\nintroducendo un divieto al cumulo delle stesse, potrà concretamente riavvicinare la classe politica ai suoi\nconcittadini.\nAnche in altri ambiti dello Stato occorre agire con incisione, ad esempio operando normativamente per una\nnetta separazione tra le carriere, per il riconoscimento della responsabilità civile dei Giudici e con il",
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          "text": "divieto alla candidatura per gli operatori della giustizia, fino al quinto anno successivo all’esercizio della\npropria funzione.\nLe recenti riforme di stampo “pseudo-federalistico’ hanno alterato il tessuto uniforme dello Stato generando,\nda una parte una differenza di tassazioni e servizi tra i cittadini di aree anche tra loro attigue (e consentendo\ni l’esistenza di legislature regionali a volte molto distanti, se non addirittura in contrasto), e dall’altra degenerando e portando “in periferia” ì supposti malcostumi che si intendevano combattere “al centro”. Indubbio è\nche la visione regionalistica del Paese abbia fallito, mentre in contemporanea lo “svuotamento” delle Provin-\nNa Be non ha fatto altro'che allontanare ancor di più il cittadino dalla percezione delle presenza rassicurante\nAI dello Stato, definito su base provinciale, nella sua cellula più piccola, fin dalla sua fondazione. Diviene ne-\nWE invertire la tendenza, avvicinando la presenza di sostegno e supporto dello Stato e tornando ad\nRA MNiformare tra loro i cittadini Italiani: ne consegue l’abolizione delle Regioni e il rilancio e la riorganizza-\n2i0ne delle Province, potenziandone le competenze e stabilendo gli ambiti territoriali ottimali, sulla base dei\nservizi utili al territorio.\nFormare, quindi, ma anche e soprattutto tutelare, i “dipendenti” e i “rappresentanti” dello Stato, coloro che -\nogni giorno - rendono possibile l’esistenza e.il funzionamento del sistema Paese. Occorre quindi destinare\npolitiche più attente soprattutto nei confronti delle Forze Armate e di polizia, con stipendi più decorosi e rispettosi per coloro che ogni giorno rischiano la propria vita con rinnovate indennità operative, indennità\ndi comando e progressioni di carriera, fornendo altresì mezzi e strumenti aggiornati, funzionanti e idonei per un effettivo svolgimento delle funzioni previste e garantendo, per la sicurezza dei cittadini come per\nl’impegno degli operatori, la certezza della pena.\nDefinite questi passi, si ritiene necessario attuare azioni volte alla promozione dei valori Civici e dell’etica\ndello Stato a tutti i livelli della formazione scolastica, universitaria e attraverso i media per il rafforzamento di\nuna rinnovata coscienza nazionale.\nTutto questo, portando ad un rinnovato rapporto di vicinanza tra lo Stato e i cittadini, darà modo a questi -\npartecipi e attivi della vita comune del Paese - di aprire un serio e ampio dibattito sull’effettività della rappresentanza e sulla necessaria continuità (etico, storica e morale) dello Stato, volgendo il dibattito pubblico\nanche sulle più profonde e radicali riforme Istituzionali (non più calate dall’alte e subite pedissequamente,\nma volute e condivise dalla maggioranza) e valutando così ogni opzione, ivi incluso il passaggio ad un sistema di monarchia costituzionale.\nPolitiche sociali più incisive e “Sanità” di servizio.\nLo Stato deve guidare e sostenere i suoi cittadini e non opprimerli o sfruttarli: occorre pertanto ribaltare completamente il punto di vista e riportare l’individuo al centro, piegando il sistema ai suoi bisogni.\nPunto fondamentale di una tale ridefinizione dello Stato è certamente la lotta alla ludopatia e la cancellazione dello “stato biscazziere”: nuove norme devono uniformare, a livello nazionale, la situazione, contrastando il gioco diffuso e introducendo politiche di recupero e sostegno per i soggetti colpiti e per le famiglie.\nAl tempo stesso, non potendo eticamente “far cassa” sulla salute dei cittadini, occorre rivedere integralmente le politiche legate ai Monopoli dello Stato, destinando comunque e in formula totale le risorse\nincamerate da quei settori alla cura, alla ricerca e alle politiche di contrasto alle dipendenze.\nNella stessa ottica si propone l’introduzione del concetto della “dignità del cittadino”, per la quale lo\nStato (o ogni altro Ente) prima di obbligare ad un pagamento, debba accertarsi della permanenza delle condizioni minime di dignità e, in ogni caso, non possa richiedere pagamenti superiori al 50 per cento di quanto\nrealmente introitato dal debitore ogni anno, al di sotto di una determinata soglia. Conseguentemente si rende\nnecessario l'abolizione degli organismi puramente esattoriali e l’abolizione di qualsiasi tassazione sulla proprietà o sul reddito derivante dalla proprietà della prima casa, che non è un reddito per il cittadino\ni o la famiglia, ma un fondamento, una risorsa e un investimento strutturale della comunità nazionale.\nPo ERA La salute non è solo un diritto dei cittadini, ma anche una risorsa per lo Stato. Quindi occorre bloccare im- |\nNeW mediatamente qualsiasi forma di taglio o riduzione dei servizi offerti, premiando comunque l’econo-\n| Ai micità e la funzionalità, e si ritiene determinante un rapido rilancio della ricerca e una curata promozione\ndella prevenzione. i\nLa sanità pubblica deve tornare ad essere “di servizio” per il cittadino e riportata nei margini dei dettami costituzionali. Si richiede quindi l’abolizione immediata di ogni obbligo vaccinale, di ogni strumento di\ncontrollo sulle condizioni di salute del cittadino e ogni possibile limitazione ai suoi movimenti e al i\nsuo lavoro. Anche la percezione della “salute pubblica” deve divenire condivisa e partecipata, con iniziative\nvolte a promuovere il rispetto dell’altrui salute, la tutela della propria e incentivi (anche lavorativi ed economici) per l’attività preventiva e per lo sport.\nUn sano e serio riequilibrio di quanto accaduto negli ultimi anni può avvenire esclusivamente con serietà,\nsincerità e trasparenza. Verrà quindi posta come condizione fondamentale ad ogni maggioranza e ad ogni\nMovimento der le\nIl Segietariq Npzieriale\nMass milia o panero\n\ndj |",
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          "text": "Am, livello amministrativo, la presenza e la partecipazione ad una Commissione di Inchiesta sulla gestione\n\\dell’emergenza sanitaria del Covid-19, senza scudi amministrativi o penali per eventuali responsabilità.\nVO DI formare il sistema pensionistico e previdenziale significa poi dare nuova linfa alla comunità nazionale.\n“/Wazione, non più procrastinabile, si deve realizzare coniugando sussidiarietà, meritocrazia e solidarietà\nRI LE con una definizione rigida della destinazione dei fondi collezionati. Se infatti ognuno contribuisce al siste-\n“an ma in ragione delle proprie possibilità, lo Stato non può e non deve fare alcuna distinzione tra i propri concittadini e l’erogazione di assistenza e pensioni deve divenire uguale tra tutti.\nFotografare l’esistente' significa poi rilevare una società multi-etnica. Negare o immaginare politiche di\npuro blocco del flusso migratorio, significa invece pura demagogia. Rinunciare al sostegno umano alle persone in reale difficoltà, in fuga da discriminazioni, guerre o oppressioni, non può essere considerato minimamente paragonabile agli standard di civiltà che l’Italia, con millenni di impegni, ha sofferto per darsi. Occorre offrire l’opportunità a chi vuole crescere, a chi vuole investire e a chi dimostra di voler amare il\nnostro Paese di poterlo fare, governando al tempo stesso con rigore il fenomeno e salvaguardando\nla nostra cultura, le nostre tradizioni e il nostro stile di vita e ponendo (ad esempio) condizioni pregiudiziali, come un corretto e pieno uso della nostra lingua. Al tempo stesso un “NO” fermo e assoluto ad\naccordi con quei Paesi fantoccio che spesso ricattano l’Italia con la pressione migratoria, per ottenere\ningenti finanziamenti per i quali, in alcun modo, si riesce poi a monitorarne la destinazione. Ma invece\nun’ampia e completa collaborazione con le organizzazioni internazionali, anche con il sostegno delle\nnostre Forze Armate (sia in Italia sia in altri scenari) e, al tempo stesso, una chiara e corretta definizione\ndella questione migratoria come questione europea, condizione pregiudiziale per qualsiasi mantenimento di ulteriori impegni economici da parte del Paese in seno all’Unione.\nRinnovata politica estera.\nL'azione della politica estera dello Stato è, da tempo, appiattita al di fuori degli interessi nazionali, in un'ottica”\ncollaborativa sterile e poco propositiva che, negli anni, ha profondamente ridotto il peso del Paese nello scenario internazionale.\nOccorre invertire immediatamente questa rotta, non solo per consentire una ritrovata presenza e percezione di un’Italia forte e determinata, ma anche per tutelare gli interessi del Paese, dei suoi cittadini e\ndelle sue tante imprese che operano in tutto il mondo.\nPur confermando e salvaguardando gli esistenti accordi di cooperazione internazionale, si intende agire anche in modo indipendente, per testimoniare una nuova fase. 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Si pensi (a titolo d'esempio) recentemente alla Libia o più\nindietro nel tempo all’Africa Orientale, dove vj sono aree che, come in Somalia, vivono una totale assenza di\nqualsivoglia forma di stato da oltre vent'anni o che, come in Eritrea, sono da sempre soggiogate a dispotici\nregimi dittatoriali.\nUn forte impegno diplomatico, una reale azione politica e imprenditoriale o, laddove necessario, la promozione di una presenza militare internazionale sono passi che devono impegnare in modo primario la nostra\npolitica estera, anche per disattivare consistentemente i flussi dei profughi o le emergenze umanitarie nell'area.\nMN Europa delle Nazioni.\nDI) Nello specifico dell’Unione Europea, volendo osteggiare qualsiasi forma di “pensiero unico” o la distinzione\ndè Ms) tra partner primari e secondari, siamo profondamente contrari al Trattato di Lisbona e ne proponiamo\nsp un'immediata e profonda riscrittura, ridando centralità ai “Valori” e non alla “Valuta”, ripartendo dal\ne i disegno di una Carta Costituzionale che coltivi la diversità delle culture, delle tradizioni e delle lingue\nautoctone in un’Europa di nazioni libere, indipendenti e paritarie, nel quadro di una confederazione\ndi Stati nazione sovrani.\nBattaglia della Cultura.\nPer un Paese che possiede oltre la metà del patrimonio artistico e culturale del mondo, non dare centralità\nalla cultura, in qualsiasi ambito amministrativo, significa assumere un atteggiamento miope e, forse, addirittura suicida. Si ritiene fondamentale quindi, avviare da subito una vera e propria “Battaglia della Cultura” e\nper la cultura, che (seguendo i dettami dell’Articolo 9 della Carta Costituzionale) sostenga e promuova\noperazioni di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio esistente e che stimoli nuove realizzazioni\nin tutti i campi, così come incoraggi l’associazionismo e le imprese culturali, soprattutto dove vi ianp\nmMoviment&pr ie,\nzionale\nMassiinitiabpPanero",
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          "text": "progetti di tutela del retaggio culturale nazionale, del paesaggio, delle tradizioni locali e nuove proposizioni.\nUniversità e ricerca devono essere elemento trainante della società e dell’economia, così come vanno\navviati programmi di investimento che migliorino sensibilmente la qualità nelle scuole e incentivino la competizione tra pubblico e privato.\nL'Italia può fare di turismo, “made in Italy’ ed eccellenza il proprio fiore all’occhiello, ma è necessario sbui rocratizzare e semplificare il funzionamento della macchina pubblica, incentivare l'innovazione tecnoi AN logica e stimolare creatività e meritocrazia.\nStrumenti come il credito di imposta o la defiscalizzazione possono fare molto, ma occorre osare di più. 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Occorre poi definire la sostenibilità economica delle famiglie, applicando\nla suddivisione aritmetica del reddito complessivo per il numero dei componenti del nucleo familiare e tassando conseguentemente la famiglia e non il suo singolo componente.\nLa tutela dei diritti dei minori deve poi essere l'elemento centrale di ogni valutazione politica, soprattutto\ngarantendo poi ad ognuno di essi tutte la possibilità di accedere alle migliori scuole disponibili e di migliorare, in un’ottica meritocratica, le proprie condizioni sociali e culturali.\nPer offrire stabilità e crescita economica alle famiglie, occorre inoltre ribaltare la mentalità stessa dell’edilizia popolare, cioè cessare di “creare status permanenti di povertà e sussistenza” per dare invece la possibilità alle famiglie di migliorare sensibilmente le proprie condizioni sociali, con il supporto dell’amministrazione pubblica, accrescendo il senso di responsabilità e la partecipazione attiva dei cittadini. i\nSi prevede quindi di sostituire la costruzione delle case popolari con l’acquisto nel tessuto urbanistico\ngià costruito dai privati e il passaggio dall’edilizia popolare alla proprietà popolare, garantita direttamente dallo Stato. Ecco la semplificazione ed il buon senso!\nPiù impresa e più lavoro.\nLa presenza di imprenditori attenti e responsabili significa una crescita certa del Paese e un miglioramento\ndei volumi del lavoro e della retribuzione. La presenza di speculatori finanziari crea invece desertificazione e\ndisoccupazione.\nSolo in un rinnovato rapporto tra uno Stato non oppressore, una classe politica competente e sincera e una\ncittadinanza attiva e partecipata si possono superare queste enormi difficoltà del contemporaneo. Il cittadino non è un potenziale delinquente a prescindere e dev'essere lasciato il più possibile libero di agire ed\noperare, senza alcuna forma di possibile limitazione, coercizione o controllo. 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          "text": "con certificazione medica di specialista la ragione della sua necessità.\nRisarcimento diretto di tutti | lavoratori non vaccinati sospesi, pari al doppio\ndello stipendio non percepito. Ristoro di tutte le attività produttive, impedite\no rallentate, dai Governi dal 2020 ad oggi, pari alla dichiarazione reddituale\ndel 2018. Annullamento d'ufficio di tutte le sanzioni amministrative adottate\nsulla scorta di DPCM e decreti legge con riferimento alla gestione della\ncosiddetta “pandemia”. Annullamento d'ufficio delle sanzioni per omessa\ninoculazione di sieri genici. Risarcimento del danno derivante\ndall’inoculazione di sieri genici. Piena attuazione dell’art. 32 della\nCostituzione, in particolare, con riferimento al rispetto della persona\numana. Riforma del TSO, con previsione della presenza di un avvocato di\n| fiducia nella fase preliminare rispetto all’intervento dei medici. Sospensione\ndella partecipazione dell’Italia al’OMS e apertura di un tavolo\ninternazionale per estromettere gli interessi privati dalle sedi decisionali di\ninteresse nazionale di ciascuno Stato aderente. Abolizione della Legge\nLorenzin. Risarcimento del danno subito da minori a seguito di\ninoculazione di sieri di ogni genere, con responsabilità oggettiva a carico\ndel produttore. Moratoria dei cosiddetti “vaccini” ed analisi di quanto\nsuccesso dal 1978 ad oggi. Commissioni parlamentari d’inchiesta sul\nrapporti tra OMS e produttori farmaceutici e/o altri privati a qualunque titolo\nintervenuti in materia dal 1988 ad oggi, e sui rapporti tra “virostar” e “Big\nPharma”. Legge sul conflitto di interessi e previsione di pesanti sanzioni\npenali per l’esposizione della salute pubblica a pericoli. Abolizione di tutti\ngli ordini professionali, con salvaguardia degli albi da tenere presso il\nPes SRO Ministero dell’Interno. Estensione degli albi alle nuove figure professionali\nSL da accreditare sui tavoli ministeriali. Abolizione della vivisezione. Contrasto\nNA dell’ideologia neomalthusiana di riduzione del numero della popolazione e\nAA i di ogni teoria sul sovrappopolamento del pianeta. Introduzione del reato di\n“ie NZ} pericolo di genocidio nella programmazione politica. Divieto di\nsz) DI sperimentazione dei farmaci sull'uomo. Implementazione della medicina\nee SS sul territorio e ripristino delle visite a domicilio del “medico di famiglia”.\nll PA Potenziamento della figura del “medico di famiglia”. Deaziendalizzazione\nig della sanità pubblica. Istituzione del Ministero per il benessere del\ncittadino. Piano straordinario per la cura dentale della popolazione. Piano\nstraordinario per il supporto alla vista e all’udito del cittadino.\nSpurocratizzazione e semplificazione per l’accesso del cittadino alle visite,\nalle analisi e alle cure mediche. Abolizione del ticket. Divieto di uso di\nmateriale umano abortivo per la ricerca scientifica o per la produzione di\nfarmaci o altri prodotti. Divieto di intervento nello sviluppo ormonale del\nminori. Cancellazione di tutti i dati biometrici raccolti durante la pandemia.\nAbolizione dell’obbligatorietà del Fascicolo Sanitario Elettronico.\n2 Recesso dai trattati europei. Cancellazione del vincolo di pareggio di\nbilancio dalla Costituzione. Abolizione del debito pubblico. Emissione di\nmoneta a credito di proprietà popolare. Piena attuazione dell’art. 11 della\nCostituzione. Superamento della NATO. Neutralità e disarmo. Ritiro di ogni\nsanzione internazionale che non sia nei confronti di soggetti destinatari di\nprovvedimenti giudiziali definitivi esecutivi. Ritiro di ogni sanzione nei\nconfronti di popolazioni o di categorie di persone. Divieto di coinvolgimento\ndiretto o indiretto dell’Italia in operazioni belliche. Istituzione di tribunale\ninternazionale per i crimini di guerra nel conflitto ucraino. Commissioni di\ninchiesta parlamentari sulla responsabilità a qualunque titolo dei membri\nForza del Popolo |\nwww.forzadelpopolo.org\n2",
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          "text": "del Governo Draghi Mario e di tutti i parlamentari uscenti, in particolare per\nindividuare loro connessioni dirette indirette con soggetti privati o enti\nstranieri. Stop immediato di forniture militari a Paesi in guerra. Promozione\ndi organo interparlamentare tra Paesi europei aperto anche a paesi\nextraeuropei diretto a promuovere la risoluzione non violenta dei conflitti\ninternazionali con metodi di dialogo e di cooperazione.\n4. Disciplina dei flussi migratori. Progetti di sviluppo sui territori di\nprovenienza del migranti. Rispetto assoluto della dignità umana del\nmigranti. Utilizzo delle basi militari Nato e americane presenti in Italia per lo\nsmistamento dei migranti in territorio nazionale e in territori di altri Stati,\nsecondo accordi multilaterali di equa ripartizione di responsabilità e di\nsolidarietà umana. Rimpatrio di migranti violenti e che vivono in Italia su\ncrimine, delinquenza, spaccio, sfruttamento della prostituzione.\nDivieto di diffusione dell'ideologia gender fluid e/o transgender nelle scuole\npubbliche o private di qualsiasi livello. Lotta a tutte le discriminazioni.\nRiforma scolastica con ripristino del Maestro unico per la scuola elementare\ne del Preside a tutti i livelli. Ripristino delle materie letterarie. Riduzione\ndell'orario scolastico. Affiancamento all'attività scolastica di attività di\ndoposcuola o di tempo prolungato fondate su sport, musica, arte e\nartigianato. Protezione della famiglia. Potenziamento di asili nido e di scuole\nmaterne e sostegno delle famiglie per il pagamento delle rette. Aumento\ndelle ore lavorative libere per maternità e paternità. Contrasto della\nmaternità surrogata. Supporto alla maternità e superamento dell’aborto\ncome metodo contraccettivo ex post. Difesa della vita dal concepimento alla\nmorte naturale. Aggravamento della sanzione penale per omicidio del\nconsenziente e per chi istiga al suicidio. Contrasto all’artificio di laboratorio\nnel concepimento della vita, alla sperimentazione embrionale, alla\nmanipolazione genetica, alla maternità surrogata, ad ogni dottrina o pratica\neugenetica e transumanista. Moratoria e commissione parlamentare di\nSAD inchiesta su tutte le implicazioni sanitarie, di privacy e di conflitto di\nLAI interessi. Dismissione di ogni progetto sullo sfruttamento dell’energia\nNO nucleare. Smantellamento dei siti nucleari e loro cambio di destinazione per\ndl fini di utilità sociale.\nSÌ 6. Abolizione del canone RAI. Abolizione del bollo auto. Abolizione di bolli e\ntassa di registro per il trasferimento di proprietà di automezzi. Abolizione di\nbolli per certificati pubblici di ogni genere. Abolizione della tassa di\nregistrazione di contratti di comodato e di locazione, sia a fini abitativi e\nche commerciali. IVA al 4% per bevande vegetali e servizi per il benessere\ndella persona. Iva al 10% per ogni altro bene o servizio. Aliquota IRPEF\ndel 5% per redditi netti annui inferiori ad €. 15.000; aliquota del 10% per\nredditi tra 15.000,01 netti annui a €. 30.000 netti annui; aliquota al 15% per\nredditi tra €. 30.000,01 netti annui e €. 100.000 netti annui; aliquota del\n20% per redditi netti annui superiori a €. 100.000. Detrazione di ogni spesa\nsanitaria di tipo diagnostico e di tipo terapeutico. Detrazioni nella misura\ndel 20% delle spese veterinarie per animali domestici. Detrazioni totali per\nspese veterinarie per soccorso di animali di strada. Sburocratizzazione e\nsemplificazione delle procedure di gestione di qualunque attività del terzo\nsettore di solidarietà nei confronti di minori abbandonati o disabili, anziani\nnon autosufficienti, ragazze madri, disabili psichici e fisici in genere e loro\nsottrazione all’ordinario sistema fiscale e tributario. Sburocratizzazione e\nsemplificazione delle procedure di gestione di canili e di rifugi per animali\ni\nForza del SZ ANA Ma e\nwww.forzadelpopolo.org\n3",
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          "text": "Li pe\n8 Difesa del lavoro, dell'impresa\ni\nH e dell'economia\nme.laglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori\nAGR\ni “putela del potere d'acquisto di famiglie, lavoratori e pensionati di fronte alla crisi\nai onomica e agli elevati tassi di inflazione\nre\nInterventi sull'IVA per calmierare i prezzi dei beni di prima necessità e ampliamento della platea dei beni con IVA ridotta\ne Riduzione IVA sui prodotti energetici\nDefiscalizzazione e incentivazione del welfare aziendale, anche attraverso detassazione e decontribuzione premi di produzione e buoni energia\ne Maggiori tutele per lavoro autonomo e libere professioni, tutela delle micro e\ndelle piccole medie imprese, lotta alla concorrenza sleale\nEstensione della possibilità di utilizzo dei voucher lavoro, in particolar modo per\ni settori del turismo e dell'agricoltura\nContrasto al lavoro irregolare, rafforzamento della prevenzione degli infortuni e\ndefiscalizzazione dei costi della sicurezza sul lavoro\nRafforzamento dei meccanismi di decontribuzione per il lavoro femminile, gli\nunder-35, i disabili, e per le assunzioni nelle zone svantaggiate PLS\nVA lin sN\nIncentivi all'imprenditoria femminile e giovanile, in particolare nelle aree deprf? N/D RA\nENEA\ne UA\nFacilitazione per l'accesso al credito per famiglie e imprese Ci “Pi by she,\nPolitiche di sostegno alle aziende ad alta intensità occupazionale SAAS\nPE pris”\nRafforzamento delle politiche attive per il lavoro\nInnalzamento del limite all'uso del denaro contante, allineandolo alla /media\ndell'Unione Europea\nBonus edilizi: salvaguardia delle situazioni in essere e riordino degli incentivi\ndestinati alla riqualificazione, alla messa in sicurezza e all'efficientamento energetico degli immobili residenziali pubblici e privati\nfps TB\ni Fi)\n9 BERLUSCONI\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "Il sottoscritto Alfredo Messina, nato a Colleferro (RM) 1'8 settembre\n1935, domiciliato in Roma via in Lucina n. 17 nella qualità di Commissario\ndell'Amministratore Nazionale e Legale Rappresentante del Movimento\na a\nPolitico Forza Italia sottoscrive il presente programma, indicando quale capo\ndella forza politica SILVIO BERLUSCONI, nato a Milano il 29 settembre\n1936, domiciliato in Roma, Via in Lucina n. 17 ai sensi di quanto previsto\ndall'art. 14-bis, comma 3, del testo unico di cui al d.P.R. n. 361/1957.\nSen. Alfredo Messina (Forza Îtalia)\nREPERTORIO N.\nAUTENTICA DI FIRMA - REPUBBLICA ITALIANA\nCertifico io sottoscritto dott. Claudio Togna Notaio in Roma, con studio in via Ulpiano n. 47, iscritto nel\nRuolo dei Distretti Notarili Riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia, che il signor:\n- MESSINA Alfredo nato a Colleferro (RM) l’8 settembre 1935, domiciliato in Roma via in Lucina n. 17,\ncodice fiscale MSS LRD 35P08 C858T, della cui identità personale, qualifica e poteri io Notaio sono certo,\nprevia ammonizione fatta ai sensi degli articoli 3 e 76 del D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni false o\nreticenti ha firmato in calce in mia presenza la scrittura che precede.\n| Roma, 11 (undici) agosto 2022 iilaventidue), in via in Lucina, 17\ne EHA Nn\n17",
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          "text": "SS LI\nGIORGIA\nMELONI\nd’ITALIA\n\nPER L'ITALIA\nAccordo quadro di programma\nper un Governo di centrodestra\nuumz—n———————— Programma elettorale | elezioni politiche 25 settembre 2022",
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          "text": "Italia, a pieno titolo parte dell'Europa,\n= =\ndell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente.\nEH Più Italia in Europa, più Europa nel Mondo\ne Politica estera incentrata sulla tutela dell'interesse nazionale e la difesa della Patria\nRispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico\ndell’Italia nel contesto geopolitico\nRispetto degli impegni assunti nell’Alleanza Atlantica, anche in merito\nall'adeguamento degli stanziamenti per la difesa, sostegno all'Ucraina di fronte\nall'invasione della Federazione Russa e sostegno ad ogni iniziativa diplomatica\nvolta alla soluzione del conflitto\ne Piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di\nun'’Unione Europea più politica e meno burocratica\ne Revisione delle regole del Patto di stabilità e della governance economica al fine\ndi attuare politiche in grado di assicurare una crescita stabile e duratura e la piena\noccupazione\nTutela degli interessi nazionali nella discussione dei dossier legislativi europei,\nanche alla luce dei cambiamenti avvenuti nel contesto internazionale, con\nparticolare riferimento alla transizione ecologica\ne Incentivare il processo di designazione di sedi di enti internazionali sul territorio\nitaliano\ne Centralità dell'Italia nell’area mediterranea\nPiano straordinario europeo per lo sviluppo del continente africano, anche\nattraverso politiche di cooperazione internazionale finalizzate alla crescita\nsocio-economica e alla stabilità politica\nDifesa e promozione delle radici e identità storiche e culturali classiche e\ngiudaico-cristiane dell'Europa\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "dell'Europa,",
            "dell'Alleanza",
            "dell'Occidente.",
            "EH",
            "nell’Alleanza",
            "all'Ucraina",
            "un'’Unione",
            "nell’area",
            "dell'Europa"
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          "text": "Infrastrutture strategiche\ne utilizzo efficiente delle risorse europee\ne Pieno utilizzo delle risorse del PNRR, colmando gli attuali ritardi di attuazione\ne Accordo con la Commissione europea, così come previsto dai Regolamenti europei,\n| per la revisione del PNRR in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità\ne Efficientamento dell'utilizzo dei fondi europei con riferimento all'aumento dei\ncosti dell'energia e delle materie prime\nGarantire la piena attuazione delle misure previste per il Sud italia e le aree\nsvantaggiate\nRendere l'italila competitiva con gli altri Stati europei attraverso\nl'ammodernamento della rete infrastrutturale e la realizzazione delle grandi opere.\nPotenziamento della rete dell'alta velocità per collegare tutto il territorio nazionale\ndal Nord alla Sicilia, realizzando il ponte sullo Stretto\ne Potenziamento e sviluppo delle infrastrutture digitali ed estensione della banda\nultralarga in tutta Italia\nDifesa delle infrastrutture strategiche nazionali\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "dell'energia",
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            "l'italila"
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          "text": "Riforme istituzionali, della giustizia\ne della Pubblica Amministrazione\nH secondo Costituzione\nElezione diretta del Presidente della Repubblica\ne Attuare il percorso già avviato per il riconoscimento delle Autonomie ai sensi\ndell'art. 116, comma 3 della Costituzione, garantendo tutti meccanismi di\nperequazione previsti dall'art. 119 della Costituzione\ne Piena attuazione della legge sul federalismo fiscale e Roma Capitale\nValorizzazione del ruolo degli enti locali\ne Riforma della giustizia e dell'ordinamento giudiziario: separazione delle carriere\ne riforma del CSM\nRiforma del processo civile e penale: giusto processo e ragionevole durata,\nefficientamento delle procedure, stop ai processi mediatici e diritto alla buona\nfama\ne Riforma del diritto penale: razionalizzazione delle pene e garanzia della loro\neffettività, riforma del diritto penale dell'economia, interventi di efficientamento su\nprecetti e sanzioni penali\ne Principio della pari dignità fra Pubblica Amministrazione e cittadino\nDelegificazione e deregolamentazione per razionalizzare il funzionamento della\nPubblica Amministrazione\nDigitalizzazione, efficientamento e ammodernamento della Pubblica\nAmministrazione\ne Semplificazione del Codice degli appalti\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
          "words": 170,
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            "Riforme",
            "dell'economia,",
            "Digitalizzazione,"
          ],
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          "text": "4. Per un fisco equo\ne Riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi\ne No a patrimoniali dichiarate o mascherate\ne Abolizione dei micro tributi che comportano eccessivi oneri di gestione per lo\nStato\ne Pace fiscale e \"saldo e stralcio\": accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione\ndel pregresso\ne Politiche fiscali ispirate al principio del \"chi più assume, meno paga”\nEstensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato, flat tax\nsu incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti, con la prospettiva di\nulteriore ampliamento per famiglie e imprese\ne Semplificazione degli adempimenti e razionalizzazione del complesso sistema\ntributario\ne Rapporto più equo tra Fisco e contribuenti: procedure semplificate, onere della\nprova fiscale a carico dello Stato, riforma della giustizia tributaria e superamento\ndell'’eccesso di afflittività del sistema sanzionatorio\ne Introduzione del \"conto unico fiscale” per la piena e immediata compensazione\ndei crediti e dei debiti verso la PA\ne Diritto al conto corrente per tutti i cittadini\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "dell'’eccesso",
            "fiscale”"
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          "text": "RR\n5 H Sostegno alla famiglia e alla natalità\ne Allineamento alla media europea della spesa pubblica per infanzia e famiglia\ne Piano di sostegno alla natalità, prevedendo anche asili nido gratuiti, asili nido\naziendali, ludoteche\nRiduzione dell'aliquota IVA sui prodotti e servizi per l'infanzia\ne Aumento dell'assegno unico e universale\ne Progressiva introduzione del quoziente familiare\ne Sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico attraverso l'incremento dei\nlivelli essenziali di assistenza sociale\ne Politiche di conciliazione lavoro-famiglia per madri e padri\ne Tutela del lavoro delle giovani madri\nFerma tutela della proprietà privata e creazione di un sistema di protezione della\ncasa e immediato sgombero delle case occupate\nAgevolazioni per l'accesso al mutuo per l'acquisto della prima casa per le giovani\ncoppie\n| e Sostegno ai genitori separati o divorziati in difficoltà economica\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "RR"
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          "text": "Sicurezza e contrasto\nLL] LL) =\nH all'immigrazione illegale\ne Decreti sicurezza\ne Adeguamento dell'organico e delle dotazioni delle Forze dell'Ordine e dei Vigili\ndel Fuoco, fattiva collaborazione di questi con la Polizia locale e le Forze armate\nper consentire un capillare controllo del territorio\ne Implementazione della sicurezza nelle città: rafforzamento operazione strade\nsicure, poliziotto di quartiere e videosorveglianza\ne Contrasto al fenomeno delle baby gang e alla microcriminalità\ne Potenziamento delle misure e dei sistemi di cyber-sicurezza\nRiqualificazione di quartieri, edifici, stazioni, strade e parchi in stato di degrado e\ndi illegalità diffusa. Norme più severe per gli atti contro il decoro\ne Azioni incisive e urgenti per il contrasto al crescente fenomeno della violenza nei\nconfronti delle donne\ne Lotta alle mafie e al terrorismo\nContrasto ad ogni forma di antisemitismo e all'’integralismo islamico\ne Combattere lo spaccio e la diffusione delle droghe con ogni mezzo, anche\nattraverso campagne di prevenzione e informazione\ne Piano carceri, maggiore attenzione alla Polizia Penitenziaria e accordi con gli\nStati esteri per la detenzione in patria dei detenuti stranieri\ne Contrasto all'immigrazione irregolare e gestione ordinata dei flussi legali di\nimmigrazione\ne Favorire l'inclusione sociale e lavorativa degli immigrati regolari\ne Difesa dei confini nazionali ed europei come richiesto dall'UE con il nuovo Patto\nper la migrazione e l'asilo, con controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi per\nfermare, in accordo con le autorità del nord Africa, la tratta degli esseri umani\ne Creazione di hot-spot nei territori extra-europei, gestiti dall'Unione Europea, per\nvalutare le richieste d'asilo\nGarantire ai Comuni le risorse necessarie per far fronte alle spese per la gestione\ne la presa in carico dei minori non accompagnati\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "LL]",
            "LL)",
            "all'’integralismo",
            "Piano",
            "l'asilo,"
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          "text": "EH Tutela della salute\nSviluppo della sanità di prossimità e della medicina territoriale, rafforzamento\ndella medicina predittiva e incremento dell'organico di medici e operatori sanitari\ne Aggiornamento dei piani pandemici e di emergenza e revisione del Piano sanitario\nnazionale\nOltre la pandemia: ripristino delle prestazioni ordinarie e delle procedure di\nscreening, abbattimento dei tempi delle liste di attesa\ne Estensione prestazioni medico sanitarie esenti da ticket\ne Contrasto alla pandemia da Covid-19 attraverso la promozione di comportamenti\nvirtuosi e adeguamenti strutturali - come la ventilazione meccanica controllata e il\npotenziamento dei trasporti - senza compressione delle libertà individuali\ne Riordino delle scuole di specializzazione dell’area medica\nRevisione del piano oncologico nazionale\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "EH",
            "Tutela",
            "dell'organico"
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          "text": "Li PH\n8 Difesa del lavoro, dell'impresa\n=\nH e dell'economia\ne Taglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori\ne Tutela del potere d'acquisto di famiglie, lavoratori e pensionati di fronte alla crisi\neconomica e agli elevati tassi di inflazione\ne interventi sull'IVA per calmierare i prezzi dei beni di prima necessità e\nampliamento della platea dei beni con IVA ridotta\ne Riduzione IVA sui prodotti energetici\ne Defiscalizzazione e incentivazione del welfare aziendale, anche attraverso\ndetassazione e decontribuzione premi di produzione e buoni energia\ne Maggiori tutele per lavoro autonomo e libere professioni, tutela delle micro e\ndelle piccole medie imprese, lotta alla concorrenza sleale\ne Estensione della possibilità di utilizzo dei voucher lavoro, in particolar modo per\ni settori del turismo e dell'agricoltura\ne Contrasto al lavoro irregolare, rafforzamento della prevenzione degli infortuni e\ndefiscalizzazione dei costi della sicurezza sul lavoro\ne Rafforzamento dei meccanismi di decontribuzione per il lavoro femminile, gli\nunder-35, i disabili, e per le assunzioni nelle zone svantaggiate\ne Incentivi all'imprenditoria femminile e giovanile, in particolare nelle aree depresse\ne Facilitazione per l’accesso al credito per famiglie e imprese\ne Politiche di sostegno alle aziende ad alta intensità occupazionale\ne Rafforzamento delle politiche attive per il lavoro\ne Innalzamento del limite all'uso del denaro contante, allineandolo alla media\ndell’Unione Europea\ne Bonus edilizi: salvaguardia delle situazioni in essere e riordino degli incentivi\ndestinati alla riqualificazione, alla messa in sicurezza e all'efficientamento\nenergetico degli immobili residenziali pubblici e privati\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "Li",
            "PH",
            "dell'impresa",
            "dell'economia",
            "interventi",
            "modo",
            "l’accesso",
            "all'uso",
            "dell’Unione",
            "all'efficientamento",
            "L'ITALIA"
          ],
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          "text": "Stato sociale e sostegno ai bisognosi\ne Ridefinizione del sistema di ammortizzatori sociali al fine di introdurre sussidi più\nequi ed universali\ne Sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di\ninclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del\nlavoro\n|nnalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità\nFlessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso alla pensione, favorendo il\nricambio generazionale\ne Controllo sull'effettiva applicazione degli incentivi all'inserimento dei disabili nel\nmondo del lavoro\ne Piano straordinario di riqualificazione delle periferie, anche attraverso il rilancio\ndell'edilizia residenziale pubblica\ne Potenziamento di politiche mirate alla piena presa in carico delle persone con\ndisabilità, anche attraverso l'incremento delle relative risorse\ne Maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità\ngrave\n\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "dell’attuale",
            "|nnalzamento",
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          "text": "1 O. Made in Italy, cultura e turismo\ne Valorizzare la Bellezza dell'Italia nella sua immagine riconosciuta nel mondo\nTutela e promozione del Made in Italy, con riguardo alla tipicità delle eccellenze\nitaliane\ne Italiani all’estero come ambasciatori dell'Italia e del Made in Italy: promozione\ndelle nostre eccellenze e della nostra cultura attraverso le comunità italiane nel\nmondo\ne Costituzione di reti di impresa del comparto turistico, per la promozione e\ncommercializzazione del settore, anche a livello internazionale. Sostegno al settore\ndello spettacolo e incentivi per l'organizzazione di eventi a livello nazionale\ne Sostegno alla presenza dell'Italia nei circuiti dei grandi eventi internazionali\ne Tutela della nautica e delle imprese balneari: 8000 km di litorale, 300.000 addetti\ndel settore, un patrimonio che va tutelato\nTutela e promozione del patrimonio culturale, artistico, archeologico, materiale e\nimmateriale, e valorizzazione delle professionalità culturali che costituiscono il\nvolano economico e identitario italiano\ne Valorizzazione e promozione di un'offerta turistica diversificata\nSupporto alla digitalizzazione dell'intera filiera del settore turistico e della cultura\ne Contrasto all'esercizio abusivo delle professioni e delle attività del turismo e della\ncultura\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "Li Li LI\n11 La sfida dell'autosufficienza\nenergetica\ne Transizione energetica sostenibile\ne Aumento della produzione dell'energia rinnovabile\nDiversificazione degli approvvigionamenti energetici e realizzazione di un piano\nper l'’autosufficienza energetica\ne Pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova\nrealizzazione di pozzi di gas naturale in un'ottica di utilizzo sostenibile delle fonti\ne Promozione dell'’efficientamento energetico\ne Sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo\ne Ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima\ngenerazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito\ne sicuro\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "Li",
            "LI",
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            "dell'energia",
            "l'’autosufficienza",
            "un'ottica",
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          "text": "i LL Li Li\n2 L'Ambiente, una priorita\ne Rispettare e aggiornare gli impegni internazionali assunti dall'Italia per\ncontrastare i cambiamenti climatici\ne Definizione ed attuazione del piano strategico nazionale di economia circolare in\ngrado di ridurre il consumo delle risorse naturali, aumentare il livello qualitativo e\nquantitativo del riciclo dei rifiuti, ridurre i conferimenti in discarica, trasformare il\nrifiuto in energia rinnovabile attraverso la realizzazione di impianti innovativi e\nsostenibili\ne Piano straordinario per la tutela e la salvaguardia della qualità delle acque\nmarittime e interne ed efficientamento delle reti idriche per limitare il fenomeno\ndella dispersione delle acque\ne Programma straordinario di resilienza delle aree a rischio dissesto idrogeologico\ncon interventi mirati\nSalvaguardia della biodiversità, anche attraverso l'istituzione di nuove riserve\nnaturali\ne Promozione dell'educazione ambientale e al rispetto della fauna e della flora\ne Rimboschimento e piantumazione di alberi sull'intero territorio nazionale, in\nparticolare nelle zone colpite da incendi o calamità naturali\ne Incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico e promuovere e favorire politiche di\nmobilità urbana sostenibile\n( ee\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "LL",
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            "L'Ambiente,",
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          "text": "L'Agricoltura: la nostra storia,\nil nostro futuro\ne Promozione di una Politica Agricola Comune e di un piano strategico nazionale,\ncapaci di rispondere alle esigenze di oggi, per uno sviluppo che coniughi\nindipendenza e sostenibilità ambientale ed economica\ne Salvaguardia del comparto agroalimentare, lotta al nutri-score e all'italian sounding\nTutela delle specificità e delle eccellenze agricole italiane e loro promozione sui\nmercati esteri\ne Rifinanziamento della misura \"Più Impresa” a favore dei giovani agricoltori e\ndell'imprenditoria femminile\ne Innalzamento dei massimali degli aiuti in regime de minimis per le imprese\nagricole, allineandoli a quanto previsto negli altri settori economici\ne Promozione di una filiera italiana per l'innovazione in agricoltura\ne Rafforzamento degli strumenti di garanzia sui finanziamenti a favore delle\nimprese agricole, degli allevamenti e della pesca\ne Potenziamento degli strumenti di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare\ne Riconoscimento e valorizzazione delle piccole produzioni locali di qualità\ne Interventi di contrasto al fenomeno della proliferazione della fauna selvatica e alla\ndiffusione delle epidemie animali\nInterventi per un \"piano nazionale invasi” per l'irrigazione agricola\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "dell'imprenditoria",
            "Interventi"
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          "text": "Le i\n14. Scuola, università e ricerca\ne Rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico\nPiano per l'eliminazione del precariato del personale docente e investimento\nnella formazione e aggiornamento dei docenti\ne Ammodernamento, messa in sicurezza, nuove realizzazioni di edilizia scolastica e\nresidenze universitarie\ne Valorizzazione e promozione delle scuole tecniche professionali volte\nall'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro\ne Allineamento ai parametri europei degli investimenti nella ricerca\ne Incentivare i corsi universitari per le professioni STEM\ne Maggiore sostegno agli studenti meritevoli e incapienti\ne Riconoscere la libertà di scelta educativa delle famiglie attraverso il buono scuola\ne Favorire il rientro degli italiani altamente specializzati attualmente all'estero\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra\nae al iii",
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            "al",
            "iii"
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          "text": "1 5 H Giovani, sport e sociale\ne Valutazione dell'impatto generazionale delle leggi e dei provvedimenti a tutela\ndelle future generazioni\ne Sostegno allo sport quale strumento di crescita e integrazione sociale e\npromozione di stili di vita sani\ne Potenziamento degli strumenti di finanziamento per esperienze formative e\nlavorative all'estero per giovani diplomati e laureati, finalizzate al reimpiego sul\nterritorio nazionale delle competenze acquisite\ne Supporto e valorizzazione degli enti del Terzo settore e delle associazioni\nsportive dilettantistiche, nell'ottica del principio di sussidiarietà\ne Reintroduzione e rafforzamento del sistema del prestito d'onore per studenti\nuniversitari\nProgramma di investimento e potenziamento dell'impiantistica sportiva, anche\nscolastica e universitaria\ne Introduzione di borse di studio universitarie per meriti sportivi\ne Promozione e rilancio dell’artigianato e dell’impresa come prospettiva lavorativa\nper le nuove generazioni\ne Supporto all'imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up\ntecnologiche e a valenza sociale\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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            "nell'ottica",
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          "text": "PER L'ITALIA\nAccordo quadro di programma\nper un Governo di centrodestra\nen",
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            "en"
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          "text": "La sottoscritta On. Giorgia Meloni, nata a Roma il 15 gennaio 1977, codice fiscale\nn. MLNGRG77A55H501C nella qualità di Presidente Nazionale di Fratelli d’Italia — Alleanza\nNazionale, giuste disposizioni del Congresso Nazionale di Fratelli d’Italia del 3 Dicembre 2017\nin ottemperanza all’art. 9 dello Statuto di Fratelli d’Italia\nDICHIARA\ndi sottoscrivere il Programma Elettorale del movimento politico denominato “Fratelli d’Italia\ncon Giorgia Meloni” e l’indicazione della sottoscritta On. Giorgia Meloni quale capo della forza\npolitica “Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni” ai sensi e ai fini articolo 14 -bis del testo unico 30\nmarzo 1957, n. 361.\nLa sottoscritta, inoltre, acconsente al trattamento dei dati personali ai sensi dell’articolo 2-sexies,\ncomma 2, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, introdotto dal d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101, a seguito\ndell’approvazione del Regolamento (UE) 2016/679 del 27 aprile 2016, per le sole finalità\npreviste dal d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, dal d.lgs. 20 dicembre\n1993, n. 533, e successive modificazioni, nonché dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, e\nsuccessive modificazioni.\n(te Meloni\n\nAUTENTIFICAZIONE DELLA FIRMA\nA norma dell’articolo 21, comma 2, del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, certifico che è vera e autentica la firma\napposta in mia presenza alla sopra estesa dichiarazione firma in calce e a margine degli altri fogli l’atto che\nprecede interamente scritto su 19 fogli, dal’On. Giorgia Meloni, nata a Roma il 15 gennaio 1977, ivi domiciliata\nper la carica in Via Scrofa, 39 da me identificato con il seguente documento: Carta d’Identità n. CA124931U.\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale nella quale può incorrere in caso\ndi dichiarazione mendace.\nRoma, addì 11/08/2022\nCE RD\nSS PRO\nDo i li none\nSee 53 del Sen ol A rn\nAntonio Pain",
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          "text": "H all'immigrazione illegale e Decreti sicurezza e Adeguamento dell'organico e delle dotazioni delle Forze dell'Ordine e dei Vigili del Fuoco, fattiva collaborazione di questi con la Polizia locale e le Forze armate per consentire un capillare controllo del territorio e Implementazione della sicurezza nelle città: rafforzamento operazione strade sicure, poliziotto di quartiere e videosorveglianza e Contrasto al fenomeno delle baby gang e alla microcriminalità e Potenziamento delle misure e dei sistemi di cyber-sicurezza Riqualificazione di quartieri, edifici, stazioni, strade e parchi in stato di degrado e di illegalità diffusa.",
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          "text": "PROGRAMMA ELETTORALE del gruppo politico “FREE”\nPresidente e rappresentante legale il sig. Marco Lusetti, nato a Guastalla (RE) il 08-11-1973, cod.fisc.:\nLSTMRC73S08E253A\n1) porre alla base del proprio agire lo spirito dell’ Assemblea costituente e la Costituzione della\nRepubblica Italiana\n2) concorrere con metodo democratico a determinare la politica locale, regionale e nazionale; mantenendo\ngli impegni presi con i Cittadini; adempiendo con disciplina ed onore alle funzioni pubbliche\neventualmente ricoperte\n3) mettersi a disposizione dei Cittadini, al fine di difenderli dalla politica, dallo Stato e dalla Magistratura,\nladdove fosse necessario\n4) Compiere ogni azione necessaria per garantire ai Cittadini la libertà dal bisogno.\nFirma\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nA norma dell'articolo 21, comma 2, del D.P.R. 28 dicembre 2000, n.445, certifico che è vera e autentica la firma apposta\nin mia presenza dal sig. Marco Lusetti, nato a Guastalla (RE), il 08-11-1973, domiciliato in Via Allende 2, Colorno (PR),\nda me identificato con il seguente documento: carta di identità n. CA40801IT.\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale nella quale può incorrere in caso di\ndichiarazione mendace.\nCESENA ur adi ZE\"\ne i i\n/ Avv. CEAYDAO PIE\nTimbro Vial i\nale Oberd ig ad Ce (FC)\ni / Tel. Lee Fax\na i a pi\nue Prerl@sthdiglageridasadel.it\nFirma leggibile (nome e cognome per esteso) e qualifica\ndel pubblico ufficiale che procede all'autenticazione\ndati contenuti nel presente modulo saranno utilizzati in conformità al regolamento UE 2016/679 del 27 aprile\n2016 per le sole finalità previste dal d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, dal d.lgs. 20 dicembre\n1993, n. 533, e successive modificazioni, e dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, e successive modificazioni, e secondo le\nmodalità a ciò strettamente collegate.",
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          "text": "/ sottoscritti sig.ri:\nPAPPALARDO On.le Antonio, nato a Palermo il 25 giugno 1946 e residente ad\nHammamet (Tunisia) Rue De Corail n.3 e PRESUTTI On.le Angelo nato a Luco\ndei Marsi (AQ) il 13 agosto 1933 e residente a Forlì, Via Piero\nMaroncelli n.7, ad integrazione del documento portante il programma\npolitico del movimento politico, sociale e culturale GILET ARANCIONI\n(UNIONE CATTOLICA ITALIANA - UCI), dichiarano che l'On.le Antonio\nPappalardo suddetto è investito della carica di Capo della Forza Politica\n“Movimento GILET ARANCIONI (UNIONE CATTOLICA ITALIANA UCI)”.\nRoma, 12 agosto 2022.\n/ i\ni i Rn fi\npe le Via fa\n/ di ZA po\n\nNOTAIO\nRICCARPO SCUCCIMARRA\nVia Nazionale, 54 - 00184 ROMA\nTel. 064825097 - Tel/Fax 064881320\nrscuccimarrannotariato.it\n\nL'anno duemilaventidue, il giorno dodici del mese di agosto, in Roma, nel\nmio studio, io sottoscritto, dott. RICCARDO SCUCCIMARRA, Notaio residente\nin Roma, con studio in Via Nazionale n. 54, iscritto nel Ruolo, dei\nDistretti Notarili Riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia, certifico\nche i Sig.rìi:\nPAPPALARDO On.le Antonio, nato a Palermo il 25 giugno 1946 e residente ad\nHammamet {Tunisia) Rue De Corail n.3 e PRESUTTI On.le Angelo nato a Luco\ndei Marsi (AQ) il 13 agosto 1933 e residente a Forlì, Via Piero\nMaroncelli n.7, della cui identità personale io Notaio mi sono accertato,\nrispettivamente a mezzo carta d'identità n.CA22887FD, rilasciata dal\nComune di Roma il 27 settembre 2019, ed a mezzo carta d'identità\nn.CA86497GA, rilasciata dal Comune di Forlì il 5 febbraio 2020, in corso\ndi validità, previa ammonizione fatta circa le sanzioni penali comminate\nai sensi dall'art. 76 del T.U. in materia di documentazione\namministrativa ({(D.P.R. 28.12.2000 n. 445) per il caso di dichiarazioni\nmendaci, hanno apposto la firma in calce alla dichiarazione che precede,\nin mia vista e presenza. EEREN\nd OI PE}\npa a fi dEi NO\ne e / PERO\nse e e IRR ELA LA\n/ (Le UE se Sn Gip >\naz (ra A_N Li Lo\ni pe Co > iù SA",
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          "text": "PARANCIONIN\nGNERA\ni\nZe, NE e\n4 MBÌ AÙ po\nLavorare insieme per l’Umanità nella pace”\nPROGRAMMA POLITICO\nPremessa PAST\nTZ ESODO\nIl Partito politico “Unione Cattolica Italiana” (UCI) e il Movimento politico, speigle e nt\nculturale “Gilet Arancioni” ambisconoe a raccogliere le istanze della maggioranza del’ PogolD.\nItaliano, che non si riconosce negli atti liberticidi dei Parlamenti e Governi, che si sono Ace i\nnel tempo, che hanno cercato di cambiare a proprio uso e consumo la Carta Costituzionalègtdit\ni violare i suoi principi fondamentali con DPCM, illegittimi e anticostituzionali, che già diversi giudiéi.\ndella Repubblica hanno pesantemente censurato.\nPrimo atto del Movimento è invitare la maggioranza degli Italiani a unirsi per creare le basi\nper formare una nuova maggioranza parlamentare la quale dovrà istituire un Tribunale Storico\ndelle Verità contro gli attuali governanti e vertici delle aziende sanitarie {Italiane e non), che si\nsono macchiati di gravissimi delitti contro l’Umanità.\nIl progetto politico dei due Movimenti politici prevedono radicali trasformazioni dello Stato\nItaliano e delle sue relazioni internazionali. Trasformazioni non dettate da slogan che mirano alla\n“pancia della Gente”, bensì contenute in programmi che hanno come unico obiettivo quello di\ncambiare l’attuale sistema politico, economico, sociale e finanziario, creato per ulteriormente\narricchire lobby di potere, che si riuniscono sotto la sigla “Nuovo Ordine Mondiale”, per realizzare\ni un Nuovo Umanesimo.\nprimi punti del programma politico sono i seguenti:\n- restituzione e rafforzamento delle libertà costituzionali;\n- accertamento scientifico sul COVID 19, per verificarne la pericolosità pandemica e la sua\nletalità, tali da bloccare l’intera economia mondiale;\n- dimissioni immediate di Sergio Mattarella, governanti e parlamentari in quanto tutti abusivi\ne illegittimi, per violazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 e dell’art. 66\ndella Costituzione; A",
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          "text": "- affrontare le emergenze dell’acqua, delle energie (elettricità, petrolio e gas), del disastro\nambientale, delle catastrofi naturali, causate dall’uomo e dello smaltimento dei rifiuti, con\nprogettualità che definiscano in modo risolutivo le problematiche connesse.\nMovimenti politici si propongono di contrastare il Nuovo Ordine Mondiale, scaturente\ndalle maggiori organizzazioni mondiali, che ha infiltrato con le proprie idee e i propri\nuomini Istituzioni, Università e Mondo della Finanza e dell’Economia, della Organizzazione\nMondiale della Sanità, delle Istituzioni Sanitarie.\nIn questo complesso quadro, nazionale ed internazionale, obiettivi specifici del Movimento\ndel Popolo sono:\n1) abbattere consorterie massoniche, burocrazia, clientelismo, corruzione politica, conflitti di\ninteresse e collusione con le mafie;\n2) abbattere i partiti, definiti da Simone Weil, filosofa e scrittrice, “ladri di verità e di giustizia\nMeccanismo di oppressione spirituale e mentale ... meccanismi di occupazione delle\nistituzioni e delle società pubbliche, nelle quali divorano risorse e beni pubblici”. Lo stesso\nEnrico Berlinguer così disse in una intervista: “: partiti hanno occupato lo Stato e tutte le\nsue istituzioni, a partire dal governo, hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza,\nle banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV ELE\nalcuni grandi giornali. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attud}i;\ndirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione’\ndell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credità. a\nbancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti’ dii;\nclientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, und\ncattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari\nfanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto\ndi riconoscimenti dovuti”;\n3) creare monete nazionali che facciano cessare il meccanismo del debito in mano a soggetti\ninternazionali che governano, in tal modo, l’economia e la finanza dell’Italia;\n4) riforma ed equità del sistema tributario\n5) individuare meccanismi di controllo sulla dinamica costituzionale affinché le regole della\nCarta Costituzionale non vengano piegate alle esigenze dei partiti o di interessi occulti;\n6) conferire il concreto potere di controllo di Banca d’Italia sulle Banche, riportando Banca\nd’Italia sotto il controllo del Parlamento;\n7) trasformare l’Italia in un Paese della Pace e in un Giardino ecologico;\n8) combattere la dittatura tecnocratica e il terrorismo mediatico con una disciplina etica della\ntecnologia e dell’informazione;\n9) smantellare l’oligopolio dei big tech;\n10) liberare la salute pubblica dagli interessi nazionali e internazionali dell’Organizzazione\nMondiale della Sanità e delle Multinazionali farmaceutiche con il recupero dei valori del\ngiuramento di Ippocrate;\n11) tutelare i principi fondamentali della difesa della vita e della famiglia naturale, con\nparticolare riguardo all’educazione della prole;\n2",
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          "text": "12) preservare la dignità dell’essere umano, garantendo la piena occupazione ed\nemancipazione sociale; anche attraverso il miglioramento del sistema educativo che\nrappresenta la base di tale emancipazione;\n13) garantire il diritto alla salute senza imposizioni di alcuna sorta e per qualsiasi motivo. Il\nrispetto della personalità individuale è un valore assoluto;\n14) stampa della moneta “Lira Italica, dapprima complementare e parallela all’Euro, quindi\nsostitutiva e anche in forma elettronica, con il cambio 1 a 1 con l’euro, da distribuire con\nimmediatezza a tutti gli Italiani maggiorenni nella misura di 1.200 Lire mensili; adottando\nprovvedimenti economico-finanziari di equilibrio fra i costi e benefici dei singoli che\ncompongono la collettività, grazie ad un programma innovativo e ricco di saggezza e\ncreatività, al fine di riavviare i processi produttivi delle piccole e medie imprese e stabilire\nun nuovo paradigma (economico sociale e finanziario) per indicare un Nuovo Umanesimo\nal Mondo intero;\n15) restituzione del potere d’acquisto a tutti i Cittadini della Repubblica prima dell’entrata in\nvigore dell'Euro;\n16) costituire un “Tribunale Storico delle Verità”, composto da Sette Saggi, eminenti\npersonalità nel campo del diritto e della storia delle nazioni, per giudicare alcuni personaggi\nSA (anche deceduti) che, legati alle varie mafie e alle lobby di potere economico-finanziari@r\nPO | hanno consentito a taluni soggetti di infiltrarsi fra le massime istituzioni politiche “Hello SSL,\nAi Li i Stato e della magistratura, per ristabilire alla fine la verità storica. RANE\nNel Programma Politico, sono elencate tutte le riforme che dovranno essere attuate Per:\nrifondare la Repubblica e modernizzare tutti i suoi apparati pubblici, lontani da ogni tipi Zi\ni corruttela e collusione con le varie mafie. ir\n1) Revisione della Carta Costituzionale, in armonia dei principi contenuti nella “Carta\nUniversale dell’Umanità”, con la restituzione della piena sovranità al popolo italiano, che\ndovrà essere ratificata dal Popolo, che prevede:\na) riscritturazione dell’art. 1 della Costituzione nel modo seguente:\n1. L'italia, Paese della Pace, è una Repubblica Confederale su Stati Indipendenti,\nliberi e autonomi, fondata sulla dignità, libertà e emancipazione degli uomini,\nvalori umani, che si pongono al di sopra di istituzioni e dogmi.\n2. La sovranità appartiene ai Popoli Italici e non può essere in alcun modo limitata.\nSono fissate norme nella presente Carta esclusivamente per rendere più agevole il\nloro esercizio.\n3. 1 Popoli Italici, accettando questa Carta, proclamano solennemente la propria\nfedeltà alla pace, alla tolleranza e alla solidarietà, concorrendo a diffonderle e a\ntutelarle nel mondo.\n4. Tutti i cittadini che svolgono funzioni pubbliche prestano il seguente giuramento:\n“Giuro di essere fedele e leale ai Popoli Italici, unici sovrani, e di tutelare in modo\netico la Costituzione e le leggi per la difesa della Patria, per salvaguardare le\nlibere Istituzioni della Repubblica, nel rispetto della Dignità dell’Essere Umano”;\nb) Istituzione dell’Italia “Paese della Pace” che comporterà: A\nJI A 3\nLN ALA AM\n| vl Salon\n| i LI",
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          "text": "- uscita dalla Nato, in quanto alleanza bellica;\n- nuove relazioni internazionali con:\ne Vaticano che dovrà stipulare un accordo con la Repubblica e +tutti i Paesi cristiani\n(che nel mondo sono circa due miliardi e mezzo) per rinnovate relazioni sociali,\nculturali ed economiche;\ne Unione Europea, da cui si uscirà, essendo la Repubblica Confederale proiettata in\ntutto il mondo, ma che rimarrà come organizzazione internazionale privilegiata;\ne Russia, Cina, USA, India e Mondo Islamico, che dovranno ritornare - a mezzo della\nmediazione della Repubblica, Paese della Pace - a relazioni pacifiche per la nascita\ndi una Confederazione Mondiale per la Pace e la Tolleranza fra i Popoli della Terra;\ncreazione del Quarto impero, quello del Bene e dell’Amore, con al centro la città di\nRoma, simbolo e custode della Cristianità che si basa sul principio di Gesù Cristo:\n“Amate i vostri nemici”;\ncreazione di una nuova Organizzazione mondiale (NEW ONU) che dovrà riunire tutti\ni Popoli più poveri ed emarginati del Globo, affinché essi non siano gli ultimi anche\nsu questa Terra;\nc) abolizione dell’art. 75 della Costituzione nella parte in cui vieta al popolo sovrano di\nautorizzare con referendum la ratifica sui trattati internazionali; Po,\nd) riscritturazione dell’art. 49 della Costituzione nel modo seguente: cittadini’?\ndeterminano la politica nazionale mediante Movimenti Spontanei Popolari che, Set\n| provvisti di statuti democratici e di un numero minimo di tesserati, non inferiore-a, i\n100mila persone, debbono essere finanziati dallo Stato all’inizio della loro attività.\npolitica, al fine di favorire il dovuto contraddittorio democratico”.\ne) disciplina rigorosa dei nuovi movimenti politici, che non debbono assumere la veste di\npartiti, con statuti democratici, e della Banca d’Italia, che deve essere controllata dal\nParlamento;\nf) riesame dei Trattati della Comunità Europea, ad oggi preda di lobby senza scrupoli.\nStampa della Lira Italica, parallela all’euro, emessa a credito per infrastrutture e servizi\nstrategici del Paese, che deve poggiare su una unità di misura stabile e non variabile.\nTutto ciò attraverso un progetto/programma già definito in ogni ambito che verrà\nmesso in atto con l’ausilio dei migliori centri di ricerca e università italiane;\nreferendum per il rinnovamento della costituzione, che preveda l’elezione diretta del\nCapo dello Stato e del Capo del Governo e l'istituzione degli Stati Indipendenti in una\nRepubblica Confederale;\nh) elezione popolare dei membri della Corte Costituzionale, che dovranno costituire il\n“Quarto Potere”, per il controllo del Parlamento sul rispetto del patto contratto con i\nPopoli Italici durante la campagna elettorale;\ni) istituzione di una Camera delle Leggi, che sarà chiamata Congresso Confederale del\nPopolo, con l’elezione di un parlamentare per ogni 500.000 abitanti, e di un Senato per\nla tutela dei territori, formato da 5 eletti Saggi per ognuna delle Province Italiane. |\nsaggi saranno scelti fra le personalità, che si sono particolarmente distinte in vari campi\n4",
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          "text": "e nella cultura e cureranno le relazioni fra il Governo Confederale e i Governi degli Stati\nIndipendenti;\nrevisione degli stipendi dei parlamentari e dei dirigenti generali dello Stato, compresi i\nmagistrati, che dovranno premiare solo il prezioso lavoro che essi producono\nconcretamente;\nk) revisione delle pensioni dei parlamentari che debbono essere attribuite con gli stessi\ncriteri dei lavoratori dipendenti;\nnetta distinzione fra i poteri dello Stato, legislativo, esecutivo e giudiziario, con divieto\nassoluto di transitare in altri poteri;\nm) revisione dei codici penale, procedura penale, civile e procedura civile, per accelerare i\nprocessi e per abrogare principi del passato regime fascista;\n- n) revisione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, del 1931, per adeguarlo ai\nprincipi democratici della Carta Costituzionale;\nriordinamento della magistratura, con distinzione delle carriere fra giudici e magistrati\ninquirenti, questi ultimi alimentati anche con concorsi interni riservati a qualificati\nufficiali di polizia giudiziaria, laureati in legge e con oltre 20 anni di esperienza\na investigativa, e con una polizia giudiziaria, che dovrà avere un proprio spazio operatigg A Lo\nnelle indagini preliminari; ER ANE\n/ p) riordinamento delle Forze di Polizia, su una polizia confederale e distinte polizie per VE\nogni Stato Indipendente; Ne ap\nq) riordinamento delle Forze Armate, su un adeguato contingente di militari addestrati it\nper la difesa territoriale, utilizzando le strategie della guerriglia; e\n- r) eliminazione dei Servizi segreti e affidamento dell’informazione e sicurezza dello Stato, i\ninternazionale, all’Arma dei Carabinieri, polizia confederale, e nazionale, alle forze di\npolizia dei singoli Stati Indipendenti;\nistituzione della Guardia Ambientale Territoriale, con ordinamento civile, organizzata\ndallo Stato Maggiore Difesa ed eliminazione della Protezione civile. Tutti i volontari del\nservizio ospedaliero CRI, Etc, sono assunti come operatori del Ministero della Salute;\nt) istituzione del servizio obbligatorio della tutela del territorio di mesi 12 per i giovani che\nhanno compiuto 21 anni;\n2) ristrutturazione della Pubblica Amministrazione, che deve essere snella, automatizzata e\ncon minori poteri discrezionali;\n3) riorganizzazione della vita sociale, in cui deve dominare la più ampia libertà di imprendere\ne di operare per il bene comune;\n4) revisione dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, per un fisco più equo, al fine di giungere ad\nun sistema impositivo totalmente rinnovato nelle funzioni e nei compiti, con la tassazione\nsolo di imprenditori e cittadini che non rispettano le regole di cui alla Carta Costituzionale,\n5) espulsione immediata di tutti gli extra comunitari irregolari; regolamentazione degli extra\ncomunitari integrati (decreto di nomina del Commissario Straordinario);\n6) creazione della SONFI (Società Nazionale per Finanziare le Imprese), per l’emissione di\nObbligazioni Garantite Statali (0OGS) sul mercato nazionale per finppziare lo sviluppo\nA pi\nin - do Àà IU e\nvv \\",
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          "text": "(decreto di nomina del Commissario Straordinario sull’Economia). Tutto ciò in parallelo con\nla Legge sulla emissione a credito della moneta parallela dello Stato;\n7) ripristino della Banca d’Italia, sotto la vigilanza del Ministero del Tesoro;\n8) istituzione della Lira Italica, moneta confederale emessa a credito che circola\nesclusivamente nel territorio Italiano;\n9) attribuzione del reddito familiare ad ogni casalinga o casalingo, che provvede\nall’educazione e formazione della prole. Il reddito sarà quantificato con legge;\n10) inalienabilità della prima casa, tempio della famiglia, al termine del mutuo per l’acquisto da\nparte di banche ed altri enti e persone pubbliche e private;\n11) divieto assoluto di sottrarre i figli alle famiglie per sopravvenuta povertà;\n12) controllo delle spese pubbliche, controllo delle compartecipate, eliminazione degli sprechi, i\nverifica della documentazione necessaria per la richiesta dei fondi comunitari (nomina del\nCommissario);\nrevisione del sistema pensionistico, con abolizione delle pensioni di stato, corresponsione\ndello stipendio lordo, obbligatorietà dell’assicurazione per una pensione al termine\ndell’attività lavorativa a condizioni favorevoli al futuro pensionato, che non possono più\nessere variate nemmeno con una legge; tei\n14)revisione dell’età pensionabile, che dovrà essere fissata a 30 anni di versaméjt\ncontributivo per i lavori usuranti, e 35 anni per tutti i rimanenti lavoratori;\n15) nessuna diminuzione della pensione di reversibilità ai superstiti;\nrevisione delle normative sui punteggi e sul grado di invalidità, che debbono prevedétg:i\nmaggiori controlli sulle delibere adottate; yo\nristabilimento dei criteri per le graduatorie dei sussidi e ammortizzatori sociali (ad\nattribuzione delle case popolari), con precedenza alle famiglie italiane;\n18) informatizzazione di tutta la Nazione italiana;\n19) Difesa del Made in Italy dei prodotti tipici e delle sue eccellenze in specie nell’agricoltura e\nnell’artigianato;\n20) certificazione di qualità, attestante per lo Stato Confederale e per ogni Stato indipendente,\nla qualità del lavoro svolto da ogni funzionario o dirigente, al fine di non disperdere risorse\ned energie;\n21) abbattimento della burocrazia statale, provinciale e comunale;\nrevisione della struttura dello Stato Confederale, perché siano ridotte al minimo\ninefficienze e carenze, con maggiori attribuzioni agli Stati Indipendenti e alle Province,\nsoprattutto nel campo economico, che conoscono meglio i problemi del territorio e sanno\nmonitorare e promuovere le varie risorse. Riduzione delle competenze dei Sindaci dei\nComuni, con una popolazione al di sotto dei 50.000 abitanti, che passano alle Province;\n23) abbattimento delle tasse, soprattutto quelle che riguardano i rifiuti, il consumo dell’acqua,\nluce e gas e spese sanitarie, nonché detassazione delle filiere produttive fino a tutto il\n2023;\n24) partite IVA: immediata liquidità di tutte le attività, con sospensione delle spese di utenza,\nIVA, accise, fino a tutto il 2023;\n25) rimborso alle imprese che vantano crediti nei confronti dello Stato entro luglio 2023;\n6",
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          "text": "26) annullamento di tutte le cartelle esattoriali che impediscono al Cittadino di potersi\nrilanciare sia nella vita sociale che nel mondo del lavoro;\n27) condono edilizio per i piccoli abusi del settore immobiliare, ad eccezione delle zone a\nrischio idrogeologico e paesaggistico, con la possibilità per le famiglie di poter\nincrementare per un massimo di mq 15 le proprie abitazioni nel caso in cui necessitino\nulteriori spazi. Gli ultimi due condoni edilizi, risalenti al 1985 e 2004, non hanno del tutto\nsanato gli immobili sul territorio;\n28) valorizzazione di stipendi e pensioni con appropriati accordi con gli istituti bancari;\n29) distribuzione graduale di tutti i servizi strategici del Paese, ad iniziare dall’acqua e\ndall’energia elettrica (supportate dall’emissione a credito della moneta parallela);\n30) lotta alla corruzione politica, mediante la costituzione di unità interforze di polizia alle\ndipendenze delle Procure Provinciali della Corte dei Conti;\ni 31) riforma del lavoro, portandolo a 6 ore giornaliere per turno x 5 giorni settimana oppure 7\nore per 4 giornate lavorative a settimana; dando incentivazioni all’imprenditore che avrà\nassunto un nuovo lavoratore, che sarà pagato dallo Stato alla stessa stregua di un\ndipendente pubblico, pur rimanendo alle dipendenze private e concedendo il diritto al\nlicenziamento al datore di lavoro;\n32) obbligo in tutti i settori della corresponsione del premio di produzione ai propri dipendenti\nsulla base della diligenza posta nella propria attività lavorativa e dei bilanci annui AE EN\naziende, detraibile dalle tasse; SAND\niz 3) controllo sulle importazioni dei prodotti che debbono eccellere per qualità; sl CS\nrilancio dell’economia: valorizzare e rendere economico il settore seragiii a\nespansione, che deve essere sottoposto a maggiore attenzione da parte della POliica\noccorre dare vita ad un progetto politico economico mirante alla competitività alla\nmodernizzazione che sia di radicale ristrutturazione del settore primario, salvaguardando le\nproduzioni e i produttori. Il progetto, peraltro, già in fase di attuazione, prevede di\naggregare migliaia di ettari di superficie agricola al fine di garantire alle imprese del settore\nun fatturato che produca un’economia di scala e permette redditi, che giustificano gli\ninvestimenti, ma soprattutto permetta sufficienti redditi agli agricoltori e alle loro famiglie.\nQuindi, serve un quadro normativo che si concentri sul riordino fondiario, lavoro e\nprevidenza, rapporto con il mercato, ambiente agroenergie, semplificazione burocratica,\ncredito, infrastrutture;\ntutela della famiglia naturale, lotta contro la pedofilia, educazione della prole, con la\nrealizzazione di strutture statali/agenzie che assicurino sostegno alle famiglie nelle\nnecessità quotidiane (baby sitteraggio, presidio scuola, compiti a casa, sostegno\npsicologico, sostegno anziani, consulenti nelle relazioni familiari, ecc.)\ncostruzione di “Case di Assistenza Sociale” (CAS) per l’eliminazione della povertà nel\nterritorio dello Stato;\n37) eliminazione delle Case famiglia e assistenza domiciliare piena e totale a bambini e anziani;\nmiglioramento e superamento delle RSA;\n38) riapertura di appositi Dipartimenti Sanitari per dare assistenza e supporto alla vita sessuale,\ncon controllo igienico/sanitario da parte degli operatori del servizio pubblico, e\n| trattamento fiscale analogo a quello degli altri cittadini;\n| Ari\nCL AN_MOY |\nMA M RZ",
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          "text": "realizzazione di “Itinerari per turismo qualificato”, con la collaborazione di operatori\nturistici, formati in scuole di specializzazione;\n40) investimenti per valorizzare gli stabilimenti termali, prevedendo che i lavoratori dipendenti\ndello Stato, con malattie riconosciute come causa di servizio, possano curarsi con\ntrattamenti idonei e adeguati, con spese a carico dello Stato;\n41) mercato del Lavoro: totale revisione del sistema fiscale, per liberare risorse per gli\ninvestimenti e, quindi, dare supporto imprenditoriale e creare posti di lavoro. Attuazione di\npolitiche imprenditoriali internazionali per indurre le aziende straniere ad investire in Italia;\n42) apertura di tutti i Cantieri per risanare zone terremotate, rifacimento del manto stradale,\nmessa in sicurezza di tutte le scuole, ristrutturazione di hotel e ristoranti;\n43) realizzazione delle “autostrade del mare”, convogliando il traffico pesante sulle due rotte\nmarine:\n- Genova, Civitavecchia, Napoli, Salerno, Messina, Palermo;\n- Trieste, Venezia, Ancona, Bari, Taranto, Messina, Palermo;\n44) valorizzazione delle Ferrovie per il trasporto di container;\n45) divieto di affidamento di appalti e di subappalti a ditte che non hanno sede sociale nel\nterritorio dello Stato; pa i\n46) introduzione di Home restaurant per diminuire la disoccupazione; de\n47) totale revisione dell’istruzione, sostenendo i nostri giovani anche nei corsi master all’estero\ne in Italia. Ottima retribuzione degli insegnanti con programmi scolastici aggiornàti e\norientati alle attuali esigenze del mercato del lavoro\n48) pieno riconoscimento della libertà medica in tema di medicina alternativa, sia come\nesercizio che come insegnamento universitario; il\n49) facoltatività nella scelta dei vaccini e di ogni tipo di cura senza imposizione di vincoli di\nalcun genere, nel rispetto della Carta dei diritti dell’Uomo;\n50) organizzazione di un efficace sistema di prevenzione con cure a domicilio in specie per\nbambini e anziani; adozione di misure per la massima efficienza dei pronto soccorso e delle\nstrutture ospedaliere, regolamentazione delle convenzioni con le cliniche private,\nimposizione di tempi ristretti per analisi cliniche;\n51) avvio di uno studio di ricerca per frenare il cancro;\n52) avvio di una Commissione, composta da esperti nel settore, non condizionati dalle case\nfarmaceutiche, per frenare le epidemie virali;\n53) utilizzazione di strumentazioni ad hoc per proteggere gli Italiani dalle eccessive radiazioni\nelettromagnetiche, attualmente in uso (telefonini, 5G, TV, Radio, impianti elettrici\ncasalinghi e nei posti di lavoro, forni a microonde, frigoriferi, lavatrici, fono, ecc.);\n54) affidamento ad una Commissione di inchiesta per verificare l’esistenza e la pericolosità\ndelle scie chimiche;\n55) realizzazione del Piano “Etere libero”, in cui si rivedono tutti i parametri e i requisiti che\ndebbono avere le TV private, favorendo quelle più piccole, al fine di sviluppare dal basso la\ndemocrazia dell’informazione;\n56) creazione di una Italia, Paese della Pace e Giardino ecologico, con nuovo Codice di tutela\ndell’ambiente, con l’istituzione di un Commissario straordinario;\n8",
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          "text": "57) revisione dei trattati che hanno portata l’Italia all’interno dell’ONU, fin troppo in mano alle\n5 potenze che hanno vinto la seconda guerra mondiale: USA, Russia, Cina, Francia e\nInghilterra che hanno il potere di veto su tutto e hanno imposto Agenda 2030 per\ndominare i popoli e adesione ad una Nuova Organizzazione Mondiale che accolga tutti gli\nStati, emarginati ed esclusi dalla gestione delle risorse ambientali;\n58) costituzione di un a nuova Organizzazione mondiale (Nuova ONU — New ONU), gestita dai\npaesi più poveri ed emarginati del Pianeta;\n59) potenziamento del Dipartimento regionale per la protezione e le tutela degli animali e delle\npiante;\n60) avvio dell’ammodernamento e nuova costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità,\nda Roma a Palermo;\ni 61) avvio del “Progetto disoccupazione zero”;\nnomina del Commissario straordinario per la lotta contro l’Ecomafia, con adozione del\nsistema del riciclo totale dei rifiuti mediante la “dissociazione molecolare” o altro sistema\ncon produzione zero di inquinamento;\n63) smaltimento dei rifiuti in capannoni presso supermercati, previ accordi con i medesimi, per\nlo stoccaggio temporaneo dei rifiuti; EEA STINO\n64) sostegno alle famiglie con disabili, anche attraverso il reddito di dignità ai maggiorenni; 4 ANNE\n65) affiancamento di 4 Angeli custodi ad ogni cittadino: Poliziotto di quartiere; Medien; di\nOperatore ecologico, Assistente Sociale, che interverranno a richiesta di o\nattraverso un numero telefonico di soccorso (tele soccorso familiare) 24 ore SUD eri i\nmediante l’attuazione del programma PIT (Pronto Intervento Tempestivo); SES\n66) valorizzazione della cultura dei rapporti umani, partendo da una formazione specifica dei\ndocenti e della popolazione fin dagli asili nido;\n67) istituzione di “Accademie delle Belle Arti” in ogni Stato Indipendente, all’interno di “Città\ndell’Arte”, da realizzare con sale e mini appartamenti per gli artisti provenienti da tutto il\nmondo, per preparare e specializzare i giovani a tutte le attività artistiche (musica, canto,\ndanza, pittura, scultura, cinema, ecc.);\n68) creazione dell’Ufficio Promozione dello Sport, per dare ulteriore slancio alle attività\nsportive in ogni settore, sia dell’atletica leggera che degli sport di squadra, come il calcio, il\nbeach volley, pallamano, pallanuoto, pallacanestro, ecc.;\n69) abolizione del bollo dell’auto, a seguito della sentenza della Corte di Cassazione;\nimposizione alle Società elettriche dell’abbassamento dell’amperaggio degli\nelettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, ecc.), per la riduzione dei consumi e\ndegli importi delle bollette elettriche, in attesa dello sviluppo della tecnologia che eroga\ngratuitamente energia elettrica dall’etere;\n71) distribuzione gratuita dei libri sino al primo biennio delle scuole medie superiori, con carico\ndi restituzione a fine anno scolastico;\n72) flat tax al 25%;\n73) condono tombale per le cartelle esattoriali palesemente inesigibili;\n74) sospensione dei pignoramenti della prima casa agli ESCUTATI per debiti verso banche\n(usuraie) e fisco;\nsl a 9\nlu i Ze",
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          "text": "75) sgravio del 50% su utenze gas e energia elettrica per aziende produttrici energivore,;\n76) sburocratizzazione delle procedure fiscali e di gestione aziendale nei confronti delle\nistituzioni\n77) pagamento dalla Pubblica Amministrazione e tra aziende private a 60gg come da\nregolamento europeo\nPROGRAMMA per gli Italiani costretti ad espatriare a causa della grave crisi economica.\nA favore di tutti coloro che vorranno rientrare definitivamente in Italia (assumendo il domicilio o la\nresidenza), si prevedono:\n1) agevolazioni fiscali per l’acquisto di una prima casa (riduzione delle spese notarili, mutuo\necc. fino al 50%), riduzione delle tasse per i primi 5 anni del 50%;\n2) agevolazioni fiscali per la locazione di una abitazione con riduzione delle tasse per i primi 3\nanni del 75%;\n3) agevolazioni per chi crea attività lavorative:\na) defiscalizzazione del 100% per il primo anno, del 75% per il secondo, del 50% per il\nterzo, 25% per il quarto;\nb) analoghe defiscalizzazioni per il datore di lavoro che assume chi rientra, nei primi 2 anni\ndalla data del ritorno;\n4) Bonus di 3000 Lire Italiche più 250 Lire Italiche per ogni membro familiare, inteso come\nnucleo (esempio: una coppia con 2 bambini = 4000 Lire Italiche. Il singolo cittadino che oi\nvorrà ritornare prenderà solo il bonus di 3000 Lire Italiche). PAS\nIf\nIl programma ha lo scopo di incentivare il rientro e sostenere finanziariamente tutti coloro ché nel\ntempo, sono stati costretti ad abbandonare l’Italia. A\nNonostante la stragrande maggioranza degli Italiani all’estero lavori senza accumulare particolari i\nfortune, il progetto potrebbe essere di interesse anche per taluni, che, in possesso di grandi\ncapitali, potrebbero trovare conveniente ritornare in Italia, essendo spinti dalla possibilità di\nmaggiori e più proficui investimenti.\nRoma, 9 luglio 2022\nIl Presidente del Partito Il Presidente Nazionale\nUnione Cattolica Italiana Il Gilet Arancioni\n(Dott. Angelo Presutti) (Pott. Antonio Pappe: lardo)\nPn A |\n10",
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          "text": "AUTENTICAZIONE DI FIRME\nAttesto io sottoscritto Dott. Stefano Ripa, Notaio in Rimini, iscritto nel Collegio Notarile dei distretti riuniti di\nForlì e Rimini, che tale è la firma, apposta in mia presenza, dai Signori:\n- PAPPALARDO ON. ANTONIO, nato a Palermo il 25 giugno 1946 residente in Hammamet (Tunisia) Rue De\nCorail n. 3, codice fiscale PPPNTN 46H25 G273D;\n- PRESUTTI On. ANGELO nato a Luco dei Marsi (AQ) il 13 agosto 1933 e residente a Forlì, Via Piero Maroncelli n.\n7,\ndella cui identità personale io Notaio sono certo.\nRimini, nel mio studio in Via Verdi n. 11, oggi 9 (nove) agosto 2022 {(duemilaventidue).\n\nIr sn",
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          "text": "IMPEGNO CIVICO LUIGI DI MAIO — CENTRO DEMOCRATICO\nPROGRAMMA ELETTORALE\nCapo Politico: Luigi Di Maio\nImpegno Civico è un appello alle italiane e agli italiani di buona volontà. Per superare le\ndifficoltà di questo periodo dobbiamo impegnarci tutti, a partire dal quotidiano nel nostro\nComune, e lavorare insieme per le priorità del Paese. Il miglior modo per non farci\nparalizzare dalla paura di un domani incerto è agire adesso per costruire un nuovo futuro.\nDobbiamo proteggere il Paese dalle conseguenze delle emergenze scatenate dalla crisi\nenergetica e dall’inflazione crescente. Dobbiamo garantire ai giovani e alle famiglie una\nprospettiva di vita all’altezza dei loro sogni e ambizioni. Dobbiamo consentire agli\nimprenditori di poter sviluppare le loro iniziative senza essere frenati da una burocrazia\noppressiva e da un'eccessiva tassazione. Dobbiamo agire per salvaguardare l’ambiente e\nil paesaggio, la bellezza dell’Italia, e prevenire le conseguenze del cambiamento climatico,\ndalle siccità alle alluvioni, anche investendo risorse economiche importanti nel solco del\nPNRR. Dobbiamo sostenere il territorio e gli amministratori locali, rendendo più efficace la\nloro azione e offrendo loro un maggiore spazio di manovra.\nDa un lato è necessario un programma d’intervento immediato per abbassare le bollette,\nil costo dei carburanti, dei beni alimentari e di prima necessità per proteggere il potere\nd’acquisto e il risparmio degli italiani. Dall’altro è necessario un programma di ampio\nrespiro per affrontare i problemi che il nostro Paese si trascina dietro da decenni e che ci\nhanno impedito di avere una crescita uniforme nel territorio e in linea col resto d'Europa.\nPochissime aree, concentrate soprattutto nel Nord, hanno tenuto il ritmo degli altri paesi\neuropei mentre in altre zone del Paese vasti gruppi di lavoratori, dipendenti e autonomi,\nvedono i loro introiti mensili fermi da anni, mentre i loro risparmi vengono intaccati. Nel\nsuo discorso al Senato della Repubblica, il 17 febbraio 2021, il Presidente del Consiglio\nMario Draghi aveva tracciato, con grande lucidità e chiarezza, le linee guida di un processo\nriformatore. Noi vogliamo proseguire sull’unica strada praticabile perché l’Italia esca\ndall’angolo e ritorni ad essere uno dei paesi guida dell’Unione Europea e del mondo\noccidentale.\nL’ingrediente essenziale è uno: più sviluppo. Più sviluppo sostenibile per sbloccare il\nPaese.\nIn questo percorso non saremo soli. Durante la crisi del Covid non siamo stati soli, l’Europa\nsi è dimostrata solidale e ci ha aiutato a superare quei momenti drammatici. Così sarà anche\ndomani.\nL'appartenenza alla famiglia europea è un valore imprescindibile. Abbiamo un'enorme\nquantità di fondi europei da gestire nei prossimi 5 anni: oltre 400 miliardi. Ora più che mai\nserve uno sforzo di programmazione e coordinamento tra governo, regioni e comuni, tra\npubblico e privato. Servono conoscenza del Paese, visione di insieme e capacità di dialogo\ncon tutti gli attori sociali. Quello che non serve sono gli interessi di parte. Dobbiamo\ncooperare umilmente e con caparbietà affinché l’Italia ritorni a crescere: economicamente,\nsocialmente e culturalmente.\nPiù sviluppo per l’ambiente\nL’ape presente nel nostro simbolo richiama in prima istanza l’amore per l’ambiente e | \\\nl’ecosistema, ma anche la coscienza dei rischi del “climate change”. L’ape rischia di\nscomparire a causa dei danni provocati dall’inquinamento senza controllo esanza le api la",
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          "text": "stessa esistenza umana può essere compromessa. Niente impollinazione, niente cibo,\nniente vita. Le api sono sentinelle ambientali, ognuno di noi deve esserlo. La crisi del\ncambiamento climatico è la più grave del nostro secolo, ma anche la nostra più grande\nopportunità. Da esso dipendono tutti gli aspetti della nostra vita: quello economico, quello\nsanitario, quello lavorativo. Dobbiamo puntare sulla ricerca e creare nuovi posti di lavoro: i\ngreen jobs. La comunità scientifica internazionale ci ha detto che dobbiamo agire\nora. Milioni di giovani in tutto il mondo che hanno riempito le piazze per chiedere alla\nPolitica di non rimandare più. Abbiamo tutti i mezzi necessari per poter stare dalla parte\ngiusta della storia. L'ambiente e il paesaggio italiani devono essere tutelati e valorizzati.\nDobbiamo investire risorse economiche importanti in questa direzione. La priorità è di\nsviluppare in pieno la Missione 2 del PNRR che prevede un finanziamento di 59,5 miliardi\ndi euro fino al 2026 per il sistema produttivo, di cui poco meno di 23,8 miliardi per la\ntransizione energetica e la mobilità sostenibile. Rimane l’obiettivo della neutralità climatica\nal 2050. La nostra Costituzione ora “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi” e\nprevede che “la legge dello stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Per\nattuare quanto previsto dalla Carta proponiamo una Legge Nazionale sul Clima e\nl’istituzione della figura del Garante Nazionale dei Diritti e del Benessere Animale. Dobbiamo\ninfine evitare che la transizione ecologica la paghino sempre i soliti. Il costo sociale deve\nessere azzerato con una programmazione seria e puntuale.\nPiù sviluppo più giovani in Italia\n| giovani sono il futuro del nostro Paese e dell’Europa. Dobbiamo creare le condizioni\naffinché i nostri giovani scelgano l’Italia come sede della loro crescita e prosperità; dobbiamo\nfare in modo che chi è andato all’estero a cercar fortuna possa tornare a casa sua. Bisogna\ngarantire un salario equo: ogni persona deve essere retribuita in relazione alla sua\nformazione e alle sue esperienze; bisogna garantire la possibilità di potersi comprare\nuna casa, agevolando proprio i giovani che iniziano o hanno già iniziato un percorso\nlavorativo. L'Italia deve essere attrattiva per i nostri giovani e per i giovani di tutta Europa.\nPiù sviluppo più diritto alla salute\nLa pandemia ha confermato l’importanza di avere un sistema sanitario nazionale diffuso\ne radicato nel territorio. Malgrado la carenza di materiali e di strutture adeguate, l’eroico\nimpegno di medici e infermieri ha consentito una grande risposta all'emergenza Covid, di\nquesto il Paese sarà sempre riconoscente. La salute si sta inoltre affermando come valore\nguida degli stili di vita dei cittadini. Per questo dobbiamo sviluppare i servizi sanitari di\nprossimità e prevenzione, investire su nuove risorse e soprattutto sulla ricerca, che è stata\nessenziale per produrre il vaccino anti Covid. Per una sanità pubblica efficiente occorre\nincoraggiare lo sviluppo di un mercato dei servizi sanitari di prossimità sui territori, che sia\ndestinato a integrare il Servizio sanitario nazionale e la medicina di base e ambulatoriale.\nImportantissimo, nella prevenzione e promozione della salute, l’investimento sulle politiche\nsportive e l’attenzione a nuovi fenomeni amplificati dal Covid come quello della DCA\n(Disturbo del Comportamento Alimentare), che colpisce in particolare i giovanissimi.\nPiù sviluppo più lavoro meno povertà\nSenza sviluppo aumenta la povertà, in particolare fra le giovani generazioni e le famiglie\nmonoreddito. La stagnazione genera imprese deboli, che licenziano con facilità perché\nvivono al margine e sono incapaci di adottare tecnologie avanzate mentre, al contempo, la\ncrescente domanda di intervento pubblico aumenta tassazione e prelievi contribuitivi. Il |\nPNRR mette a disposizione 6,6 miliardi per le politiche del lavoro, all’interno della Missione\n5 ‘Inclusione e coesione’. Dobbiamo favorire le assunzioni a tempo o\n2 ea\npe",
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          "text": "in modo che il posto di lavoro sia un luogo sicuro per tutte le lavoratrici e i lavoratori del\nnostro Paese firmando nuovi accordi con le imprese e incentivando la cultura della\nsicurezza. C'è bisogno di un grande patto tra tutti gli attori (Lavoratori, Datori di lavoro, Stato,\nRegioni, Parti Sociali e Associazioni). Quello che conta è la cultura della prevenzione.\nPiù sviluppo più famiglie\nSenza sviluppo mancano le prospettive per la persona. Nel 2021 il tasso di natalità è stato\nil più basso di sempre con 1,17 figli per donna. Occorre investire sulla qualità della vita. Un\nrinnovato ottimismo nel futuro contribuirà indubbiamente alla nascita di nuove famiglie che\nsi adopereranno nella costruzione di un Paese più solido, più giusto e più prospero. La\npartecipazione al lavoro delle donne, l’aumento dei lavori ad alto valore aggiunto e\nl’offerta dei servizi, come gli asili nido, che rendono la natalità compatibile con l’impegno\nlavorativo sono la base su cui iniziare a costruire. Per favorire questo obbiettivo occorre\nsostenere nelle imprese l'adozione di modelli organizzativi che valorizzino l’autonomia\npersonale nella scelta dei tempi, dei luoghi e delle modalità di lavoro. Occorre inoltre\nrafforzare la normativa per raggiungere in un tempo ragionevole la parità di genere nelle\nnomine pubbliche.\nPiù sviluppo più istruzione\nPer la scuola, l’università e la ricerca scientifica pubblica e privata servono più soldi. Dalla\nformazione dei nostri ragazzi dipende il futuro dell’Italia. Siamo fra gli ultimi nell'Unione\neuropea in tutti questi terreni ed il distacco dai paesi leader si accentua ogni anno. La scuola\nè oggi vittima della burocrazia. Occorre ridare dignità all’istruzione, ricreare quello spazio di\nlibertà e di creatività che favorisca la crescita umana e professionale delle giovani\ngenerazioni, fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Gli ITS devono\ndiventare un percorso verso l'eccellenza. | giovani universitari devono poter contare oltre\nche sulle borse di studio, su un sostegno per i fuori sede. Bisogna implementare nuovi\nstrumenti per favorire il riscatto della laurea. Un sistema educativo e della ricerca che si\nmodernizza sarà in grado di creare innovazione scientifica e tecnologica e di preparare i\ngiovani per lavori ad alta produttività. Bisogna rimettere al centro la cultura e il ruolo degli\ninsegnanti, inclusi i collaboratori dei dirigenti e le figure strategiche di sistema, anche nella\ngovernance delle istituzioni scolastiche.\nPiù sviluppo più imprese più grandi\nSenza sviluppo le imprese rimangono sottodimensionate e non hanno le risorse necessarie\nper investire nelle nuove tecnologie, questo le rende scarsamente competitive generando\nbassa produttività e perdita di competitività. Nel settore dei servizi la produttività del lavoro\nè ferma da decenni così come le dimensioni delle imprese. | tentativi di riforma per\naumentare concorrenza, produttività e dimensione aziendale vengono ostacolati. Milioni di\nmicro e piccoli imprenditori lottano per la sopravvivenza tra burocrazia, oneri contributivi,\npressione fiscale e mancanza di risorse finanziarie. Svilupparsi in queste condizioni è\ndifficilissimo. Dobbiamo liberare le imprese dalle zavorre che non le fanno decollare.\nDobbiamo proseguire con il taglio al cuneo fiscale per le imprese e trovare strumenti che\ngarantiscano loro una maggiore liquidità. Bisogna fare ordine e razionalizzare i bonus per le\nimprese per eliminare quelli che non tirano o hanno un tiraggio limitato e utilizzare queste\nrisorse per abbassare le tasse a partire dall’IRAP. Dobbiamo far sviluppare il nostro sistema\nimprenditoriale. Sono essenziali i decreti flussi per rispondere efficacemente alle esigenze\ndel mondo produttivo nazionale che richiede manodopera specializzata nelle aziende e nel\nsettore agroalimentare. Il Made in Italy è fondamentale per lo sviluppo delle nostre imprese\ne, considerati | risultati raggiunti, va rilanciato e potenziato il Patto per e\n3 Pa\nNe i\nNn",
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          "text": "Più sviluppo del territorio\nIl nostro Paese è fatto di tanti territori diversi e ognuno di loro deve preservare la sua unicità\ne su questo fondare il suo sviluppo. In prima linea ci sono gli amministratori\nlocali: dobbiamo sostenerli e liberare le loro energie. Con una maggiore autonomia e libertà\ndi azione, più garanzie sul loro operato e una minore burocrazia, a parità di lavoro possono\nmoltiplicare i risultati ottenuti attualmente. Il loro impegno civico, indiscutibile, dobbiamo far\nsì che non sia sprecato, ma valorizzato al massimo. Bisogna avere riguardo dei piccoli\ncomuni aumentandone i poteri e le risorse. | sindaci devono essere protagonisti\ndell’attuazione del PNRR e sono in prima linea nel contrasto ai cambiamenti climatici:\ndevono porter investire sulle Comunità Energetiche e finanziare progetti comunali per il\nrisanamento ambientale tramite la creazione di un Fondo Nazionale. Per il Sud deve\nnascere la Riserva Naturale dell'agricoltura e della ricerca industriale, i sindaci devono\nmonitorare l’efficacia delle politiche attive del lavoro. L’autonomia differenziata non è una\nsoluzione, è fondamentale invece garantire la massima coesione territoriale attraverso i\nlivelli essenziali delle prestazioni.\nPiù sviluppo meno debito cattivo\nLo stesso deficit pubblico, ogni giorno più drammatico, è per buona parte causa ed effetto\ndell’assenza di sviluppo: una pressione fiscale sempre più alta ed irrazionale strangola la\ncrescita economica. Bisogna spostare le risorse fiscali verso spese produttive e\ncontemporaneamente operare una riduzione e razionalizzazione della pressione fiscale.\nPiù sviluppo più energia rinnovabile\nSviluppo economico e transizione energetica vanno di pari passo, come ci insegnano sia la\nscienza che l’esperienza dei paesi che hanno coniugato le due cose, facendo diventare\nl’efficienza energetica e l’adozione di fonti energetiche economicamente efficienti ed\nambientalmente non dannose dei volani di sviluppo. Le scelte energetiche sono una\nquestione di sicurezza nazionale e vanno fatte nell’ottica della collocazione internazionale\ndell’Italia. La guerra in Ucraina e la conseguente crisi energetica segnano il ritorno del\nprimato della politica. | governi europei devono definire politiche energetiche sostenibili sia\ndal punto di vista ambientale che da quello geopolitico. L'energia è il motore della transizione\necologica e dell’economia circolare e allo stesso tempo il campo dove si gioca la sicurezza\ndell’Italia e dell’Europa. Bisogna proseguire la politica di accordi internazionali di\ndiversificazione delle fonti realizzata dal Governo Draghi e ottenere il tetto al prezzo del\ngas russo. Tra gli altri interventi, accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, aumentare il\nteleriscaldamento e favorire la creazione di Comunità Energetiche.\nPiù sviluppo più libertà e democrazia\nLa nostra libertà e la tenuta delle istituzioni democratiche, la nostra appartenenza al mondo\noccidentale ed alle sue istituzioni di cooperazione e mutua difesa, hanno creato le condizioni\nper lo sviluppo economico che ha caratterizzato l’Italia dalla fine della Seconda Guerra\nMondiale. Con la CECA e la CEE prima e con l’Unione Europea e l’euro poi, con la NATO\ne le altre organizzazioni internazionali di cui fa parte, il nostro Paese è cresciuto fino a\ndiventare una delle prime sette potenze mondiali. L'alleanza dei paesi occidentali ci ha\nprotetto dalle conseguenze più gravi delle crisi finanziarie ed economiche che altrimenti\navrebbero rischiato di distruggere la tenuta sociale e politica dell’Italia, lasciandoci alla\nmercè di potenze autoritarie a noi ostili. Oggi che queste minacce si concretizzano\nnell’invasione russa dell’Ucraina, la nostra scelta convinta e irreversibile al Patto Atlantico\n|\n4 i\npa",
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          "text": "ed alla costruzione di un’Unione Europea sempre più forte, democratica e coesa\nrappresentano la nostra stella polare. La libertà e la democrazia sono valori non\nnegoziabili. L'Italia è una grande comunità di persone. La paura non ci deve paralizzare.\nOgni italiano ha diritto ad avere il proprio ruolo nel contributo al suo benessere e al\nbenessere di tutti. Nessuno deve essere escluso. Ognuno è importante. L’Impegno Civico\nè la strada da seguire.\n“Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape”, Marco Aurelio\nPOLITIC\ni Maio)\n( pa\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nA norma dell'articolo 21, comma 2, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, io sottoscritto Avv. Andrea CIANNAVEI del\nForo di Roma, all’uopo autorizzato dall’Ordine degli Avvocati di Roma, regolarmente iscritto nell’apposito registro,\ncertifico che è vera e autentica la firma apposta in mia presenza dal sig. Luigi Di Maio, nato ad Avellino il 6 luglio 1986,\ndomiciliato in Roma, via Francesco Denza, 15, da me identificato con il seguente documento: Carta d'identità n. AZ\n1752720 rilasciata dal Comune di Pomigliano d’Arco (NA).\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale nella quale può incorrere in caso di\ndichiarazione mendace.\nRoma, addì 11 agosto 2022\nAvv. Andrea Ciannavei\nFirma leggibile (nome e cognome per esteso) e qualifica\n5",
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          "text": "1\nPREAMBOLO\nITALEXIT È NO GREEN PASS E CONTRO L'OBBLIGO VACCINALE\nITALIA FUORI DALL'OMS\nNo a qualsiasi forma di controllo e di limitazione sociale.\nIl Green Pass si è rivelato uno strumento ricattatorio, inutile se non dannoso dal punto\ndi vista della salute pubb li ca, ed è stato usato per demolire il diritto di ogni ci ttadino a\nsvolgere il proprio lavoro e a ricevere uno stipendio indispensabile alla sopravvivenza.\nIl Gover no ha ipotizzato di farne uno strumento di controllo non solo sanitario, ma\nanche econo mico , con un progetto che spingerebbe l'Italia verso una deri va cinese.\nITALEXIT è contro ogni forma di Green Pass e contro l'obbligo vaccinale: ognuno\ndeve poter decidere liberamente per la propria salute come recita la Costituzione.\nProporremo l'uscita d ell 'Italia dall'Oms, organismo ormai obsoleto e caratterizza to da\ntroppi interessi finanziari che ne limitano l'autonomia e l'autorevolezza. Riprendiamoci la\nnostra Sanità.\nRISARCIMENTO PER I CITTADINI SOSPESI INGIUSTAMENTE DAL\nLAVORO\nTutti i lavoratori a c ui è stato impedito di svolgere il proprio mestiere e che non hanno\nricevuto lo stipendio per il solo fatto di avere scelto liberamente e lecitamente di non\nsottoporsi al vaccino devono essere risarciti.\nA tutti loro va riconosciuto il compenso dovuto p er i mesi nei quali sono stati sospesi e\ntutti devono esse re immediatamente reinseriti sul posto di lavoro.\nRISARCIMENTO ALLE VITTIME DI REAZIONI AVVERSE, NO ALLE\nLIMITAZIONI\nTutti i cittadini colpiti da reazioni avverse causate dal vaccino devono essere r isarciti\ndallo Stato per i danni che hanno subito. Aboliz ione di tutte le limitazioni disumane che",
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          "text": "2\nhanno impedito ai familiari dei ricoverati di assistere i loro parenti persino in casi\ngravissimi.\nSUBITO UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA SULLA GESTIONE DEL\nCOV ID\nITALEXIT chiederà l'immediata istituzione di una Commi ssione d’inchiesta che indaghi\nsu errori e omissioni durante la gestione pandemica e che faccia chiarezza sui contratti\nstipulati dal governo con le case farmaceutiche.\nChiediamo anche che sia tolto il segreto di Stato per tutto ciò che riguarda la gestio ne\ndella salute pubblica.\nNO A GUERRA, INVIO DI ARMI E SANZIONI. SI' ALLA DIPLOMA ZIA\nLa fine della guerra non si ottiene inviando armi, ma attraverso la creazione di veri tavoli\ndiplomatici di confr onto alla ricerca di una pace possibile con presupposti r ealistici.\nITALEXIT è per il rispetto dell'Articolo 11 della Costituzione.\nLa Nato non può essere una struttura dominata completamente dagli Stati Uniti e l'Italia\nnon può ridursi a eseguire ordini esterni come accaduto con il governo Draghi.\nUN'ITALIA VERAMENTE PIU' SICURA\nDi fronte all'aumento della criminalità e ai sempre crescenti pericoli per i cittadini nelle\ncittà e non solo, ITALEXIT realizzerà un piano di assunzioni immediate che\nimplementino le forze dell'ordin e e investimenti che permettano di utilizzare in modo\nsinergico le più recenti dotazioni tecnologiche insieme a nuove politiche di tutela del\nterritorio.\nLa prevenzione del crimine attraverso il monitoraggio d e lle zone e dei soggetti più a\nrischio è un al tro punto importante del nostro programma, così come lo stop\nall'immigrazione clandestina.\nChi fa entrare immigrati per poi abbandonarli spingendoli fra le braccia della criminalità\norganizzata o dei caporali no n è un benefattore, è uno schiavista e un ir responsabile.\nQuesta situazione crea un aumento esponenziale della criminalità e rende le periferie (e",
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          "text": "3\nnon solo) sempre più pericolose.\nQuindi no all'immigrazione selvaggia , no alle città lasciate in mano all e ba by gang, cura e\nrilancio delle periferie.\nPER UNA GIUSTIZIA CHE FUNZIONI\nCambieremo il sistema giudiziario attraverso una serie di proposte equilibrate e\nfunzionali: percorsi più rapidi per entrare nel sistema giustizia in modo che non vi sia\ncar enza di effettivi, velocizzazione dei temp i processuali, divisione delle carriere,\nab olizione del contributo unificato, certezza della pen a e lotta alle mafie sono alcuni dei\npunti principali meglio specificati nella versione estesa del Programma.\nSTOP ALL'EUROPA! FUORI DA EURO E UE PER UNA NUOVA\nSOVRANITA' MONETARIA\nITALEXIT chiede l'immediata uscita dell'Italia dall'Unione Europea e dall'Euro, moneta\ndi distruzione di massa che come dimostrato da tutti i grafici e da tutti i dati a\ndisposizione ha creato danni gravissi mi alla nostra economia, ai cittadini e alle imprese.\nÈ necessario recuperare la sovranità mone taria e poi, come insegna Keynes, una volta\nliberi dai vincoli Ue sarà anche possibile ricominciare una politica intelligente di\ninvestim enti che restituiscano linfa alla nostra economia.\nLa sovranità monetaria dello Stato è un volano irrinunciabile per la crescita e per il\nfuturo del nostro Paese e l e dinamiche di uscita da Euro e U E sono studiate da tempo\ndai nostri esperti: economisti, avvocati, giuristi.\nÈ un lavoro complesso, sappiamo che subiremo attacchi dall'esterno e abbiamo studiato\nnei minimi par ticolari la maniera di non farci trovare impreparati.\nSTOP ALLE MULTINAZIONALI, SI AL RILANCIO DELLA NOSTRA\nECONOMIA.\nIn un period o di gravissima crisi sociale ed economica che attanaglia il Paese, ITALEXIT\nattuerà politiche sociali ed economiche di s ostegno a cittadini, imprese, commercianti,\nristoratori e a tutte le categorie penalizzate dagli aumenti delle bollette e dei costi pri mari.",
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          "text": "4\nDiciamo stop a l la svendita della nostra economia e dei nostri marchi più prestigiosi a\nmultinazionali e aziende str aniere ; n o alle privatizzazioni e alla Bolkestein.\nLe multinazionali devono pagare le tasse in Italia, e con questi proventi finanzie remo\npolitiche espans i ve abbandonando una volta per tutte l'austerity imposta dall'Unione\nEuropea.\nAgiremo con tutti i mezz i a disposizione per evitare il fallimento di imprese e famiglie\nmesse in ginocchio dai rincari energetici e alimentari e dall'aumen to dell'inflazione.\nS osterremo le piccole e medie imprese, il commercio e la ristorazione. Rilanceremo il\nMade in Italy, che va difeso e preservato in ogni sede, non come è successo in questi anni\nin cui le politiche agricole, alimentari, distributive del la Ue ci hanno penali z zato\npesantemente.\nAUTONOMIA PER TERRITORI E REGIONI, REVISIONE DEL RDC\nRiteniamo inderogabile fa vorire lo sviluppo delle forze vive del Paese anche attraverso\nuna maggiore autonomia e responsabilità delle Regioni, in particolare att raverso\nl'applicazion e dell'articolo 116 della Costituzione.\nL ’ Autonomia deve essere concreta, il che vuol dire che la maggior parte delle risor se\nderivanti dalle tasse dei citta dini devono essere reinvesti te nel le regioni dove vengono\npagate.\nIl Reddito di Cittadinanza 5Stell e non aveva alcuna finalit à se non raccogliere consenso\nelettorale. La nostra visione è completamente diversa: trasformeremo il RdC in una\nmisura che limiti il disagio sociale ma che non si trasformi in una sorta di regalia per chi\nno n vuole lavorare.\nAbb iamo a cuore chi vive in co ndizioni di grave disagio, il drammatico aumento di\nfamiglie in condizioni di povertà è la conseguenza di trent'anni di politiche liberiste e non\npossiamo ignorarlo.\nMa nello stesso tempo l'RdC dev'essere un a misura finalizzata a lla creazione di posti di\nl avoro reali. Chi riceve il reddito di cittadinanza dovrà sempre rendersi disponibile a\nlavorare appena viene chiamato, anche con 24 ore di preavviso. Se ri fiuterà tre volte,\nperderà per sempre il reddito, come avviene in altri Paes i europei.",
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          "text": "5\nAUMENTO DI STIP ENDI E PENSIONI.\nPIENA OCCUPAZIONE, UN FUTURO PER I GIOVANI\nLa pressione fiscale che grava oggi sulle imprese è inaccettabile.\nOltretutto questo incide p esantemente sui salari, se è vero che un lavoratore costa\nall'imprenditore il doppio di quello che rice ve in busta paga .\nQuindi siamo favorevoli alla riduzione del cuneo fiscale, e all'aumento dei salari.\nPiù soldi in tasca ai lavoratori significa cresci ta delle dinamiche economiche, in un circolo\nvirtuoso che porterà a una nu ova età dell'oro per la nostra economia.\nSti pendi più alti e tassazione più equa saranno il motore della ripresa economica targata\nITALEXIT .\nAboliremo la legge Fornero, che costrin ge le persone a consumarsi sul posto di lavoro\nfino a tarda età e blocca i l mercato del lavoro per i più gi ovani. ITALE XIT punta alla\npiena occupazione e all'abbandono di politiche basate sulla deflazione dei salari, sulla\nprecarietà e sullo sfruttamento.\nI giovani che si affacciano sul mondo del lavoro devono avere davanti un futuro di\nopportunità e di realizz azione uman a e professionale senza essere costretti a scappare\nall'estero.\nINVESTIRE NELLA SANITA' DI TERRITORIO E NELLA SCUOLA\nLa sanità è stata fortemente penalizzata da continui tagli alle spese e al personale.\nITALEX IT dice basta ai tagli di spesa e si concentr erà in particolare sul rilancio della\nsanità territoriale, devastata dalle politiche dei governi degli ultimi decenni, con\nconseguenze dr ammatiche che sono prepotentemente emerse con lo scoppio\ndell'emergenza Co vid.\nAllo stesso modo inizieremo p olitiche e spansive per la scuola, anch'essa per troppo\ntempo penalizzata, con un programma di assunzioni e di miglioramento dei salari.\nVa ricostr uito un clima scolastico serio e propositivo, va tutelata la figura dell'i nsegnante,\nvanno migliorati i progra mmi sia i n direzione di un recupero della nostra cultura\numanistica e civica. Insegniamo ai ragazzi a usare in modo vincente e corretto lo spirito",
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          "text": "6\ndi osservazione e stimoliamo un recupero dello spirito critico.\nAttuerem o immediate politiche di incentivi pe r implem entare la conoscenza delle\ntecnologie e dell'informatica, delle lingue e di tutti gli strumenti indispensabili ai nostri\nragazzi per entr are nel mondo del lavoro con le giuste competenze.\nAboliremo immediatamen te il demenziale obbligo di mascherine in cla sse, che oltretutto\nè dannoso per la salute dei nostri ragazzi, e qualsiasi altra limitazione alla loro libertà.\nCURA DEGLI ANIMALI DOME STICI E DELLA FAUNA SELVATICA ,\nTUT ELA AMBIE NTALE\nITALEXIT ha a cuore la sa lute degli animali e vuole tutelarli da quals iasi abuso.\nSiamo a favore di aiuti ai proprietari di animali domestici attraverso la defiscalizzazione\ndelle spese veterinarie.\nSiamo contrari agli allevamenti intensivi in cui gli animali sono costretti a vi vere in\ncondizioni inaccettabili.\nChiediamo che la caccia sia sospesa nelle zone colpite da calamità naturali e incendi che\nprovocano il depauperamento della fauna e della flora al meno f ino a che quegli stessi\nterritori siano tornati alla normalità.\nDIFE SA DEL MAD E IN ITALY\nB asta con l ’ attacco sp r egiudicato ai prodotti italiani; su questo ITALEXIT non farà\nsconti a nessuno intendendo difendere il patrimonio nazionale dei prodotti ti pici italiani,\nculinari e non.\nVerranno introdotte norme in di fesa dei pro duttori italiani tese a favorire al massimo le\nloro esportazioni all ’ estero e ad impedire gli abusi della concorrenza sleale.",
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          "text": "7\nPremessa\nLa dichiarazione dello stato di emergenza del 31 gennaio 2020 deliberato dal Consiglio\ndei Ministri del secondo governo Conte rappresenta il punto di partenza di una serie\ninnumerevole d i DPCM e DL che hanno profondamente inciso sulla struttura della\nsocietà italiana, cambiando, anche radicalmente, la vita di milioni di cittadini. Essi hanno\ngradualmente, ma in maniera sempre più incisiva, determinato una profonda lacerazione\ndel tessut o sociale utilizzando come grimaldello il tema della salute pubblica e\nindividuale, nonché ridefinito il parametro di “buon cittadino” sulla base di un'adesione\nacritica a norme “emergenziali” ammantate di un'autorevolezza scientifica priva invero di\nun pr el iminare libero confronto medico - scientifico.\nLe politiche sanitarie messe in atto dai governi di questi ultimi due anni e mezzo hanno\nfatto strame di diritti costituzionalmente garantiti, a partire da quelli contenuti negli artt.\n4 e 32. Milioni di citt ad ini che per legittima scelta e principio di precauzione si sono\nrifiutati di sottoporsi a trattamenti farmacologici, peraltro autorizzati in via emergenziale\ne ancora sperimentali, sono stati vittime di decisioni governative che li hanno esclusi in\nparti co lare dal mondo del lavoro e dell’ università, e li hanno limitati fortemente nel loro\ndiritto alla libera circolazione. Oltre a essere costante oggetto di sentimenti di astio e\nriprovazione da parte della collettività fomentati da una pletora di servili me zzi di\ncomunicazione.\nNé i rappresentanti istituzionali della scienza medica hanno saputo sottrarsi a un analogo\natteggiamento. Un dogmatismo alimentato da un conflitto di interessi sistematico e\nincardinato che si è spinto addirittura a invitare in mani er a pressante bambini e donne in\ngravidanza a sottoporsi ad una terapia genica sperimentale, senza alcuna preliminare\nsperimentazione su tali popolazioni. Così come è inaccettabile la continua negazione o\nvoluta sottostima degli effetti collaterali e avver si di tale terapia, che si stanno mostrando\nsempre di più nella loro cruda realtà. Una realtà financo ridicolizzata, ma che segna\nprofondamente, e a volte irrecuperabilmente, la vita di migliaia di nostri concittadini di\nogni età. Senza dimenticare le poss ib ili ripercussioni sulla fertilità, come studi recenti\nindicano, la questione della genotossicità e della cancerogenicità così come degli eventi\navversi a lungo termine.",
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          "text": "8\nAlla luce di tali premesse, ITALEXIT PER L’ITALIA si impegna:\n ad abrogare tutte le no rm ative sugli obblighi vaccinali attualmente in vigore e a\nintrodurre il divieto di vaccinazione sulla popolazione con sieri genici di natura\nsperimentale, sulla base del principio di precauzione e nel rispetto della libertà di scelta\nterapeutica;\n ad abrog ar e tutta la normativa sul Green Pass e ogni altro tipo di restrizione\nancora presente;\n a fare in modo che nessun dato personale e sanitario possa essere raccolto e\nutilizzato come strumento di controllo sociale e di perdita dei diritti civili;\n a revocare, c on efficacia retroattiva, tutte le sospensioni dal lavoro imposte dal\ngoverno e alla restituzione di tutti gli emolumenti o del fatturato non percepiti dai\nlavoratori sospesi;\n a reintegrare immediatamente nel loro posto di lavoro e nelle loro funzioni tu tt i i\nlavoratori sospesi o demansionati con ripristino degli scatti di carriera e del conteggio\npensionistico non effettuati a causa della sospensione;\n a riconoscere gli eventi avversi da vaccino con presa in carico con corsia\npreferenziale da parte del SS N dei cittadini danneggiati che devono essere risarciti sulla\nbase delle tabelle INAIL;\n a cancellare tutte le procedure di riscossione della c.d. multa per la mancata\nsottoposizione all’inoculazione, restituendo le somme eventualmente già versate;\n a promuo ve re in tutte le sedi giurisdizionali iniziative volte ad accertare ogni tipo\ndi responsabilità civile, penale, amministrativa o di natura economica sulla gestione della\npandemia;\n a promuovere, in sede parlamentare, l'istituzione di una Commissione d’inchi es ta\nsulla gestione della cd Pandemia Covid 19, con particolare riguardo alla reale efficacia dei\nsieri, sull’analisi dei contratti sottoscritti con i produttori degli stessi, ai contratti stipulati\ndalla Pubblica Amministrazione con le società fornitrici di prodotti sanitari di sicurezza\n(es. mascherine, ecc.), agli effetti collaterali provocati dai cd. vaccini Covid 19\nall'identificazione dei responsabili di palesi violazioni dei codici etici internazionali",
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          "text": "9\ninerenti la sperimentazione clinica nell’imporre o bbligo vaccinale, richiedendone il\nconsenso, e violazione dei principi costituzionali relativi alla libera scelta;\n a promuovere in sede parlamentare la desecretazione di tutti gli atti che in questi\ndue anni i governi hanno reso segreti;\n a bloccare l'ID - P AY e vari “wallet systems” finalizzati alla sostituzione della\nmoneta fisica con quella digitale.",
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          "text": "10\nIL PROGRAMM A ELETTORALE\nS ANITA ’\nNO GREEN PASS E IDENTITA' DIGITALE\nLa sanità pubblica negli ultimi dieci anni ha visto una riduzione degli investimenti pari a\n37 miliardi d i euro, nonché la chiusura di 359 reparti e la perdita di 70.000 posti letto.\nAttualmente il rapporto dei posti letto negli ospedali stabilito dal DM 70/2015 è di 3,7\nogni 1000 abitanti, numero assolutamente insufficiente come si è visto anche durante la\np andemia da COVID.\nMa vi sono altri dati allarmanti, uno su tutti l’abbandono delle strutture sanitarie da parte\ndi personale medico e infermieristico (nel periodo 2019 - 2021 210.000 medici hanno\nabbandonato il SSN, con previsioni che parlano di una cifra co mplessiva al 2024 di\n40.000 medici tra dimissioni volontarie e pensionamenti).\nITALEXIT intende potenziare, gestire e controllare i fondi per una sanità pubblica che\nincrementi i servizi di assistenza, a partire dal territorio, con servizi gestiti da per so ne\ncompetenti, possibilmente medici con formazione manageriale, senza conflitti di\ninteresse politico e finanziario.\nIl programma Sanità di ITALEXIT è finalizzato al potenziamento finanziario e\norganizzativo del servizio sanitario nazionale, non condizio na to da organizzazioni non\ngovernative gravate da ampli conflitti di interesse (come l'Oms) e nel recupero della\nformazione e della dignità degli operatori sanitari che devono essere liberi, indipendenti e\ncostantemente aggiornati. La relazione medico - pazi en te deve essere cardine del percorso\nterapeutico. Gli operatori sanitari devono avere come finalità del loro lavoro la tutela\ndella salute della persona e il suo benessere, il rispetto della vita, il rispetto delle scelte\nterapeutiche del paziente. La con sa pevolezza che la medicina non è una scienza esatta: il\nmedico dev'essere capace di integrare le conoscenze scientifiche con la valutazione delle\ncaratteristiche uniche della persona/paziente in una visione il più possibile olistica e non\nferma al partico la re. La cura del paziente non può essere limitata nell’alveo di modelli\nmatematici di interpretazione della realtà, troppo facilmente indirizzabili.\nNé tantomeno l’indipendenza decisionale del sanitario, che deve sempre operare in",
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          "text": "11\nscienza e coscienza e se co ndo un principio di precauzione, può veder minate tali\nattitudini dal decisore politico o dall’azione “politica” degli ordini professionali.\nDa tali premesse, ITALEXIT propone quindi in ambito sanitario:\n abolizione dell’obbligo vaccinale anti SARS - COV - 2 p er tutte le categorie per le\nquali è stato previsto, a partire dagli operatori sanitari;\n abolizione dello scudo penale per i medici vaccinatori che non effettuino o non\nconsiderino un'individuale anamnesi pre - vaccinale, e valutazioni individuali del rapp or to\nrischio/beneficio da parte del medico competente, nelle singole amministrazioni, che\nprenda la diretta responsabilità della scelta di far vaccinare un dipendente. In ogni caso,\nla scelta di vaccinarsi dev'essere libera nel rispetto dell’art. 32 della Co stituzione, che non\nconsente di sacrificare il singolo individuo per un interesse collettivo e tantomeno di\nsottoporlo a trattamenti sperimentali; ricordiamo che sull'intera questione Covid è stato\naddirittura posto il segreto militare. Gli interventi ch e riguardano la cura e la salute del\npopolo non possono essere segreto militare in una democrazia;\n r elativamente ai sieri di natura sperimentale, poi, risulta ormai chiaro (se pure in\nun evidente quadro di sottostima, poiché non esiste farmacovigilanza att iv a e quella\npassiva è scoraggiata) che gli eventi avversi non sono transitori, hanno un tempo di\nlatenza variabile, nulla si sa degli effetti a lungo termine e in moltissimi casi sono trattati\nsolo in modo sintomatico (quindi siamo di fronte a una potenzi al e pluralità di patologie\nemergenti sulla cui terapia siamo all'anno zero). E questi effetti non sono neppure di\nlieve entità. I vaccini anti SARS - COV - 2 aggiornati, poi, non possono essere\nsomministrati, anche in regime di autorizzazione condizionata, se no n vengono effettuati\nstudi clinici idonei (inclusi studi di genotossicità e teratogenicità). Le reazioni avverse\ndevono essere registrate e monitorate da un sistema di Farmacovigilanza adeguato che\npermetta, in caso di eccesso di eventi avversi, di inter ro mpere la somministrazione del\nvaccino, identificare il rischio e sviluppare terapie. I danneggiati non possono essere\nignorati, ma vanno curati e studiati - meglio tardi che mai;\n altra questione ormai ineludibile è quella del rapporto con l'organizzazion e",
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          "text": "12\nmondiale della sanità (OMS o WHO). Dall'analisi della sua struttura e dal modus\noperandi di questi due anni e mezzo si può chiaramente ricavare che si tratta di\nun’organizzazione finanziata da privati (in particolare, dall’industria farmaceutica e da\ngra nd i fondazioni). Quindi l'Oms non può coordinare la tutela della salute pubblica\nsenza incappare in inevitabili conflitti di interesse. Con queste basi, l'Oms si è\ntrasformato in un potere politico in grado di condizionare le azioni dei singoli Stati sulla\nb ase di proprie valutazioni, peraltro arbitrariamente ribaltabili dal Presidente in\nqualunque momento. Se la politica sanitaria diventa un modo sovranazionale per fare\npolitica tout - court, allora sussiste un problema enorme e irrisolto. La politica sanita ri a\ndev'essere decisa dai singoli governi nazionali (o da eventuali intese temporanee tra Stati)\nsulla base di reali e documentate analisi dei dati epidemiologici da parte di un\nosservatorio nominato ad hoc, costituito da esperti anche internazionali, senz a conflitti\ndi interessi e con la supervisione di un magistrato. Per questo proponiamo il distacco\ndall'Oms e il reindirizzamento dei finanziamenti annuali che erano destinati\nall'Organizzazione Sanitaria internazionale a favore delle strutture sanitarie pu bbliche\ndello Stato (ospedali, distretti ambulatoriali, personale sanitario, medicina di territorio).\nPiù in generale, la nostra proposta per una migliore sanità pubblica consiste in:\n Riorganizzazione e potenziamento della medicina territoriale con stre tt a\ncollaborazione tra territorio e strutture ospedaliere; attivazione di servizi di pronta\nreperibilità da parte dei medici di medicina generale che garantiscano anche le urgenze\ndomiciliari almeno per cinque giorni alla settimana. Anche per questo vanno po tenziate\nle borse di studio per la formazione di nuovi medici di medicina generale;\n potenziamento della rete ospedaliera in termini di struttura, con riapertura di\nospedali strategici per il territorio e completamento dell'edificazione di ospedali\nterrit or iali rimasta bloccata per motivi burocratici. Formazione e assunzione di personale\nsanitario (medici e infermieri), tendendo conto che con il prossimo pensionamento di\nmigliaia di unità, entro il 2025, esiste un concreto rischio di chiusura di reparti e ospedali\ncon relativo disservizio;\n rinnovo dei contratti del personale sanitario: il triennio 2016 - 18 non è stato",
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          "text": "13\ninteramente applicato e il triennio 2019 - 21 non è stato ancora trattato con equiparazione\ndella retribuzione del personale sanitario con qu el la dei colleghi degli stati del continente\neuropeo;\n superamento del concetto di azienda ospedaliera (cd riforma Bindi). Occorre\nricordare che con la riforma Bindi gli ospedali sono divenuti sedi di gestione del potere\npolitico, con le figure dei Direttor i Generali e Amministrativi di esclusiva nomina politica\nanteposta spesso agli effettivi meriti. Gestioni manageriali poco efficaci hanno portato,\nnegli anni, a un progressivo deficit economico a scapito del prodotto finale, cioè\nl’assistenza clinica e la sa lute del paziente. Ricordiamo che il sistema della sanità deve\nassicurare prevenzione, assistenza e cura. Gli ospedali devono tornare a essere sede di\nassistenza e, nel caso degli Ospedali Universitari, di ricerca, e devono essere gestiti da\nmanager (meg li o se medici con formazione manageriale) selezionati esclusivamente per\nmeriti e non per appartenenza politica. I manager dovranno essere liberi da conflitti di\ninteresse, dovranno essere inseriti in un elenco nazionale e saranno selezionati da una\ncommis si one ad hoc presieduta da un magistrato\n abolizione del numero chiuso a medicina. La formazione universitaria attuale è\nprevalentemente teorica, proponiamo perciò per il giovane medico un adeguato tirocinio\nclinico (da definire in relazione all’indirizzo s pe cialistico individuale); inserimento nel\ncorso di studi della materia “medicina ed etica”, volto a spiegare la complessità\ndell’interazione umana e psicologica nei confronti dei pazienti e a creare un'etica di\ncomportamento nei confronti dell’industria f ar maceutica;\n p otenziamento (come numero e importo) delle borse di studio di formazione\nspecialistica, con accurata valutazione delle specializzazioni carenti e dell'effettiva\nnecessità di specialisti in settori critici che garantiscano il ricambio generazi on ale e\nl’adeguato funzionamento dei reparti ospedalieri;\n ricostituzione e ridefinizione del ruolo degli ordini delle professioni sanitarie, che\ndeve essere un organo senza connotazioni politiche che garantisca l’indipendenza e la\nnon condizionabilità del sa nitario. Va considerata inoltre la possibilità di un albo\nnazionale specifico per ogni professione sanitaria (con abolizione degli ordini",
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          "text": "14\nprovinciali), con capacità disciplinari esclusivamente legate a effettive violazioni del\ncodice deontologico ;\n riaper tu ra del complesso farmaceutico militare dello Stato e suo\nammodernamento per la produzione indipendente di farmaci generici di utilizzo\nospedaliero e farmaceutico. Il costo dei prodotti in farmacia si trasformerà inoltre in\nun'opportunità di abbassare il co sto sanitario e di generare un profitto etico per le casse\ndello Stato.\nIn definitiva, il programma Sanità di ITALEXIT è finalizzato al potenziamento\nfinanziario e organizzativo del servizio sanitario nazionale, che non deve essere\ncondizionato da orga ni zzazioni non governative - come l’OMS – afflitte da ampi\nconflitti di interesse, e nel recupero della formazione e della dignità degli operatori\nsanitari, in particolare della figura del medico, che deve essere libero, indipendente,\nscientificamente aggi or nato e non condizionato dalla politica. Gli operatori sanitari\ndevono avere come unica finalità la tutela della salute e il rispetto della vita e della qualità\ndi vita del paziente. L'indipendenza dei medici eviterà anche l'imporsi di teologie\nscientist ic he che finiscono per rappresentare l’antitesi della scienza. Mai più dovremo\nassistere a scene disumane come quelle di persone che non hanno potuto accudire un\nparente malato o addirittura moribondo.\nIl paziente deve poi avere la garanzia di un’assiste nz a pubblica efficiente senza bisogno di\nricorrere al privato, e dev'essere tutelato dalla violazione dei suoi diritti costituzionali da\nparte di un sistema che è arrivato a imporre alla popolazione trattamenti ancora in fase\nsperimentale.",
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          "text": "15\nSEZIONE ESTERI: N O A GUERRA, SANZIONI E INVIO DI ARMI\nAllo stato attuale delle cose L’Italia ha un ridottissimo margine di movimento nello\nscacchiere internazionale. Se è pur vero che i rapporti diplomatici esterni sono di\ncompetenza degli stati della UE, ma non la parte d i commercio estero, appare chiaro che\nla politica estera italiana sia monca; vi è poi un certo problema di sudditanza\ninternazionale italiana che fa sì che le nostre scelte siano sempre quelle di seguire le scelte\naltrui. Altre nazioni (vedi la Francia e i l suo operato in Libia) del blocco UE hanno\ncomunque dimostrato tutta l'indipendenza concessa loro dal TFUE per promuovere al\nmassimo l'interesse nazionale nelle relazioni internazionali. La posizione di uscita dalla\nUE, unita al superamento di una autoi mp osta posizione di subalternità a decisioni altrui,\npermetterebbe di potersi relazionare, mediante accordi bilaterali e di cooperazione, con\ngli stati maggiormente complementari alla nostra economia, consentendoci di introdurre\nnegli scambi anche un fatt or e di commercio etico e di trasferimento tecnologico che\nmanca da sempre. V iviamo un’epoca complessa, segnata dal dispiegarsi tumultuoso dei\nprocessi connessi alla globalizzazione, forieri di contraddizioni e rischi. Negli ultimi anni\nla globalizzazione h a segnato il passo per poi rallentare drammaticamente a seguito del\nconflitto Russia - Ucraina. È dunque essenziale, in un contesto in rapida trasformazione,\ndefinire entro quale rete di relazioni ed alleanze internazionali si pone la Nazione se si\nvuole che q uestioni essenziali – come la sicurezza, l’aerospazio, il mercato energetico –\npossano essere affrontate in modo efficace. Occorre anche ripensare attivamente la\nnostra dimensione geopolitica, educando l’opinione pubblica al principio dell’interesse\nnazi on ale e rivedere la nostra agenda in tema di Difesa e Intelligence sono priorità non\npiù procrastinabili.\nIl controllo dei confini e la regolazione dei flussi migratori deve costituire un punto\nimportante degli obiettivi della nostra politica estera aiutan do i paesi di provenienza a\ncreare le condizioni socioeconomiche affinché i giovani possano trovarvi i mezzi per\npoter vivere nel proprio Paese e non essere costretti ad emigrare lasciando le proprie\nfamiglie di origine in condizioni di grande povertà.\nL’I ta lia deve sostenere multilaterale su temi comuni come la geopolitica, il commercio, i\nfenomeni migratori, l’energia, la questione climatica e alto ancora, utilizzando i mezzi più",
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          "text": "16\nconsoni nel rispetto delle prerogative sovrane e democratiche di ciascuno.\nL a pace nel mondo rimane l’obiettivo primario basato su un’azione multilaterale\nsostenuta da buoni rapporti diplomatici ed economici, nel rispetto reciproco all’interno\ndi un contesto internazionale sempre più multipolare ma non rinunciando al proprio\nruolo d i primario paese manifatturiero e tecnologicamente evoluto grazie al proprio\nsistema imprenditoriale; per questo motivo il modello dell'alleanza atlantica – la NATO -\nnon risulta più rispondente ad uno schema ormai non più presente a livello storico,\ness en dosi configurato più di recente come una struttura di proiezione periferica di una\npotenza militare centrale (gli USA). Proponiamo quindi un percorso di alleggerimento\ndella posizione italiana e l'incipit di un cammino di ottenimento dello status di Nazi on e\nNeutrale, come “Svizzera del Mediterraneo” in modo che lo status di neutralità sia una\ngaranzia in ambito Mediterraneo.",
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          "text": "17\nSEZIONE SICUREZZA\nDi fronte all'aumento della criminalità e ai sempre crescenti pericoli per i cittadini nelle\ncittà e non solo, ITALEXIT realizzerà un piano di assunzioni immediate che\nimplementino le forze dell'ordine e investimenti che permettano di utilizzare in modo\nsinergico le più recenti dotazioni tecnologiche insieme a nuove politiche di tutela del\nterritorio. Investimenti su ll e dotazioni e infrastrutture che sono necessarie alle forze\ndell'ordine per svolgere efficacemente il loro ruolo.\nFormazione continua per valorizzare le competenze e la professionalità degli\nappartenenti alle forze dell'ordine. Tutela legale degli appar te nenti alle forze dell'ordine\nnello svolgimento delle loro attività professionali,\nLa prevenzione del crimine va effettuato anche attraverso il monitoraggio delle zone e\ndei soggetti più a rischio garantendo alle forze dell'ordine l'accesso a tutte le pi ù avanzate\ntecnologie, unito a interventi legislativi in supporto alle esigenze operative delle stesse.\nAltro punto importante del nostro programma, lo stop all'immigrazione clandestina che\nè uno dei motivi principali dell'aumento della criminalità. Ques to non per colpa degli\nimmigrati irregolari che non dovrebbero trovarsi in quelle condizioni, ma a causa di\npolitiche buoniste e sconsiderate che danneggiano gravemente tutti i cittadini sia italiani,\nsia stranieri, oltre a privare i Paesi di provenienza di r isorse umane e professionali\nirrinunciabili per poter crescere economicamente.\nChi fa entrare immigrati per poi abbandonarli spingendoli fra le braccia della criminalità\norganizzata o dei caporali non è un benefattore, è uno schiavista e un irresponsabi le .\nQuesta situazione crea un aumento esponenziale della criminalità e rende le periferie\nsempre più pericolose. Quindi no all'immigrazione selvaggia, no alle città lasciate in\nmano alle baby gang, cura e rilancio delle periferie. Sì alla gestione dell' immigrazione e\nalla valorizzazione dei giovani migranti per incentivarli a un valido percorso lavorativo\nche garantisca una vita dignitosa e una crescita sia personale, sia economica.",
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          "text": "18\nImmigrazione\nIl problema dell’immigrazione è ormai diventato cruciale per il n ostro paese; le soluzioni\nfacili non esistono e occorre intervenire in maniera drastica al fine di conciliare la\nsolidarietà con la sicurezza dei cittadini.\nLe popolazioni di tutto il mondo stanno migrando verso nord e questo perché le\ncarestie, le crisi e conomiche e le guerre le inducono a lasciare i loro territori.\nA nessuno piace abbandonare il proprio paese, quindi la soluzione del problema\nmigrazione passa necessariamente per lo sviluppo dell’Africa, che non vuol dire\nsfruttarne le risorse ma fare in m odo che gli stati escano dalle attuali condizioni di\ndipendenza tecnologica e di legami “incestuosi tra i loro amministratori e gli stati\nstranieri che, direttamente o tramite grandi aziende, si stanno accaparrando grandi fette\ndella torta delle materie pr ime, lasciando sul continente solo briciole e rifiuti..\nI centri di controllo della Marina Militare Italiana sanno benissimo che fermare l’ondata\nmigratoria è un’impresa molto ardua se non impossibile.\nL’unico modo per interrompere gli sbarchi è quello d i bloccare gli imbarchi in Africa del\nNord.\nQuesto può essere fatto solo attraverso l’utilizzo di una forza internazionale di pace e di\nassistenza umanitaria di almeno 50.000 uomini che vada a mettere in sicurezza le coste\ndelle Libia.\nQuesta forza deve es se re multilaterale, con l’appoggio del Governo Libico e sotto il\ncontrollo dell’ONU; dovrà non solo controllare le coste per evitare gli imbarchi ma\nanche gestire e attrezzare i campi profughi.\nLe organizzazioni internazionali percepiscono miliardi di doll ar i dagli stati appartenenti e\nquindi devono farsi carico delle questioni globali.\nSolo aiutando lo sviluppo dei paesi africani le migrazioni si fermeranno, in caso contrario\ncontinueranno e i morti saranno sempre di più.\nNessuno ne parla, il problema semb ra solo dove mettere i migranti e non trovare una\nsoluzione; si fanno passare gli Italiani per razzisti quando invece sono uno dei popoli più\naccoglienti del mondo.\nÈ ovvio che quando in quartiere di una grande città vengono fatti arrivare 500 profughi",
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          "text": "19\ncon te mporaneamente, abbandonati al proprio destino, la cittadinanza si lamenta; definire\nquesta lamentela razzismo è sintomo di una grandissima ignoranza.\nL’Italia dovrà fare la Sua parte, sicuramente come centro di coordinamento data la\nvicinanza con le cost e africane ma i costi di quest’operazione dovranno essere divisi tra\nla comunità internazionale.\nAltra importante questione è quella di campi nomadi.\nÈ impensabile che al giorno d’oggi esistano campi con migliaia di nomadi di cui non si sa\nnulla; la cronac a ci parla continuamente di situazioni al limite che vedono coinvolti gli\nabitanti di queste vere e proprie città nelle città.\nPrima di tutto bisogna prendere atto che nella stragrande maggioranza dei casi non si\npuò parlare di nomadismo ma di veri e propr i cittadini italiani che semplicemente vivono\nnei campi a spese dello stato che sovvenziona gli stessi fornendo acqua e luce senza però\navere alcun potere di controllo.\nAnche qui il caso va risolto alla radice, creando dei campi molto più piccoli, con al\nm as simo dieci famiglie, non di più, allocati al di fuori delle città; vivere in un campo\nnomadi deve essere una situazione temporanea; i nomadi devono essere spinti ad\nintegrarsi nella società, a cercare un lavoro ed a mandare i figli a scuola.\nNessuna dell e forze politiche dice che ci sono migliaia di Rom, italiani, perfettamente\nintegrati che svolgono una vita uguale a quella di tutti i cittadini; non si capisce perché\nallora si permette la ghettizzazione di quei nomadi che ancora pretendono di vivere nei\nca mpi a spese dello Stato.",
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          "text": "20\nSEZIONE LAVORO\nUN MODELLO DI LAVORO COSTITUZIONALMENTE ORIENTATO\nNon è banale elaborare delle proposte in materia di lavoro perché non si tratta solo di\nragionare sulla condizione che gli individui vivono sui luoghi di lavoro: es sa è centrale,\novviamente, ma lo sono anche (forse persino di più) le implicazioni sul piano sistemico,\ndemocratico, costituzionale.\nRicostruire un sistema costituzionalmente orientato in materia di lavoro significa lottare per la\ndemocrazia. Detto in al tr i termini: le riforme in materia di lavoro sono state, sono e\nsaranno sempre riforme di potere.\nÈ al lavoro che la Costituzione affida il compito di vivacizzare la vocazione democratica\ndel paese:\n L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro ;\n È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli [che limitano] (…)\nl'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori ;\n Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione (…) in ogni caso sufficiente ad\nassicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dign it osa.\nSono solo alcuni esempi: se ci discostiamo dal modello costituzionale di lavoro, vengono\nmeno la democrazia e la libertà del popolo. Le élite dominanti, la finanza internazionale,\nsono perfettamente consapevoli di ciò e difatti è su questo che hanno p untato negli anni:\ntutti hanno chiesto di flessibilizzare (FMI, OCSE, Banca Mondiale, Unione Europea,\nBCE, etc.) per ottenere il risultato di incatenare, dominare le masse. Per questo motivo è\nessenziale abbattere, o quantomeno ridimensionare all’osso, l a flessibilità del lavoro; tale\nrisultato va tuttavia ottenuto senza creare una guerra tra poveri: dobbiamo essere in\ngrado di distinguere le grandi imprese dalla piccola e media imprenditoria. Si è infatti nel\ntempo creato un sistema vizioso: ogni volta c he si riduce la flessibilità, la piccola e media\nimprenditoria paga i costi maggiori; ogni volta che si aumenta la flessibilità, la grande\nmultinazionale raccoglie i maggiori vantaggi. La legge Fornero e il jobs act hanno di fatto\nlegalizzato il licenziame nt o illegittimo. In caso di licenziamento, oggi, se il giudice accerta\nl’illegittimità del provvedimento non ha gli strumenti giuridici per restituire il lavoro alla\npersona cui è stato sottratto. Il lavoro è pane: in Italia è stato legalizzato il furto de l pane.",
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          "text": "21\nÈ essenziale recuperare l’originaria previsione dello Statuto dei Lavoratori: con la\nreintegra e il risarcimento del danno (assai diverso dalle indennità). E questa volta anche\nper le piccole e medie imprese: non si allontana la persona dal lavoro se nza adeguata\nmotivazione disciplinare ed economica.\nLa flessibilità nel lavoro (insieme a quella del lavoro) ha reso ricattabili gli individui e\nquesto ha ricadute gravissime sulla democrazia costituzionale: una persona ricattabile,\nesposta alla ritorsio ne , non parteciperà, in azienda e in generale nel paese.\nDunque:\n1. bisogna ridurre la portata di riforme che hanno flessibilizzato all’estremo i\ncontratti di lavoro. Il contratto c.d. non standard deve tornare ad essere un’assoluta\neccezione: oggi tutto lo s to ck in ingresso nel mondo del lavoro è precario e, in questo\nmomento, l’Italia registra il più alto tasso di precarietà mai registrato nella sua storia; Il\njobs act ha provato a liberalizzare il controllo a distanza: bisogna fare chiarezza sul punto\nspeci fi candone l’illegittimità in quanto lesivo della dignità della persona umana. Inoltre,\ntale norma ha completamente liberalizzato il demansionamento: l’attuale legislazione,\noltre ad aver completamente cestinato le conquiste degli anni ’70, ha persino insta ur ato\nregole meno protettive di quelle del ’42, per questo è necessario tornare alla normativa\nprecedente agli interventi dal governo Renzi;\n2. il contratto a tempo determinato deve essere assolutamente residuale, limitato a\ncircostanze specifiche previste da ll a legge (non dai contratti collettivi aziendali come\nvoluto da Draghi) e soprattutto certificate e verificabili. Non solo: non è giusto affidare\ngli stessi strumenti ad aziende grandi e piccole. Le grandi imprese, forti\neconomicamente, devono essere escl us e dal ricorso a queste forme contrattuali:\nassumerebbero comunque;\n3. il lavoro in somministrazione, a tempo determinato ma a maggior ragione a tempo\nindeterminato (vecchio staff leasing ), va abolito;\n4. i contratti di apprendistato (di vario tipo) devono aver e programmi seri di\nformazione che li sottendano: vanno certificati e verificati prima, durante e dopo il\nrapporto;\n5. lo stage non è un contratto di lavoro anche se la vulgata continua a presentarlo in",
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          "text": "22\nquesti termini: va abolito in quanto adoperato quale str um ento di sfruttamento e lavoro\ngratuito.\nA proposito di formazione, siamo ormai stati abituati all’idea per la quale la formazione\nfine a sé stessa non serva, che debba avere necessariamente una implicazione pratica,\neconomica funzionale al sistema di sf ru ttamento. Se ci pensate non è un’idea nuova: un\ntempo la cultura, in particolar modo umanistica, era riservata ai ricchi. Per la finanza, i\npoveri dovevano imparare un mestiere e rendersi funzionali al profitto di pochi. La c.d.\nbuona scuola, voluta dall o stesso governo (non a caso) che ha approvato il jobs act, va\nabolita: è inaccettabile che gli studenti vengano strappati dai banchi di scuola e trascinati\ngiovanissimi su luoghi di lavoro.\nIn generale i contratti precari devono risultare assai onerosi e i l contratto a tempo\nindeterminato più vantaggioso, sostanzialmente più vantaggioso, di qualsiasi contratto\nprecario. È fondamentale investire sui controlli: la funzione ispettiva è essenziale (in\nquesto ambito ma non solo) e servono importanti risorse pu bb liche, difficilmente\nimpiegabili nella gabbia euro unitaria .\n− Restituire forza contrattuale ai lavoratori, con l’abbattimento della precarietà (e con\npolitiche economiche di piena occupazione), di per sé induce un aumento delle\nretribuzioni. Nel frattempo, è comunque necessario introdurre meccanismi di\nindicizzazione delle stesse, abbattendo il falso mito neoliberista secondo cui\nindurrebbero (tali meccanismi) un circolo vizioso nella spirale inflazionistica. Aumentare\ngli stipendi crea ricchezza per i più fr agili, per i molti, viceversa arricchiamo i soliti noti,\nimpoverendo chi ha più bisogno: il popolo, la vera comunità nazionale.\n− La contrattazione collettiva è fondamentale, ma è importante che sia una buona\ncontrattazione collettiva. I contratti c.d. pir at a devono essere messi fuori legge: non sono\nessi a limitare l’autonomia sindacale.\nOgni forma di deroga peggiorativa introdotta mediante accordi territoriali o aziendali va\nevitata e, soprattutto, va abolito il c.d. decreto Sacconi, voluto dalla BCE di D ra ghi nel\n2011 e varato dal governo Berlusconi, che consente ad accordi aziendali e territoriali di\nmodificare in peggio persino disposizioni di legge.",
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          "text": "23\n− Si parla molto di incentivi e sgravi fiscali in relazione alle assunzioni: è un’ arma a\ndoppio taglio .\nAl n etto delle agevolazioni fiscali, resta un problema di sostenibilità economica del\nlavoro dipendente: anche se aiuti fiscalmente il piccolissimo artigiano, egli farà comunque\nfatica a tenere in piedi un rapporto di lavoro. Le agevolazioni fiscali saranno un\nbanchetto per la grande impresa multinazionale, finendo per costituire una forma di\nredistribuzione economica dal basso verso l’alto. Detto in altri termini, con le imposte\nfinanziamo le multinazionali che sono ricchissime già di loro.\nGli incentivi van no aumentati di molto, ma riservati alla piccola e media imprenditoria:\nnessun vantaggio, se non minimo, per la grande impresa.\n− Il fronte del lavoro deve compattarsi : basta scontro tra dipendenti pubblici e privati e\nbasta scontro tra dipendenti ed autonom i. Non è vero che togliendo agli uni si dà\nqualcosa in più agli altri: anni di flessibilizzazione del mondo del lavoro subordinato, che\nvantaggi hanno dato al lavoro autonomo?\nLa piccola e media imprenditoria va sostenuta con grandissima forza: è patrimoni o\neconomico e culturale del paese. Così come le c.d. partite iva: il fenomeno dei finti\nautonomi va scardinato, sradicato. I diritti devono diventare il nuovo campo comune. Per\ntutti: anche per i lavoratori della gig economy , lavoratori di fatto subordinat i che meritano le\nstesse tutele di tutti gli altri.\n− Una ulteriore riflessione meritano le nuove modalità di prestazione lavorativa, prima fra\ntutte lo smart working . Se marginale, un paio di giorni a settimana ben regolamentati,\npuò essere un ottimo strume nt o di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Viceversa,\ninteso come nuovo paradigma ordinario e generalizzato del lavoro (peraltro\nderegolamentato), finisce col diventare uno straordinario sistema di dominio dei pochi\nsui molti.\nIl diritto alla disc on nessione deve essere reale e cogente: superato il limite massimo di\ntempo previsto da leggi e contratti i sistemi di lavoro devono essere tecnicamente\ndisattivati. Il meccanismo deve essere certificato e verificabile dall’autorità individuata\ncome compet en te. La lavoratrice e il lavoratore devono avere diritto a tutti gli istituti\nretributivi (in senso lato) previsti per il lavoro in presenza: quali buono pasto e indennità",
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          "text": "24\nvarie. Deve essere erogato un contributo economico laddove il lavoratore utilizzi m ez zi\npropri: utenze domestiche di vario tipo. Esso deve essere sostanzioso, in modo da\ncoprire il costo delle utenze ma anche l’usura degli impianti (es. di condizionamento\nambientale). Il datore di lavoro deve essere responsabile della salute e della sicu re zza dei\nlavoratori: formando adeguatamente il personale e fornendo tutti i dispositivi di\nsicurezza necessari.\nSe il lavoro è smart, deve restare tale: nessun tipo di vincolo circa il luogo dal quale\nprestare la propria opera deve essere esercitato dal d at ore di lavoro.\n− Un elemento deve essere chiarissimo: il diritto è sovrastruttura dell’ordine\neconomico , pertanto, stabilire delle regole protettive in materia di lavoro, che non siano\nsupportate da politiche economiche espansive che puntino alla piena occ up azione è\nsemplicemente inutile: resteranno carta straccia perché la fame indurrà qualcuno fuori\ndal sistema a vendersi per pochi euro pur di sopravvivere e di provare a garantire un\nfuturo alla famiglia.\nEcco perché le élite neoliberiste fingono di voler c ombattere la disoccupazione : la\ndisoccupazione è strutturale, funzionale al dominio sul fronte del lavoro. La piena\noccupazione , non a caso prescritta dalla nostra Costituzione, infonde grandissima forza\nalle lavoratrici e ai lavoratori. Ecco perché gli or ganismi internazionali e sovranazionali ci\nspingono verso politiche economiche austere: sono la chiave per indebolire i lavoratori.\nIn definitiva, il modello di lavoro del paese deve essere costituzionalmente orientato :\nsolo il modello costituzionale di la voro è in grado di garantire vitalità e vivacità alla\nvocazione democratica dell’Italia, emancipazione dei più deboli, sovranità popolare.",
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          "text": "25\nSEZIONE ECONOMIA\nIn Italia assistiamo da anni al susseguirsi di crisi, una dietro l’altra, senza soluzione di\nconti nu ità: che siano crisi economico - finanziarie, crisi della catena degli\napprovvigionamenti, disastri ambientali o infrastrutturali, anche se apparentemente\nsembrano slegate, sono in realtà tutte conseguenza, diretta e indiretta, dell’attuale\nstruttura istit uz ionale europea e del suo posizionamento geopolitico – il così detto vincolo\nesterno – che a sua volta è stato imposto anni fa al paese, e continua ad esserlo (non c’è\nalternativa, dicono) dai gruppi d’interesse nazionali che ne traggono vantaggio da ques to\nsistema – costituendo il così detto vincolo interno .\nNon è possibile comprendere lo svuotamento di sovranità democratica, politica ed\neconomica, se non si comprende pienamente il vincolo esterno. Il vincolo esterno è il\nmotivo per cui qualunque programm a politico d’interesse nazionale e popolare ha\npossibilità pressoché nulla di essere implementato se si discosta dai dettami europei e dai\ntetti di spesa (che sono altissimi per le cose che vogliono loro, vedo acquisto vaccini, ma\nnon investimenti diretti sa nità pubblica) o lo sarà per un periodo ristretto e in modo\ndepotenziato (vedi attacchi al 110%). Non è possibile accettare o anche solo\ncomprendere l’esistenza di partiti che promuovo la distruzione del proprio paese se non\nsi ha consapevolezza del vinc ol o interno.\nÈ una strategia destinata al fallimento quella che cerca di superare il vincolo esterno\nsenza agire anche su quello interno, che si annida in alcuni partiti specifici (i partiti di\nsistema), in alcune lobby potenti e in qualità di funzionari e d eminenze grigie nei palazzi\ndel potere (nei ministeri, in Banca d’Italia), e rappresentano di fatto l’establishment\ncostituito: mentre i ministri passano, quello resta.\nIl vincolo esterno comporta:\n Vincoli di bilancio, lo Stato non può decidere quanto sp endere e in cosa, il\nsemestre europeo impone che la legge finanziaria, quella più importante, sia redatta in\naccordo con la commissione europea. Gli obiettivi vengono decisi dalla Commissione,\nsulla base dell’agenda realizzata ascoltando i pareri qualifi ca ti dei lobbisti a Bruxelles:\n Perdita della sovranità monetaria e impossibilità di gestire in autonomia la politica\nmonetaria. L’euro è una moneta sperimentale, una moneta senza Stato. La Banca",
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          "text": "26\nCentrale Europea controlla principalmente i tassi, ma ha il di vieto di finanziare gli Stati\ndell'eurozona, non ha la funzione di Prestatore di Ultima Istanza, che è fondamentale.\nNon esiste ancora uno schema di salvataggio bancario efficace. Il “quantitive easing” e\ngli altri programmi di acquisto di titoli, hanno al lentato la pressione dei mercati sulle\nemissioni di titoli degli Stati, in funzione di controllo degli spread, ma non sono un vero\ne proprio finanziamento agli Stati. Una volta ritirato il titolo, non viene sterilizzato, come\ndovrebbe accadere normalment e, per cui il debito del singolo Stato sembra crescere\nenormemente, quando è una distorsione contabile, dovuta alle regole europee. Di più,\nquesti programmi hanno alimentato la speculazione finanziaria, il mercato dei titoli è\nipertrofico e il rischio di n uo ve bolle e successiva esplosione delle stesse è reale;\nIl sistema finanziario dell’Unione Europea genera debito, in quanto uno Stato deve\nricorrere al mercato per finanziarsi, ogni forma di spesa diretta, possibile nelle economie\ndotate di sovranità mone ta ria, è impossibilitata. Il paradosso è che contemporaneamente\npunisce il debito eccessivo, perché rischioso, in quanto non è una vera unione fra stati, il\nbilancio europeo è a somma zero.\nPer sostenere un’economia privata a spesa pubblica ridotta, è nec es sario puntare\nsull’export, come ha fatto la Germania finora. Ma la compressione salariale e la\ndistruzione della domanda interna, utilizzati per mantenere la competitività alta\nnell’impossibilità di svalutare la moneta, ha superato il limite sopportabile d el paese. Si\nsarebbe potuto puntare sul miglioramento dei processi produttivi, sugli investimenti in\ninnovazione tecnologica, ma non sono stati fatti. A chi esportare? il posizionamento\ngeopolitico non è fra i migliori per un export proficuo;\n All’interno d ell’Unione Europea, la Politica estera è condivisa e come abbiamo\nvisto in più occasioni clamorose, non è autonoma. Il legame atlantico impedisce\nall’Europa una politica estera lungimirante per il proprio interesse. Si è deciso un\nposizionamento geopolit ic o perdente rispetto ai paesi e alle economie emergenti con cui\npoter fare accordi commerciali a tutto vantaggio nostro\n L’Asia - Pacifico è l’area a più alta crescita, accordi commerciali con la Cina e una\ndistensione con la Russia sarebbero fondamentali, s op rattutto per l’Italia, che avrebbe\ntutto da guadagnare a riprendere un ruolo autonomo come polo logistico e commerciale",
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          "text": "27\nnel Mediterraneo per i paesi del nord - africa e asiatici. Ci ritroviamo impantanati e\ncostretti a subire politiche deleterie che altri ha nno scelto. (vedi anche la sezione esteri);\n De - industrializzazione: da decenni assistiamo allo smantellamento progressivo del\ntessuto produttivo nazionale. Senza produzione e in particolare nei settori strategici, uno\nStato perde l’ossatura su cui si reg ge il resto dell’economia. Tornare a incentivare la\nproduzione e riprendere la proprietà statale delle aziende strategiche, finanziandole\nadeguatamente, è fondamentale per tornare a salvaguardare l’economia e la fornitura di\nbeni essenziali per la nazione. ( concetti poi esplicitati nelle varie sezioni tematiche del\nprogramma);\n Depauperamento rete infrastrutturale nazionale: i tagli alla spesa pubblica e le\nprivatizzazioni hanno dato come risultato l’impoverimento progressivo delle nostre\ninfrastrutture, la re te autostradale insufficiente e carissima, ponti e viadotti pericolanti,\nrete ferroviaria del tutto inadeguata, soprattutto al sud. Si assiste allo stesso fenomeno\naccaduto negli USA, dove da decenni L’associazione degli Ingegneri lamenta la necessità\nvi ta le di investire in infrastrutture. Strade, aeroporti, rete elettrica, sono spesso ancora\nquelli creati con il New Deal. Il mercato non investe in settori in perdita, deve farlo lo\nStato, che può e deve spendere in deficit per poter avere un’economia in c re scita.\nDemonizzare la spesa pubblica in sé è assurdo, va evitata la spesa clientelare (tipicamente\nquella che è stata introdotta finora con i vari programmi di finanziamento europeo, che\ngenera profitti privati enormi lasciando l’economia reale in rovina ) mentre va incentivata\nla spesa pubblica, che può creare lavoro in modo diretto, quella per la ricerca, quella per\nle infrastrutture e per la sanità;\n Finanziarizzazione estrema del sistema economico;\n Economia e crescita guidate dal mercato, che significa g uidate dai grandi player del\nmercato, e questo mina la libertà d’impresa, che è un diritto sancito in costituzione. Oggi\nnon è possibile crearsi un’impresa familiare, la concorrenza è troppo elevata e le\ncondizioni di accesso al credito proibitive. Per g ar antire la libertà d’impresa è necessario\ntornare a forme di incentivazione statale, con prestiti d’onore e agevolazioni di varia\nnatura, come quelle che sono state alla base del successo delle aziende italiane nel boom\neconomico. Ed eventualmente ripensa re ad un sistema di gestione delle attività",
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          "text": "28\ncommerciali a livello comunale, in modo da evitare forme di competizione eccessiva e\ninsostenibile;\n privatizzazioni e dismissioni.\nITALEXIT ha come fine il pieno ritorno alla sovranità politica, democratica ed\ne co nomico - monetaria della Repubblica italiana e dunque vuole l’uscita dall'unione\neuropea. Chi vagheggia di unioni di popoli e di Stati, dovrebbe dire che queste saranno\npossibili solo dopo aver smantellato questo obbrobrio istituzionale, tecnocratico e\naut or itario, che si chiama UE. Questo scopo potrà essere raggiunto quando il partito\ndiventerà partito di maggioranza. Nel frattempo, si possono condurre battaglie\nimportanti allo stato attuale delle cose, per migliorare sensibilmente la vita dei cittadini,\nl av oratori subalterni, autonomi, piccole e medie imprese.\nDal punto di vista macroeconomico:\n ritorno alla spesa pubblica; c hi attacca il debito, non capisce chiaramente di cosa\nsta parlando; infatti, esso è una pura risultante contabile e non ci dice nulla su llo stato di\nun’economia, in realtà chi attacca il debito pubblico è detrattore della spesa pubblica\ndiretta nell’economia, che toglie spazio al mercato e ai privati. In realtà, quello spazio\nnon è tolto, ma permette di avere un settore economico che sup po rta quello privato, in\nquanto quello privato da solo non si regge;\n sostegno alla domanda interna: l a ripresa economica del tessuto imprenditoriale\ndomestico è legato alla domanda aggregata, cioè la capacità di spesa dei cittadini italiani.\nManovre econo mi che dal lato dell’offerta non sono sufficienti a far risollevare il settore:\nnegozi, artigiani, ristoratori hanno bisogno di clienti che comprano senza eccessive\npreoccupazioni, quindi non a livello di mera sussistenza! Attendere che sia il turismo a\nris ol vere questo problema è irresponsabile, il turismo non dipende da noi, e non è\nsempre un turismo “ricco”. Contare su una solida base di domanda domestica è molto\npiù ragionevole. Servono misure sistemiche adeguate. In Italia abbiamo un grosso\nproblema di re dditi bassi, salari e pensioni. Se non lo risolviamo in fretta, causerà un\ninasprimento delle condizioni economiche generali del paese stesso:\n reddito di cittadinanza: tale misura non va abolita, ma va riformata. È\nindispensabile che chi non può lavorare a bbia un reddito di sussistenza, perché",
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          "text": "29\ncondannare alla fame è incivile ed è un invito a delinquere. La gestione va affidata\nprincipalmente ai comuni, che conoscono le persone e con loro hanno un rapporto\ndiretto tramite i servizi sociali, questo per impe di re truffe – una eccessiva\ncentralizzazione impedisce controlli efficaci – e assicurare che il sostegno arrivi ai più\nbisognosi. Bisogna poi parallelamente introdurre una volta per tutto un serio contrasto al\nlavoro nero;\n lavoro di cittadinanza: agli str um enti di sostegno al reddito va affiancato un\nprogramma di lavoro di ultima istanza per chi può lavorare, un programma di lavoro di\ncittadinanza transitorio per garantire un reddito a chi l’ha perduto e per attivare servizi di\npubblica utilità. Vogliamo c om battere in tutti i modi lo spreco di risorse produttive e la\nperdita di dignità sociale che la disoccupazione involontaria crea. Dal punto di vista\noperativo, i progetti devono essere visionati e approvati dalle Direzioni Territoriali del\nMinistero del L av oro. Possono essere ammessi progetti di iniziativa dei Comuni, il cui\ncosto organizzativo e materiale, resta in carico alle amministrazioni locali, con una\nderoga al patto di stabilità simile a quella per l’edilizia scolastica. Flessibilità orizzontale\ns e il Comune ha disponibilità finanziaria, verticale se il Comune ha necessità di aiuto da\nparte della Regione. Il Ministero provvede ai soli stipendi dei lavoratori. Possono essere\nammessi progetti proposti da associazioni rigorosamente No - Profit, la cui s to ria e la cui\ncapacità organizzativa è tale da poter gestire l’inserimento di lavoratori dei programmi.\nAnche in questo caso, il ministero provvede ai soli stipendi. (questo per evitare possibili\ntruffe e speculazioni); i lavoratori che non dimostrano cor re ttezza, responsabilità e\ndiligenza, potranno essere licenziati. Al terzo licenziamento in un programma di lavoro, il\ncittadino perde il diritto a questa opzione (non al reddito minimo).\nProgetti eleggibili: i progetti devono essere focalizzati sulla forn it ura di servizi di cura:\ncura dell’ambiente (naturale e storico), cura delle persone e cura della comunità. Devono\nessere servizi non professionali nel senso stretto del termine, fuori mercato, che non si\nsovrappongono a servizi pubblici già erogati, ma p iu ttosto a supporto di questi.\nQualche esempio:\n Ristrutturazione di immobili pubblici da adibire a case di quartiere , dove organizzare\nattività gratuite e sorvegliate per le fasce più bisognose della popolazione, bambini e",
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          "text": "30\nanziani, in orari scoperti rispe tt o ai turni di lavoro. Supporto allo studio, giochi da tavolo,\nlettura quotidiani o libri per ragazzi, attività ludico - ricreative e sportive, a seconda delle\nabilità e competenze dei lavoratori coinvolti nel programma;\n catalogazione e digitalizzazione deg li archivi di musei e biblioteche civiche (in\nItalia abbiamo un patrimonio immenso di documenti storici e manufatti il cui accesso è\nfortemente limitato);\n servizio di sorveglianza e guida c/o musei, biblioteche, siti di interesse storico e\nartistico (non p ri vati) se attualmente privi di presidio e non fruibili al pubblico del tutto o\nparzialmente;\n spesa alimentare o farmaceutica a domicilio per gli anziani;\n messa in sicurezza del territorio da rischio idrogeologico;\n coltivazione e cura di orti e giardini ci tt adini;\n lotta ai parassiti che danneggiano le coltivazioni;",
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          "text": "31\nPENSIONI, FISCO, USO DEL CONTANTE\nLimite massimo a 65 anni per l'età pensionistica, con possibilità di anticipo per lavori\nusuranti o con 40 anni di contributi versati senza né limite di età n é penalizzazioni.\n1. Aumento delle pensioni minime per pensionati a 850,00 €.\n2. In caso di mancato raggiungimento del limite contributivo (20 anni), nella\nimpossibilità di ricevere la pensione, deve essere previsto per il contribuente o la\nrestituzione di quant o versato o un indennizzo proporzionale al relativo montante.\nInnalzamento del limite di utilizzo dell’uso del contante per gli scambi tra privati a\n5.000,00 euro. Comunicazione ufficiale a tutte le Banche che il versamento ed il prelievo\ndi importi di en ti tà qualsiasi nel e dal proprio conto corrente oppure in o da quello della\npropria azienda, non deve essere in alcun modo né attenzionato dalla Banca, né\ngiustificato dall’Utente nei confronti della Banca, né segnalato ad alcun Ente perché non\nè mai stato o ggetto di costituzione di reato.\nLO STATO SI FA DA PARTE – ACCISE – DURC\nIl migliore modo che lo Stato ha per fare riprendere le Aziende è di lasciarle lavorare, di\nagevolare l’elasticità e le capacità che caratterizzano le nostre piccole e medie aziende\nI taliane, di proteggere i loro investimenti passati e di agevolare l’accesso al credito.\n1. Inutile proseguire con erogazione di Bonus in pillole costosissimi per tutti noi ed\ninutili per le aziende; Mantenere solo i bonus legati alla ristrutturazione, edili zi a,\necologica e superbonus. Gli altri devono essere progressivamente assorbiti per evitare\nuna giungla di detrazioni o crediti fiscali di modesta entità quindi con un’utilità marginale\nsui cittadini inferiore rispetto al costo (diretto ed indiretto) della g estione;\n2. occorre riportare le accise dei carburanti al livello che avevano prima dell’aumento\ndei prezzi (questa cosa per lo Stato è a costo zero perché avrebbe gli stessi introiti che\naveva allora) invece di lucrare sull’aumento dei prezzi e poi far pa ss are l’abbassamento\ncome un nuovo stanziamento;\n3. Attivare i cantieri di opere pubbliche ora fermi per motivi ideologici o burocratici;\n4. Incentivare con adeguati contributi i processi ed i progetti di crescita delle aziende\no che esaltino l’italianità (è ne ce ssario riportare in Italia i processi produttivi, quindi il",
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          "text": "32\nMade in Italy potrà essere concesso in etichetta solo se le lavorazioni principali verranno\nfatte in Italia). L’intento è quello di esaltare e proteggere la capacità innovativa e creativa\ndelle az iende italiane ed i loro progetti di ricerca;\n5. protezione degli asset che costituiscono i gioielli italiani per evitare pericolose\ncessioni: dall’agroalimentare (gruppo Ambrosi spa - Parmigiano Reggiano - Lactalis\nfrancese) al settore dell’alta moda (Versac e - Gruppo Michael Kors) o del settore\nautomobilistico. In questo senso, mantenendo la libertà dell’imprenditore, ma\ndisincentivando la fuga e la delocalizzazione con la richiesta di restituzione di eventuali\ncontributi ed aiuti di Stato già concessi in pre ce denza;\n6. alleggerire gli adempimenti burocratici e favorire il colloquio tra l’imprenditore e\ngli enti preposti. Per esempio, spostare la periodicità del DURC da 4 a 6 mesi per snellire\nle pratiche di richiesta e non creare uno stress continuo alle aziende a rtigiane, oppure\ndare maggiore tempo per la messa a punto del DURC (in questo momento l’INPS o\nl’INAIL inviano un preavviso di irregolarità con soli 15 GG di tempo per la\nregolarizzazione). Eliminazione della obbligatorietà del DURC per l’ottenimento del la\nlicenza o per il mantenimento della stessa da parte delle attività ambulanti (artigiani e/o\ncommercianti) che sono le sole licenze ad avere quest’onere.\nPACE FISCALE\nRisulta inutile cercare il recupero dei crediti vantati dall’Agenzia delle Entrate e\nRi sc ossione con lettere di ingiunzione inascoltate. Uno stato più controllore e duro nelle\nsanzioni non funziona. Risulta evidente dai fatti che gli Italiani non ce l’hanno fatta a\npagare importi troppo alti carichi di interessi, sanzioni e spese (35 - 45%) e ch e l’incarico\nper la riscossione dato ai privati non farebbe altro che appesantire quelle voci.\nRiteniamo quindi fondamentale, per la salvaguardia del futuro di tutte le aziende, la\nrevisione di tutto il sistema di recupero del credito da parte dell’Agenz ia delle Entrate e\nRiscossione.\n1. Prescrizione di tutti i ruoli (non solo cartelle) corrispondenti ad un debito\ninferiore ai 5.000 euro al netto di interessi per ritardata iscrizione e sanzioni, che siano\nstati contratti prima del 2012 (è importante che si f ac cia riferimento al ruolo e non alla\ncartella);",
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          "text": "33\n2. recupero delle rateazioni disattese dalle aziende che, nella impossibilità di\nrispettare le rate, hanno interrotto la continuità dei pagamenti o non sono riuscite a\nrientrare nella rateazione dando loro la p os sibilità di riprendere la regolarità dei\npagamenti delle rate o di aprire una nuova pratica di rateazione;\n3. nuova rottamazione o saldo e stralcio di tutti i ruoli fino ad oggi emessi in cartella\ndall’ADER depurando le cartelle da interessi e sanzioni e fa ce ndo accedere a una nuova\nrateazione fino a 120 mesi oppure, con un ulteriore sconto, ad un solo pagamento a\nsaldo e stralcio;\n4. inserimento nella “pace fiscale” anche degli importi oggetto di “avvisi bonari”\ndopo la pratica di ricorso e mediazione. Per le p er sone fisiche: determinazione del\nreddito corretto su cui applicare la tassazione: occorre considerare il netto come risultato\ndella detrazione di tutti i costi sostenuti anche per la famiglia come l’alimentazione, il\nvestiario, la scuola, i corsi di form az ione integrativi per i figli (musica, lingue straniere,\nintegrazione professionale) ed in generale acquisti di qualsiasi natura, anche di lusso.\nQuesto porterebbe, oltre al giusto calcolo della tassa dovuta, anche ad incentivare i\nconsumi in tutti i sett or i e a sostenere anche le aziende produttrici di articoli non di\nprima necessità e del settore automobilistico e alla riduzione dei pagamenti privi di\nfattura o scontrino. L’idea è anche quella di creare un conflitto di interesse tra il\ncontribuente ed il c ommerciante che contrasti l’evasione.\nL’onere maggiore per i contribuenti non è dato solo dalla pressione fiscale, ma anche\ndalla pressione contributiva. Alleggerire il costo INPS anche per gli artigiani o per i liberi\nprofessionisti è vitale. Quindi l’ im ponibile contributivo deve essere sgravato non solo dai\ncosti sostenuti dall’imprenditore, ma deve prevedere un abbattimento percentuale legato\nai giovani o ai soggetti che iniziano l’attività. Si deve, inoltre, eliminare la doppia\ncontribuzione (un dipe nd ente che apre una partita iva non può pagare contributi su\nentrambe le posizioni, ma deve essere previsto un massimale, un pensionato che apre la\npartita iva non può essere costretto a pagare anche i contributi come un autonomo).\nACCESSO al CREDITO\nLa ma gg ior parte delle imprese e soggetti individuali registrano sempre maggiori\ndifficoltà nell’accesso al credito, soprattutto nel caso di segnalazioni. Nel nostro",
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          "text": "34\nprogramma l’intenzione è quella di resettare e cancellare tutti i dati interbancari che\nhanno or igine nel CRIF ed in esso confluiscono a partire dall’archivio della Banca\nd’Italia. Questo shock consentirebbe l’accesso al credito ed un ripristino di una\nsituazione di accesso da parte di tutti i soggetti interessati.\nFAMIGLIA\nÈ necessario fornire all a famiglia, nucleo fondamentale della nostra Società, un supporto\nal per consentirne lo sviluppo. In quest’ottica vogliamo fornire una garanzia suppletiva\nda parte dello Stato che copra almeno il 50% del mutuo utile all’acquisto della prima\ncasa. L’aumento d ei figli delle famiglie Italiane potrebbe essere agevolato e supportato\ndallo sgravio fiscale del 50% delle spese dedicate specificatamente ai figli fino ai 5 anni di\netà che riguardino la baby - sitter, gli asili nido, le scuole materne le attività di avv ia mento\nallo sport che oggi hanno tetti massimi insufficienti ad incentivare la natalità.\nSblocco dei crediti d’imposta\nL'articolo 121 del decreto - legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, in relazione a specifici\ninterventi di recupero del patrimonio edili zi o, di efficienza energetica, di adozione di\nmisure antisismiche, di recupero o restauro della facciata di edifici, di installazione di\nimpianti fotovoltaici, di installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici e di\nsuperamento ed eliminazi on e di barriere architettoniche, ha introdotto la possibilità di\noptare, in luogo della detrazione fiscale, per uno sconto sul corrispettivo dovuto ai\nfornitori, oppure, in alternativa, per la cessione di un credito d'imposta di ammontare\npari al costo sos te nuto. In entrambi i casi lo Stato emette un credito d'imposta, ossia un\ncredito che il contribuente vanta nei confronti dell'Erario e che può utilizzare per il\npagamento delle imposte dovute.\nTale strumento fiscale, essenzialmente diretto a stimolare gli i nvestimenti in un settore\ntrainante come quello edilizio, risulta però caratterizzato da forti limitazioni contenute\nnello stesso articolo 121, che finiscono per scoraggiarne l'utilizzo e, conseguentemente,\nriducono pesantemente la ripresa economica del se ttore. Inoltre, a causa delle molteplici\nrestrizioni introdotte dal governo Draghi, che hanno modificato le regole iniziali, circa\n33.000 imprese edili, che hanno optato per il credito d’imposta anticipando il costo dei\nlavori, rischiano il fallimento.",
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          "text": "35\nITALEXIT propone l’eliminazione di queste limitazioni, al fine di garantire la libera\ncircolazione dei crediti d’imposta.\nÈ pertanto necessario:\n- eliminare il limite al numero di cessioni possibili del credito d'imposta, rendendole di\nfatto illimitate;\n- pr evedere sempre la possibilità di frazionare il credito d'imposta, non ammessa a\nnormativa vigente dopo la prima comunicazione dell'opzione all'Agenzia delle entrate;\n- eliminare la scadenza del credito d'imposta, oggi fissata al 31 dicembre dell’anno al\nqu ale il credito si riferisce;\n- introdurre la possibilità di utilizzo dei crediti fiscali, oltre che per le partite iva, anche\nper i lavoratori dipendenti, oggi inspiegabilmente esclusi;\n- prevedere una piattaforma internet per garantire la libera circola zi one dei crediti\nd'imposta tra persone fisiche, con possibilità per queste ultime di frazionare i propri\ncrediti, cederli, proporne la vendita o procedere all'acquisto di altri crediti d'imposta. La\npiattaforma deve permettere l'effettuazione immediata ed a utonoma delle operazioni di\nfrazionamento e trasferimento dei crediti d'imposta tra persone fisiche ed utilizzare\nstrumenti di pagamento elettronico;\n- prevede che i redditi derivanti dal trasferimento dei crediti d'imposta non siano tassati e\nche l'util iz zo della piattaforma sia gratuito.\nInoltre, si deve prevedere la possibilità di optare per lo sconto in fattura/cessione del\ncredito a tutti quegli interventi di recupero del patrimonio edilizio oggi esclusi, al bonus\nmobili e al bonus giardini.",
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          "text": "36\nContabili zz azione del demanio nel bilancio dello Stato\nProponiamo che si proceda finalmente a una corretta contabilizzazione del demanio nel\nbilancio dello Stato, così come prevede la legge. Parliamo dei beni di cui all’art. 822 del\ncodice civile, oltre all’etere, in quanto dichiarato demanio dalla Corte Costituzionale con\npiù sentenze. La legge prevede fin dal 1997 che si proceda a tale contabilizzazione “in\nbase a criteri economici” nel conto generale del patrimonio, ma sinora ciò è avvenuto in\nmodo solo simbolico e forfettario, senza alcuna accuratezza analitica, sicché i valori\nindicati nel conto del patrimonio sono di fatto insignificanti rispetto al carattere\npoderoso dei beni indicati dall’art. 822 c.c. (lido del mare, spiaggiale rade e i porti; i\nfiumi, i tor re nti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere\ndestinate alla difesa nazionale; strade, autostrade e strade ferrate; aerodromi; acquedotti;\ngli immobili riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico a norm a delle leggi\nin materia; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche).\nUna volta aggiunto a tutto questo l’etere, rilevante ai fini della telefonia e della rete, resta\npoi il discorso di aggiornare i criteri di contabilizzaz io ne, aggiungendo i grandiosi know\nhow , di cui lo Stato dispone in tutti i settori in cui esprime capacità e potenza in termini di\nbeni immateriali, a ciò aggiungendo il patrimonio indisponibile e disponibile di cui all’art.\n826 c.c., e quindi tutto quanto c oncerne le infrastrutture pubbliche, che risultano\ncontabilizzate solo come costo e non per il valore che rappresentano. Si tratta, quindi, di\nun poderoso capitale pubblico e comune di valore inestimabile, che, per antico principio\ndi diritto costituzion al e, appartiene direttamente ai cittadini e non allo Stato - persona, che\nopera da semplice fiduciario dei cittadini, in quanto “popolo sovrano” .\nLa contabilizzazione che proponiamo non avrebbe certo un valore solo formale.\nAnzitutto, si tratterebbe di una g ra nde operazione di trasparenza , dato che i cittadini\nconoscerebbero finalmente il valore delle ricchezze di cui dispongono, a fronte di\ninteressi di altro genere che premono per l’occultamento di tali valori economico -\nfinanziari, che evidenziano come l’at tu ale bilancio dello Stato, redatto con criteri non\nattualizzati, sia di fatto falso, dato che evidenzia solo le passività e non anche le attività,\ncome si dovrebbe, ingenerando quindi l’idea distorta di una “povertà” collettiva dei\ncittadini italiani in q ua nto soggetti pubblici, il che poi giustifica le richieste di sacrifici e di",
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          "text": "37\npolitiche di austerity; mentre un bilancio che evidenziasse anche le nostre attività avrebbe\nun ben diverso impatto sugli stessi mercati finanziari e sui giudizi formulati dalle ag enzie\ndi rating, con tutto quel che ne consegue sulla solidità dei nostri titoli del debito\npubblico.\nContabilizzare il demanio a valore economico sarebbe inoltre garanzia che eventuali\ndismissioni avvengano a valore di mercato e non si riducano a svendi te , come\ninevitabilmente avviene quando si cede un bene di cui non si conosce il valore. Lo stesso\nvale con riferimento alla questione, di scottante attualità, della concessione delle spiagge\nin base alla direttiva Bolkestein, che rischia di avvenire “al b ui o”, ossia senza alcuna\nconsapevolezza dei valori che si vanno a dare in concessione.\nLa contabilizzazione in base a criteri economici, così come previsto dalla legge, consente\npoi di considerare tali beni come produttivi : di utili, di rendite, di royalti es (si tratterà anche\ndi formulare una disciplina compiuta sui diritti di sfruttamento dei marchi pubblici), che\nsarebbe opportuno non andassero a cadere nel “calderone” statale, ma, sulla base del\nprincipio costituzionale che il demanio è dei cittadini, d ev ono andare direttamente ai\ncittadini , il che consente anche di trovare una copertura finanziaria anche a eventuali\nipotesi di reddito di base universale, secondo il modello dell’Alaska, che versa in un\nfondo destinato ai cittadini i proventi del petrolio .",
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          "text": "38\nQualità della vita e difesa delle fasce deboli\nDa molti anni lo Stato ha dimenticato le persone che sono comunemente associate alle\nfasce deboli, le loro famiglie e gli anziani. Gli anziani sono diventati vittime dell’Inps e\nostaggio delle RSA private c he continuano a crescere e ad accumulare fortune. Le fasce\ndeboli e le loro famiglie sono invece lasciate alla gestione più o meno efficiente del\nvolontariato, scaricando su di loro le responsabilità e gli oneri.\nBambini, ragazzi, adulti, famiglie: queste ca tegorie vanno aiutate e supportate\nquotidianamente con un intervento primario dell’ente pubblico organizzando servizi di\nprossimità, erogati da persone professionalmente preparate e disponibili durante tutto\nl'arco della giornata (anche di notte, laddove n ecessario) e per 12 mesi all’anno. In questi\ncasi molto spesso uno dei due genitori deve sacrificarsi nella gestione del famigliare,\nabbandonando il lavoro e girovagando per le città in cerca di associazioni che aiutino ad\nalleviare l’impegno.\nITALEXIT PER L’ITALIA propone (tematica in parte già affrontata anche nella\nsezione economia) di partire da queste fasce deboli nella ristrutturazione della società, lo\nStato italiano deve erogare gratuitamente tutti i servizi necessari, sanità scuola, cultura\nspor t, spettacolo, attività ricreative, e compensare la perdita del lavoro del genitore con\nuna forma di sostentamento che tenga conto di ogni singola situazione, che generi anche\nla contribuzione INPS, perché per i genitori che hanno avuto la sfortuna di dove r\ncrescere ragazzi o adulti meno fortunati sono da equiparare al lavoro usurante con\nl’aggravante delle spese normalmente enormemente più alte.\nDifesa della qualità della vita degli italiani\nIn questo paragrafo vogliamo introdurre il concetto di qualità de ll a vita dei cittadini,\nqualità che si misura in accessibilità, fruibilità, facilità di utilizzo di qualsiasi spazio,\noggetto o mezzo, per tutti.\nViviamo in una società dove le cause di difficoltà di godere degli spazi della città sono\nmolteplici, ci sono le difficoltà temporanee, dovute ad incidenti, magari piccoli come\nlussazioni o distorsioni, ma invalidanti, c’è il nanismo, il gigantismo, l’obesità, la difficoltà\nfelice della gravidanza, e poi del “trasporto neonato in carrozzina”, c’è chi vede poco o\nn ie nte, chi non ci sente, chi non parla, il campionario è vasto e variegato.",
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          "text": "39\nI problemi e gli ostacoli, per chi ha difficoltà motorie, sia permanenti che temporanee,\nsono rappresentati da gradini, pendenze troppo accentuate, passaggi angusti; chi si può\nmuo ve re sulle gambe, ma ha problemi all’uso delle braccia spesso trova difficoltà nell’uso\ndi oggetti comunemente dedicati alle mani, anche semplicemente le maniglie delle porte,\nper esempio, chi non vede ha bisogno di un ausilio che gli consenta di individua re un\npercorso, chi non sente ha necessità di supplire alla mancanza dei suoni vedendo segnali\ncerti.\nTutto questo porta alla necessità di avere ausili di diversa natura, meccanici, digitali,\naudiovisivi, o modifiche materiali alle mura, fino, a volte, all e modifiche strutturali.\nFinché si tratta di attrezzature meccaniche o elettriche, quali ad esempio sedie particolari\nadatte al superamento di gradini, o segnali sonori e visivi da porre in atto, è necessario\nsoltanto cercare, e certo oggi non mancano i me zz i di ricerca, le soluzioni più adatte tra\nle tante proposte, e magari può essere utile dotare gli edifici di questo tipo di soluzioni, i\nproblemi invece nascono laddove occorre palesemente intervenire con opere murarie,\nfino all’eventuale intervento stru tt urale, e certo non nascono per impossibilità ideativa\nnel proporre o tecnica nell’applicare le soluzioni, ma per ostacoli burocratico - legislativi,\nmillantati come tutela e salvaguardia dei beni storico - artistici, che il più delle volte\nfiniscono per esse re il vero problema, senza peraltro tutelare nulla; ecco che qui si\ninnesta il discorso prima solo accennato di intervenire con un’azione di pressione\nculturale per portare le normative che attualmente confliggono tra loro, avendo come\nvittime i cittadini, e d in particolare i più deboli, al giusto equilibrio che consenta gli\ninterventi necessari ( e mi riferisco soprattutto agli edifici ed ai contesti urbani e naturali\npiù sensibili per la loro valenza storica) nel rispetto dei valori monumentali, ma\nsupera nd o l’immobilismo che attualmente domina la scena.",
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          "text": "40\nServizi sociali e Welfare\nPotenziare i servizi sociali per generare reddito indiretto alle famiglie italiane.\nI servizi sociali sono fondamentali per garantire assistenza ai cittadini che hanno\nnecessità d i supporto e di una guida per affrontare le difficoltà della vita e del mondo di\noggi. Pianificare e implementare interventi di sostegno alle famiglie e ai singoli individui\nnon è solo un atto di decenza civile, che una società avanzata deve fornire, ma so no di\nfatto una struttura portante che agevola la vita sociale ed economica di tutti,\ncontribuendo alla prosperità comune.\nRisparmiare in questo settore, equivale a togliere ai cittadini una quota parte del loro\nreddito, del loro tempo, del loro lavoro, p erché i servizi di assistenza sono essenziali, non\nsi può farne a meno. per il benessere di tutti e per rendere la città più vivibile. Lo sanno\nbene le famiglie, che si trovano a dover gestire situazioni critiche perché il settore\npubblico si è ritirato da lla sua funzione assistenziale, lasciando spazio ai privati (costosi)\no al nulla, e il cittadino rimane abbandonato a gestire da solo il proprio problema. Ma il\npeso in carico a uno, è un peso per tutta la collettività, perché i problemi del singolo si\ni rr adiano sulla sua famiglia, sul lavoro e sulla comunità in cui vive. In particolare, sono le\ndonne e divorziati/separati che hanno questo carico completamente sulle loro spalle. E\ncertamente queste sono le politiche che possono essere definite femminili n el vero senso\ndella parola, perché le sollevano da un doppio lavoro estenuante.\nSono diminuiti i consultori familiari, mancano strutture residenziali per gli anziani, le\ncase popolari sono gestite secondo logiche aziendali e vi è assoluto bisogno della\npre se nza costante degli assistenti sociali, degli educatori e degli psicologi in ogni\nquartiere. I servizi sociali vanno ripensati in una prospettiva di cura e sostegno, una\nforma di reddito indiretto a supporto di salari e pensioni, in ogni fase della vita.\nI n particolare, vanno pianificati interventi strutturali per i giovani, che sono il nostro\nfuturo ed ora più che mai hanno bisogno di aiuto, visti gli effetti che hanno avuto i\nlockdown sulla loro salute mentale e le prospettive sempre più cupe per il lor o avvenire a\nlivello socioeconomico, bellico e ambientale. Allo stesso tempo sono necessari progetti\nsistemici per gli anziani, perché la popolazione invecchia e i disturbi e le necessità della\nterza età non sono le stesse di una volta, sia perché esistono d iverse famiglie i cui i figli",
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          "text": "41\nsono lontani per scelte di vita, motivi di lavoro o studio, sia per il fatto che\nl’allungamento della vita ha mostrato la necessità di intervenire non solo a livello medico\nma anche psicologico. Difatti risulta fondamentale pe r la collettività e soprattutto per la\nsalute degli anziani programmare delle attività di stimolazione delle facoltà mentali per\nposticiparne il decadimento, delle iniziative di promozione della socialità e degli\ninterventi di supporto a livello dell’umo re per fornire maggiore serenità e tranquillità.\nProposte (vedi anche la parte del lavoro di cittadinanza):\n Centri ricreativi per i giovani in ogni quartiere, presidiati da personale qualificato\nche gestisca attività culturali (come laboratori di cinema, t ea tro e videomaking), artistiche\n(ad esempio corsi di grafica, canto, ballo e produzione musicale) e sportive a\npartecipazione gratuita;\n assistenza psicologica da attivare in tutti i quartieri in collaborazione con le Ulss\n(vanno riaperti i consultori fami li ari) e con professionisti e ricercatori delle Università;\n coordinamento con la scuola per nuovi progetti educativi, centrati sul sano\nsviluppo della personalità, sulla comprensione delle abilità e inclinazioni personali\ntramite laboratori di orientamento s colastico - professionale e sulla promozione della\ncultura e dell’educazione civico - ambientale, con particolare attenzione alla educazione\nalla pace;\n centri diurni per gli anziani, che possano essere raggiunti a piedi o con poca strada\nin mezzo pubblico, d ev ono essere centri di prossimità, caldi d’inverno e freschi d’estate,\nche servano anche i pasti a prezzo contenuto e che promuovano la socialità;\n costruzione e ampliamento di case di riposo, residenze protette e spazi di\ncohousing intergenerazionali: vann o cambiati i parametri delle graduatorie d’ingresso,\nriconoscendo priorità anche alle malattie degenerative, perché il decadimento cognitivo\ncolpisce sempre più anziani;\n attivazione di un servizio territoriale per la spesa a domicilio, anche di farmaci, pe r\nle persone in difficoltà, e di aiuto in risposta al problema della solitudine e ai limiti della\nnon - autosufficienza;\n coordinamento territoriale delle cure domiciliari, punto informativo e",
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          "text": "42\norganizzazione trasporto anziani/invalidi a fare visite mediche e ps icologiche;\n prevenzione, sensibilizzazione e contrasto ai fenomeni di Bullismo, Cyberbullismo\ne Baby - Gang attraverso attività scolastiche ed extrascolastiche che mirino a diffondere\nnei ragazzi un sistema di valori e principi basati sull’educazione emoti va , sull’empatia, sul\nsenso civico e sul sano sviluppo psicosociale. È fondamentale intervenire proprio sul\nsistema valoriale della cultura giovanile, poiché possibile terreno fertile per vecchie e\nnuove criticità, sbagliate mode fondate sulla falsa creden za che la violenza possa essere\nun mezzo per ottenere vantaggi sociali ed innalzare la propria autostima (causando\ninvece solo sofferenze ed autodistruzione). È necessario agire nelle scuole e nei luoghi di\nraduno dei ragazzi pianificando interventi strutt ur ati con professionisti dell’area\npsicoeducativa e coinvolgendo anche personalità in grado di ispirare i giovani a compiere\nle giuste scelte per garantirsi un futuro roseo;\n piani di “emergenza freddo” ed “emergenza caldo” e interventi strutturali di\nmonit or aggio e interventi di previsione dei circoli viziosi di decadimento;\n centri di solidarietà sociale: i centri h24 per senza fissa dimora devono essere\nmaggiormente diffusi sul territorio.",
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          "text": "43\nSezione industria, artigianato e commercio\nNon vogliamo che le ind us trie e le imprese artigiane di questo Paese si impoveriscano,\nvengano svendute o costrette a soccombere in una competizione internazionale iniqua.\nLa politica non crea il lavoro né deve farlo, deve invece creare le premesse affinché nasca\nl'ecosistema ch e generi posti di lavoro. L’occupazione è anche il risultato esclusivo della\ncapacità di tanti piccoli e grandi imprenditori italiani. Essi devono essere messi nelle\ncondizioni migliori per poter operare le loro scelte con serenità senza subire continue\nmo di fiche di leggi e dovendo continuamente inseguire un compromesso fra costo delle\nmaterie prime, costo dell’energia, costo del personale a discapito dell’utile d’impresa.\nGli imprenditori di oggi hanno resistito al contraccolpo della crisi ormai ininterrot ta\ndell’inizio del millennio, praticamente coincidente con l'introduzione della moneta unica.\nL’acuirsi della crisi negli ultimi anni ha ridotto sempre di più gli utili delle nostre imprese\ne anche se molti imprenditori hanno accettato di chiudere i loro b il anci in pareggio pur\ndi garantire il lavoro ai propri dipendenti, questa tendenza difensiva non può essere\nritenuta sana e costruttiva. Le aziende che non producono utile non possono effettuare\ninvestimenti per restare al passo con i tempi e sono destina te a soccombere nella\ncompetizione commerciale.\nAbbiamo vissuto anni in cui il libero mercato, le liberalizzazioni e le privatizzazioni sono\nstate imposte all'Italia dall'unione europea e questo ha solo portato ad un trasferimento\nnetto di ricchezza dalla co llettività a pochi grandi soggetti. Nel pensare ad un’Italia del\nfuturo vorremmo pensare nuovamente al ruolo dello Stato come garante delle regole del\nmercato. Questo non significa voler limitare il raggio d’azione degli imprenditori, ma\nvuol dire tutela rl i quando essi sono messi in competizione con concorrenti stranieri che\npossono beneficiare, per la realizzazione dei loro i prodotti, di costi in termini di\nmanodopera e di energia decisamente inferiori o di aiuti più o meno determinati dalle\ncondizioni ge opolitiche nelle quali essi operano.\nL’Italia sicuramente non può, né deve pensare, di produrre internamente la totalità dei\nbeni, ma sicuramente possiamo pensare di fermare e poi di invertire la tendenza delle\nimprese ad abbandonare questo paese. Bisog na operare scelte coraggiose in modo che si\nrinnovino le condizioni per mettere le imprese artigiane e le industrie nelle condizioni di",
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          "text": "44\nprodurre beni di sempre maggiore qualità e stile.\nIn questo il ruolo dello stato, una volta recuperata la completa sovra ni tà, diviene\nfondamentale. Occorrerà infatti ricostruire le piattaforme industriali nei settori avanzati e\nstrategici per il futuro (meccanica di alto livello, elettronica, energia, difesa e aeronautica)\nabbandonando le produzioni a basso valore aggiunto ri spetto alle quali sarebbe\nimpossibile competere con nazioni aventi salari inferiori e livelli di tutela ambientale e\nlavorativa inesistenti.\nBisogna promuovere la cultura della qualità del prodotto, della durabilità e della\nriparabilità per ridurre la di pe ndenza dall'estero di componentistica a più basso costo.\nOve necessario gli strumenti dei dazi (per impedire concorrenza insostenibile in settori\nstrategici) e quello degli aiuti di stato risulteranno fondamentali per la tutela dei settori\nstrategici.\nAl lo stesso modo fondamentale sarà il ruolo dello stato nel proteggere i distretti\nartigianali di alta qualità presenti sul territorio, ma solo per ciò che potrà definirsi “fatto\nin Italia”, secondo una definizione diversa da quella attuale.\nPer quanto rigua rd a il piccolo commercio su aree pubbliche, oltre al rigetto\ndell'applicazione della direttiva Bolkestein, si propone un fondo per la digitalizzazione\ndei mercati, cioè un fondo nazionale per poter digitalizzare i mercati e poter contrastare\nil predominio di multinazionali che stanno distruggendo il mercato. L’idea è da una parte\ncreare un sito nazionale che pubblicizzi dove vengono svolti i mercati e i prodotti\nvenduti e dall’altra dare la possibilità che i singoli ambulanti possano creare all’interno\ndel si to un loro negozio virtuale. L’idea è che le persone possano anche ordinare online e\nnel pomeriggio una volta smontato il banco l’ambulante essendo già sul posto con la\nmerce nel furgone possa fare le consegne.",
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          "text": "45\nSezione Agroalimentare\nI dati dell'agroalim en tare italiano costituiscono, nonostante decenni di attacco alla qualità\ne alla quantità, operati sia mediante imitazioni e contraffazioni, sia direttamente dagli stati\nconcorrenti tramite lo strumento della PAC (politica agricola comunitaria), un\nconfort an te punto di partenza.\nLa superficie agricola utilizzata (SAU) si attesta su 12.598.161 di ettari (da tale superficie\nsono convenzionalmente escluse tutte le superfici adibite a coltivazioni legnose, quali i\npioppeti) di cui più della metà destinati a sem in ativi e colture industriali; di questa\nsuperficie risultano irrigati (cioè soggiacenti ad un reticolo di canalizzazioni o corsi\nd'acqua dai quali vi sia la possibilità (e le relative concessioni di prelievo) di attingere\nacqua secondo le necessità delle co lture di volta in volta in campo circa 3.300.000 ettari.\nL'85% della produzione agroalimentare italiana, che vale circa 267 miliardi, proviene\ndalla parte irrigata della SAU. Ora, se pure è chiaro che non è possibile affermare che,\nestendendo l'irrigazio ne a tutta la SAU, si avrebbe un quadruplicamento della produzione\n(vi sono colture che hanno una discreta produttività anche affidandosi alle acque\nmeteoriche), è innegabile l'enorme spinta produttiva che una disponibilità\nprogrammabile di acqua possa dar e.\nPur essendo necessariamente uno dei comparti chiave (cibo, acqua, energia e poi tutto il\nresto), al dopoguerra però abbiamo assistito ad una progressiva perdita di attenzione nei\nconfronti del settore anche se, durante il periodo di blocco degli scambi co mmerciali del\n2020, abbiamo chiaramente potuto osservare come il comparto non si è mai fermato,\ngarantendo la produzione senza flessioni. Dopo decenni di voluto oblio sull'argomento,\nin piena globalizzazione selvaggia, ci si è resi conto che certe dipend en ze estere debbano\nessere ridotte al massimo, proprio perché il sistema globalizzato ha reso evidenti enormi\nproblemi intrinsechi e non sanabili. Situazioni per le quali, per fare un esempio, la nostra\nnazione è un esportatore netto di risi, ma contempora ne amente ne importa, sono\novviamente dei grotteschi controsensi. L'esempio del riso può essere tranquillamente\nesteso a tantissimi settori; ovviamente questi interscambi sussistono e hanno senso\nladdove vengano esportate e valorizzate particolarissime prod uz ioni di nicchia, ma come\nprincipio generale rappresentano una patologia del sistema.",
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          "text": "46\nIl primo punto è quindi quello di ampliare ove possibile l'accesso all'acqua dei terreni\ndella SAU (ampliamento, mediante tecniche compatibili con l'ambiente e attenta\np ro gettazione naturalistica) in modo da ampliare la produzione nazionale e rendere\nstabile e non aleatoria la produzione attualmente affidata all'irrigazione naturale (per\nquanto riguarda il resto del piano acque, è diffusamente trattato nella sezione energ ia ).\nIl secondo punto rappresenta quello della qualità. L'eccellenza agroalimentare italiana è\nconosciuta, ma purtroppo poco riconosciuta. La qualità va promossa ad ogni livello, la\nlotta alle frodi inasprita così pure deve essere portata avanti una dissua si one morale\nsull'importazione di semilavorati destinati poi a divenire un prodotto italiani DOP in\nseguito a permanenza sul territorio nazionale: la qualità non può mai essere associata a\ndisponibilità in continua crescita. In questi anni molte volte la U E ha giocato contro,\ndalla lontana introduzione delle quote latte fino ad arrivare alle tante regole che\npermettono di scavalcare la produzione italiana a favore di produzioni estere o favorire\nmetodi di produzione con i molto più permissivi in termini di co ntenuto.\nUn ulteriore fenomeno che si è venuto consolidando è la riduzione proporzionale della\nspesa alimentare italiana nella ripartizione relativa ad altri costi come tasse, costi di\nspostamento e riscaldamento, acquisto di beni e servizi, istruzione de i figli e gestione\ndella casa (rate per acquisto o affitto); questo è accaduto perché l’acquisto di generi\nalimentari ha culturalmente assunto l'idea di spesa marginale, sulla quale si possa e si\ndebba risparmiare, idea a lungo alimentata anche dalla GDO , la quale ha in tal modo\ndapprima negoziato accordi di cessione dal campo assolutamente imbarazzanti in\ntermini di prezzi offerti, salvo poi riproporre prezzi comunque elevati al dettaglio.\nQuesto non solo è andato nel senso opposto, cioè una non rivaluta zi one del valore della\nproduzione agricola, con la conseguenza che i costi ora in tanti casi pareggiano a fatica,\nma ha addirittura reso gli agricoltori “dipendenti” dai vari finanziamenti associati alla\nPAC. In definitiva però, oltre a rappresentare un co st o per il paese (che siano comunitari,\nladdove prima erano diretti dallo stato italiano, rappresentano soldi dei contribuenti – la\nPAC è anche lei pagata con i soldi dell'Italia), i sussidi non sono risolutivi e generano solo\nun effetto di mercato drogato .\nRisulta quindi imprescindibile introdurre il concetto dei prezzi minimi e la necessità di",
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          "text": "47\ncalmierare l'incremento dei prezzi della filiera; paghiamo alla produzione italiana di\nqualità il giusto prezzo perché le aziende possano produrre cereali, frutta e v erdura o\nallevare bestiame in maniera sostenibile, innanzitutto per loro stesse dal punto di vista\neconomico, in modo che esse possano effettuare gli investimenti necessari.\nUn altro tema è quello legato all'import agroalimentare. Esso riguarda tre tipo lo gie\nfondamentali: i prodotti finiti che non possono essere coltivati nei nostri climi, i prodotti\nfiniti coltivabili da noi, ma importati come “fuori stagione”, i semilavorati. Nel caso\nnumero due la leva fiscale è indispensabile per disincentivare la si tu azione (assurdo che\nmele o pere provenienti dall'altra parte del mondo abbiano mercato a prezzi analoghi ai\nprodotti stagionali locali), nel terzo caso andrà imposta un'etichettatura molto dettagliata\ne dovrà rimanere traccia, nei prodotti finiti, dell'e ti chettatura dei semilavorati di partenza\n(vedi le varie salse di pomodoro).\nITALEXIT si impegna a incentivare una cultura dell’acquisto consapevole perché molto\ncibo acquistato viene gettato tra i rifiuti senza essere stato minimamente consumato. per\ncon tr o devono essere creati dei contratti di filiera che riequilibrino il rapporto\nproduzione - distribuzione.\nOra facciamo un esempio facilmente comprensibile della perdita di valore delle materie\nprime rispetto ad altri prodotti: negli anni 70 vendendo un qui nt ale di grano un\nagricoltore poteva acquistare un bel paio di scarponi a 36 000 lire. Con il grano quotato\n18 € al quintale lo stesso paio di scarponi di cuoio oggi costa 300 € e quindi lo stesso\nagricoltore deve vendere 16 q di grano per poterseli permet te re.\nLa guerra nell’est Europa ha portato solo negli ultimi mesi di quest’anno il grano a valere\ncirca 40 euro al quintale. Il costo riconosciuto oggi in virtù di questa emergenza\npotrebbe essere consolidato ed essere ritenuto valido per i produttori. Que st o però non\nbasta perché il problema opposto si ripropone con gli sfarinati per l’alimentazione degli\nanimali i cui costi sono vertiginosamente aumentati senza che il prezzo finale del latte e\ndella carne, riconosciuto al produttore, sia stato rivisto al ri alzo.\nIn questo le piccole aziende agricole, o quelle che operano in zone collinari e montane,\nche coltivano e allevano bestiame sono svantaggiate rispetto a quelle più grandi che\npossono sopportare una leggera flessione di margine a fronte di grandi num er i. Alle",
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          "text": "48\naziende più piccole la riduzione del margine porta all’annullamento dell’utile d’impresa\ncon la conseguenza che, un lavoro duro che impegna per tutti i giorni all’anno, viene\ndisincentivato nelle nuove generazioni, che preferiscono dedicarsi ad a lt ro, accettando il\nsuggerimento stesso delle proprie famiglie.\nQuando necessario, bisogna intervenire con una fiscalità di territorio che aiuti le aziende\nagricole a mantenere vive con la loro presenza aree del nostro paese che andrebbero\nperse e destinat e ai rovi.\nVorremmo sgravare da costi e oneri gli atti di compravendita in aree disagiate come\nquelle montane al fine di evitare la frammentazione delle proprietà di generazione in\ngenerazione, l’abbandono dei terreni e consentire a chi vuole di poter acqu is tare terreni\ndi piccola superficie senza dover pagare l’atto di acquisto molto più del terreno stesso.\nEsistono settori come quello della produzione vitivinicola che hanno trovato un\npercorso virtuoso legato alla qualità e al made in Italy, innalzando a re e del paese a vera\neccellenza mondiale. Dobbiamo salvaguardare questi comparti e proteggerli, come\ndobbiamo proteggere altri famosi prodotti alimentari italiani dall’aggressione di prodotti\nesteri contraffatti e falsamente venduti come “prodotti in Itali a” .\nLe nostre leggi attualmente vietano la produzione con utilizzo di sementi OGM.\nLa materia che riguarda gli OGM e la sua definizione è molto complessa e dibattuta a\ntanti livelli. Non vengono considerati OGM stranamente prodotti ottenuti con sostanze\nch im iche mutagene o radiazioni.\nNoi vorremmo dedicare maggiore attenzione alla ricerca di soluzioni che tutelino\nmaggiormente la salute umana. Sottolineiamo il paradosso che se mais, soia e colza in\nItalia non possono essere prodotte da colture OGM, l’85% de ll a soia viene importata da\nSud America e America, ed è prodotta quasi totalmente con OGM, in quanto in quelle\naree è consentito farlo.\nAnche l’importazione di prodotti alimentari confezionati permette di veicolare, con il\nmeccanismo del cavallo di Troia, pr odotti alimentari ottenuti con scarsa qualità e scarsa\nattenzione per l’ambiente. Esistono paesi con climi diversi che trattano il grano con il\nglifosato per determinare un’essicazione anticipata, forzandone l’appassimento. L’Italia\ndeve affrontare il pr ob lema dell’equilibrio della produzione e l’uso dei fitofarmaci.",
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          "text": "49\nEsistono delle produzioni di frutta che vengono sottoposte a circa 20 trattamenti chimici\nall’anno. Sicuramente quei frutti avranno un aspetto migliore sui banchi del\nsupermercato ma assimila ti alla lunga saranno anche veicolo di tante sostanze dannose\nall’uomo.",
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          "text": "50\nTURISMO\nSi stima che l ’ Italia abbia fra il 60 e il 75% del patrimonio artistico del mondo e, ad oggi,\ndetiene il primo posto al mondo nella classifica dei siti Unesco con ben 58 luogh i di\ninteresse. Giusto avere un raffronto, la Cina, ad oggi al secondo posto con 56 siti,\nsviluppa una superficie di 9.597.000 km2, mentre l ’ Italia solo 301.230 km2. In una\nsuperficie grande quanto circa il 3% della Cina, abbiamo concentrato il più alto nu me ro\nal mondo di meraviglie. Non secondario, vi è il nostro patrimonio enogastronomico al\npari di quello artistico e naturalistico. Con 526 vini a tutela IGT (indicazione geografica\ntipica), DOC (denominazione di origine controllata) e DOCG (denominazione di origine\ncontrollata e garantita) e 312 prodotti agroalimentari a tutela IGP (indicazione geografica\nprotetta), DOP (denominazione di origine protetta) e STG (specialità à tradizionale\ngarantita) sono solo una parte (quella riconosciuta e codificata) di q ue llo che è un\ninsieme unico di specialità. Tutto ciò ha una spiegazione; il modo con cui l'Italia è un\nintreccio di catene montuose ha costituito un'incredibile varietà di microclimi e ha\ncostruito, nei millenni, terreni di incredibile variabilità sui qu al i possono prodursi cose\nuniche.\nUn osservatore esterno potrebbe essere portato a pensare che, con le suddette premesse,\nl ’ Italia fondi buona parte del suo Pil sul Turismo e invece, non contando l ’ indotto,\nsecondo l ’ Istat il turismo vale “ solo ” il 6% del Pi l, pur essendo risultata seconda (per il\n2022) come connotazione turistica.\nÈ interessante rilevare come l ’ afflusso turistico, sia estero che domestico, sia concentrato\nin Veneto, Trentino - Alto Adige, Lombardia, Emilia - Romagna, Toscana e Lazio (con\nsigni fi cative differenze fra turismo di lavoro e vacanziero), trascurando di fatto altre\nregioni che hanno un ’ infinità à di attrazioni da offrire.\nCome primo punto ITALEXIT propone quindi tavoli di concertazione istituzionali\npermanenti fra Amministrazioni cent ra li (Ministero delle Infrastrutture e mobilit à\nsostenibili, Ministero per l ’ innovazione tecnologica e la transizione digitale, Ministero\ndegli affari esteri e cooperazione internazionale, Ministero dell ’ economia e delle finanze,\nMinistero per lo sviluppo ec onomico, Ministero per le politiche agricole alimentari e\nforestali, Ministero per la transizione ecologica, Ministero della cultura, Ministero del",
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          "text": "51\nturismo), Regioni, gli altri Enti territoriali e imprenditori su argomenti di specifico\ninteresse per il s et tore.\nÈ di vitale importanza riformare l’attuale sistema frammentario in cui ogni regione ed\nogni comune si muovono in ordine sparso e pubblicano bandi pubblici sui propri siti\nsenza darne comunicazione agli operatori del settore (facendo poi vincere sem pr e le\nstesse personalità). Va istituzionalizzato un cruscotto digitale unico dove ogni comune o\nregione pubblichi i propri bandi e favorito il suo utilizzo tramite una semplificazione\ndelle procedure.\nRIFORMA DELLE VECCHIE ISTITUZIONI LEGATE AL TURISMO\nDa l 1919 ENIT, dapprima “ ente nazionale del turismo ” ed oggi “ agenzia nazionale del\nturismo ”; è l’ ente che si occupa di promuovere l ’ immagine unitaria dell ’ offerta turistica\nnazionale e di favorirne la commercializzazione. Andando sul loro sito apprendiamo c he\nsi tratta una struttura vuota o poco seguita.\nVa ripensato il modello attuale - per il quale - ogni regione lavora per conto proprio, ma\ncoordinandone la comunicazione a livello nazionale (ed internazionale) tramite un altro\nEnte che abbia il polso della si tuazione attraverso determinati controlli e politiche ido -\nnee al valore che il Turismo rappresenta per la nostra Nazione.\nOccorre creare un portale nazionale proprietario che funga da contenitore per le imprese\ne serva a prenotare hotel, ristoranti, tra sp orti, musei, esperienze “ tutto incluso” e quanto\naltro legato al settore. Ormai il 76% delle persone utilizza internet per pianificare e\nprenotare l ’ esperienza di viaggio a tutto tondo, dagli spostamenti, all ’ hotel, ai musei, al\nristorante; ad oggi, l ’ It al ia, come gran parte del resto del mondo, si appoggia perlopiù ad\ninfrastrutture digitali di proprietà à di multinazionali come Booking, the fork, trivago etc.\nche caricano il 100% dei costi sull ’ impresa che le sfrutta.\nCentralizzando il sistema avremo ino lt re la possibilità di essere proprietari di Big Data su\ncomportamenti, spostamenti e consumi e potremo indirizzare i viaggiatori verso una\nmigliore distribuzione sul territorio. Non ultimo, potremo creare un sistema statale di\nCustomer Relationship Manage me nt (CRM) che permetta di assemblare pacchetti di\ninformazioni e offerte personalizzate e di curare il contatto con i turisti.\nL’ Italia è un Paese che si contraddistingue per la diversità à e per la ricchezza dei paesaggi,",
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          "text": "52\nciascuno caratterizzato da patrimo ni territoriali, ambientali e culturali stratificati nei\nsecoli ed estremamente ricchi di conoscenze, forme, relazioni che ne caratterizzano le\nqualit à specifiche. Il riconoscimento e il dialogo con l ’identità dei luoghi e le\ncaratteristiche di ciascun pae sa ggio devono favorire la produzione di beni materiali\nesclusivi e distintivi, ad alto valore aggiunto e difficilmente imitabili, di tipo\nagroalimentare, artigianale, manifatturiero e dei servizi turistici. La differenziazione\ndell ’ offerta turistica consen te di decongestionare le tradizionali mete turistiche,\nriequilibrare le destinazioni e destagionalizzare i flussi turistici.\nIl richiamo turistico esercitato dalle destinazioni maggiori può e deve diventare\nun’opportunità per la diffusione turistica a part ir e dagli attrattori noti verso i territori\nmeno conosciuti, nell’ambito dei quali riveste un ruolo centrale la costruzione di\nun’offerta turistica competitiva. Dalle aree di maggior attrazione dovranno partire\nitinerari che alimenteranno le relazioni e le c onnessioni tra l’attività turistica e le altre\nattività (enogastronomia, agricoltura, cultura, etc.).\nIl travaso dalle regioni più visitate e le altre deve essere uno degli obiettivi fondamentali\ndel progetto di gestione turistica nazionale. Occorre aff ia ncare (e anche decongestionare)\ni principali attrattori turistici, rilanciando mete e attrazioni al momento poco conosciute,\ncontrastando di fatto lo spopolamento dei nostri magnifici borghi e cittadine ed\nincentivando in maniera trasversale un turismo p iù attento alla tradizione e al passo con\nil progresso tecnologico.\nI punti di forza\n1. Il fatto di raggruppare in un itinerario le zone di destinazione turistiche non\nconosciute quanto le più note città à metropolitane tipo Roma o Firenze;\n2. i valori e le trad iz ioni del territorio scelto; parole chiave come: sostenibilità à ,\nvalorizzazione dei territori e identità à locali, bellezza dei beni culturali, agroalimentari,\nindustria creativa (design e artigianato). Tutti questi temi saranno declinati attraverso le\ncom pe tenze editoriali e cartografiche, con una produzione di contenuti digitali e\nattraverso la certificazione dell ’ accoglienza, fino all ’ archivio storico e al settore studi e\nricerche;\n3. gli specialisti del viaggio e la garanzia del luogo che stiamo visitando;",
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          "text": "53\n4. l e referenze: a condurre il primo sopralluogo saranno specialisti ed esponenti del\n“ sistema ” controllo, affiancati da docenti affermati dei beni culturali. Verranno prese in\nconsiderazione anche tutte le altre caratteristiche territoriali come bellezza\npa es aggistiche, luoghi di culto ed interesse, musei, teatri, chiese, attività à di ristorazione\ned accoglienza in genere, eventi (etc.).\nA completare l ’ offerta formativa, occasioni di confronto nelle quali dialogare sugli\nscenari del turismo del futuro a part ir e dai valori chiave del patrimonio storico e culturale\nitaliano: la promozione del turismo, la salvaguardia dell ’ ambiente e la diffusione delle\nconoscenze e di una cultura consapevole e responsabile del viaggio grazie ad itinerari\nchiari che raccolgano a nc he l ’ avvicinamento al tessuto produttivo ed agricolo del luogo\nstesso.\nE’ necessario prevedere la riduzione di oneri fiscali, burocratici e regolamentari per le\nimprese, anche attraverso una razionalizzazione del quadro normativo.\nQuasi tutte le imprese d el turismo hanno un intrinseco carattere stagionale e, anche al\nfine di far emergere il lavoro sommerso, si rende imprescindibile un intervento della\nNASPI e di politiche attive di ricollocamento per far fronte ai mesi di inattività à.\nTURISMO VERDE E NUO VI TEMATISMI\nLa sostenibilità à nel turismo deve contribuire attivamente alla conservazione delle risorse\nnaturali e del paesaggio, anche fornendo incentivi e segnali per l ’ utilizzo diversificato\ndelle risorse rurali, dando un valore ai paesaggi ed alla bio di versità à , stimolando gli\ninvestimenti sulla tutela e valorizzazione. In una visione sostenibile del turismo, le\ndinamiche attese dello sviluppo turistico devono favorire la distribuzione di opportunità à\ntra aree centrali e interne del Paese, portando occ up azione non solo nei gi à consolidati\npoli attrattori ma anche in quella Italia ancora da scoprire che conserva un patrimonio\ndiffuso di grande valore e attrattività à . Il tema della sostenibilità è declinato anche in\nrelazione al tema della riqualificazion e ambientale e paesaggistica di destinazioni\nturistiche minacciate dalla sovra - utilizzazione.\nPer rispondere alle nuove esigenze della domanda e dello ” slow tourism ” , occorre anche\nampliare l ’ offerta delle destinazioni turistiche italiane con la proposta d i nuovi “ temati -\nsmi ” come ad esempio cicloturismo, turismo all ’ aria aperta, itinerari enogastronomici,",
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          "text": "54\ncammini storici, vie, itinerari culturali, musicali e letterari, sentieri, rete del patrimonio\ndemaniale dismesso e riutilizzo del patrimonio edilizio s to rico e tradizionale diffuso e\nsottoutilizzato, il tutto coadiuvato da infrastrutture ricettive. L’Italia è colma di paesi,\nborghi e oasi naturalistiche abbandonate a loro stesse. Il piano è di mappare tutte le\n“ perle minori ”, individuare azioni e progett i su cui impostare attività comuni nei\nprossimi anni, facendo convergere le risorse disponibili su specifici patrimoni,\nfortificando le destinazioni e i percorsi a prescindere dai confini amministrativi. Un\npiccolo borgo della Tuscia Viterbese non può funz io nare se non ci sono i trasporti per\narrivarci n é se mancano le infrastrutture per il turista, ma soprattutto non può\nfunzionare se il pubblico non ne conosce l’esistenza. Infrastrutture, trasporti e\ncomunicazione sono interconnessi e devono funzionare di p ari passo.\nIstituire il “ Giornale del Viaggiatore” come strumento di comunicazione nazionale\nufficiale, un vero e proprio mensile nel quale ci saranno tutti gli articoli dedicati al settore\nTurismo, l’elenco dei principali attrattori, luoghi d’interesse e strutture ricettive come\nalberghi e ristoranti, gli orari e le tariffe, e tutte le zone di interesse, le Perle Minori che\nracconteranno sé stesse in ambiti di storia, cultura e interesse e così via.\nNATURA E CITT À , MUSEI A CIELO APERTO\nLa tecnologia non po trà à mai sostituire l ’ esperienza fornita da una guida turistica,\ntuttavia, con l ’ importanza acquisita dai cellulari smartphone nell ’ uso quotidiano, si\npossono pensare una miriade di applicazioni ad integrazioni dell ’ offerta turistica. Un\nbuon esempio può e ssere massificare l’utilizzo dei QR code di fronte ai punti di\ninteresse(un percorso iniziato anni fa) che semplicemente riportino le informazioni del\nmonumento visitato o di un albero secolare in un paesaggio naturalistico, o financo\nprogettare ricostru zi oni virtuali dei fori romani o del parco archeologico di Vulci in\nrealtà à aumentata per far vivere al turista un ’ esperienza unica.\nAccrescere la cultura dell ’ ospitalità à significa anche sviluppare nuove competenze e\nprofessionalità à in funzione dei nuovi f abbisogni della domanda e delle nuove esigenze\nlegate alla valorizzazione e integrazione territoriale della filiera turistica. Non solo\nformazione in aula, ben ì percorsi individualizzati come tour esperienziali,\nspecializzazioni nelle aziende del settore e in tutti i segmenti del sistema formativo, da",
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          "text": "55\nquello degli istituti professionali all ’ alta formazione universitaria e post - universitaria.\nDobbiamo puntare ad un miglioramento della qualit à e dell ’ immagine percepita\ndell ’ occupazione di settore, ad esempi o dando la possibilità à alle aziende di scegliere\nquale contratto collettivo nazionale applicare che permetta una maggiore erogazione di\nnetto in busta per i dipendenti o una maggiore gratificazione dal punto di vista\neconomico come, ad esempio, il welfare a loro dedicato.\nSVILUPPARE E QUALIFICARE LE IMPRESE DEL TURISMO\nLa burocrazia italiana è fra le più complicate e macchinose al mondo.\nLe imprese, con particolare riferimento a quelle giovanili, troppo spesso si trovano a\ndoversi affidare senza preamboli a dei professionisti dei quali, per ò , non si può\ncontrollare e valutare l ’ operato. Parallelamente ad una seria sburocratizzazione, vanno\nincentivati corsi di management di azienda con particolare attenzione al sistema turismo\nitaliano, al fine di rendere p iù consapevoli le imprese e gli imprenditori del settore per\ncreare una nuova generazione di persone capaci ad affrontare il futuro.\nANAS S.P.A E DEMANIO, PROPRIETARI DEL NULLA\nANAS e demanio hanno un patrimonio variegato che si compone di immobili pubblic i\nquali case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie o marittime, fortificazioni, fari e altri\nimmobili in disuso. Vanno promosse iniziative di valorizzazione - attraverso le quali -\naffidare in concessione d ’ uso gratuito, non superiore a nove anni, a impr es e, cooperative\ne associazioni costituite in prevalenza da giovani, le suddette aree per sviluppare progetti\nche possano valorizzare il territorio, la sua storia ed il legame con la filiera\nagroalimentare.\nSAGRE DI PAESE, CULTURA O ESCAMOTAGE?\nNASCE L’ AL BO DELLE SAGRE\nIn Italia ogni anno si stimano circa 42.000 tra feste, sagre e manifestazioni di piazza, di\ncui ovviamente, più della metà à nei mesi da maggio a settembre. Le sagre che hanno i\ngiusti requisiti di autenticità à e legame con il territorio, son o un elemento distintivo del\nnostro paese, a patto che rispettino tutte le norme in materia di fisco, di sicurezza\nalimentare, di igiene, di accessibilità à per disabili e sicurezza sul lavoro, altrimenti sono\nesclusivamente concorrenza sleale nei confronti d egli esercenti che sono obbligati a",
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          "text": "56\nrispettare le suddette norme e a pagare le tasse ogni anno. Di comune accordo con\nANCI, vogliamo creare il primo censimento delle sagre e delle feste di paese al fine di\nrenderle genuine e/o abolirne lo svolgimento ove s i riscontrassero degli illeciti (esempio:\nsagra dell ’ hot dog a Cortina o sagra della carne argentina a Cinisello Balsamo).\nSCUDO CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE DELL’OFFERTA\nVa bene il libero mercato, purché é si tengano ben presenti i tratti distintivi della n os tra\nNazione, che sul lungo periodo ci faranno mantenere alto il potere attrattivo e si\nimpedisca con delle leggi la svendita di coste e borghi a multinazionali o fondi\nd ’ investimento che appiattirebbero l ’ offerta al ribasso nonché é la storia che solo i n at ivi\npossono tramandare. Considerando tutto ci ò , oggi avremmo probabilmente più posti di\nlavoro, ma sul lungo termine perderemmo identità à e richiamo e di conseguenza afflussi\nturistici. Vanno regolamentate e contingentate le concessioni ad imprese multin az ionali\nnei luoghi di arte, cultura e di interesse naturalistico.\nIn un periodo di crisi occorre utilizzare tutte le risorse economiche disponibili per fare\nripartire gli investimenti, riducendo il rientro del debito a quanto strettamente necessario.\nIl pi ano di reinserimento straordinario indirizzerà à le risorse ad oggi destinate alla\n“ sussistenza marginale ” (bonus a pioggia) concessi a quei settori che non hanno subito la\nstessa crisi in questi anni di restrizioni e pandemia.\nIl PRS verrà à abbinato ad u n cronoprogramma e monitorato in itinere con\ndocumentazione sullo stato degli interventi nella propria attività à e legato ad un piano di\nrientro (debiti pregressi) fattibile, in ottemperanza al cambiamento delle abitudini della\npopolazione, con una gradual e rivalutazione di tutte le imprese della filiera che prima del\ncovid erano finanziabili e non in uno stato di sofferenza a partire dal settore agricolo,\npassando per la distribuzione horeca, passando per il commercio al dettaglio e quello\ndella ristorazio ne in tutte le sue forme; ovviamente tutte attività à che fanno parte della\nnostra nazione e non hanno l ’ ombra di partecipazioni di multinazionali estere che\ndelocalizzano tasse e potere d ’ acquisto.\nEQUIT À FISCALE\nIl nostro settore è uno dei fiori all ’ occhi el lo dell ’ Italia nonché detiene (filiera compresa)\n1/3 del Pil.",
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          "text": "57\nVa creata una squadra con i seguenti obiettivi:\n(a) aggiornare le strutture ricettive non correttamente censite ed abbassare le richieste\nfiscali inerenti a quelle aziende che investono sul te rr itorio ed inserirle in un contenitore\nopportuno;\n(b) attraverso il raffronto tra i dati comunali e quelli nazionali, identificare e recuperare\ncasi evidenti di evasione fiscale, in questo modo potremmo attaccare la penetrazione\ndelle mafie che riciclano il denaro attraverso le imprese di ristorazione ed emarginare la\nconcorrenza sleale;\nSUPPORTO ALL ’ IMPRENDITORIA GIOVANILE E FEMMINILE\nA tal fine occorre migliorare le relazioni tra il SUAP (sportello unico per le attività\nproduttive) e il centro “ informa - g io vani ” affinché venga facilitato il reperimento delle\ninformazioni necessarie a chi si affaccia al mondo del lavoro autonomo; programmare\nincontri a scadenza trimestrale tra gli under 35 possessori di un ’ attività e le Giunte\ncomunali, al fine di facilitar e la comunicazione tra le due parti e cercare congiuntamente\ndi risolvere i problemi in ambito lavorativo sui territori avviare una stretta collaborazione\ntra i Comuni ed i nuovi spazi di lavoro per rendere le strutture accessibili anche a chi,\nsenza sussi di , non sarebbe in grado di avere una postazione lavorativa adeguata, purché\nl’ idea imprenditoriale sia valida ed applicabile ai fini dei business plan (attuali co -\nworking);",
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          "text": "58\nSEZIONE ENTI LOCALI\nL’Italia è Paese meraviglioso e unico al mondo; è un paese d i arte e artigianato, di culto e\ndi cultura, di piccole e grandi produzioni manifatturiere, di creatività e di bellezza;\nesistono produzioni di eccellenza artigiana e industriale che sono uniche nel loro genere\ne che devono essere tutelate dalla tenaglia d el la globalizzazione. Riteniamo che per farlo\nsia necessario tutelare le realtà territoriali nelle quali nascono, crescono e si sviluppano.\nLa molteplicità imprenditoriale e culturale che storicamente il nostro paese ha sempre\navuto nasce dalla diversità d ei territori che compongono l’Italia e viene amministrata da\ntanti Comuni.\nA essi va il compito di erogare i servizi ai cittadini che riguardano la maggior parte degli\naspetti della loro vita quotidiana, come ad esempio: l’anagrafe e lo stato civile, il ri la scio\ndei documenti e dei certificati, il trasporto locale, la gestione delle scuole e della raccolta\nrifiuti, l’edilizia pubblica e privata, la viabilità comunale, la celebrazione del matrimonio\ncivile, fino alla gestione dei servizi cimiteriali. Non è u n elencare superfluo: è per\nsottolineare che a fronte di tutti questi compiti negli ultimi anni la Pubblica\nAmministrazione ha subito gravi tagli sia in termini di personale sia in termini\neconomici, dovendo garantire ugualmente gli stessi servizi; i comun i italiani, grandi o\npiccoli, sono i tanti cuori pulsanti dell’Italia.\nCosì come le multinazionali hanno la tendenza a standardizzare la gestione in ogni paese\nin cui operano, così in questi anni si è cercato molto spesso di spostare la gestione dei\nterrit or i verso pochi centri di potere decisionale, lontani dai cittadini e dagli\nAmministratori locali, limitando la loro possibilità d’azione.\nLa maggior parte del territorio italiano è amministrato da Comuni di dimensioni medie o\npiccole, poche sono le grandi r ealtà urbane. Noi riteniamo che la dignità dei singoli\nComuni vada rispettata a prescindere dalla loro dimensione. Pertanto, riteniamo che il\nruolo dei Comuni debba essere mantenuto centrale nella vita politica ed essi debbano\nessere dotati del personale n ecessario, adeguatamente formato e retribuito in maniera\nrealmente meritocratica, in modo da poter erogare i servizi ai cittadini con un livello di\nqualità sempre più alto.\nIl taglio dei fondi, il blocco del turn - over del personale, voluti negli ultimi a nn i in",
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          "text": "59\nmaniera consapevole dai governi che si sono succeduti, ha determinato una carenza\ndivenuta ormai strutturale sia nelle amministrazioni locali che in quelle di area vasta,\nquali Città Metropolitane, Province e Aziende Sanitarie Locali.\nParallelamente a ll’impossibilità così determinata di operare con personale interno alla\nPubblica Amministrazione, abbiamo assistito ad una spinta del Legislatore tesa ad\nincentivare l’affidamento di servizi e incarichi di consulenza a società private.\nQuesta tendenza d ev e essere assolutamente invertita.\nEsistono degli asset strategici, ad esempio la gestione dell’acqua, il processo di gestione\ndei rifiuti, e molti servizi comunali, che devono essere mantenuti sotto il totale controllo\npubblico.\nLe scelte inerenti altri as petti funzionali o gestionali della vita dei Comuni devono essere\nlasciate nell’ambito decisionale delle singole Amministrazioni, che potranno scegliere di\noperare unioni, fusioni o convenzioni senza dover subire spinte verso un modello o\nperdere contrib ut i economici se operano singolarmente.\nLe leggi che regolano i rapporti fra enti locali e regolano la vita degli enti stessi non\ndevono subire continui cambiamenti. La Pubblica Amministrazione ha un tempo di\nrisposta di cui si deve tenere conto e necessit a di programmazione pluriennale. Negli\nultimi anni sono state emanate leggi riguardanti adempimenti, obblighi e modalità di\nlavoro nella pubblica amministrazione, con una bulimia legislativa tale da determinare\ncome risultato solo la difficoltà nella rinco rs a del continuo adeguamento a discapito dei\nservizi erogati ai cittadini.\nNel secolo scorso abbiamo visto spopolarsi i territori periferici , le campagne e le aree\nmontane in favore dei grandi centri abitati. Assistiamo ad un’inversione di tendenza.\nPer n oi di ITALEXIT la qualità di vita dei cittadini deve essere l’obiettivo prioritario. Il\nprogresso della scienza, della tecnologia e delle telecomunicazioni consentono oggi di\nsviluppare un modello di impresa e di agricoltura più sostenibile, senza necessar ia mente\nche esso debba essere afferente ai grandi centri abitati. Bisogna potenziare la rete stradale\ne infrastrutturale in alcuni territori e sottoporre quella esistente al continuo lavoro di\nmanutenzione e messa in sicurezza, con il duplice fine di favor ir e i collegamenti e\nconsentire la migliore distribuzione della popolazione.",
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          "text": "60\nCi ispiriamo all’idea di produzione diffusa sul territorio, quindi di lavoro, che volle\nrealizzare il grande imprenditore Camillo Olivetti.\nInoltre, esistono molte aree del paese sc arsamente utilizzate e incolte che, per motivi di\nantieconomicità, soccombono nella competizione produttiva con altre zone e altri paesi e\nsono destinate al sottosviluppo economico e abitativo. Queste aree devono essere\nrecuperate. Con il ricorso a norma ti ve adeguate e ad una fiscalità di territorio\ndifferenziata possiamo vincere la sfida. Alcune Regioni beneficiano di leggi e fiscalità\nparticolari, quali le Regioni autonome a statuto speciale. Sarebbe necessario rivedere la\nfiscalità differenziata non su b ase regionale ma su base territoriale, compiendo così\nun’azione molto più mirata ed evitando la dispersione delle risorse.\nLe città italiane nei prossimi anni dovranno affrontare grandi sfide e dovranno\ntrasmettere l’immagine della cultura, dello stile, de l design e della produzione made in\nItaly nel resto del mondo, trainando l’economia del Paese. Per ottenere questo risultato\nbisogna far sì che esse siano sempre più in relazione fra di loro e in relazione con i\nterritori, creando una simbiosi produttiva c he deve passare necessariamente anche dalla\nriqualificazione delle periferie urbane, che non devono essere abbandonate al degrado.\nRuolo fondamentale devono avere nuovamente Province e Città Metropolitane, enti che\nhanno subìto prima il tentativo di esse re abolite e adesso vivono la carenza di fondi e\npersonale per poter operare adeguatamente.\nIl ruolo degli enti Regionali in relazione ai Comuni e agli enti di area vasta deve essere\nriconsiderato alla luce dei cambiamenti subiti dall’Italia dal dopoguerra a oggi.\nCambiamenti che hanno determinato sovente l’inutile sovrapposizione di enti preposti\nalla programmazione territoriale o alla gestione e all’erogazione degli stessi fondi.",
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          "text": "61\nSEZIONE PUBBLICA AMMINISTRAZIONE\nDa venticinque anni a questa parte il pubb li co impiego è sottoposto, da parte del\nlegislatore nazionale, ad una furia riformatrice che non accenna a placarsi; ormai siamo\nalla riforma dell’ennesima riforma senza aver mai avuto tempo e modo di verificare se le\nvarie riforme abbiano poi dato i risul ta ti attesi. Tra l'altro, ogni riforma incontra, data la\nfrequenza con cui questi interventi sono reiterati, un'attività ostruttiva da parte della\nmacchina burocratica (perché per chi la subisce una riforma è una complicazione,\nandando a variare parametri co nsolidati in campo lavorativo)\nIn effetti non occorre un ulteriore empito riformatore ma solo applicare puntualmente le\ndisposizioni vigenti, in particolar modo quelle del Decreto legislativo n. 165 del 2001, il\ncd Testo unico del pubblico impiego.\nIl ch e significa:\n imporre alle PA l’adozione dei sistemi di valutazione del personale così come\ndelineati dalla legislazione vigente;\n collegare agli esiti negativi o positivi delle procedure valutative non solo la\ncorresponsione dei premi ma, innanzitutto, l’ev ol uzione della carriera dei dipendenti,\nincluso l’eventuale licenziamento per evidente scarso rendimento.\nI presupposti su cui fondare un obiettivo come quello appena illustrato sono la\nformazione del personale e il reclutamento dello stesso.\nPer quanto ri gu arda il primo punto, è di vitale importanza che le Pubbliche\namministrazioni svolgano una formazione ed un aggiornamento del personale costanti e\nmirati alle concrete esigenze dei dipendenti dei quali bisognerà accertare, alla fine dei\ncorsi, l’effettivo g rado di apprendimento mediante prove selettive obbligatorie.\nQuesto significa monitorare con costanza l’andamento delle strutture operative\nrilevando, di volta in volta, le eventuali carenze da ovviare per il tramite di interventi\nformativi. A tal propo si to potrebbe risultare alquanto utile aggiornare costantemente il\npersonale delle novità normative, giurisprudenziali ed operative d’interesse per\nl’amministrazione sfruttando la rete intranet, inoltre, attraverso l’aggiornamento, si\nriuscirebbe ad indivi du are in maniera più celere e puntuale le esigenze formative.\nRelativamente al reclutamento del personale v’è la necessità di ribadire la prescrizione",
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          "text": "62\ncostituzionale che individua nel concorso pubblico l’unico strumento di accesso ai ruoli\ndelle Amministra zi oni pubbliche.\nVediamo alcune proposte in tal senso:\n Innanzitutto, l’amministrazione deve individuare: il numero di unità da reclutare, i\nsettori cui destinare i neoassunti, i titoli professionali di cui devono essere in possesso i\ncandidati per evitare, a d esempio, di assumere un ottimo laureato in lettere da destinare\nal controllo di gestione;\n le commissioni esaminatrici devono essere composte da membri esperti\ndell’amministrazione e delle relative attività che la stessa svolge;\n le prove selettive devon o essere attinenti ai compiti imputati alla P.A. che recluta;\n i tempi del concorso devono essere prestabiliti e rispettati;\n i neoassunti devono essere immediatamente formati in ragione della propria\ndestinazione lavorativa.\nTutto questo, però, si fonda su un principio irrinunciabile che postula la separazione fra\nvertice politico e struttura operativa o professionale. Quest’ultima deve essere\nimpermeabile ai tentativi di intervento da parte del personale politico al quale spetta il\ncompito di individuare gl i obiettivi da conseguire demandando alla componente\nburocratica l’onere della gestione concreta delle attività mediante le quali raggiungere i\nrisultati prefissati. Questo vuol dire, però, eliminare la possibilità di nominare, da parte\ndei vertici, dirige nt i esterni alla P.A., fatta eccezione per le cd. strutture di staff. Inoltre,\nad ogni amministrazione va riconosciuta una propria autonomia nel gestire i propri ruoli\ndel personale come ogni azienda provvede, per conto proprio, alla provvista del\npersonal e di cui ha bisogno. Al contempo, però, ad ogni struttura amministrativa va\nimposto l’obbligo di calibrare i propri ruoli del personale in base ad una revisione delle\nproprie strutture organizzative dalle quali eliminare tutto il superfluo che spesso e\nvol en tieri appesantisce le strutture amministrative.",
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          "text": "63\nSEZIONE GIUSTIZIA\nLa giustizia, afflitta dai cronici problemi di lentezza e farraginosità, necessita di pochi,\nmirati, interventi che consentano uno sblocco dei tempi processuali e una miglior\naderenza del le decisioni al comune senso di giustizia, così da evitare quello strappo tra\ncittadini e magistrati che spesso è indice di un conflitto interno al Paese e di una distanza\ntra popolo e istituzioni.\nTali interventi debbono essere rivolti al processo civile, a l processo penale, al processo\namministrativo e a quello tributario; anche il diritto sostanziale e notarile deve essere\nmodificato; negli ultimi anni per non dire decenni invece il dibattito politico si è\nincentrato esclusivamente sulla riforma del proc es so penale.\nÈ importante invece che la giustizia civile operi velocemente; la sua lentezza, infatti, è\nuno dei principali motivi per il quale le imprese, straniere e no, limitano notevolmente i\nloro investimenti in Italia. La giustizia è un settore chiave , quella chiave che fa accendere\nil motore economico e sociale di un Paese. Per cercare di rispondere ai problemi\npresentati, ITALEXIT propone quanto segue:\n− La giustizia deve essere accessibile a tutti, soprattutto dal punto di vista economico, e\nquindi oc co rre abolire per prima cosa il contributo unificato, la gravosa tassa che i\ncittadini devono pagare per iniziare una causa civile;\n− la media - conciliazione obbligatoria deve essere abolita, è un sistema che di fatto\nraddoppia solo i costi della giustizia pe r i cittadini; occorre introdurre un sistema di\nmediazione davanti al Giudice, se la mediazione non avviene il Giudice deve cambiare e\nil fascicolo deve essere affidato ad altro Giudice; anche la negoziazione assistita deve\nessere abrogata, è un istituto i nu tile, non utilizzato dagli avvocati;\n− i piccoli Tribunali devono essere riaperti dando vita alla giustizia di prossimità;\n− abolizione della legge salva corrotti e quindi della riforma Cartabia;\n− istituzione di una vera Procura Nazionale Antimafia con compet en ze vere e con i\nTribunali distrettuali antimafia; parallelamente serve un vero organismo nazionale di\npolizia antimafia e cioè la Dia come corpo specializzato;\n− il Tribunale di Sorveglianza del Lazio deve avere la competenza esclusiva per l'esecuzione\ndel la pena dei condannati per mafia; sostanzialmente deve essere trasformato in",
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          "text": "64\nTribunale di sorveglianza nazionale antimafia;\n− occorre riformare i sistemi di accesso alla Magistratura, il concorso pubblico è superato,\nanche perché ormai la giustizia è di fatt o amministrata da giudici onorari che non hanno\ngaranzie e tutele;\n− deve essere introdotto il rito unico nel processo civile con semplificazione reale delle\nprocedure; attualmente esistono decine di tipologie di processi che non riescono a\ncomprendere nemme no gli operatori del diritto;\n− abolizione dell’Ufficio del Giudice di Pace nel settore penale, con smistamento dei reati\nin Tribunale od oggetto di depenalizzazione;\n− creazione di un’unica giurisdizione con abolizione di quelle speciali, amministrative e\ntri bu tarie e con l’istituzione di sezioni specializzate per materia in Tribunale;\n− nell’ambito penale occorre una vera separazione delle carriere dei magistrati con\nResponsabilità civile dei magistrati anche per tutta la gamma dei comportamenti colposi\ne non s ol o per colpa grave e dolo; i termini di deposito delle sentenze devono essere\nperentori;\n− abrogazione per legge delle correnti interne al Consiglio Superiore della Magistratura;\n− divieto dei magistrati di assumere doppio incarico o qualsiasi incarico politi co in\ncostanza di rapporto di lavoro (niente aspettativa, ma la scelta unica di lasciare\ndefinitivamente la magistratura per entrare in politica);\n− Incandidabilità dei condannati per reati gravi, finanziari e contro la P.A;\n− abrogazione dei distretti notaril i al fine di aumentare la concorrenza, così da abbassare i\ncosti, con possibilità di stipulare anche in videoconferenza con assistenza di coadiutori\nscelti tra i laureati in giurisprudenza;\n− Gli avvocati devono avere poteri di autentica più ampi, anche in o rd ine al trasferimento\ndi quote societarie o di immobili;\n− Programmare a lungo termine la realizzazione di nuove carceri.\nSEZIONE RIFORME COSTITUZIONALI\nPrima dell’avvio di qualunque procedimento di revisione ex art. 138 del Testo\nfondamentale, ITALEXIT PER L’ITALIA si impegna a garantire la stabilità e il rispetto\ndelle disposizioni costituzionali, Non vogliamo più assistere alle degenerazioni avvenute",
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          "text": "65\nin occasione dell’emergenza sanitaria. Riteniamo che l’interpretazione della Costituzione,\nche vive nell a storia del popolo italiano, debba sempre favorire un ordine politico\nfondato sulla giustizia e sull’autentico bene comune.\nAlla luce di queste premesse, ITALEXIT per l’Italia propone:\n di introdurre lo «statuto costituzionale dell’emergenza» affinché te rm ine, modalità\ne durata vengano decisi dal Parlamento, evitando quella marginalizzazione dello stesso\ncui hanno condotto tanto il Governo Conte II, quanto l’Esecutivo Draghi;\n di realizzare lo «statuto costituzionale dell’opposizione parlamentare» sulla b as e\ndel modello inglese;\n di disciplinare il procedimento interno per l’esercizio della facoltà di recesso\ndall’Unione Europea di cui all’art. 50 TFUE mediante la previsione di un referendum\nconsultivo che attribuisca legittimazione democratica in merito a ll ’uscita o meno\ndall’ordinamento comunitario;\n di superare la confusione nei rapporti Stato - Regioni, determinata dalla revisione\ndel Titolo V del 2001, superando il criterio per «materie» e riordinando le rispettive\ncompetenze sulla base della dimensione (n azionale o regionale) dell’interesse;\n di razionalizzare la forma di Governo per rendere l’Esecutivo più efficiente e, al\ncontempo, maggiormente responsabile di fronte al Parlamento;\n di riscrivere il sistema di elezione del Consiglio Superiore della Mag is tratura per\nsuperare il correntismo e impedire le degenerazioni cui si è assistito negli ultimi anni;\n di introdurre, previa modifica dell’art. 97, il principio di assoluta trasparenza\ndell’attività della Pubblica amministrazione e il diritto di accesso a tutti gli atti\namministrativi;\n di introdurre il principio di tutela pubblica delle acque e delle risorse naturali con\ndivieto assoluto di privatizzazione (vedi anche la sezione ambiente);\n di inserire, nell’art. 32, comma 2, il principio di libertà di au to determinazione già\nindividuato dalla giurisprudenza della Corte costituzionale.",
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        },
        {
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          "text": "66\nISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA\nIstruzione\nRipensare la scuola in questo momento storico è fondamentale. Occorre però ripensarla\nalla luce delle caratteristiche specifich e della società attuale. Questo perché la scuola\nriceve comunque il suo mandato dalla società, che chiede alla scuola di farsi carico di una\nparte di responsabilità. La scuola porta questa responsabilità insieme all’altra grande\nistituzione, la famiglia, c he in questo momento risulta sempre più multiforme. I servizi\ndel territorio e del terzo settore si sono aggiunti, in questi decenni, nell’impresa enorme\ndella presa in carico dei bambini e dei giovani. Questo ha introdotto cambiamenti nella\nvita quotidian a della scuola, arricchito i curricoli e compl icato l ’ organizzazione della\nscuola.\nLa responsabilità è quella di prendere in carico i bambini e i ragazzi per aiutarli a inserirsi\nnella società in cui vivono.\nUn punto critico riguarda il fatto che la s cu ola deve preparare i ragazzi per una società in\ncui vivranno in futuro, senza sapere esattamente come evolverà la società. Ciò pone un\nprimo grande dilemma, con ricadute importantissime sulla stessa organizzazione\nconcreta dei curricoli, delle materie da i nsegnare, di quali competenze sviluppare, delle\nmetodologie innovative da introdurre.\nÈ necessario che i ragazzi possano arrivare ad essere in grado di rispondere alle richieste\ndel mondo del lavoro e dell’economia; devono poter trovare un proprio beness er e\npersonale e contesti in cui poter esprimere le proprie potenzialità, sensibilità, bisogni,\npaure, desideri e la propria creatività. I bambini e i ragazzi devono poter sviluppare la\ncapacità di diventare consapevoli dei problemi, delle contraddizioni e de lle\nmanipolazioni: costruire, cioè, uno sguardo avvertito e critico sul mondo. Purtroppo, in\nquesti ultimi due anni abbiamo assistito ad un totale fallimento del sistema scolastico. La\nscuola, infatti, non è riuscita a cogliere le contraddizioni presenti i n tutte le disposizioni\nassurde emanate dal governo; non è riuscita a formare alunni con vero spirito critico,\nnecessario a far fronte a contraddizioni e manipolazioni. Sovente i mass - media hanno\ndiffuso informazioni false e tendenziose con lo scopo di u ni formare il pensiero della\ngente, screditando la vera Scienza.",
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          "text": "67\nInoltre, bambini e bambine, ragazzi e ragazze si trovano a essere posti di fronte a scelte\nimportanti, difficili e a volte controverse eticamente. Essi devono, perciò, essere aiutati a\nindivid ua re un’etica che serva come bussola durante le loro vite, come esseri umani,\ncittadini, elettori, lavoratori.\nLa responsabilità di preparare le nuove generazioni a un futuro non del tutto definito\nproduce molta ansia nelle generazioni più adulte, che temo no di fallire.\nTale mandato, generalmente condiviso a parole da molti, va però poi realizzato\nconcretamente. Su come realizzarlo si verificano scontri decisivi, in quanto si tratta di\ndefinire quali sono i modelli di donna, di uomo, di società, di scuola, di organizzazione\nscolastica che ogni parte ha in mente, non sempre in modo chiaro ed esplicito, e che\nvengono posti come le finalità cui deve tendere la scuola.\nIl principale obiettivo di ITALEXIT è di progettare la scuola di domani partendo dai\nproblemi de l presente, di lavorare tutti insieme per la ricostruzione di un sistema\nscolastico pubblico in linea con i sani principi contenuti nella Costituzione della\nRepubblica. Intendiamo contrastare i meccanismi di autoreferenzialità, burocratizzazione\ne vertic is mo, considerati inopportuni, per rispondere ai bisogni reali degli studenti, a\npartire dalla prima infanzia, con una visione organizzativa e metodologica che valorizzi il\nlavoro degli insegnanti.\nA fronte, dunque, della necessità faticosa di negoziare un m odello sufficientemente\ncondiviso di scuola e di società, si evidenzia con forza la crucialità della formazione degli\ninsegnanti. Tale formazione deve puntare a mettere i docenti nella condizione di\ncostruire ambienti di apprendimento adatti, perché poss an o realizzarsi a scuola situazioni\ndi benessere.\nOccorre riconoscere e salvaguardare la professionalità con il giusto adeguamento degli\nstipendi su Base Istat e un tempestivo congruo rinnovo contrattuale fermo da più di\ndieci anni, prima di eliminare il co ntentino dato sotto forma di \"Carta del docenti\".\nCrediamo nel principio degli stessi doveri e stessi diritti e riteniamo ingiusto aver\nriservato solo ai docenti di ruolo \"mancette elettorali\"; piuttosto sarebbe opportuno\ngarantire, a causa del lavoro us ur ante e del fenomeno dello \"stress persistente\" sia per i\ndocenti che per il personale Ata, ridurre l'età pensionabile, aggiungendo ogni cinque anni",
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          "text": "68\nun anno di contributi figurativi.\nLa scuola deve tutelare e migliorare il grado di autostima degli alunni; I mmaginiamo una\nscuola che, senza perdere la sua alta funzione formativa, coinvolga attivamente gli\nstudenti, al fine di contribuire a migliorarla per ridurre la dispersione scolastica e\ngarantire continuità tra i diversi gradi di scuola, l’università e i l mondo del lavoro.\nIntendiamo puntare seriamente ad una scuola che, anziché essere considerata un costo,\npossa rappresentare per lo Stato italiano, come per qualunque nazione abbia a cuore\nl’istruzione, la formazione e l’educazione alla cittadinanza, il s uo più grande\ninvestimento. Una scuola che riparta dalla cultura, il vero capitale da tutelare e\nincrementare; Vogliamo essere promotori di conoscenza, confronto, riflessione critica e\napprofondita.\nRiconosciamo e rispettiamo \"La libertà di insegnamento\" p re vista definita nella nostra\nCostituzione che, unitamente al nostro CCNL, garantisce indipendenza all'agire\nresponsabile e professionale dei docenti.\nSiamo contrari ad ogni forma di discriminazione, obbligo e demansionamento arbitrario\n(cambio d’orario e ma nsioni), in quanto non è previsto alcuna modifica nel contratto\nd’assunzione del lavoratore della scuola e non ha alcuna logica giuridica e sanitaria.\nNon siamo d'accordo con l’uso sempre più pervasivo della tecnologia digitale, che riduce\nla relazione n el la dimensione fisico - corporea, fondamentale per le persone in crescita e\nrischia di favorire disturbi da iperconnessione che colpiscono i giovanissimi, ai rischi del\nritiro sociale, al senso di insicurezza fino agli attacchi di panico.\nVogliamo ridurre l 'i nutile e ridondante burocrazia (Ptof, Pdp, Clil, Rav) che hanno\nstandardizzato e spersonalizzato la funzione docente, costringendo alla verbalizzazione\ndi ogni minimo colloquio o con asettici indicatori numerici.\nConsideriamo fondamentale restituire cent ra lità alla figura dell'insegnante nel\npredisporre valutazioni e verifiche eliminando le prove INVALSI e, in generale, i sistemi\nvalutativi basati su quesiti a risposta multipla in quanto è provato che essi allenano solo la\ncapacità di risolvere quesiti d i questo tipo e insinuano il pericoloso concetto che per ogni\nsituazione vi sia sempre e solo un limitato numero di opzioni e una sola risposta\nsemplice ed esatta, che rappresentano solo meri adempimenti burocratici.",
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        },
        {
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          "text": "69\nRiteniamo, pertanto, indispensabile ri ve dere gli aspetti normativi delle riforme\nscolastiche: Berlinguer, Moratti, Gelmini e legge107 di Renzi, che hanno impresso una\ndimensione aziendalistica e dirigistica, determinando la diffusione di una cultura\nsolipsistica e sempre più performativa, con la progressiva disumanizzazione degli\noperatori dell’istruzione e dei loro stessi utenti finali. Ripristino delle materie di studio\nfunzionali al percorso formativo che sono state tolte o ridotte nell'orario.\nNell'ambito della cancellazione delle riforme c he negli anni si sono stratificate, facendo\ncontinuamente scendere la qualità del sistema scolastico italiano (come impietosamente\nmostrano tutti gli indici internazionali di comparazione), riteniamo necessaria\nl' eliminazione dell’alternanza scuola - lavoro in tutti gli istituti; è preferibile attivare\nlaboratori, anche per stage interni o percorsi di autoimprenditorialità nelle scuole.\nVogliamo ridurre i carichi di responsabilità che condizionano pesantemente il rapporto\ntra dirigenti e docenti e restituire al Collegio docente la dignità di organo deliberante\nrispetto le decisioni del dirigente scolastico.\nVogliamo ridurre le reggenze ed evitare che alle figure dirigenziali vengano assegnati più\nplessi o addirittura scuole su più comuni.\nRiteniamo indispensab il e garantire la stabilizzazione del personale tecnico di segreteria e\npersonale ATA, con adeguamento stipendio, perché permettono alla scuola e all'utenza\nuna continuità relazionale importante soprattutto nella scuola dell’obbligo.\nRiconosciamo essere un di ritto la stabilizzazione dei precari considerando titoli e servizio\ne trasformando i posti di organico di fatto in organico di diritto.\nIntendiamo ripristinare il doppio canale di reclutamento: per il 50% da GPS 1 fascia e il\nrestante 50% dalle GAE (non es aurite) e dalle GM dei concorsi e a seguire prevedere\nl’assunzione del personale tramite concorsi ordinari a scadenza biennale con il\nriconoscimento per la partecipazione anche degli anni di servizio svolti nelle scuole\nparitarie; a tal proposito risulta n ecessario eliminare la figura del docente esperto e del\nnuovo sistema di reclutamento DL 36 2022.\nConsideriamo di importanza fondamentale il numero di ore adeguato e la continuità\ndidattica della figura dell’insegnante di sostegno con i bambini speciali.\nI l vissuto della situazione scolastica di questi due anni ha aumentato le possibili",
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        },
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          "text": "70\nmanifestazioni di disagio o disturbo dell'apprendimento con il grave rischio di sempre\nmaggiore sintomatizzazione e medicalizzazione degli studenti, afflitti da disturbi d i\napprendimento, deficit di attenzione, iperattività nelle istituzioni che dovrebbero essere\npreposte all’aiuto.\nRiteniamo, inoltre, giusto assicurare la figura del pedagogista scolastico, come\nprofessionista esperto del rapporto insegnamento apprendimento e conoscitore delle\ndiverse modalità di apprendimento e delle variegate strategie metodologiche, come valido\naiuto nella collaborazione scuola famiglia a favore dell'alunno con difficoltà.\nRiteniamo giusto garantire l'aggiornamento professionale a tutti i l avoratori nel\ncomparto scuola all'interno dell'orario di servizio, evitando gli inutili corsi che ingrassano\nil business dei formatori e non servono neppure a motivare i docenti: l'aggiornamento\nprofessionale è giusto e doveroso, ma non può essere né a c ar ico dei docenti, né lasciato\nagli organismi esterni nella parte contenutistica. L'aggiornamento non deve più essere\nvisto solo come un modo per aumentare i propri punteggi a pagamento. Per arricchire la\nprofessionalità e le competenze dei docenti, i cors i di aggiornamento o approfondimento\nche verranno stabiliti per orari extra orario di servizio verranno retribuiti.\nCrediamo realmente nella riduzione del numero di allievi per classe, non più di 20, per\nfavorire più scambi individuali, ma anche di gruppo pe r una riflessione didattica non\nstandardizzata e garantire maggiore attenzione agli studenti fragili.\nTroviamo essenziale affrontare seriamente la sicurezza nella scuola incominciando a\npredisporre impianti di areazione nelle classi.\nPrima di ipotizzare qu alunque intervento di \"riforma\", intendiamo interloquire con gli\nesperti della trasmissione culturale e quelli dell'età evolutiva.\nProponiamo di formare un tavolo tecnico di confronto e di supporto al ministero\ndell’istruzione con professionisti quali: i ns egnanti, professori universitari, pedagogisti,\nricercatori, intellettuali e non con i rappresentanti di associazioni private (Fondazione\nAgnelli, Treelle, Anp), che perseguono appunto interessi privati.\nUniversità e ricerca\n“ L’arte e la scienza sono libe re e libero ne è l’insegnamento” ;\n“ Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi",
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        },
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          "text": "71\nordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato” .\nQuesti sono il primo e l’ultimo comma dell’art. 33 Cost. ai quali va da ta piena attuazione,\ndopo che le false riforme dell’università, a cominciare dalla fine degli anni Ottanta dello\nscorso secolo, ne hanno minato l’effettività.\nPartiamo dall’ultimo comma, cioè dalla possibilità concessa alle accademie di darsi\nordinament i autonomi.\nA partire dal 1989, cioè dalla legge istitutiva del Ministero dell’Università, il concetto di\nautonomia è stato fragorosamente equivocato. La legislazione ha progressivamente\npuntato a rendere le Università autonome dal bilancio dello Stato, cr ea ndo un sistema\npara - concorrenziale, in cui ogni Ateneo è in competizione con gli altri per l’acquisizione\ndelle sempre minori risorse statali destinate alla ricerca, con l’obiettivo di giungere, nel\ntempo, a una condizione di autofinanziamento.\nGli Atene i sono stati così irregimentati in una pervasiva normativa pro - concorrenziale,\nche ne ha stravolto la natura: da accademie sono diventati aziende. Gli Atenei e i suoi\nattori (i docenti) sono stati spinti a comportarsi come se fossero in un fantomatico\n«mer ca to del sapere».\nIl cardine del nuovo sistema è la valutazione, che serve a due scopi: 1) per misurare la\n‘competitività’ degli Atenei in base a dei parametri che nulla hanno a che vedere con la\ncapacità di fare cultura e vera ricerca; 2) per stabilire la ‘ competitività’ dei docenti e della\nloro attività di ricerca.\nSulla base delle valutazioni, gli Atenei si contendono le sempre più scarse risorse\npubbliche messe a loro disposizione e, per compensare i minori trasferimenti statali,\nhanno dovuto provveder e con aumenti delle tasse studentesche, cercando sempre più\nfondi sul mercato.\nI docenti sono valutati come se producessero beni di consumo. Sulla base del numero\ndei «prodotti» e in base alla sede di pubblicazione, a sua volta ‘classificata’. Parametri\ne ss enziali per la loro carriera.\nIl sistema di valutazione delle riviste condiziona pesantemente la libertà dei ricercatori: se\nil ricercatore ha necessità di pubblicare su determinate riviste per la sua carriera, per non\nvedersi rifiutata la pubblicazione , molto difficilmente pubblicherà uno studio critico nei",
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        {
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          "text": "72\nconfronti del pensiero dominante. Un sistema perverso che incentiva il conformismo e\nche fa perdere all’accademia la funzione critica che ha storicamente svolto.\nNell’impianto costituzionale, tuttav ia , l’autonomia dell’Università era un valore volto a\ngarantire la piena libertà di ricerca; con le riforme degli ultimi decenni il quadro si è\ncapovolto. Il valore è diventato l’autonomia (intesa come autonomia dalla finanza\npubblica) e la libertà di rice rc a (il vero valore costituzionale), è stato pesantemente\ncondizionato dalle nuove normative.\nL’università deve riprendere la sua alta funzione, invertendo il declino cui è stata\ncostretta dalle riforme degli ultimi tempi.\nPer garantire l’autonomia delle u niversità e la libertà di ricerca dei singoli docenti resta\nimprescindibile il ruolo centrale dello Stato, che deve stanziare per l’Università almeno\nquanto fanno gli altri paesi europei.\nAl fine di delineare gli elementi di riforma del sistema universit ar io è utile confrontare la\nsituazione italiana con quella dei principali paesi sviluppati. Da tale confronto si ha può\nevidenziare che:\nPur avendo un numero di diplomati alle superiori comparabile con quello degli altri Paesi\nsviluppati l’Italia rimane tr a gli ultimi paesi in Europa per quota di popolazione in\npossesso di un titolo di istruzione terziaria, anche tra la popolazione più giovane (25 - 34\nanni) : 25%, contro 40% della media UE - 22 e 42% della media OCSE. È necessaria\nun’offerta di istruzione terzi ar ia professionalizzante( sul modello delle Fachhochschule\ntedesche) da fornire tramite istituzioni diverse dalle Università (e con cui le università\npossono collaborare ma non controllare) e con percorsi coordinati con quelli delle scuole\nsecondarie.\nl’is tr uzione terziaria è pressoché interamente concentrata nei corsi a prevalente\ncontenuto teorico, mentre è quasi del tutto assente il segmento dei corsi a carattere\nprofessionale. Sotto questo aspetto la riforma dei corsi di studio (passaggio al 3+ 2) è\nsos ta nzialmente fallita. Con la risposta alle esigenze di professionalizzazione ottenuta\ntramite altro percorso è necessario tornare a corsi di studio universitari di 4/5 anni.\ngli abbandoni durante l’università (circa il 40% contro il 31% della media UE)\nrim an gono elevati. Le modalità di orientamento e selezione per l’accesso sono, pertanto,",
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          "text": "73\nda rivedere. L’accesso deve avvenire non attraverso test di cultura generale, ma attraversi\nla partecipazione ed il superamento del relativo esame di due corsi di materie b ase per il\npercorso prescelto da tenere nel mese di settembre, il che non significa introdurre una\nqualche sorta di “numero chiuso sotto altro nome”, ma un criterio preliminare di\nselezione, r iteniamo che sia democratico eliminare il numero chiuso in ing re sso di tutte\nle facoltà universitarie, dando a tutti la possibilità di iscriversi e frequentare, previo\nsuperamento di una fase di accesso, seguendo le proprie attitudini personali.\nI corsi di dottorato sono eccessivamente lunghi e non sempre corredati d i borsa di\nstudio; non dovrebbero superare i tre anni di durata di cui solo il primo anno dedicato\nallo studio tradizionale i rimanenti due da dedicare alla ricerca o all’inserimento in\nimprese. Riteniamo indispensabile aumentare il numero di posti nelle s cu ole di dottorato,\ncon relativo incremento a copertura totale dei vincitori del concorso e l'aumento della\ndotazione delle borse medesime.\nRiteniamo che anche il numero di assegni di ricerca vada incrementato basandolo\nalmeno sulla “produzione dei nuovi do ttori di ricerca” in modo da consentire un teorico\naccesso completo alla professione di ricercatore universitario.\nLa quota di PIL destinata all’università è, in Italia, inferiore alla media europea. Si\ndovrebbe avere in cinque anni un aumento del 0,2% de lla quota di PIL destinato\nall’università di cui almeno la metà da dedicare al diritto allo studio.\nIl numero di corsi di laurea (probabilmente più di 4.000) è eccessivo va drasticamente\nridotto di almeno il 30%. La specializzazione va perseguita come pe rc orso all’interno di\nindirizzi generali e non come corso autonomo.\nIl numero di corsi si è moltiplicato a dismisura attivando corsi di poche ore con\ndenominazioni più adatte ad un seminario specialistico che ad un corso di studi. Il\nnumero va drasticament e ridotto prevedendo corsi della durata minima di 60 ore.\nLe modalità di reclutamento basate sui settori scientifico disciplinari (SSD) e sull’attività\ndi ricerca non possono servire come base per l’attribuzione degli insegnamenti. Gli\ninsegnamenti di base d evono poter essere attribuiti ad appartenenti a più di un SSD.\nNella distribuzione dei finanziamenti è necessario potenziare il peso dei costi standard,\neliminare il peso della spesa storica, attuare effettivi controlli da parte del ministero",
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        {
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          "text": "74\nsull’effici en za delle gestioni delle diverse università. Questo tenendo presente che\nl’attuale sistema basato sull’inserimento di figure nel collegio dei revisori è scarsamente\nefficace.\nLa programmazione in capo al Ministero deve diventare uno strumento efficace non\nl imitarsi ad essere un documento indicante buone intenzioni. A tal fine non deve\nlimitarsi alla destinazione delle modeste risorse del piano triennale, ma essere relativo a\ntutte le risorse del finanziamento ordinario. Ampliando allo stesso tempo l’autono mi a nel\nreclutamento da parte delle Università abrogando anche il limite nazionale nel turnover.\nÈ necessario rivedere il sistema di valutazione dei docenti in modi da puntare alla\npromozione dell’attività di ricerca libera da condizionamenti, eliminando o gn i\nsimulazione del principio concorrenziale: il sapere non è una merce, ma un bene\ncollettivo.\nIl sistema di classificazione delle riviste e quello volto alla valutazione dei singoli\nricercatori (sulla scorta del numero di articoli, definiti significativ am ente «prodotti»,\npubblicati e del rating delle riviste su cui appare la pubblicazione) deve essere\ncompletamente rivisto.\nOccorre reintrodurre il concorso nazionale per assegnare direttamente le cattedre di cui\nnecessitano le singole università. Un conc or so che metta al centro proprio le prove da\ntempo eliminate, volte a valutare la capacità di insegnamento (la lezione), al pari di\nquanto accade nei più seri stati europei, come, ad esempio, la Francia.\nRiteniamo necessario favorire collegamenti tra le u ni versità, le scuole, il mondo del\nlavoro, della ricerca e delle startup imprenditoriali, con un'attenzione particolare\nall'incubazione di società innovative da parte delle stesse università.",
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          "text": "75\nSEZIONE BENESSERE ANIMALE E VETERINARIA\nDieci proposte per la V et erinaria del Futuro:\n Riduzione dell’IVA al 10% sulle prestazioni Medico Veterinarie. Ciò consentirebbe\nai proprietari di animali domestici di poter destinare risorse economiche nella cura dei\npropri animali, in un momento economico tanto difficile, da co st ringere spesso alcuni\nproprietari ad effettuare scelte non in linea con il benessere animale;\n “ deblistering”: portare avanti l’iter legislativo che ha già consentito, nella passata\nlegislatura, l’approvazione in Senato del DDL AS 2481 che permetterebbe a l Medico\nVeterinario la cessione diretta di un farmaco, in parti di confezione (singoli Blister)\nsecondo il dosaggio necessario e la precisa durata della terapia. Ciò consentirebbe un\nnotevole risparmio economico, oltre alla salvaguardia della salute umana e d animale,\nverso l’importante problema della farmaco resistenza;\n scuole di specializzazione: ridurre l’abnorme numero delle facoltà di Medicina\nVeterinaria presenti sul territorio 14, rispetto ad esempio alle 4 francesi. Si potrebbero\nmeglio gestire le r is orse economiche\nriducendole della metà e riconvertendo le altre in centri di specializzazione post - laurea di\nalto livello;\n accesso universitario: eliminare il numero programmatico degli accessi alle facoltà,\nche non valorizza lo studente, inserendo invec e una selezione reale e meritoria nel\npercorso degli studi, che possa consentire di laureare professionisti realmente motivati e\nformati;\n medicina pubblica: potenziamento e ricollocamento della Medicina Veterinaria\npubblica, nell’ambito delle mansioni Igie ni co - Ispettive sanitarie, lasciando che l’attività\nclinico ambulatoriale negli animali da compagnia avvenga utilizzando le competenze del\nveterinario libero professionista;\n legge sul randagismo: consentire l’approvazione del DDL 1980, approvato nella\npassa ta legislatura in commissione sanità, inerente modifiche in materia di animali di\naffezione e prevenzione del randagismo, per eliminare una piaga vergognosa nel nostro\npaese.\n La gestione dei canili rifugio pubblici o convenzionati ha visto oscuri personag gi",
          "words": 307
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          "text": "76\ncavalcare questa realtà per interessi economici, con gravi esborsi per l’erario, inoltre nel\ntempo si è visto come questo problema sia servito ad alcuni per carriere politiche,\nconsentendo il protrarsi di questa vergogna; libero accesso dei volontari al le strutture per\ngarantire controllo e cura degli animali.\n trasformazione zootecnica: incentivare la trasformazione dei modelli di\nallevamento ora presenti, fondati su basi esclusivamente di sfruttamento economico del\nmondo animale, verso modelli di produz io ne che rispondano a logiche di benessere\nanimale, con modelli di allevamento che premino\nl’eccellenza della qualità nella produzione, rispetto le quantità oppure di conversione\nverso produzioni agricole di eccellenza;\n creazione della figura del Veterinar io Aziendale quale direttore responsabile dei\nrequisiti Igenico - Sanitari delle Aziende Zootecniche, per contribuire alla trasformazione\ndei modelli di allevamento;\n CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici): si rende necessaria una legge quadro\nche normi l’ es istenza di queste strutture regionali, con prerequisiti di uniformità\nnazionale, sotto la direzione sanitaria di un Medico Veterinario, cosa al momento non\npresente;\n riforma della natura ordinistica delle professioni: prevedere una profonda riforma\naffro nt ando le tante criticità emerse in modo dirompente negli ultimi anni. Immaginare,\nnella volontà politica di mantenere in essere un’organizzazione ordinistica, la\ntrasformazione da enti sussidiari dello Stato, in enti di supporto e trasformazione delle\npro fe ssioni. Nell’ambito di questa riforma la creazione di sedi Regionali e non\nProvinciali, per una migliore gestione delle risorse economiche, con la modifica\nsostanziale dei percorsi elettivi delle Federazioni Nazionali, per consentire un ricambio di\nuomin i ed idee, verso la mera gestione di centri di potere.\nITALEXIT ritiene che PRAGMATISMO e CULTURA debbano essere le parole\nd’ordine del proprio programma perché le sole adatte a rappresentare la sincera volontà\ndi realizzare il miglior benessere animale.\nPr agmatismo, perché garantire il benessere animale significa - e lo vedremo - garantire 1)\nla riduzione della spesa pubblica, 2) il mantenimento della salute umana, 3) la protezione",
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          "text": "77\ndell’ambiente, 4) la riduzione delle devianze sociali (e dei suoi costi), 5) l o sviluppo di\nnuove attività economiche coerenti con un tempo di crisi energetica ed economica, 6) il\ncontrasto alle ecomafie, 7) e tanto altro ancora. In una parola, perseguire il benessere\nanimale conviene.\nCultura, perché solo la diffusa e piena compr en sione nei cittadini della correlazione tra\nil benessere animale e il proprio benessere consentirà alla politica di perseguire e\nrealizzare con convinzione, e speditamente, le riforme necessarie.\nLe due istanze vanno perseguite insieme perché sono indist ri cabilmente connesse l’una\nall’altra in un circolo virtuoso che risulterà evidente nella declinazione di dettaglio che\nsegue.\nPerseguire il benessere animale per la riduzione della spesa pubblica: la piaga del\nrandagismo\nDanni erariali vengono evidentemen te prodotti in tutti quei Comuni nei quali, non\nperseguendo le corrette politiche antirandagismo, cioè sterilizzazioni e corretta gestione\ndei canili e rifugi con facilitazione delle adozioni, lasciando aumentare\nindiscriminatamente il numero degli animali r andagi o vaganti sul proprio territorio, si\nverifica un conseguente aggravio di spesa per gli interventi dei Servizi veterinari delle Asl\ne la gestione a carico dell’erario di un numero sempre crescente di animali nei canili o nei\ngattili. La proposta di ITALEXIT :\na) potenziamento della task force veterinaria per la tutela animali del Ministero della\nSalute; attuazione di quanto già messo a disposizione delle leggi attuali in materia, tramite\nla creazione di un Team di Monitoraggio presso il ministero de ll a Salute, con la\npartecipazione di rappresentanti regionali, per la verifica del raggiungimento in tutti i\nComuni italiani degli obiettivi annuali in termini di sterilizzazione, c h i ppatura, riduzione -\ntramite adozioni - del numero degli animali presenti n el le strutture come canili e rifugi.\nL’iter di monitoraggio, ed eventuale approvazione degli obiettivi annuali, deve sempre\nincludere l’ispezione obbligatoria da parte della task force per la tutela Animali (già\nesistente presso il Ministero) dei canili e ri fugi territoriali per la verifica delle effettive\ncondizioni di benessere animale. Il mancato conseguimento degli obiettivi concordati\ncomporterà l’esclusione da qualsiasi premialità economica per i responsabili degli uffici",
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          "text": "78\ncomunali preposti al benesser e animale.\nb) Rimodulazione dei protocolli di intesa Stato - Regioni per l’accesso a programmi di\nparticolare gestione virtuosa degli animali abbandonati e attenzione al benessere animale\ndiffuso. La realizzazione di tali programmi (da verificarsi in capo al la squadra di\nmonitoraggio che va creato presso il Ministero, di cui V. sopra) conferirà ai Comuni\n“virtuosi” diritto a fregiarsi di un “bollino” di “Comune Amico degli Animali”\ncongiuntamente alla possibilità di accesso preferenziale a percorsi di finanzi am ento. I\nprogrammi devono includere: iniziative come la promozione di progetti di informazione,\nformazione, e sensibilizzazione dei cittadini e degli studenti per il soccorso, il possesso e\nl’adozione consapevole; la creazione di task force comunali per i l benessere animali (che\nincludano tutte le forze di polizia del territorio, Asl, guardie zoofile, associazioni di\nvolontariato). L’approvazione dei progetti sarà sempre subordinata anche a una verifica\nispettiva da parte della Task Force per la Tutela Vet er inaria in capo al Ministero della\nSalute delle basilari ed effettive condizioni di benessere animale nei canili, gattili e rifugi,\ne in tutte le strutture che sono indicate a supporto del benessere animale all’interno del\nprogetto.\nc) Obbligo dei Comuni al l’inserimento sui propri siti istituzionali di pagina dedicata al\nbenessere animale con chiari riferimenti per il cittadino per il soccorso, il possesso e\nl’adozione consapevole. La pagina informativa deve anche rendere disponibile ai cittadini\ntutte le in formazioni sui reati previsti in materia di benessere animale e sui soggetti cui\nfare ricorso di volta in volta in caso di presunte violazioni. Tali informazioni devono\nincludere i riferimenti della task force veterinaria per la Tutela Animali già in cap o al\nMinistero della Salute, affinché sia possibile per i cittadini segnalare situazioni di illegalità\no particolare degrado di cui vengano a conoscenza relativamente al benessere animale,\naggirando eventuali situazioni locali ostative. Protezione di tutti i Santuari Animali che\ndevono essere tutelati e difesi.\nPerseguire il benessere animale per garantire la salute umana\nil trattamento che l’Uomo riserva all’animale, soprattutto a quelli destinati\nall’alimentazione, è tale da rendere certo che patologie po te nzialmente letali possano fare\nil salto di specie. Per spiegarlo, prendiamo ad esempio i volatili della filiera alimentare:",
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          "text": "79\nsolo in Italia ogni anno vengono macellati 550 milioni di volatili, per lo più polli e\ntacchini. Questi animali vengono mantenuti in condizioni certamente insalubri e questo è\ncausa per essi di gravi problemi di salute e debolissime difese immunitarie, creando il\nterreno ideale per l’insorgenza e la proliferazione di malattie causate da agenti patogeni\n(o per lo sviluppo di ceppi di ba tteri resistenti, dato l'enorme uso di antibiotici). Che\npossono successivamente, in sede di lavorazione, favorire il salto di specie.\nITALEXIT ha, per sua costituzione, la libertà e il coraggio di poter dire la verità e\ncercare le vere soluzioni. Sull’a rg omento crediamo sia giunto il momento di dire come\nstanno le cose, fare la più sincera informazione sulle correlazioni tra le nostre attuali\nscelte alimentari, in particolare sull’uso massiccio che facciamo delle carni, e i pericoli\nsanitari a cui ci esp on iamo con esso. Non si tratta di imporre questa o quella scelta\nalimentare, ma di fornire ai cittadini gli elementi per scegliere in piena consapevolezza\ncome vogliono vivere e quale mondo desiderano per il proprio domani. Perseguiremo\nperciò il benessere a nimale in ogni sede legislativa e promuoveremo campagne di\ninformazione sulle correlazioni tra scelte alimentari e salute. Sosterremo inoltre, nel\nparticolare, l’incremento dei controlli e l’introduzione delle telecamere nei macelli per\ngarantire l’appli ca zione delle norme di igiene e di umanità nel trattamento e\nnell’abbattimento degli animali della filiera alimentare.\nPerseguire il benessere animale per la salvaguardia dell’ambiente (vedi anche la sezione\nspecifica)\nSi fa tanto parlare di ambiente, di s vo lta green, di sviluppo sostenibile, ma, anche qui,\nsenza coraggio e verità sarà difficile fare veri passi avanti; la nostra vita, per come è\ndisegnata non è sostenibile e non può consentire una reale transizione “ecologica” a\nmeno che comportamenti dati og gi per scontati non cambino. Bisogna avere il coraggio\ndi dire, per esempio, che una delle maggiori fonti di inquinamento del pianeta sono gli\nallevamenti , che fanno pagare un prezzo durissimo all’ambiente per la produzione di gas\nclima - alteranti, per la d eforestazione (l’80% della deforestazione del mondo è causata\ndalla necessità di produrre mangimi per gli allevamenti), per il consumo spropositato di\nfonti fossili e d’acqua, per l'enorme consumo di antibiotici (due terzi degli antibiotici\nprodotti nel m ondo sono per uso zootecnico) e per la produzione di acque reflue non",
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          "text": "80\ndepurate (solo per citare l'Italia, il carico di reflui della zootecnia è equivalente a 120\nmilioni di abitanti): è stato calcolato che un chilo di carne richiede 7 litri di petrolio, e che\nsono necessari in media 15.000 litri d’acqua. ITALEXIT intende avere comportamenti\npolitici coerenti con le proprie convinzioni in materia ambientale; pertanto, promuoverà\ne sosterrà tutte le iniziative atte a scoraggiare gli allevamenti intensivi, e a creare\nconsapevolezza nei cittadini sui loro impatti sull’ambiente e di conseguenza nelle nostre\nvite.\nPerseguire il benessere animale per ridurre le devianze sociali e i suoi costi (ed essere\nanche più felici)\nI dati, ancor più che la nostra intuizione , ci dicono che la nostra società è attraversata da\nuna crisi delle emozioni empatiche. Nuove devianze, soprattutto nei giovanissimi\nvengono a crearsi. Bullismo, violenza sulle donne, sui bambini, indifferenza crescente per\ngli anziani e per tutte le vulne ra bilità, sono segni inequivocabili di una società nella quale\nil proprio patrimonio culturale è stato dissipato dal predominio del mercato, nella quale\ncioè la spinta ai consumi è stata attuata senza correttivi culturali che consentissero\nl’assunzione cri ti ca dei nuovi modelli. Scuola e famiglia sono evidentemente in grande\ndifficoltà nella trasmissione dei valori fondanti. Ebbene, come sostenuto dai pedagoghi e\ndimostrato dai successi delle associazioni del settore, noi crediamo che la promozione\ndell’emp at ia, a partire da quella per gli animali, possa essere di grande aiuto per\nl’innalzamento delle sensibilità, perché essa si traduce immancabilmente in abbassamento\ndelle devianze e dei costi sociali che queste comportano. Per tacere del contributo di\nbene ss ere sulla psiche dei nostri giovani, e dell’incremento della coesione sociale. È\ntempo di decidere se vogliamo che i nostri figli abbiano il nuovo cellulare o imparino a\nstare nella società da cittadini evoluti e consapevoli, attenti ai bisogni di tutte le fragilità e\ndelle bellezze che li circondano. Inoltre, che siamo sensibili o meno al livello di felicità\ndei nostri giovani, e alla qualità della nostra convivenza, vale la pena brutalmente\nricordare che le devianze costano alla comunità in termini di r ep ressione (polizia e\nmagistratura), di riparo dei danni, di rieducazione. E che la prevenzione, tramite\nl’educazione all’empatia, costa infinitamente meno.\nPertanto, ITALEXIT intende promuovere l’ingresso, su base regolare, nell’educazione",
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          "text": "81\nscolastica di p ro getti di sensibilizzazione verso il mondo animale che favoriscano la piena\nconsapevolezza nello studente del mondo che lo circonda, della sofferenza alla quale\nsono sottoposti gli animali in ragione dei comportamenti umani, delle relazioni esistenti\ntra il benessere degli animali e il proprio, delle modalità di corretto interfacciamento con\nl’animale in una società complessa. I progetti dovranno essere attivamente partecipativi e\nnon meramente didattici, e avere relazione con il proprio territorio; immagi ni amo ad\nesempio progetti di accudimento rifugi, partecipazione al percorso di adozione delle\nassociazioni, ecc.\namo di intervenire, per esempio, con modifiche della legge per l’educazione civica\n(assurdamente carente in tal senso) e quella per l’alternan za scuola - lavoro (che finora è\nservita solo a fornire manodopera gratuita, ma non alla reale promozione dell’individuo\ne del cittadino).\nPerseguire il benessere animale per lo sviluppo di nuove attività economiche\nPerseguire frontiere più elevate di civil tà porta immancabilmente a nuovi modelli\nlavorativi e nuove economie più coerenti con un tempo di crisi energetica ed ambientale.\nÈ intuibile, ma ne abbiamo già le prove. Guardiamo a un brillante esempio nell’ambito\ndella lotta al randagismo che ci viene d al Comune di Vieste.\nLa dr.ssa Francesca Toto, nota a livello nazionale negli ambienti attenti al benessere\nanimali, porta avanti da anni, in sinergia illuminata con gli Amministratori del Comune di\nVieste (FG), un progetto denominato “Zero cani in canile” ( sottotitolo non casuale:\n“come trasformare il randagismo da peso a risorsa”). Ebbene dopo anni spesi a costruire\nun’attenzione a 360 gradi al fenomeno del randagismo, con politiche di intervento\n(mappatura, sterilizzazione, microchippatura, adozioni, ecc .) e di educazione con\niniziative pubbliche e con progetti nelle scuole del luogo, oggi Vieste ha un primato ben\nnoto in tutta Italia, soprattutto ai possessori di animali da compagnia. La cittadina è\ngenericamente educata all’accoglimento di persone con a ni mali, e questo ne ha fatto un\npolo di attrazione turistica particolarmente gradito per questo tipo di persone. La\ncittadina, perciò, come conseguenza di questa sua evoluzione culturale, ha visto negli\nultimi anni prima di tutto incrementarsi notevolmente l ’afflusso turistico di persone\nattratte dalla vocazione “animal friendly” del posto (da una indagine svolta dalla LNDC",
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          "text": "82\nVieste, il 77% degli intervistati la preferisce come meta di vacanza perché il proprio cane\nè accettato dovunque!), a ciò si è aggiunto i l conseguente svilupparsi all’interno del\nComune di nuove attività lavorative a supporto. Perciò, non solo le strutture recettive\nnon conoscono crisi, ma si è assistito a una graduale riconversione dell’accoglienza\nturistica in direzione animal friendly (l idi aperti agli animali senza limiti di tempo) per\npoter far fronte alla nuova domanda, e a un proliferare di piccole aziende e figure\nprofessionali di servizio agli animali da compagnia come le pensioni, i dog - sitter, ecc.\nEvidentemente, innalzare il no st ro grado di civiltà nel trattamento degli animali ripaga,\nanche economicamente.\nPerseguire il benessere degli animali per togliere ossigeno alle ecomafie\nPerseguire il benessere animale è uno dei tanti modi di togliere ossigeno alle ecomafie. Le\nmafie ha nn o come terreno di sviluppo dei propri affari tutte le aree di disfunzione del\nPaese, perciò anche quello degli animali, così negletto nel nostro Paese, è un settore\npesantemente infiltrato da attività illegali. Pensiamo ai tanti canili/rifugi lager trist em ente\nnoti, al bracconaggio e commercio di animali selvatici, agli allevamenti illegali, al business\ndelle scommesse sui combattimenti clandestini, alle lotterie con in palio animali vivi ecc.\nITALEXIT intende promuovere e sostenere tutte le attività leg is lative e culturali che\npossano erodere il terreno di azione delle cosiddette ecomafie. Siamo fiduciosi per la\nverità che una generale evoluzione della cultura sociale, ma anche giuridica, potrà\ncambiare fortemente le cose al riguardo. Per questo sicurame nt e ci adopereremo affinché\nveda finalmente la luce una legge per la maggiore tutela giuridica dell’animale\n(ripetutamente arenatisi nella scorsa legislatura) con l’inasprimento delle pene per i delitti\na loro carico, e con garanzia di piena applicazione, af finché possa cambiare in tempi\nbrevi lo sguardo che abbiamo sull’animale.\nBenessere degli animali: cosa resta?\nSiamo consapevoli che la materia del benessere animali è densa e complessa e che molti\nsono i rivoli tematici sui quali ciascuno si attende ris po ste. Sperando di non lasciare aree\nd’ombra, perciò, diciamo senza mezzi termini che:\nITALEXIT dice sicuramente no alle botticelle : rappresentano un uso medioevale\ndell’animale che fornisce a chi guarda un messaggio culturalmente opposto a tutto",
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          "text": "83\nquanto detto finora, l’animale vissuto come oggetto al servizio dell’uomo e senza diritti.\nVogliamo un an imale soggetto giuridico con pieni diritti al benessere.\nITALEXIT dice basta agli animali nei circhi: come per le botticelle la presenza degli\nanimali nei circhi rappresenta il pensiero opposto al nostro. Con l’aggravante, nello\nspecifico, dell’uso di a nimali appartenenti ad habitat enormemente diversi da quelli in cui\nsono costretti a vivere in opprimente cattività.\nITALEXIT dice basta alla sperimentazione animale: un’ampia ed eccellente\nletteratura dimostra che in nessun caso la sperimentazione effet tu ata sugli animali possa\navere risultati più attendibili di quella portata avanti con metodologie alternative. Non ci\nsono scuse. L’unico elemento che ad oggi frena il cambiamento in direzione di una\nmaggiore civiltà e della messa al bando delle crudeltà in flitte agli animali nei laboratori\nnel malinteso nome della scienza, è la pigrizia istituzionale di dover affrontare\nl’organizzazione del cambiamento.",
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          "text": "84\nSEZIONE AMBIENTE\nLa premessa fondamentale, che deve essere tenuta presente sempre, è che non esiste\na mb ientalismo senza sovranismo, inteso come pieno recupero della sovranità nazionale.\nNon è possibile mettere in atto alcuna politica seria in ambito ambientale, così come in\nambito energetico, agroalimentare... senza poter disporre di tutto l’arsenale legi sl ativo\nproprio di uno Stato sovrano. Supponiamo che uno Stato membro dell'Unione europea\nvolesse chiudere tutte le proprie centrali a carbone, ma avesse la necessità di proteggersi\ndalla corrente a più basso costo prodotta con il carbone in altre nazioni, e volesse usare\nla leva fiscale per compensare questo squilibrio; non potrebbe. L'Italia non ha la\npossibilità di proteggere le aziende o le attività che ritenga strategiche per l'interesse\nnazionale. Questo è uno degli innumerevoli esempi del perché, sen za sovranità, i margini\ndi manovra siano limitati.\nLa questione ambientale, totalmente interconnessa con ogni aspetto della nostra vita,\noltre a dover essere presente nella stesura di una proposta politica necessita di una\nsezione dedicata, nella quale sar an no sempre inserite le ovvie connessioni con tutti gli\naltri ambiti del programma.\nLe tematiche ambientali rientrano ad esempio\nnell'ambito agroalimentare (tecniche e lavorazioni del terreno, uso della chimica,\nfertilizzazione e concimazione, necessità id riche);\ndella mobilità (emissioni legate alla costruzione, all'esercizio e allo smaltimento dei\nveicoli);\ndell'industria (emissioni legate ai cicli industriali);\ndella salute (insorgenza di patologie correlate alle emissioni nelle matrici ambientali\nacqu a, suolo, aria);\ndell'economia (costi correlati all'incremento di patologie).\nE' altrettanto importante istituire un principio di tutela delle risorse naturali a\nprescindere, poiché le connessioni tra una compromissione ambientale e il danno diretto\nalla s al ute umana possono evidenziarsi a distanza di anni o decenni, sia perché può\npassare un lungo lasso di tempo prima che si trovi connessione tra l'esposizione a\ndeterminate sostanze e l'insorgenza di patologie (vedi il caso Glifosato), sia perché",
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          "text": "85\nl'ecosist em a terrestre reagisce lentamente alle forzanti antropiche eventualmente\nintrodotte, così come il ritorno allo stato precedente avviene in modo altrettanto lento.\nAllo stesso modo occorre innalzare il livello di tutela riducendo progressivamente i limiti\ne mi ssivi assentiti per gli impianti industriali, stimolando in tal modo la ricerca di processi\npiù sostenibili e sistemi di trattamento più efficace delle emissioni. Nella\nprogrammazione delle attività occorrerà introdurre sia il calcolo dell’impronta ecolo gi ca\nche quello dell'EROEI in sede di pianificazione, in modo da avere chiaro il bilancio\nenergetico e il tempo di neutralizzazione degli effetti negativi che ogni intervento porta,\noltre a conoscere il tempo di rigidità del sistema (cioè il periodo entro il quale un\nripensamento ha solo conseguenze negative).\nRisulta quindi necessario fissare una serie di principi generali da cui far discendere livelli\nessenziali di benessere ambientale.\nPrincipi generali\n1. introduzione del concetto di capitale ambientale (c ioè l'insieme delle risorse\nnaturali, nel quale rientrano i servizi ecosistemici) e di economia ambientale (cioè\ngestione sostenibile del capitale naturale);\n2. incorporazione della valutazione del ciclo vita nella valutazione della sostenibilità\ndei manuf at ti;\n3. utilizzo dell'indice del ritorno energetico (EROEI) per talune tipologie di\ninterventi.\nBonifiche\nSecondo il programma nazionale di bonifica curato dal Ministero dell’ambiente e della\ntutela del territorio e del mare, il totale delle aree perimetr at e come siti di interesse\nnazionale (SIN) è arrivato negli anni a 57 siti per circa 180.000 ettari di superficie, scesi a\n100.000 solo grazie alla derubricazione di 18 siti da nazionali a regionali (SIR). (i SIN\nresidui sono dunque 39) (2016).\nLa bonific a dei siti industriali dismessi (oltre che dei siti definiti come SIN o SIR) andrà\nvista come un'azione integrata tra sviluppo economico e ambientale che privilegi sempre\nle esigenze collettive e sociali. La prima finalità di una bonifica deve sempre esser e quella\ndel ripristino e della tutela ambientale e quella di un’azione politico - economica di",
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          "text": "86\nriconversione certa, in modo da evitare che un sito risulti definitivamente pregiudicato.\nproposte:\n1. Innanzi tutto, I SIR, precedentemente classificati SIN, andr an no riportati alla\nsituazione pre - declassamento;\n2. Semplificazione e uniformazione delle procedure di bonifica e ripristino;\nprogettazione degli interventi ed esecuzione per fasi;\n3. Sul modello dell'agenzia per l'energia, costituzione di un'agenzia italiana p er le\nbonifiche, in modo da dare un impulso coordinato alle attività di ripristino ambientale\n(censimento e caratterizzazione di tutti i siti potenzialmente contaminati stanziamento\ndelle risorse, condivisione delle tecniche sito - specifiche di volta in v ol ta sviluppate,\nstandardizzazione delle migliori tecnologie, implementazione di stazioni di ricerca sulle\nbonifiche, le decontaminazioni e le tecniche di estrazione degli inquinanti, finanziamento\ndelle operazioni); in questo ambito sarà fondamentale il r ep erimento delle risorse, quindi,\nnell'ambito del Fondo Unico Giustizia andrà istituito il Fondo Nazionale Ambiente, a\ndestinazione obbligata e vincolante, finanziato con i proventi ottenuti dal sequestro\npenale o amministrativo di beni mobili o immobili o d alla confisca, da tutte le ammende,\nle sanzioni civili e penali che siano di natura o derivazione ambientale, nonché dalle\nsomme non ritirate trascorsi cinque anni dalla definizione dei processi civili e delle\nprocedure fallimentari.\n4. gestione dei siti in dustriali in previsione futura; pur essendo difficile una\nquantificazione del potenziale danno ambientale, troppe volte è risultato impossibile\naggredire il patrimonio dei responsabili di grandi e diffuse contaminazioni, con il\nrisultato che gli oneri si s ono riversati (e lo sarà anche nel futuro) sulla collettività; si\nrende quindi necessario estendere l'obbligo, a tutte le attività produttive di qualunque\nspecie, nel rilascio delle autorizzazioni integrate ambientali nazionali e regionali, di\naccantonam en to di una somma proporzionale al tipo di produzione, all'impronta\necologica esercitata sul territorio e al rischio stimato di contaminazione eventuale delle\nmatrici ambientali, in un fondo, tramite sottoscrizione di fidejussione o assicurazione,\nche sia vi ncolato e blindato, finalizzato esclusivamente al ripristino ambientale e alla\nbonifica. Per quanto riguarda l'annoso problema dell'individuazione del responsabile",
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          "text": "87\ndell'inquinamento, è necessario rivedere in termini più vincolanti l'elenco dei documenti\nob bligatori da presentare all'atto del passaggio di proprietà o gestione di un sito o di\nun'attività, che trasferisce la titolarità del bene da un soggetto (cedente) a un altro\n(cessionario), sia che ciò dipenda da un atto a titolo oneroso (vendita) o grat ui to\n(donazione) o del trasferimento di un servizio; il passaggio di proprietà dovrà prevedere\nla cessione di tutti gli oneri e pendenze di bonifica e ripristino necessari. (a tal fine, la\nparte cedente dovrà fornire la certificazione di caratterizzazione de l sito inerente ai livelli\ndi contaminazione delle matrici ambientali, suolo, sottosuolo, acqua e aria e l’analisi di\nrischio sito specifica che tenga conto degli esiti della caratterizzazione, delle\ncaratteristiche ambientali e dell’utilizzo presente o fu turo del sito stesso, con lo scopo di\ndeterminare le Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) accettabili per quel sito specifico.\nL'acquirente potrà richiedere una verifica dei dati tramite l'ARPA competente a sue\nspese. L'accettazione dell'attestazione v ar rà quale titolo di assunzione di responsabilità da\nparte dell'acquirente dello stato di fatto dei luoghi, delle opere necessarie e dei costi per\neventuali opere di bonifica, messa in sicurezza o ripristino dei luoghi)\nRifiuti\nSecondo i dati ufficiali la “ produzione” italiana di rifiuti è di circa 171 milioni di\ntonnellate di cui:\n30 milioni di tonnellate di urbani (RSU)\n152 milioni di tonnellate di rifiuti speciali di cui 60 milioni di tonnellate da demolizioni e\nricostruzioni e 11 milioni di tonnellate da trattamento degli RSU; di questi, 31 milioni di\ntonnellate finiscono in discarica.\nSecondo lo studio di Althesys (WAS report 2014) orientare la filiera dei rifiuti verso la\nprevenzione, riprogettazione, il recupero di materia e la filiera corta di smal ti mento\nquando possibile, comporterebbe un vantaggio economico complessivo stimabile in 16\nmiliardi e potrebbe generare circa 195.000 nuovi posti di lavoro, rispetto ai 68.000\nesistenti ad oggi nella gestione dei RSU in Italia.\nLe conseguenze occupazional i della solo accurata gestione della materia organica tramite\ncompostaggio (4 mld di costi complessivi con un recupero dell'1% causa pessima qualità\ndel prodotto finale), permetterebbe la creazione di almeno 30.000 posti di lavoro a livello",
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          "text": "88\nnazionale (uno og ni 100 utenze domestiche circa).\nUn altro grande problema, mai veramente affrontato, è quello della “falsa percezione del\nriciclaggio perpetuo”; nel sentire comune tutti i materiali che vengono conferiti in modo\nseparato (la cd “raccolta differenziata” ) possono essere indefinitamente riciclati allo\nstesso livello di qualità, Per fare un esempio: una bottiglia di PET uso alimentare può\nessere indefinitamente distrutta e riformata a costituire la stessa bottiglia per un numero\nindefinito di cicli di tratt am ento. Questo porta ad introdurre, oltre al concetto di\nriciclaggio, quello di “subciclaggio”, cioè il processo mediante il quale, ad ogni ciclo di\ndistruzione e ricostruzione, una certa materia viene riutilizzata per produrre manufatti\ndalle caratteristi ch e tecnologiche inferiori al passaggio precedente, fino al più basso\nlivello di degradazione, oltre al quale vi è solo il trattamento termico o il conferimento in\ndiscarica.\nAllo stato attuale ( e sotto certi vincoli), i manufatti riciclabili sono\nvetro ( in colore), acciaio, alluminio\ni materiali subciclabili sono la carta e talune plastiche di origine fossile (polistirene ha un\nsolo ciclo di vita), il legno.\nVi sono poi ulteriori problematiche legate all'uso accoppiati di materia riciclabile e\nmateria subc ic labile (vedi tetrapak).\nSi rende quindi indispensabile mettere, in cima alle proposte sui rifiuti, quello della\nriduzione, fissando l'obiettivo dei “ - 100 KG”, cioè la riduzione della quantità di rifiuti\nprodotti ogni anno di 100 Kg.\nProposte (valide per i RSU e per tutte le tipologie di rifiuti speciali le cui\ncaratteristiche consentano di far loro seguire percorsi simili agli RSU):\n1. Programma integrato di riduzione dei rifiuti prodotti;\n2. introduzione progressiva dell'obbligo dell'ecodesign del prodotto o\nde ll’imballaggio (in modo che sia interamente decostruibile, cioè costruire con in mente\nil progetto di decostruzione), rafforzare gli strumenti rappresentati dai criteri ambientali\nminimi (CAM) che privilegino le aziende che aggiudicatarie di contratti co n la pubblica\namministrazione riducano quanto più la quantità dei loro rifiuti;\n3. Riduzione numero imballaggi e della loro eterogeneità (poliaccoppiati);",
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          "text": "89\n4. Introduzione e incentivo vendita prodotti senza imballaggio;\n5. valutare l'introduzione di imballaggi stan da rdizzati “a rendere”;\n6. puntare sulla durabilità dei prodotti (contrastando l'obsolescenza programmata)\naumentando la garanzia integrale e sulla riparabilità;\n7. introduzione sistematica della valutazione LCA;\n8. modifica del sistema di raccolta e separazione a mo nte (raccolta differenziata\nmaggiormente separata);\n9. utilizzo della leva fiscale per spostare l'approvvigionamento verso i materiali\nrecuperati o riciclati;\n10. prevedere l'adeguata dotazione impiantistica per il trattamento AEROBICO (con\nrecupero del biogas pr odotto) della frazione organica degli RSU (la cd FORSU) al fine di\nprodurre compost di qualità adatto all'ammendamento dei terreni agricoli;\n11. alla fine del ciclo di subciclaggio, utilizzo della tecnica di pirolisi per estrazione di\nidrogeno e altri gas te cn ici (esiste una tecnologia realmente a zero emissioni).\nAlcune categorie di rifiuti speciali.\nMateriali da demolizione:\nsi propone di vietarne il conferimento in discarica, ammettendone l'uso solo in nuovi\nmanufatti conglomerati o, previa adeguata riduz io ne della pezzatura, in operazioni di\ncolmamento prodromiche a ripristini ambientali.\nVeicoli e pneumatici fuori uso:\nattualmente i VFU e PFU sono responsabili di una larga parte della produzione di rifiuti\npericolosi (circa 380000 tonnellate di pneumatic i e 9000000 tonnellate di materiale da\ndemolizione veicoli, di cui il 15% è il famigerato “car fluff ”, cioè il triturato di tutto ciò\nche non è cavi o metallo).\nPer quanto ri gu arda gli pneumatici, l'unico vero riciclo è la devulcanizzazione delle\ngomme, in modo da avere nuova materia prima per altri pneumatici; come seconda\npossibilità, portare tutto il non devulcanizzato al riutilizzo per manufatti secondari\n(pavimentazioni s po rtive o stradali), pur consapevoli del fatto che si tratta della\ndegradazione di una sostanza di origine fossile che, al fine vita, andrà sottoposta a\ntrattamento termico. Si propone anche di approfondire studi e sperimentazioni per",
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          "text": "90\npneumatici ottenuti a p artire da polimeri vegetali.\nPer quanto riguarda il trattamento dei VFU, fortunatamente essi sono costruiti con\nmateriali metallici, quindi interamente riciclabili. Come detto il problema sono tutte le\nguarnizioni, gli interni, le pannellature, le plasti ch e rivestimento cavi, le imbottiture.\nRelativamente alla situazione, per quanto riguarda i metalli, si propone di arrivare a\nvietare la triturazione delle parti non metalliche, introdurre un sistema di punzonatura\nidentificativa per gli acciai e le legh e di alluminio (in modo da conoscerne la\ncomposizione e consentirne il loro pieno riutilizzo). Per tutte le parti interne si propone\ndi arrivare a componentistica fatta con un solo tipo di polimero plastico (e uno di\ngomma, che dovrà necessariamente avere un percorso a parte) marchiato in ogni\ncomponente, in modo da inserirlo nel più efficiente sistema di subciclaggio attualmente\ndisponibile e, nel transitorio, una marchiatura di tutte le plastiche in uso in modo da\npoterle inserire nello stesso circuito de gl i imballaggi (di cui alla parte RSU).\nSettore delle plastiche (e il sotto problema delle microplastiche):\n tassazione commisurata al costo ambientale lungo l'intero ciclo vita del prodotto\n(esempio: quantità di materia prima utilizzata, indice di riutilizz o del bene, indice di\nriciclabilità, difficoltà di raccolta, cernita e pulizia, quantità di gas climalteranti emessi\nnelle fasi di produzione e smaltimento – vedi ecodesign);\n sostituzione del CONAI con un'agenzia del pubblico del riciclo e dell'economia\nci rc olare;\n progressiva eliminazione di “shoppers”, guanti monouso (di qualunque materiale,\nplastica, bioplastica o oxoplastica);\n nelle more della sostituzione del CONAI, estensione dell'accettazione a\nsubciclaggio di tutti i manufatti plastici, purché con ma rc hio identificativo del polimero;\n razionalizzazione degli imballaggi e delle etichettature per i liquidi alimentari: un\nsolo tipo di polimero per tutto l'imballaggio(contenitore, etichetta tappo e corona di\nritenzione e senza pigmenti di colorazione – la cd “bottiglia trasparente”); per i liquidi\nfotosensibili, prevedere comunque un unico colore;\n microplastiche: prevederne il divieto per uso cosmetico e introdurre l'obbligo di",
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          "text": "91\nfiltri appositi negli apparecchi per il lavaggio dei tessuti.\nDepurazione, colle tt amento reflui liquidi e sottoprodotti.\nLo stato attuale del trattamento delle acque reflue, ove venga comunque effettuato\nsecondo normativa vigente, ha comunque almeno due ordini di problemi;\n1. il fatto che ad uno stesso impianto di trattamento possano acc ed ere sia le utenze\nurbane che quelle industriali. Questo appare, a posteriori, come un escamotage per\nabbassare le concentrazioni di taluni contaminanti di sola origine industriale mediante la\ndiluizione con reflui che ne sono privi (esempio classico: non v i sono metalli pesanti nei\nreflui urbani); la normativa vigente vieta qualunque tipo di attività di diluizione dei reflui\nal solo scopo di abbassare le concentrazioni degli inquinanti, ma il fatto che questo\navvenga in sede di collettazione al depuratore p ermette di aggirare la legge;\n2. il fatto che la depurazione non avvenga in fase di pioggia (cioè i depuratori non\nsono progettati per gestire la somma di acque reflue e piovane). Questo è un altro modo\nper avere una diluizione delle sostanze reflue e dispe rd ere nei corsi d'acqua rifiuti non\ndepurati.\nProposte:\n adeguamento degli impianti di trattamento reflui con l'aggiunta di una seconda\nlinea esclusivamente dedicata ai liquami industriali, facendo poi seguito al divieto di\ncollettamento congiunto di reflui c ivili e industriali;\n progressivo adeguamento del sistema fognario in modo da separare le acque\npiovane (escluse dalla depurazione) dalle reflue.\nManufatti contenenti amianto (MCA)\nsecondo le relazioni ufficiali, in Italia vi sono ancora “in circolazione” m anufatti\ncontenenti amianto per circa 40 milioni di tonnellate; un'ulteriore stima, riguardante i soli\nMCA usati come coperture, parla di 252 KM quadrati, quindi un problema ambientale e\nsanitario assolutamente enorme. Per dare qualche altro numero utile a inquadrare\nl'enormità della situazione, lo Stato italiano spende oltre 2 miliardi all'anno per gestire la\nfiliera dell’amianto (dal censimento alla bonifica), gli illeciti e disastri ambientali, gli\naspetti previdenziali di esposti e malati di patologie a sbesto correlate, la cura dei malati\n(circa 5.000 casi oncologici all’anno correlati all’asbesto a cui vanno aggiunte le patologie",
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          "text": "92\ninterstiziali asbesto correlate); il denaro speso per esportare MCA (oltre 250.000 t\nall’anno) in mere discariche di super fi cie è la stessa cifra ogni anno che consentirebbe di\nrealizzare i siti regionali di discarica che mancano in Italia e che limiterebbero\nspeculazioni e illeciti. La filiera dell’amianto ottimizzata per l’Italia potrebbe creare circa\n20.000 posti di lavor o secondo i calcoli di ARPA Toscana.\nProposte:\n completamento della mappatura delle coperture contenenti MCA;\n costituzione archivio degli edifici contenenti MCA tramite indagine diretta da\nparte di personale tecnico (senza oneri per il cittadino) e aggiunta , alla documentazione\nenergetica di accompagnamento di un fabbricato, anche dell'indicazione della presenza di\nMCA (libretto dell'amianto);\n ottimizzazione della filiera di smaltimento nazionale mediante un piano nazionale\namianto, che preveda l’individuazi on e di idonei siti di discarica (ove possibile facendo\nvalere il principio di prossimità), la predisposizione del piano nazionale di bonifica (con\nindicazione di tempi e priorità), il sostegno economico alla rimozione dei materiali e la\nricerca sui metodi di inertizzazione (che permetterebbero di far rientrare in ciclo come\ninerti gli MCA)\nInquinanti emergenti (pfoa, pfas e altri)\nÈ indispensabile avviare un processo che porti alla revisione delle normative in materia,\nsoprattutto per agire in termini di pr ev enzione, riprogettando i prodotti che richiedono\nl'uso di queste sostanze per gli inquinanti “emergenti”, va stabilito il principio di\nprecauzione per l'immissione in commercio o nella filiera produttiva.\nAcqua\nNegli anni recenti ciò che sembrava impensabile, si sta via materializzando, cioè la\nvulnerabilità idrica del territorio nazionale. Vi è un problema di disponibilità idrica per\nl'irrigazione, per l'alimentazione umana, per la p ro duzione di energia e per la qualità degli\necosistemi lacustri e fluviali.\nPer quanto riguarda irrigazione, energia e salvaguardia degli ecosistemi, si rimanda al\npiano “bacini idroelettrici” presente nella sezione energia.\nRelativamente all'acqua destin at a al consumo umano diretto, vi sono due questioni,",
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          "text": "93\nquella dell' eccesso di utilizzo di acqua imbottigliata e quello delle dispersioni\nidriche .\nIn Italia il 30% circa della popolazione, sul 60% del totale, dice di acquistare l’acqua\nminerale in bottiglia pe rché “non ritiene sicura” quella che sgorga dai rubinetti di casa. Il\nconsumo pro capite di acqua minerale ha raggiunto quindi nel nostro Paese nel 2015 i\n203 litri/anno a persona : un primato assoluto in Europa che rappresenta la terza\nposizione nel mond o dopo Arabia Saudita e Messico. Si tratta purtroppo di un\ncomportamento che, oltre ad essere dispendioso (il costo di una bottiglia di acqua è per il\n10% contenuto e per il 90% imballaggio), dal punto di vista ambientale è destinato ad\naumentare la produz io ne di rifiuti di plastica e vetro e le emissioni determinate dai\ntrasporti. Il forte consumo è condizionato inoltre dalla vastità dell'offerta e dalla qualità\ndelle acque minerali sorgive che si producono in Italia.\nIn realtà in Italia la qualità delle ac que destinate al consumo umano è complessivamente\nbuona. Con riferimento alle acque sotterranee, da cui proviene l’85% delle acque\nprelevate destinate al consumo umano, si passa da qualità buona (Trentino - Alto Adige\n99%, Molise 96,1%), a maggior critic it à delle acque , (Lombardia 54,9%, Sardegna\n43,7%, Sicilia 39,6% dei punti di prelievo con superamenti dei limiti tabellari). I\nparametri critici sono sostanze inorganiche quali nitrati, solfati, fluoruri, cloruri, boro,\ninsieme a metalli, sostanze clorur at e, aromatiche e pesticidi.\nAffinché torni la fiducia nell'utilizzabilità dell'acqua domestica sono necessarie varie\nazioni: da un lato è necessario garantire un'elevata qualità delle acque su tutto il territorio\n(anche mediante sistemi di filtrazione), d all'altro, nelle zone dove la qualità sia già\nrealmente buona, occorre promuoverne l'uso mettendo in evidenza come l'acqua degli\nacquedotti sia in generale maggiormente controllata rispetto alle acque minerali e il suo\nutilizzo consenta l'eliminazione di u n enorme numero di imballaggi plastici\nVi è poi la questione dei canoni di concessione per le acque minerali; non esiste\nuniformità di pagamento delle concessioni che vengono corrisposte per l’emungimento\ndelle acque minerali e tali somme sono veramente es igue; le regioni continuano ad\nincassare cifre irrisorie e insufficienti a ricoprire anche solo le spese sostenute per la\ngestione amministrativa delle concessioni o per i controlli, senza considerare quanto",
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          "text": "94\nviene speso per smaltire le numerose bottiglie i n plastica derivanti dal consumo di acque\nminerali che sfuggono alle raccolte differenziate. Un processo di revisione della\nnormativa e di innalzamento dei canoni appare necessario e urgente, al fine di\ndisincentivare questa produzione e consentire quant om eno di “ripagare” il territorio\ndell’impatto di queste attività e di recuperare fondi, con l'obiettivo di destinarli a finalità\nambientali.\nIl rilascio o rinnovo di concessioni di prelievo di acque dovrebbero essere concessi dalla\nAutorità di Distretto e vincolati al rispetto delle priorità di utilizzo e alla definizione del\nbilancio idrico di bacino idrico di distretto, corredato da una pianificazione delle\ndestinazioni d’uso delle risorse idriche. Inoltre, fatti salvi i prelievi destinati al consumo\nu ma no per il soddisfacimento del diritto all’acqua, il rilascio o il rinnovo di concessioni di\nprelievo di acque dovrà considerare il principio del recupero dei costi relativi ai servizi\nidrici, compresi i costi ambientali.\nPer quanto riguarda le perdite di r ete, esse ammontano a circa 3,1 miliardi di metri cubi,\ncirca il 40% del captato; l'età media delle condotte di adduzione evidenzia valori\ncompresi tra 12 e 50 anni; l'età media delle reti di distribuzione si attesta sui 30 anni con\nvalori compresi tra i 12 e i 49 anni, per non parlare dei materiali di cui alcune di esse\nsono fatte (ancora MCA). Serve un piano straordinario di investimenti nel settore idrico\nal fine di ridurre strutturalmente le perdite di rete, e adeguare le infrastrutture; per questo\ns ar à necessaria la costituzione di un'apposita agenzia nazionale (servizio idrico nazionale)\ncon opportuna dotazione di fondi.\nTra gli ulteriori compiti del neonato servizio idrico nazionale, ci sarà quello di procedere\nalla completa ripubblicizzazione del le acque, intese inscindibilmente come materia prima,\nrete di distribuzione e gestione del servizio. Per dare un'idea delle dimensioni\neconomiche, il giro d'affari annuo legato al servizio idrico integrato nazionale è calcolato\nin circa otto miliardi.\nGes ti one del territorio e messa in sicurezza\nIn Italia vi è indubbiamente sia un problema di edificazione (quindi di consumo di\nsuolo), che un problema di accesso all'edilizia abitativa per una larga fetta della\npopolazione, che di dissesto idrogeologico.",
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          "text": "95\nOcc or rono almeno 700000 alloggi popolari, tante sono le famiglie che ne hanno diritto,\nmentre la fascia del disagio abitativo riguarda almeno 3 milioni di cittadini.\nNon ostante questo il mercato delle costruzioni ha prodotto milioni di metri cubi di\nnuova e di ficazione (con elevatissimo consumo di suolo) che è rimasta scarsamente\naccessibile alla fascia in disagio abitativo; ci sono quindi circa 2,7 milioni di case\ninutilizzate, invendute o sfitte.\nProposte:\n1. costituzione di una banca dati pubblica e censime nt o edilizio edifici abbandonati o\ninutilizzati pubblici (consentirà infatti di dislocare gradualmente i vari enti statali in\nedifici di proprietà pubblica, evitando i maggiori costi dovuti agli affitti corrisposti ai\nprivati) e privati;\n2. censimento invece, d egli edifici privati abbandonati, sfitti o inutilizzati. In tal\nmodo sarà possibile da un lato avere parametri reali rispetto alla necessità paventata di\nnuove costruzioni e dall'altro di mettere in atto politiche che promuovano il loro\nrecupero e utiliz zo evitando il consumo di nuovo suolo;\n3. piano di recupero del patrimonio di proprietà pubblica (anche mediante\nmobilizzazione dei fondi ex Gescal )\nPer quanto riguarda il consumo di suolo, val la pena di ricordare qualche numero e\nrichiamare qualche concett o. Nella locuzione “consumo di suolo” rientra anche la\ndiminuzione o l'azzeramento della funzionalità di un suolo (cd. Desertificazione per\nerosione o impermeabilizzazione artificiale); il consumo di suolo in Italia si colloca a 4\nmetri quadrati al secondo ( circa 12600 ettari all'anno)), con un picco in area costiera\n(nella fascia costiera entro i 300 metri è pari al 22,9%, mentre tra i 300 e i 1.000 metri è\npari al 19,3%). La perdita di suolo per erosione e la diminuzione del carbonio organico\ndei suoli so no strettamente collegati e costituiscono due delle principali cause che\nportano alla perdita di funzionalità dei suoli e all’innesco di processi di desertificazione.\nLe recenti stime effettuate a livello europeo posizionano l’Italia al primo posto per\nper di ta di suolo dovuta ad erosione idrica con valori superiori a 8 tonnellate/ettaro per\nanno contro una media europea di circa 2,5 tonnellate/ettaro per anno (RUSLE, 2015).\nIl consumo di suolo fertile aumenta la dispersione di carbonio organico. Il suolo, in fatti,",
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          "text": "96\nimmagazzina carbonio contribuendo in parte ad attenuare il processo di aumento di\ntemperatura globale dovuto all'effetto serra.\nProposta:\nlegge quadro per lo stop al consumo di suolo e un uso razionale del territorio\ncon le seguenti linee guida: r iqualificazione funzionale, energetica (incrocio con la parte\nenergetica, punto sviluppato in quella sezione) e antisismica dell'esistente, demolizione e\nricostruzione nelle aree dismesse e abbandonate, bonifica aree inquinate ed eventuale\nrecupero a ver de o bosco urbano; andrà ovviamente affrontata la fase transitoria verso il\nconsumo di suolo zero in cui definire la posizione di chi potrebbe vedersi danneggiato\ndal nuovo corso, ricordando perché la Costituzione mette al primo posto l'interesse\ncollettiv o e non quello privato e che quindi in nome di un interesse pubblico si può\nvariare la pianificazione territoriale definendo edificabili o meno i terreni a seconda della\ncontingenza.\nDivieto di uso degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente dei co mu ni o di altre\nforme di scambio del tipo “infrastrutture come opera di compensazione edilizia”.\nPer quanto riguarda la sistemazione idrologica del territorio nazionale, (ISPRA 2015), le\naree a pericolosità da frana e da alluvione, coinvolgono ben 7.145 co mu ni, pari all'83%\ndel totale, e riguardano una superficie di 47.747 kmq, pari al 15,8% della superficie\nnazionale. Sette sono le regioni Italiane con il 100% dei comuni a rischio (pericolosità da\nfrana P3 e P4 e idraulica P2): Valle d'Aosta, Liguria, Emil ia - Romagna, Toscana, Marche,\nMolise e Basilicata. Alle quali si aggiungono la Calabria, la Provincia di Trento,\nl'Abruzzo, il Piemonte, la Sicilia, la Campania e la Puglia con una percentuale di comuni\ninteressati maggiore del 90%. In questi 7.145 comuni t ro viamo edifici in aree franose o\ngolenali, nel 31% dei casi sono sorti interi quartieri, nel 56% sono nate aree industriali e\nimprese, nel 20% troviamo scuole, ospedali e municipi, nel 26% anche alberghi e centri\ncommerciali. Ogni anno si registrano circa d uecento eventi di dissesto che causano danni\noltre alle infrastrutture anche agli immobili pubblici e privati.\nil territorio italiano presenta dunque una diffusa instabilità geomorfologica;\nesiste un ritardo complessivo sugli interventi di difesa del su olo e di mitigazione del\nrischio idrogeologico, sia per gli interventi strutturali, che per quelli non strutturali .",
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          "text": "97\nGià nel 1968 la Commissione interministeriale De Marchi, produsse un piano per la\nsicurezza idrogeologica dell’intero Paese prevedendo un ar ticolato complesso di opere ed\ninterventi distribuito nell'arco di 30 anni (per una spesa di circa 9.000 miliardi di lire, che\nattualizzati sono circa 76 miliardi, cioè di circa 2,5 miliardi per anno), ma il progetto non\nvenne attuato. I soli interventi di emergenza ricordiamo che hanno un costo annuo di\ncirca un miliardo non hanno alcuna pretesa di risolvere il problema. Tra l'altro\nintervenire sul consumo di suolo rispettando il principio di invarianza idraulica e\nsostenendo l’agricoltura, contribuireb be a ridurre a monte questi costi, ora a carico dei\ncittadini e della collettività.\nProposte:\n1. il Ministero dell'Ambiente (che intendiamo ripristinare come ministero\ndell'ambiente e dell'energia) deve avere il ruolo di coordinamento e programmazione in\ncor re lazione con le Autorità Distrettuali di bacino, con il Dipartimento per il Servizio\nGeologico d'Italia istituito presso ISPRA e con la protezione Civile.\n2. a livello Regionale vanno istituite apposite Cabine di Regia sul dissesto\nIdrogeologico, che affian ch ino operativamente e programmaticamente gli eventuali\ncommissari contro il dissesto. Lo scopo è programmare e attuare gli interventi di messa\nin sicurezza del territorio avvalendosi anche dei fondi messi a disposizione degli Accordi\ndi Programma, avviare u n sistema articolato di ricognizione del territorio e presidio\navvalendosi anche dell'attività dei consorzi di bonifica, coordinandone il lavoro.\nIstituzione di Uffici Geologici Comunali, messi tra di loro in rete e in stretta\nconnessione, coordinati dal la Cabina di Regia Regionale, al fine di avviare il monitoraggio\ndel territorio e supportare gli uffici tecnici dei comuni nella programmazione e\nattuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico a scala locale, nella\npianificazione urba ni stica.\n3. definizione di una scala di priorità degli interventi:\nInterventi urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico, attuati prevalentemente con\ninterventi strutturali;\n• interventi di difesa del suolo attuati prioritariamente con interventi non st ru tturali,\nmanutenzioni e in ultima istanza con interventi strutturali, come peraltro rileva anche la",
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          "text": "98\ndirettiva europea sulla gestione del rischio alluvioni.\nAbusivismo edilizio\nFino a 60 edifici su 100 in alcune regioni del Sud sono abusivi. La crisi del le costruzioni\nnon ha in alcun modo fermato lo sviluppo dell'edilizia illegale, anzi, ne ha accresciuto il\npeso.\nI condoni fatti nel corso degli anni hanno solo ripristinato la formalità legale dei\nmanufatti, ma ovviamente non danno nessuna garanzia s ulla qualità delle opere e quindi\nsulla loro staticità.\nProposte:\ndemolizioni: a differenza dei condoni edilizi, sono la più efficace forma di prevenzione e\ndissuasione del fenomeno; tuttavia, rappresentano al contempo un enorme problema di\nsmaltiment o.\nEventuale acquisizione gratuita al patrimonio comunale di quanto costruito con abuso\nedilizio se l’immobile sia valutato di “prevalenti interessi pubblici”. (cosa già prevista\nper altro secondo l’articolo 31, commi 3 e 4, del Testo Unico dell’Ediliz ia d.P.R.\n380/2001 - e avviene di diritto, entro novanta giorni, in quanto effetto ricondotto\ndirettamente all’inottemperanza dell’ordine di demolizione); esso non si configura come\nprovvedimento di autotutela, quanto piuttosto di una effettiva sanzione em er gente in via\ndiretta dalla legge a causa del mancato adempimento dell’ordine, impartito dal Comune\nstesso, di demolire opere abusive e ripristinare lo stato dei luoghi (consiglio di stato 1064\ndel 04/03/2015). se l'immobile ricade in aree di inedific ab ilità assoluta, l'acquisizione del\npatrimonio a favore dell'amministrazione che gestisce quel vincolo di inedificabilità\n(esempio: il demanio). L'idea che l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale possa\nessere configurata ed incentivata quale ulter io re possibilità sanzionatoria in sostituzione\ndell'ordine di abbattimento in presenza di prevalenti interessi pubblici alla conservazione\ndel manufatto.\nI precedenti proprietari che siano in condizione di grave e comprovato disagio\neconomico potranno far e richiesta, con diritto di prelazione, di usufruire alle stesse\ncondizioni invariate ed invariabili degli altri soggetti sopra menzionati, facoltà che si\nestingue con la loro morte.",
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          "text": "99\nVerde Pubblico\nLa tematica del verde pubblico non può più essere merament e inquadrata dal solo punto\ndi vista estetico o ricreativo; l'aria inquinata degli ambienti urbani (nelle pianure del nord)\ned effetto isola di calore sono ormai elementi perturbatori anche delle dinamiche meteo\noltre che promotori di sempre maggiori consu mi energetici per il raffrescamento estivo.\nProposte:\n1. creazione di corridoio verdi di penetrazione degli agglomerati urbani;\n2. ripristino alberature stradali, costituzione cinture verdi periurbane;\n3. trasformazione dei lastrici solari in giardini pensili. Tal e trasformazione\ndell’involucro edilizio consente la riduzione dell’isola di calore estiva e l’assorbimento\ndell’inquinamento prodotto dalle canne fumarie;\n4. creazione di recinzioni e fronti strada verdi. Tale trasformazione ha la finalità\nprimaria di assorb ir e l’inquinamento generato dal traffico veicolare.\nProspezione e ricerca idrocarburi\nIn Italia sono presenti più di 1.000 pozzi produttivi di idrocarburi, di cui 615 onshore e\n395 offshore, di questi, 777 pozzi producono gas. Le produzioni annuali di gas ( 8 mld\nm3) ed olio (5 mld T) coprono rispettivamente il 10% ed il 7% del fabbisogno energetico\nnazionale.\nCi sono 88 piattaforme e strutture emerse entro le 12 miglia che fanno capo a 31\nconcessioni. Di queste ben 42, ossia il 47,7% delle piattaforme in te ressate dall'articolo 6,\ncomma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono state costruite prima del\n1986 e quindi non sono mai state sottoposte alla valutazione di impatto ambientale. Il\n48% delle piattaforme, delle strutture di appoggio e d el le infrastrutturazioni ad esse\nconnesse, hanno un'età maggiore ai 40 anni, mentre l'età media di tutte quelle comprese\nnelle 12 miglia dalla costa è dai 35 ai 40 anni. Delle 88 piattaforme presenti nelle 12\nmiglia dalla costa ce ne sono 8 classificate «n on operative», 31 tutte per giacimenti di gas\nsono classificate «non eroganti», ossia non estraggono gas.\nQuesto significa che il 44% delle piattaforme attualmente non stanno lavorando. Il\ndecreto legislativo n. 152 del 2006 prescrive che a termine delle a ttività di estrazione il\nconcessionario debba smantellare le infrastrutture e procedere al ripristino dei luoghi. In",
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          "text": "100\ncaso di inattività prolungata e in assenza di termine della durata della concessione i\nconcessionari non si trovano nell'obbligo di proce de re con questi interventi.\nLa bonifica delle aree interessate dagli impianti di estrazione risulta essere quanto mai\nurgente se si considerano i dati rivelati da uno studio condotto da Greenpeace secondo i\nquali i sedimenti nei pressi delle piattaforme so no spesso molto contaminati. All'interno\ndel bacino del mar Mediterraneo poi risulta che l'Adriatico sia il mare che vanta la più\nalta presenza di piattaforme petrolifere e, allo stesso tempo, il mare che fornisce oltre la\nmetà del pescato in Italia.\nU na piattaforma in mare nell'arco della sua vita rilascia mediamente 90.000 tonnellate di\nsostanze inquinanti, il Mediterraneo ha una densità di catrame pelagico di 38 milligrammi\nper metro quadro, una percentuale altissima ormai assolutamente insostenibile , che\nrischia di aumentare ancora con l'avvio di nuove attività di coltivazione di idrocarburi. In\nsostanza il Mediterraneo è già oggi il mare con il più elevato inquinamento da petrolio al\nmondo. I soli permessi in terraferma vengono rilasciati dal Minist er o d'intesa con le\nregioni interessate, quelli a mare non prevedono tale intesa per cui le comunità locali\nsono escluse.\nProposte:\nripristino del vincolo di esclusione delle dodici miglia dalla linea di costa e dal perimetro\nesterno delle aree marine e c os tiere protette in essere e in fase di attuazione o\ncostituzione, anche per i processi autorizzativi in corso;\n1. ripristino della durata di concessione standard, escludendone l'automatica proroga\nfino alla vita utile del giacimento;\n2. integrare nella proce du ra VIA il parere degli enti locali;\n3. integrare nella procedura di VIA il parere di Istituto Nazionale di Geofisica e\nVulcanologia, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale o il Consiglio\nNazionale delle Ricerche;\n4. inserire un vincolo di adeguata capacità finanziaria del richiedente, anche per far\nfronte a eventuali misure di compensazione di danni ambientali;\n5. prevedere l'espressione di un parere motivato, in sede di VIA, relativamente\nall’analisi costi - benefici in capo al richiedente;",
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          "text": "101\n6. modificare i livelli di rilascio di idrogeno solforato portandoli a non più di 0,005\nparti per milione;\n7. implementare norme di tutela della salute delle popolazioni residenti nelle aree\nesposte alle emissioni di idrogeno solforato;\n8. vietare la dispersi on e a mare dei “fanghi e fluidi perforanti” utilizzati in fase di\nprospezione e ricerca;\n9. estendere la autorizzazione alla VIA anche per le fasi di manutenzione ordinaria\n(che sono la causa dell’80% degli sversamenti in mare);\n10. sottoporre a VIA gli impian ti già autorizzati e mai sottoposti a valutazione di\nimpatto ambientale entro le 12 miglia;\n11. prevedere la fase di VIA per le operazioni relative alle esplorazioni, alle ricerche e\nall’estrazione del gas da scisto;\n12. vietare la tecnica della fatturazione idra ul ica;\n13. prevedere la sospensione delle attività estrattive e di prospezione in zone a rischio\nsismico;\n14. prevedere il blocco delle attività in corso e del rilascio di future autorizzazioni in\nzone di particolare ripopolamento ittico;\n15. indire una moratoria pe r le nuove attività di coltivazione di idrocarburi nelle acque\nterritoriali e in terraferma;\n16. promuovere in tutte le sedi opportune iniziative volte a definire una comune\nstrategia con tutti gli altri Paesi del Mediterraneo per una severa regolamentazion e dello\nsfruttamento di giacimenti sottomarini di idrocarburi nell'intero bacino;\n17. inserire, come documentazione necessaria in sede di VIA, il piano operativo ed\neconomico di dismissione e di insicurezza temporanea delle piattaforme, attraverso la\npredispo si zione di un apposito documento recante una “strategia di abbandono del sito”\ne che escluda la dismissione “in situ”;\n18. censimento e categorizzazione delle piattaforme estrattive come immobili a\ndestinazione speciale o particolare. Saranno assimilate e ins er ite nella categoria catastale\nD/9 – Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti\na pedaggio e, come tali, soggette a pagamento IMU, che sarà ripartito tra i comuni",
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          "text": "102\nconfinanti (ricordiamo che vi sono sentenze c he stabiliscono che l'IMU sarebbe dovuta);\n19. eliminazione delle franchigie annuali sul primo estratto sia su terraferma che in\nmare;\n20. progressivo innalzamento (2% annuo) delle royalties fino al raggiungimento della\nsoglia del 30%;\n21. destinazione dei maggiori in tr oiti all'agenzia nazionale per l'energia (di cui alla\nsezione energia).\nParchi e aree protette\nproposte:\n maggiore rappresentanza per le associazioni territoriali e i soggetti competenti\ntecnicamente, minore rilevanza a Federparchi e ai sindaci (non comp et enti a livello\ntecnico);\n nomina del direttore del parco in base alle competenze e capacità professionali\npossedute in relazione alla specificità dell'incarico, previa procedura concorsuale per\ntitoli;\n estensione della superficie interessata dalla prese nz a di aree protette;\n incremento dei finanziamenti statali per le aree protette nazionali e contributo per\nil funzionamento di quelle regionali;\nCambiamenti climatici\nPur trattandosi di un problema globale, che non conosce frontiere, e quindi che deve\npo gg iare su trattati internazionali, ogni nazione dovrebbe affrontare e gestire la sua parte\nsulla base dei principi di sovranità, sufficienza e responsabilità (land grabbing e\ncommercio predatorio).\nPrincipio di sovranità.\nProposte:\n fissazione di un percors o rapido e stringente per raggiungimento in tempi brevi\ndella situazione di neutralità emissiva, vale a dire della situazione nella quale le emissioni\ndi gas serra localizzate e importate (come conseguenza della produzione in altre nazioni\ne conseguente tr as porto) siano in equilibrio;\n fissazione di un percorso di più lungo termine per il riassorbimento dei gas serra",
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          "text": "103\nfrutto delle emissioni pregresse (neutralità emissiva significa non emettere ULTERIORI\ngas serra), che tenga conto proporzionalmente dei settor i che più pesano sulle emissioni,\nquali gli allevamenti;\n rimodulazione e uso della leva fiscale per far sì che ogni bene o servizio incorpori\nil costo emissivo di produzione, trasporto e smaltimento;\n revisione delle sovvenzioni attualmente erogate in campo z ootecnico al fine di\nriorientare i consumi interni verso atteggiamenti più sostenibili (ricordiamo che la\nzootecnia è uno dei maggiori responsabili di gas serra a livello planetario, nonché di\npressione sugli ecosistemi);\n costituzione di serbatoi di stab il izzazione del carbonio assorbito vale a dire:\nincremento della copertura boschiva nazionale, miglioramento della qualità dei boschi in\nmodo da aumentare lo stoccaggio di carbonio per ettaro coperto, impulso alla\nproduzione fuori foresta in modo da consen ti re una più agevole gestione riducendo\nanche l'importazione, implementazione di un programma di produzione e dispersione di\nbiochar per stabilizzare il carbonio nel terreno e recuperare la fertilità dei suoli, dare\nampio impulso alla sperimentazione di pr od uzioni legnose di essenze tropicali a legno\nduro nelle regioni a clima adatto, dare impulso alla ricerca per la produzione di metano\nsintetico dalla co2 atmosferica (nel transitorio), usare un forte disincentivo fiscale per\ntutti quei prodotti ottenuti i n seguito a deforestazione tropicale.\nPrincipio di sufficienza\nProposte:\n riorientare il sistema produttivo nazionale all'assolvimento del primo compito di\nsoddisfare i bisogni interni, sia a livello alimentare, che energetico (vedi la sezione energia\ne qu el la di agricoltura e industria);\n promuovere un uso razionale delle risorse e disincentivare lo spreco (alimentare,\nenergetico...);\n attivare un percorso di razionalizzazione dei manufatti immessi in commercio al\nfine di rendere tracciabili e omogenei gli s ca rti e minimizzare la dispersione delle risorse;\n dare impulso alla ricerca sui materiali fabbricati (fibre composite)\nPrincipio di responsabilità",
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          "text": "104\nproposte:\n stabilire accordi di equa remunerazione della materia prima e dei lavoratori e di\nripristino dei l uo ghi a esaurimento concessione (anche per le concessioni extra Italia);\n stabilire accordi di cooperazione bilaterale (trasferimento tecnologico, di\nconoscenze e sovvenzione diretta affinché vengano poste le basi per la creazione di\nmodelli di sviluppo sos te nibile liberi dalla dipendenza delle fonti fossili. I programmi di\ntrasferimento tecnologico rappresentano, inoltre, un’ottima opportunità per le nostre\naziende e per l’occupazione ad esse collegata) finalizzati a programmi di riduzione,\nassorbimento e s ta bilizzazione dei gas serra, agendo prioritariamente su due filoni: il\nprincipio della maggiore influenza diretta (africa sahariana e subsahariana, che\ncondiziona direttamente il meteo e la circolazione atmosferica mediterranea) e quello\ndella conservazio ne della biodiversità;\n progressivo azzeramento di qualsivoglia forma di incentivo per tutti gli impianti di\nrecupero energetico da rifiuti, sotto qualunque forma e con qualunque tecnologia.",
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          "text": "105\nSEZIONE ENERGIA\nIntroduzione\nla seguente proposta intende essere un quadro di lavoro per un approccio coerente alle\ntematiche energetiche e ambientali, ma che sia anche in concordanza con ogni altra\ntematica che intersechi, se pur parzialmente, questa parte del programma.\nUna proposta sui rifiuti troverà necessariamente c ollegamenti e sinergie con le politiche\nindustriali (possesso dell'intera piattaforma tecnologica, accordo con i produttori per\ngarantire la decostruibilità e il riutilizzo secondo dei materiali, scelta dei materiali di base\nin modo da ridurre le dipende nz e estere...), agricole (gestione dell'assorbimento delle\nfrazioni organiche), di pianificazione territoriale e urbanistica (salvaguardia dei terreni\nadibiti o destinabili a coltivazione di materia prima sostitutiva di polimeri di origine\nfossili)...\nStan te la criticità emergente (ma che è sempre stata presente, in modo latente) in materia\nenergetica e la necessità di ridurre (o addirittura azzerare) la dipendenza energetica\nestera, la materia della costruzione di nuovi impianti di generazione o stoccaggio d i\nenergia (e il rifacimento di impianti esistenti) è materia di interesse strategico nazionale\nper cui va indicato sin da subito che, in sede di espressione dei pareri per l'assenso\namministrativo alla realizzazione delle opere (procedura VIA - VAS o verif ic a VIA), gli\neventuali dinieghi dovranno essere motivati e corredati di studi di impatto a sostegno\npena l'irricevibilità dei pareri stessi.\nLa situazione\nLo stato della generazione elettrica italiana (2019 terna) vede la seguente ripartizione\nFONTE ELETT RI CA ENERGIA PRODOTTA (Twh)\n(2019)\nTermoelettrico 176,2\nidroelettrico 47\nimportazioni 38\nsolare fotovoltaico 24,9",
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          "text": "106\neolico 18,7\nBiogas (compresi rifiuti 1,3 TWh) 8,17\nbiomasse solide (compresa frazione\no rganica RSU\n6,8\ngeotermoelettrico 6\nConsumo interno lordo (2019) 330\nRipartizione dei consumi per settore\n(ovviamente la somma sono consumi netti quindi\nsettore Consumo (TWh)\nIndustria 120\nCommercio e servizi 90\ndomestico 65\ntrasporti 12\nServi zi ausiliari all'energia 10\nagricoltura 7\nConsumo interno netto 304\nAl fine di ridurre la dipendenza estera lungo i filoni conduttori cioè\n- dipendenza dalla materia prima per la generazione (gas, carbone, olio minerale);\n- dipendenza dalla materia prima p er la costruzione degli impianti;\n- possesso della piattaforma industriale per la costruzione delle componenti degli\nimpianti;\n- dipendenza dall'affidabilità delle relazioni commerciali bilaterali internazionali;\n- filiera del riciclo in sede di dismissione o ri fa cimento degli impianti\ne tenuto conto della ripartizione dei consumi interni, si ritiene di intervenire solo sul",
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          "text": "107\nsettore delle rinnovabili, collegandolo:\n- al settore (ambiente e politiche industriali) della gestione dei rifiuti\n- al settore della riqualific az ione energetica e impiantistica degli edifici, nonché ai\ncriteri e alle specifiche costruttive per le nuove edificazioni (pianificazione\nurbanistica)\nProposta capacità generativa fonti rinnovabili obiettivo di sicurezza: 700 TWh\nla seguente proposta è ar ti colata come segue:\na) proposte immediate legate alla semplificazione ;\nb) proposte progettuali di potenziamento di grandi impianti;\nc) proposte di stazioni di accumulo legate a impianti esistenti;\nd) proposte di incremento del parco generativo;\nLa propos ta contiene iniziative di semplificazione burocratica, di finanziamento\ndelle opere (ove necessario), di sostegno all'ingresso nel mercato di nuovi\nsoggetti, di equa remunerazione dell'investimento\na)\nChiusura automatica favorevole del procedimento autoriz za tivo e contestuale\nrilascio automatico di tutte le altre autorizzazioni accessorie (cioè il proponente\npuò iniziare il cantiere domani) per le seguenti casistiche:\n- progetti arrivati a conclusione con parere positivo, ma ancora non iniziati i lavori\nper a lt re questioni burocratiche:\n- progetti in corso di autorizzazione per i quali siano già decorsi i termini di legge\nper la conclusione del procedimento:\nII) progetti di potenziamento o rifacimento:\nper tutte le fonti eccetto idroelettrico a bacino:\nsempli fi cazioni del procedimento autorizzativo e contestuale rilascio automatico\ndi tutte le altre autorizzazioni accessorie per impianti esistenti per i quali sia\npossibile un rifacimento o un potenziamento:\n- idroelettrica acqua fluente: i rifacimenti o i poten zi amenti che avvengano senza\nincremento del prelievo idrico e della quota di invaso sono soggetti solo a\ncomunicazione (deposito progetto e piano cantiere) agli enti interessati;",
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          "text": "108\n- altre fonti non geotermiche: sostituzione dei moduli fotovoltaici o degli\naer og eneratori con altri più potenti o più efficienti sono soggetti solo a\ncomunicazione (deposito progetto e piano cantiere) agli enti interessati;\n- geotermia: potenziamenti che non implichino cambio di volumetria dell'impianto\nsono soggetti solo a comunicazi on e (deposito progetto e piano cantiere) agli enti\ninteressati;\nb) e c)\nidroelettrico a bacino (in collegamento con il programma agricoltura e ambiente per le acque):\nL’Italia dedica a scopi irrigui (agricoltura e allevamenti) circa il 60 per cento dei qua si 56\nmiliardi di m³ annui di acqua dolce consumati, cioè 33,6 miliardi di m³. L’Italia è al primo\nposto in Europa sia per i consumi di acqua per abitante, sia per la maggiore estensione\nagricola irrigabile, pari a 4.100.000 ettari (85% produzione agricola – ANBI –\nassociazione nazionale bonifiche e irrigazioni e ISTAT). Questa superficie se sfruttata\nappieno unitamente alla superficie agricola non irrigata (8.400.000) potrebbe triplicare la\nproduzione nazionale. L'insistenza di condizioni meteorologiche sf av orevoli alle\nprecipitazioni e la riduzione dei giorni di neve in montagna impone quindi la scelta\ndell'idroelettrico a bacino (con doppio - triplo serbatoio e sistema di pompaggio) come\nscelta prioritaria per la conservazione delle acque piovane, lo stocca gg io di energia\n(prodotta dalle altre rinnovabili intermittenti), il maggior fattore di utilizzo annuo\n(numero di ore di funzionamento) (vedi anche programma agricoltura e ambiente,\nsezione acqua).\npredisposizione di progetti integrati volti a raggiungere i seguenti obiettivi:\n- incremento della capacità di invaso e del battente idrico per impianti già esistenti;\n- inserimento dell'impianto in un progetto di accumulo tramite pompaggio\n(costruzione di uno o più bacini o serbatoi inferiore/superiore);\n- manutenz io ne degli invasi mediante sghiaiamento dei sedimenti (da non\nconsiderarsi come rifiuto, ma come restituzione del deposito al corso idrico);\n- individuazione di siti sull'arco alpino e appenninico (e rilievi insulari) ove\nrealizzare impianti a bacino ad uso p lurimo (raccolta, produzione di energia,\nstoccaggio) e programmazione dei lavori di realizzazione;",
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          "text": "109\n- contestuale semplificazione del procedimento amministrativo e delle procedure di\nvalutazione di impatto ambientale secondo le linee di cui alle lettere a) b) e c)\nbiomasse:\n- implementazione di una filiera nazionale di biomassa fuori foresta nell'ottica della\nproduzione di sola energia e biochar ( vedi agricoltura per il recupero della fertilità del suolo, la\nfissazione del carbonio e la produzione di legname d i qualità );\nd)\nper tutte le fonti:\ncostituzione di un'agenzia italiana per l'energia (con un'opportuna presenza sul territorio\nmediante uffici decentrati), o trasformazione del ruolo dell'ENEA, con la seguente\ndotazione e le seguenti finalità (connessio ne con il dipartimento economia e finanze) .\ndotazione:\n1. detenzione e fruizione dei proventi di tutti i pacchetti azionari, attualmente\nin capo allo stato, di partecipazione a società operanti nel settore energetico (ENEL,\nENI...). L’agenzia, d un que, disporrà di tutti gli utili aziendali generati dalle quote\npossedute;\n2. dotazione finanziaria annuale proveniente da trasferimenti statali;\n3. facoltà di emissione di obbligazioni a garanzia statale finalizzate a coprire eventuali\noneri d i realizzazione di determinate opere (sul modello delle ex opere trentennali\ndell'IRI)\nfinalità (compatibilmente con i taluni vincoli architettonici o paesaggistici relativi a edifici di\nparticolare pregio; nessuno vuole mettere moduli fotovoltaici su ll a cupola del\nBrunelleschi a Firenze):\n1. riacquisto sul mercato di quote delle partecipate giudicate di pubblico interesse in\nquanto gestori di monopoli naturali;\n2. costruzione ed esercizio di impianti di generazione elettrica alimentati esclusivame nt e\na fonti rinnovabili (si veda più avanti per una caratterizzazione delle fonti rinnovabili);\n3. finanziamento a tasso zero di interventi di privati per costruzione ed esercizio di impianti\na fonti rinnovabili, sistemi di stoccaggio dell'energia;\n5. c ostituzione di rapporti di collaborazione (all'interno di protocolli bilaterali",
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          "text": "110\ninternazionali di intesa) finalizzati a realizzare impianti di generazione o stoccaggio di\nenergia da fonti rinnovabili;\n6. eseguire il programma nazionale di riquali fi cazione energetica degli edifici pubblici e\nprivati, sia residenziali, che produttivi (e, ove necessario, contestualmente, della\nriqualificazione sismica) sia direttamente, come soggetto esecutore dei lavori, sia\nindirettamente, come soggetto finan zi atore degli interventi. Lo scopo è di portare il\npatrimonio immobiliare, ove abbia senso, a livelli di edifici zebo nzeb (agendo in modo\nda non determinare alcun costo addizionale per i proprietari, mediante formule tipo:\npagamento di bollette virtuali s in o a compensazione dei costi di intervento o, in caso di\nmancanza di tali utenze, una sorta di superbonus 100% con il meccanismo del credito\nfiscale);\n7. eseguire il programma nazionale di solarizzazione degli edifici (contestuale al punto\nprecedente) , sia direttamente, sia come soggetto finanziatore. Lo scopo di arrivare a\ncoprire integralmente le superfici esposte con moduli di generazione elettrica (fatte\nsalve le superfici dove non ha senso, perché aventi illuminazione troppo scarsa)\n8. ( interconnesso con i punti precedenti) eseguire il programma nazionale di conversione\nimpiantistica per arrivare alla gestione interamente elettrica dei fabbisogni energetici\nabitativi e produttivi, massimizzando la quota autoprodotta;\n9. compl et are il programma di cui ai punti precedenti con la dotazione impiantistica di\nimpianti di stoccaggio energetico secondo le più efficienti soluzioni disponibili\ncompatibilmente con le situazioni e dimensionati per massimizzare l'utilizzo in loco\ndell'energia prodotta e costituire un sistema di stoccaggio decentrato dell'energia.\nOvviamente sarà prevista demolizione e ricostruzione in loco nel caso in cui\nl'intervento conservativo sia giudicato antieconomico. Per il periodo di non\nfruibilità dell'immobile, l'agenzia assicurerà una sistemazione temporanea senza oneri\n10. stipula ed erogazione di fondi per ricerca e studi di fattibilità per lo stoccaggio di energia\na qualunque scala sia spaziale che temporale.\nIn questo percorso, l 'a genzia di nuova costituzione sarà affiancata da un percorso\nlegislativo che ne consenta l'operatività legale e finanziaria e affiancata da una revisione\ndella legislazione in materia di generazione di energia da fonti rinnovabili.",
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          "text": "111\nObiettivi:\n- completa sol ar izzazione a saturazione dello spazio disponibile (escluso quindi il\nsolo versante nord) di tutte le superfici coperte (edifici residenziali e industriali,\naree parcheggio...);\n- saturazione della capacità idroelettrica nazionale sia a livello di generazion e, che di\nstoccaggio mediante sistemi di pompaggio (mantenendo il concetto e gli attuali\nvalori calcolati di DMV);\n- raggiungimento di una capacità di invaso atta a consentire di sopperire a\nprolungati periodi siccitosi;\n- gestione nazionale degli stoccaggi en er getici;\n- individuazione delle aree inidonee alla produzione agricola o forestale e loro\nsolarizzazione (o mista, solarizzazione e copertura eolica, ove sensato);\n- creazione di nuovi campi eolici (preferibilmente off shore e a distanza\nambientalmente toller ab ile dalle coste di maggior pregio completamento di tutti\ngli studi di fattibilità per l'estensione del parco generativo a fotovoltaico\ngalleggiante, eolico galleggiante, correnti marine;\n- studio di fattibilità e successiva progettazione e cantierizzazione p er geotermia ad\nalta entalpia, ma con tecnologie a basso impatto ambientale (per esempio senza\ntorri evaporative) e a bassa entalpia per il riscaldamento domestico;\n- riduzione del fabbisogno energetico degli edifici;\n- creazione di comunità energetiche;\n- int er vento diretto come finanziatore o promotore di società innovative negli\nambiti energetico, ambientale, industriale;\nparte burocratica:\n• ove necessario, uniformare le procedure autorizzative su tutto il territorio\nnazionale, redigendo un elenco vincolante ed esaustivo dei documenti che devono essere\npresentati in sede di procedura autorizzativa (fino eventualmente al procedimento di\nVIA), Per ogni classe di iter autorizzativi i documenti richiesti devono essere gli stessi su\ntutto il territorio nazionale;\n• s ta bilire il rispetto rigoroso dei tempi di autorizzazione con annesse penalità a",
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          "text": "112\nconteggio giornaliero per il non rispetto dei tempi e contestuali automatiche sanzioni per\ngli organi tecnici inadempienti. Le penalità saranno calcolate sulla base del mancat o utile\ngiornaliero causato da un contestuale ritardo giornaliero rispetto ai termini di legge;\n• stabilire il principio del rigetto motivato. In sede di espressione obbligatoria dei\npareri, l'organo competente non potrà esprimere un parere negativo che non si a\nmotivato e accompagnato da uno studio tecnico di supporto. In mancanza del suddetto\nstudio, il parere negativo si intenderà automaticamente rigettato;\n• stabilire il principio della sanzione di sforamento termini per l'espressione dei\npareri. In caso di ma ncato rilascio dei pareri nei tempi stabiliti al fine di assicurare il\nrispetto del tempo totale di istruttoria, o di rilascio ritardato, scatterà una sanzione\nautomatica giornaliera coerente con la sanzione di mancato rispetto dei tempi totali di\nchiusu ra iter;\n• stabilire il principio di non retroattività degli atti amministrativi: qualora\nintervenga una modifica del quadro regolatorio o incentivante, tutte le pratiche in essere\navranno il principio assimilato al favor rei cioè varranno le condizioni pres en ti al\nmomento dell'inizio della procedura;\n• per tutte le istruttorie già iniziate al momento dell'approvazione di queste norme,\nvarrà il principio appena esposto con applicazione delle condizioni iniziali; per le\npratiche che abbiano superato il tempo leg al e di chiusura verrà stabilito equitativamente\nun tempo residuo non superiore alla metà del tempo totale previsto per le pratiche di\nnuova apertura;\nparte finanziaria e accessoria:\nper le finalità di cui in premessa (raggiungimento della neutralità di em is sioni serra e della\nmassima generazione da fonti rinnovabili), è necessario un principio di revisione del\nsistema di remunerazione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, attualmente\ndemandato ad un decreto ministeriale di durata triennale, assolutam en te insufficiente per\ngli scopi attesi.\nRisulta necessario\n- incorporare nel costo globale dell'energia tutte le esternalità negative connesse a\nproduzione e trasporto; l'energia deve costare il giusto;",
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          "text": "113\n- introdurre un meccanismo di tassazione alla frontiera pe r l'energia prodotta con\nfonti fossili affinché non entrino in concorrenza sleale con le fonti nazionali\nrinnovabili;\n- stabilire criteri generali di diniego al fine di evitare assalti alla diligenza con\nrichieste di opere che coprirebbero il territorio na zi onale (salvaguardare la\nsuperficie agricola e la produzione alimentare, Non deve accadere che uno rinunci\na coltivare cibo per produrre energia e poi quello specifico prodotto alimentare\ndebba essere importato)\n- implementare un percorso a tappe di uscita da lla generazione elettrica mediante\nfonti fossili;\n- implementare un percorso di ripensamento della mobilità nazionale in modo da\nrendere più competitivo il noleggio di veicoli per trasporto persone e contestuale\nriduzione progressiva del parco veicolare c ir colante;\n- costituire un tavolo permanente con produttori o importatori di veicoli in modo\nda chiarire che la posizione nazionale per i veicoli commercializzati è quella di\nbeni durevoli costruiti per agevolarne la riparabilità, avendo in mente che un\nveic ol o vada in dismissione quando la sua riparazione sia oggettivamente diventata\nenergeticamente più dispendiosa che la sua sostituzione (bisogna non sprecare\nl'enorme investimento energetico connesso con la realizzazione di un veicolo)\n(connessione con le p ol itiche industriali e il commercio estero); tassazione\nmaggiore quale contributo ambientale per i veicoli con batterie non predisposte\nper un cambio “al volo”;\n- implementare una revisione del codice della strada e del regime fiscale dei nuovi\nveicoli, intr od ucendo vincoli sulla massa a vuoto (più grande la massa, più grande\nil consumo energetico in fase di esercizio e maggiore la pericolosità, sulle\ndimensioni generali (più un veicolo è grande, maggiore sarà la sua pericolosità\nmaggiore il suo contributo al la congestione stradale) e sulla potenza\n- precisa regolamentazione dei veicoli a propulsione elettrica, in particolare sulla\nsostituibilità delle batterie (per scongiurare il pericolo della riduzione della vita\ndell'oggetto) e costruzione di una filiera naz io nale del riciclo delle batterie",
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          "text": "114\n(preziosa fonte di materie prime);\n- ricostruire le piattaforme industriali sui moduli fotovoltaici e sugli accumulatori\nelettrochimici;\n- istituire un centro nazionale per lo studio degli accumuli elettrochimici di energia\nel et trica;\nintegrazione: edifici e fascicolo del fabbricato\nprincipio generale: (vedi parte del programma su urbanistica e pianificazione\nterritoriale): le nuove costruzioni o le demolizioni - ricostruzioni dovranno avvenire\nsecondo il principio della magg io r “polarizzabilità” ed efficienza energetica (quindi\nforma della copertura, colore degli esterni...).\nOgni immobile dovrà essere dotato di un fascicolo del fabbricato, del tutto analogo al\nfascicolo di manutenzione di un veicolo, nel quale dovranno esser e presenti\n- certificazione energetica e sismica (fatti dallo stato con personale pubblico e non\npagati dal privato) e contestuale redazione del piano di riqualificazione;\n- cronologia aggiornata degli interventi;\nPer giungere a un fascicolo del fabbricato co n attestato di classe sismica degli edifici sarà\nnecessario preliminarmente:\n- aggiornare la mappa della sismicità su tutto il territorio Nazionale\n- realizzare linee guida per la definizione dei livelli di sismicità degli edifici, in grado\ndi tracciare le mo da lità per realizzare un attestato di classe sismica (ossia la\ncapacità o meno di un edificio di non danneggiarsi durante un terremoto),\ntradotto in un indice di classe di sismicità;\n- predisporre gli opportuni strumenti legislativi volti a inibire la cessio ne di\nimmobili sprovvisti del fascicolo del fabbricato o strutturalmente non adeguati alla\nclasse di sismicità del territorio, dove insistono;\n- informatizzare tramite i SIT (sistema informatico territoriale) a livello nazionale la\nmappa del patrimonio edili zi o esistente, con immediata conoscenza dello stato di\nmanutenzione e adeguamento antisismico ed energetico degli edifici;\nProposta stoccaggi energia.\nIntroduzione",
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          "text": "115\nLa proposta relativa alla generazione elettrica, quindi la progressiva uscita dalla\ngenerazi on e mediante combustibili fossili, si scontra inevitabilmente con il fatto che le\nfonti rinnovabili, escludendo l'idroelettrico, sono non programmabili e intermittenti. Se\nun impianto termoelettrico può garantire le canoniche 8000 ore annue di\nfunzionament o, con il solare fotovoltaico si scende a 1400 ore (medie) annue. Vi è quindi\nla necessità di avere stoccaggi di energia di varie tipologie in modo da avere stoccaggi di\nbreve, medio e lungo termine (tipicamente annuale) e tagliati su misura per le necessi tà ,\nin modo da poter gestire la sovraproduzione (tipicamente da solare fotovoltaico)\ngiornaliera.\nEsattamente come per la parte sulla generazione elettrica, la necessità della riduzione\ndella dipendenza estera porta a considerare:\n- dipendenza dalla materia pr ima per la costruzione degli impianti;\n- possesso della piattaforma industriale per la costruzione delle componenti degli\nimpianti;\n- dipendenza dall'affidabilità delle relazioni commerciali bilaterali internazionali;\n- filiera del riciclo in sede di dismissio ne o rifacimento degli impianti.\nla seguente proposta è articolata come segue:\na) proposte immediate legate alla semplificazione;\nb)gerarchia delle tecnologie.\nSemplificazione del processo amministrativo.\nCome già indicato nell’introduzione al programma, l o stoccaggio di energia è allo stesso\nlivello di importanza strategica della generazione per cui si applicano le stesse norme di\nsemplificazione della procedura amministrativa già indicate per gli impianti di\ngenerazione elettrica (nuovi o rifacimenti) -\nGe ra rchia delle tecnologie.\nAttualmente sono disponibili tecnologie di stoccaggio energetico di tipo\n22. meccanico: sistemi sommersi che sfruttano la differenza di pressione idrostatica\ntra quote diverse, sistemi sommersi che sfruttano il principio di Archimede ( palloni\ngonfiabili e simili), impianti di pompaggio idroelettrico, tecnologie su terra che sfruttano\nle trasformazioni di fase solido - gas), volani...;",
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          "text": "116\n23. elettrochimico: sistemi che sfruttano la decomposizione dell'acqua in idrogeno e\nossigeno, batterie (va ri e tecnologie);\n24. “ diretto”: super capacitori (o super condensatori);\n25. termico: principio della costruzione di sistemi di accumulo del calore\nIn base alle linee guida del programma, più volte richiamate nelle premesse, la proposta\nattuale prevede di prendere i n considerazione tutte le tecnologie (sostenendole anche\neconomicamente e studiandone di nuove) in base alle loro peculiarità, cioè in primis la\ncapacità di mantenere la carica e la quantità di energia accumulabile.\nPer questi motivi, la priorità, vista la grande quantità di energia accumulabile e la\nnecessità di accumulo idrico a uso plurimo, va agli impianti idroelettrici a bacino plurimo\ncon sistema di pompaggio. Sono altresì considerate tecnologie quasi di pari livello quelle\nche operano sfruttando la s pinta idrostatica o i sistemi sommersi (cfr. RSE per i palloni\nidrostatici, università di Groningen per il gradiente barico marino o IISA austriaco) e per\nesse prevediamo di partire immediatamente con impianti pilota.\nPer quanto riguarda gli accumuli loc al i di energia, cioè stoccaggio e riutilizzo in loco\n(quindi sistemi tampone per edifici o comunità energetiche) la tecnologia più gestibile\nappare quella degli elettrolizzatori abbinati alle celle a combustibile. In considerazione\ndelle evidenti criticità d el trasporto e le potenziali perdite di rete, riteniamo che\nl'idrogeno dia il meglio di sé quando prodotto e riutilizzato in loco.\nPer quanto riguarda gli stoccaggi mediante batterie, essa non rappresenta una tecnologia\nprioritaria (non avendo attualment e la piattaforma industriale necessaria, né la filiera\ndello smaltimento, né il controllo su una molteplicità di materie prime indispensabili), ma\nuna situazione di studio e un settore da sostenere in ottica di nuova imprenditoria.\nLe altre tipologie di ac cu mulo meccanico (funzionali a brevi cicli di carica e scarica) sono\nda considerarsi a basso impatto globale sulla necessità di stoccaggio; per esse vale un\napproccio di neutralità e un sostegno alla ricerca e alla nascita di nuove realtà\nimprenditoriali.\nUn discorso aperto resta quello dello stoccaggio termico: vi sono varie situazioni di\nstudio proposte e, allo stato attuale, quella più interessante è lo stoccaggio ai fini di\nfornire acqua calda per il riscaldamento di edifici o interi quartieri (serbatoi o tampone",
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          "text": "117\ncentralizzato).\nSEZIONE DIFESA, FORZE ARMATE E SOCCORSO\nITALEXIT ritiene che la risorsa più importante delle Forze armate (Esercito italiano,\nMarina militare, Aeronautica militare), delle Forze di polizia (Arma dei carabinieri, Corpo\ndella guar di a di finanza, Polizia di Stato, Corpo di Polizia Penitenziaria) e del Corpo\nnazionale dei vigili del fuoco sia la componente umana. Per questo motivo pone al primo\nposto dell’azione politica nel campo della difesa, sicurezza e soccorso la tutela del\npers on ale, al quale sono richiesti un impegno e uno spirito di sacrificio maggiore rispetto\nagli altri cittadini. Ai militari, in particolare, sono imposte limitazioni nell'esercizio di\nalcuni diritti costituzionali e l'osservanza di particolari doveri, oltre al la soggezione a un\ncodice disciplinare particolarmente severo e alla giustizia penale militare. Di contro, le\nnorme in vigore non appaiono idonee a tutelare i diritti soggettivi del lavoratore in\ndivisa, i quali soccombono inevitabilmente di fronte al pr em inente interesse delle\namministrazioni.\nL’attività parlamentare della XVIII legislatura dimostra l’attenzione di ITALEXIT alla\nmateria dei diritti del personale dei comparti difesa, sicurezza e soccorso. Numerosi sono\nstati infatti i disegni di legge e l e interrogazioni parlamentari con i quali sono stati posti\nall’attenzione del Parlamento e dei Governi che si sono succeduti le numerose criticità.\nPurtroppo, questa attività non ha ricevuto la necessaria attenzione delle altre forze\npolitiche, che si sono r ivelate indifferenti alle problematiche evidenziate e alle soluzioni\nproposte.\nDi seguito un piccolo elenco (non esaustivo) della nostra proposta politica:\nDiritto all'unità della famiglia. Tale diritto, seppur garantito dall’articolo 29 della\nCostituzi on e, è da sempre un miraggio per il personale dei tre comparti, particolarmente\nsoggetto ai trasferimenti. In particolare, per i militari i provvedimenti di trasferimento\nrientrano nel genus degli ordini e pertanto sono sottratti alla disciplina generale s ul\nprocedimento amministrativo dettata dalla legge 7 agosto 1990, n. 241;\nconseguentemente non necessitano di particolare motivazione. Il problema più rilevante\nè rappresentato dalla difficoltà di un dialogo tra le amministrazioni quando i due",
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          "text": "118\ndipendenti c on iugati o uniti civilmente chiedano di congiungersi.\nLa proposta di ITALEXIT prevede l’introduzione di un nuovo istituto in materia di\ncongiungimento familiare che obblighi le amministrazioni in un tempo ragionevole ad\nindividuare sul territorio nazional e una coppia di sedi, ognuna per la propria\ncompetenza, poco distanti tra loro.\nPer i militari, inoltre, si propone l'introduzione della possibilità per il personale vincitore\ndi concorso interno di effettuare la scelta della destinazione (in ordine della g raduatoria\ndi merito) prima della rinuncia al grado precedente, in modo da permettere di scegliere,\nin base alla nuova destinazione, se accettare il nuovo grado o permanere nella sede di\nservizio e nel grado rivestito al momento del concorso.\n(Per approf on dimento si veda il disegno di legge n. 2566 Senato).\nRiordino delle carriere. È necessario rivedere le carriere del personale dei comparti\nlegate tra loro dal principio dell'equiordinazione. L'analisi delle norme di stato giuridico\nin materia di avanzame nt o evidenzia la brevità della carriera dei ruoli di base che,\narticolandosi in tre successivi passaggi, permette il raggiungimento del grado apicale in\nun arco temporale di soli dieci anni.\nAnche il successivo ruolo sergenti/sovrintendenti, accessibile so lo per concorso interno,\nè caratterizzato da un profilo di avanzamento che si esaurisce in un periodo\nrelativamente breve.\nLa proposta consiste quindi nel ridurre l'attuale modello di quattro categorie (ufficiali,\nsottufficiali, graduati e militari di trup pa ) a tre, unificando il ruolo di base e il ruolo\nsergenti/sovrintendenti (entrambi ruoli esecutivi), sostituendo il sistema concorsuale\nattualmente in vigore per il passaggio dall'uno all'altro ruolo con un sistema di\navanzamento che consenta una prospett iv a di carriera coerente con la durata complessiva\nin servizio attivo del personale.\nContestualmente si deve garantire un regime transitorio nel quale il personale\nappartenente al ruolo sergenti/sovrintendenti in servizio (e vincitore di concorso) possa\nac ce dere senza concorso al successivo ruolo marescialli/ispettori.\n(Per approfondimento si veda l'interrogazione a risposta scritta n. 4 - 01523 Senato).\nSindacati militari. E’ necessaria una revisione della legge sui diritti sindacali dei militari",
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          "text": "119\ndi recente in troduzione, in ottica di allargamento dei diritti sindacali, con possibilità di\niscrizione per il personale in congedo, soppressione delle limitazioni all’adesione al\nsindacato e alle candidature alle cariche interne, allargamento delle materie di\ncompet en za e di contrattazione, con maggiori prerogative per le articolazioni periferiche\ndei sindacati, maggiori tutele per i rappresentanti sindacali e competenza del giudice del\nlavoro sul contenzioso per comportamento antisindacale invece che del giudice\namm in istrativo.\n(Per approfondimento si veda il disegno di legge n. 2615 Senato)\nProvvedimenti cautelari. Nei confronti dei militari possono essere adottate la\nsospensione penale, disciplinare o precauzionale. Quest'ultima può essere obbligatoria o\nfacoltativ a. Mentre la sospensione penale e disciplinare conseguono a un procedimento\nche si conclude con un giudizio di colpevolezza (con tutte le garanzie legate ai rispettivi\nprocedimenti), la sospensione precauzionale, sia essa connessa a procedimento penale o\nd is ciplinare, è una misura cautelare che, limitatamente a quella facoltativa, attiene a\nvalutazioni discrezionali circa la necessità di rimuovere il pregiudizio derivante dalla\npermanenza in servizio del militare, in ragione delle delicate funzioni esercita te in virtù\ndel suo status , e la corrispondente necessità di tutela del prestigio, dell'imparzialità e\ndell'immagine interna e esterna dell'amministrazione, nel generale interesse sia\ndell'amministrazione sia degli amministrati. A nulla rileva l'effettiva co lpevolezza del\nmilitare accusato, le cui responsabilità saranno accertate nel procedimento penale o\ndisciplinare.\nSe da un lato quest'ultimo istituto risponde pienamente all'esigenza di tutelare\nl'amministrazione, dall'altro finisce per danneggiare il mi li tare accusato di aver tenuto un\ncomportamento penalmente o disciplinarmente rilevante, prima che lo stesso sia\ndichiarato colpevole e quindi ancora potenzialmente \"innocente\". La sospensione, infatti,\nseppur a fini cautelari, invade pesantemente la sfera p ersonale del dipendente militare,\nallontanandolo dal lavoro e privandolo della metà dello stipendio, con divieto di svolgere\naltre attività remunerative (perché incompatibili con lo status di militare), per un periodo\nche può superare il quinquennio (qua nd o alla sospensione precauzionale penale segua\nquella disciplinare). Si consideri anche il danno psicologico determinato dall'impossibilità",
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          "text": "120\ndi lavorare e dall'esiguità dell'assegno alimentare che non permette di condurre una vita\ndignitosa (in particolare p er i militari con carico di famiglia). Neppure la restitutio in\nintegrum , con ricostruzione della carriera nel frattempo interrotta, è sufficiente a\ncompensare la sofferenza patita, senza considerare che al termine del calvario giudiziario\nche non accert i la responsabilità del militare precauzionalmente sospeso, quest'ultimo\nnon ottiene neppure una riabilitazione pubblica, in quanto capita spesso che gli organi di\nstampa diano maggior risalto all'ipotesi di reato piuttosto che all'esito finale del process o.\nLa proposta consiste quindi nel limitare il ricorso alla sospensione ai soli casi obbligatori\n(quando l'autorità giudiziaria adotti misure coercitive, interdittive o di prevenzione\nprovvisorie, da cui derivi l'impossibilità di effettuare la prestazione la vorativa),\nsostituendo quella facoltativa con la possibilità per l'amministrazione di attribuire al\ndipendente un differente incarico o di trasferirlo nella sede più vicina, idonea a\nrimuovere il pregiudizio per l'amministrazione o, nelle situazioni più gr avi, di destinare\ntemporaneamente il dipendente all'impiego civile anche in altra amministrazione.\nPer approfondimento si veda il disegno di legge n. 2554 Senato\nGiustizia militare. Al riguardo la proposta consiste nella soppressione dei tribunali\nmilita ri con contestuale istituzione di una sezione specializzata per i reati militari presso i\ntribunali ordinari.\nSi ritiene infatti che la magistratura militare abbia esaurito la sua funzione e debba essere\nsoppressa e assorbita dentro i ranghi della magistra tu ra ordinaria perennemente sotto\norganico, per ragioni di economicità e razionalizzazione della spesa pubblica (i magistrati\nmilitari sono sottoimpiegati a causa del basso numero di procedimenti), ma anche a\nvantaggio dell'unitarietà della giurisdizione e a garanzia nei riguardi del militare indagato,\nche potrebbe così essere sottoposto a un solo procedimento penale anziché a due\nprocedimenti da svolgere innanzi a due diverse autorità giudiziarie.\n(Per approfondimento si veda il disegno di legge costituziona le n. 2600 Senato) .\nSuicidi. Istituzione di un osservatorio permanente con adeguate risorse per contrastare il\ncrescente fenomeno dei suicidi del personale in divisa per individuarne le cause e le\nsoluzioni.",
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          "heading": "4. inserimento nella “pace fiscale” anche degli importi oggetto di “avvisi bonari”",
          "text": "Questo porterebbe, oltre al giusto calcolo della tassa dovuta, anche ad incentivare i consumi in tutti i sett or i e a sostenere anche le aziende produttrici di articoli non di prima necessità e del settore automobilistico e alla riduzione dei pagamenti privi di fattura o scontrino. L’idea è anche quella di creare un conflitto di interesse tra il contribuente ed il c ommerciante che contrasti l’evasione.",
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          "text": "Sblocco dei crediti d’imposta L'articolo 121 del decreto - legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, in relazione a specifici interventi di recupero del patrimonio edili zi o, di efficienza energetica, di adozione di misure antisismiche, di recupero o restauro della facciata di edifici, di installazione di impianti fotovoltaici, di installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici e di superamento ed eliminazi on e di barriere architettoniche, ha introdotto la possibilità di optare, in luogo della detrazione fiscale, per uno sconto sul corrispettivo dovuto ai fornitori, oppure, in alternativa, per la cessione di un credito d'imposta di ammontare pari al costo sos te nuto.",
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          "heading": "3. il lavoro in somministrazione, a tempo determinato ma a maggior ragione a tempo",
          "text": "Ecco perché le élite neoliberiste fingono di voler c ombattere la disoccupazione : la disoccupazione è strutturale, funzionale al dominio sul fronte del lavoro. La piena occupazione , non a caso prescritta dalla nostra Costituzione, infonde grandissima forza alle lavoratrici e ai lavoratori. Ecco perché gli or ganismi internazionali e sovranazionali ci spingono verso politiche economiche austere: sono la chiave per indebolire i lavoratori.",
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          "text": "Aboliremo la legge Fornero, che costrin ge le persone a consumarsi sul posto di lavoro fino a tarda età e blocca i l mercato del lavoro per i più gi ovani. ITALE XIT punta alla piena occupazione e all'abbandono di politiche basate sulla deflazione dei salari, sulla precarietà e sullo sfruttamento.",
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          "heading": "NO GREEN PASS E IDENTITA' DIGITALE",
          "text": "Il programma Sanità di ITALEXIT è finalizzato al potenziamento finanziario e organizzativo del servizio sanitario nazionale, non condizio na to da organizzazioni non governative gravate da ampli conflitti di interesse (come l'Oms) e nel recupero della formazione e della dignità degli operatori sanitari che devono essere liberi, indipendenti e costantemente aggiornati. La relazione medico - pazi en te deve essere cardine del percorso terapeutico. Gli operatori sanitari devono avere come finalità del loro lavoro la tutela della salute della persona e il suo benessere, il rispetto della vita, il rispetto delle scelte terapeutiche del paziente.",
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          "heading": "NO GREEN PASS E IDENTITA' DIGITALE",
          "text": "In definitiva, il programma Sanità di ITALEXIT è finalizzato al potenziamento finanziario e organizzativo del servizio sanitario nazionale, che non deve essere condizionato da orga ni zzazioni non governative - come l’OMS – afflitte da ampi conflitti di interesse, e nel recupero della formazione e della dignità degli operatori sanitari, in particolare della figura del medico, che deve essere libero, indipendente, scientificamente aggi or nato e non condizionato dalla politica. Gli operatori sanitari devono avere come unica finalità la tutela della salute e il rispetto della vita e della qualità di vita del paziente.",
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          "topic": "scuola",
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          "heading": "parte di responsabilità. La scuola porta questa responsabilità insieme all’altra grande",
          "text": "un anno di contributi figurativi. La scuola deve tutelare e migliorare il grado di autostima degli alunni; I mmaginiamo una scuola che, senza perdere la sua alta funzione formativa, coinvolga attivamente gli studenti, al fine di contribuire a migliorarla per ridurre la dispersione scolastica e garantire continuità tra i diversi gradi di scuola, l’università e i l mondo del lavoro.",
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          "topic": "scuola",
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          "heading": "parte di responsabilità. La scuola porta questa responsabilità insieme all’altra grande",
          "text": "A fronte, dunque, della necessità faticosa di negoziare un m odello sufficientemente condiviso di scuola e di società, si evidenzia con forza la crucialità della formazione degli insegnanti. Tale formazione deve puntare a mettere i docenti nella condizione di costruire ambienti di apprendimento adatti, perché poss an o realizzarsi a scuola situazioni di benessere.",
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          "topic": "pensioni",
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          "heading": "PENSIONI, FISCO, USO DEL CONTANTE",
          "text": "1. Aumento delle pensioni minime per pensionati a 850,00 €. 2. In caso di mancato raggiungimento del limite contributivo (20 anni), nella impossibilità di ricevere la pensione, deve essere previsto per il contribuente o la restituzione di quant o versato o un indennizzo proporzionale al relativo montante.",
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          "heading": "parte di personale tecnico (senza oneri per il cittadino) e aggiunta , alla documentazione",
          "text": "Ges ti one del territorio e messa in sicurezza In Italia vi è indubbiamente sia un problema di edificazione (quindi di consumo di suolo), che un problema di accesso all'edilizia abitativa per una larga fetta della popolazione, che di dissesto idrogeologico.",
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          "heading": "parte di personale tecnico (senza oneri per il cittadino) e aggiunta , alla documentazione",
          "text": "Occ or rono almeno 700000 alloggi popolari, tante sono le famiglie che ne hanno diritto, mentre la fascia del disagio abitativo riguarda almeno 3 milioni di cittadini.",
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          "text": "È necessario fornire all a famiglia, nucleo fondamentale della nostra Società, un supporto al per consentirne lo sviluppo. In quest’ottica vogliamo fornire una garanzia suppletiva da parte dello Stato che copra almeno il 50% del mutuo utile all’acquisto della prima casa. L’aumento d ei figli delle famiglie Italiane potrebbe essere agevolato e supportato dallo sgravio fiscale del 50% delle spese dedicate specificatamente ai figli fino ai 5 anni di età che riguardino la baby - sitter, gli asili nido, le scuole materne le attività di avv ia mento allo sport che oggi hanno tetti massimi insufficienti ad incentivare la natalità.",
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          "text": "Bambini, ragazzi, adulti, famiglie: queste ca tegorie vanno aiutate e supportate quotidianamente con un intervento primario dell’ente pubblico organizzando servizi di prossimità, erogati da persone professionalmente preparate e disponibili durante tutto l'arco della giornata (anche di notte, laddove n ecessario) e per 12 mesi all’anno. In questi casi molto spesso uno dei due genitori deve sacrificarsi nella gestione del famigliare, abbandonando il lavoro e girovagando per le città in cerca di associazioni che aiutino ad alleviare l’impegno.",
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          "heading": "2. incorporazione della valutazione del ciclo vita nella valutazione della sostenibilità",
          "text": "Proposte (valide per i RSU e per tutte le tipologie di rifiuti speciali le cui caratteristiche consentano di far loro seguire percorsi simili agli RSU): 1. Programma integrato di riduzione dei rifiuti prodotti; 2. introduzione progressiva dell'obbligo dell'ecodesign del prodotto o de ll’imballaggio (in modo che sia interamente decostruibile, cioè costruire con in mente il progetto di decostruzione), rafforzare gli strumenti rappresentati dai criteri ambientali minimi (CAM) che privilegino le aziende che aggiudicatarie di contratti co n la pubblica amministrazione riducano quanto più la quantità dei loro rifiuti; 3. Riduzione numero imballaggi e della loro eterogeneità (poliaccoppiati);",
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          "heading": "SEZIONE AMBIENTE",
          "text": "Le tematiche ambientali rientrano ad esempio nell'ambito agroalimentare (tecniche e lavorazioni del terreno, uso della chimica, fertilizzazione e concimazione, necessità id riche); della mobilità (emissioni legate alla costruzione, all'esercizio e allo smaltimento dei veicoli); dell'industria (emissioni legate ai cicli industriali); della salute (insorgenza di patologie correlate alle emissioni nelle matrici ambientali acqu a, suolo, aria); dell'economia (costi correlati all'incremento di patologie).",
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          "heading": "SEZIONE ENERGIA",
          "text": "eolico 18,7 Biogas (compresi rifiuti 1,3 TWh) 8,17 biomasse solide (compresa frazione o rganica RSU 6,8 geotermoelettrico 6 Consumo interno lordo (2019) 330 Ripartizione dei consumi per settore (ovviamente la somma sono consumi netti quindi settore Consumo (TWh) Industria 120 Commercio e servizi 90 domestico 65 trasporti 12 Servi zi ausiliari all'energia 10 agricoltura 7 Consumo interno netto 304 Al fine di ridurre la dipendenza estera lungo i filoni conduttori cioè - dipendenza dalla materia prima per la generazione (gas, carbone, olio minerale); - dipendenza dalla materia prima p er la costruzione degli impianti;",
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          "heading": "parte finanziaria e accessoria",
          "text": "- introdurre un meccanismo di tassazione alla frontiera pe r l'energia prodotta con fonti fossili affinché non entrino in concorrenza sleale con le fonti nazionali rinnovabili; - stabilire criteri generali di diniego al fine di evitare assalti alla diligenza con richieste di opere che coprirebbero il territorio na zi onale (salvaguardare la superficie agricola e la produzione alimentare, Non deve accadere che uno rinunci a coltivare cibo per produrre energia e poi quello specifico prodotto alimentare debba essere importato) - implementare un percorso a tappe di uscita da lla generazione elettrica mediante fonti fossili;",
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          "heading": "2. i valori e le trad iz ioni del territorio scelto; parole chiave come: sostenibilità à",
          "text": "Quasi tutte le imprese d el turismo hanno un intrinseco carattere stagionale e, anche al fine di far emergere il lavoro sommerso, si rende imprescindibile un intervento della NASPI e di politiche attive di ricollocamento per far fronte ai mesi di inattività à.",
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          "heading": "STOP ALLE MULTINAZIONALI, SI AL RILANCIO DELLA NOSTRA",
          "text": "S osterremo le piccole e medie imprese, il commercio e la ristorazione. Rilanceremo il Made in Italy, che va difeso e preservato in ogni sede, non come è successo in questi anni in cui le politiche agricole, alimentari, distributive del la Ue ci hanno penali z zato pesantemente.",
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          "heading": "SEZIONE SICUREZZA",
          "text": "Questa situazione crea un aumento esponenziale della criminalità e rende le periferie sempre più pericolose. Quindi no all'immigrazione selvaggia, no alle città lasciate in mano alle baby gang, cura e rilancio delle periferie. Sì alla gestione dell' immigrazione e alla valorizzazione dei giovani migranti per incentivarli a un valido percorso lavorativo che garantisca una vita dignitosa e una crescita sia personale, sia economica.",
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          "topic": "immigrazione",
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          "heading": "SEZIONE SICUREZZA",
          "text": "Altro punto importante del nostro programma, lo stop all'immigrazione clandestina che è uno dei motivi principali dell'aumento della criminalità. Ques to non per colpa degli immigrati irregolari che non dovrebbero trovarsi in quelle condizioni, ma a causa di politiche buoniste e sconsiderate che danneggiano gravemente tutti i cittadini sia italiani, sia stranieri, oltre a privare i Paesi di provenienza di r isorse umane e professionali irrinunciabili per poter crescere economicamente.",
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          "heading": "SEZIONE DIFESA, FORZE ARMATE E SOCCORSO",
          "text": "ITALEXIT ritiene che la risorsa più importante delle Forze armate (Esercito italiano, Marina militare, Aeronautica militare), delle Forze di polizia (Arma dei carabinieri, Corpo della guar di a di finanza, Polizia di Stato, Corpo di Polizia Penitenziaria) e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco sia la componente umana. Per questo motivo pone al primo posto dell’azione politica nel campo della difesa, sicurezza e soccorso la tutela del pers on ale, al quale sono richiesti un impegno e uno spirito di sacrificio maggiore rispetto agli altri cittadini.",
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          "heading": "SEZIONE DIFESA, FORZE ARMATE E SOCCORSO",
          "text": "Si ritiene infatti che la magistratura militare abbia esaurito la sua funzione e debba essere soppressa e assorbita dentro i ranghi della magistra tu ra ordinaria perennemente sotto organico, per ragioni di economicità e razionalizzazione della spesa pubblica (i magistrati militari sono sottoimpiegati a causa del basso numero di procedimenti), ma anche a vantaggio dell'unitarietà della giurisdizione e a garanzia nei riguardi del militare indagato, che potrebbe così essere sottoposto a un solo procedimento penale anziché a due procedimenti da svolgere innanzi a due diverse autorità giudiziarie.",
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          "heading": "PER UNA GIUSTIZIA CHE FUNZIONI",
          "text": "Cambieremo il sistema giudiziario attraverso una serie di proposte equilibrate e funzionali: percorsi più rapidi per entrare nel sistema giustizia in modo che non vi sia car enza di effettivi, velocizzazione dei temp i processuali, divisione delle carriere, ab olizione del contributo unificato, certezza della pen a e lotta alle mafie sono alcuni dei punti principali meglio specificati nella versione estesa del Programma.",
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          "heading": "SEZIONE ECONOMIA",
          "text": "Centrale Europea controlla principalmente i tassi, ma ha il di vieto di finanziare gli Stati dell'eurozona, non ha la funzione di Prestatore di Ultima Istanza, che è fondamentale.",
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          "heading": "SOVRANITA' MONETARIA",
          "text": "ITALEXIT chiede l'immediata uscita dell'Italia dall'Unione Europea e dall'Euro, moneta di distruzione di massa che come dimostrato da tutti i grafici e da tutti i dati a disposizione ha creato danni gravissi mi alla nostra economia, ai cittadini e alle imprese.",
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          "text": "a\nProgramma elettorale del movimento politico Italia dei Diritti - De Pierro per le\nelezioni politiche del 25 settembre 2022. Presidente/capo politico Antonello Rocco\nDe Pierro\nL'Italia dei Diritti - De Pierro nasce come movimento civico extra parlamentare nel 2006, fondato dal\ngiornalista romano Antonello De Pierro, che ne è l'attuale presidente e capo politico. Lo scopo è\nquello di tutelare i diritti dei cittadini occupandosi perlopiù delle fasce sociali più deboli come disabili,\nanziani, lavoratori precari e disoccupati. Nel 2014 si trasforma in movimento politico con l'intento di\ngarantire l'etica e la legalità all'interno delle istituzioni e far rispettare la Costituzione Italiana in tutti i\nsuoi punti. Si definisce movimento post-ideologico, collocandosi al centro del panorama politico\nnazionale e considerando eventuali aggregazioni basate sulla convergenza in afferenza ai programmi e\nsulla trasparenza dei soggetti politici.\nLavoro\nIn cima alla lista programmatica del movimento campeggia la sicurezza sul lavoro. In Italia si verificano\nin media 3 incidenti mortali al giorno sui luoghi di lavoro. Una vergogna che non può più essere\ntollerata. Un orrore che, nella quasi totale indifferenza, in una disarmante assuefazione e in una\ncolpevole rassegnazione, scandisce una lugubre contabilità di vittime, la cui misura appare ormai\ncolma. Occorrono controlli più capillari e l'inasprimento delle pene per i datori di lavoro che non\nrispettano e non fanno rispettare ai propri dipendenti le norme sulla sicurezza. Un altro punto\nfondamentale nell'agenda dell'Italia dei Diritti è l'eliminazione del precariato. Non è possibile che\nancora oggi si parli di contratti a breve e brevissimo termine, che non garantiscono certezze\noccupazionali agli italiani e in particolare disegnano un futuro all'insegna dell'incertezza per le nuove\ngenerazioni. Istituire il salario minimo per elargire a tutti i lavoratori emolumenti stipendiali adeguati\nal costo della vita, che garantiscano un'esistenza dignitosa in seno al tessuto sociale. Incentivare le\naziende ad assunzioni a tempo indeterminato garantendo loro degli sgravi fiscali per ogni assunzione.\nCombattere duramente il caporalato. Maggiori controlli alle aziende per verificare il reale rispetto dei\ncontratti e delle retribuzioni. Inasprire le pene per i datori di lavoro che si rendono rei di mancate\nretribuzioni, accantonamenti TFR e versamento dei contributi. In afferenza a questi ultimi garantire ai\nlavoratori la possibilità di controllo in tempo reale dei mancati versamenti previdenziali. Inserire per",
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          "text": "legge nelle gare di appalto clausole che prevedano la rescissione immediata del contratto al terzo\nmese di mancata retribuzione ai lavoratori e l'irrogazione di pesanti sanzioni alle aziende\ninadempienti.\nEconomia\nAzzeramento dell'Iva sui beni di prima necessità quali pane, pasta, acqua e farmaci. Riduzione dell'Iva\nsu carne, pesce, frutta e prestazioni sanitarie. Eliminazione delle accise per le quali è stata già coperta\nla spesa sostenuta. Obbligatorietà del domicilio fiscale per le aziende che operano in Italia. E' assurdo\nche tali aziende debbano versare le imposte in altri paesi se la loro attività si svolge sul territorio\nitaliano. Incentivazione degli investimenti di imprenditori stranieri in Italia. Rimodulazione delle\nnorme che regolano il reddito di cittadinanza, con controlli più capillari per verificare i requisiti\nnecessari e poter impiegare i cittadini che ricevono il Rdc in lavori socialmente utili presso gli enti\nlocali, in modo da sgravare i Comuni da alcune spese, con l'obbligo di accettazione dell'incarico, pena\nla revoca del diritto alla percezione dell'istituto in esame.\nSanità\nAmpliare la centralizzazione statuale della gestione sanitaria e la potestà concorrente, riducendo\nsignificativamente quella esclusiva da parte delle Regioni, al fine di ridurre quelle macroscopiche\ndisparità di trattamento, a cui assistiamo quotidianamente, e assicurare un'assistenza sanitaria più\nuniforme a tutti i cittadini italiani, in ossequio a quanto scolpito nell'art. 32 della Carta costituzionale.\nObbligo vaccinale per tutti per combattere eventuali pandemie. Diritto ad avere un'assistenza\nsanitaria più efficiente nei piccoli comuni, dove non è prevista la presenza continua di un medico, cosa\nche lede apoditticamente il diritto alla salute, specie nei pazienti più a rischio come anziani, disabili e\nsoggetti con gravi patologie. Comprimere i tempi di attesa per visite mediche ed esami strumentali. E'\nassurdo dover attendere a volte anni per l'erogazione di accertamenti clinici che potrebbero salvare\nuna vita.\nAmbiente\nLa tutela dell'ambiente è prioritaria per il movimento Italia dei Diritti. E' fondamentale, per la\nsalvaguardia dell'habitat naturalistico, il ricorso alle energie rinnovabili attraverso l'uso del\nfotovoltaico e dell'eolico, eliminando i molteplici cavilli burocratici che ne rallentano l'espansione.\nCostruire impianti che rendono i rifiuti una risorsa e non un problema come lo è attualmente in Italia.\nNon solo termovalorizzatori e gassificatori con i metodi tradizionali, ma anche il ricorso a nuove\ntecnologie come la pirolisi, l'elettrolisi e l'ossicombustione, che evitano la dispersione dei fumi\nnell'ambiente, in quanto vengono trattati e trasformati in idrogeno o anidride carbonica per uso\nindustriale. In materia di rifiuti istituire degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali), che raggruppino più\nunità locali e siano gestiti da un'unica azienda di raccolta e trasporto, al fine di tagliare le spese e\n2",
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          "text": "ottenere una gestione uniforme nel territorio interessato. Inoltre, a ogni azienda che gestisce un ATO,\ndare la possibilità di dirigere un impianto che chiuda il ciclo dei rifiuti. In tal modo si otterrebbero\nrisorse economiche che possano contribuire alle spese di gestione, allo scopo di poter ridurre\nl'ammontare della tassa sui rifiuti per i cittadini. Ricorrere al più presto all'elettrificazione totale dei\nmezzi di trasporto pubblici e privati per evitare l'emissione di inquinanti nell'aria e dotare il territorio\ndi colonnine di ricarica sufficienti per soddisfare le esigenze del Paese. Continuare a incentivare\nl'istallazione del fotovoltaico nelle unità abitative e renderle a risparmio energetico attraverso il\ncappotto termico.\nScuola\nL'Italia nel campo dell'istruzione occupa gli ultimi posti in Europa. E' quanto mai necessaria una vera\nriforma scolastica che innalzi il livello di insegnamento nei nostri istituti scolastici. Ed è\nimprocrastinabile destinare maggiori fondi all'istruzione. Non è più ammissibile che in molte scuole\nmanchino anche le cose più elementari, tanto da costringere i genitori ad autofinanziarsi per poter\nfornire materiale didattico alla scuola frequentata dai propri figli. L'attenzione dell'Italia dei Diritti si\nconcentra sulla precarietà occupazionale del corpo docente, assolutamente indegna per un paese\ncivile. Combattere la piaga del precariato degli insegnanti è un impegno da affrontare senza indugi. E'\nvergognoso che in Italia ci siano ancora insegnanti prossimi alla pensione che lavorano da precari.\nSicurezza\nNaturalmente il movimento continuerà nella sua opera di garantire l'etica e la legalità nelle istituzioni,\ncontinuerà a vigilare sulle amministrazioni locali affinché siano virtuose sotto il profilo gestionale,\ndenunciando le distorsioni che saranno individuate nell'amministrazione della cosa pubblica. Inoltre\nl'Italia dei Diritti chiede una commissione parlamentare che possa vigilare su possibili collusioni con la\ncriminalità organizzata e su ingerenze di altri paesi nella politica italiana. E' fondamentale un'ingente\nprevisione di spesa per il comparto sicurezza e per l'amministrazione della giustizia, settori\ncostantemente in affanno, ma fondamentali per garantire la sicurezza dei corpi collettivi, e sotto il\nprofilo della prevenzione e repressione dei reati, e sotto quello della certezza della pena, con la\ngaranzia della ragionevole durata del processo, molto spesso disattesa. E' necessario dare una\npuntuale risposta alle istanze della popolazione su questi temi, che a oggi non risultano affatto\nsoddisfatte. La scarsa percezione della sicurezza da parte dei cittadini incide quotidianamente sulla\nloro qualità della vita, specie in alcune zone del Paese o in alcuni quartieri delle città italiane, dove\nspesso lo Stato è assente e la legge della sopraffazione e della violenza, imposta dalla criminalità\norganizzata, è quella che nella realtà fattuale è vigente rispetto a quella ordinamentale.\nNella lotta alla criminalità organizzata, spesso favorita dall'azione criminosa di colletti bianchi infedeli\ne collusi, c'è una proposta che l'Italia dei Diritti avanza da sempre. Circa il reato di concussione, reato\nproprio in quanto può essere commesso solo da chi riveste un ruolo specifico nella pubblica",
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          "text": "amministrazione, deve essere equiparato all'estorsione mafiosa, con l'aggravante della commissione\nda parte del pubblico ufficiale. Alla luce di una casistica elevata di eventi (tenendo conto che la\nmaggior parte non viene scoperto) bisogna intervenire immediatamente con una produzione\nnormativa che preveda sanzioni severissime. Peraltro il punto di vista dell'Italia dei Diritti è che siano\nraddoppiati i termini per la prescrizione in caso di concussione, atteso che molti processi finiscono\ninghiottiti dalle sabbie mobili della prescrizione.\nIl movimento Italia dei Diritti - De Pierro si rende disponibile al dialogo con tutte le forze politiche\neuropeiste progressiste, democratiche e riformiste per trovare le soluzioni più idonee per rendere\nl’Italia un paese vivibile per tutti, con l'abbattimento totale delle barriere architettoniche (ai disabili\nvengono a oggi precluse attività essenziali come per esempio prendere un mezzo pubblico), che\ngarantisca il reale diritto alla salute ed alla sicurezza.\nIl capo politico dell'Italia dei Diritti - De Pierro\ntonello Rogto De Pierrd\n|\n| |\n4",
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          "text": "ALLEGATO 4\n| Flezione della Camera dei deputati\ne del Senato della Repubblica\nModello di dichiarazione di assenso\nquale capo della forza politica\ne consenso al trattamento dei dati personali\nELEZIONI\nDELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA\nDICHIARAZIONE DI ASSENSO\nQUALE CAPO DELLA FORZA POLITICA\n| E CONSENSO AL TRATTAMENTO\nDEI DATI PERSONALI\n(Articolo 14 -dis del testo unico 30 marzo 1957, n. 361, Hi\narticoli 6, 7 e 9 del regolamento UE 2016/679 del 27 aprile 2016}\nIl sottoscritto.sig. DE. PIERO Ante Mec 7 Ro COP\nnato {CONE Ca SEITE RE\ndomiciliato a..... e SIEPE FS SPS SS\nin occasione delle consultazioni elettorali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, che si svolgeranno il IS fool\nDICHIARA\ndi accettare la propria investitura quale capo della forza politica, così come\nindicato nel programma elettorale depositato dal partito / gruppo / movimente\npolitico denominato ITA CIA DE LA]: Et ri DE Ha ilo\nIl sottoscritto, inoltre, acconsente al trattamento dei dati personali aì sensi\n| AAA dell'articolo 2-sexies, comma 2, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, introdotto dal\nZU 7",
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          "text": "Territorialità, Militanza e Competenza\nSi volta pagina, la Politica comincia. E comincia dalla militanza, dalla competenza e dalla\nterritorialità. Italia del Meridione ha bisogno che amministratori, politici, mondo\nimprenditoriale e associativo si alleino per lo sviluppo di un modello economico, di\nrelazioni sociali in grado di rispondere alle nuove sfide globali coniugando etica ed\neconomia, stabilendo legami sociali e generazionali differenti per uno stile di vita rivolto\nalla comunità, alla partecipazione e alla sicurezza comune.\nPer cambiare il futuro del nostro Paese bisogna allora cambiare la visuale, la prospettiva.\nSi deve unire PItalia, le Italie. È nell’interesse della collettività nazionale pensare al\nMetidione senza più questione, ripartendo dalle tante risorse naturali, dalle potenzialità\neconomiche, dalla cultura e da tutto il retaggio di esperienze e di tradizioni che hanno\ncaratterizzato la fisionomia di un popolo che per secoli è stato protagonista nell’Europa\nmediterranea.\nBisognerà smettere con le misure d’emergenza, ma anche uscire dalla logica del nemico da\ncombattere. Le elezioni politiche devono trovare un linguaggio che non sia quello della\nEa compravendita, del campo, della squadra, perché i cittadini non siano spettatori, ma\nprotagonisti delle proprie scelte di vita. È questo il momento di farsi carico di un impegno\n:islSbhe restituisca al Paese la dignità dei suoi rappresentanti, perciò è questo il momento di\n‘inf ripensare la rappresentanza politica, la sua funzione e servizio, le sue modalità, la sua\nAI azione. La politica non è finita, sono invece al loro declino i politici dell’antipolitica, quelli\nche hanno coltivato in privato caselle di favoti, vantaggi in cartiera, senza avere ascolto\nper le esigenze dei cittadini.\nTutto questo non può essere senza l’educazione, la formazione, la scuola, l’università. I\ncosiddetti poli d’eccellenza devono poter diventare poli d’eccezionalità. Occorre che si\nriprendano le specificità culturali, storiche e tecniche, giuridiche, economiche, avvicinando\ni centri di studi e di formazione come centri aperti e non chiusi su sé stessi, aperti alla\ncultura sociale e al lavoro.\nUna politica della bellezza: è questo che deve ispirare le ragioni di una presenza\nprotagonista nello scenario politico italiano del movimento Italia del Meridione. Italia del\nMeridione vuole rappresentare il ponte di collegamento tra volontà e legalità, tra bisogno\ne diritto, inserirsi nel medio del volontariato sociale, essere espressione di una moltitudine\ndi voci che, attraverso la militanza, siano espressione dei luoghi.\n\nQuesto è un momento in cui le persone “normali”, quelle che s’impegnano in silenzio nei\nlavori sociali, i precari di ogni lavoro, quanti hanno studiato e studiano, emergono dalla\ncoltre dell’illegalità diffusa e dal malcostume della politica degli ultimi anni. È stata fin qui\nuna politica da stadio, rappresentata nella lanterna magica delle televisioni e dei social\nnetwork. È stata fin qui una politica amministrativa d’interessi di parte. Sono anche sorti\npartiti pronti ad aderire a coalizioni che potevano garantire un privilegio. È con amarezza\nche si ripetono queste considerazioni, ma con sollievo si vede emergere una coscienza",
          "words": 480,
          "suspect": [
            "territorialità.",
            "amministratori,",
            "Ea",
            "protagonisti",
            ":islSbhe",
            "‘inf",
            "ripensare",
            "AI",
            "scenario",
            "rappresentare",
            "diritto,",
            "“normali”,",
            "s’impegnano",
            "lavori",
            "sorti",
            "partiti"
          ],
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        },
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          "text": "sociale nuova che rende necessario un impegno politico responsabile, etico, fatto di regole.\nL'impegno è per una politica sensibile.\nAllora rifacciamo politica, con le regole, con la normalità del senso comune, dando a\nquesta espressione il valore del bene comune. Non si tratta di invocare il giovanilismo, si\ntratta di invocare un nuovo rappotto tra generazioni e generi. Un rappotto di restituzione\ne innovazione, di cultura e conoscenza, di formazione e professione.\nIl movimento territoriale Italia del Meridione, che nasce per tali obiettivi ideali, non può\nrisultare da un’aggregazione di uomini di potere, ma deve poter rappresentare di per sé un\npotere sociale sul territorio. Non la somma di quanti possano portare consenso, ma la\nmoltiplicazione della condivisione di un progetto che coinvolge la gente, le generazioni\ndifferenti, uomini e donne, culture concorrenti alla rigenerazione continua di\nurn’espressione attiva del Paese.\nBisognerà allora intendere il valore dell’identità delle diversità, mettere insieme le\ndifferenze. La concorrenza che sia tale in un agonismo sociale, nella lezione più antica\ndella cultura, è la concorrenza che genera aggregazione in vista del bene comune.\nPer fare tutto questo bisognerà pattire da alcune azioni concrete che saranno prioritarie\nper condurre l’Italia verso una nuova era di felicità comune, crescita e solidarietà. LETI\nAT\n\nè\nù }\nCT",
          "words": 211,
          "suspect": [
            "L'impegno",
            "territoriale",
            "potere,",
            "concorrenti",
            "rigenerazione",
            "urn’espressione",
            "concrete",
            "prioritarie",
            "LETI",
            "AT",
            "CT"
          ],
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        },
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          "text": "Ò Riforma del sistema di tassazione del reddito da lavoro dipendente con la previsione di\nun #0 tax area e deduzioni a esenzione totale fino ad una soglia di reddito base di 50 mila\neuro con aggiornamento annuale in base ai parametri di crescita e di inflazione dell’Italia\nnonché, ad esempio, di domicilio, composizione del nucleo familiare e tipologia di\nlavoro dipendente.\nRevisione dell’IRPEF con l’introduzione di un regime a scaglioni ma con 3 aliquote:\n23% per i redditi compresi tra i 15 mila/€ e i 28 mila/€; 35% per i redditi compresi tra\ni 28 mila/€ e i 75 mila e 45% per i redditi superiori ai 75 mila /€.\nLa flat tax non incentiva alla crescita in termini di lavoro e di fatturato. Quindi, per i\ncontribuenti lavoratori autonomi e artigiani verrà prevista di un’unica aliquota flat fax\ndel 20% solo per i primi 3 anni di attività, con diritto di deduzione delle spese sostenute\nper l’attività e dopo troverà applicazione il sistema di tassazione ordinario revisionato\ncome al punto precedente.\n- Ò Abolizione dell’IRAP con l’introduzione di una nuova tassa territoriale più equa, con la\nprevisione di una diversa base imponibile che tenga conto, del numero di dipendenti\n- SN assunti a tempo indeterminato, dell’insediamento del polo produttivo dell’impresa in\n| dia | determinato territorio con maggiori agevolazioni per le regioni meridionali. Le imprese\ni a con meno dipendenti subiranno una tassazione maggiore. Il gettito della nuova tassa\nBR / che sostituirà ’IRAP dovrà essere destinato per gli investimenti al Sud e per il recupero\ndi poli industriali abbandonati.\nAbolizione delle addizionali regionali e comunali, il cui prelievo, oggi, avviene sui redditi\nda lavoro dipendente e autonomo e introduzione di un’addizionale sul reddito\nd’impresa prodotto in determinato territorio ma che tenga conto del livello di\noccupazione di lavoratori dipendenti nel medesimo territorio.\nÒ No all’imposta sulle donazioni e di successione, no alla tassa sulla prima casa e sulla\nseconda casa in un comune diverso, no alle tasse sui risparmi.\nÒ Revisione dell’IVA con la previsione di sole 2 aliquote, abolizione dei meccanismi di e\nreverse charge e split payment (inutili con l’obbligo della fatturazione elettronica), a vantaggio\ndi un sistema più equo e semplice per gli operatori e per chi deve controllare.\nAbolizione di tutte le addizionali, accise e altre tasse in vigore sulla benzina e gasolio\ncon l’introduzione di una imposta di bollo sull’auto per incentivare l’impiego di veicoli\ngreen e/o servizi di trasporto pubblico.\nÒ Introduzione di un sistema di spesa pubblica che prediliga di più l’impiego del prelievo\nfiscale in determinati settori specifici indirizzati alla crescita, alle famiglie, alla sicurezza\n- e all’occupazione.",
          "words": 439,
          "suspect": [
            "un’unica",
            "diritto",
            "SN",
            "dia",
            "BR",
            "’IRAP",
            "diverso,",
            "operatori",
            "all’occupazione."
          ],
          "confidence": 94
        },
        {
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          "text": "di PIU ERRITORIO, CULTURA\ne TRADIZIONE\nLa territorialità deve essere il requisito di ogni disegno programmatico. Daremo più\nautonomia e dignità ai singoli territori, specie quelli del Meridione. Le regioni del\nMeridione devono tornate alla loro originaria vocazione di terre di produzione e non\npiù di consumo attraverso la valorizzazione di quella tradizione culturale che ha creato\nvalori nei secoli, non solamente nel campo delle arti, ma anche nell’artigianato e\nnell’agricoltutra.\nnostri prodotti originali meritano di essere apprezzati, consumati e anche esportati\nsenza temere le concorrenze altrove sperimentate a danno dell’economia nazionale. Si\ninscrive in questa stessa logica l’investimento sull’ambiente dei nostri territori e sulle\nvocazioni turistiche. In questo quadro gli italiani del Meridione che vivono all’estero\npossono rappresentare l’anello di congiunzione tra passato e futuro favorendo il\nturismo di ritorno e la valorizzazione delle produzioni locali.\nAbolizione dei c.d. costi standard ed eliminazione degli sprechi con l’introduzione di un pn\nsistema che tenga conto dell’effettivo fabbisogno di un determinato territorio.\nMaggiore autonomia per gli Enti locali di decidere sulle modalità di riscossione dei\ntributi locali.\nPiano straordinario, anche con le risorse del PNRR, per lo sviluppo infrastrutturale del\nMetidione e delle zone terremotate.\nAssegnare un ruolo centrale alla cultura e alla ricerca in base alla vocazione dei singoli\nterritori. È necessario riassegnare un ruolo centrale all’arte, alla cultura e alla scienza,\nche possono diventare il cuore pulsante del nostro sistema economico. La storia e le\ntradizioni culturali che caratterizzano le nostre comunità possono fungere da volano\nper l’economia dei territori. È indispensabile investire in centri di ricerca che\nimpediscano ai tanti ricercatori Meridionali di fuggire all’estero in cerca di nuove\nopportunità.\nNelle relazioni internazionali, fortemente influenzate dal nostro deficit della bilancia\nenergetica e delle materie prime, si dovrebbe iniziare a realizzare che il futuro “petrolio”\ndel mondo potrebbe essere il patrimonio artistico e culturale, sempre più valorizzato\ndal turismo culturale ed esperienziale praticato da una popolazione destinata ad\nallungare la propria vita e dunque il tempo libero disponibile. Azione prioritaria la\ndefinizione di una agenda culturale orientata in tal senso. Il che implica tutela del\npatrimonio storico-artistico con apposite politiche, a partire dalla formazione per\narrivare alle politiche economiche e turistiche, alla mobilità sul territorio e alla crescita\nintelligente e sostenibile.",
          "words": 372,
          "suspect": [
            "PIU",
            "ERRITORIO,",
            "territorialità",
            "tornate",
            "nell’agricoltutra.",
            "esportati",
            "temere",
            "concorrenze",
            "pn",
            "territorio.",
            "straordinario,",
            "storia",
            "centri",
            "opportunità."
          ],
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          "text": "PIÙ F__IIGLI PIÙ LAVORO,\nPIU VILUPPO\nÒ Introduzione di un contributo di solidarietà intergenerazionale a carico dei percettori di\nreddito sopra una determinata soglia e over 65 da destinare alle politiche giovanili e\nriprogrammare la formula di Garanzia giovani europea con uno strumento di\nintermediazione diverso da quello dei servizi per l’impiego con un coinvolgimento delle\nCamere di Commercio e delle amministrazioni comunali.\nÒ Riforma per le agevolazioni fiscali per il welfare familiare, un sostegno al credito per le\nabitazioni delle giovani famiglie e la lotta alla povertà andando oltre la demagogia del\nreddito di cittadinanza mediante il ricorso a integrazione del reddito sul modello del\nbasic income network anglosassone o di altri modelli già sperimentati in alcuni paesi europei\nevoluti.\nè Riforma del lavoro: riduzione delle forme contrattuali che oggi sono troppe e con\nFx sempre meno le garanzie o se ci sono non lo sono per tutti. I giovani in questo contesto\nRS non trovano opportunità vere; occorrono, per i giovani, misure temporanee e\nSa) straordinarie da concordare con l'Europa per tendere all'azzeramento del cuneo fiscale\ni sulla retribuzione a tutte le aziende, almeno quelle nei territori con il più alto indice di\ni disoccupazione.\n\nIntroduzione di un contributo di solidarietà intergenerazionale a carico dei percettori di\nreddito sopra una determinata soglia e over 65 da destinare alle politiche giovanili e\nriprogrammare la formula di Garanzia giovani europea con uno strumento di\nintermediazione diverso da quello dei servizi per l’impiego con un coinvolgimento delle\nCamere di Commercio e delle amministrazioni comunali.\nPiù sviluppo locale e dalla lettura delle sue dinamiche. La prima azione è quella\naccelerare il processo che mira al sostegno delle aree interne, passando alla messa a\nregime dello stesso e dotandolo delle risorse necessarie. La seconda è il rapido varo di i\nuna agenda per gli smart villages e la ridefinizione del ruolo del comune capoluogo o area i\nmetropolitana. Una componente essenziale dell'autonomismo è quella economica. Ogni\ncomunità deve essere libera di promuovere l'iniziativa del proprio sviluppo, nella\nconsapevolezza delle specificità storiche, paesaggistiche e produttive del territorio. Allo\nstesso tempo, ogni piano di sviluppo economico locale dovrà essere approvato a livello\nregionale e nazionale, al fine di garantirne l'armonizzazione con i piani strategici di\nsviluppo del sistema paese (diversificazione strategica delle produzioni compatibilmente\ncon le specificità tetrtritotiali).\nPiù sostegno alle imprese e maggiori incentivi alle start-up. Introduzione di zone franche\ndove si possa garantire una fiscalità di vantaggio per iniziative imprenditoriali in ben\nindividuati tertitoti.",
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          "suspect": [
            "F__IIGLI",
            "PIU",
            "VILUPPO",
            "welfare",
            "Fx",
            "RS",
            "opportunità",
            "Sa)",
            "territori",
            "proprio",
            "tetrtritotiali).",
            "start-up."
          ],
          "confidence": 93.8
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          "text": "i e MENO DIVARI\nIstituiremo una commissione di esperti il cui obiettivo è quello di elaborare una riforma\ndella didattica rispetto a tutti i gradi di istruzione, secondo il principio direttivo della\nvalorizzazione della cooperazione in ambito formativo, in contrapposizione all'attuale\nmodello che favorisce la dinamica competitiva. Una conseguenza del principio\ncooperativo nell'ambito della formazione è un'incentivazione a una maggiore\nspecializzazione dello studente, funzionale all'interdipendenza dello stesso con la rete\nlavorativa e sociale.\nÒ Revisione dei piani didattici prevedendo dei percorsi di studio più adatti alle realtà locali\ned identitarie dei luoghi d’appartenenza con la loro identità-patrimonio culturale.\nMaggiore autonomia alle scuole, come già accade per le università. Le scuole devono\npoter decidere, autonomamente, il proprio piano didattico e consentire di poter dare\nspazio a discipline come la stotia, la geografia e il pattimonio artistico locali, nonché la\npossibilità di prevedere corsi di studi improntati a formare secondo le esigenze del\nmercato lavorativo del territorio. Il corpo docente dovrà essere selezionato e ricevere\nuna formazione continua rispetto alla conoscenza del tessuto economico e sociale della\nlocalità in cui opera.\nat SA\nCi batteremo per la lotta al divario generazionale. È il primo presupposto per rigenerare SC\nuna classe media produttiva che possa tornare a crescere e con esso tutto il paese. Per\nquesto serve un formidabile impegno tidistributivo tra la generazione dei baby boomer\n(pensionati con patrimonio elevato e pensioni generose frutto del precedente sistema\nretributivo) e quelle successive impovetite, e una maggiore attenzione al we/fare familiare,\noggi di fatto il vero ammotrtizzatore sociale sostanzialmente ignorato dallo Stato e non\nincentivato.\nVogliamo ricostruire un rapporto di vicinanza con gli italiani all’estero costruendo una\nfitta rete di relazioni in grado di favorire scambi culturali, turismo di ritorno e\npromozione in tutto il mondo delle produzioni locali dell’Italia del Meridione. Nel\nmondo ci sono milioni di italiani emigrati da tempo che con talento, intuito e sacrificio\nhanno raggiunto ruoli apicali in diversi settori della società e rappresentano dei veri e\npropri modelli di riferimento in ambito economico, sociale e istituzionale. Si tratta di\nun patrimonio umano e culturale per troppo tempo ignorato e sottovalutato.\nÒ Recupero e riqualificazione dell’edilizia scolastica con l’estensione del meccanismo del\nsuperbonus 110% e delle opzioni di sconto e cessione del credito.\nFliminazione del divario generazionale e di genere.",
          "words": 381,
          "suspect": [
            "Istituiremo",
            "favorisce",
            "percorsi",
            "dare",
            "dovrà",
            "ricevere",
            "at",
            "SA",
            "SC",
            "impovetite,",
            "we/fare",
            "ammotrtizzatore",
            "ricostruire",
            "favorire",
            "ritorno",
            "sacrificio",
            "propri",
            "Fliminazione"
          ],
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        },
        {
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          "source": "ocr",
          "text": "Ò Introduzione della cittadinanza Ius Sodi.\nÒ Vogliamo introdurre l’equipollenza dei titoli di studi stranieri. I singoli Atenei italiani\ndevono attribuire a un titolo di studio conseguito all'estero lo stesso valore legale di\nun titolo di studio presente nell'ordinamento italiano.\nGli iscritti al’AIRE e residenti in qualsiasi Stato estero hanno diritto all’assistenza\nsanitaria. I cittadini italiani che trasferiscono (o hanno trasferito) la residenza in uno\nStato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia, perdono il diritto\nall’assistenza sanitaria sia in Italia che all’estero, all’atto della cancellazione dall’anagrafe\ncomunale e della iscrizione all’ATRE.\nÒ Revisione del sistema di rete diplomatica-consolare italiana rafforzando la dotazione\nfinanziaria e potenziando i servizi Consolari. Vogliamo riaprire le Ambasciate e i\nConsolati chiusi nei territori in cui risiede una comunità rilevante di italiani.\nTutti i cittadini italiani residenti all’estero e le persone che all’estero hanno acquistato la\nSS cittadinanza italiana devono avere gratuitamente il passaporto italiano.\nLAZ\nsi Na\nVA Abolizione della tassa sulla prima casa in Italia, riduzione delle altre tasse sulla casa (es.\nHEI PO . . .\nia IMU) e riduzione delle utenze private.\nis\nRI\nA tuttii figli di madre italiana deve essere riconosciuto la cittadinanza italiana.\n\nMantenere viva la cultura, l’immagine e la tradizione italiana nel mondo con\nfinanziamenti a favore di corsi d’italiano all’estero, di giornali, radio e televisioni italiane\nall’estero. Potenziamento di Rai Internazionale.\nA",
          "words": 230,
          "suspect": [
            "Ius",
            "al’AIRE",
            "all’ATRE.",
            "riaprire",
            "Tutti",
            "SS",
            "LAZ",
            "si",
            "Na",
            "VA",
            "HEI",
            "PO",
            "ia",
            "is",
            "RI",
            "tuttii"
          ],
          "confidence": 91.3
        },
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          "text": "PIU EMPLIFICAZIO .E\n\nIstituiremo una commissione di esperti il cui obiettivo è quello di elaborare una riforma\ndel diritto tributario finalizzata alla semplificazione della determinazione del reddito ai\nfini IRPEF e IRES; alla costituzione di un unico codice tributario di facile accesso e\ncomprensione a tutti i contribuenti; alla semplificazione della deduzione dal reddito\nimponibile e delle detrazioni dall’imposta.\nRidurre drasticamente il numero enorme di adempimenti amministrativi e fiscali oggi\nprevisti. Abolizione degli studi di settore, della disciplina delle società in perdita\nsistematica.\nPromuovere e coordinare la semplificazione dell’ordinamento giuridico, l’abrogazione\ndi norme desuete o disapplicate, il riassetto della normativa vigente mediante la\nredazione di codici e testi unici.\nSemplificare l’apertura delle nuove iniziative e attività imprenditoriali in ambito privato\ncon l’introduzione di una autocetrtificazione preventiva soggetta a successivi controlli,\nentro un termine stabilito, dagli organi preposti. Rafforzare ed ampliare il principio del\nsilenzio assenso.\nRevisione del sistema dell’Autonomia Gestionale conferita dal d.lgs. n. 509 del 1994 che\nea Sgr\nè stato usato dagli amministratori delle casse previdenziali private per trasformare la igoe\npresunta autonomia in vantaggi di casta.\nVogliamo introdurre, per alcuni tipologie di operazioni, la possibilità di equiparare la\nforma dell’atto pubblico o scrittura autenticata con l’impiego di tecnologie che\ngarantiscono l’autenticità della firma come Spid e/o fitma digitale.\nPromuovere e coordinare il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione\ngarantendo l’accesso a tutti i servizi da parte dei cittadini con l’autenticazione tramite\nSpid.\nVogliamo superare l’attuale modello istituzionale ritornando ad un Paese dove i comuni,\nle province e le moderne città metropolitane rappresentino gli enti di maggiore\nvicinanza alle comunità, mentre le Regioni vengano superate attraverso la creazione di\nmactroregioni. e\nSemplificazione della Giustizia con la riduzione delle spese di processo per le fasce di\nreddito basse e l’introduzione di un ctiterio, già previsto in altri paesi, della “durata\nragionevole” del procedimento giudiziale.\nVogliamo prevedere indennizzi a favore dei cittadini per i ritardi e l’inerzia della\npubblica amministrazione.",
          "words": 320,
          "suspect": [
            "Istituiremo",
            "Ridurre",
            "amministrativi",
            "imprenditoriali",
            "autocetrtificazione",
            "ea",
            "Sgr",
            "igoe",
            "introdurre,",
            "scrittura",
            "superate",
            "mactroregioni."
          ],
          "confidence": 93.5
        },
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          "text": "Ci impegniamo a valorizzare la lotta a tutte le forme di inquinamento a cominciare dalla\nplastica. Vogliamo introdurre provvedimenti atti a offrire grandi opportunità\ndell’economia circolare che in Italia non vengono attuate con fermezza e rigore.\nÒ Ci impegniamo a prevedere investimenti nel settore energetico, energia verde ed\neconomia circolare. Vogliamo innescare un processo che incoraggi la sostituzione e il\nmiglioramento tecnologico di tutte le infrastrutture operanti nel settore delle\nrinnovabili.\nÒ Vogliamo incentivare l’acquisto di auto green e ci impegniamo a sostituire tutte le auto\nblu, di rappresentanza, in auto elettriche.\nVogliamo intensificare la lotta al dissenso idrogeologico e proseguire il piano nazionale\ncon una semplificazione ulteriore delle regole attualmente in vigore.\n‘Sa Vogliamo chiudere tutte le discariche abusive per azzerare completamente le sanzioni\nANG) che continuiamo a pagare all’Europa.\napi\nATI\nla,\nPrevediamo forti investimenti e una drastica riduzione delle tasse sul mondo agricolo.\n- in df . . .\nL’agricoltura deve ritornare ad essere centrale nell’economia del nostro Paese così come\nSd - tutto il mondo alimentare di autoproduzione.\nRevisione dell’incentivo superbonus 110% e delle opzioni alternative alla detrazione\nquali cessione del credito d’imposta o sconto in fattura sul corrispettivo per renderlo\nstrutturale; vogliamo estere l’applicabilità all’imprese e per gli interventi di\nmiglioramento sismico ed energetico di scuole, ospedali, caserme e uffici della pubblica\namministrazione.\nÒ Vogliamo aumentare il verde pubblico e aumentare le detrazioni per il verde privato,\nnei condomini, scuole e nei pubblici uffici.\nVogliamo introdurre un nuovo piano straordinario di riqualificazione sismica ed\nenergetica delle periferie.\nVogliamo investire nella rete idrica del nostro Paese e puntare a recuperare le sorgenti\ndi acqua naturali che finiscono in mare.\nÒ Vogliamo sostenere con finanziamenti pubblici, con la semplificazione del cromfounding\ne con sistemi agevolati di accesso al credito imprese start-up innovative nel settore delle\nrinnovabili, efficientamento energetico e di tutela ambientale.",
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          "text": "PIU POLITIC PIU EUROPA\nÒ Vogliamo cambiare il nostro modello istituzionale; ce lo impone la crisi di governabilità\nche da oltre un decennio attanaglia il nostro Paese. Vogliamo puntare alla repubblica\nsemipresidenziale come forma di governo ideale per la stabilità del Paese. Il potere\nesecutivo deve essere condiviso tra un Presidente della Repubblica, eletto direttamente\ndal popolo, e un primo ministro che dipende invece dalla fiducia del Parlamento quale\nsede della sovranità popolare. Il Parlamento può dialogare e influenzare le scelte del\nPresidente della Repubblica, fino al caso estremo della coabitazione tra quest’ultimo e\nun Governo di diverso orientamento politico, che gode però del benestare del\nParlamento. È evidente come il semipresidenzialismo possa considerarsi una forma di\ngoverno in grado di contenere i rischi legati ad una concentrazione del potere nelle mani\ndi una sola persona. Questo modello pare l’unico che consentirebbe di superare i limiti\ndell’attuale assetto istituzionale.\ngoverni di questi ultimi anni hanno spinto sempre più un centralismo forzato, inadatto\na garantire risposte concrete alle esigenze territoriali e svuotato dei principi della\nsussidiarietà e del federalismo. Rifuggire dal centralismo nazionale significa perseguite\nun federalismo che valorizzi le vocazioni dei territori, significa tornare all’ascolto dei\nbisogni, proporre politiche che siano davvero utili per le comunità, coinvolgere là\nsocietà civile nei processi decisionali che riguardano il bene comune. Il confronto co gi\nle istituzioni territoriali consente poi di semplificare la comprensione delle normative:\nche spesso appaiono ai cittadini lontane dalla realtà e dai contesti sociali nella quale si\npalesano gli effetti negativi della loro attuazione. Elementi questi non di poco conto,\nsoprattutto se si considera che al centralismo statale si è sommato poi quello europeo,\nche ha imposto nuovi vincoli burocratici e amministrativi che i nostri governi non sono\nstati capaci di ridiscutere in sede comunitaria al fine di adeguatrli alla nostra condizione\neconomica e sociale. .\nÒ Vogliamo, quindi, che ci sia più Italia in Europa e più Europa in Italia; vogliamo che i\nbilanci delle società di ogni paese dell’Europa siano comparabili e che siano previste le\nstesse regole di determinazione del reddito per tutti i cittadini europei.\nÒ Vogliamo promuovere e realizzare la costituzione degli Stati Uniti d’Europa;\npromuoveremo Vl’elezione diretta del Presidente della Commissione europea e\nl’unificazione delle presidenze di Commissione e di Consiglio e l’istituzione di un\nministero delle finanze europeo.\nÒ Vogliamo un’Europa che si faccia carico dell’immigrazione prevedendo un piano di\ninvestimenti europeo di sviluppo delle aree di fuga. Vi sono numerosi modelli a cui fare\nriferimento come quelli che considerano i migranti un elemento di sviluppo per le aree\ninterne, spopolate e in declino economico e le politiche a “migrazione circolare”,\nfacilitando così l’arrivo di lavoratori e, successivamente, il loro rientro in patria con la\npossibilità di mantenere relazioni culturali e finanziarie con i paesi di accoglienza.",
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          "text": "VBPIUG R NZIE, PIU 1 UREZ7\nVogliamo più garanzia per le madri lavoratrici prevedendo asili nido gratuiti e sostegno\neconomico concreto per chi è più debole.\nVogliamo più garanzia per la salute dei nostri cittadini; vogliamo contrastare le lunghe\nliste di attesa prevedendo l’inserimento del rispetto dei tempi massimi tra i criteri di\nvalutazione dei Direttori Generali delle strutture ospedaliere.\nVogliamo più garanzia di accesso alle cure per le persone anziane prevedendo\nl’assistenza domiciliare per gli anziani in tutta Italia\nVogliamo riformare la Giustizia per assicurare il diretto ad un giusto processo e\nprevedere l’introduzione del principio di “durata ragionevole”.\nVogliamo istituire una commissione straordinaria per la gestione e lo smaltimento di\ntutti i processi arretrati, risarcendo gli imputati innocenti.\n\n“NZ Separazione delle carriere di magistrati.\niO\ni Fliminazione di sconti di pena per reati di particolare violenza, gravità e efferatezza.\nESS\nRevisione del principio di legittima difesa.\nGestione dei flussi migratori con stipula di trattati e accordi con i Paesi di fuga; creazione\ndi comunità di immigrazione popolando i territori del nostro Paese che sono stati\nabbandonati dai nostri emigrati, offrendo loro una nuova società, opportunità di\nformazione, lavoro e sviluppo.\nCostituzione di un corpo delle forze dell’ordine europeo.\nVogliamo un maggiore controllo del territorio, realizzato a livello di comunità locali, da\nesercitarsi anche in forme nuove e meno costose rispetto all’impiego delle forze\ndell’ordine.\nVogliamo potenziare e migliorare il “Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e\ndi genere’ al fine di contrastare ogni forma di violenza esercitata sulle donne, dallo sta/keing\nai crimini più gravi, con forza e determinazione facendo leva su senso civico e di rispetto\ndell’altro, sull’aiuto concreto e tempestivo, nonché sulla protezione per le donne che\ntrovano il coraggio di denunciate e pet i figli vittime dei crimini domestici.\nGestione ed evasione delle migliaia pratiche di condono edilizio ancora inevase dal\n1975; se ci sono i requisiti dobbiamo garantire la casa di abitazione ovvero la casa di\nnecessità a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta utilizzando una legge dello Stato.",
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          "text": "Ò Vogliamo un piano straordinario per lo sviluppo turistico per il Meridione. Occotre\nspostare gli investimenti pubblici sullo sviluppo delle infrastrutture e sui trasporti\npubblici che sono scarsi o assento; vogliamo puntare a superare l’eccesso di stagionalità\ndel tessuto produttivo del sud che produce grandi flussi in periodi brevi, con bassa\nmarginalità per le imprese e con ridotto sviluppo delle professionalità e delle\ncompetenze dei soggetti coinvolti.\nÒ Vogliamo prevedere la creazione di nuovi distretti turistici a burocrazia zero.\nÒ Riforma del Piano nazionale di Industria 4.0 rendendolo strutturale per le regioni del\nSud per un periodo almeno decennale.\nRicostruire la filiera dell’economia del mare, come grande opportunità competitiva per a\nil Sud e per l’intero Paese nel Mediteranno; vogliamo re-introdurre i contributi marebonus\ne ferrobonus. dpi\nsd\nÒ Il ponte sullo stretto di Messina non è solo un progetto ma una necessità. “CM\nÒ Istituire presso gli uffici territoriali preposti una commissione di esperti per un uso pi\n. . . . . . . le SE\nconcreto e più efficiente dei fondi europei con l’obiettivo di azzerare qualsiasi gap e\npuntare allo sviluppo e alla crescita del Sud e, quindi, dell’Italia.\nÒ Realizzazione di un piano di intervento per portare la banda larga a tutti i cittadini delle\n8 regioni del Sud e garantire l’accesso a banda ultra-larga ad almeno il 50% della\npopolazione meridionale. Prevedere indennità a chi non potrà usufruire dell’alta velocità\ndella connessione /n/ernet.\nÒ Realizzare idonei impianti di depurazione per una corretta gestione del servizio idrico.\nÒ Vogliamo facilitare l’accesso al credito alle imprese del mezzogiorno senza incidere sul\nbilancio dello Stato e, quindi, costituendo una banca di sviluppo regionale dedicata al\nMetidione.\nÒ Migliorare il sistema agricolo meridionale (i) creando una rete di servizi materiali e\nimmateriali più efficiente del Meridione attraverso il ripristino del sistema dei Consorzi\nAgrari mutuando l’esperienza positiva della progettualità già avviata e sperimentata nelle\nregioni del Centro-Nord, (ii) migliorando le condizioni di accesso al credito da parte\ndelle imprese, potenziando la capacità finanziaria del Fondo di garanzia dedicato al\nsettore dell’agricoltura e favorendo la concessione di garanzie suppletive tramite il\nrafforzamento patrimoniale dei Consorzi Fidi Agricoli.",
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          "text": "ll sottoscritto dott. Vincenzo Castellano, nato a Piano di Sorrento (NA) il 25 ottobre 1987,\ncodice fiscale CSTVCN87R25G568N nella qualità di Segretario Federale di Italia del Meridion&f)\ngiuste disposizioni del Consiglio Federale del 11 marzo 2022, in ottemperanza dell’art. 11 dello\nStatuto di Italia del Meridiond®) |\nda | DICHIARA\ndi oo il Programma Elettorale del movimento politico denominato “Italia del\nMeridione” e l’indicazione del sottoscritto quale capo della forza politica “Italia del Meridione”\nai sensi e ai fini dell’art. 14-b:s del testo unico 30 marzo 1957, n. 361.\nIl sottoscritto, inoltre, ai sensi dell’art. 65 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 acconsente al\ntrattamento dei dati personali per le sole finalità previste dal d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361, e\nsuccessive modificazioni, dal d.lgs. 20 dicembre 1993, n. 533, e successive flodificazioni,\nnonché dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, e successive modifigf PR Il II |\nÈ |\n| i Dott. go atteljano e\n| AZN\nA Ra UG i |\nGA bico \"s'ITAUA BEL MERONE :\n\ni i te\ni LI\nmiri\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA pr Com utentica la firma apposta in\niti è ea\nA norma dell'articolo 21, comma 2, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, certifico che è vera i Na)\nAN PIANO... DI.SARRENTO il SE,\nia presenza dal sig VINCENZO... CASTELLANO... nato a C.LAANY....è A\nmia, SNC IN se i\nPO A TAGLIAMENTO..URG...Sn8Blto Tanino\ndomiciliato in... /QTLA..Z.. MAL... TLT LITI\nì ifi il seguente documento: QNENTE GUIDA....MYA H924.26.T n. sin Caso di dichiara\nde e eore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale nella quale può inco\nzione mondeco i\nCALA. aaa L.l.2o A e RIBELLI muiiiniiino\ni i PENA Cm ogibile (nomè e cognome per esteso) e qualifica\nÈ | (nre : del pubblico ufficiale che procede all’autenticazione",
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          "text": "AUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nA norma dell’articolo 21, comma 2, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, certifico che è vera e\nautentica la firma apposta in mia presenza dal sig. Vincenzo Castellano, nato a Piano di Sorrento (NA)\nil 25 ottobre 1987, domiciliato in Roma (RM), via Tagliamento, n. 76, scala 8, int. 1, da me identificato\ncon il seguente documento patente di guida n. NA7192426T, rilasciata dalla MC-NA il 07.06.2017.\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale nella quale può incorrere\nin caso di dichiarazione mendace.\nLuogo, addì 11 agosto 2022 ca) | Me.\n|\nAO NUR SS | dere A. Luo dea\nlab a LP Rirma leggibile (nome e cognome per esteso) e qualifica\ne NZ AE del pubb ufficiale che-prfocede all’autenticazione\nSE Sa SI Pm\nue a PA\nVini NI\nSuzi LI hi\nCA\nNa)\nsi\n\nALS",
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          "text": "PER L'ITALIA\nProgramma\nper un Governo di centrodestra AE\npri\nSS\nAE,\nAI\nNA bar\nAi serisi di quanto previsto dall'art. 14-bis, comma 3, del testo unico di cui al d.P.R. 30 marzo\n1957 n. 361, il capo della forza politica è MATTEO SALVINI\nGa\nPER L’ITALIA ALVINI",
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          "text": "i 1. Italia, pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e\ndell'Occidente. Piùltalia in Europa, più Europa nel Mondo\n* Politica: estera incentrata: sulla tutela dell'interesse nazionale e la difesa\ndella Patria i\n* Rispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico\ndell'Italia nelcontesto geopolitico\n* Rispetto degli impegni assunti nell'Alleanza Atlantica, anche in merito\nall'adeguamento degli stanziamenti per la difesa, sostegno all'Ucraina di\nfronte all'invasione della Federazione Russa e sostegno ad ogni iniziativa\ni diplomatica volta alla soluzione del conflitto\n* Piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di\nun'Unione Europea più politica e meno burocratica\n* Revisione delle regole del Patto di stabilità e della governance economica\nal fine di attuare politiche in grado di assicurare una crescita stabile e\nmr» duratura e la pienaoccupazione\nUNI Tutela degli interessi nazionali nella discussione dei dossier legislativi\nbai europei, anche alla luce dei cambiamenti avvenuti nel contesto\ninternazionale, con particolare riferimento alla transizione ecologica\n* Incentivare il processo di designazione di sedi di enti internazionali sul\nIa territorio italiano\nSP * Centralità dell'Italia nell'area mediterranea\n* Piano straordinario europeo per lo sviluppo del continente africano, anche\nattraverso politiche di cooperazione internazionale finalizzate alla crescita\nsocio-economica e alla stabilità politica\n* Difesa e promozione delle radici e identità storiche e culturali classiche e\ngiudaico- cristiane dell'Europa\n2. Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\n* Pieno utilizzo delle risorse del PNRR, coilmando gli attuali ritardi di\nattuazione\n* Accordo con la Commissione europea, così come previsto dai Regolamenti\neuropei, per la revisione del PNRR in funzione delle mutate condizioni,\nnecessità e priorità\n* Efficientamento dell'utilizzo dei fondi europei con riferimento\nall'aumento dei costidell'energia e delle materie prime\n* Garantire la piena attuazione delle misure previste per il Sud Italia e le aree\ndI\nii si\nPER L’ITALIA",
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          "text": "svantaggiate\n* Rendere l'Italia competitiva con gli altri Stati europei attraverso\nl'ammodernamento della rete infrastrutturale e la realizzazione delle\ngrandi opere. Potenziamento della rete dell'alta velocità per collegare tutto\nil territorio nazionale dal Nord alla Sicilia, realizzando il ponte sullo Stretto\n* Potenziamento e sviluppo delle infrastrutture digitali ed estensione della\nbanda ultralarga in tutta Italia È\n* Difesa delle infrastrutture strategiche nazionali\n3. Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione\nsecondo Costituzione\n* Elezione diretta del Presidente della Repubblica\n* Attuare il percorso già avviato per il riconoscimento delle Autonomie ai\nsensi dell'art. 116, comma 3 della Costituzione, garantendo tutti i\nmeccanismi di perequazione previsti dall'art. 119 della Costituzione\n* Piena attuazione della legge sul federalismo fiscale e Roma Capitale Le\n* Valorizzazione del ruolo degli enti locali\n* Riforma della giustizia e dell'ordinamento giudiziario: separazione delle Fa\ncarriere e riforma del CSM Na\nRiforma del processo civile e penale: giusto processo e ragionevole durata, \\\nefficientamento delle procedure, stop ai processi mediatici e diritto alla Si\nbuona fama Ni\n* Riforma del diritto penale: razionalizzazione delle pene e garanzia della\nloro effettività, riforma del diritto penale dell'economia, interventi di\nefficientamento su precetti e sanzioni penali\n* Principio della pari dignità fra Pubblica Amministrazione e cittadino i\n* Delegificazione e deregolamentazione per razionalizzare il funzionamento i\ndella Pubblica Amministrazione\n* Digitalizzazione, efficicentamento e ammodernamento della Pubblica\nAmministrazione\n* Semplificazione del Codice degli appalti\nPER L’ITALIA SALVINI",
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          "text": "4. Per un fisco equo\n* Riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori\nautonomi\n* No a patrimoniali dichiarate o mascherate\n* Abolizione dei micro tributi che comportano eccessivi oneri di gestione per\nlo Stato\n* Pace fiscale e \"saldo e stralcio\": accordo tra cittadini ed Erario per la\nrisoluzione del pregresso\n* Politiche fiscali ispirate al principio del \"chi più assume, meno paga\"\n* Estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di\nfatturato, flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualità\nprecedenti, con la prospettiva di ulteriore ampliamento per famiglie e\nimprese\n* Semplificazione degli adempimenti e razionalizzazione del complesso\nsistema tributario\n* Rapporto più equo tra Fisco e contribuenti: procedure semplificate, onere\nRO della prova fiscale a carico dello Stato, riforma della giustizia tributaria e\nfila superamento dell'eccesso di afflittività del sistema sanzionatorio\nfuit: * Introduzione del \"conto unico fiscale\" per la piena e immediata\npegno dei crediti e dei debiti verso la PA\nse e Diritto al conto corrente per tutti i cittadini\nsu\n5. Sostegno alla famiglia e alla natalità\n* Allineamento alla media europea della spesa pubblica per infanzia e\nfamiglia\n* Piano di sostegno alla natalità, prevedendo anche asili nido gratuiti, asili\nnido aziendali,ludoteche\n* Riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti e servizi per l'infanzia\n* Aumento dell'assegno unico e universale\n* Progressiva introduzione del quoziente familiare\n* Sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico attraverso\nl'incremento dei livelliessenziali di assistenza sociale\n* Politiche di conciliazione lavoro-famiglia per madri e padri\n* Tutela del lavoro delle giovani madri\n* Ferma tutela della proprietà privata e creazione di un sistema di\nprotezione della casa e immediato sgombero delle case occupate\nNo\nPER L’ITALIA",
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          "text": "* Agevolazioni per l'accesso al mutuo per l'acquisto della prima casa per le\ngiovani coppie\n* Sostegno ai genitori separati o divorziati in difficoltà economica\n6. Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\n* Decreti sicurezza i\n* Adeguamento dell'organico e delle dotazioni delle Forze dell'Ordine e dei i\nVigili del Fuoco, fattiva collaborazione di questi con la Polizia locale e le\nForze armate per consentire un capillare controllo del territorio\n* Implementazione della sicurezza nelle città: rafforzamento operazione\nstrade sicure, poliziotto di quartiere e videosorveglianza\n* Contrasto al fenomeno delle baby gang e alla microcriminalità\n* Potenziamento delle misure e dei sistemi di cyber-sicurezza\n* Riqualificazione di quartieri, edifici, stazioni, strade e parchi in stato di\ndegrado e di illegalità diffusa. Norme più severe per gli atti contro il\ndecoro\n* Azioni incisive e urgenti per il contrasto al crescente fenomeno della\nviolenza nei confronti delle donne\n* Lotta alle mafie e al terrorismo\n* Contrasto ad ogni forma di antisemitismo e all'integralismo islamico\n* Combattere lo spaccio e la diffusione delle droghe con ogni mezzo, anche\nattraverso campagne di prevenzione e informazione\n* Piano carceri, maggiore attenzione alla Polizia Penitenziaria e accordi con\ngli Stati esteri per la detenzione in patria dei detenuti stranieri\n* Contrasto all'immigrazione irregolare e gestione ordinata dei flussi legali di\nimmigrazione\n* Favorire l'inclusione sociale e lavorativa degli immigrati regolari i\n* Difesa dei confini nazionali ed europei come richiesto dall'UE con il nuovo i\nPatto per la migrazione e l'asilo, con controllo delle frontiere e blocco degli\nsbarchi per fermare, in accordo con le autorità del nord Africa, la tratta\ndegli esseri umani\n* Creazione di hot-spot nei territori extra-europei, gestiti dall'Unione\nEuropea, per valutare le richieste d'asilo\n* Garantire ai Comuni le risorse necessarie per far fronte alle spese per la\ngestione e la presa in carico dei minori non accompagnati\nPER L’ITALIA SALVINI",
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          "text": "7. Tutela della salute\n* Sviluppo della sanità di prossimità e della medicina territoriale,\nrafforzamento della medicina predittiva e incremento dell'organico di\nmedici e operatori sanitari\n* Aggiornamento dei piani pandemici e di emergenza e revisione del Piano\nsanitario nazionale\n* Oltre la pandemia: ripristino delle prestazioni ordinarie e delle procedure\ndi screening, abbattimento dei tempi delle liste di attesa\nEstensione prestazioni medico sanitarie esenti da ticket\n* Contrasto alla pandemia da Covid-19 attraverso la promozione di\ncomportamenti virtuosi e adeguamenti strutturali - come la ventilazione\nmeccanica controllata e il potenziamento dei trasporti - senza\ncompressione delle libertà individuali\nRiordino delle scuole di specializzazione dell'area medica\n* Revisione del piano oncologico nazionale\n8. Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\n* Taglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori\n/ i Tutela del potere d'acquisto di famiglie, lavoratori e pensionati di\npi fronte alla crisieconomica e agli elevati tassi di inflazione\nInterventi sull'IVA per calmierare i prezzi dei beni di prima necessità e\nampliamento della platea dei beni con IVA ridotta\n* Riduzione IVA sui prodotti energetici\n* Defiscalizzazione e incentivazione del welfare aziendale, anche attraverso\ndetassazionee decontribuzione premi di produzione e buoni energia\ni * Maggiori tutele per lavoro autonomo e libere professioni, tutela delle\nmicro e delle piccole medie imprese, lotta alla concorrenza sleale\nEstensione della possibilità di utilizzo dei voucher lavoro, in particolar modo\nper i settori del turismo e dell'agricoltura\n* Contrasto al lavoro irregolare, rafforzamento della prevenzione degli\ninfortuni e defiscalizzazione dei costi della sicurezza sul lavoro\nRafforzamento dei meccanismi di decontribuzione per il lavoro femminile,\ngli under-35, disabili, e per le assunzioni nelle zone svantaggiate\n* Incentivi all'imprenditoria femminile e giovanile, in particolare nelle aree\ndepresse\n* Facilitazione per l'accesso al credito per famiglie e imprese\ne\nPER L’ITALIA AL",
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          "text": "* Politiche di sostegno alle aziende ad alta intensità occupazionale\n* Rafforzamento delle politiche attive per il lavoro\n* Innalzamento del limite all'uso del denaro contante, allineandolo alla media\ndell'Unione Europea\n* Bonus edilizi: salvaguardia delle situazioni in essere e riordino degli\nincentivi destinati alla riqualificazione, alla messa in sicurezza e\nall'efficientamento energetico degli immobili residenziali pubblici e privati\n9. Stato sociale e sostegno ai bisognosi\n* Ridefinizione del sistema di ammortizzatori sociali al fine di introdurre\nsussidi più equi ed universali\n* Sostituzione dell'attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di\ninclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel\nmondo del lavoro\n* innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità\n* Flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso alla pensione,\nfavorendo il ricambio generazionale\n* Controllo sull'effettiva applicazione degli incentivi all'inserimento del/i\ndisabili nel mondodel lavoro AE\n* Piano straordinario di riqualificazione delle periferie, anche attraverso Ci]\nrilanciodell'edilizia residenziale pubblica iS È\n* Potenziamento di politiche mirate alla piena presa in carico delle persone Li RI\ncon disabilità, anche attraverso l'incremento delle relative risorse\n* Maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con\ndisabilità grave\n10. Made in Italy, cultura e turismo\n* Valorizzare la Bellezza dell'Italia nella sua immagine riconosciuta nel\nmondo\n* Tutela e promozione del Made in Italy, con riguardo alla tipicità delle\neccellenze italiane\n* Italiani all'estero come ambasciatori dell'italia e del Made in Italy:\npromozione delle nostre eccellenze e della nostra cultura attraverso le\ncomunità italiane nel Mondo\n* Costituzione di reti di impresa del comparto turistico, per la promozione e\nua\nPER L’ITALIA",
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          "text": "commercializzazione del settore, anche a livello internazionale. Sostegno al\nsettore dello spettacolo e incentivi per l'organizzazione di eventi a livello\nnazionale\n* Sostegno alla presenza dell'Italia nei circuiti dei grandi eventi internazionali\n* Tutela della nautica e delle imprese balneari: 8000 km di litorale, 300.000\naddetti del settore, un patrimonio che va tutelato\n* Tutela e promozione del patrimonio culturale, artistico, archeologico,\nmateriale e immateriale, e valorizzazione delle professionalità culturali che\ncostituiscono il volano economico e identitario italiano\n* Valorizzazione e promozione di un'offerta turistica diversificata\n* Supporto alla digitalizzazione dell'intera filiera del settore turistico e della\ncultura\n* Contrasto all'esercizio abusivo delle professioni e delle attività del turismo\ne della cultura\n11. La sfida dell'autosufficienza energetica\nTransizione energetica sostenibile\nAN Aumento della produzione dell'energia rinnovabile\nDiversificazione degli approvvigionamenti energetici e realizzazione di un\nSIE piano per l'autosufficienza energetica\nLu Pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e\ne nuova realizzazione di pozzi di gas naturale in un'ottica di utilizzo\nsostenibile delle fonti\nPromozione dell'efficientamento energetico\n* Sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo\nRicorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di\nultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al\nnucleare pulito e sicuro\n12. l'Ambiente, una priorità\n* Rispettare e aggiornare gli impegni internazionali assunti dall'Italia per\ncontrastare i cambiamenti climatici\n* Definizione ed attuazione del piano strategico nazionale di economia\ncircolare in grado di ridurre il consumo delle risorse naturali, aumentare il\n\\ livello qualitativo e quantitativo del riciclo dei rifiuti, ridurre i conferimenti\n\nPER L ITALIA SAL",
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          "text": "in discarica, trasformare il rifiuto in energia rinnovabile attraverso la -\nrealizzazione di impianti innovativi e sostenibili\n* Piano straordinario per la tutela e la salvaguardia della qualità delle acque\nmarittime e interne ed efficientamento delle reti idriche per limitare il\nfenomeno della dispersione delle acque\n* Programma straordinario di resilienza delle aree a rischio dissesto\nidrogeologico con interventi mirati\n* Salvaguardia della biodiversità, anche attraverso l'istituzione di nuove\nriserve naturali\n* Promozione dell'educazione ambientale e al rispetto della fauna e della\nflora\nRimboschimento e piantumazione di alberi sull'intero territorio nazionale,\nin particolarenelle zone colpite da incendi o calamità naturali\n* Incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico e promuovere e favorire\npolitiche di mobilità urbana sostenibile\nRA\n13. l'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro ei\n* Promozione di una Politica Agricola Comune e di un piano strategice\nnazionale, capaci di rispondere alle esigenze di oggi, per uno sviluppo\nconiughi indipendenza e sostenibilità ambientale ed economica SE\n* Salvaguardia del comparto agroalimentare, lotta al nutri-score e all'italian Nes\nsounding\n* Tutela delle specificità e delle eccellenze agricole italiane e loro promozione\nsui mercati esteri\nRifinanziamento della misura \"Più Impresa\" a favore dei giovani agricoltori e\ndell'imprenditoria femminile\n* Innalzamento dei massimali degli aiuti in regime de minimis per le imprese Ja\nagricole, allineandoli a quanto previsto negli altri settori economici\n* Promozione di una filiera italiana per l'innovazione in agricoltura\n* Rafforzamento degli strumenti di garanzia sui finanziamenti a favore delle\nimprese agricole, degli allevamenti e della pesca\n* Potenziamento degli strumenti di contrasto al caporalato e al lavoro\nirregolare\n* Riconoscimento e valorizzazione delle piccole produzioni locali di qualità\n* Interventi di contrasto al fenomeno della proliferazione della fauna\nselvatica e alla diffusione delle epidemie animali\n* Interventi per un \"piano nazionale invasi\" per l'irrigazione agricola\n\nPER L’ITALIA SALVINI",
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          "text": "14. Scuola, università e ricerca\n* Rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico\n* Piano per l'eliminazione del precariato del personale docente e\ninvestimento nella formazione e aggiornamento dei docenti\n* Ammodernamento, messa in sicurezza, nuove realizzazioni di edilizia\n. scolastica e residenze universitarie\n* Valorizzazione e promozione delle scuole tecniche professionali volte\nall'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro\n* Allineamento ai parametri europei degli investimenti nella ricerca\n* Incentivare i corsi universitari per le professioni STEM\n* Maggiore sostegno agli studenti meritevoli e incapienti\n* Riconoscere la libertà di scelta educativa delle famiglie attraverso il buono\nscuola\ni Favorire il rientro degli italiani altamente specializzati attualmente all’estero\npo i\nSA Giovani, sport e sociale .\nalutazione dell'impatto generazionale delle leggi e dei provvedimenti a\nusa utela delle future generazioni i\nSostegno allo sport quale strumento di crescita e integrazione sociale e\npromozione di stili di vita sani\n* Potenziamento degli strumenti di finanziamento per esperienze formative\ne lavorative all'estero per giovani diplomati e laureati, finalizzate al\nreimpiego sul territorio nazionale delle competenze acquisite\n* Supporto e valorizzazione degli enti del Terzo settore e delle associazioni\n. sportive dilettantistiche, nell'ottica del principio di sussidiarietà\n* Reintroduzione e rafforzamento del sistema del prestito d'onore per\nstudenti universitari\n* Programma di investimento e potenziamento dell'impiantistica sportiva,\nanche scolastica e universitaria\n* Introduzione di borse di studio universitarie per meriti sportivi\n* Promozione e rilancio dell’artigianato e dell'impresa come prospettiva\nlavorativa per le nuove generazioni\n* Supporto all'imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up\ntecnologiche e a valenza sociale\nPER L’ITALIA",
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          "text": "Il sottoscritto Giulio Centemero, nato a Milano il 30 gennaio 1979, in qualità di legale\nrappresentante del movimento politico denominato LEGA PER SALVINI PREMIER domiciliato\nper la carica a Milano, in via Bellerio, n. 41, sottoscrive il presente programma, indicando quale\ncapo della forza politica MATTEO SALVINI, ai sensi di quanto previsto dall’art. 14-bis, comma 3,\ndel testo unico di cui al d.P.R. n. 361/1957.\nFirma\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nlo sottoscritto Dott. Alfredo Maria Becchetti, Notaio in Roma, con Studio in Lungotevere dei Mellini n. 51\niscritto nel collegio notarile di Roma, Velletri e Civitavecchia, a norma dell’art. 3 e 76 del D.P.R. n. 445 del\n28/12/2000, certifico vera ed autentica la firma, apposta in mia presenza, in Roma, in Via delle Botteghe\nOscure numero 54, del Sig. Giulio Centemero, legale rappresentante di Lega Per Salvini Premier, nato a\nMilano il 30 gennaio 1979, domiciliato per la carica a Milano in Via Carlo Bellerio numero 41, della cui\nidentità personale, qualifica e poteri, sono certo, alla sopraestesa dichiarazione.\nRoma Aa\nPe e\nAANERENTI\nLE? pm NN\nec: LA\n\n“ie pa\n“yz\nPSA\npa\n\nPER L’ITALIA LT",
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          "text": "I sottoscritti sig. Raffaele Fantetti, nato a Roma il 966 ce sig. Mario Clemente Mastella, nato a\nCeppaloni (Bn) il 05/02/1947, in qualità di anti il contrassegno del partito/gruppo/movimento politico\ndenominato EUROPEISTI — NOI DI CENTRO MASTELLA, conferiscono il ruolo di capo della forza\npolitica al sig. Raffaele Fantetti e depositano il seguente programma elettorale:\nPerché “Europeisti - Noi Centro — Mastella’\nL’Europa rappresenta l'orizzonte politico naturale dell’Italia, che è stata tra i paesi fondatori delle allora\nComunità europee e che ha contribuito al suo concepimento attraverso il pensiero e l’azione politica di padri\nfondatori come Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli. Nell’Unione Europea, il nostro Paese trova l’alveo\nistituzionale e normativo che ne garantisce un protagonismo internazionale più incisivo e l’ancoraggio ai valori\ndella pace, della democrazia, dello stato di diritto, delle libertà fondamentali e dello sviluppo socio-economico.\nOggi, a oltre settant’anni dai Trattati di Roma, è fondamentale ribadire l’adesione morale e politica allo spirito\neuropeista. Adesso che la UE ha ripreso la lungimirante strada dell’unità e della solidarietà, sentiamo ancor di\npiù l’urgenza che a ciò corrisponda una rappresentanza politica coerentemente a favore del progetto europeo.\nNell’interesse sirategico del Paese che amiamo: l’Italta!\nL’italia può e deve recuperare la sua storica e nevralgica centralità nelle dinamiche geopolitiche e nelle\nstrategie di sviluppo. Dobbiamo profilarci in modo netto e chiaro nel mondo, in coerenza con una visione\neuropeista ed atlantista, portatrice dei valori dell’umanesimo e della pace, della tutela dell’ambiente e della\npromozione di un multil o efficace.\nnostro Paesc deve essere protagonista di uno sviluppo sostenibile ed inclusivo e deve rendersi artefice di una\nserie di iniziative vonerele per preparare il mondo che verrà, e donare alle nuove generazioni una prospettiva\npiù sicura e stabile.\nDobbiamo vivere tutti una democrazia più autentica, costantemente sperimentata con forme di partecipazione\nattiva e vigilanza collaborativa delle nostre genti ed anche dei piccoli territori, per una condivisione effettiva\na tutti i livelli delle decisioni è delle politiche di governo nazionale.\nLe nostre stralegie e le nostre a ioni sono tutte volte al riscatto ed al concreto rilancio del mezzogiorno d’Italia\nper una ripresa più sicura e strutturata dell’intero Paese, in modo da tesaurizzare efficacemente i fondi del\nPNRR, per un ellettivo immodernamento delle infrastrutture e per un rafforzamento d servizi al cittadino ed\nalle imprese.\nIl Governo deve proseguire nell’azione di sostegno dinamico e proattivo alle imprese ed alle famiglie in\ndifficoltà economica dopo le crisi.\nIl nostro movimento deve assicurare la disseminazione dei valori cattolici e sociali e la promozione di\nun’autentica cultura della legalità contro la corruzione e le mafie\nPromuoveremo una politica che non guarda al potere ma si dedica quotidianamente al servizio dei cittadin\nattraverso azioni dimensionate alle capacità di spesa.\nCreeremo le condizioni per una pace fiscale effettiva e per una conseguente maggiore fedeltà fiscale. Un nuovo\npatto sociale per il futuro, basato sul prestigio delle Istituzioni, la qualità dei servizi pubblici e una maggiore\netica della responsabilità per la amministrazione della cosa pubblica (ad esempio eliminando ogni forma d\ndoppio balzello e promuovendo farme di accountability più avanzate per le amministrazioni centrali, territoriali\ne locali).\nOpereremo per ll rilancio della pubblica amministrazione che prenda origine dalla motivazione dei funzionari\npubblici ed if r stabilimento del prestigio del settore pubblico e di un sano rispetto delle Istituzioni da parte dei\ncittadini\nPropizieremo il rafforzamento dell'economia privata anche attraverso la internazionalizzazione delle Imprese,\nl'attrazione di investiment® e capitali dall'estero, lo sviluppo del turismo.\nLavoreremo per l’accoglienza degli immigrati, parametrata alla situazione sociale ed economica del Paese,\nsecondo un equilibrio tra sicurezza e dignità, attenti alla tutela de: diritti fondarmnentali delle persone.",
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          "text": "1. Economia e crescita\nAl centro dell'agenda economica di Europeisti-Noi Di Centro-Mastella c’è l’obiettivo di crescita e di\nincremento della produttività. It nostro Paese, partendo da una base di anni di crescita della produttività\nbassissima e di infrastruttura istituzionale carente, si è trovato in una posizione pessima per affrontare la crisi\ndel Covid pruna, e la crisi da colli di bottiglia nell’offerta e le conseguenze dell’invasione dell’Ucraina poi.\nAttualmente dobbiamo gestire i problemi di crisi energetica e inflazione in un contesto di bassa crescita. Anche\nse tutti noi siamo danneggiati da questa situazione, sono le classi più povere e meno agiate a soffrirne\nmaggiormente. Dato che i due grandi problemi sono importati e al di fuori dai nostri poteri, l’unica soluzione\na nostra disposizione è cercare di migliorare crescita e produttività. L’agenda Draghi traccia un percorso\nessenziale in questa direzione a cui Europeisti-Noi Di Centro-Mastella intende aderire. La linea guida nel\nmedio periodo è a nostro avviso rimuovere gli ostacoli a investimenti e crescita del settore imprese per poter\nscatenare quegli aumenti di produttività di cui l’Italia non ha finora goduto ma che ha il potenziale di\nraggiungere. La creazione di posti di lavoro in maniera sostenibile deve necessariamente venire dal settore\nprivato in un paese in cui lo stato già intermedia una notevole quota dell’occupazione.\n2. Politica Estera\nL'Italia ha bisogno di un chiaro indirizzo strategico. Non solo per gestire ‘emergenza presente in tutte le sue\nsfaccettature, ma anche per (ri)pensare il proprio futuro nel medio e lungo periodo. Occorre dare una chiara\ndirettrice rintracciabile nella capacità di fare sponda, ovvero di ricercare tutte le occasioni per agire insieme in\nmaniera reciprocamente compatibile e nel rispetto di regole condivise. In termini politici questa direttrice si\nriassume nel multilateralismo, che nasce dalla consapevolezza di non poter fare da soli, dalla convenienza di\ncondividere il peso con altri Paesi, per esempio all’interno di istituzioni sovranazionali o intergovernative con\nuna chiara distribuzione dei compiti e degli oneri, e, infine, dal senso di responsabilità di poter dare il proprio\ncontributo nella definizione e nella ricerca del ‘bene comune’. In una prospettiva di lealtà e stretta\ncollaborazione con i tradizionali alleati dell’Italia, Stati Uniti in primis, e al Patto Atlantico crediamo\nfermamente che bisogna anche procedere verso una politica estera dell’Unione Europa nel quadro di processo\ndemocratico di integrazione delle istituzioni europee.\n3. Sanità\nOgni figura e centro professionale assistenziale deve poter disporre di adeguata dotazione strumentale ed\nattrezzatura tecnologicamente avanzata per essere messo in grado di fornire la assistenza più idonea ed\naggiornata possibile. Questo permetterebbe di creare una rete assistenziale tra ospedale e territorio in cui ogni\nfigura e struttura diventi punto di riferimento nel percorso assistenziale. Attraverso questa rete si potrebbe\ncercare di migliorare la gestione delle liste di attesa, che potrebbe trovare aiuto grazie alla collaborazione di\ngli attori coinvolti nel sistema, sia quelli operanti sul versante prescrittivo sia quelli esecutivo per una\nreale presa in carico dei pazienti da parte degli specialisti e delle strutture, prevedendo modelli gestione\nintegrata dell’assistenza per pazienti da sottoporre a screening e per quelli definiti cronici nell’ambito delle\ncure primarie (Chronic Care Model), per una gestione trasparente e programmata del volume e della tipologia\ndelle prestazioni da erogare. Il PNRR è anche e soprattutto nel settore della sanità opportunità per riqualificare\nle strutture e potenziare il personale medico.\n4. Ambiente e Sviluppo\nIl tema cruciale della salvaguardia dell’ambiente va affrontato senza dar spazio a posizioni preconcette per\nindividuare le giuste soluzioni. Partiamo da un assunto: ambiente e sviluppo non sono antitetici. 1 giovani che\nmanifestano per l’ambiente i da Greta Thunberg, sono cresciuti in società ricche ed industrializzate. Non\nin quelle in condizioni di sottosviluppo, per quanto anch’esse con altissimi livelli di inquinamento. È\nragionevole quindi sostenere che più vi è sviluppo e progresso, più si diffonde la consapevolezza collettiva\ndella salvaguardia ambientale.\nLa sensibilità verso la questione ambientale non deve essere intesa pertanto come un ostacolo alla produzione\ne allo sviluppo, bensi come un’opportunità di produzione e di sviluppo. La presidente della Commissione\neuropea, Ursula von der Leyen, ha definito il Green Deal europeo “come lo sbarco dell’uomo sulla Luna”,",
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          "text": "poichè questo patto renderebbe l’Europa il primo continente ad aver raggiunto la neutralità climatica. Ciò\nmediante insieme di iniziative pol tiche fortemente volute dalla Commissione Furopea con l’obiettivo di\nraggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. Vi sarà un aggiornamento della legislazione vigente\nsul clima e una nuova legislazione sull’economia circolare, anche in settori come l'innovazione, l’agricoltura,\nla biodiversità e sulle ristrutturazioni degli edifici. L'Italia ha molto da fare: basti pensare che siamo ad\noggi al penultimo posto in Europa per le politiche energetiche e ambientali. E siamo in testa alle classifiche\neuropee per inquinamento atmosferico da polveri sottili. Ciò comporta notevoli impatti ambientali ma anche\ndi carattere economico e sociale. È urgente e necessario accelerare le politiche di conversione già in atto dalla\nproduzione di energia fossile a rinnovabile. E su questo fronte invece l’Italia, anche grazie a condizioni ideali\ndi cui gode, sta facendo molto: siamo terzi per contributo delle green energia sui consumi finali lordi e secondi\nper produzione elettrica verde.\n5. Mezzogiorno\n“L'Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà” scrisse Giuseppe Mazzini. Infatti, sin dall’unità nazionale, la\nquest one meridionale è già presente nel dibattito politico. Sostenere che nulla sia stato fatto equivale a non\nconoscere la realtà ma certamente l’errore ripetutamente compiuto, specie negli ultimi decenni, è stato\nspendere tanto denaro pubblico non per risolvere le cause dei problemi del Mezzogiorno ma per nasconderti:\npolitiche di assunzioni in enti pubblici, creazioni di enti inutili, utilizzo di fondi europe” per decine di migliaia\ndi corsi di formazione per distribuire soldi a pioggia senza dar vta ad una politica di investimenti\ninfrastrutturali che potesse colmare il gap Nord-Sud. Secondo dati della Banca d'Italia, lo svantaggio del Sud\ncon il Nord non solo non diminuisce, infatti aumenta. E se il Mezzogiorno continua a decrescere, i suoi giovani\ncontinueranno ad andar via. Negli ultimi vent'anni sono circa 1.000.000 i giovani che hanno lasciato il\nMezzogiorno senza tornarci, secondo una delle stime meno negative. Serve invece che queste energie restino\nnel giorno se è lì che vogliono crescere e lavorare.\nI fondi Europei per le aree più deboli dell’Unione hanno rappresentato un volano per lo sviluppo e per una\ncrescita stabile di molti paesi, Irlanda e Portogallo per citarne alcuni. Non possiamo dire che lo stesso sia\navvenuto sempre per il Mezzogiorno. Ricordiamo tra l’altro che l’Italia ogni anno perde centinaia di milioni\ndi Euro che tornano indietro all’Unione Europea perché non utilizzati. Ad oggi sugli oltre 70 miliardi di euro\nstanziati a suo favore dal bilancio 2014-2020, l’Italia ne ha impegnati soltanto il 73%. Peggio dell’Italia, solo\nla Ro Ed è al Sud che la situazione è peggiore: l’Italia non riesce a spendere perché le regioni spesso\nnon riescono a fare progetti nei tempi prestabiliti c presentarli a Bruxelles. Serve una task force centrale,\ncoordinata direttamente dal Governo, che includa le migliori competenze e professionalità in campo di\nprogettazione di fondi UE, per presentare ed eseguire i pro approvati in tempi certi, pena la continua\nperdita di fondamentali risorse. Infatti, dove vi è una visione su un modello da attuare, una buona qualità\ndell’amministrazione pubblica, un contesto di legalità e capacità nella rendicontazione, i risultati sono evidenti\ne di lungo termine, dove esse mancano i risultati sono a dir poco deludenti. Il rilancio del Mezz giorno coincide\ncon rilancio dell Paese.\n6. Italiani all’Estero\nCon la legge che porta il nome dello scomparso Ministro Mirko Tremaglia, sostenuta convintamente da tutte\nle principali forze politiche, con la creazione delle circoscrizioni estere, gli italiani all’estero hanno potuto\navere una loro rappresentanza all’interno del Parlamento Italiano. Legge questa imitata anche da altri Paesi,\ntra cui la Francia. Certamente dei miglioramenti vanno fatti, anche circa storture introdotte per via legislativa,\ncon l’estensione dell’elettorato passivo ai cittadini \"in Italia, ovvero la candidabilità all’estero dei\nresidenti in Italia. Ad oggi infatti i cittadini italiani all’estero non possono candidars in Italia.\nGoverno, parlamento, regioni e comuni devono sostenere le nostre comunità all’estero guardando ad esse come\na una risorsa. Gli italiani all’estero sono una risorsa attiva per la crescita e la ripresa dell’Italia.",
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          "text": "7. Sburocratizzazione\nUna delle principali cause di rallentamento della crescita e degli investimenti è legato alla burocrazia\nasfissiante che colpisce il nostro Paese. È indispensabile definire con leggi dello Stato tempi ce nelle\nprocedure autorizzative per l’apertura di attività e cantieri. In trenta giorni un imprenditore, un commerciante,\nun artigiano o un privato devono ricevere la risposta positiva o negativa alla richiesta di avvio di un’attività o\nper costruire anche una civile abitazione. Per gli enti che sono chiamati in conferenza dei servizi se non\nesprimono il parere nel mese previsto vale il silenzio-assenzo.\nCosì come è necessario adeguare il sistema informatico e di rapporti tra le varie amministrazioni dello Stato\nper la compensazione, dare-avere, delle aziende e degli italiani. Un imprenditore che vanta un credito\nmilionario da un’amministrazione dello Stato non può vedersi bloccato il Durc (documento unico regolarità\ncontributiva) per mille euro; è necessario compensare crediti e debiti tra lo Stato, le aziende e i cittadini italiani.\ni aL Fon MC\nfi\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA Aia AN\nA norma dell’articolo 21, comma 2, del d. P.R. 28 dicembre 2000, n. ertifico che è vera e autentica la\nfirma a in mia pregenz del, sig. AMCC LF siii. nato a\nsiii dd], So SIATE da me indentificato con il seguente documento:\na ata n. SARCA GALA A uiiiniiinin e sig.\nITA Re CLEITEME. DA uu... Nato a YAL ta, Ji il. . Ln\nda me indentificato con il seguente docum GL... BENSMAfS un o sn\nsottoscrittori sono stati preventivamente ammoniti sulla responsabilità penale nella quale possono incorrere\nin caso di dichiarazione mendace. NOTA SiNTONA uv FERRARA, Fat\ni LO... OK SENO WA AR AL Sert Ns\nsaison . ce secc, AdAÌ TAL EI... 20 2 LE> i NNO DA DE] io\nSUONO 4RMNO RA\no i api]\nl'irma leg me e cognome per esteso)\ne qual fica del bl co Ufficiale che procede all’autenticazione",
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          "text": "CUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI\nPROGRAMMA ELETTORALE • ELEZIONI POLITICHE 25 SETTEMBRE 2022\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE",
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          "text": "PROGRAMMA ELETTORALE 2022\nDALLA PARTE DELLE DONNE:\nPER UN PIENA PARTECIPAZIONE ALLA CRESCITA\nDEL PAESE E AL SUO SVILUPPO DEMOCRATICO\nPARITÀ SALARIALE\nIntrodurre misure per un’effettiva parità salariale tra uomini e donne, per fare in modo che di\nfronte alle stesse qualifiche e alle stesse mansioni le donne abbiano una retribuzione reale non\ninferiore a quella degli uomini\nEQUIPARAZIONE DEI TEMPI DI CONGEDO DI PATERNITÀ E MATERNITÀ\nPer rendere finalmente concreta la parità di genere nella gestione familiare e nella vita lavorativa\nPROROGA DI OPZIONE DONNA PER L’USCITA ANTICIPATA DAL LAVORO\nPENSIONE ANTICIPATA PER LE MAMME LAVORATRICI\nPROROGA DELLO SGRAVIO CONTRIBUTIVO AL 100% PER L’ASSUNZIONE DI DONNE\nDISOCCUPATE\nRAFFORZAMENTO DEL FONDO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE\nSGRAVI PER L’ASSUNZIONE DELLE DONNE IN GRAVIDANZA\nUN NUOVO STATUTO DEI LAVORI, DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI PER GARANTIRE A\nDIPENDENTI E AUTONOMI GLI STESSI DIRITTI E LE STESSE TUTELE\nRIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN SENSO UNIVERSALE\nAnche per autonomi, partite Iva, liberi professionisti e per le nuove tipologie di lavoro\nRAFFORZAMENTO DEL REDDITO DI CITTADINANZA\nMisure per rendere più efficiente il sistema delle politiche attive. Monitoraggio delle\nmisure antifrode\nRIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITÀ DI SALARIO\nSperimentazione di una riduzione dell’orario di lavoro soprattutto nei settori a più alta intensità\ntecnologica. Le imprese che aderiscono al programma ottengono esoneri, crediti di imposta e\nincentivi aziendali per l’acquisto di nuove dotazioni tecnologiche e nuovi macchinari\nRIFORMA DELLE PENSIONI\nEvitando il ritorno alla legge Fornero, attraverso l’ampliamento delle categorie dei lavori gravosi e\nusuranti e attraverso meccanismi di uscita flessibile dal lavoro\nRAFFORZAMENTO DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E ISTITUZIONE DI UNA PROCURA\nNAZIONALE DEL LAVORO\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE",
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          "text": "DALLA PARTE DEI GIOVANI:\nPER IL LORO FUTURO, DI BENESSERE E STABILITÀ\nPENSIONE GARANZIA GIOVANI\nUn aiuto concreto a tutti quei giovani con carriere intermittenti che fanno fatica ad avere\nuna pensione\nRISCATTO GRATUITO DELLA LAUREA\nUn incentivo allo studio universitario e un riconoscimento dell’impegno profuso nel percorso\ndi studi in vista dell’attività lavorativa\nINCENTIVI ALL’IMPRENDITORIA GIOVANILE E SBUROCRATIZZAZIONE DELLE STARTUP\nSTABILIZZAZIONE DEGLI SGRAVI PER L’ACQUISTO DELLA PRIMA CASA DA PARTE\nDEGLI UNDER 36\nPROROGA DELLO SGRAVIO PER L’ASSUNZIONE DI GIOVANI UNDER 36 IN TUTTA ITALIA\nDALLA PARTE DELLE IMPRESE:\nPER GARANTIRE LIQUIDITÀ E AGEVOLARE\nGLI INVESTIMENTI\nSTATUTO DELLE IMPRESE\nIntroduzione di uno strumento per dare certezza di regole agli imprenditori\nPOTENZIAMENTO E STABILIZZAZIONE DECENNALE DI TRANSIZIONE 4.0, estendendo allo stesso\npiano Transizione 4.0 la cessione dei crediti d'imposta sul modello del Superbonus\nRAFFORZAMENTO E STABILIZZAZIONE DEL FONDO CENTRALE DI GARANZIA per garantire\nliquidità alle PMI con garanzie statali dall'80 al 100%\nPOTENZIAMENTO DEL FONDO SALVAGUARDIA IMPRESE che consente allo Stato di entrare nel\ncapitale delle aziende in crisi per un ammontare massimo di 10 milioni di Euro\nMISURE PER CONTRASTARE LE DELOCALIZZAZIONI E FAVORIRE LA RESPONSABILITÀ SOCIALE\nDELLE IMPRESE\nPOTENZIAMENTO DEL FONDO ETS PER LE IMPRESE ENERGIVORE\nMISURE PER ASSICURARE IL SALVATAGGIO DELLE IMPRESE DA PARTE DEGLI STESSI\nLAVORATORI\nPROGRAMMA ELETTORALE 2022\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE",
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          "text": "PROGRAMMA ELETTORALE 2022\nDALLA PARTE DI TUTTI, NESSUNO ESCLUSO:\nPER POTENZIARE IL SOSTEGNO ALLE PERSONE\nCON DISABILITÀ E AI CAREGIVER\nCOMPLETARE L’INCREMENTO DELLE PENSIONI DI INVALIDITÀ PER LE PERSONE CON DISABILITÀ\nPOTENZIAMENTO DEGLI STRUMENTI PER I PERCORSI DI VITA INDIPENDENTE DELLE PERSONE\nCON DISABILITÀ E NON AUTOSUFFICIENTI\nATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA IN TEMA DI DISABILITÀ\nDEFINIZIONE E POTENZIAMENTO DELLE TUTELE PER I CAREGIVER\n‘SILVER COHOUSING’ E SOCIO BONUS per creare condizioni di vita migliori per gli anziani\nDALLA PARTE DELLE ISTITUZIONI:\nPER GARANTIRE “DISCIPLINA E ONORE”\nNELLE FUNZIONI PUBBLICHE, PER DARE ALL’ITALIA\nRIFORME NON PIÙ RIMANDABILI\nSFIDUCIA COSTRUTTIVA\nUn Governo non può essere sfiduciato se contestualmente non si vota la fiducia a un altro Esecutivo\nPOTERE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI REVOCARE I MINISTRI\nESTENSIONE AI 16ENNI DEL DIRITTO DI VOTO\nLIMITE DEI DUE MANDATI ESTESO A TUTTI I PARTITI\nLIMITI ALLA DECRETAZIONE D’URGENZA\nLEGGE SUL CONFLITTO D’INTERESSI\nLEGGE SULLA REGOLAMENTAZIONE DELLE LOBBY\nVALUTAZIONE DI IMPATTO SUL BENESSERE DEL PAESE, avviare a livello istituzionale un serio\nlavoro di valutazione di impatto ex-ante e ex-post delle proposte di legge e dell’attività del governo\nSTOP AI CAMBI DI CASACCA IN PARLAMENTO\nCOMPLETARE LA RIFORMA DEI REGOLAMENTI PARLAMENTARI PER DISSUADERE I PASSAGGI\n“FACILI” DA UN GRUPPO PARLAMENTARE ALL’ALTRO\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE",
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          "text": "DALLA PARTE DELLO SVILUPPO:\nPER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE,\nALL’AVANGUARDIA, RISPETTOSA DELL’AMBIENTE\nINFRASTRUTTURE INTERCONNESSE E MOBILITÀ INTERMODALE SICURA , manutenzione\nordinaria e straordinaria garantita, riduzione del gap infrastrutturale tra i territori\n‘SMART ROAD’ E UTILIZZO AGEVOLATO DEI MEZZI AD ALIMENTAZIONE ELETTRICA , a idrogeno e\na combustibili alternativi originati da fonti rinnovabili\nRIDUZIONE DELLE EMISSIONI DEI GAS CLIMALTERANTI ATTRAVERSO LA RICONVERSIONE DEL\nPARCO AUTO PRIVATO CIRCOLANTE\nBIGLIETTO UNICO INTEGRATO\nPROGETTO MEDITERRANEO\nIstituzione di una cabina di regia per promuovere e sviluppare ‘l’economia del mare’, con la\nriorganizzazione del settore marittimo-portuale e il miglioramento del sistema di\ninterconnessioni tra porti, reti stradali e ferroviarie\nDALLA PARTE DELLA LEGALITÀ:\nCONTRO CORRUZIONE, CRIMINALITÀ ORGANIZZATA\nE NARCOMAFIE\nCONTRASTO ALLE MAFIE\nPotenziamento degli strumenti di contrasto già esistenti. Completamento della riforma in tema di\nergastolo ostativo. Tutela dei principali presìdi antimafia come il 41 bis, le misure di prevenzione\npersonali e patrimoniali\nLOTTA ALLA CORRUZIONE , maggiore trasparenza e controllo dei fondi del Pnrr e\nimplementazione delle tutele per il lavoratore che denuncia (‘whistleblowing’) e per i testimoni\ndi giustizia\nCONTRASTO ALLE AGROMAFIE ED ECOMAFIE , tutelando il diritto alla salute attraverso un\nefficace sistema di repressione delle attività della criminalità organizzata e dei reati ambientali\nin generale\nPROGRAMMA ELETTORALE 2022\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE",
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          "text": "PROGRAMMA ELETTORALE 2022\nREGOLAMENTAZIONE DELLA COLTIVAZIONE DELLA CANNABIS per uso personale, al fine di\ncontrastare il business della criminalità organizzata e superare le criticità connesse alla\nproduzione limitata di cannabis per uso terapeutico\nPOTENZIAMENTO DELLE MISURE DI CONTRASTO A OGNI FORMA DI VIOLENZA\nCONTRO LE DONNE attraverso la formazione degli operatori, l’obbligatorietà e l’implementazione\ndei braccialetti elettronici e percorsi di recupero per i soggetti maltrattanti.\nRiforma della disciplina degli affidi\nSUPERAMENTO DELL’IMPROCEDIBILITÀ NEL PROCESSO PENALE\nDALLA PARTE DEI DIRITTI:\nPER L’UGUAGLIANZA SOSTANZIALE\nTRA GLI ESSERI UMANI E LA PARITÀ TRA I GENERI\nPASSARE DA UN SISTEMA CORPORATIVO FONDATO SUI PRIVILEGI E SULLE RENDITE A UN\nSISTEMA CHE OFFRA A TUTTE E TUTTI LE STESSE OPPORTUNITÀ. SE I DIRITTI NON SONO\nACCESSIBILI A TUTTI ED ESERCITABILI DA TUTTI ALLORA SONO PRIVILEGI\nMATRIMONIO EGUALITARIO E LEGGE CONTRO L’OMOTRANSFOBIA\nEDUCAZIONE SESSUALE E AFFETTIVA NELLE SCUOLE\nIUS SCHOLAE per riconoscere la cittadinanza al minore straniero, che sia nato in Italia o vi abbia\nfatto ingresso, qualora abbia completato regolarmente uno o più cicli di studi\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI",
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          "text": "PROGRAMMA ELETTORALE 2022\nPER LA FORMAZIONE:\nPERCHÉ SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA\nSONO LE FONDAMENTA DELLA NOSTRA SOCIETÀ\nADEGUAMENTO DEGLI STIPENDI DEGLI INSEGNANTI AI LIVELLI EUROPEI\nBENESSERE A SCUOLA\nPiù psicologi e pedagogisti per fornire un sostegno ai nostri ragazzi e a tutta la comunità\nscolastica\nINTRODUZIONE DI UNA ‘SCUOLA DEI MESTIERI’ per valorizzare e recuperare la tradizione\ndell’artigianato italiano\nAUMENTO DEI FONDI PER UNIVERSITÀ E RICERCA a favore di studenti, ricercatori e personale\ntecnico e amministrativo\nFAVORIRE L’ACCESSO APERTO AI RISULTATI DELLE RICERCHE\nRIDUZIONE DEL NUMERO CHIUSO PER L’ACCESSO ALL’UNIVERSITÀ\nPER I BENI COMUNI\nE LA CITTADINANZA ATTIVA\nLEGGE PER DISCIPLINARE LA CATEGORIA DEI BENI COMUNI\nLEGGE SULL’ACQUA PUBBLICA\nINCREMENTARE GLI INVESTIMENTI NEL SETTORE IDRICO , in particolare nel Mezzogiorno,\nper ridurre la dispersione idrica nelle reti, per completare gli invasi d’acqua, per implementare\nl’utilizzo delle risorse idriche sotterranee e per garantire la depurazione degli scarichi fognari\ne industriali\nPROMOZIONE DEL ‘CITIZEN EMPOWERMENT’ , ovvero il processo di emancipazione e acquisizione\ndi consapevolezza da parte dei cittadini. Incentivare percorsi e strumenti di amministrazione\npartecipata\nPROMOZIONE DELLO STRUMENTO DEL REFERENDUM CONSULTIVO\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI",
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          "text": "PROGRAMMA ELETTORALE 2022\nDALLA PARTE DEGLI ANIMALI:\nCONTRO CACCIA, BRACCONAGGIO\nE VIOLENZE\nPROGRESSIVA ABOLIZIONE DELLA CACCIA A PARTIRE DAL DIVIETO DI ACCESSO AI TERRENI\nPRIVATI, CONTRASTO AL BRACCONAGGIO\nPENE SEVERE PER CHI COMMETTE VIOLENZE O MALTRATTAMENTI CONTRO GLI ANIMALI\nCASHBACK VETERINARIO per ottenere direttamente su conto corrente le detrazioni connesse\nalle spese veterinarie e per farmaci effettuate con strumenti di pagamento elettronici\nDALLA PARTE DELLE NUOVE TECNOLOGIE:\nPER UN PAESE DIGITALE E MODERNO\nSTESURA DELLA CARTA DEI DIRITTI DIGITALI\nRiconoscimento dell’accesso alla rete quale diritto costituzionale e copertura nazionale con\nbanda ultralarga\nBANCA DATI DIGITALE NAZIONALE per riconoscere il diritto all’autodeterminazione informativa,\npermettendo a tutti di verificare in che modo sono utilizzati i propri dati personali\nPUBBLICA AMMINISTRAZIONE IN CLOUD , radicale digitalizzazione, dematerializzazione e\ninteroperabilità. Ampliamento “Smarter Italy”\nDEFINIRE UN PIANO INDUSTRIALE BASATO SULLE TECNOLOGIE STRATEGICHE PER IL FUTURO\nCome manifattura digitale, fintech, valute digitali, intelligenza artificiale e robotica,\nagrifoodtech, aerospazio, web3, semiconduttori, scienze della vita, creazione di contenuti\ndigitali, metaverso, fino ad arrivare a frontiere come nanotecnologie e quantum computing\nINVESTIRE NELL’ECOSISTEMA DELL’INNOVAZIONE ITALIANO\nStartup e imprese innovative, scuola, università, centri di ricerca, talenti e professionisti,\ninvestitori\nPOTENZIARE L’INSEGNAMENTO DELLE MATERIE STEM SIN DAI PRIMI GRADI SCOLASTICI E\nINVESTIRE NELLE COMPETENZE TECNICHE AVANZATE E IMPRENDITORIALI\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI",
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          "text": "DALLA PARTE DEGLI AGRICOLTORI:\nPERCHÉ L’AGROALIMENTARE È UN’ECCELLENZA\nITALIANA, PER IL MADE IN ITALY E LA DIFESA\nDELLA NOSTRA TRADIZIONE\nDALLA PARTE DEL TURISMO:\nPER VALORIZZARE IL NOSTRO PATRIMONIO\nCULTURALE E ARTISTICO\nISTITUZIONE DI UNA PIATTAFORMA PER L’INCONTRO TRA I BISOGNI DEI TURISTI E L’OFFERTA\nDEL TERRITORIO ITALIANO , utile a incrementare la capacità di vendita di prodotti e servizi anche\ndelle PMI agricole e artigiane\nPIANO PUBBLICO DI ASSUNZIONI PER SUPERARE IL GRAVE SOTTODIMENSIONAMENTO DEL\nMINISTERO DEI BENI CULTURALI E DELLE SUE ISTITUZIONI PERIFERICHE\nFRENO ALLE ESTERNALIZZAZIONI E CONTRASTO ALL’USO DISTORTO DEL VOLONTARIATO E DEI\nLAVORATORI DELLA CULTURA\nMISURE DI PROTEZIONI E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO\nPOTENZIAMENTO DEL PIANO TRANSIZIONE 4.0 per spingere ulteriormente gli investimenti del\nsettore agricolo\nCEDIBILITÀ DEI CREDITI FISCALI PER GLI AGRICOLTORI CHE INVESTONO , nella scia del modello\ndel Superbonus. Estensione della cedibilità dei crediti fiscali a Transizione 4.0\nRICORSO ALLE TECNOLOGIE SATELLITARI PER L’UTILIZZO RAZIONALE DI ACQUA\nE FERTILIZZANTI\nINCENTIVI PER IL RICAMBIO GENERAZIONALE con investimenti dedicati a giovani agricoltori\nNO AL SISTEMA DI ETICHETTATURA DEI PRODOTTI ALIMENTARI ‘NUTRISCORE’ E PROMOZIONE\nDEL MECCANISMO ALTERNATIVO DENOMINATO ‘NUTRINFORM BATTERY’\nETICHETTATURA E VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI DOP E IGP\nINCENTIVAZIONE DELLA FILIERA CORTA\nPROGRAMMA ELETTORALE 2022\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE",
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          "text": "DALLA PARTE DEL MULTILATERALISMO\nE PER L’EUROPA DEI POPOLI:\nCONTRO L’AUSTERITÀ PER UN’UNIONE EUROPEA\nSOLIDALE E PROGRESSISTA\nSOLIDA COLLOCAZIONE DELL’ITALIA NELL’ALLEANZA ATLANTICA E NELL’UNIONE EUROPEA ,\nma con un atteggiamento proattivo e non fideistico, che renda l’Italia protagonista nell’ambito dei\nvari consessi\nNO ALLA CORSA AL RIARMO, SÌ AL PROGETTO DI DIFESA COMUNE EUROPEA PER LA PACE E LA\nSICUREZZA\nISTITUZIONE DI UN ‘ENERGY RECOVERY FUND’ alimentato dall’emissione di debito comune\neuropeo, sulla scia del Next generation Eu, per contrastare la pandemia energetica, aiutare\nfamiglie e imprese, investire più massicciamente in fonti rinnovabili\nRENDERE PERMANENTE L’EMISSIONE DI DEBITO COMUNE COME STRUMENTO A SOSTEGNO\nDEGLI OBIETTIVI EUROPEI\nRIFORMA DEL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA, RIVEDENDO GLI ATTUALI PARAMETRI E\nSCORPORANDO GLI INVESTIMENTI VERDI DAL COMPUTO DEL DEFICIT\nADOZIONE DI UN MECCANISMO COMUNITARIO PER DEFINIRE LA GESTIONE DEI FLUSSI\nMIGRATORI E LE OPERAZIONI DI PRIMO INTERVENTO, NONCHÉ LA SUCCESSIVA ACCOGLIENZA,\nRIPARTIZIONE E DISTRIBUZIONE TRA I PAESE MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA\nLOTTA ALLA TRATTA DI ESSERE UMANI E RAFFORZAMENTO DELLE POLITICHE DI INCLUSIONE\nE INTEGRAZIONE SOCIALE E CULTURALE\nDALLA PARTE\nDELL’INFORMAZIONE PUBBLICA:\nPER UNA RAI AL SERVIZIO DEI CITTADINI\nRIFORMA DEL SISTEMA RADIO-TELEVISIVO , con nuova governance che tenga fuori i partiti e\nassicuri il pieno recupero della sua funzione sociale con garanzia di correttezza e pluralismo\ndell’informazione\nPROGRAMMA ELETTORALE 2022\nCUORE E CORAGGIO\nPER L’ITALIA DI DOMANI\nCAPO DELLA FORZA POLITICA GIUSEPPE CONTE",
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          "text": "Introduzione di un meccanismo che permetta l’immediato accredito su conto corrente delle spese detraibili sostenute con strumenti elettronici. In questo modo semplifichiamo la vita dei contribuenti e contrastiamo l’evasione CANCELLAZIONE DEFINITIVA DELL’IRAP a beneficio di tutte le imprese TAGLIO DEL CUNEO FISCALE PER IMPRESE E LAVORATORI , per ridurre più incisivamente la differenza fra il costo del lavoratore per l’impresa e il netto percepito in busta paga dallo stesso lavoratore",
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          "text": "ISTITUZIONE DI UN ‘ENERGY RECOVERY FUND’ alimentato dall’emissione di debito comune europeo, sulla scia del Next generation Eu, per contrastare la pandemia energetica, aiutare famiglie e imprese, investire più massicciamente in fonti rinnovabili",
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          "text": "Zion |\n\nPER L'ITALIA\n| Accordo quadro di programma\nper un Governo di centrodestra\nProgramma elettorale |elezioni politiche 25 settembre 2022",
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          "text": "= = Li\nItalia, a pieno titolo parte dell'Europa,\ndell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente.\nEH Più Italia in Europa, più Europa nel Mondo\n* Politica estera incentrata sulla tutela dell'interesse nazionale e la difesa della Patria\n* Rispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico dell'I-\ntalia nel contesto geopolitico\n* Rispetto degli impegni assunti nell'Alleanza Atlantica, anche in merito all'adeguamento degli stanziamenti per la difesa, sostegno all'Ucraina di fronte all'invasione\ndella Federazione Russa e sostegno ad ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del conflitto\n* Piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di un'U-\nnione Europea più politica e meno burocratica\n* Revisione delle regole del Patto di stabilità e della governance economica al fine\ndi attuare politiche in grado di assicurare una crescita stabile e duratura e la piena\noccupazione\n* Tutela degli interessi nazionali nella discussione dei dossier legislativi europei,\nanche alla luce dei cambiamenti avvenuti nel contesto internazionale, con particolare riferimento alla transizione ecologica\n* Incentivare il processo di designazione di sedi di enti internazionali sul territorio\nitaliano\n* Centralità dell'Italia nell'area mediterranea\n* Piano straordinario europeo per lo sviluppo del continente africano, anche attraverso politiche di cooperazione internazionale finalizzate alla crescita socio-economica e alla stabilità politica\n* Difesa e promozione delle radici e identità storiche e culturali classiche e giudaico-cristiane dell'Europa\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "2 Infrastrutture strategiche\ne utilizzo efficiente delle risorse europee\n* Pieno utilizzo delle risorse del PNRR, colmando gli attuali ritardi di attuazione\n* Accordo con la Commissione europea, così come previsto dai Regolamenti europei,\nper la revisione del PNRR in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità\n* Efficientamento dell'utilizzo dei fondi europei con riferimento all'aumento dei\n: costi dell'energia e delle materie prime\n* Garantire la piena attuazione delle misure previste per il Sud Italia e le aree svantaggiate\n* Rendere l'Italia competitiva con gli altri Stati europei attraverso l'ammodernamento della rete infrastrutturale e la realizzazione delle grandi opere. Potenziamento della rete dell'alta velocità per collegare tutto il territorio nazionale dal Nord\nalla Sicilia, realizzando il ponte sullo Stretto\n* Potenziamento e sviluppo delle infrastrutture digitali ed estensione della banda\nultralarga in tutta Italia\n* Difesa delle infrastrutture strategiche nazionali\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "Riforme istituzionali, della giustizia\n3 e della Pubblica Amministrazione\nsecondo Costituzione\n* Elezione diretta del Presidente della Repubblica\n* Attuare il percorso già avviato per il riconoscimento delle Autonomie ai sensi\ndell'art. 116, comma 3 della Costituzione, garantendo tutti i meccanismi di perequazione previsti dall'art. 119 della Costituzione i\n* Piena attuazione della legge sul federalismo fiscale e Roma Capitale\n* Valorizzazione del ruolo degli enti locali\n* Riforma della giustizia e dell'ordinamento giudiziario: separazione delle carriere\ne riforma del CSM\n* Riforma del processo civile e penale: giusto processo e ragionevole durata, efficientamento delle procedure, stop ai processi mediatici e diritto alla buona fama\n* Riforma del diritto penale: razionalizzazione delle pene e garanzia della loro\neffettività, riforma del diritto penale dell'economia, interventi di efficientamento su\nprecetti e sanzioni penali\n* Principio della pari dignità fra Pubblica Amministrazione e cittadino\n* Delegificazione e deregolamentazione per razionalizzare il funzionamento della\nPubblica Amministrazione\n* Digitalizzazione, efficientamento e ammodernamento della Pubblica Amministrazione\n* Semplificazione del Codice degli appalti\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "Per un fisco equo\n* Riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi\n* No a patrimoniali dichiarate o mascherate\n* Abolizione dei micro tributi che comportano eccessivi oneri di gestione per lo\nStato\n* Pace fiscale e \"saldo e stralcio\": accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione\ndel pregresso\n* Politiche fiscali ispirate al principio del \"chi più assume, meno paga”\n* Estensione della f/at tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato, flat tax\nsu incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti, con la prospettiva di\nUlteriore ampliamento per famiglie e imprese\n* Semplificazione degli adempimenti e razionalizzazione del complesso sistema\ntributario\n* Rapporto più equo tra Fisco e contribuenti: procedure semplificate, onere della i\nprova fiscale a carico dello Stato, riforma della giustizia tributaria e superamento\ndell’eccesso di afflittività del sistema sanzionatorio\n* Introduzione del \"conto unico fiscale” per la piena e immediata compensazione\ndei crediti e dei debiti verso la PA\n* Diritto al conto corrente per tutti i cittadini\nPER L'ITALIA Accordo quadro di brogramma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "IT SR REP\nSostegno alla famiglia e alla natalità\n* Allineamento alla media europea della spesa pubblica per infanzia e famiglia\n* Piano di sostegno alla natalità, prevedendo anche asili nido gratuiti, asili nido\naziendali, ludoteche\n* Riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti e servizi per l'infanzia\n* Aumento dell'assegno unico e universale\n* Progressiva introduzione del quoziente familiare\n* Sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico SUSE l'incremento dei\nlivelli essenziali di assistenza sociale\n* Politiche di conciliazione lavoro-famiglia per madri e padri\n* Tutela del lavoro delle giovani madri\n* Ferma tutela della proprietà privata e creazione di un sistema di protezione della\ncasa e immediato sgombero delle case occupate\n* Agevolazioni per l'accesso al mutuo per l'acquisto della prima casa per le giovani\ncoppie\n* Sostegno ai genitori separati o divorziati in difficoltà economica\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "dp Sicurezza e contrasto\nEH all'immigrazione illegale\n* Decreti sicurezza\n* Adeguamento dell'organico e delle dotazioni delle Forze dell'Ordine e dei Vigili\ndel Fuoco, fattiva collaborazione di questi con la Polizia locale e le Forze armate\nper consentire un capillare controllo del territorio\n* Implementazione della sicurezza nelle città: rafforzamento operazione strade\nsicure, poliziotto di quartiere e videosorveglianza\n* Contrasto al fenomeno delle baby gang e alla microcriminalità\n* Potenziamento delle misure e dei sistemi di cyber-sicurezza\n* Riqualificazione di quartieri, edifici, stazioni, strade e parchi in stato di degrado e\ndi illegalità diffusa. Norme più severe per gli atti contro il decoro\n* Azioni incisive e urgenti per il contrasto al crescente fenomeno della violenza nei\nconfronti delle donne\n* Lotta alle mafie e al terrorismo\n* Contrasto ad ogni forma di antisemitismo e all'integralismo islamico\n* Combattere lo spaccio e la diffusione delle droghe con ogni mezzo, anche attraverso campagne di prevenzione e informazione\n* Piano carceri, maggiore attenzione alla Polizia Penitenziaria e accordi con gli\nStati esteri per la detenzione in patria dei detenuti stranieri\n* Contrasto all'immigrazione irregolare e gestione ordinata dei flussi legali di immigrazione\n* Favorire l'inclusione sociale e lavorativa degli immigrati regolari\n* Difesa dei confini nazionali ed europei come richiesto dall'UE con il nuovo Patto\nper la migrazione e l'asilo, con controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi per\nfermare, in accordo con le autorità del nord Africa, la tratta degli esseri umani\n* Creazione di hot-spot nei territori extra-europei, gestiti dall'Unione Europea, per\nvalutare le richieste d'asilo\n* Garantire ai Comuni le risorse necessarie per far fronte alle spese per la gestione\ne la presa in carico dei minori non accompagnati\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "EH Tutela della salute\n* Sviluppo della sanità di prossimità e della medicina territoriale, rafforzamento\ndella medicina predittiva e incremento dell'organico di medici e operatori sanitari\n* Aggiornamento dei piani pandemici e di emergenza e revisione del Piano sanitario\nnazionale\n* Oltre la pandemia: ripristino delle prestazioni ordinarie e delle procedure di screening, abbattimento dei tempi delle liste di attesa\n* Estensione prestazioni medico sanitarie esenti da ticket\n* Contrasto alla pandemia da Covid-19 attraverso la promozione di comportamenti\nvirtuosi e adeguamenti strutturali - come la ventilazione meccanica controllata e il\npotenziamento dei trasporti - senza compressione delle libertà individuali\n* Riordino delle scuole di specializzazione dell'area medica\n* Revisione del piano oncologico nazionale\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "pu\n8 Difesa del lavoro, dell'impresa\ne dell'economia\n* Taglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori\n* Tutela del potere d'acquisto di famiglie, lavoratori e pensionati di fronte alla crisi\neconomica e agli elevati tassi di inflazione\n* Interventi sull'IVA per calmierare i prezzi dei beni di prima necessità e ampliamen- |\nto della platea dei beni con IVA ridotta\n* Riduzione IVA sui prodotti energetici\n* Defiscalizzazione e incentivazione del welfare aziendale, anche attraverso detassazione e decontribuzione premi di produzione e buoni energia\n* Maggiori tutele per lavoro autonomo e libere professioni, tutela delle micro e\ndelle piccole medie imprese, lotta alla concorrenza sleale\n* Estensione della possibilità di utilizzo dei voucher lavoro, in particolar modo per\ni settori del turismo e dell'agricoltura\n* Contrasto al lavoro irregolare, rafforzamento della prevenzione degli infortuni e\ndefiscalizzazione dei costi della sicurezza sul lavoro\n* Rafforzamento dei meccanismi di decontribuzione per il lavoro femminile, gli\nunder-35, i disabili, e per le assunzioni nelle zone svantaggiate\n* Incentivi all'imprenditoria femminile e giovanile, in particolare nelle aree depresse\n* Facilitazione per l'accesso al credito per famiglie e imprese\n* Politiche di sostegno alle aziende ad alta intensità occupazionale\n* Rafforzamento delle politiche attive per il lavoro\n* Innalzamento del limite all'uso del denaro contante, allineandolo alla media\ndell'Unione Europea\n* Bonus edilizi: salvaguardia delle situazioni in essere e riordino degli incentivi\ndestinati alla riqualificazione, alla messa in sicurezza e all'efficientamento energetico degli immobili residenziali pubblici e privati\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "Stato sociale e sostegno ai bisognosi\n* Ridefinizione del sistema di ammortizzatori sociali al fine di introdurre sussidi più\nequi ed universali\n* Sostituzione dell'attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del\nlavoro\n* Innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità\n* Flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso alla pensione, favorendo il\nricambio generazionale\n* Controllo sull'effettiva applicazione degli incentivi all'inserimento dei disabili nel\nmondo del lavoro\n* Piano straordinario di riqualificazione delle periferie, anche attraverso il rilancio\ndell'edilizia residenziale pubblica\n* Potenziamento di politiche mirate alla piena presa in carico delle persone con\ndisabilità, anche attraverso l'incremento delle relative risorse\n* Maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità\ngrave\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "1 O. Made in Italy, cultura e turismo\n* Valorizzare la Bellezza dell’Italia nella sua immagine riconosciuta nel mondo\n* Tutela e promozione del Made in Italy, con riguardo alla tipicità delle eccellenze\nitaliane\n* Italiani all'estero come ambasciatori dell'Italia e del Made in Italy: promozione\ndelle nostre eccellenze e della nostra cultura attraverso le comunità italiane nel\nmondo\n* Costituzione di reti di impresa del comparto turistico, per la promozione e commercializzazione del settore, anche a livello internazionale. Sostegno al settore\ndello spettacolo e incentivi per l'organizzazione di eventi a livello nazionale\n* Sostegno alla presenza dell’Italia nei circuiti dei grandi eventi internazionali\n* Tutela della nautica e delle imprese balneari: 8000 km di litorale, 300.000 addetti\ndel settore, un patrimonio che va tutelato\n* Tutela e promozione del patrimonio culturale, artistico, archeologico, materiale e\nimmateriale, e valorizzazione delle professionalità culturali che costituiscono il\nvolano economico e identitario italiano\n* Valorizzazione e promozione di un'offerta turistica diversificata\n* Supporto alla digitalizzazione dell'intera filiera del settore turistico e della cultura\n* Contrasto all'esercizio abusivo delle professioni e delle attività del turismo e della\ncultura\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "1 1 La sfida dell'’autosufficienza\nH energetica\n* Transizione energetica sostenibile\n* Aumento della produzione dell'energia rinnovabile\n* Diversificazione degli approvvigionamenti energetici e realizzazione di un piano\nper l'autosufficienza energetica\n* Pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale in un'ottica di utilizzo sostenibile delle fonti\n* Promozione dell'efficientamento energetico\n* Sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo\n* Ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima\ngenerazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito\ne sicuro\nPER L'ITALIA Accordo quadro di brogramma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "1 L'Ambiente, una priorità\n* Rispettare e aggiornare gli impegni internazionali assunti dall'Italia per contrastare i cambiamenti climatici\n* Definizione ed attuazione del piano strategico nazionale di economia circolare in\ngrado di ridurre il consumo delle risorse naturali, aumentare il livello qualitativo e\nquantitativo del riciclo dei rifiuti, ridurre i conferimenti in discarica, trasformare il\nrifiuto in energia rinnovabile attraverso la realizzazione di impianti innovativi e\nsostenibili\n* Piano straordinario per la tutela e la salvaguardia della qualità delle acque marittime e interne ed efficientamento delle reti idriche per limitare il fenomeno della\ndispersione delle acque\n* Programma straordinario di resilienza delle aree a rischio dissesto idrogeologico\ncon interventi mirati\n* Salvaguardia della biodiversità, anche attraverso l'istituzione di nuove riserve\nnaturali\n* Promozione dell'educazione ambientale e al rispetto della fauna e della flora\n* Rimboschimento e piantumazione di alberi sull'intero territorio nazionale, in particolare nelle Zone colpite da incendi o calamità naturali\n* Incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico e promuovere e favorire politiche di\nMobilità urbana sostenibile\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "1 L'Agricoltura: la nostra storia,\nHM il nostro futuro\n* Promozione di una Politica Agricola Comune e di un piano strategico nazionale,\ncapaci di rispondere alle esigenze di oggi, per uno sviluppo che coniughi indipendenza e sostenibilità ambientale ed economica\n* Salvaguardia del comparto agroalimentare, lotta al nutri-score e all'italian sounding\n* Tutela delle specificità e delle eccellenze agricole italiane e loro promozione sui\nmercati esteri\n* Rifinanziamento della misura \"Più Impresa” a favore dei giovani agricoltori e\ndell'imprenditoria femminile\n* Innalzamento dei massimali degli aiuti in regime de minimis per le imprese agricole, allineandoli a quanto previsto negli altri settori economici\n* Promozione di una filiera italiana per l'innovazione in agricoltura\n* Rafforzamento degli strumenti di garanzia sui finanziamenti a favore delle imprese agricole, degli allevamenti e della pesca\n* Potenziamento degli strumenti di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare\n* Riconoscimento e valorizzazione delle piccole produzioni locali di qualità\n* Interventi di contrasto al fenomeno della proliferazione della fauna selvatica e alla\ndiffusione delle epidemie animali\n* Interventi per un \"piano nazionale invasi\" per l'irrigazione agricola\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "i e\n1 Scuola, università e ricerca\n* Rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico\n* Piano per l'eliminazione del precariato del personale docente e investimento\nnella formazione e aggiornamento dei docenti\n* Ammodernamento, messa in sicurezza, nuove realizzazioni di edilizia scolastica e\nresidenze universitarie\n* Valorizzazione e promozione Se scuole tecniche professionali volte all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro\n* Allineamento ai parametri europei degli investimenti nella ricerca\n* Incentivare i corsi universitari per le professioni STEM\n* Maggiore sostegno agli studenti meritevoli e incapienti\n* Riconoscere la libertà di scelta educativa delle famiglie attraverso il buono scuola\n* Favorire il rientro degli italiani altamente specializzati attualmente all’estero\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "1 5 Giovani, sport e sociale\n* Valutazione dell'impatto generazionale delle leggi e dei provvedimenti a tutela\ndelle future generazioni\n* Sostegno allo sport quale strumento di crescita e integrazione sociale e promozione di stili di vita sani\n* Potenziamento degli strumenti di finanziamento per esperienze formative e\nlavorative all'estero per giovani diplomati e laureati, finalizzate al reimpiego sul\nterritorio nazionale delle competenze acquisite\n* Supporto e valorizzazione degli enti del Terzo settore e delle associazioni sportive dilettantistiche, nell'ottica del principio di sussidiarietà\n* Reintroduzione e rafforzamento del sistema del prestito d'onore per studenti\nuniversitari\n* Programma di investimento e potenziamento dell'impiantistica sportiva, anche\nscolastica e universitaria\n* Introduzione di borse di studio universitarie per meriti sportivi\n* Promozione e rilancio dell’artigianato e dell’impresa come prospettiva lavorativa\nper le nuove generazioni\n* Supporto all'imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up tecnologiche e a valenza sociale\nPER L'ITALIA Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra",
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          "text": "PER L'ITALIA\nAccordo quadro di programma\nper un Governo di centrodestra",
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          "text": "fr 1 dia it oe LS ii : ar E té dii SENI\n{um i - PERE, E MISI Agi\nSE ESE E\nEa fa Fip ci\nSAR ep AAA\nie FEE SIOE MAE na ra ve PESI è\nE ONE MAPPA NS ic\nRaro i Fao ee E ye br “ia È\n- sso i E pr (FI fa eg di aa SAS È\n(sz è i EN PL LE Li re dra ix È\npa EE Me Mi Ea PI pi Bate gite Lt i i È\ngo LI nt RA i PF RE ZA ESE Ea - E\ni ELE LL E SA pes Ca LA E OO die\nax “UR RR PSA Vir fune at La\nZIE di SALIRE EEE DI LA ata È\npa 1 Pai Sonia pa PA ph. are E RE LAP ae Sia È\npra - LA PARAURTI ig DATE \"gi Haag SA i 1 E\n[rap tà ARES seta RE Sla pile i LR NI, WA ? E\nua Lo RAG AA Pro SAT or PINI }\npoi AGLI MIIGNT, RC OA AD La AA Se RARE RY i\npa : è SEO Ln NN “ESE HG rn i Asp ea bogei pi\nPESI Ie apo EN ar IR IL CE SAU }\nE ERI UA NO LI Sn : }\nrs Wa ra Sap ARIE paz SSA URI RI PA\npa “rea Li uNa SUI RA ria È\nip on ji SR RAR PH SO Mii Cai di\nRosa i ai Ant page Mir ue re ANI fa AE “AT\nbaie aa PL na Ea ANO AA Asti le i\nE pe tin ge Pasi E PAST sa Po : : i\nlede E LASA Lap i Ap va Ia y LISA È\n: i se ARS TER ba SP Uni 1 EA et E i Ù\nÈ Pai: yi Li ne Le fa ie\nae mago EA, TINI Ei Da ic AN Lu\nPi LE sno De ES ua ib LE Ri RS pe OO\n3 AE SO LARA Ra PE aa\ni RE Se arteria Si MAE LO MeT è\nRPM Na\ni E BL ie STLC ELI\nle sa Pea pp FA pi ai Perna 3\nSEME EIA Ea Ei AGE\nxt SANO IA ei LEE gi RNA sane ri]\npa ANALE oe i ie oe ble: Wu\ni i to sflaaro AA ATA $\nREL ci Tage AE Apa SO AE ae :\nPA SSA EA OSIO\n: Se Ag SEB RR VE GA MRS PERA\nRua MOLA viti LL RO ape SA ene\n- : - tedio AA E We Li\nki ESE LE PAGE” ps mE ida }\ni pi Pet ig Li PETE Ap WA Pa Papi desi HI\nie IR ri ent E li i\nCi pio Pe ZI pa FRA SRP ATI ia è leg\n- Dita Ae INT i ese AA Gi ee ra Ia È\nE Sese pre AE E AA er È\nLi PAD: vp AI po Fe As EA vv RAP PRI :\nri i ATER PZA EA IRE\nÈ : Ft i E IG ERE er via i\nRS PG PE DE i E ‘ae gi\nIE NL ME LA Me AT\nPeR LN AE i SA :\nLF TL OA i el SSA EA\ni Si ig RSA ve 3 iù\net pia RIA PO spe EEE EA Ti\nLO AO pa As\nPA OR Boa SLI i ALE pane PMI: RE\ni Fia EA UL ir. ge UO AAA) Ripi i\nÈ LTS cai ala ESA LN CE\ni Lr MAE ESA APR ur i -\ni Msn Eno eo HE E EA spa\nMESE AE tI Re ES ET\ni GIA Si io so ae ar Aa rep :\nMn PP i OT E ANNE di\nrn dun at Elo, pa FRENO PARTA ist i\n“ele LARA Cab i Nr nn il i LCA GE\nBg: FE ata PP ENEL PI i\nPED vi ren VAS E La Po.\ndel IE RE Re sii se ETA\nEL FERA pia ARP ne RNA MEANS ala\nMaI Li DS AR Li aq ITER i RAI E\nMi Fu ppi ee RI gi AA\nRel din Epi MM PR In MR\nE La. iù TAO Li is, an di\n‘ij pr se Veri] Ge de be EA Lardo\n: i RR Ta ERE: PLUS\ni EL ea AN iz i È\ni Ip fo OE AT EA PI PE E i\nbai Se Cs moli pa LA aqua ERO i\nAo ly SIE E ni ER se$ pl asti\nè “Aa PSR FR NESS pi ARE\nLs RL PE E Belt Gin De NOAA\nps dee ORA LE WA ALE rs\nPRE tV OR Sa\n: GE Daga RAS i EE Fd Ro\nPR pie dii Si AMEN En E Lr ESA è i\nMESE i Wet: AA NIE Ari dpr\nPI ag ne: i EE i RSI :\nLoss ui Ki. E to Ae ‘ipo 3 La\nSL LR IC SR SA\nSEI RO So ee ? è\nè i La Fn i : i\ni E La Aa MES GT EE: Ref gi tI\n- ANNE Mpt' ao sE RC ii: i\nAI Re SS BERE E Na :\nEPA i prti TE Bisi: Va riss an WS\nMCR RM LI Lat WE pa ADE PN\nve te DEA ROL AO E ai\nPu fo AE ENTE fs E CR PRA\nva AI i Pe MAL ct IAA re :\n: ER NAZ RETI EEN ID SER AGE an\ni pai pe RR\ni ipo MAO da ii ge En i nat PO pie tan -\nsl PRUGNE RE ti SES sie nea TS Cat SS es CRE PEA VENERE bi,\ni è ga TALI i AA to E ion, de lai He\" AE ai pi lla bi POT vai Pa\nAM RAEE E OI E MAGI GA ao PES deg i\nRea na, into LISA AE AA E sp ai 3 ae È\nfi MIR AE Ap E Ud Le, mA USE i\ni Aa ATTRA fa IAS PIE teo - i i\nza Moi SAS ae Pg PONE E\ndie PO LA RA eo Wu :\niu pi; gi Apt ao Le ISEE AE MEX ui ME\nEH ea RG: ipo LS il Sie Si i\n3 LN SAL RSS AA ea E ME DR i\nIG Se i re LA OPE IT\nMe E Ia Sant SIAE FUMA i pi\npi ja via ELE BI Di\ni PCR? Nauoa io mp) dii i RARA air SD, ps pò\nRE RA Mede RO CN SL aa : ar nes\nFoo PELA ANA Re i\nEt PELLA FTA ye re\nTORI GI LEO DL TRN AG sue i\nET, EEE CI La TUA PONE ia el\nra RA Li E MES RI LIE SN na RIE\ni 3 ai sua Po pnt ZL PO LAI dee }\nÈ Eng: ESM Pe RE ga Ma ile Ca\nspe ala po ET \"ie glia :\nOi E ARSA DA ESE AP Pe\n1 boe PP eo lE) ‘sato Az TAN, la PI E y\nE oo an LI AO PEG pe lag RE Ae ai\nrh cai pin Io oa Pa Aa Aso LIE Lil pa dai Sa IRR ba\nit E Spla VESTE Ia SAI ai i i\nSE PALO WE HS ET DE PA ae\ni PBI tao ie. PRI di apo ra 1\nBRELA PD BANDO AE ALS SPA\nÈ si RCF Da Dei ae pe Pur Eni LG\n- Paci tan Papi CADE MEN EA i E ET È\nè È Ri Ara ae AA 3 ae i La pei Pb pier i\nPARI di EE FSE Gi NERE RA pe sa San sp PR E\ni Pra ia ge GAIA AG TA MEI PARLO; RA\nHAN 1 piau ie Erp peSI is Pai SM oa Ra pu\ni ESRI REL peo EEA E FA: i\nSisde fusi ri, \"Fr ag SP MLA REA rt ida\ni PE Sa sio une tia iti FOGLI AI HE go pe io LI EEE\n: dii REL ara i PARE eo es\ni AI AA BARE RI\ni LUI pot: Bene ARI ft\nSR DA aL i\nLi Cp la; pe",
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            "LASA",
            "Lap",
            "Ap",
            "va",
            "Ia",
            "LISA",
            "se",
            "ARS",
            "TER",
            "ba",
            "SP",
            "Uni",
            "EA",
            "et",
            "Pai:",
            "yi",
            "ne",
            "Le",
            "mago",
            "EA,",
            "TINI",
            "Ei",
            "Da",
            "AN",
            "Lu",
            "Pi",
            "sno",
            "De",
            "ES",
            "ib",
            "Ri",
            "RS",
            "LARA",
            "Ra",
            "PE",
            "arteria",
            "Si",
            "LO",
            "MeT",
            "RPM",
            "Na",
            "BL",
            "STLC",
            "ELI",
            "Pea",
            "pp",
            "FA",
            "Perna",
            "SEME",
            "EIA",
            "AGE",
            "xt",
            "SANO",
            "IA",
            "ei",
            "LEE",
            "gi",
            "RNA",
            "sane",
            "ri]",
            "ANALE",
            "ble:",
            "Wu",
            "to",
            "sflaaro",
            "ATA",
            "REL",
            "Tage",
            "Apa",
            "OSIO",
            "Ag",
            "SEB",
            "VE",
            "GA",
            "MRS",
            "PERA",
            "Rua",
            "MOLA",
            "viti",
            "RO",
            "ape",
            "ene",
            "tedio",
            "We",
            "ki",
            "PAGE”",
            "ps",
            "mE",
            "ida",
            "Pet",
            "PETE",
            "Pa",
            "Papi",
            "desi",
            "HI",
            "ri",
            "ent",
            "li",
            "Ci",
            "pio",
            "Pe",
            "ZI",
            "FRA",
            "SRP",
            "ATI",
            "ia",
            "leg",
            "Dita",
            "Ae",
            "INT",
            "ese",
            "Gi",
            "Sese",
            "pre",
            "er",
            "PAD:",
            "vp",
            "AI",
            "po",
            "Fe",
            "As",
            "vv",
            "RAP",
            "PRI",
            "ATER",
            "PZA",
            "IRE",
            "Ft",
            "IG",
            "ERE",
            "via",
            "PG",
            "DE",
            "‘ae",
            "IE",
            "NL",
            "ME",
            "AT",
            "PeR",
            "LN",
            "LF",
            "TL",
            "el",
            "RSA",
            "iù",
            "pia",
            "RIA",
            "PO",
            "spe",
            "Ti",
            "AO",
            "OR",
            "Boa",
            "SLI",
            "ALE",
            "pane",
            "PMI:",
            "Fia",
            "UL",
            "ir.",
            "UO",
            "AAA)",
            "Ripi",
            "LTS",
            "cai",
            "ala",
            "ESA",
            "Lr",
            "APR",
            "ur",
            "Msn",
            "Eno",
            "eo",
            "HE",
            "spa",
            "MESE",
            "tI",
            "Re",
            "ET",
            "GIA",
            "io",
            "so",
            "Aa",
            "rep",
            "Mn",
            "PP",
            "OT",
            "ANNE",
            "dun",
            "Elo,",
            "FRENO",
            "PARTA",
            "ist",
            "“ele",
            "Cab",
            "Nr",
            "nn",
            "il",
            "LCA",
            "GE",
            "Bg:",
            "FE",
            "ENEL",
            "PED",
            "vi",
            "ren",
            "VAS",
            "Po.",
            "del",
            "sii",
            "ETA",
            "EL",
            "FERA",
            "ARP",
            "MEANS",
            "MaI",
            "DS",
            "AR",
            "aq",
            "ITER",
            "RAI",
            "Fu",
            "ppi",
            "Rel",
            "din",
            "Epi",
            "MM",
            "PR",
            "In",
            "MR",
            "La.",
            "TAO",
            "is,",
            "an",
            "‘ij",
            "Veri]",
            "Ge",
            "de",
            "be",
            "Lardo",
            "Ta",
            "ERE:",
            "PLUS",
            "iz",
            "Ip",
            "fo",
            "OE",
            "bai",
            "Cs",
            "moli",
            "aqua",
            "ERO",
            "Ao",
            "ly",
            "SIE",
            "ni",
            "ER",
            "se$",
            "pl",
            "asti",
            "“Aa",
            "PSR",
            "FR",
            "NESS",
            "ARE",
            "Ls",
            "RL",
            "Belt",
            "Gin",
            "NOAA",
            "dee",
            "ORA",
            "PRE",
            "tV",
            "Sa",
            "Daga",
            "RAS",
            "Fd",
            "Ro",
            "pie",
            "AMEN",
            "En",
            "Wet:",
            "NIE",
            "Ari",
            "dpr",
            "ag",
            "ne:",
            "RSI",
            "Loss",
            "ui",
            "Ki.",
            "‘ipo",
            "SL",
            "IC",
            "SEI",
            "So",
            "Fn",
            "MES",
            "GT",
            "EE:",
            "Ref",
            " Mpt'",
            "ao",
            "sE",
            "ii:",
            "SS",
            "BERE",
            "EPA",
            "prti",
            "TE",
            "Bisi:",
            "Va",
            "riss",
            "WS",
            "MCR",
            "RM",
            "Lat",
            "WE",
            "ADE",
            "PN",
            "te",
            "DEA",
            "ROL",
            "Pu",
            "ENTE",
            "fs",
            "CR",
            "PRA",
            "MAL",
            "ct",
            "IAA",
            "NAZ",
            "RETI",
            "EEN",
            "ID",
            "SER",
            "pai",
            "ipo",
            "MAO",
            "da",
            "nat",
            "tan",
            "sl",
            "PRUGNE",
            "ti",
            "SES",
            "sie",
            "nea",
            "TS",
            "Cat",
            "es",
            "CRE",
            "PEA",
            "VENERE",
            "bi,",
            "ga",
            "TALI",
            "ion,",
            "lai",
            "He\"",
            "lla",
            "bi",
            "POT",
            "vai",
            "AM",
            "RAEE",
            "OI",
            "MAGI",
            "PES",
            "deg",
            "Rea",
            "na,",
            "into",
            "sp",
            "fi",
            "MIR",
            "Ud",
            "Le,",
            "mA",
            "USE",
            "ATTRA",
            "IAS",
            "PIE",
            "teo",
            "za",
            "Moi",
            "Pg",
            "PONE",
            "iu",
            "pi;",
            "Apt",
            "ISEE",
            "MEX",
            "EH",
            "RG:",
            "Sie",
            "SAL",
            "RSS",
            "DR",
            "OPE",
            "IT",
            "Sant",
            "SIAE",
            "FUMA",
            "ja",
            "BI",
            "Di",
            "PCR?",
            "Nauoa",
            "mp)",
            "RARA",
            "air",
            "SD,",
            "pò",
            "Mede",
            "CN",
            "nes",
            "Foo",
            "PELA",
            "ANA",
            "Et",
            "PELLA",
            "FTA",
            "TORI",
            "GI",
            "LEO",
            "DL",
            "TRN",
            "AG",
            "sue",
            "ET,",
            "CI",
            "TUA",
            "LIE",
            "SN",
            "RIE",
            "sua",
            "pnt",
            "ZL",
            "LAI",
            "Eng:",
            "ESM",
            "Ma",
            "ile",
            "\"ie",
            "glia",
            "Oi",
            "ARSA",
            "DA",
            "AP",
            "boe",
            "lE)",
            "‘sato",
            "Az",
            "TAN,",
            "la",
            "oo",
            "PEG",
            "lag",
            "rh",
            "pin",
            "Io",
            "oa",
            "Aso",
            "Lil",
            "dai",
            "IRR",
            "Spla",
            "VESTE",
            "SAI",
            "PALO",
            "HS",
            "PBI",
            "tao",
            "ie.",
            "BRELA",
            "PD",
            "BANDO",
            "ALS",
            "SPA",
            "si",
            "RCF",
            "Dei",
            "Pur",
            "Eni",
            "LG",
            "Paci",
            "CADE",
            "MEN",
            "Ara",
            "pei",
            "Pb",
            "pier",
            "PARI",
            "FSE",
            "NERE",
            "San",
            "Pra",
            "GAIA",
            "TA",
            "MEI",
            "PARLO;",
            "HAN",
            "piau",
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          "text": "Animalista\n\nUCDL\nELEZIONI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI\nE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA 2022\nPROGRAMMA ELETTORALE\n(articolo 14-bis, comma 3, del testo unico di cui al d.P.R. n. 361/ 1957 articolo 8, comma 1, del testo unico di cui al d.lgs. n. 533 / 1993)\nIl sottoscritto CRISTIANO CERIELLO, nato a Napoli il 04 luglio 1974, residente in Ottaviano (NA), al viale\ndella Rinascita, n.ro 15, C.F.: CRLCST74L04F839L, in occasione delle consultazioni elettorali per l’elezione\ndella Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, che si svolgeranno il 25 settembre 2022,\nDICHIARA\nche il movimento politico “Partito Animalista Italiano” ha investito, esso stesso CRISTIANO CERIELLO, nato\na Napoli il 04 luglio 1974, residente in Ottaviano (NA), al viale della Rinascita, nro 15, C.F.:\nCRLCST74L04F839L, quale capo del movimento politico.\nIl programma politico del movimento politico “Partito Animalista Italiano”, si presenta alle consultazioni\nelettorali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica che si svolgeranno il 25\nsettembre 2022, in un simbolo composito che presenta le deleghe al simbolo e accordi programmatici riportati\ncon “UNIONE PER LE CURE, DIRITTI E LE LIBERTÀ”, detta brevemente “UCDL” o “UNIONE CDL”;\nnonché “10 Volte Meglio”, identificandosi la lista nel programma e identità nel programma Partito Animalista\nItaliano-UCDL-10 Volte Meglio.\nPROGRAMMA\nIl nostro obiettivo è cambiare l'Italia in una Paese più giusto, moderno, animalista e green, sviluppando una\ngiustizia sociale, sanitaria ed ambientale per tutti.\nPREMESSA\nBisogna essere una voce \"fuori dal coro”, competenze e professionalità tese ad ascoltare le esigenze reali degli\nitaliani, proponendo interventi chiari e pragmatici, per dare risposte certe e trasparenti al Paese, cambiando la\nmentalità e l'agire della Politica. Bisogna restituire il futuro dell'Italia alle persone. La nostra esperienza deriva\ndalla madre delle battaglie, quella contro un Sistema che, durante l'emergenza Covid, non ha saputo ascoltare,\nnon ha saputo reagire, non ha saputo comunicare con onestà. Un Sistema che ha introdotto obblighi, che ha\n1",
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          "text": "creato disgregazione tra le persone, che utilizzando uno strumento senza alcun valore scientifico come il Green\nPass, ha costretto i cittadini a decidere tra la libertà di scelta terapeutica, di prevenzione, di cura, e il posto di\nlavoro, senza preoccuparsi delle conseguenze e fomentando discriminazioni. Siamo pronti all'azione, nonostante\nquella stessa Politica abbia costruito un muro molto alto tra la volontà e le energie di nuove realtà, le elezioni e\nla Democrazia. Bisogna essere pronti all'azione, grazie a centinaia di professionisti, imprenditori, medici,\ndocenti, esperti e volontari, che hanno creduto e credono in una nuova era per l'Italia. Bisogna essere pronti\nall'azione, nonostante le gravi difficoltà economiche e sociali che affliggono il Paese, a causa della pandemia,\ndella guerra ma anche e soprattutto in conseguenza delle mancate rivoluzioni energetiche, economiche e di\nmentalità che, unite alle riforme necessarie, ci hanno regalato un'Italia che arranca, quando non se lo merita.\nBisogna dialogare con chi proporrà soluzioni intelligenti, senza rifiutare il confronto per ideologie, perchè a\ncontare sono le idee. Uno non vale uno, le eccellenze devono Governare l'Italia. Bisogna agire affinché la\nCostituzione Italiana non venga mai calpestata. Bisogna onorare la promessa fatta, di restare aperti e\ntrasparenti, perchè gli italiani meritano la verità e la consapevolezza di ciò che accade in Italia e all'estero, e\nperchè la nostra meravigliosa terra riesca finalmente a divenire una voce autorevole e protagonista in Europa.\nPer i diritti di “tutti gli abitanti” del nostro Paese, la recente riforma dell'art. 9 e 41 della Costituzione ha\nsancito l'urgenza di una legislazione e nuovi azioni a tutela dell'ambiente del benessere animale.\nGli allevamenti intensivi sono il maggiore fattore di inquinamento nel Pianeta, la recente siccità in Italia\ndimostra quanto sia fondamentale la tutela del patrimonio ambientale e faunistico del nostro Paese, in quella\nche viene definita la risoluzione della questione animalista. La stessa pandemia ha dimostrato quanto sia\nfondamentale lavorare per un corretto rapporto tra animali-ambiente-uomini.\nE' arrivato anche il momento di modernizzare il Paese, dare voce alle eccellenze, lavorare per l'innovazione.\nLo sviluppo delle start-up, lo sviluppo delle nuove idee devono essere alla base della ripresa economica e\ndell'agenda 2022-2027 per la prossima Legislatura.\nSANITÀ:\nCure Domiciliari, ricerca, trasparenza. L’avvento della pandemia da SARS-CoV-2 ha stressato le carenze delia\nsanità territoriale nazionale italiana, già evidenziate nel corso degli ultimi anni, determinando una disfunzione\ncomplessiva del sistema sanitario nazionale. La Sanità nel nostro Paese necessita di una sostanziale riforma,\npassando da una centralità degli ospedali a una centralità del medico di base e della medicina sul territorio,\nnonché da una riforma degli stessi ordini professionali. RIFORMA TRICOLORE: La spesa sanitaria nazionale\nmaggiore è legata ad un notevole numero di ricoveri e di richiesta di esami diagnostici incongrui, che vanno\nevitati. La mancanza di capacità di ascolto e gestione durante l’emergenza pandemica, rende necessaria la fattiva\ncollaborazione tra ricerca, ospedali e territorio, per implementare la raccolta dati necessaria alle decisioni in\nmateria di protocolli e di inserimento di nuove tecniche diagnostiche e nuovi presidi terapeutici, istituendo un\ntavolo nazionale permanente a cui partecipino anche i medici di medicina generale. Sanità territoriale efficace,\ngratuita ed uniforme in tutte le regioni d’Italia, che risponda ad un Consiglio Direttivo Nazionale non designato\ndalla Politica, con una maggiore centralità nazionale per le strategie sanitarie.\nBisogna operare la modifica delle norme di selezione e nomina dei direttori generali delle Aziende Sanitarie e\ndei Policlinici Universitari, con graduatorie nazionali gestite da una commissione unica e non regionale, che\nrispettino i criteri di meritocrazia, sul modello delle abilitazioni e delle idoneità universitari. 1 candidati dovranno\n2",
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          "text": "certificare ogni possibile conflitto di interesse e legami alle Aziende private in campo sanitario e non. Ciò in\nmodo da contrastare ogni conflitto di interesse tra cause farmaceutiche, Autorità Sanitarie e IRCS. agire sul\nprocesso di affidamento di incarichi dirigenziali, per slegare le influenze delle logiche politiche regionali e\nconsentire agli esperti sanitari con competenze mediche e non, di affrontare e gestire la salute in termini di\nprevenzione del rischio (TQRM?), garantire la sicurezza DELLE CURE (art. 32 Costituzione) in base alle VERE\nesigenze territoriali. Il tutto con un processo formativo di ricerca intervento tale da diffondere una cultura della\nresponsabilità e di formazione e aggiornamento professionale in linea con la ricerca applicata. Solo così è\npossibile porre le basi per una governance basata sul merito e l’indipendenza delle valutazioni. Questo percorso\nconsente di soddisfare le esigenze territoriali in cui il cittadino-paziente possa iniziare ad essere davvero al\ncentro di un sistema sanitario invidiabile in tutto il mondo. L’abbattimento dei ricoveri inappropriati e degli\nesami diagnostici in eccesso o non adeguati consentirà il risparmio di fondi necessari per continuare ad erogare il\nServizio Sanitario a tutti i cittadini Italiani, mantenendo alto il livello assistenziale.\nRIFORMA CURE DOMICILIARI 2.0: Medico di Medicina Generale al centro del sistema Sanità, Network\nfunzionante con gli specialisti, accesso alle risorse messe a disposizione dal Sistema Nazionale. Creazione e\nimplementazione delle “Case della Salute”, nelle quali operino medici con differenti competenze (pediatria,\ngeriatria, medicina interna); telemedicina integrata per il supporto a distanza e per il confronto diretto con\nspecialisti; strumenti per effettuare esami fondamentali come elettrocardiogramma, ecografie allo scopo di\nridurre gli iter di attesa ambulatoriali e/o la congestione degli ospedali. Nessun vincolo a protocolli e linee guida\nche devono essere di supporto all’ opera del sanitario ma non vincolanti. Il senso clinico del Sanitario va\nrispettato e tutelato. Potenziamento di medici e sanitari per il supporto domiciliare degli anziani, in alternativa\nalle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), il cui peso economico è di difficile gestione. Formazione e\ninformazione: inserimento dell’esame del cariotipo del nascituro per individuare malattie cromosomiche,\ndiffusione di una cultura della prevenzione già in età pediatrica, della medicina metabolomica, per una potenziale\nriduzione del numero e della gravità delle malattie, della spesa sanitaria, e del numero di posti letto negli\nospedali. Sanitari di ogni ambito (medici, infermieri, biologi etc.), devono essere preparati con corsi di\naggiornamento e coinvolti in analisi di casi clinici con la condivisione dei risultati. Promuovere investimenti\nnella ricerca scientifica, libera da influenze economiche e commerciali, per approfondire il legame e le influenze\nreciproche di psiche-corpo-mente (fisica quantistica, PNEI, medicina integrativa unificante etc.), aprendosi\nmaggiormente all’integrazione di medicina allopatica con medicina omeopatica, agopuntura, osteopatia,\npsicoterapia, ecc. e agendo sulla sanità territoriale attraverso campagne di informazione e formazione.\nPromuovere strategie per l’approccio integrato alla medicina e alle cure, agendo sui programmi universitari e\nsulla sanità territoriale attraverso campagne di formazione e informazione. Investire per un cambio di paradigma,\ndall’attuale iperspecializzazione all' olistico integrato. Introduzione della figura del bio-medico nelle formazioni\nuniversitarie, con specializzazione e approfondimento di biochimica e biologia molecolare.\nPrevalenza del principio di precauzione: nessuna barriera alla prescrizione di esami o accertamenti diagnostici\npre e post somministrazione di farmaci sperimentali e vaccinazioni, e totale assenza di ingerenza politica sulla\nlibertà di scelta terapeutica. Bisogna prevedere forme di tutela e ascolto per chi ha riportato danni da terapie e/o\nvaccini, con assistenza sanitaria e previsione di indennizzi, così come l’introduzione della farmacovigilanza\nattiva al fine di stimolare e facilitare le segnalazioni di sospette reazioni avverse a farmaci e vaccini da parte\ndegli operatori sanitari e dei cittadini. Bisogna chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla\n3",
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          "text": "esistente, con abrogazione e semplificazione dei testi normativi, così da rendere il ricorso alla norma più veloce e\nlontano dal pericolo di contrastanti interpretazioni. Irrimandabile la tecnologizzazione degli uffici giudiziari, per\nfar fronte con celerità ed efficienza al processo di telematizzazione. L' effettività della pena deve essere garantita\ne le vittime di delitti particolarmente efferati devono avere voce in capitolo, cosa che ad oggi nel nostro Paese\nnon avviene. Chi si macchia di crimini efferati, chi sceglie la via della delinquenza come scopo di vita, deve\nscontare tutta la pena prevista dal codice, senza alcuno sconto. L’obiettivo è quello di mantenere nelle carceri i\ncriminali di effettiva pericolosità sociale e collettiva e non coloro che sono detenuti per illeciti di altra natura,\nsovente privi di offensività per la comunità. Allo stesso modo, la pena deve essere tesa al recupero del reo e al\nsuo reinserimento in società, quando abbia ampiamente dimostrato pentimento e desiderio di cambiamento.\nPROPOSTE DI RIFORMA DEL SISTEMA GIUSTIZIA Con finalità di finanziamento dell'intero sistema\nattraverso un regime sanzionatorio pecuniario da realizzare nei confronti dei responsabili dei reati. «Riforma\nACAB (All criminals are blocked): Abolizione delle misure alternative, dei benefici e delle sospensioni di pena\nin caso di recidiva e reiterazione del reato, da intendersi per gli illeciti di effettiva pericolosità sociale e di\nmaggior lesività alla comunità, in particolare individuati tra quelli contro la persona e contro il patrimonio. A\nseguito di accertata responsabilità di tre reati della medesima natura (contro il patrimonio e\\o la persona), il reo\nsconterà per intero (senza possibilità di alcun beneficio) la condanna prevista per il reato più grave. Tali benefici\nsono comunque da ritenersi inapplicabili per i reati più gravi, quali omicidio, stupro, reati associativi e quelli\ncommessi all'interno delle abitazioni private. Ampliamento del regime della legittima difesa. Individuazione di\ndiverse forme di responsabilità per reati dolosi ad alta pericolosità sociale, commessi da under 14. Pianificazione\ndi percorsi di recupero per minori, protocollati a livello nazionale. «Autosostentamento e revisione del sistema\npenitenziario italiano, con la predisposizione di un piano di edilizia volto alla riqualificazione dei penitenziari, al\nrecupero di strutture abbandonate e/o non completate, per consentirne la funzione detentiva a diversa intensità di\nsicurezza e/o funzionalità, producendo nuovi posti di lavoro (più agenti e lavoratori dei settori indotti), da\nfinanziare con sanzioni o pene pecuniarie inflitte ai responsabili di reati privi di offensività sociale, i quali\npotranno “saldare” il proprio conto con la Giustizia pagando somme di denaro, così da garantire anche il\nfinanziamento indiretto del Sistema Giustizia. *Riforma LIBERTÀ: Revisione complessiva del sistema di tutele\nper il contrasto alla violenza di genere e allo Stalking, allo stato inefficace, e che necessita di provvedimenti che\nriescano effettivamente a tutelare le vittime anche dal punto di vista assistenziale e portare ad una rapida\nsoluzione della vicenda. Inasprimento delle misure cautelari a partire dalla prima querela, con sospensione della\npatente e obbligo a versare un quarto dello stipendio ad un fondo dedicato, in attesa dell’esito del procedimento.\nMaggiori tutele per le vittime di denunce strumentali. DIRITTI E GIUSTIZIA Introduzione del reato di conflitto\ndi interessi. modifica del reato di autoriciclaggio, con l’aggravante in caso di corruzione, concussione o peculato.\naumento delle pene della concussione sia fraudolenta o per induzione. ristabilire l’articolo 324 del Codice Penale\n- reato di interesse privato in atti d' ufficio, la cui eliminazione nel 1990 ha consentito il prosperare di vecchie e\nnuove forme di criminalità che vanno sotto il nome di corruzione dei colletti Bianchi. ristabilire il reato di falso\nin bilancio, reato strumentale alla corruzione. L'impunità del falsi in bilancio è in contrasto con i vincoli derivanti\ndalla convenzione penale di Strasburgo del 1999, ratificata dal nostro Paese nel 2012. introduzione di una\nnormativa che garantisca l’assenza di conflitto interessi per tutte le categorie di professionisti privati che fungono\nda collaudatori delle opere pubbliche, i quali dovranno mantenere una posizione neutra e di assoluta imparzialità\nper tutta la durata del loro incarico. TAGLIO COSTI E TEMPI GIUSTIZIA: Al fine di ridurre i tempi dei\nprocessi, è necessario che le testimonianze in aula siano previste solo qualora siano necessari approfondimenti e\n5",
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          "text": "chiarimenti richiesti da magistratura, giudici e difesa, che non sono contenuti nelle dichiarazioni rese nel corso\ndegli accertamenti preliminari. Allo stesso modo, al termine di un procedimento civile, le motivazioni alla\nsentenza verranno prodotte e trascritte solo su richiesta. Questo comporterebbe una drastica riduzione dei tempi e\ndelle spese processuali (in riferimento agli straordinari dei cancellieri di udienza e del gratuito patrocinio), senza\nconsiderare le numerose ed inutili trasferte quotidiane a spese dello Stato, cui sono sottoposti tutti gli operatori di\nPolizia. Ampliamento dell’organico dei magistrati, stop al precariato. Competenze al Tribunale Civile per tutte le\nmaterie inerenti alle imprese, comprese le procedure fallimentari e di esecuzione. Attuazione definitiva del\n374/91, ampliando la competenza dello stesso con affidamento esclusivo in materia di conciliazione, impedendo\nlo smantellamento dell’ufficio del Giudice di Pace inteso come ufficio territoriale di primo grado di prossimità,\nampliandone le competenze e potenziando la sua funzione in materia di conciliazione, con inquadramento dei\nmagistrati attualmente in servizio in maniera stabile e incompatibili con qualsiasi attività pubblica o privata.\nCONTRASTO ALLA CORRUZIONE NELLA PA (a cura dello Staff del Giudice Ferdinando Imposimato): La\ncorruzione costa alla collettività svariati miliardi di euro all' anno, si tratta di una tassa occulta che grava su\nlavoratori e imprese e impedisce lo sviluppo del Paese, provocando la fuga degli investitori stranieri e nazionali.\nEssa alimenta il crimine organizzato, altra piaga mortale per il Paese, minacciando la libertà dei cittadini. La\ncorruzione e il crimine organizzato sono i principali nemici della democrazia e della Giustizia sociale. Al di 1à\ndelle leggi, esiste un dovere morale di avere il più sacro rispetto delle risorse pubbliche, la politica e l’etica non\ndebbono essere contrapposte come è avvenuto finora, da qui l’esigenza di rafforzare i metodi a contrasto\nattraverso vari interventi: Introduzione del reato di conflitto di interessi. modifica del reato di autoriciclaggio,\ncon l’aggravante in caso di corruzione, concussione o peculato. aumento delle pene della concussione sia\nfraudolenta o per induzione. ristabilire l'articolo 324 del Codice Penale - reato di interesse privato in atti d'\nufficio, la cui eliminazione nel 1990 ha consentito il prosperare di vecchie e nuove forme di criminalità che\nvanno sotto il nome di corruzione dei colletti Bianchi. ristabilire il reato di falso in bilancio, reato strumentale\nalla corruzione. L'impunità del falsi in bilancio è in contrasto con i vincoli derivanti dalla convenzione penale di\nStrasburgo del 1999, ratificata dal nostro Paese nel 2012. introduzione di una normativa che garantisca l'assenza\ndi conflitto interessi per tutte le categorie di professionisti privati che fungono da collaudatori delle opere\npubbliche, i quali dovranno mantenere una posizione neutra e di assoluta imparzialità per tutta la durata del loro\nincarico.\nTUTELA DEI MINORI: L’allontanamento del minore dalla propria famiglia, attualmente non è gestito in modo\ntrasparente e può portare a drammatiche conseguenze, alle quali si deve porre rimedio con una radicale revisione\ndella intera procedura. La finalità è quella di attuare un modello di tutela dei minori che sia adeguato alle\neffettive esigenze, anche rispetto a condotte antisociali dei genitori (non solo abusanti e maltrattanti, ma in\ntermini di rispetto della legge). La trasparenza comporta\nl’inizio della procedura di allontanamento deve essere comunicata ai genitori che devono avere diritto di difesa\nin tutta la procedura (con la sola eccezione di episodi di violenza, sessuale o meno, provati)\nil provvedimento di allontanamento deve essere comunicato prima della esecuzione (con la sola eccezione di\nepisodi di violenza, sessuale o meno, provati)\nil provvedimento di allontanamento deve poter essere impugnato deve essere prevista la possibilità di chiedere la\nsospensione dell’esecuzione per comprovati motivi inerente al benessere del minore le circostanze che hanno\ncomportato l’allontanamento devono essere nuovamente vagliate ogni 4 mesi, con onere di chi le ha chieste di\nportare ulteriori elementi in merito, e se non più sussistenti, il minore deve rientrare in famiglia.\n6",
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          "text": "LIBERTÀ DI STAMPA E DIRITTO DI CRONACA: una delle norme della riforma Cartabia prevede che solo il\nprocuratore capo abbia il potere di convocare una conferenza stampa o emetterà un comunicato, per le sole\nnotizie che rispondono al criterio di “specifiche ragioni di interesse pubblico \". Questo si è tradotto in un vero e\nproprio bavaglio per la stampa, soggetta alle decisioni del singolo procuratore, che secondo la legge dovrebbe\nautorizzare tutte le forze dell’ordine e tutti i suoi magistrati, su cosa debba essere divulgato e cosa no. Questa\nnon è democrazia. UCDL si adopererà per cancellare immediatamente la norma.\nDIFESA E SICUREZZA\nrispetto della legalità, con forze di Polizia preparate e dotate di strumenti adeguati, garantisce la democrazia e\nlo sviluppo di un Paese. «Formazione specifica, aumento del personale e sostegno logistico di mezzi per tutte\nle forze di Polizia. Le nostre forze dell’ordine devono essere messe nelle condizioni di lavorare al meglio per il\ncontrasto alla criminalità, relativamente all’equipaggiamento, le funzioni, le competenze, e con un doveroso\nadeguamento stipendiale, con particolare riguardo ai ruoli agenti, sovrintendenti e ispettori, sottoufficiali e\ncarabinieri e finanzieri semplici. «Maggiore attenzione al benessere del personale, con radicali modifiche delle\nmodalità di impiego, che privilegino la continuità familiare, nelle sue più ampie sfaccettature. «Garanzie di\nmaggiori tutele agli operatori della sicurezza, nell' adempimento del proprio servizio. «Razionalizzazione e\nrevisione delle funzioni delle diverse forze di Polizia e dei relativi ranghi, con:\nimpiego dell’Esercito sul territorio, relativamente a servizi di sorveglianza di obiettivi sensibili fissi, con il\nconseguente risparmio di risorse economiche; potenziamento dei ranghi delle Forze di Polizia, che, fuori dai casi\ndi vigilanza fissa ai punti sensibili, tornino a essere le uniche protagoniste della gestione dell’ordine e della\nsicurezza pubblica. introduzione del servizio di volontari in ferma prefissata nelle Forze di Polizia, della durata\nminima di mesi 18 e massima di mesi 36, con riserva di posti per i successivi concorsi nella Forza di Polizia\npresso cui si presta servizio.\n‘Nomina dei Comandanti Generali/ Capo della Polizia e dei Comandanti in seconda/ Vicecapo, sulla base del\ncriterio di anzianità di grado tra i generali di corpo d’armata ed equiparati, al fine di garantire la piena autonomia\nrispetto all’Autorità politica. «Istituzione della Guardia Nazionale Volontaria, che riunisca i numerosi e diversi\ngruppi di volontari (es. protezione civile, carabinieri in congedo, gruppi alpini, soccorso alpino etc.), con un\nrilevante risparmio economico e di risorse mediante impiego di tali volontari per compiti ulteriori rispetto a\nquelli attuali, ad esempio in ausilio alle forze di Polizia.\n«Utilizzo dei beni sottratti alla malavita organizzata per finanziare un fondo a favore della sicurezza e della\ngiusta detenzione, con un 50% destinato al potenziamento e alla formazione delle forze dell’ordine e un 50% alla\nriqualificazione e costruzione delle carceri.\nECONOMIA E LAVORO\nLa buona politica a costo zero per gli italiani La caratteristica di tutti i punti del programma è che sono tutti\nbasati su una redistribuzione intelligente delle risorse già esistenti, pubbliche e private. cittadini italiani\nfinalmente non dovranno sborsare un solo euro in più, per avere un’Italia davvero grande, come merita di essere.\nL'Occupazione e l’economia sommersa ruotano attorno al costo del lavoro e alla facilità con cui, nel nostro\npaese, si evadono le tasse. La riduzione delle tasse è una questione che non può più essere rimandata, così come\nl’abbassamento del costo del lavoro, finalizzati al benessere di lavoratori e impresa e fondamentali per la lotta\n7",
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          "text": "all' evasione fiscale. Per invertire questa rotta, si deve semplificare drasticamente il sistema fiscale, prendendo\nspunto da alcuni regimi già oggi esistenti, prevedendo pene severe per gli evasori. Devono essere incentivate le\nattività individuali, motivo per cui la tassazione, oltre che il regime previdenziale, devono pesare in modo\nprogressivo in base al reddito e solo dopo una certa soglia minima e senza accanimenti su chi si è guadagnato alti\nprofitti lavorando duramente. Il supporto alle categorie più deboli non può trasformarsi in premio alla mancanza\ndi volontà o ai furbi. Gli aiuti dovranno poi essere ridotti progressivamente al crescere del reddito, Senza mai\nrappresentare un deterrente all’occupazione Il lavoro deve essere garantito e agevolato, con incentivi per le\nimprese che investono, che non delocalizzano e che, soprattutto, rispettano il patto con il lavoratore in tema di\nsicurezza sul lavoro e retribuzione. L’equo compenso per le libere professioni deve essere garantito per legge.\nImprenditori e sindacati devono sedere ad un tavolo comune, non più da nemici ma da collaboratori del\nlavoratore stesso. Cultura, Sport e Spettacolo, Commercio e Piccole e Medie Imprese, fortemente indeboliti dalla\npandemia, sono i settori nei quali devono essere veicolati i maggiori investimenti. L’Arte, le eccellenze italiane\nfamose in tutto il mondo, meritano una rivalutazione, attraverso agevolazioni che permettano al Made in Italy di\ncrescere e affermarsi anche dal punto di vista economico, soprattutto nel sud del Paese. Il turismo è sinonimo di\ncrescita, sviluppo e cultura. Il sistema Italia ha necessità di realizzare un “ponte” tra Nord e Sud che possa creare\nsinergie di competenze, nonché capacità decisionali e realizzative interscambiabili, in grado di rivalutare le\nrisorse dell’intero Paese favorendo lo sviluppo omogeneo di turismo, industria e agricoltura, evitando l’ovvia\nmigrazione dei “best and brightest”\nBisogna guardare con attenzione alla probabile evoluzione che subirà il mercato del lavoro. L’accelerazione\ndella tecnologia, in particolare l’utilizzo ormai ineluttabile della IA (Intelligenza artificiale) a cui tutte le realtà,\nin particolare quelle più grandi, tenderanno, prospetta uno scenario decisamente complesso per il futuro\noccupazionale, che andrà analizzato.\nTra pochi anni alcuni lavori non esisteranno più, se ne aggiungeranno certamente altri ma facciamo fatica ad\nidentificarli. L’unica soluzione è formare le nuove generazioni, ma anche le attuali, ad un approccio dinamico\ndel lavoro. Bisogna battersi per una scuola primaria e secondaria che non solo adotterà programmi in\naggiornamento continuo, ma favorirà lo sviluppo delle competenze trasversali (soft skills) per permettere alle\nnuove generazioni di acquisire quella capacità di adattamento alle richieste evolutive del mercato del lavoro.\nAllo stesso tempo le Università dovranno confrontarsi con il mondo produttivo, per sviluppare programmi\ncomuni e far sì che le specificità delle diverse esigenze aziendali facciano da subito parte della didattica, con\nlaboratori comuni, mini-stage durante tutto il percorso accademico e tirocini adattivi. Alla formazione deve poter\naccedere chiunque abbia le capacità di affrontare con impegno il percorso di studio, e sarà giusto prevedere un\n“reddito alla formazione” per aiutare i più bisognosi a costruire il proprio futuro a tutto vantaggio della crescita\nculturale e produttiva del nostro Paese. Il merito, nell’accezione più nobile del termine, è uno dei tanti valori\ndella nostra visione di società. Lavoro e sostegno al reddito: secondo tutte le ricerche internazionali il problema\ndel lavoro in Italia sta nella mancanza di formazione del lavoratore adeguata alle richieste specifiche delle\naziende. Bisogna realizzare un sistema ad alta tecnologia che garantisca al disoccupato una rapida formazione\nfatta su misura delle stesse aziende richiedenti, così da assicurare l’assunzione del lavoratore/lavoratrice al\ntermine di essa, con inoltre un reddito di accompagnamento che sostenga il lavoratore/lavoratrice e la sua\nfamiglia nel periodo della formazione. Diritto e salvaguardia della proprietà privata, inviolabile. L'Occupazione e\nl’economia sommersa ruotano attorno al costo del lavoro e alla facilità con cui, nel nostro paese, si evadono le\ntasse. La riduzione delle tasse è una questione che non può più essere rimandata, così come l’abbassamento del\n8",
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          "text": "costo del lavoro, finalizzati al benessere di lavoratori e impresa e fondamentali per la lotta all' evasione fiscale.\nPer invertire questa rotta, si deve semplificare drasticamente il sistema fiscale, prendendo spunto da alcuni\nregimi già oggi esistenti, prevedendo pene severe per gli evasori. Tutela del Made in Italy in sede europea:\nl’atteggiamento dell'Italia nell' affermazione e la difesa del Made in Italy in Europa non è mai stato\nsufficientemente propositivo e incisivo. Ad esempio nel settore agroalimentare dove le nostre eccellenze\nabbondano. Il “Nutriscore” proposto alla Commissione Europea dalla Francia, cioè un sistema a semaforo da\napporre a tutte le etichette di prodotti alimentari, finirà per penalizzare molti prodotti italiani ritenendoli\nerroneamente nocivi.\nBisogna istituire presso i vari ministeri competenti delle task force di tecnici ed esperti dei vari settori, allo scopo\ndi studiare proposte per la Commissione Europea, tecnicamente e formalmente convenienti e scientificamente\ninconfutabili per tutti i paesi membri, con un vantaggio competitivo a favore dell'Italia. L'Italia torna propositiva\ne protagonista in Europa\nPriorità ad agricoltura rigenerativa e biologica che tuteli il Made in Italy agroalimentare e la diversità delle nostre\ntradizioni. No alle multinazionali che vogliono imporre uniformazione anche attraverso impiego delle sementi\nOGM. Mantenimento degli incentivi pubblici (fondi PSR, ma anche ripristino sgravi per carburanti agricoli) solo\nper chi si impegna a ridurre i fertilizzanti e altre sostanze di sintesi (ad alto contenuto energetico e in gran parte\nimportato dall’est).\nBisogna istituire presso i vari ministeri competenti delle task force di tecnici ed esperti dei vari settori, allo scopo\ndi studiare proposte per la Commissione Europea, tecnicamente e formalmente convenienti e scientificamente\ninconfutabili per tutti i paesi membri, con un vantaggio competitivo a favore dell'Italia. L'Italia torna propositiva\ne protagonista in Europa. Adeguamenti stipendiali per le donne e Facilitazione alla genitorialità: l’adeguamento\nstipendiale tra uomini e donne è imprescindibile. La percentuale di donne che lavorano o sono in cerca di lavoro,\nsul totale della popolazione femminile nella fascia di età 15-64 anni era, nel 2019, pari al 56.5%. La media tra i\npaesi OCSE era, nello stesso anno, pari al Alzare il tasso di attività femminile italiano avrebbe molte\nconseguenze positive sull’economia e sulla società italiane, in particolare incrementando il tasso di crescita del\nPIL. Si devono introdurre una serie di incentivi alle imprese che da un lato favoriscano l'imprenditorialità\nfemminile e, grazie a un drastico alleggerimento burocratico, la realizzazione di asili di \" prossimità”, a\ncominciare dai grandi distretti, pienamente sostenibili dal contributo degli stessi lavoratori e da un illuminato\nwelfare che non potrà che guadagnare in maggior produttività, anche favorita da un più auspicabile clima\naziendale. Una scelta adottata in tantissimi paesi del mondo, che aumenta decisamente la possibilità di carriera\nper donne e uomini con figli, garantendo per tutti una maggiore presenza affettiva. Pagamento definitivo dei\ndebiti della PA verso le imprese: il debito della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese fornitrici è\narrivato secondo l’ultimo rapporto di inizio 2022 a ben 55 miliardi di euro!! Una somma enorme, unica in\nEuropa, che mette in difficoltà le imprese già provate da pandemia e crisi energetica e rischia di ucciderle\ndefinitivamente. Il Governo continua ad offrire semplici rimedi temporanei e parziali, come la compensazione\npermanente debiti e crediti di recente approvazione ma il grosso del debito rimane e queste imprese stanno\nmorendo. Bisogna pone fine a tutto questo con due metodi innovativi molto efficaci:\nla trasformazione dei crediti delle imprese in “moneta fiscale” in modo che esse possano subito utilizzarla per\npagare i propri fornitori e dipendenti e riprendere a crescere. il potenziamento del settore Riscossione per i\ngrandi evasori dell'Agenzia delle Entrate. Più di 1.000 miliardi sono infatti i crediti che lo Stato non riesce a\nriscuotere, soprattutto dai grandi evasori. Con questo potenziamento di personale altamente qualificato\n9",
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          "text": "finalmente i parassiti grandi evasori pagheranno fino all' ultimo centesimo ed il ricavato sarà usato per saldare i\ndebiti con le imprese creditrici della Pubblica Amministrazione. DELOCALIZZAZIONE, IMPORT ED\nEXPORT: le aziende italiane devono essere messe in condizione di non scegliere la delocalizzazione come unica\nsoluzione per l’abbattimento dei costi del lavoro. Bisogna lavorare al fine di attuare le più puntuali e utili\nmodifiche in campo di tassazione, per impedire alle aziende italiane di lavorare all' estero, attuando anche\nmaggiori controlli in tutela dei lavoratori. L'import e l’export devono apportare al Sistema Italia un vantaggio in\ntermini di concorrenza e competenza, non danneggiare l’economia interna.\nISTRUZIONE E SCUOLA\nLa Scuola deve tornare ad essere un luogo di inclusione e crescita, dove al centro ci sia sempre e solo lo sviluppo\ne la preparazione del singolo studente, nel rispetto della cultura e delle origini, purché questo avvenga nel\nrispetto della nostra Costituzione e in un clima di integrazione nel sistema di regole del nostro Paese. Per tale\nragione è fondamentale l’educazione alla legalità. L’aggiornamento del sistema scolastico italiano alla realtà\ninternazionale è imprescindibile, partendo dalla burocrazia per poi arrivare ad un adeguamento stipendiale dei\ndocenti che devono necessariamente provenire dal territorio. Le differenze di genere, le discriminazioni, le\nviolenze basate sulla percezione di chi è diverso da noi, rendono necessaria l'istituzione di un corso curriculare di\neducazione relazionale ed emozionale, a partire dalle scuole elementari, per garantire alle future generazioni\nl’equilibrio relazionale e l'inclusione che meritano, scevro da qualunque presa di posizione ideologica, ma basata\nsul rispetto dell’altro e della sua unicità. 1 cambiamenti climatici impongono anche una seria riflessione\nsull'introduzione dell’educazione ambientale e del benessere animale. La scuola deve costituire per tutti, allievi\ned insegnanti, un luogo sicuro ed accogliente nel quale vivere con serenità l’esperienza dell’apprendimento\nculturale e relazionale e realizzare la crescita dei singoli studenti attraverso lo sviluppo delle potenzialità di\nciascuno. Al centro del sistema scolastico, quindi, deve essere l’allievo con il suo diritto/dovere (innanzitutto\nverso sé stesso) all’apprendimento effettivo, inteso come crescita personale e culturale (e non come diritto al\ndiploma a prescindere). Garantire la sicurezza strutturale e ambientale degli edifici scolastici, anche provvedendo\nad efficaci impianti di areazione, per favorire la sanificazione dell’aria e l’adeguata ventilazione e rendere così\nutilizzabili i locali anche nei mesi estivi, con l’abolizione immediata dell’uso della mascherina. Bisogna\ncontrastare la DAD adottata in modo discriminatorio sulla base dello stato vaccinale e ogni tipo di\nprovvedimento restrittivo e discriminatorio che non consenta agli studenti di partecipare alle lezioni in presenza\ncosì come agli stage d’eccellenza e alle vacanze studio e attività sportive. Riduzione del numero di allievi per\nclasse come mezzo per favorire il benessere di allievi ed insegnanti e apprendimento e insegnamento efficaci.\nOgni classe dovrebbe essere composta in media da 18 studenti, con un massimo di 20.\nValorizzazione del ruolo dei docenti: bisogna valorizzare la figura del docente, restituendo alla categoria dignità\nsociale, riconoscendone il ruolo centrale e strategico. ruolo unico docente e progressione di carriera:\n- tutti gli insegnanti, dalla scuola dell’Infanzia alla Secondaria di secondo grado svolgono il medesimo ruolo e\nSono ormai quasi tutti laureati. Superare la distinzione tra docenti dei differenti ordini di scuola e riconoscere la\npeculiarità di un lavoro complesso ed articolato, che può assumere forme differenti mantenendo inalterata la\nfunzione culturale ed educativa.\n- i futuri docenti entreranno direttamente in una graduatoria regionale, con punteggio per titoli e servizio. La\nselezione deve prevedere anche dei test psicoattitudinali e proiettivi. Determinare una corsia preferenziale di\n10",
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          "text": "assegnazione del ruolo, per tutti i docenti che hanno già lavorato nella scuola come precari da almeno 3 anni,\nsenza ulteriori concorsi.\nRiforma degli orari di lavoro e delle retribuzioni e riconoscimento del lavoro sommerso: è altresì necessario\nunificare gli orari di lavoro rendendo palese anche il lavoro sommerso che, camuffato sotto la dicitura “funzione\ndocente”, comporta molte ore di lavoro non riconosciute. Le retribuzioni dei docenti italiani, poi, sono tra le più\nbasse in Europa: è urgente allinearle ai livelli europei, disegnando anche una progressione di carriera,\nattualmente inesistente, circostanza questa che appiattisce la categoria e demotiva i migliori e i più preparati.\nRiduzione della burocrazia e in particolare di adempimenti non rientranti nella funzione docente. Ripristino del\ntempo pieno con doppio organico nella scuola primaria: su richiesta delle famiglie e/o del Collegio Docenti, non\ncome scelta ideologica ma come modello organizzativo capace di rispondere ai bisogni dei singoli e di\nprevenire/affrontare le criticità oggi diffuse (difficoltà di apprendimento, alunni immigrati, territori a rischio\ncriminalità o degrado sociale). Riforma dei programmi di studio: riduzione delle materie nella scuola primaria,\ndedicata all’apprendimento dei fondamenti delle diverse discipline privilegiando: l’apprendimento efficace\ndell’espressione orale e scritta in lingua italiana, l’apprendimento efficace e “attivo” della matematica,\nl’espressione orale in una lingua straniera, ridefinizione ed armonizzazione dei Programmi delle diverse\ndiscipline nelle scuole secondarie. Regolamentazione del carico di lavoro da svolgere a casa. La scuola deve\nformare cittadini dotati di senso civico e pensiero critico, ampliare l’offerta culturale e, in particolare, nelle\nscuole secondare di secondo grado, con l’introduzione dell’informazione quale materia di studio, dove ogni\nsingolo organo di stampa venga studiato, compreso e confrontato senza alcun giudizio del docente. Ridefinizione\ndel ruolo del Dirigente Scolastico, del Collegio Docenti e del DSGA, per garantire una corretta e proficua\ngestione della scuola, trasparente e scevra da personalismi. Risparmi, semplificazione, equità e trasparenza:\nabolizione test INVALSI (con il risparmio di enormi risorse) e abolizione Legge 107 soprattutto (bonus premiale\na discrezione del Dirigente). Patto tra docenti, studenti e famiglie, per un insegnamento totalmente scevro da\nogni ideologia politica. Verifica e valutazione annuale dei docenti.\nENERGIA E AMBIENTE\nLa rivoluzione \" energetica \" italiana come “Casa nostra”: il nostro pianeta merita una politica ambientale\nragionata, con un coordinamento a livello internazionale per gli investimenti su nuove fonti di energie e per\nfavorire il passaggio dai vecchi combustibili a una nuova era più \" verde \". Per fare ciò è necessario\nimplementare gli investimenti nei servizi pubblici di trasporto, favorendo comportamenti virtuosi delle imprese e\ndei privati, con incentivi e sgravi fiscali, che vanno confermati e ampliati, nonché salvaguardando il nostro\npatrimonio paesaggistico e naturale Energia e \" rivoluzione industriale energetica E' elaborato un progetto\ncompleto, grazie al gran lavoro di un pool di esperti. L' energia sufficiente a garantire all'Italia elettricità 100%\nda fonti rinnovabili sarà prodotta nelle zone desertiche d'Italia (come ce ne sono tante in Sicilia soprattutto) ed\nanche fuori dai confini, nel Sahara nord-africano, ma gestita sempre interamente dall'Italia e realizzata da\nimprese italiane, dando così tantissimo lavoro alle piccole e medie aziende italiane ed ai lavoratori italiani, oltre\nche portare benessere nei paesi nord africani e risolvere così anche il problema dell'immigrazione. L'Italia torna\ncosì protagonista anche nella politica estera finora assente e garantisce finalmente quello che finora non era stato\nfatto da nessun governo: energia italiana al 100% rinnovabile, indipendente da tutti. Partnership Pubblico-Privato\nper finanziare corsi di educazione ambientale nelle scuole: Le aziende innovative in campo energetico e\nambientale, potranno partecipare al finanziamento di progetti scolastici, tramite un registro appositamente creato,\n11",
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          "text": "su tutto il territorio nazionale. Ambiente, clima e salute nel sistema urbano: i processi di urbanizzazione stanno\ntrasformando la popolazione mondiale in \" cittadini\". dove non si intende quell’insieme di valori di equità, di\naccessibilità ai servizi ed alle risorse, di democrazia applicata, ma soltanto il fatto di vivere in un contesto\nurbano. La città dovrebbe rispondere quindi alla popolazione in termini di soddisfacimento delle aspirazioni e\nnel preservare uno dei valori più importanti, quello della salute, nella sua accezione più ampia fornita\ndall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il tema imprescindibile sul quale agire è quello dell'inquinamento\nambientale, ed in primo luogo l’aria, e l’impatto dei cambiamenti climatici. La scienza ci dice che è\nassolutamente possibile ridurre gli effetti dell'inquinamento ambientale. Per farlo la politica deve raggiungere un\naccordo virtuoso con la scienza, tramite specifiche politiche di tutela della popolazione, in particolare anziani e\nbambini, riducendo drasticamente le conseguenze in termini di malattie. È possibile risolvere il problema\nmettendo “l’essere umano al centro” utilizzando le più moderne tecniche e soluzioni scientifiche disponibili.\nLE PERSONE\nL'individuo, la sua unicità, i giovani, per un Italia forte e competitiva Il sostegno alla persona, ai giovani in cerca\ndi un solido percorso di crescita personale e professionale, alle famiglie in difficoltà, alle disabilità, oltre che il\nsuccessivo piano che riguarda la difesa dei diritti degli animali e delle specie, sono al centro del programma. Il\nreddito di cittadinanza, meritevole nelle intenzioni, si è rivelato essere fragile dal punto di vista del controllo,\nfinendo troppo spesso nelle tasche di chi non lo meritava. È necessario che ad un sussidio sia affiancata una rete\ndi controllo a maglie strettissime, con una limitazione temporale ben precisa per quanto riguarda la\ndisoccupazione, mentre costante ma controllato per coloro che sono affetti da disabilità. L'immigrazione deve\ntrasformarsi in un percorso virtuoso, per chi sceglie il nostro Paese come sua destinazione per la vita e per gli\nitaliani stessi. Questo può avvenire solamente attraverso un serio piano strategico, accordi internazionali,\npartecipazione degli altri paesi europei e una politica di vera integrazione. Hub Nazionale di sostegno\nall'indipendenza degli under 30: Bisgona costituire un vero e proprio centro di supporto ai giovani, con un\nportale web dedicato, dal quale accedere a sovvenzioni per gli studi, corsie preferenziali per il finanziamento di\nprogetti imprenditoriali a fondo perduto (attraverso fondi europei o convenzioni con istituti bancari o singole\nimprese o imprenditori). Nello stesso Hub le aziende potranno proporre progetti creativi e innovativi dal punto di\nvista energetico, ambientale e tecnologico. Istituzione di un canale diretto per imprenditori edili che sceglieranno\ndi destinare strutture commerciali o residenziali ad acquirenti under 30, a costi inferiori a quelli di mercato,\nottenendo per tali progetti uno sgravio fiscale e la cancellazione dell'IMU sull'invenduto. Reddito di supporto:\nuna forma di sostegno economico, per un periodo limitato, in caso di grave malattia o impedimento al lavoro di\nuno o più componenti della famiglia, sovvenzionato dallo Stato. Competitività e benessere: L’appartenenza\nall’unione europea e il rapporto con il mondo vanno rivisti in termini di competitività, equilibrio e correttezza. In\nriferimento alla questione commerciale, è giusto imporre delle regole alle aziende per il benessere e la sicurezza\ndei dipendenti, è anche corretto imporre regole contro l’inquinamento ed una tassazione da utilizzare per il\nbenessere di tutti, ma senza che questo si traduca ad una deficitaria competitività delle aziende italiane nel\nmercato globale. Una giusta gestione dell’economia, favorendo il proliferare di attività più congeniali al\nterritorio e allo sfruttamento delle tecnologie, rielaborando un sistema di impiego basato sulla produttività e non\nsulle effettive ore di lavoro. Uno degli obiettivi primari sarà ridurre di un giorno la settimana lavorativa (a 4\ngiorni), senza che si traduca in onere per le aziende in termini di concorrenza estera sleale. L’età pensionabile\n12",
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          "text": "dovrà essere ridotta, saranno anche introdotti strumenti di flessibilità lavorativa per categorie a rischio e fasce di\netà avanzata.\nPensionati e fragili: in un Paese sviluppato non è accettabile avere una popolazione anziana, che ha speso la sua\nvita per il progredire della sua terra, che vive sotto la soglia della povertà. La pensione deve garantire uno stile di\nvita dignitoso a tutti i cittadini. Bisogna garantire questo diritto e prevedere agevolazioni per tutti i servizi utili\nagli anziani, inclusa l’assistenza domiciliare, buoni pasto e sanità, con la costituzione di una rete nazionale di\nsostegno alla quale possano partecipare aziende e commercianti. Supporto alla disabilità: Bisogna istituire un\nbonus annuale per regioni e comuni che si distingueranno per l’abbattimento delle barriere architettoniche\ncittadine e sui mezzi di trasporto. Buoni acquisto/fornitura ad uso e consumo secondo le esigenze del singolo\ndisabile. Buoni trasporto per chi lavora, l’assegno di accompagnamento non è sufficiente. Agevolazioni sugli\naffitti e per l’assunzione di personale domiciliare. Revisione dell’amministrazione di sostegno: porre un freno\nalla discrezionalità della legge 6/04, che con la sua ultima modifica ha causato l’azzeramento della volontà degli\namministrati e l’impossibilità da parte dei familiari di partecipare a decisioni inerenti alla loro salute e al loro\npatrimonio. La stessa ONU ha definito tali modifiche un attentato alla libertà dei fragili. Bisogna varare\nimmediatamente una riforma della legge per garantire il rispetto delle libertà e dei diritti inalienabili.\nImmigrazione e integrazione: nel nostro paese non esiste ad oggi un serio piano per regolare e regolamentare i\nflussi di coloro che lasciano paesi estremamente poveri e politicamente instabili per l'Italia, a favore di\norganizzazioni criminali estere e nostrane, che li costringono a finire in catene di sfruttamento delinquenziale o\nin situazioni di sfruttamento \"tollerato \" (caporalato). Bisogna lavorare per incentivare accordi con tutti i paesi\ncoinvolti e con l'Europa, perchè venga messo un punto agli sbarchi clandestini e a tutte le gravi conseguenze che\ncomportano. È necessario vagliare le reali necessità di chi proviene da altri paesi e culture, e quelle di tutti gli\nitaliani. L'integrazione non può prescindere dalla consapevolezza del sistema di regole e tradizioni da parte di chi\narriva in Italia, è la sua accettazione. Il rispetto deve essere preteso da entrambe le parti, ma per chi arriva nel\nnostro Paese deve divenire condizione necessaria il frequentare un corso di lingua italiana, un corso di\neducazione civica, con particolare attenzione alla parità tra uomo e donna e ai diritti dei figli. Bisogna inoltre\nfavorire la contaminazione positiva tra culture, senza sminuire le tradizioni nostrane. Chi arriva nel nostro Paese\ndeve essere messo nelle condizioni di crescere come persona, collaborare allo sviluppo economico, nel rispetto\ndelle nostre leggi. ITALIANI ALL'ESTERO: Bisogna lavorare strenuamente per arginare il fenomeno della\n\"fuga dei cervelli\", attuando le linee programmatiche tese all'indipendenza dei giovani, all' avvio alla carriera,\nalla meritocrazia e al sostegno alle attività imprenditoriali. Allo stesso modo l'Italia deve garantire supporto ai\ncittadini italiani che vivono oltre confine.\nITALIA AL CENTRO\nL’Italia è il paese delle risorse, della cultura, dell’inventiva, del reinventarsi e della creatività, tutte caratteristiche\nper le quali siamo famosi in tutto il mondo, ma entro i nostri stessi confini non vengono esaltate con la giusta\nenergia e valore, La politica, la buona politica, deve avere come primario obiettivo quello di rendere lo Stato un\namico fidato del cittadino e mettere il cittadino nelle condizioni di essere un buon collaboratore della macchina\npubblica. Per fare questo sono necessarie diverse riflessioni in merito ai cambiamenti che si rendono necessari in\nvista di un paese che merita di ripartire e di acquisire un peso diverso a livello internazionale, soprattutto in\nEuropa. Molteplici le questioni rimandate, posticipate ed ignorate, percepite invece come prioritarie dagli\nitaliani, che i governi degli ultimi decenni hanno costantemente rinviato o evitato di affrontare, ed è proprio da\n13",
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          "text": "qui che bisogna partire, fornendo competenze ed ascolto al Paese. EUROPA: il nostro Paese deve tornare ad\nessere protagonista di sé stesso e protagonista in Europa. Troppo a lungo l'Italia ha subito l'ingerenza di alcuni\npaesi europei in settori strategici quali l’economia e l'immigrazione. Siamo uno dei paesi al mondo con la più\nalta varietà di piante autoctone, il primo in Europa. Il sud Italia produce agrumi conosciuti in tutto il pianeta,\neppure importiamo dall' estero tonnellate di frutta e verdura ogni mese. Le nostre carni sono famose nel mondo,\nma allo stesso modo il nostro export non è favorito. Bisognae dare impulso ad un ' economia interna\ndell’agricoltura e dell’allevamento, che privilegi chi produce e vende in Italia, e il consumatore finale.\nL'immigrazione deve diventare imprescindibilmente un tema affrontato e gestito a livello europeo. L'Europa\ndeve ritornare ad essere un punto di riferimento per lo sviluppo dei singoli paesi membri, e non un ‘istituzione\nnelle mani di due o tre Stati che possano decidere, a pro loro, per tutti gli altri. Bisogna per restituire all'Italia il\nruolo che merita. NATO: l'Alleanza Atlantica è nata nel 1949 per garantire vicendevole supporto e difesa ad\nEuropa, Stati Uniti, Canada, Regno Unito (con una composizione mutata nel tempo). Oggi si è trasformata in un\n\"feudo \" USA, nel quale è evidente chi sia a dettare legge. UCDL vuole ridisegnare i confini di ingerenza della\nNato nelle scelte politiche globali. La guerra deve cessare di essere la soluzione per raggiungere obiettivi\ngeopolitici di potere. MONDO: Ottava potenza economica globale, l’Italia nel 2022 si assesta al 57° posto nella\nclassifica per l’indice di libertà economica, che si misura per Stato di diritto, dimensione del Governo, efficienza\nnormativa e mercati aperti. In Europa su 45 paesi siamo al 33° posto. La nostra influenza a livello globale deve\npartire dal ruolo conquistato in Europa. Una necessità imprescindibile tenendo conto dell’influenza delle grandi\nmultinazionali, che hanno il potere di influenzare mercati e posizioni politiche a livello internazionale. È\nnecessaria una revisione del peso dei singoli stati europei, e quindi dell’Italia stessa, a livello di macro\norganismi, come ad esempio l’Onu.\nDEMOCRAZIA E TRASPARENZA\nLe libertà dell’individuo trovano espressione nella voce che il sistema di informazione concede. A tale scopo è\nfondamentale ridare valore alla libera informazione, anche quando animata da valori di un determinato\nschieramento politico, purché sia essa manifesta e trasparente. Il diritto a creare nuove formazioni politiche, a\npartecipare alla competizione elettorale, deve essere liberato da qualunque obbligo di raccolta firme. La legge\nelettorale attuale è uno schiaffo al concetto stesso di Democrazia. L’informazione istituzionale deve\nnecessariamente passare per una televisione pubblica che rappresenti al suo interno tutta la componente politica\ndel paese e che non deve più essere strettamente filo governativa. La Comunicazione Istituzionale deve tornare\nad essere identificata immediatamente dal cittadino e deve essere pervasiva, chiara, trasparente, quale diritto\nfondamentale di tutti gli italiani, i quali devono essere messi a conoscenza delle decisioni e dei progetti del\nGoverno alla guida del Paese. Elezioni: L'Italia è una democrazia e come tale deve garantire ai suoi cittadini di\nesprimere liberamente la propria scelta politica. Bisogna lavorare ad una riforma elettorale che restituisca agli\nitaliani il desiderio di esercitare un diritto fondamentale, quello di voto. Azzeramento della raccolta firme per le\nelezioni: qualunque movimento politico, anche neocostituito, avrà accesso libero alle elezioni politiche. Bisogna\nlavorare sin da subito a una seria riforma della legge elettorale, che garantisca il realizzarsi del principio di\nDemocrazia. Ruoli Istituzionali: Ministri e dirigenti ministeriali devono necessariamente aver conseguito almeno\nuna Laurea di primo livello. Il ministro degli Esteri dovrà parlare fluentemente almeno due lingue straniere.\n14",
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            "Italia"
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          "text": "INNOVAZIONE TECNOLOGICA\nL'Italia ha bisogno di una nuova “onda” di innovazione, una nuova rivoluzione che caratterizzò il dopoguerra.\nQuesto non con l'industria pesante ma innovando il Paese, con punti semplici, innovativi ed efficaci:\nEnergia e Agricoltura: Nuova vita alle terre demaniali non coltivate per incentivare l’indipendenza\nenergetica italiana e creare nuovi posti di lavoro.\nSiccità e spreco idrico: Rivedere il sistema di gestione dell’acquedotto nazionale per ridurre gli\nsprechi di acqua e ridisegnare la distribuzione idrica in modo equo.\nCrescita economica: Incentivare la formazione ed istituire dei redditi a favore di famiglie, giovani,\ninoccupati, aziende.\nLavoro, formazione e dignità dei lavoratori: istituzione di un reddito di lavoro a favore di giovani,\ndisoccupati, inoccupati, PMI.\nFormazione, artigianato e Made in Italy: reddito destinato a ragazzi in età scolare e giovani che\nvogliano proseguire gli studi accademici o intraprendere un percorso professionale, soprattutto se\nindirizzato verso i mestieri dell'artigianato.\nSupporto alia maternità: istituzione di un reddito destinato alle madri per garantire loro la libertà di\nscelta nella cura della prole e nel prosieguo della carriera lavorativa.\nContrasto alla criminalità, città più sicure: abolizione della legge Merlin per garantire tutela\nsanitaria alle prostitute, porre fine al lavoro nero ed alla criminalità connesse.\nFormazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione: ll processo di digitalizzazione della\npubblica amministrazione è lacunoso, occorre intervenire per formare gli utenti del digitale ed i\nlavoratori così da ottenere maggiore trasparenza e sicurezza dai campi digitali.\nRiforma costituzionale: rivedere i ruoli delle Regioni nella Sanità Pubblica, puntare all’inclusività e\ntutela dei disabili, dare vita ad una politica di valorizzazione della Bellezza del Paese tramite la\ncodifica delle norme alla base dei progetti architettonici, così da dare forma ad architetture\npaesaggistiche di valore.\nImmigrazione: Navi dell’accoglienza per il recupero, la cura e l'integrazione sociale dei migranti.\nAMBIENTE E ANIMALI\nAlla luce della Riforma Costituzionale, nonché dell'applicazione dell'art. 13 del Trattato di Lisbona che\nriconosce gli animali come essere senzienti è necessario cambiare l'Italia, il nostro Paese necessita di una\nrivoluzione green.\nPer Farlo serve:\n1) L'Immediata Istituzione di un Garante Nazionale dei Diritti degli animali. Il Garante dove realizzare un\npiano organico di interventi, controllo, su tutto il territorio nazionale, riferito alla salvaguardia dei diritti e del\nbenessere degli animali e della fauna selvatica, nonché a rafforzare la cooperazione per lo sviluppo della tutela\ndei diritti degli animali, attraverso forme di potenziamento e di coordinamento delle azioni svolte dalla pubbliche\namministrazioni ;\n2) necessario un Testo unico che raccordi tutte le normative che concernono la legislazione sul benessere e\ntutela animale, anche in riferimento alla fauna selvatica.\n15",
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          "text": "Innalzare lo stato morale e legale degli animali\nUno dei primi punti su cui tutte le forze animaliste, indipendentemente dalla nazione, devono lavorare è di\ncerto l’innalzamento morale e legale dello “status” degli animali e degli esseri viventi. Da tempo in molti Paesi,\ntra cui Italia e Germania, è forte la proposta di far entrare la tutela dei Diritti delle specie nelle Costituzioni\nNazionali. Questo consentirebbe non solo un riconoscimento fondamentale dei loro diritti, ma soprattutto una\nmaggior tutela normativa e, in particolare, poter rendere incostituzionale (quindi annullabili) tutte quelle\nnormative anche “datate” che, purtroppo, ancora riconoscono gli animali quali meri “oggetti” e non “soggetti”.\nE’ questo l’obiettivo dei nostri Partiti, ma nonostante ciò già ora possiamo fare molto: solo applicando le\nlegislazione attuale. Non moliti sanno come già l’art. 13 del Trattato di Lisbona, il quale ha piena valenza\ncostituzionale nel nostro ordinamento, prevede come: “l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto\ndelle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti”. Orbene, già lavorare\ncostantemente affinchè le Legislazioni nazionali recepiscano questo principio fondamentale, farebbe\naccrescere la tutela legale e giuridica delle specie, obbligherebbe i Giudici a modificare molte normative\n“desuete”, farebbe in modo che amministratori locali siano responsabili della salvaguardia non di “cose”, ma di\n“soggetti”; farebbe in modo di inasprire le pene per chi maltratta, sfrutta o uccide un animale; ancora, farebbe\nin modo che un reato contro un “soggetto” e non un “oggetto”, diventi un'aggravante perseguibile d'ufficio con\npene severissime. E per pene severissime intendiamo il “carcere”: non mere pene che, spesso, non hanno alcun\neffetto concreto.\nMigliorare il benessere degli animali negli allevamenti ed assicurare un vero rafforzamento\ndella legislazione sul benessere animale tramite tutti gli Stati Membri dell'Unione Europea\nNell’immaginario di molti uomini, scriveva un noto filosofo, ci sono “animali buoni da pensare” ed “animali\nbuoni da mangiare”. Purtroppo alcuni e, soprattutto, “l’industria alimentare” la pensa così: crede cioè che\nmilioni di animali possano nascere, crescere e morire solo in funzione commerciale. La realtà è piena di\nallevamenti intensivi in cui gli animali vengono strappati appena nati alle madri, non vedono mai la luce del sole\ne, spesso, non toccano nemmeno la terra, chiusi come sono nelle gabbie, senza potersi muovere fino alla\nmorte. Animali riempiti di steroidi ed antibiotici e di cui si aspetta solo il momento buono per la soppressione, a\nvolte senza nemmeno alcun rispetto per il momento della morte. Oltre ad essere una situazione inaccettabile\ndai punto di vista morale, nuovamente ricordiamo come “Animali-Natura-Uomo” siamo tutti parte di una unica\nconnessione. Questa situazione è difatti inaccettabile, va combattuta, abolita e risolta quanto prima, non solo\ndal punto di vista morale, ma anche e soprattutto sanitario. Sappiamo come le ultime pandemie nascano tutte\ndagli allevamenti intensivi, sappiamo come antibiotici e steroidi somministrati a questi poveri animali, finiscano\nnei piatti degli uomini e questo sta rendendo l’umanità immune agli effetti degli antibiotici, con conseguente\ndiffusione di gravi malattie, Sappiamo che tra i maggiori fattori del cambiamento climatico vi sia il metano\nprodotto dalle fiatulenze degli allevamenti; sappiamo che fiumi ed acque sono inquinati irrimediabilmente dagli\nescrementi degli allevamenti... insomma SAPPIAMO e, per questo, DOBBIAMO AGIRE. Seppure l’obiettivo è che\nun giorno le proteine non siano più di derivazione animale, il progresso arriva a piccoli, ma costanti, passi. E’\nnecessaria quindi una legislazione che tuteli il benessere degli animali e intervenga in tempo onde far rispettare\nl’applicazione delle norme\nPorre fine al crudele trasporto a lunga distanza di animali vivi, dentro e fuori l'Unione\nEuropea\n“Stop Animal Transport” è stata una delle maggiori campagne condotte dal Partito Animalista Olandese, invero,\nper tutta la durata della passata legislatura al Parlamento Europeo. La deputata olandese Anja Hazekamp ha\n16",
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          "text": "effettuato delle investigazioni e, di continuo, sollecitato la Commissione Agricoltura ad intervenire. Difatti, nel\ncorso delle sue coraggiose investigazioni, è emerso come mentre la Commissione Europea ritiene che i trasporti\ndi animali vivi siano al 100% conformi alle leggi, viceversa sempre nell’Unione Europea (Slovenia, Croazia,\nconfine con l’Italia) gli animali viaggiano “illegalmente” a temperature elevatissime, senza le pause previste\ndalla legge, senza acqua e senza cibo. Segnaliamo il link di uno dei video emblematici di\nAnja: https://www.youtube.com/watch?v=E1hbrEdv1Pk Le cose vanno anche peggio quando gli animali\ni vengono trasporti in Stati fuori dall’Unione, in cui non vi è alcun controllo o, peggio, nessuna normativa che\nalmeno teoricamente rispetti un minimo standard di benessere animale. Chi controlla il controllore?\nSoprattutto grazie al lavoro di Anja (ecco a cosa serve avere parlamentari animalisti), il 14 Febbraio 2019 il\nParlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui si fa divieto di trasporto dì animali vivi in quei Paesi\nextra-comunitari che, dai canto ioro, non garantiscano un minino standard di rispetto del benessere animaie. E’\nun piccolo passo, molto ancora va fatto. E’ inconcepibile, anche per un fattore sanitario, che 300 milioni di\nanimali vengano trasportati per l’Europa solo per essere macellati, spesso privi di acqua, cibo e riposo.\nFermare la pesca intensiva, dentro e fuori le acque Europee\nUn recentissimo rapporto della Commissione Europea ha stabilito come l'87% degli stock\nittici mediterranei è a rischio, essendo sottoposto ad una pesca eccessiva che sta\nsvuotando il mare. Oramai la popolazione mondiale ha superato i 7 miliardi di persone ed\nè inconcepibile pensare di vivere a degli standard “consumistici” ed insostenibili degli anni\nsolo ora ne stiamo vedendo i risultati. Proprio per questo, vista la crescente richiesta\ncommerciale, i mari sono stati svuotati e, ancora peggio, la pesca intensiva ha distrutto\ncompletamente (spesso irrimediabilmente) l’intero eco-sistema. Siamo forse già ad un\npunto di non ritorno, i nostri figli potrebbero non vedere più i mari, i fiumi e la meraviglia\ndelle acque che noi abbiamo ammirato alla loro età. E’ fondamentale intervenire subito\nper fermare immediatamente la pesca intensiva e, successivamente, far divieto di\nimportazione di ogni pescato che provenga da Stati fuori Unione che non rispettino gli\nstandard comunitari, Bisogna mettere al bando ogni tipo di “strumento” utilizzato per la\npesca che, dal canto suo, possa danneggiare in modo diretto ed indiretto l'ecosistema\nmarino e la sua biodiversità. Ciò è possibile, nel breve termine, con la sola vendita di reti\nbiodegradabili e vietando in modo assoluto la pesca della specie protette. Nostra proposta\nè ja totale abolizione dei delifinari, il divieto assoluto di pesca dei delfini nelle acque\neuropee, oltre che il divieto assoluto di importazione da Stati terzi. Altresì deve essere\nfatto divieto immediato (riconoscendo uno “status” speciale, alla stregua di “animali\nd'affezione”) di sfruttare delfini in manifestazione tradizionali, zoo e/o eventi ludici.\nPorre fine alla sperimentazione animale con obiettivi immediati di riduzione e sostituzione,\ncombinati con incentivi ai metodi sostitutivi di sperimentazione\nQualche anno fa, tramite l’I.C.E. (Iniziativa dei Cittadini Europei), sono state raccolte\noltre 1 Milione di Firme per dire “Basta alla Vivisezione”. Purtroppo questo non è bastato\ne, dovendo comunque provvedere, la Commissione Europea ha apportato solo “piccoli”\nmiglioramenti alla normativa, facendo divieto nel tempo di effettuare test su animali solo\na livello commerciale. Tutto è rimasto uguale per la sperimentazione a livello (presunto)\nscientifico e, anzi, spesso stanno aumentando gli incentivi a questa tecnica che da molti è\nritenuta inutile. E’ uno dei punti fondamentali di tutti i Partiti Europei quello di porre fine,\nfinalmente, alla sperimentazione animale: immorale, inutile, dannosa per gli stessi esseri\numani. Prodotti testati su topi, scimmie, mammiferi, possono avere gli stessi effetti sugli\nessere umani? Fumo di tabacco, amianto, diossina, benzene, solo per citare alcuni\n17",
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            "l’I.C.E."
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          "text": "esempi, “innocui” sugli animali da test sono invece “nocivi” e “mortali “ per l'uomo.\nEppure in un silenzio assordante (si vogliono evitare altri effetti mediatici “Green Hill”)\nqueste ricerche continuano, vengono finanziate e portano non solo danni agli animali, ma\nanche agli stessi uomini. Pertanto il nostro obiettivo è l'immediata riduzione e poi\nsostituzione della sperimentazione animale, combinata con incentivi ai metodi sostitutivi\ndi sperimentazione che già esistono e sono efficaci. Promuovendo questa attività di\nsviluppo e di ricerca,\nInterrompere le deroghe di legge ed i sussidi per le cosìddette tradizioni culturali e religiose\nche comportano crudeltà sugli animali, come la corrida ed i combattimenti con i tori, la\nmacellazione senza stordimento e vietare la produzione di foie gras\nSe è pur vero che l'art. 13 del Trattato di Lisbona sancisce come: “l'Unione e gli Stati\nmembri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in\nquanto esseri senzienti”. pur vero come lo stesso articolo prosegue con la locuzione “...\nrispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini\ndegli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali\ne il patrimonio regionale”. Questo principio è richiamato in molte normative degli Stati\nMembri e, pertanto, fa sì che per mere giustificazioni religiose, animali innocenti vengano\nmacellati in modo crudele, insensato e, spesso, anche non igienico. Pur rispettando tutte\nle religioni ed i fedeli, crediamo sia arrivato il momento di finirla con l'inutile uso di\nanimali per meri riti e tradizioni popolari. Basta Corride, Basta Pali, Basta all'uso e\nsfruttamento degli essere senzienti. Basta alla vergogna delle “foie gras”, animali\n“ingozzati” per far crescere a dismisura il fegato e finire, come patè, su un crostino. Non\nè quello che noi vogliamo come società del futuro, non è questa la nostra idea di futuro.\nAllo stesso modo, siamo contro i circhi dove vi è l'uso degli animali e, chiaramente, degli\nzoo, gli animali sono esseri senzienti e hanno diritto alla loro vita: chi di noi vorrebbe\nvivere tuta un'esistenza in gabbia? Anzi, dal punto di vista fiscale (sfruttando gli incentivi\ndell'Unione) vogliamo lavorare affinchè spese ed assistenze veterinarie siano detratti\nintegralmente dalle dichiarazione dei redditi e/o esenti per chi dimostri un reddito basso,\nimpensabile che chi si “sostituisce allo Stato” prendendosi cura di animali spesso\nabbandonati, debba farlo affrontando spese in molti casi proibitive. Anche fiscalmente e\ngiuridicamente, gli animali d'affezione devono entrare nello stato familiare e riconosciuti,\nda un punto di vista fiscale, come membri del nucleo familiare.\nCombattere il commercio illegale di animali domestici nella Unione Europea e fermare il\ntrattamento barbaro di cani e gatti randagi in Europa\nSecondo i dati riportati da Traffic, un’organizzazione che si occupa di monitorare il\ncontrabbando della fauna selvatica, proprio il traffico illegate di animali costituisce un giro\nd’affari da più di 7 miliardi di euro l’anno ed è il secondo “mercato nero” più redditizio al\nmondo dopo quello della droga. E' il contrasto alle zoomafie e a tutte le attività illegali\nche vedono gli animali come prime vittime, il punto di partenza su cui bisogna battersi.\nSono attività criminali che, purtroppo, per i rapporti Istat crescono sempre di più nei\nnostro Paese, ma che possono essere contrastate anche da Bruxelles incentivando la\ncollaborazione tra Polizie Europee e con il potenziamento di un registro unico europeo di\ncasellario giudiziario e carichi pendenti: è un problema non solo italiano, ma anche\neuropeo che va risolto imprescindibilmente partendo da Bruxelles. per questo che oltre\na sensibilizzare i cittadini a non acquistare animali da compagnia nei negozi: sappiamo\n18",
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            "l'immediata",
            "l'art.",
            "l'inutile",
            "all'uso"
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          "text": "bene che dove non “c'è domanda crolla anche l’offerta”. E’, tra gli altri, fondamentale\ninasprire le pene per chi commercia animali, specialmente per chi lo fa illegalmente a\nlivello internazionale. Allo stesso modo, soprattutto nei paesi dell’Europa del Sud, va\neffettuato un importante intervento per prevenire e contrastare il barbaro fenomeno del\nrandagismo (“stray dogs”). Allo stesso modo va seriamente combattuto il fenomeno\nparallelo di questa vergogna: e cioè il business che ruota intorno ai randagi: canili lager,\ncommercio illegale di animali che finiscono nei laboratori illegali per test commerciali,\nsono un fenomeno che esiste e che va combattuto con pene severissime, nonchè\nresponsabilizzando gli Amministratori locali ai controlli sui territori, così come tra gli altri\ngià previsto dalla Legge. Ancora vanno coordinate le competenze tra Polizia Municipale-\nAsi Veterinaria e Forze dell'Ordine.\nVietare la caccia e proibire l'importazione di trofei di animali selvatici\nPunto imprescindibile del programma animalista è arrivare al Divieto della Caccia in\nEuropa o, quanto meno, ridurre drasticamente nel breve termine questa attività. Seppure\nnel nostro Paese la competenza è principalmente delle Regioni e, tra gli altri, nell’ottica\ncomune la caccia non viene sentita da molti come un problema prioritario, è invece\nfondamentale operare una riduzione delle stagioni venatorie. Anche con interventi del\nParlamento Europeo è necessario stimolare la riduzione delle specie da cacciare, inasprire\nla possibilità di ottenere licenze (sono, ahinoi, noti fenomeni annuali di cacciatori incorsi\nin incidenti mortali). importante limitare al massimo il territorio dove è possibile\ncacciare e, ancora, stabilire pene severissime per chi opera la caccia senza permessi,\naccede in proprietà private e/o abbatte specie vietate. Assoluto deve essere il divieto di\nimportazione di trofei di animali selvatici, specialmente da paesi fuori dalla Unione\nEuropea, in quanto questo commercio alimenta anche l'estinzione di specie protette a\ndanno dell'intero ecosistema.\nChiudere tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Europa e vietare l'importazione di\npellicce da Stati terzi\nAd alcuni sembrerebbero solo un ricordo, tante battaglie animaliste degli ultimi anni\nhanno reso oramai “fuori moda” le pellicce, eppure nel mondo sono milioni gli animali\nnelle gabbie che vengono massacrati, solo per le pellicce. A cosa serve tutto questo? Solo\nad una moda, visto come oramai il vestiario per riscaldarsi può essere ottenuto in altro\nmodo. Questi allevamenti da pelliccia non sono nell'occhio del ciclone e, spesso,\ndimenticati dai media. Obiettivo non è solo una campagna europea per dire “Basta” a\nquesti allevamenti e, ancora, promuovere ulteriori campagne informative per rendere\n“impopolare” questo commercio. Il nostro obiettivo è una normativa per abolire\ndefinitivamente negli Stati della Unione gli allevamenti da pelliccia e che faccia divieto di\nimportare da Stati terzi queste pellicce. Nel breve termine, è necessario predisporre una\n“pesante” tassazione sulle pellicce da allevamenti, ciò per arrivare nel medio-termine al\ndivieto assoluto.\nMettere fuori mercato i pesticidi pericolosi e sostanze chimiche dannose\nUna rivoluzione-evoluzione per l'ecosistema è quello che auspichiamo e, senza dubbio,\nper cui ci batteremo in Europa. Spesso si pensa che frutta e verdura siano quanto di più\nsalutare ci possa essere per l'organismo, in linea generale questo è vero. Eppure molti\n19",
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          "suspect": [
            "“c'è",
            "(“stray",
            "dell'Ordine.",
            "l'estinzione",
            "dell'intero",
            "nell'occhio",
            "l'ecosistema",
            "l'organismo,"
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          "text": "non sanno che (ad esempio) una singola mela, nel corso della sua coltivazione, può\nsubire ben 26 trattamenti con pesticidi, assolutamente dannosi per la salute ed il\nterritorio. Non vi è solo il problema del noto glifosato, ma l'agricoltura sta diventando\n“schiava” di centinaia di pesticidi. E’ per questo, verso un'agricoltura “Bio” di cui l’Italia è\ngià uno dei Leader mondiali, che lavoreremo in Europa. Il “Bio” non è solo una necessità,\nnon è solo un dovere, ma è soprattutto un’imperdibile opportunità per l’Italia, la quale\npuò tornare ad essere il “giardino d'Europa”. Se ci pensate, quando si chiede ad un\nturista straniero di descrivere il nostro Paese, in genere si usano 2-3 frasi, tra cui non\nmanca mai: “si mangia bene”. Orbene, nella rivoluzione-evoluzione alimentare che senza\ndubbio è il futuro, l’Italia può e deve giocare un ruolo di primo piano con all'orizzonte\nmigliaia e migliaia di posti di lavoro che, in poco tempo, possono crearsi. E’ per questo,\ncon un “tax credit” per chi acquista prodotti “bio” o “eco-sostenibili”, nonchè con incentivi\nanche locali come la creazione di “zone franche” e “bio golden area” (finanziati anche\ntramite i fondi dell'Unione) che va rafforzato il progressivo abbattimento dell'uso dei\npesticidi verso un'agricoltura sostenibile, sana e salutare.\nContrastare il cambiamento climatico supportando il passaggio verso uno stile di vita basato\nsui vegetali, migliorando il tasso di CO2 per le industrie e aumentare gli sforzi per realizzare il\ncompleto passaggio alle energie rinnovabili\n“Plant Power”, così si intitola l’ultimo “visionario” documentario di Marianne Thieme, e\ncioè pensare una società “futura” in cui, man mano, la provenienza di proteine dalla\ncarne sarà sempre più ridotta. Sappiamo, e sono dati oramai incontrovertibili, come la\n“produzione della carne” è il fattore che maggiormente incide sul clima, sulla produzione\ndi CO2 e provoca inquinamento. E’ facile sostituire l'auto, cambiando solo\nl'alimentazione: dai derivati fossili (benzina, gasolio ecc.) ai derivati naturali o\nall’elettricità (cosa che si auspica). Diverso è creare la rivoluzione-evoluzione alimentare,\nseppure sempre più giovani si avvicinano all’alimentazione vegetariana o vegana,\ncomprendono come il cambiamento dello stile di vita non dà benefici solo al corpo, ma\nanche all’ambiente: questi ragazzi sono già pronti, come “millennials”, al futuro. Con\npiccoli, ma costanti, passi auspichiamo di incentivare la rivoluzione-evoluzione\nalimentare, in ogni modo. Tramite l'Unione Europea, con una azione fiscale e/o con\nmaggiori finanziamenti, si auspica il passaggio verso una produzione alimentare basata\nsulle piante, sull'agricoltura locale a “km 0”, verso produzioni “bio” ed “eco-sostenibili”\nche porteranno benefici, anche occupazionali, al nostro Paese. Un'imprenditoria\n“visionaria” ed “eco-sostenibile”, che già esiste nel nostro Paese, va incentivata tramite i\nfondi dell'Unione con: - “in primis” la creazione di “tax credit” ai consumatori che\nacquistano prodotti “bio” e/o “eco-sostenibili”; - con creazione di “zone franche” per chi\ninveste nell'agricoltura sostenibile; - ancora, creare delle “eco golden area”, lavorando in\nCommissione AGRI: i fondi ci sono nella UE, perchè non vengono sfruttati? Ancora va\nincentivato ogni passaggio alle energie pulite, unica alternativa alle energie fossili.\nSempre in questo campo l'Italia può giocare, per ovvie condizioni geografiche, un ruolo di\nprimo piano nell'economia mondiale.\nRealizzare un efficiente, affidabile ed accessibile trasporto pubblico, come alternativa ai\nviaggi aerei\nSpesso viene relegato alla fine di ogni programma, ma sappiamo come le nostre città\nsono purtroppo diventate fucine di allergie, malanni e patologie gravi, proprio perchè\n20",
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          "suspect": [
            "l'agricoltura",
            "un’imperdibile",
            "all'orizzonte",
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          "text": "smog e polveri sottili stanno nuocendo gravemente ad ambiente e salute umana. Le\nautomobili sono, però, ancora l’unico reale mezzo per gli spostamenti di molti cittadini,\nquesto non possiamo negarlo. Eppure i collegamenti in gran parte del Paese riguardano\nsolo poche tratte, lasciando “scollegato” il resto del Paese. E’ per questo che, soprattutto\nnel nostro Paese ed in alcune parti del nostro Paese, va incentivato un accessibile\ntrasporto pubblico, capace di smaltire il traffico per le strade, guadagnando tempo per gli\nspostamenti (quanto tempo si perde nel traffico?) e dare benefici anche all'ambiente,\nQuesto è possibile tramite incentivi sui biglietti, incentivi alle città virtuose per aumentare\nil traffico dei trasporti pubblici e, soprattutto, riconvertire e/o sostituire molti mezzi\npubblici oramai desueti. Sempre per i trasporti, negli ultimi anni si è coscienti di quanto i\ntrasporti aerei siano un fattore importante dell’inquinamento giobale. Trasporti aerei su\n“piccole rotte” sono totalmente inutili e, per molti versi, nemmeno necessari. Ecco\nperchè, tramite l'Unione va concordato un piano di “ammodernamento” del nostro Paese\ndal punto di vista strutturale, in funzione di un impatto eco-sostenibile. E’ questa una\ndelle tante sfide fondamentali che ci aspettano nei prossimi anni.\nE' ora di cambiare l'Italia in un Paese più giusto e moderno.\n\ne\n\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nA norma dell'articolo 21, comma 2, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. pa certifico che è vera ed\nautentica la firma apposta in mia presenza dal sig. CHITI rho. GE lla sis... Nato\nNapoli. sil . domiciliato in . oTTaVitho Vie LA doge\n. ela CL sp Rinz.sci ta. e pi da me identificato con il seguente documento: .\nCarte. ldoHi7e2\" CAA4ZU8EBGP rn lascichi Con.otTavizho il la rogo\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale nella quale può incorrere\nin caso di dichiarazione mendace.\nOt MI, aca.\nStudio Biovanni Andonuoio\nVia Tori, -80044 Ottayiano {NA)\nC.F: NDNGNN79MOAH931K\nP1vY905944831212\nTelefono; Fax: - - -\nDU\nleggibile (nome e cognome per esteso) e qualifica\ndel pubblico ufficiale che procede all’autenticazione\nAU. Grvehni Anolin2zia\n\nfo N ola\n21",
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          "text": "all' evasione fiscale. Per invertire questa rotta, si deve semplificare drasticamente il sistema fiscale, prendendo spunto da alcuni regimi già oggi esistenti, prevedendo pene severe per gli evasori. Devono essere incentivate le attività individuali, motivo per cui la tassazione, oltre che il regime previdenziale, devono pesare in modo progressivo in base al reddito e solo dopo una certa soglia minima e senza accanimenti su chi si è guadagnato alti profitti lavorando duramente. Il supporto alle categorie più deboli non può trasformarsi in premio alla mancanza di volontà o ai furbi.",
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          "text": "costo del lavoro, finalizzati al benessere di lavoratori e impresa e fondamentali per la lotta all' evasione fiscale. Per invertire questa rotta, si deve semplificare drasticamente il sistema fiscale, prendendo spunto da alcuni regimi già oggi esistenti, prevedendo pene severe per gli evasori. Tutela del Made in Italy in sede europea: l’atteggiamento dell'Italia nell' affermazione e la difesa del Made in Italy in Europa non è mai stato sufficientemente propositivo e incisivo. Ad esempio nel settore agroalimentare dove le nostre eccellenze abbondano.",
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          "text": "finalmente i parassiti grandi evasori pagheranno fino all' ultimo centesimo ed il ricavato sarà usato per saldare i debiti con le imprese creditrici della Pubblica Amministrazione. DELOCALIZZAZIONE, IMPORT ED EXPORT: le aziende italiane devono essere messe in condizione di non scegliere la delocalizzazione come unica soluzione per l’abbattimento dei costi del lavoro. Bisogna lavorare al fine di attuare le più puntuali e utili modifiche in campo di tassazione, per impedire alle aziende italiane di lavorare all' estero, attuando anche maggiori controlli in tutela dei lavoratori.",
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          "text": "RIFORMA CURE DOMICILIARI 2.0: Medico di Medicina Generale al centro del sistema Sanità, Network funzionante con gli specialisti, accesso alle risorse messe a disposizione dal Sistema Nazionale. Creazione e implementazione delle “Case della Salute”, nelle quali operino medici con differenti competenze (pediatria, geriatria, medicina interna); telemedicina integrata per il supporto a distanza e per il confronto diretto con specialisti; strumenti per effettuare esami fondamentali come elettrocardiogramma, ecografie allo scopo di ridurre gli iter di attesa ambulatoriali e/o la congestione degli ospedali.",
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          "text": "Promuovere strategie per l’approccio integrato alla medicina e alle cure, agendo sui programmi universitari e sulla sanità territoriale attraverso campagne di formazione e informazione. Investire per un cambio di paradigma, dall’attuale iperspecializzazione all' olistico integrato. Introduzione della figura del bio-medico nelle formazioni universitarie, con specializzazione e approfondimento di biochimica e biologia molecolare.",
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          "text": "assegnazione del ruolo, per tutti i docenti che hanno già lavorato nella scuola come precari da almeno 3 anni, senza ulteriori concorsi. Riforma degli orari di lavoro e delle retribuzioni e riconoscimento del lavoro sommerso: è altresì necessario unificare gli orari di lavoro rendendo palese anche il lavoro sommerso che, camuffato sotto la dicitura “funzione docente”, comporta molte ore di lavoro non riconosciute. Le retribuzioni dei docenti italiani, poi, sono tra le più basse in Europa: è urgente allinearle ai livelli europei, disegnando anche una progressione di carriera, attualmente inesistente, circostanza questa che appiattisce la categoria e demotiva i migliori e i più preparati.",
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          "text": "Riduzione della burocrazia e in particolare di adempimenti non rientranti nella funzione docente. Ripristino del tempo pieno con doppio organico nella scuola primaria: su richiesta delle famiglie e/o del Collegio Docenti, non come scelta ideologica ma come modello organizzativo capace di rispondere ai bisogni dei singoli e di prevenire/affrontare le criticità oggi diffuse (difficoltà di apprendimento, alunni immigrati, territori a rischio criminalità o degrado sociale).",
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          "text": "su tutto il territorio nazionale. Ambiente, clima e salute nel sistema urbano: i processi di urbanizzazione stanno trasformando la popolazione mondiale in \" cittadini\". dove non si intende quell’insieme di valori di equità, di accessibilità ai servizi ed alle risorse, di democrazia applicata, ma soltanto il fatto di vivere in un contesto urbano. La città dovrebbe rispondere quindi alla popolazione in termini di soddisfacimento delle aspirazioni e nel preservare uno dei valori più importanti, quello della salute, nella sua accezione più ampia fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.",
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          "text": "Gli allevamenti intensivi sono il maggiore fattore di inquinamento nel Pianeta, la recente siccità in Italia dimostra quanto sia fondamentale la tutela del patrimonio ambientale e faunistico del nostro Paese, in quella che viene definita la risoluzione della questione animalista. La stessa pandemia ha dimostrato quanto sia fondamentale lavorare per un corretto rapporto tra animali-ambiente-uomini.",
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          "text": "L'Italia ha bisogno di una nuova “onda” di innovazione, una nuova rivoluzione che caratterizzò il dopoguerra. Questo non con l'industria pesante ma innovando il Paese, con punti semplici, innovativi ed efficaci: Energia e Agricoltura: Nuova vita alle terre demaniali non coltivate per incentivare l’indipendenza energetica italiana e creare nuovi posti di lavoro.",
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          "text": "Imprenditori e sindacati devono sedere ad un tavolo comune, non più da nemici ma da collaboratori del lavoratore stesso. Cultura, Sport e Spettacolo, Commercio e Piccole e Medie Imprese, fortemente indeboliti dalla pandemia, sono i settori nei quali devono essere veicolati i maggiori investimenti. L’Arte, le eccellenze italiane famose in tutto il mondo, meritano una rivalutazione, attraverso agevolazioni che permettano al Made in Italy di crescere e affermarsi anche dal punto di vista economico, soprattutto nel sud del Paese. Il turismo è sinonimo di crescita, sviluppo e cultura.",
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          "text": "‘Nomina dei Comandanti Generali/ Capo della Polizia e dei Comandanti in seconda/ Vicecapo, sulla base del criterio di anzianità di grado tra i generali di corpo d’armata ed equiparati, al fine di garantire la piena autonomia rispetto all’Autorità politica. «Istituzione della Guardia Nazionale Volontaria, che riunisca i numerosi e diversi gruppi di volontari (es. protezione civile, carabinieri in congedo, gruppi alpini, soccorso alpino etc.), con un rilevante risparmio economico e di risorse mediante impiego di tali volontari per compiti ulteriori rispetto a quelli attuali, ad esempio in ausilio alle forze di Polizia.",
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          "text": "Essa alimenta il crimine organizzato, altra piaga mortale per il Paese, minacciando la libertà dei cittadini. La corruzione e il crimine organizzato sono i principali nemici della democrazia e della Giustizia sociale. Al di 1à delle leggi, esiste un dovere morale di avere il più sacro rispetto delle risorse pubbliche, la politica e l’etica non debbono essere contrapposte come è avvenuto finora, da qui l’esigenza di rafforzare i metodi a contrasto attraverso vari interventi: Introduzione del reato di conflitto di interessi. modifica del reato di autoriciclaggio, con l’aggravante in caso di corruzione, concussione o peculato.",
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          "text": "Maggiori tutele per le vittime di denunce strumentali. DIRITTI E GIUSTIZIA Introduzione del reato di conflitto di interessi. modifica del reato di autoriciclaggio, con l’aggravante in caso di corruzione, concussione o peculato.",
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          "text": "Sono attività criminali che, purtroppo, per i rapporti Istat crescono sempre di più nei nostro Paese, ma che possono essere contrastate anche da Bruxelles incentivando la collaborazione tra Polizie Europee e con il potenziamento di un registro unico europeo di casellario giudiziario e carichi pendenti: è un problema non solo italiano, ma anche europeo che va risolto imprescindibilmente partendo da Bruxelles. per questo che oltre a sensibilizzare i cittadini a non acquistare animali da compagnia nei negozi: sappiamo",
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          "text": "Migliorare il benessere degli animali negli allevamenti ed assicurare un vero rafforzamento della legislazione sul benessere animale tramite tutti gli Stati Membri dell'Unione Europea Nell’immaginario di molti uomini, scriveva un noto filosofo, ci sono “animali buoni da pensare” ed “animali buoni da mangiare”. Purtroppo alcuni e, soprattutto, “l’industria alimentare” la pensa così: crede cioè che milioni di animali possano nascere, crescere e morire solo in funzione commerciale.",
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          "text": "i\nPARTITO COMUNISTA ITALIANO - PROGRAMMA ELETTORALE 2022\nIl partito politico denominato “Partito Comunista Italiano” in sigla “PCI” è l’organizzazione politica della\nlotta di classe per il socialismo. Si ispira ai valori della Costituzione Repubblicana, della Resistenza e\ndell’antifascismo, e si richiama al miglior patrimonio politico e ideologico dell’esperienza storica del PCI, da\nGramsci a Berlinguer, e in particolar modo al pensiero gramsciano e togliattiano, della sinistra di classe\nitaliana e del movimento operaio e comunista italiano ed internazionale, alla migliore tradizione marxistaleninista, alle migliori esperienze del socialismo scientifico, alle conquiste dei movimenti per la pace ed\nantimperialisti, alle lotte ambientaliste, antirazziste, di genere e per i diritti civili. Le donne e gli uomini\nimpegnati nella ricostruzione del PCI riconoscono la centralità del conflitto tra capitale e lavoro, da\naffrontare insieme alla contraddizione capitale natura e quella di genere, ed operano per unire ed\norganizzare la classe lavoratrice; assumono la teoria gramsciana dell’egemonia; riconoscono\nl’internazionalismo quale fondamento della loro azione politica.\nIl Partito Comunista Italiano opera affinché la politica estera italiana, nel rispetto dell’articolo 11 della\nCostituzione, ripudi la guerra, promuova la pace, la pacifica coesistenza, la cooperazione multilaterale tra le\nnazioni e l’amicizia tra i popoli, in particolare tra i Paesi della regione euromediterranea, per un nuovo\ninternazionalismo proletario, contro la tendenza alla centralizzazione dei capitali. Le relazioni internazionali\ndel PCI con gli altri partiti comunisti, rivoluzionari, progressisti, si informano ai principi di indipendenza,\nuguaglianza, rispetto reciproco, solidarietà, cooperazione e non ingerenza.\nIl PCI persegue una politica di confronto, in piena indipendenza ed autonomia, con tutte le forze\ndemocratiche, progressiste e di sinistra che operano nel rispetto dei principi e dei valori della Costituzione\nRepubblicana, nata dalla Resistenza, senza cessioni di sovranità sulle questioni di fondo, ma capace di\ntrovare volta a volta la sintesi strutturata e non occasionale dell’unità d'azione. Promuove la connessione\ncon i movimenti progressivi della società, si batte per un’etica pubblica fondata sulla centralità della\nquestione morale.\nIl PCI considera particolarmente importante la partecipazione delle donne e delle ragazze alla vita del\npartito. Tutte le sue strutture sono impegnate perché si affermi la parità di genere nel partito, nelle\nistituzioni, nella vita pubblica.\nL'organizzazione del PCI è volontaria, unitaria, basata sul fondamentale principio del centralismo\ndemocratico. Tutte le iscritte e gli iscritti devono essere impegnati nella lotta per gli ideali e per\nl’applicazione della linea politica stabilita dal Partito.\nLo Statuto regola la vita interna, il buon funzionamento delle istanze del partito, il modo di lavoro e di\ncollaborazione delle militanti e dei militanti. Il rispetto dello Statuto contribuisce a costruire una forza unita,\nnon settaria, combattiva e democratica per realizzare gli obiettivi e il programma del partito.\nPunti programmatici\nLa congiuntura internazionale: guerra e pace\nLa congiuntura internazionale ha visto purtroppo diventare sempre più stringente l’alternativa tra pace e\nguerra. Negli ultimi tre decenni, abbiamo dovuto assistere alle continue iniziative belliche della Nato,\norganizzazione militare dell’Occidente capitalistico posta sotto stretto controllo statunitense, vero e\nproprio gendarme del mondo con compiti divenuti dichiaratamente offensivi: un ruolo che ha concretizzato\ne reso legittimo il “diritto di ingerenza”. Nelle tesi che nel 2016 hanno inaugurato la costituente comunista,\nelencavamo le suddette sciagurate incursioni: Panama (1989), Iraq (1991 e 2003), disgregazione della\nJugoslavia (1999), Libia (2011), Siria (2013). Senza dimenticare la sommossa di piazza Maidan direttamente\nalimentata in Ucraina, che ha deposto un presidente democraticamente eletto ed ha insediato un governo",
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          "text": "composto anche da personaggi di fede neonazista (2014) e che ha portato alla crisi tuttora irrisqlta del\nDonbass. A ciò aggiungiamo che, con l’inglorioso ritiro della coalizione Nato avviata a maggio di es\nsi è concluso l’impegno bellico in Afghanistan che per 20 anni ha visto le forze Nato, formalme\nimpegnate nella “guerra contro il terrorismo”, occupare una zona nevralgica dello scacchiere asiatico.\nSoprattutto, la Nato non ha cessato di allargare pericolosamente la propria influenza verso Est, fino a\ncircondare la Russia con basi armi, anche nucleari, dislocate nei Paesi confinanti. Una tale strategia\naggressiva - che tra l’altro non ha disdegnato, anzi ha organizzato il supporto dell’integralismo jihadista\n(come in Siria) - ha comportato ovviamente il consistente aumento delle spese militari globali, trainate da\nquelle Usa. Ancora una volta, cannoni invece che pane. Tuttavia, nuovi protagonisti si sono decisamente\naffacciati sulla scena del mondo. E le preoccupazioni dell’establishment Usa hanno riguardato il fatto che il\npendolo della storia sembra spostarsi inesorabilmente da Occidente a Oriente. Sono proprio le difficoltà\ninnanzitutto economiche degli Usa a spiegare quella che è divenuta una vera e propria crociata contro la\nCina: Già Obama aveva tentato una “strategia di contenimento” ad Est promuovendo il Transatlantic Trade\nand Investment Partnership (TTIP), ribattezzato da Hilary Clinton “la Nato economica”, e il Trans-Pacific\nPartnership (TPP) in chiara alternativa all’ “espansionismo” cinese. Successivamente, Donald Trump ha\nindurito il confronto, colpendo nel 2018 con tariffe e dazi i beni cinesi; e l’attuale presidente Usa, Joe Biden,\nin campagna elettorale ha dichiarato “la minaccia cinese la principale priorità”. Il fatto è che, ancor prima\ndel disastro sanitario determinato dall’emergenza pandemica, i numeri dell’economia mondiale avevano\ngià certificato la crisi capitalistica e, all’opposto, la crescita cinese. In Cina c’è oggi il 28,5% della produzione\nmanifatturiera mondiale (nel 1995 era il 5%); produzione che, al contrario, è scesa negli Usa dal 19 al\n17,2%. Secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI), per il biennio 2020/21 la Cina\ni socialista contribuirà per il 51% alla crescita mondiale, gli Stati Uniti per il 3%. Gli addetti ai lavori rilevano\nche gli Usa non sono ancora usciti da quella che si presenta come la più grave crisi economica dopo quella\ndel 1929: tenendo conto che per le statistiche Usa bastano poche ore di lavoro per risultare occupati, nel\nmaggio 2020 si è registrato il drammatico record di 34 milioni di disoccupati (il 14,7% della forza lavoro\ndisponibile). Dall’altra parte del mondo, un importante evento ha sancito la progressiva trasmigrazione\ndell’egemonia mondiale: il 15 novembre 2020, in Vietnam è stato firmato il Regional Comprehensive\nEconomic Partnership, un accordo di libero scambio sottoscritto da 15 Paesi asiatici che insieme\ncostituiscono un terzo della popolazione e del Pil mondiali. Si è trattato di un passaggio storico destinato a\nriconfigurare il commercio mondiale e a depotenziare la globalizzazione neoliberista a guida Usa. Al centro\ndi tale processo resta saldamente la Cina: un Paese a guida comunista, con un'economia mista in cui\nconvivono piano e mercato e in cui il pubblico ha un ruolo strategicamente centrale; un Paese in cui è stata\ndrasticamente ridotta la povertà, che ancora negli anni 70 dello scorso secolo affliggeva un terzo della\npopolazione e che oggi è scesa a poche decine di milioni su una popolazione di 1,4 miliardi. In tale contesto,\nhanno preso quota le relazioni tra i cosiddetti BRICS (acronimo dalle iniziali di Brasile, Russia, India, Cina,\nSud Africa, che riunisce comunque Paesi politicamente assai diversi); e ha cominciato a svolgere un decisivo\ncompito di sostegno allo sviluppo economico dei Paesi del Terzo e Quarto Mondo la New Development\nBank, creata nel 2015 con sede a Shangai, in alternativa allo strozzinaggio del Fondo Monetario e della\nBanca Mondiale. A confermare il protagonismo internazionale cinese è altresì sopraggiunto il varo della\nBelt and Road Initiative (BRI), meglio nota come Nuova Via della Seta, un gigantesco piano infrastrutturale\ndi rotte commerciali via terra e via mare con la connessa creazione di parchi industriali: un progetto che,\nsulla direttrice Asia/Medio Oriente/Europa, coinvolge 65 Paesi e che avrà quale principale veicolo di\nfinanziamento la Banca Asiatica di Investimento per le Infrastrutture (AIIB), appositamente costituita da\nPechino a maggio 2016. E’ importante sottolineare che la Cina sta cambiando lo statuto delle relazioni\ninternazionali, sottraendole al giogo dell’ordine globale a egemonia Usa e impostandole sulla base della\nparità e del reciproco vantaggio. Ciò avviene ad esempio con l’opera di veri e propri eserciti di ingegneri e\noperai cinesi nei Paesi poveri dell’Africa, saccheggiati per secoli dal colonialismo e dall’imperialismo\ndell’Occidente capitalistico. E avviene con l’appoggio ai Paesi che nel Sud America non intendono più essere\nil “giardino di casa” degli Usa e seguono la strada della costruzione di processi democratici, sullo\nstraordinario esempio di Cuba socialista e della rivoluzione bolivariana del Venezuela. Alla sfida della\ndecolonizzazione si aggiunge il profilarsi di una de-dollarizzazione. La Cina è infatti diventata il primo Paese\nimportatore di petrolio al mondo, superando per la prima volta nella storia gli Stati Uniti: e ciò ha iniziato a\nrendere meno pervasivo l’uso del dollaro nel sistema dei pagamenti petroliferi, lasciando spazio anche ai\n“petroyuan”. E’ precisamente quel che sta accadendo ad esempio negli scambi bilaterali tra Cina e Russia e\nin quelli tra Cina e Iran. Quando viene insidiata un’egemonia globale il rischio di pericolose involuzioni è",
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          "text": "cero l'angolo. Così si moltiplicano i patti commerciali e militari tra Paesi capitalistici tesi a\nen re (e circondare) la Repubblica popolare cinese. Tra i primi va menzionato il quadrilatero composto\nNe} da spit Uniti, Giappone, Australia e India (Quad), dal cui vertice è scaturita la comune volontà di\nA raiadi iduare ambiti di cooperazione economica e costruire un Indo-Pacifico “libero, aperto, mai piegato dalla\ncoercizione” (il riferimento alla Cina è del tutto evidente). Tra i secondi ha destato particolare\npreoccupazione, in primo luogo da parte cinese, il patto Aulus: un’intesa tra 3 grandi Paesi anglosassoni - gli\nUsa, il Regno Unito e l’Australia - nel cui ambito l’America di Biden si è dichiarata pronta a fornire\nall’Australia sottomarini a propulsione nucleare con relativi missili Tomahawk. Il fatto che gli Stati Uniti, la\nNato, il governo di Israele e la stessa Ue abbiano inserito l’uso delle armi nucleari nella loro strategia di\n“sicurezza” non contribuisce certo a rasserenare il clima. Questo attivismo aggressivo degli Usa preme sulla\nstessa Unione Europea condizionandone i rapporti con Russia e Cina; e ciò, pur nell’ambito di una\nsostanziale fedeltà atlantica, potrebbe dare luogo a qualche frizione: un’eventualità su cui è bene che i\ncomunisti agiscano. In generale, in considerazione di questa complessiva situazione, il Pci ripropone con\nforza come prioritario l’obiettivo della pace, l’uscita del nostro Paese dalla Nato e la liberazione del nostro\nterritorio dalla presenza di basi straniere (Usa e Nato) con il connesso armamento atomico.\nIl Pci rinnova inoltre il proprio impegno a sostegno della causa palestinese, del principio “due popoli due\nstati” e chiede all’Italia il riconoscimento dello Stato di Palestina, così come a sostegno di Cuba, contro il\nbloqueo, del Venezuela chavista e della sua rivoluzione bolivariana, della Siria, sottoposta, con altri paesi,\nad un embargo imposto dagli USA e dalla UE, che mina le condizioni materiali della popolazione, più in\ngenerale di ogni popolo che rivendica il diritto all’autodeterminazione, ad essere artefice del proprio\ndestino.\nQuesta Unione Europea va superata\nNelle già citate tesi del 2016, scrivevamo: “l’Unione Europea non rappresenta tutti i popoli e i Paesi\neuropei; e non è la nostra Europa”: ciò in ragione delle “contraddizioni strutturali” che l’attraversano. A\ndistanza di cinque anni, tale giudizio non è mutato; anzi, per certi versi, le motivazioni che lo sostengono\nsono divenute più stringenti. L’Unione Europea è ben lungi dall’operare in vista di un’Europa unita\n“dall’Atlantico agli Urali” e resta strutturalmente ancorata ad una cultura neoliberista e al modello\nmercantilistico tedesco, che vede nella deflazione salariale il principale strumento per assicurare recuperi di\nproduttività: per questo è rimasta votata non all’integrazione quanto piuttosto all’accentuazione delle\ndifferenze, a cominciare da quelle tra Paesi centrali creditori e Paesi periferici debitori. In generale, essa è\nsin dalla nascita espressione di una cultura politica ispirata da Friedrich von Hayek, il padre del liberismo: un\nimpianto concettuale che pone la centralità del mercato come stella polare della costruzione sociale e che\nfa dell’Ue uno dei poli dominanti della globalizzazione capitalistica. Non sorprende che un siffatto\naccentramento di potere continentale ambisca a svolgere un proprio ruolo imperialistico, come la corsa al\nvaro di un esercito europeo conferma. Siamo dunque lontani da quello cui miravano gli ideali europeisti di\nAltiero Spinelli. Come comunisti non possiamo che contrapporci radicalmente a quanti oggi insistono nel\nriproporre lo slogan “Più Europa”, riferendosi a questa Europa: un’Europa dell’austerity, costruita a misura\ndel grande capitale finanziario, lontana dagli interessi e dalle esigenze popolari, i cui Trattati costituiscono\nun vincolo “esterno” che è in antitesi con i principi basilari della nostra Costituzione (principi che restano un\nbaluardo per chi continua a lottare in vista di diritti sociali e politici, di una democrazia che sia sostanziale,\ndi una società diversa da quella vigente). Con il recente passaggio di consegne di Angela Merkel nella guida\ndella Germania, l’asse di fondo del progetto europeo non è destinato a subire mutamenti degni di nota. Per\nil nostro Paese la prospettiva non è delle più rassicuranti. Chiunque governi nello “Stato forte” dell’UE sarà\nchiamato a mantenere immutata la sostanza del Patto di Stabilità e Crescita, già sospeso per l'emergenza\npandemica ma per nulla abolito. Anche nel caso, ad oggi più probabile, di un governo della cosiddetta\n“Coalizione semaforo” - formata da socialdemocratici, verdi e liberali - la posizione tedesca non è destinata\na cambiare: resterà centrata sulla filosofia dell’austerità. Ciò significa che i 191 miliardi del Recovery Fund\nprevisti per l’Italia saranno vincolati al rispetto del suddetto Patto e resteranno legati all’attuazione delle\nfamigerate riforme strutturali. Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione UE, in proposito è\nstato chiarissimo: “Quando prepareranno i bilanci 2023, i Paesi europei dovranno tener conto che la\nclausola di sospensione del Patto di Stabilità verrà disattivata”. Così tornerà la disposizione secondo cui il\nrapporto Debito/Pil debba scendere in 20 anni al 60% e “i soliti noti” dovranno farsi carico della\nconseguente stretta: così come il governo Monti decise di varare la (contro)riforma Fornero in tema di età",
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          "text": "pensionabile e il governo Renzi mandò in soffitta l’art.18 dello Statuto dei lavoratori in tema di\nlicenziamenti illegittimi, il governo Draghi provvederà a ulteriori tagli di risorse sociali. Come We OA\nsin qui, noi comunisti continueremo a batterci contro questa Ue oligarchica e contro la progressiva cessi gua\ndi sovranità da parte dei suoi Stati membri, contro un processo che riduce ruolo e funzioni dei parlamenti,\ngli spazi di democrazia; continueremo ad operare in vista di un’Europa diversa che, in opposizione ad ogni\nchiusura autarchica e nazionalista, si costituisca come Confederazione di Stati indipendenti e sovrani. Si\ntratta di un percorso difficile, che deve-avvalersi del rilancio del rapporto con gli altri partiti comunisti e di\nsinistra europei, con i quali vanno organizzate campagne comuni (per il lavoro, la pace, l’uscita dalla Nato,\nla tutela dell’ambiente e il contrasto al riscaldamento climatico). Un percorso che, davanti ai rischi di\nimplosione dell’eurozona che vengono da destra (vedi l’aspra polemica promossa nei confronti di Bruxelles\ndai 12 Paesi membri che hanno richiesto finanziamenti comunitari per innalzare muri anti-migranti ai loro\nconfini), non può che includere la possibilità di un’uscita dall’euro del nostro Paese da sinistra. Questa\npolemica dei 12 Paesi anzidetti mette in evidenza infatti il contrasto tra Trattati europei e carte\ncostituzionali nazionali: una ragione in più per difendere, appunto da sinistra, il primato della nostra\nCostituzione antifascista.\nLa fase politica e la crisi del Paese.\nAncor prima dell’emergenza pandemica divampata all’inizio del 2020, l’Italia versava già in una grave crisi\nfinanziaria, economica e sociale. Le politiche antipopolari prescritte da Bruxelles e fedelmente applicate dai\ngoverni italiani (di centrodestra e centrosinistra) hanno impoverito il Paese: la cosiddetta austerity ha\n- continuato ad imporre sciagurati tagli di bilancio che hanno stroncato sul nascere la possibilità di riavviare\nuno sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile, capace di alimentare l’offerta e la domanda di\nbeni. Le retribuzioni di lavoratrici e lavoratori (le prime ancor più delle seconde) sono scese ben al di sotto\ndella media europea, rendendo tutti sempre più poveri, insicuri, soli, quali prodotto del modello imperante.\nLa riforma Fornero promossa dal governo Monti, con l'allungamento dell'età pensionabile, e l’affossamento\ndell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, attuato dal governo Renzi, sono il triste emblema di tali\npolitiche. La crisi pandemica, originata dal “salto di specie”, e da ricondursi anche e soprattutto alla\ndistruzione dell’ambiente, ai processi di antropizzazione in atto, ha ulteriormente aggravato una situazione\ngià pesante, dando anche spazio a proteste irrazionali e strumentalmente sostenute dalla destra fascista.\nTra i segni gravi di crisi sottolineabili vi è, per l’appunto, il proporsi in via non episodica di fenomeni espliciti\ne diffusi di neofascismo. Essi, mostrano un tratto endemico relativo alla nostra storia e cultura nazionali,\nevidenziandosi come il risultato di un lungo lavoro di erosione della memoria civile e di destrutturazione\ndella coscienza critica collettiva. Tali manifestazioni, sommandosi alla crisi materiale del Paese e al venir\nmeno di una funzione di orientamento e educazione dei partiti di massa di ispirazione antifascista e tra\nquesti, di una parte larga delle stesse forze della sinistra italiana; hanno permesso il ripresentarsi di pulsioni\ne pratiche apertamente fasciste sottolineate da atti d’odio razziale, nuovo antisemitismo, segni di rivolta\neversivi ed “antisistema”, nutrite dal disagio profondo di un Paese lacerato, impaurito ed impoverito.\nA fronte dell'offensiva capitalista in atto, tesa a smantellare, a negare i diritti sociali, nonché a mettere in\ndiscussione i diritti civili acquisiti, a negarne di nuovi -emblematica la questione LGBTQI+, il Pci rinnova il\nproprio impegno volto a promuovere forme di resistenza, di lotta in difesa degli uni e degli altri, iniziative\natte a rimettere in campo quanto necessario alla loro riaffermazione, al loro sviluppo. Diritti sociali e diritti\ncivili debbono e possono “marciare assieme”. Una politica che comprime le esigenze e le attese delle stesse\nnuove generazioni che ben testimoniano il carattere della crisi a partire da una condizione di precarietà\nstrutturale che nega una saldatura adeguata ed efficace tra studio (diritto allo studio) e prospettive di\nlavoro e di vita. Una precarietà di speranza e di futuro che accusa il nostro presente, figlia dell’assenza\nprima di tutto di un piano di investimenti e di un piano generale del lavoro in grado di risollevare l’intero\nPaese che -al netto di “retorica ed appelli” a più riprese rivolti ai giovani-, manca di uno sguardo del mondo\ne di un’idea generale della società italiana capaci di assumere in concreto, politiche innovative e di svolta in\ngrado di rispondere alle richieste di fondo dell’attuale generazione. Una condizione che deprivata di\nprospettiva, incrocia elementi di impoverimento delle relazioni e della convivenza, spinge al rifiuto della\npartecipazione attiva alla vita pubblica e alla politica, produce in più d’un caso seri fenomeni di perdita di\nruolo e di ripiegamento (abbandono dello studio e contemporanea rinuncia alla ricerca di un lavoro). In\nproposito, è necessario dare segnali culturali e politici di forte inversione. A fronte di tutto ciò, i comunisti",
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          "text": "\\\n0; no al profitto sulla salute, rilancio del servizio pubblico, costruzione di nuove politiche del lavoro e\njr oifche innovative per i giovani e le ragazze. Per un nuovo modello di sviluppo socialmente equo ed\nRi stenibile, “Più Stato e meno mercato”.\nLa questione istituzionale: Costituzione, democrazia e rappresentanza\nCon il nuovo millennio è stata accelerata una serie di trasformazioni degli assetti istituzionali, che, a partire\ndagli anni Ottanta, hanno progressivamente sostituito la Carta del con una Costituzione materiale,\nsempre più adatta a supportare il sistema capitalista, la sua ineludibile ristrutturazione e la costante\ncessione di sovranità del Paese verso l’Europa. Un processo che, con il passaggio dalla 1° alla 2° Repubblica,\nha comportato l’affievolimento progressivo della partecipazione popolare e lo snaturamento del ruolo e\ndella funzione costituzionale dei partiti di “rappresentanza organizzata della volontà popolare” (art. 49 della\nCostituzione). Ciò ha determinato un profondo distacco dei cittadini dalla “res pubblica”, diffondendo\npopulismi di ogni genere, antipartitismo e antipolitica; e innescando il crescente fenomeno\ndell’astensionismo (in un contesto predisposto per una completa americanizzazione della politica). La\nmarginalizzazione della stessa funzione del Parlamento, con lo spostamento dei centri decisionali dalle\nassemblee rappresentative agli organismi esecutivi, ha messo sempre più in discussione lo stesso principio\nfondamentale della nostra democrazia parlamentare: la divisione ed il bilanciamento dei poteri.\nL'abolizione del sistema elettorale proporzionale dagli anni Novanta in poi ha dato il via a varie leggi\nelettorali d'impostazione maggioritaria che, nel tempo, hanno sempre più limitato la presenza delle forze\npolitiche minori nelle assemblee parlamentari e territoriali e falsato la proporzionalità della\ni rappresentanza, con meccanismi premiali, che regalano ad una minoranza più seggi dei voti ricevuti: è stato\ncosì vanificato il criterio fondamentale della democrazia rappresentativa. A indebolire ulteriormente il ruolo\ndel Parlamento, si è aggiunto di recente il taglio del numero dei parlamentari: un'ennesima “modifica”\ncostituzionale (concessa al dissennato populismo demagogico grillino). Con ciò, intere aree del Paese\nresteranno senza rappresentanza parlamentare, e, se non si cambierà il vigente sistema elettorale\n(rosatellum), si renderà sempre più difficile quella delle forze minori e/o nuove, le quali per sopravvivere\nsaranno costrette ad allearsi con i partiti maggiori. Come avvisava Terracini, “quando si vuole diminuire\nl’importanza di un Organo rappresentativo, si comincia sempre con limitarne il numero dei componenti”.\nNoi comunisti chiediamo da tempo una nuova legge elettorale, che faccia rispettare la effettiva\nproporzionalità della rappresentanza: urge, più che mai dopo il taglio dei parlamentari, un sistema\nproporzionale puro, senza sbarramenti, che ripristini l’uguaglianza del diritto all’esercizio del voto (una\ntesta, un voto), riporti il suffragio universale a fondamento della partecipazione democratica; ridia\nequilibrio al rapporto tra forma di Governo e rappresentanza politica. Lo smantellamento, pezzo per pezzo,\ndi una delle più avanzate Costituzioni democratiche al mondo, tanto da essere ritenuta dalla finanza globale\ne dal capitale internazionale “troppo socialista” e di ostacolo allo sviluppo capitalista, sta gradualmente\ncambiando la forma dello Stato e la forma di Governo. Si è cominciato con la violazione dell’art. 11, durante\nil Governo D’Alema, per proseguire con la modifica del Titolo V° della Costituzione che, dal 2001, ha dato la\nstura a molte delle c. d. riforme costituzionali (spesso ascrivibili a Governi di centro sinistra), le quali hanno\nindotto scompensi agli assetti e agli equilibri istituzionali, a partire dai rapporti tra Stato e Regioni. Ne è\nderivata di recente la proposta di legge sulla c.d. autonomia regionale differenziata, che frantumerebbe la\nRepubblica in venti “feudi”, aumentando le disuguaglianze e la disparità di diritti da Regione a Regione,\nsottraendo alla funzione regolatrice dello Stato decine di materie fondamentali per la coesione del Paese. Si\nrealizzerebbe in tal modo il sogno separatista della Lega: una vera e propria secessione dei ricchi.\nOccorre ripartire da un’attenta analisi delle risorse e delle funzioni delle Regioni, per rimettere in\ndiscussione le modifiche del 2001 al Titolo V°, tramite una proposta di legge attuativa, che introduca una\n“clausola di supremazia” a favore dello Stato, attualmente prevista solo per | ‘emergenza sanitaria. Ed è\nnecessaria anche una nuova e diversa regolamentazione delle competenze Stato/Regioni in altre importanti\nmaterie, come la scuola, l’ambiente, la gestione del territorio, le infrastrutture, per porre fine al caos di\nventi sistemi regionali diversi e ripristinare il generale principio dell’interesse nazionale, promuovendo il\nriequilibrio nel divario Nord/Sud, come prevede esplicitamente la Costituzione. Di questi continui attacchi\nai valori della Carta del ‘48, fanno parte anche: l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione (art.\n81); l’incompatibilità della normativa dell’ Unione Europea con diverse norme costituzionali; il\ndissolvimento del patrimonio pubblico, tramite continue svendite e privatizzazioni di aziende, beni e servizi,\nin contrasto con “l’utilità sociale” prevista dall’art. 42; il tentativo renziano (sconfitto nel 2016), di",
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          "text": "stravolgere 47 articoli della Costituzione; la partecipazione alle guerre della Nato; la riforma della Giustizia,\ncon la separazione delle carriere (per mettere sotto controllo la libertà del giudice). In questa fase il Pci è\ndunque chiamato ancora una volta a difendere l’assetto costituzionale dello Stato e il ruolo stesso der\nparlamento, contrastando con tutte le sue forze ogni disegno di progressiva sostituzione della Repubblica\nparlamentare con quella presidenziale. Resta essenziale la ferma opposizione dei comunisti contro ogni\nstravolgimento della nostra carta fondamentale: rilanciare il disegno originario e la completa attuazione\ndella Costituzione, custode dei valori” dell’antifascismo. Un governo che attuasse pienamente la\nCostituzione, ad esempio, potrebbe chiedere, in applicazione degli artt. 41, 42 e 43, per motivi d'interesse\ngenerale, l’espropriazione della proprietà privata; il controllo pubblico su banche e settori finanziari; la\nripubblicizzazione di Aziende privatizzate, che gestiscono servizi di pubblica utilità e la reale\nnazionalizzazione delle imprese strategiche (Ilva, ex Alitalia, Eni, Enel, Ferrovie ecc.). “+ Stato e - mercato”,\nonde garantire a tutti i cittadini i servizi pubblici essenziali e le fonti di energia. Nella situazione data, la\nprospettiva della costruzione di una società socialista dovrà partire, dunque, da una necessaria e rigorosa\nriorganizzazione degli assetti istituzionali e dal controllo democratico degli apparati dello Stato, in grado di\nricostituire quel nesso tra socialismo e democrazia di cui parlò Togliatti, mentre contribuiva alla stesura\ndella nostra Costituzione.\nLa questione meridionale\nLa crisi con la quale il Paese è chiamato a fare i conti, risulta particolarmente marcata in relazione al\nmezzogiorno. Tutti gli indicatori evidenziano infatti la pesante regressione che ha investito il sud, il suo\ntessuto produttivo, la condizione materiale di tanta parte dei suoi abitanti a seguito delle politiche liberiste\npromosse in questi anni dal centrodestra e dal centrosinistra, ai diversi livelli, in un quadro oscillante tra\nrecessione e stagnazione. Emblematico è quanto attiene all’occupazione, in particolare quella giovanile, alla\ncondizione reddituale, all’aumento costante dei tassi di povertà relativa ed assoluta. Il necessario\nriequilibrio tra nord e sud è rimasto lettera morta, oggetto di mera propaganda, le aspettative di volta in\nvolta generate sono risultate disattese. Ciò a cui si è assistito, in realtà, è stato un gigantesco spostamento\ndi risorse pubbliche dal sud al nord (emblematica la vicenda dei fondi FAS) ad un progressivo\ndepauperamento del meridione, che lo ha portato ad essere largamente terra di conquista per la\nspeculazione, per il malaffare, preda di un sistema mafioso sempre più organico ai centri economici e\nfinanziari, pervasivo, irradiato stabilmente sull'intero territorio nazionale. Siamo di fronte, nella sostanza,\nad un allargamento del divario tra nord e sud del Paese. Il governo Draghi, come altri prima di lui, ha\nformalmente posto la questione meridionale tra le proprie priorità, ma le risorse ad essa indirizzate\nattraverso il Recovery Found, soprattutto i progetti contenuti nel Recovery Plan, si evidenziano inadeguati\nalle reali necessità del sud, ancora una volta più orientati agli interessi dei poteri forti che al reale riscatto\ndello stesso. Noi, anche in relazione all’attualità del pensiero meridionalista gramsciano, restiamo convinti\nche il rilancio del sud è decisivo per il futuro dell’Italia. Serve una svolta profonda. Il sud abbisogna di un\nforte intervento dello Stato, volto ad una adeguata infrastrutturazione, allo sviluppo di un tessuto\nproduttivo capace di assecondarne le potenzialità, la vocazione, lontano dalla logica delle “cattedrali nel\ndeserto” affermatasi in passato, teso a valorizzare, tutelandole, le grandi risorse ambientali, culturali delle\nquali dispone, a chiamare a raccolta le capacità, le intelligenze delle quali può avvalersi. Il sud del Paese può\nproporsi come ponte per il collegamento tra l’Italia ed i Paesi del Mediterraneo, con l’Asia, cogliere le\npotenzialità date dai processi di interconnessione sempre più marcati tra le diverse aree del mondo in atto.\nLa questione meridionale è soprattutto una questione politica. Noi, il Pci, la assumiamo sino in fondo.\nAnche per queste ragioni, diciamo no al disegno di legge relativo al progetto di Autonomia differenziata\nrecentemente proposto dal governo, che allarga la forbice delle diseguaglianze e determina un'ulteriore\ndivaricazione tra regioni ricche e regioni povere, esponendo la Repubblica al pericolo di un suo\nsmembramento.\nLavoro: questione prioritaria\nDa decenni è in atto, da parte dei padroni, un attacco non solo contro i lavoratori ma contro il lavoro\nstesso, che persegue la definitiva \"presa del potere\" delle imprese e conseguente umiliazione delle\nIstituzioni, dello Stato e del settore pubblico. È un disegno che porta alla dismissione di attività industriali\nimportanti, anche strategiche, e l'impoverimento del tessuto produttivo del nostro paese. Un declino che",
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          "text": "migra reversibile e che viene accompagnato e incentivato dalle politiche di governi che si sono succeduti\na o subito in maniera acritica i dettami delle associazioni imprenditoriali favorendo delocalizzazioni,\nNe ito/di diritti, aumento della precarietà, diminuzione delle retribuzioni, possibilità di licenziamento... A\na sudditanza bisogna, purtroppo, aggiungere il progressivo sfaldamento e la frammentazione delle\norganizzazioni sociali e politiche che avrebbero dovuto rappresentare chi vive del proprio lavora, facendosi\ncarico della difesa e dell'ampliamento dei loro diritti. Abbiamo assistito a una debolezza oggettiva che ha\ncontribuito a una situazione di crescente rassegnazione. Il lavoro, di fatto, non è stato più ritenuto quel\nfattore fondamentale di inclusione sociale, emancipazione individuale e partecipazione alla vita collettiva,\nsottolineato dalla nostra Costituzione. Ultimamente, però, stiamo assistendo a una (ri)presa di coscienza da\nparte di lavoratrici e lavoratori che sono scesi in lotta per difendere l'occupazione ma che, oltre alla\nresistenza, stanno tentando di passare all'attacco e di (ri)jcostruire un movimento ampio unendo i conflitti\nche si organizzano in numerose realtà.\nSi deve e si può cambiare la politica per il lavoro, e il Pci avanza le seguenti proposte:\n(1) riduzione del tempo di lavoro, al duplice scopo di migliorare la qualità della vita con la contestuale\nassunzione di nuovi lavoratori. La riduzione dell’orario di lavoro deve avvenire a parità di retribuzione;\n(2) riscrittura del diritto del lavoro, attraverso una legge di sistematico rovesciamento della disciplina e dei\ncontenuti normativi attuali, a cominciare dal fondamentale ripristino dell’articolo 18 e dalla sua estensione\na tutti i lavoratori;\n(3) abolizione del lavoro precario e di ogni forma di caporalato, rivedendo e riducendo al massimo le\ntipologie dei rapporti cosiddetti atipici e soprattutto rendendo nuovamente causali i contratti a tempo\ndeterminato, oltre a fornire garanzie giuridiche e continuità retributiva, a carico della finanza pubblica, dei\nlavori intermittenti e stagionali;\n(4) salvaguardia dell'occupazione impedendo il ricorso indiscriminato ai licenziamenti;\n(5) contrasto alle delocalizzazioni con apposita legislazione che preveda il recupero maggiorato dei\nfinanziamenti pubblici erogati e impedendo qualsiasi speculazione con il vincolo delle aree dismesse a uso\nproduttivo o sociale;\n(6) salute e sicurezza sul lavoro, intesa non solo in relazione agli infortuni ma anche alle malattie\nprofessionali introducendo in primo luogo anche per legge la possibilità di contrattazione\nsull’organizzazione del lavoro da parte di lavoratori e lavoratrici in collaborazione con gli organi preposti\nalla vigilanza ed al controllo, che devono poter contare su adeguate e diffuse risorse umane e materiali per\ntutti i settori produttivi, istituendo il reato di omicidio sul lavoro, reintroducendo la piena responsabilità del\ndatore di lavoro, aumentando i tempi necessari per la prescrizione dei reati sul lavoro;\n(7) revisione della disciplina degli appalti, eliminando gli appalti dei servizi consistenti in fornitura di sola\nmanodopera, ancorché diretta dall’appaltatore, e forte limitazione, qualitativa e quantitativa, della\npossibilità di ricorso ai subappalti;\n(8) messa a punto di nuovi strumenti di lotta al lavoro nero con l'introduzione di sanzioni progressive per la\nmancata regolarizzazione anche su disposizione degli organi ispettivi;\n(9) revisione e ricostruzione di un sistema di ammortizzatori sociali che favorisca il mantenimento\ndell’occupazione, anche nelle fasi di possibile subentro di nuove iniziative di nuovi imprenditori ed in\noccasione di procedure concorsuali;\n(10) valorizzazione in tema di retribuzione della garanzia dell’articolo 36 della Costituzione, sotto il profilo\ndella salvaguardia del potere d’acquisto reale e della adeguatezza alla qualità, oltre che alla quantità della\nprestazione; anche a tale riguardo si pone con forza la questione dell’aumento dei salari e degli stipendi;\n(11) introduzione di un reddito minimo garantito orario di perlomeno 10 euro netti;\n(12) introduzione di un reddito sociale garantito per chi è senza lavoro e/o in fasce d’età ormai espulse dal\nmercato del lavoro, da ordinare con la legislazione di allargamento dell’occupazione, attraverso la riduzione\nd’orario; in ogni caso estensione dell’assegno sociale nella fascia d’età 56/65 anni per i soggetti in possesso\ndei requisiti previsti dalla legislazione sull’assegno sociale;\n(13) sul piano collettivo e della democrazia sindacale, introduzione di una legge sulla rappresentanza\nsindacale che metta al centro il consenso dei lavoratori destinatari di ogni negoziazione e contenga\ncomunque forti garanzie antidiscriminatorie;\n(14) salvaguardia del contratto collettivo nazionale di lavoro come fonte principale di disciplina dei rapporti\ndi lavoro, con previsione di applicazione dello stesso ai soci lavoratori di impresa cooperativa, e regolazione",
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          "text": "adeguatamente incentivata di una contrattazione integrativa non contraddittoria risp to ..alla\ncontrattazione nazionale; Ea i\n(15) necessità di un piano di sviluppo della ricerca e dell'innovazione tecnologica che devono diven j\nstrumenti per consentire di lavorare meno, meglio, in sicurezza;\n(16) lo Stato e il pubblico devono assumere il ruolo di protagonisti dell'economia e dello sviluppo del nostro\npaese anche con la costituzione di.un nuovo IRI. La parola d'ordine “Più Stato e meno mercato” è più che\nmai attuale e necessaria.\nIn ultimo, ma non certo per importanza, tra i temi che incidono direttamente sulla disuguaglianza e\nl’assenza di giustizia sociale, va sottolineato il persistere di una scandalosa questione fiscale. Nel nostro\nPaese il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale e contributiva costituisce un vero e proprio capitolo\ndella lotta di classe. Un quinto del Prodotto Interno Lordo (Pil) sfugge al controllo dello Stato. Questo, oltre\na sollevare una scandalosa e inaccettabile questione etica, comporta il fatto che venga sottratta alla\ncollettività una massa enorme di risorse le quali, viceversa, potrebbero essere destinate al miglioramento\ndei servizi sociali e a potenziali investimenti pubblici, per creare nuova occupazione ed aumentare la\nsicurezza sui posti di lavoro. ll Pci propone il rafforzamento delle risorse da destinare alla lotta all’evasione,\naumentando in misura consistente il contingente di chi, in questo campo, controlla e persegue i reati. Oltre\na ciò, si batte per un decisivo aumento della progressività fiscale, rimodulando gli scaglioni di reddito per\nfar pagare di più a chi a chi ha di più, e di meno a chi ha di meno. E’ in questo contesto che proponiamo una\ntassa patrimoniale sulle grandi ricchezze.\nWelfare: qualità dello sviluppo e diritti, un binomio inscindibile\nAnche il sistema del welfare italiano, tra le maggiori conquiste dell'Italia repubblicana, è stato e continua ad\nessere sotto attacco all'insegna della cultura liberista imperante. Le politiche portate avanti dai governi di\ncentrodestra e di centrosinistra che si sono succeduti alla guida del Paese, e che oggi caratterizzano il\ngoverno Draghi, che di quella cultura è più che mai espressione, sono emblematiche. Esse sono state\nperseguite in vario modo: attraverso un vero e proprio processo di controriforma dell'assetto legislativo e\nnormativo affermatosi in materia (emblematico il caso della previdenza); con la determinazione delle\ncondizioni per il suo svuotamento, in particolare attraverso la riduzione di questo o quel capitolo di spesa\n(ad esempio il fondo per le politiche sociali, quello per la non autosufficienza, quello per l'affitto, etc.); con\nil mantenimento in condizioni di sotto finanziamento strutturale di interi settori (evidente il caso della\nsanità). Tutto ciò, motivato con la necessità della sostenibilità del sistema, della riduzione della spesa\npubblica in funzione della riduzione del debito pubblico, nel frattempo salito progressivamente, per ben\naltre ragioni, altro non è che il frutto dell’apologia liberista imposta dall'Unione Europea. Ciò a cui abbiamo\nassistito è una riduzione progressiva della quantità e della qualità dei servizi offerti alla popolazione,\nl'impoverimento del sistema di protezione sociale. Cosa questo comporti si è reso evidente a fronte della\npandemia da Covid-19. Che questo Governo non intenda affatto cambiare rotta è reso evidente dalle\ninsufficienti risposte che lo stesso ha messo in campo, anche attraverso il PNRR per rispondere alla\nconclamata crisi del SSN, all'assenza di adeguate risposte, in termini di servizi e di sostegni economici, al\ncrescente disagio, alla crescente povertà di ampi strati della popolazione, nonché, emblematicamente,\nsancendo in questi giorni il ritorno di fatto alla “Legge Fornero” in tema di pensioni, ad una legge che di tali\npolitiche antipopolari rappresenta l’emblema. In relazione a quanto è accaduto, a quanto accade, alle\nragioni che ne sono alla base, occorre rimettere al centro lo spirito originario del dettato costituzionale,\ndifendere i principi di universalità, solidarietà, equità che hanno caratterizzato lo sviluppo del welfare\nitaliano. Il problema è politico, le risorse ci sono. Occorre acquisire l'idea di produttività sociale del sistema\ndi welfare, la qualità dello sviluppo ed i diritti vanno assunti come un binomio inscindibile. Il Pci è per una\nqualificata sanità pubblica, universale, gratuita; per la ridefinizione dell’assetto dei servizi di prevenzione,\ncura, riabilitazione ospedalieri e territoriali, per una diffusa rete di servizi sociali e socio-sanitari rivolta agli\nanziani, ai disabili, a tutti coloro che vivono condizioni di difficoltà; per un piano straordinario di edilizia\npopolare basato soprattutto sul recupero e la qualificazione del patrimonio edilizio esistente, per un\nadeguato sostegno all’affitto; per il superamento della “Legge Fornero”, attraverso il ritorno alla normativa\nprecedente, debitamente integrata in relazione ai cosiddetti lavori usuranti, per uniformare la\ncontribuzione ai fini previdenziali delle diverse tipologie di rapporto di lavoro, per separare nettamente la",
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          "text": "gi enza dall’assistenza, per il superamento della frammentazione delle diverse casse previdenziali\npo îpti, per portare le pensioni minime a 1000 euro al mese.\nSEI\nTutela ambientale e del territorio, agricoltura, assi di un nuovo sviluppo\nLa crisi pandemica da Covid-19 che ha colpito l’intero pianeta è una delle conseguenze dei cambiamenti\nclimatici, considerati possibile causa di’malattie pandemiche da zoonosi, cioè di origine zootecnica che si\nsono succedute in questi decenni e che sono da mettere in correlazione con: il consumo di suolo; la\ndistruzione del territorio e delle risorse naturali; le varie forme di inquinamento. Tali patologie hanno\ncolpito la specie umana indotte dal “salto di specie”, dagli animali all’uomo, che è stato determinato dalla\npressione antropica e dalla distruzione degli habitat naturali delle specie selvatiche, nonché dall’impatto\ndelle attività dell’uomo sugli ecosistemi, sulle pratiche agricole, sui sistemi di allevamento, sulla distruzione\ndella biodiversità. | cambiamenti climatici, che hanno prodotto un aumento del 30% degli incendi nel\nmondo e contribuiscono al consistente e inquietante fenomeno dello scioglimento dei ghiacci, sono la\nconseguenza del riscaldamento globale e delle modificazioni che le attività umane provocano sugli equilibri\ndella biosfera, con le emissioni di gas a effetto serra, e quindi sulle condizioni di territorio e ambiente.\nIn questo contesto mondiale, la situazione climatica e ambientale italiana, condizionata dal modo di\nprodurre capitalistico, in un territorio fragile dei Comuni è interessato da dissesto idrogeologico) su\ncui si è intervenuti nella quasi totale mancanza di controllo, risulta disastrosa. Frane, alluvioni, terremoti,\nslavine/valanghe -fenomeni di per sé naturali- si inseriscono nel quadro di un territorio fortemente\nantropizzato cresciuto al di fuori di ogni pianificazione territoriale e urbanistica, segnato da molti decenni di\nmalgoverno nell’uso dei suoli (cementificazione del suolo e delle aree fluviali, grandi opere infrastrutturali\ndannose e molto dispendiose oltre che inutili, trivellazioni in terra e in mare, abusi e condoni edilizi,\nmancata messa in sicurezza degli edifici in zone sismiche, incendi dolosi dei boschi; gestione di smaltimento\ndei rifiuti da parte di imprese legate alla mafia) e da politiche energetiche e finalizzate alla mobilità,\nincoerenti e subordinate in via principale ai grandi interessi affaristici e speculativi.\nUn Paese che in dieci anni non è riuscito ad attuare “l’esito referendario” per il diritto all’acqua pubblica e\nper il superamento e la chiusura della stagione del nucleare, che non ha saputo e voluto proporre scelte\ninnovative per un deciso cambiamento delle politiche ambientali e territoriali anche attraverso strumenti\ncome il Piano del Rilancio e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, scegliendo -così- di continuare ad\nignorare le cause di una crisi che in pari tempo è sanitaria, climatica, ambientale e sociale. Il tutto,\nriproponendo scelte poste a base di una logica del profitto, mentre vi è la necessità di una transizione e\nconversione ecologica e di una rigenerazione ambientale e territoriale che salvaguardi gli ecosistemi; lotti\ncontro l’inquinamento ed i cambiamenti climatici, riduca e azzeri il consumo di suolo e la deforestazione,\nconservi la biodiversità agricola rigenerando la fertilità della terra. Una transizione e conversione ecologica\ned una rigenerazione ambientale che osservino modelli dove: (01) la natura non sia più sottomessa alla\ntecnologia e sfruttata per l’accumulazione capitalistica; (02) il territorio, contenitore di tutte le attività\numane e supporto delle condizioni di vita degli esseri viventi a partire dalla produzione di cibo, divenga\nbene collettivo in quanto è sempre più scarso e non riproducibile. (03) si operi per una tutela reale ed\naccorta dei suoli (al di là del loro regime privato o pubblico); (04) si dia sostanza alla riflessione sulla\nproduzione che deve essere conseguente a decisioni collettive circa il che cosa, per chi, quanto e come si\nproduce; (05) si affrontino le contraddizioni capitale-lavoro e capitale-natura (facce dello stesso\nsfruttamento capitalistico) insieme al movimento sindacale e ai movimenti ambientalisti nazionali e locali,\nmediante lotte che siano contemporaneamente per il lavoro, per l'ambiente e per la salute (come avvenuto\nnel caso dell'ex Ilva di Taranto); (6) si dia attuazione all’esito referendario e si inserisca il Diritto all’acqua\npubblica in Costituzione. In questa prospettiva si pone anche la necessità di un’aggiornata riflessione circa\nle politiche agricole. Le attuali forme di agricoltura sono la causa principale della perdita di suolo e\ncontribuiscono in modo significativo alle emissioni di gas serra. In particolare, l’agricoltura intensiva è\nresponsabile della estinzione delle specie e del 15% delle emissioni climatiche europee, con una diffusa\ncontaminazione da pesticidi dei terreni agricoli e con la perdita del suolo fertile più velocemente di quanto\nesso riesca a rigenerarsi. Nonostante questa situazione la PAC (Politica Agricola Comune), continua a\nfinanziare politiche di agricoltura intensiva mettendo ulteriormente in pericolo il territorio e le risorse\nnaturali. Serve, invece, operare con decisione per dar vita ad una agricoltura ecologica oggettivamente\nsostenibile in grado di garantire la sicurezza alimentare, restituendole il ruolo di cerniera tra città e\ncampagna. Un’agricoltura che ristabilisca una vocazione produttiva “multifunzionale” incrementando il",
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          "text": "profilo biologico quale punto di riferimento per la gestione del territorio e delle sue risorse, di\nverso il sostegno e la ridefinizione del ruolo stesso dell'agricoltore, inteso come operatore/gestÒri def\nterritorio capace di garantire salvaguardia delle risorse agricole e salute dei consumatori. E’ necessario\ninoltre, attivare una coraggiosa politica di assegnazione di terre incolte ed abbandonate ai giovani\ncontadini, alle cooperative agricole e ai piccoli imprenditori, aprendo la strada a nuove opportunità\nproduttive e/o lavorative. La difesa del bene comune, dell’ambiente e della salute pubblica, assumono una\npriorità per una politica sociale ed economica nuova, dove l’economia si pone al servizio dell’ambiente e\ndel territorio e non viceversa. E’ urgente cambiare pagina. Serve un cambiamento profondo dei nostri\norizzonti, per dare una prospettiva alle future generazioni, in quanto non possiamo continuare ad adattarci\nai cambiamenti climatici non assumendo, in merito, scelte strutturali di cambiamento. Non è la resilienza la\nnostra prospettiva di vita, né lo sono le soluzioni dettate dal capitale, bensì la messa in atto di una\ncoraggiosa politica non asservita alla logica del profitto.\nIstruzione e ricerca: per un sapere critico quale strumento di liberazione\nSi è aperta una nuova fase dell'iniziativa capitalistica nei confronti della scuola, dell'università, della ricerca.\nIl tentativo di funzionalizzare completamente agli interessi del sistema delle imprese gli apparati formativi e\nscientifici del nostro Paese, con una narrazione all’impronta della centralità della formazione e della ricerca\nnella vita del Paese e l’ideologia delle competenze, nasconde un attacco alla libertà d'insegnamento, al\ndiritto allo studio, al carattere critico del sapere. Il PNRR non solo indirizza verso gli interessi dei grandi\ngruppi capitalistici notevoli risorse destinate a ricerca e formazione, ma introduce mutamenti strutturali\nche colpiscono alla radice il carattere pubblico e democratico delle istituzioni formative e culturali. In\nquesto quadro i problemi antichi del comparto della conoscenza possono solo inasprirsi. Il precariato, le\nretribuzioni tra le più basse d’Europa, la drammatica situazione dell'edilizia scolastica e più in generale le\ncondizioni di sicurezza (la cui insufficienza è emersa drammaticamente con la pandemia), l’assenza di\npolitiche reali per il diritto allo studio sono problemi che non vengono affrontati e sempre più saranno un\nostacolo allo sviluppo sociale, civile e anche economico del Paese. Il Pci, ribadendo la propria convinzione\ncirca la necessità di innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni, di eliminare il numero chiuso all’università\n(emblematico quanto determinato, di contro, alla facoltà di medicina e chirurgia in relazione alla pandemia\nda Covid 19), denuncia e contrasta queste scelte in nome della lotta alle disuguaglianze e di un’idea di\nsapere critico come strumento essenziale di liberazione. Con la consapevolezza delle difficoltà che ci stanno\ndavanti ma anche con la fiducia che il mondo della conoscenza del nostro Paese sia ricchissimo di energie\nintellettuali, in particolare tra le giovani generazioni, essenziali per opporsi ai disegni reazionari e aprire una\nnuova fase della vita nazionale.\nLiberazione delle donne\nLa subordinazione femminile e la condizione di sfruttamento delle donne, sono il prodotto storico della loro\nesclusione dai rapporti produttivi con la conseguente relegazione nell’ambito familiare che il sistema\ncapitalistico ha accentuato.\nLa liberazione delle donne come affermazione di un’identità di genere non subordinata alla logica, alla\ncultura e al linguaggio maschili assunti come “naturali” e “universali. Il primo passo in tale direzione\nconsiste nella riappropriazione del proprio corpo, della propria sessualità e affettività, della propria\nmaternità, frutto di una libera scelta compatibile nei fatti, con l’essere insieme madri, lavoratrici e attrici\nsulla scena pubblica e politica.\nGli obiettivi per cui lottare in funzione della liberazione ed emancipazione femminile, richiedono una\nprofonda trasformazione sociale. 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          "text": "pei PIA in merito al ruolo delle donne nella storia e nella società, al fine di superare gli\nstereotipi di genere abbattendo ogni forma di violenza (educazione sessuale e valorizzazione delle\nenze di genere, etnia, classe sociale, orientamento sessuale); presa di coscienza circa le differenze\nbiologiche uomo/donna, affermando una medicina di genere nella prevenzione delle malattie e dei fattori\ndi rischio nei luoghi di lavoro, nelle diagnosi e nelle cure, come previsto dall'art.3 Legge 3/2018; (mì)\ncontrasto alla sfruttamento sessuale delle donne e al business dell’utero in affitto.\nPer l’attuazione dei punti programmatici il Partito Comunista Italiano indica quale capo della forza politica il\nsegretario nazionale Mauro ALBORESI.\nAge\nne AA AR\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nA norma dell’articolo 21, comma 2, del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, certifico che è vera e\neutentià la firma apposta in mia presenza alla sopra estesa dichiarazione di accettazione di candidatura dal\nSig. BORE umor LAN. socrsoiy nato GOG.\ndomiciliato in GCASTER...D'OMANO......N-CASELENA.... ssssssiiinninzennnn, da Me identificato con\nil seguente documento: MINER ionsiiiininnininni UG Aa\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale nella quale può\nincorrere in caso di dichiarazione mendace.\nLASTEX. DIANO, addì alghe\nA lucerna RiG INCARICATO)\na - si Guecini Lara\n- OE AO PA IR gno oro AES SONS AA\nFirma leggibile (nome cognome per esteso) e qualifica\n> DA del pubblico ufficiale che procede all’autenticazione\nPI\nSy 16\ndati contenuti nel presente modulo saranno utilizzati in conformità al regolamento UE 2016 / 679 del 27\naprile 2016 per le sole finalità previste dal d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, dal d.lgs. 20\ndicembre 1993, n. 533, e successive modificazioni, e dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, e successive modificazioni,\ne secondo le modalità a ciò strettamente collegate.",
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          "text": "Un Paese che in dieci anni non è riuscito ad attuare “l’esito referendario” per il diritto all’acqua pubblica e per il superamento e la chiusura della stagione del nucleare, che non ha saputo e voluto proporre scelte innovative per un deciso cambiamento delle politiche ambientali e territoriali anche attraverso strumenti come il Piano del Rilancio e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, scegliendo -così- di continuare ad ignorare le cause di una crisi che in pari tempo è sanitaria, climatica, ambientale e sociale.",
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          "text": "Questa Unione Europea va superata Nelle già citate tesi del 2016, scrivevamo: “l’Unione Europea non rappresenta tutti i popoli e i Paesi europei; e non è la nostra Europa”: ciò in ragione delle “contraddizioni strutturali” che l’attraversano. A distanza di cinque anni, tale giudizio non è mutato; anzi, per certi versi, le motivazioni che lo sostengono sono divenute più stringenti.",
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          "text": "Programma Elettorale del Partito della Follia Creativa\nIl primo bene di un popolo è la sua dignità(Camillo Benso,Conte di Cavour)\n1- Si propone la rivoluzione della Follia, in altre parole di incaricare legalmente\nil politico o amministratore eletto di ridestare le menti dormienti, in una\nsocietà che avverte affanno nell’adeguare la sua creatività mediterranea ad\nun mondo sempre più tecnologico e spietato, nei mercati economici come nella\nvita quotidiana di ogni cittadina o cittadino. . Follia è avere la forza di\nidentificarsi nel coraggio di fare scelte politiche Mediterranee\n2- Finalità fondamentale è l’istituzione del Ministero alla Follia Creativa per il\nsuperamento degli stereotipi che ostacolano e mortificano le idee ed i progetti\ndelle nuove generazioni che non amano essere giudicate ma valorizzate nelle\npersonali inclinazioni, scelte e identità. Mancano politici lungimiranti e\ncoraggiosi. Proporremo la Multa al Politico che commette errori o si astiene\nda interventi urgenti: il ricavato andrà ai poveri.\n3- Prevenzione e salute: Regaleremo un Preservativo a tutti (uno solo salva 2\npersone). I rapporti non protetti portano a gravi disagi e ad infezioni : Aids,\nHerpes,condilomi, tumore al collo dell’utero, Epatite C.etc... Rendere\nobbligatorio il Test HIV a tutti!!\n4- Istituzione di Lezioni di Corteggiamento per salvare la coppia in una società\nin cui prevale l’arroganza,la violenza. Regaleremo libri ai giovani per una sana\neducazione ai sentimentie per il rispetto della donna. Offri un sorriso e aiuta.\n5- Imporremo alle Banche di aprire un conto corrente anche a chi versa solo 1\neuro senza spese perché sul quel conto saranno veicolate numerose attività\nfinanziate da vari Ministeri per lavori part-time o a contratto tutelato.\n6- Costringeremo i voltagabbana a firmare una dichiarazione sul Tradimento.\n7- Capo della Forza Politica “Partito della Follia Creativa”,Fondatore, Presidente,\nSegretario Nazionale, Rappresentante legale con il potere di dare mandato di\ndepositare atti, contrassegni elettorali e ogni altro cartamento di rappresentanza\ndel Partito, è il Dr. Giuseppe Cirillo detto Oscurato\ni",
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          "text": "| PROGRAMMA ED INDICAZIONE DEL CAPO DEL GRUPPO POLITICO DEL\nPARTITO DEMOCRATICO ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA |\n[articolo 14-bis, comma 3, primo periodo, del testo unico di cui al d.P.R.\nn. 361 del 1957]\nIl sottoscritto On. Enrico LETTA, nato a PISA, il 20 agosto 1966, Segretario politico Nazionale |\ndel Partito Democratico, domiciliato per la carica a Roma in Via Sant’ Andrea delle Fratte,\n16, in qualità di Rappresentante autorizzato con atto notarile in allegato per il deposito\ncongiunto, del Gruppo Politico denominato PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA\nDEMOCRATICA E PROGRESSISTA,\npresenta, ai sensi e nelle modalità previste dall'articolo 14-bis, comma 3, primo periodo, déTf.ANQESN\ntesto unico di cui al d.P.R. n. 361 del 1957 il seguente programma elettorale con l’indig iZIONe ZA\ndel Capo del gruppo politico, nella persona dell'On. Enrico LETTA. SE WD PA\nILE nia AE\nPROGRAMMA DEL GRUPPO POLITICO PARTITO DEMOCRATICO ITALIA: ON\nDEMOCRATICA E PROGRESSISTA \\ ARR\nElezioni Politiche del 25 settembre 2022 bd SA]\nNI\nPremessa.\nUna scelta storica\nL'Italia è un grande Paese. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ragione. Un grande Paese,\n| con la sua storia, la sua cultura, il suo patrimonio ambientale e paesaggistico, la sua tradizione di\ninclusione e solidarietà, d'innovazione e d'intelligenza, ma anche con molte fratture da sanare, divari\nsociali, generazionali, di genere e territoriali.\nL'Italia è un Paese rispettato nel mondo: nelle relazioni internazionali, politiche, industriali e commerciali; i |\nnella cooperazione con i Paesi più poveri, nella costruzione della pace e nella difesa dei diritti dei PAN\nL'Italia è un Paese fondatore dell’Unione europea. Ci siamo battuti in questi anni per un'Europa finalmente\nsolidale e sostenibile, capace di fornire risposte rapide e coordinate alla crisi del Covid-19, dall'accesso e\nuniversale ai vaccini al grande piano post-pandemico. Un'Europa che ha posto la prossima generazione\nal centro della propria visione strategica, assegnando proprio all'Italia la quota più elevata del Piano Next\nGeneration EU, con un finanziamento storico di circa 200 miliardi di euro, grazie anche al nostro impegno\ndiretto. XX\nSiamo stati il primo Paese, in Occidente, a essere investito dalla pandemia. Ci siamo e AI\nimprovvisamente ad affrontare, sotto lo sguardo del mondo, un nemico che non conoscevamo, ma lo\nabbiamo fatto trovando una forza straordinaria nella solidarietà e nell'unità di un popolo intero,\nnell’abnegazione di tanti medici, infermieri e operatori sanitari che non hanno esitato a mettere a rischio\nla propria vita per salvare quella degli altri.\nDal trauma della pandemia, ancora presente nelle nostre vite, ci siamo rialzati imparando, per dirla con le\nparole di Papa Francesco, che nessuno si salva da solo, ci si salva soltanto insieme. Questa lezione è\naltrettanto attuale oggi, con una guerra feroce, quella di Putin, alle porte dell'Unione Europea e con le |\n| conseguenze del conflitto nelle nostre vite e nella nostra economia: con l'aumento dell'inflazione, del\ncosto delle materie prime ed energetiche, col persistere di profonde disparità economiche, sociali, |\ngenerazionali, di genere, ambientali, territoriali. La crescita abnorme di queste disuguaglianze è il |\nprincipale problema che sta indebolendo le democrazie occidentali dall'interno. Partire da questi divari è\n| indispensabile per affrontare tutte le altre sfide cruciali del nostro tempo, a cominciare dalle\ntrasformazioni del lavoro e dalla transizione ecologica e digitale. |\npci\n|",
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            "l’indig",
            "iZIONe",
            "ZA",
            "dell'On.",
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            "pci"
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          "text": "Se non riusciamo, tutti insieme, a ricostruire una società più coesa e solidale, non sarà possibile né salvare\nil pianeta, né promuovere lo sviluppo economico, né tutelare ed estendere i diritti. Abbiamo sostenuto\ncon lealtà e convinzione l'esperienza del governo Draghi, nato in una fase di emergenza con una |\nmaggioranza di unità nazionale e «senza una formula politica».\nAbbiamo esercitato il nostro sostegno con senso di responsabilità e con la consapevolezza che il carattere\npoliticamente eterogeneo della maggioranza avrebbe richiesto a tutte le forze che ne facevano parte\nsenso della misura e responsabilità di fronte al Paese. È la bussola che ci ha guidato dalla nascita\ndell'esecutivo fino alla sconsiderata crisi che ha condotto alle elezioni anticipate.\nCi. ha mosso inoltre la consapevolezza che, nonostante i limiti oggettivi posti dalla compresenza in\nmaggioranza di forze politicamente e culturalmente alternative, la guida di una figura del prestigio e\n‘_\"dell'autorévolezza di Mario Draghi rappresentasse una straordinaria occasione per il Paese. Un esempio pe\ndi serietà e patriottismo, in una fase segnata da grandi partite sul piano europeo e internazionale. | SÌ\nVI LIE\nUna delle prove più difficili è stata l'avvio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, un investimento dis\nportata storica, capace di liberare risorse per la transizione ecologica, la digitalizzazione del Paese, la:\nmobilità sostenibile, l'istruzione e la formazione, il potenziamento delle infrastrutture sociali, la tutela della‘\nsalute. NS\nUn piano che siamo davvero orgogliosi di avere contribuito a scrivere, che prevede un serrato calendario |\ndi interventi e verifiche fino al 2026, che trasformerà profondamente il nostro Paese e incrementerà la |\ndomanda di lavoratori e lavoratrici da impiegare nell'offerta di nuovi servizi. Anche questo ci ha spinto a\nfare tutto il possibile perché il Governo Draghi potesse completare il suo lavoro fino alla fine della\n| legislatura, anteponendo l'interesse del Paese a miopi calcoli elettorali.\nOggi avvertiamo su di noi la responsabilità di non disperdere il capitale di serietà e credibilità che la guida\ndi Draghi ha portato e che le forze che hanno interrotto in maniera traumatica la sua esperienza di\ngoverno hanno messo a repentaglio. Il modo migliore per farlo è garantire ai nostri partner e alleati il |\nrispetto degli impegni assunti e, allo stesso tempo, offrire agli Italiani un progetto limpidamente\nalternativo a quello di una destra che ha riconfermato tutta la sua inaffidabilità e il suo disinteresse\nsostanziale per l'interesse della Nazione.\nNoi della lista “Italia Democratica e Progressista” crediamo nell'unità del Paese contro un'alleanza delle\ndestre che considera Donald Trump, Vladimir Putin e Viktor Orban interlocutori privilegiati o punti di |\nriferimento. Un governo di queste destre rappresenta oggi un pericolo per l'Italia: interromperebbe gli |\nsforzi e i progressi fatti fin qui dopo il manifestarsi della pandemia, isolerebbe il Paese dall'Europa,\naumenterebbe le diseguaglianze, proporrebbe posizioni retrograde e reazionarie sui diritti delle persone.\nLa destra italiana rappresenta una concreta minaccia per l'economia, la coesione sociale, l'ambiente. La\ndestra italiana propone una visione oscurantista e isolazionista del Paese, avversa all'Europa, negazionista\nsui cambiamenti climatici, permeabile alla disinformazione e alle interferenze straniere, ostile ai bisogni\ndei più giovani e ai diritti delle donne, prigioniera della propria propaganda per cui, in nome di presunte\nminacce alla sicurezza e alla difesa dell'identità, si alimentano invece discriminazione e intolleranza per la\ndiversità, per i più fragili, per le minoranze senza voce. La destra italiana diffonde paura, avversione, odio,\nin aperto conflitto con i valori europei dello Stato di diritto. |\nIl sovranismo populista oggi può interrompere il sentiero virtuoso della ripresa, rubare il futuro all'Italia,\nsoprattutto alle giovani generazioni, aumentare il divario nelle tante diseguaglianze. |\nPer queste ragioni è nata attorno al Partito Democratico la lista “Italia Democratica e Progressista”: per\nchiamare a raccolta tutte le forze democratiche e progressiste, i cittadini e le cittadine che non vogliono\narrestare il percorso di ripresa avviato e che vogliono ancorare saldamente il nostro paese all'Unione\nEuropea e ai suoi valori. |\n|\n2\n|\n|",
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          "suspect": [
            "dell'esecutivo",
            "Ci.",
            "‘_\"dell'autorévolezza",
            "pe",
            "SÌ",
            "VI",
            "LIE",
            "dis",
            "la:",
            "l'istruzione",
            "della‘",
            "NS",
            "nell'offerta",
            "l'interesse",
            "Progressista”",
            "nell'unità",
            "un'alleanza",
            "dall'Europa,",
            "l'economia,",
            "l'ambiente.",
            "all'Europa,",
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          "text": "OOO e Li\n|\nL'Italia e l'Europa sono a un bivio storico. L'esito di queste elezioni politiche determinerà quale futuro\n| q q\nvogliamo costruire per il nostro Paese e gli equilibri politici del nostro continente. Il 25 settembre 2022,\nle elettrici e gli elettori dovranno scegliere tra due visioni del mondo diametralmente opposte. |\nDa una parte, la volontà di continuare il percorso che abbiamo faticosamente costruito per l'Italia in questi\nanni, fondato su stabilità, investimenti e riforme ambiziose. Dall'altra, l'egoismo di chi ha messo al primo |\nposto gli interessi di partito e i calcoli elettorali facendo cadere il governo Draghi. ALAN |\nDa una parte l'aspirazione a costruire un modello di sviluppo inclusivo, che investe sulle pp SÌ di\ne di solidarietà, di accoglienza e inclusione, per generare benessere e ridurre le disuguaglianze, Dall'altra sh a\nil cinismo di chi cavalca paure e solitudini, aprendo costantemente nuove ferite nella nostra sosia INN |\nESSI\n--Da una parte la determinazione di fare della lotta ai cambiamenti climatici un grande motore dî tilancio\ni e del\\Paese, nella consapevolezza che il futuro del nostro pianeta, della nostra economia e dèl-Aigstià- |\na sbenessere sociale sono indissolubilmente legati. Dall'altra, la miopia di chi, alla prova dei fatti, continua a\nL4/N\\tategliere sempre il nero dei combustibili fossili e ci condanna così al disastro.\no ARONA fd, sanza\nSi) parte l'urgenza di riconoscere i troppi diritti ancora negati nel nostro Paese, perché i continui\nSZ SAPERE è\nei di di discriminazioni ci ricordano ogni giorno che non si è fatto ancora abbastanza. Dall'altra,\nMpocrisia di chi si ostina a ripetere che non è mai il momento giusto per i diritti. | |\nDa una parte la realtà dell'Europa della solidarietà, l'Europa delle libertà e l'Europa di Next Generation EU.\ni Dall'altra, la minaccia di chi quell’Europa la vuole debole, perché non ci ha mai creduto, ma così facendo\nrende debole anche l'Italia. |\nDa una parte o dall'altra, dunque. Un'alternativa secca che ci carica di responsabilità per l'oggi e,\nsoprattutto, per il domani. e\nLa legge elettorale con la quale andiamo a votare, in questo delicatissimo passaggio della nostra LN\ndemocratica, può permettere alla coalizione delle destre, che, fino a ieri, si sono divise tra partecipazione\ne opposizione al governo Draghi di unità nazionale, di trovare un collante, tanto effimero quanto\nopportunista, per tentare di aggiudicarsi molti seggi nella parte del sistema elettorale che segue la regola\nmaggioritaria. La nostra sfida è presentarci in una coalizione che affronti una scelta di campo tra l'Italia i\ndei grandi Paesi europei e un'Italia alleata con Orban e Putin. Si tratta di uno spartiacque che determineràX\\ |\nla storia prossima del nostro Paese e dell'Europa.\nAbbiamo ritenuto nostro dovere politico e morale riunire le nostre forze per offrire al Paese, in un\nmomento così decisivo, una proposta vincente grazie all'impegno e alla disponibilità del Partito\nDemocratico, di Articolo Uno, del Partito Socialista Italiano, di DemosS, del Movimento Repubblicani |\nEuropei, di Volt. |\nIl nostro progetto e il nostro programma nascono nella discussione e nell'elaborazione programmatica |\ndelle Agorà Democratiche e trovano il proprio compimento nella lista Italia Democratica e Progressista. |\nUn progetto avviato nemmeno un anno fa, ricco delle idee e delle proposte degli oltre 100.000 cittadini |\ndelle Agorà: il più grande grande percorso di democrazia partecipativa mai svolto in Italia. ii\n| |\n\n|\n|\ng",
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          "suspect": [
            "OOO",
            "Li",
            "l'egoismo",
            "ALAN",
            "l'aspirazione",
            "pp",
            "SÌ",
            "disuguaglianze,",
            "Dall'altra",
            "sh",
            "sosia",
            "INN",
            "ESSI",
            "--Da",
            "motore",
            "dî",
            "tilancio",
            "del\\Paese,",
            "dèl-Aigstià-",
            "sbenessere",
            "L4/N\\tategliere",
            "ARONA",
            "fd,",
            "sanza",
            "Si)",
            "l'urgenza",
            "SZ",
            "SAPERE",
            "ei",
            "Mpocrisia",
            "dell'Europa",
            "quell’Europa",
            "LN",
            "determineràX\\",
            "dell'Europa.",
            "DemosS,",
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          "text": "Parte I\nI 3 pilastri del Piano Italia 2027\nIl Piano Italia 2027 disegna una visione del Paese impostata su tre pilastri: |\n1. Sviluppo sostenibile e transizioni ecologica e digitale;\ni Lavoro, Conoscenza e giustizia sociale; |\ni Diritti e cittadinanza.\n\nSono tre pilastri perché se anche uno solo di essi cade o viene gravemente danneggiato la nostra di\ndemocrazia collassa. Affermare dunque — come da anni fanno le destre estreme di Giorgia Meloni ‘e Fo\nMatteo Salvini — che occuparsi dei diritti non è mai urgente, o che la sostenibilità ambientale può essere | i\nrimandata a domani e poi al giorno dopo, vuol dire non comprendere la fragilità della nostra democrazia\no, semplicemente, disinteressarsene. NA\nRi\n1. Sviluppo sostenibile e transizioni ecologica e digitale\nIl primo pilastro è quello che raggruppa lo sviluppo sostenibile e le transizioni, digitale e verde. L'Italia è |\nstata investita da 5 grandi crisi negli ultimi 15 anni: quella economico-finanziaria e dei debiti sovrani, |\nquella dei migranti, la pandemia, la guerra di Putin con le sue conseguenze economiche ed energetiche,\nla crisi climatica. Tutte cesure che ci hanno fatto vivere anni di emergenza permanente che hanno\ninevitabilmente impoverito e reso più fragile il nostro Paese.\nLa transizione ecologica rappresenta una grandissima occasione per ammodernare l'Italia e reindirizzarne\nla traiettoria di sviluppo in uno scenario di sostenibilità. La sfida della lotta al cambiamento climatico non\ndeve essere combattuta in chiave difensiva. Dobbiamo al contrario avere la forza di operare un cambio di |\nparadigma, per costruire un modello che guardi agli interessi non solo dei singoli attori economici, ma\ndella comunità nel suo complesso, di oggi e delle future generazioni. |\n|\nDobbiamo agire subito. Lo dimostrano le immagini di questa estate: le ondate di calore e la siccità estrema |\nmostrano chiaramente come il futuro del nostro Pianeta, del nostro benessere sociale e della nostra\neconomia siano indissolubilmente legati. Rallentare sul fronte della transizione ambientale (o peggio\nancora fermarsi), non è un'opzione. Perché significherebbe accettare impotenti l'aumento di catastrofi\nambientali, quali quelle già vissute in questi anni, dal crollo del ghiacciaio della Marmolada alle alluvioni\ndell'autunno scorso. Perché significherebbe trasformare tante aree del nostro Paese, a partire dalle aree\npiù cementificate delle grandi città, in posti invivibili. Perché significherebbe condannare all'arretratezza\ntantissime imprese che già oggi soffrono i danni del cambiamento climatico o la concorrenza di Paesi\nesteri più avanti sul fronte dell'innovazione verde.\nIl pacchetto europeo FitFor55, con il suo obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di\nalmeno il 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, ha indicato chiaramente\nqual è il percorso da intraprendere. Dobbiamo fissare obiettivi climatici realistici ma ambiziosi, mettendo\nin campo strumenti capaci di garantire una transizione socialmente equa e di rafforzare l'innovazione e |\nla competitività della nostra industria.\nVogliamo portare avanti i nostri obiettivi nel solco di un rafforzato impegno internazionale, perché quella |\nclimatica è una sfida globale. Se negli ultimi anni si è riuscito a ottenere un cambio di passo, in Italia e nel |\nmondo, è perché l'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici ha fornito un quadro comune di azione, |\nall'interno del quale governi, imprese e investitori hanno potuto orientarsi. La recente approvazione, da |\nparte del Senato americano dell’Inflation Reduction Act proposto dal Presidente Biden, prevede un\n4 |",
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          "text": "UO ee zanna een\ninvestimento di oltre 370 miliardi di dollari in programmi per il clima e l'energia e consentirà agli USA di\ntagliare del 40% le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Si tratta di una decisione\nstorica per gli Stati Uniti.\nLa cooperazione ambientale internazionale non cresce nell'attesa degli impegni altrui ma con decise |\nscelte, anche unilaterali, che cambiano lo scenario e incoraggiano al cambiamento, in uno SCerarioc di a |\nimitazione virtuosa. L'Europa oggi è chiamata ad assumere la leadership di questi cambilàmentiggis\nparadigma. fu SE SOM |\nMi\nSolo una forza politica aperta ai valori del multilateralismo e della cooperazione anche in ItÀtia PUO Hula ‘ANI |\nessere in grado di portare avanti una vera agenda per la transizione ecologica. \\ XA es pi\nNERA pr\ni “Adesso dobbiamo ripartire per trasformare e rendere più solido l’intero tessuto produttivo e Sociale del‘\nLL. “Paeèse. DÌ\nir Vogliamo rafforzare il grande potenziale delle nostre imprese, dei piccoli imprenditori, delle start-up\nrd iAnovative, del mondo degli artigiani e dei professionisti, attraverso misure di sostegno e di |\n“6/gemplificazione, favorendo la transizione 4.0 in uno scenario che coniughi innovazione, concorrenza e\n‘sostenibilità. Vogliamo investire nella ricerca e nell'innovazione per superare le inefficienze e i problemi\nstrutturali di bassa «produttività del “Sistema Italia”. Vogliamo intervenire sulla riduzione dei costi\nenergetici di famiglie e imprese attraverso proposte concrete, capaci di dare una spinta decisa alle fonti\npulite e rinnovabili.\nGli investimenti infrastrutturali e di mobilità sostenibile, avviati dal Governo Draghi, dovranno essere |\nintegrati con nuovi progetti di copertura territoriale. Puntiamo a introdurre piani integrati contro la AN\ne a disegnare l'agricoltura, l'allevamento e la pesca come motori della transizione ecologica, anche\nattraverso il potenziamento della digitalizzazione dei processi di tracciamento e monitoraggio. Vogliamo.\nsemplificare e rendere più equo e progressivo il fisco per le famiglie e le imprese, in uno scenario NY\nincentivi che prediligano la transizione ecologica e digitale. Vogliamo rimuovere gli ostacoli che frenano\nle famiglie e le imprese a migrare verso le reti di connettività a banda ultra-larga, attuali e future, e al\npieno dispiego delle competenze e dei servizi digitali, ivi inclusi quelli offerti della Pubblic\nAmministrazione. Crediamo che al fine di sviluppare una relazione virtuosa tra Stato, mercato e comunità\noccorra garantire una frontiera efficiente tra concorrenza e universalità dei servizi, attribuendo un ruolo\ncrescente al Terzo settore e rilanciando la responsabilità strategica dell'intervento pubblico nei tanti |\nambiti di fallimento di mercato esposti all'esercizio di monopoli, abusi di posizione dominante e di cartelli,\nanche su scala globale.\nGli strumenti li abbiamo. E sono molteplici, ma tutti fondati su uno stesso prerequisito: la stabilità\nnecessaria a pianificare investimenti e scelte strategiche che guardano al futuro. Questo a partire dal\nPNRR e dal suo percorso di riforme interrotto bruscamente per la caduta del Governo Draghi. Ciò significa\nportare a termine le tante riforme che l'Italia aspetta da tempo, cominciando da fisco, giustizia, Pubblica |\nAmministrazione e concorrenza.\nVogliamo garantire che gli investimenti siano portati a termine nei tempi previsti per non perdere neanche |\nuna delle opportunità offerte dai finanziamenti europei. Vogliamo sostenere imprese e lavoratori\nautonomi perché possano affrontare con successo questa fase difficile e cogliere tutti i vantaggi dei grandi |\ncambiamenti che attendono la nostra economia nei prossimi anni. Vogliamo che la transizione verde e |\ndigitale sia il principale volano per una crescita duratura e sostenibile per tutti. |\n2. Lavoro, conoscenza e giustizia sociale\nIl secondo pilastro è quello della centralità del lavoro, della conoscenza e della giustizia sociale. Le |\ndisuguaglianze sono il freno a ogni prospettiva reale di crescita. Ridurre i divari è un imperativo,\neconomico e morale. Per farlo vogliamo partire dalla dignità del lavoro di tutte e di tutti. Il lavoro come |\ni\ni",
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          "text": "fondamento su cui costruiamo l'intera impalcatura della nostra società. L'Italia deve dare sempre più\ndignità ai lavoratori e alle lavoratrici, soprattutto quelli oggi più vulnerabili. Ciò risulta ancora più urgente\nalla luce della condizione di precarizzazione che caratterizza il nostro mercato del lavoro, specie per i più |\ngiovani e per le donne, e che non è accettabile.\nGli-sforzi fatti in quest'ultimo anno, con la riforma degli ammortizzatori sociali e con l'incentivazione\nall'occupazione di qualità hanno portato alcuni frutti: il tasso di occupazione nel mese di giugno 2022 ha\nraggiunto il massimo storico del 60,1%, trainato soprattutto dai contratti a tempo indeterminato. Al\ntempo stesso, tuttavia, crescono i contratti precari. Cresce il lavoro discontinuo e povero, soprattutto per\ngiovani. Ciò incide sui salari tanto che le nostre retribuzioni sono tra le più basse d'Europa. Anche i divari\n“occupazionali territoriali, di genere e di età continuano ad essere condizioni strutturali e drammatiche del\nnostro Paese.\nLa quota consistente di lavoro sommerso costituisce poi una vera piaga sociale ed economica ‘c6h/\nimportanti differenze a livello geografico. Spesso il sommerso riguarda cittadini stranieri in partico At do\ncondizioni di vulnerabilità, il cui lavoro è ormai essenziale per interi settori produttivi, dalla ristorazi fé RW\nall'agro-alimentare, sino ai lavori di cura. ANI\nSS]\nTali criticità incidono inoltre notevolmente sulla sicurezza, perché condizioni non dignitose e salari bassi ST\ncreano un'lavoro insicuro. Non a caso gli incidenti sul lavoro, dai più lievi sino alle drammatiche morti\nbianche, sono sempre numerosissimi.\ni Dobbiamo dire basta al precariato, al lavoro povero e al lavoro nero, intervenendo drasticamente sulle |\ndiverse cause che alimentano i processi di una disuguaglianza radicata, diffusa e inaccettabile. Vogliamo\napplicare al più presto in Italia il salario minimo previsto dalla Direttiva europea, riprendendo il percorso\ninterrotto da chi ha fatto cadere il Governo Draghi, proprio alla vigilia della sua possibile approvazione.\nNell'affrontare i temi del lavoro, dobbiamo costruire un Paese nel quale la lotta alle diseguaglianze sociali |\nsappia coniugarsi con la lotta ai mutamenti climatici, forieri di un’altra forma di disuguaglianza: quella tra |\nle generazioni presenti e quelle future, alle quali abbiamo il dovere di consegnare un mondo migliore. |\nVogliamo investire nella scuola e nell'istruzione universitaria e professionale, strumenti di emancipazione |\ne riscatto delle persone e ossigeno per l'intera società. Vogliamo investire nella sanità pubblica e\nuniversale, perché a nessuno siano negati diritti essenziali. Vogliamo garantire regole eque per l'accesso |\nalla pensione, con importi dignitosi per tutte e tutti e dare una flessibilità di uscita dal mondo del lavoro |\nverso la pensione, a chi è fragile o ha svolto lavori gravosi. |\nVogliamo colmare le disuguaglianze territoriali investendo nel Mezzogiorno e nelle aree interne, perché\nè tutto il Paese a rallentare se alcune aree rimangono indietro. C'è una profonda interdipendenza\neconomica che lega le aree del Paese. tempo di liberare il potenziale di tutte le persone in tutti i luoghi. |\nVogliamo che tutte e tutti, in particolare i bambini, abbiano il diritto di vivere in una casa accogliente e\nquello a un'alimentazione sana. Non possiamo accettare 3,6 milioni di bambini e bambine e ragazzie |\nragazze in povertà su un totale di 9,2 milioni di minori. È povertà materiale ed è esclusione da diritti e\nopportunità che mina anche ogni futura crescita. È urgente un programma e una regia nazionale che\nottimizzino i fondi ordinari, quelli UE della programmazione 2021-2027 e il PNRR. Priorità va data ai\nterritori, investendo su alleanze tra Terzo settore, comuni, scuole e dando stabilità alle tante buone |\npratiche già attive grazie anche al Fondo nazionale di contrasto della povertà educativa minorile. |\nVogliamo un paese per giovani, che gli restituisca speranza, sostegno e opportunità proprio nei passaggi\npiù importanti della loro vita quelli che condizioneranno le loro scelte lavorative, affettive e familiari e di |\n‘fronte ai quali si trovano spesso soli e indietro. |\n3. Diritti e cittadinanza\n|\n|\n6 |\n|",
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          "text": "e ii I MO\nIl terzo pilastro è quello dei diritti. Diritti nel vero senso della parola: come piena realizzazione delle\npersone e come costruzione di una società realmente inclusiva. Diritti come percorsi di emancipazione. |\nNoi crediamo che non esistano, che non debbano esistere storie o destini già scritti. Non vogliamo che \\\nuna donna debba rinunciare al proprio sviluppo professionale e personale alla nascita di una figlia o un \\ |\nfiglio. Non riteniamo che il futuro delle nuove generazioni debba continuare a dipendere dal luoge:diz. |\nresidenza. Rifiutiamo l'idea che ottenere la cittadinanza per chi è già italiano a tutti gli effetti debba 8ss8l8= N\nun miraggio e l'autodeterminazione una chimera. fai pra WA]\nlf ca ONE]\nLa costruzione di percorsi di vita pieni e appaganti, per tutte e tutti - giovani, strani HE petsone=z N i\nappartenenti alla comunità LGBTQI+ - è possibile soltanto se si ha accesso ad una scelta seni si\n“dimostra che nessuna persona è condannata alla solitudine, all'incomprensione o al dolore. N dis | |\nRERRN SS]\nRR Compito dello Stato è non far sentire nessuna persona invisibile, creando anzi occasioni e costrueAda” |\naa dove possa esserci spazio sufficiente per le necessità, le libertà e le aspirazioni di tutte e di tutti,\nJi fame il rispetto del diritto ad essere se stessi e il diritto a non essere ostacolati o discriminati. È da questa |\ni legnsapevolezza che nasce la nostra ferma intenzione di affermare il pieno riconoscimento dei diritti civili |\ni delle persone LGBTQI+ e di approvare una nuova legge sulla cittadinanza per le bambine e i bambini che |\ni studiano in Italia, ponendo così fine alla lunga storia di discriminazioni dolorose e fuori dal tempo.\nVogliamo approvare una legge sul fine vita, per permettere a tutte e tutti di decidere per sé. La brusca\ninterruzione della legislatura, a pochi mesi dal suo naturale completamento ha impedito di portare a\ntermine una serie di proposte legislative su questi temi. Da lì ripartiremo, nei prossimi cinque anni. i e\nVogliamo proteggere il diritto delle persone ad esprimersi liberamente in uno spazio digitale sicuro. |\nVogliamo che sia garantita la trasparenza sui dati e sui contenuti intermediati dalle grandi piattaforme |\nonline. Vogliamo garantire, nel solco delle normative europee, agli utenti dei servizi digitali pieno\ncontrollo dei propri dati personali, insieme a un'efficace regolazione contro gli abusi delle applicazioni\ndell'intelligenza artificiale, contro le interferenze delle strategie di disinformazione, contro forme SY\ntracciamento e di riconoscimento biometrico o l'uso software di sorveglianza. N\nVogliamo investire nello sport e nella cultura come strumenti in grado di creare apertura, benessere\ncondiviso, nuovi spazi di socialità e nuove occasioni di realizzazione personale. Vogliamo costruire una\nnuova cultura della legalità, che faccia della lotta alle mafie e alla criminalità organizzata una priorità.\ne\nLa cornice\nUn'Europa democratica e progressista\nI tre pilastri del nostro programma si inseriscono all'interno di una chiara collocazione internazionale.\nL'aggressione russa all'Ucraina ha confermato che il posto dell'Italia è al fianco di tutti i Paesi che vogliono\nla pace e che difendono la forza del diritto dagli abusi della forza. Dentro questo quadro, vogliamo che\nUnione europea, NATO e ONU rimangano le organizzazioni internazionali di riferimento per l'Italia, dove\nsvolgere un ruolo autorevole e da protagonisti. Deve inoltre continuare l'iniziativa politico-diplomatica\ncongiunta di Germania, Francia e Italia per la fine dell'aggressione russa all'Ucraina e l'avvio di negoziati |\ndi pace.\nL'Europa è la nostra casa comune, la nostra protezione, la nostra opportunità. La pandemia lo ha mostrato |\ncon una inequivocabile chiarezza; non c'è più spazio per dubbi e ambiguità. Il piano Next Generation EU |\nha rappresentato un chiaro momento di discontinuità, ha sancito il definitivo passaggio dall'Europa\ndell'austerità all'Europa della solidarietà e ha rafforzato l'ambizione europea di essere leader globale nella |\nlotta al cambiamento climatico per costruire un modello di sviluppo sostenibile.\n|\n|\n|\na",
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          "text": "L'Unione europea è insostituibile, ma è una costruzione fragile, spesso bloccata dalla politica dei veti\nincrociati degli Stati membri. Per questo va riformata e resa all'altezza delle aspettative e dei bisogni dei\nsuoi cittadini. L'attuale architettura istituzionale europea limita l’azione dell'Unione in settori determinanti\nquali energia, difesa, politica estera, salute, immigrazione, politiche sociali. È tempo di una riforma dei\nTrattati che permetta un salto in avanti istituzionale (a partire dall'abolizione del diritto di veto) per\nrendere l'UE vera potenza di valori nel mondo di oggi e, soprattutto, di domani.\nLa possibilità di riformare l'Unione Europea oggi c'è. La Conferenza sul Futuro dell'Europa, fortemente\nvoluta da David Sassoli e dai democratici europei, ha permesso a più di 700.000 cittadini e cittadine\neuropei di partecipare e far sentire la propria voce, immaginando l'Europa di domani. È dai risultati della\nConferenza che dobbiamo partire, perché abbiamo la responsabilità di dare piena attuazione a quelle\nistanze. Le cittadine e i cittadini europei hanno indicato chiaramente la direzione: l'UE di domani dovrà”\nessere una forza di pace e prosperità, equità e progresso, un'Europa sociale e sostenibile, premurosa\ncoraggiosa. {ai\nPer raggiungere questi obiettivi, riteniamo che l'Unione Europea debba ripensare la propria governance;\neconomica, lasciandosi definitivamente alle spalle l'era dell'austerità e liberando investimenti a sostegnòd SN\ndella crescita. L'Italia deve essere leader nella riforma del Patto di Stabilità verso un nuovo Patto di\nSostenibilità, che coniughi attenzione ai conti pubblici e promozione degli investimenti necessari a\nsostenere transizione ecologica e sviluppo. In questo nuovo quadro, le regole di riduzione del debito\ndovranno essere parametrate al contesto di ogni singolo Paese, così da non compromettere la crescita e\nnon ripetere gli errori del passato. |\nDobbiamo investire con decisione sulla vocazione mediterranea dell'Europa, quale chiave di una nuova\ncentralità del nostro Paese nel progetto europeo. Trasformare il Sud in un hub naturale dell'Europa e\ndell'Italia sul Mediterraneo è anche la principale opportunita per colmare le profonde disuguaglianze\nterritoriali che ancora attraversano l'Italia e l'UE. A tal fine, riteniamo che ai 5 obiettivi strategici del\ndocumento di indirizzo per le politiche di coesione 2021-2027 - Europa più intelligente, Europa più verde,\nEuropa più connessa, Europa più sociale, Europa più vicina - debba essere aggiunto un sesto asse: l'Europa\nmediterranea. In questo quadro, come ripetutamente richiesto dalle ONG/OSC, di incrementare le spese\nper la cooperazione allo sviluppo allo 0,7% del PIL.\nDobbiamo al contempo puntare con decisione su un progetto di integrazione, razionalizzazione e\ncoordinamento della politica di sicurezza e difesa europea, valorizzando l'autonomia strategica |\ndell'Unione Europea. Con l'approvazione della nuova \"Bussola strategica”, la UE ha assunto con più\n“decisione la prospettiva della costruzione di una Difesa comune. È un punto che riteniamo decisivo\naffinché l'Europa sia sempre più influente nel contesto globale. E' evidente che una Difesa comune non\npuò ridursi ad essere identificata esclusivamente con un \"esercito comune”. Occorre che sia condivisa\nl’analisi delle minacce, che vi sia una agenda europea, che si gestiscano insieme strumenti e risorse. Una\nscelta tutta politica, prima che militare. |\nVogliamo rilanciare il ruolo dell'Europa come principale motore di una globalizzazione più equa, fondata\nsu standard sociali e ambientali di alto livello. Ci impegniamo a promuovere l'adozione di una tassa\nminima globale (Minimum Global Tax) sulle aziende multinazionali, come proposto dall’OCSE e sostenuto\ndal G20, nonché a sostenere il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), perché il nostro tessuto\nindustriale sia messo nella condizione di poter investire nella transizione verde senza subire la\nconcorrenza sleale di imprese estere sottoposte a standard ambientali meno stringenti. Al tempo stesso,\nriteniamo sia importante introdurre sanzioni alle aziende che non adottano misure concrete contro il |\nlavoro minorile, il lavoro forzato e la tratta di essere umani nelle catene di fornitura globali, garantendo\nl'implementazione delle convenzioni internazionali sul lavoro dignitoso e sui diritti umani. |\nGli oltre sei milioni di italiani che vivono all'estero - e i milioni di italodiscendenti - rappresentano non |\nsolo una straordinaria realtà di intelligenze ed esperienze ma sono anche una risorsa politica, culturale ed |\neconomica che deve essere pienamente valorizzata per il futuro del Paese. Serve un salto di qualità delle\ni\ni",
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          "text": "so e CO IRR IP e PAPI SZ PZ I ZZZ ZZZ ZZZ AAA\npolitiche per la tutela dei cittadini e delle Comunità italiane nel mondo, la loro promozione, i servizi e le\nopportunità loro offerte. Lavoro, cultura, ricerca, impresa degli italiani nei cinque Continenti, impegno per AT\ndiritti e ambiente devono essere sostenuti ed essere protagonisti della proiezione dell'Italia nel mondo. | \\\nAZIO\nLI SF SEN\nACE\nLe regole HER NN\nI CZ\nLa cura della democrazia VIN AN\nSviluppo sostenibile, lavoro, conoscenza e giustizia sociale e diritti sono i tre pilastri che sorreggono la”\nhostra democrazia. Senza una democrazia forte e paritaria, però, anche il lavoro, l'ambiente, la |\n‘_,.doNoscenza, i diritti sono a rischio. Viviamo un momento storico in cui le democrazie come forma di \\ |\ngoverno sembrano indietreggiare in tutto il mondo, minacciate dalle tentazioni di vecchi e nuovi\nSaUtoritarismi. Proprio per questo l'impegno politico per rafforzare le istituzioni democratiche deve essere\ni Missuto con profondo senso di urgenza.\nNZ\nè L'Italia registra un'anomalia che non ha eguali in nessuna delle grandi democrazie occidentali. Negli ultimi\ndieci anni il nostro Paese ha avuto sei Presidenti del Consiglio diversi e sette governi. La fine stessa del\nGoverno Draghi per le modalità in cui è avvenuta è la dimostrazione più evidente delle fragilità e delle |\ndistorsioni del modello italiano. Men\nPer noi è fondamentale rendere più forte, partecipato e trasparente il sistema politico italiano. La pessima\ni legge elettorale con la quale andiamo a votare deve essere cambiata, perché le liste bloccate sviliscono iNSX\nruolo del parlamentare, ne condizionano i comportamenti. Ci impegniamo a proporre, lungo queste linee,\nuna nuova legge elettorale al Parlamento sin dai primi mesi della prossima legislatura per superare la I |\nframmentazione, il trasformismo, per ridurre gli effetti distorsivi sulla rappresentanza legati al taglio dei |\nparlamentari e per favorire la costruzione di forze politiche stabili e dotate di una riconoscibile identità.\nAl contempo, dobbiamo normare i meccanismi di democrazia interna e trasparenza dei partiti con ANN\nlegge sulla rappresentanza, che dia finalmente attuazione all'articolo 49 della Costituzione. I partiti non\nsono associazioni come le altre. Sono veicoli di democrazia che non possono sottrarsi al rispetto delle |\nregole di equità e trasparenza alla base del nostro ordinamento, garantendo diritti minimi degli iscritti,\ntrasparenza e democraticità delle procedure, tutela del pluralismo, delle minoranze interne e della parità\ntra uomini e donne, regolarità e periodicità dei congressi e dei meccanismi di selezione interna, dedicando |\nuna quota,.delle risorse ad attività di studio ed elaborazione programmatica e a iniziative per favorire la\npartecipazione politica delle donne.\nIl trasformismo parlamentare deve essere combattuto, per rimettere al centro del nostro sistema politico\nil ruolo del Parlamento, in un quadro di trasparenza. L'obiettivo non deve essere certo limitare la libertà |\ndi coscienza degli eletti, ma eliminare meccanismi distorti e fuori dal tempo, a partire da quelli che oggi\nassegnano un peso spropositato al gruppo misto e ai parlamentari che vi aderiscono nel corso della\nlegislatura.\nInfine, per riconciliarsi con un'opinione pubblica sempre più attonita di fronte alle continue staffette di\ngoverno, la nostra democrazia ha bisogno di meccanismi che limitino le crisi al buio, a partire |\ndall'introduzione della sfiducia costruttiva. |\nLe riforme istituzionali sono un tassello essenziale, ma da sole non saranno sufficienti. L'esperienza di |\nsuccesso del PD a livello nazionale con le Agorà Democratiche (dalle quali sono emerse molte proposte |\ncontenute in questo programma), insieme alle molteplici esperienze partecipative del civismo locale,\nhanno rafforzato la nostra convinzione: la democrazia ha bisogno di nuovi spazi e nuove modalità di |\npartecipazione, in grado di consolidare il nostro essere comunità. Questo può e deve avvenire |\nincentivando percorsi partecipativi che sappiano coniugare la partecipazione fisica con le opportunità\nofferte dal digitale. |\n9 |\nll",
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          "text": "| Dobbiamo tuttavia garantire, preliminarmente, che la sfera del dibattito pubblico sia autenticamente\nlibera, aperta e plurale, che la libertà di informare e di informarsi sia posta-al riparo da condizionamenti,\n| interferenze, censure, manipolazioni, disinformazione. Perché una democrazia forte sa distinguere il libero\nconfronto delle opinioni da campagne orchestrate ad arte da gruppi e potenze estere il cui scopo\n| generare sfiducia, caos, fragilità, specie nei momenti, come quello elettorale, nei quali i cittadini devono\n\"accedere a informazioni corrette e non inquinate dalle strategie di disinformazione, per poter formarsi\n| una propria autonoma opinione e poter così esercitare liberamente scelte consapevoli circa il proprio\n| futuro:\n| i pi\n|\nDi\n|\ni |\n| |\n|\ni\n|\n| |\n|\n| |\n|\ni |\n|\n| | |\ni |\n| |\n|\ni |\n| pi |\n|\nil\n|\n|\n|\n10",
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          "text": "Parte II \\\nItalia 2027: il Paese che vogliamo\nIl programma è anche l'approdo del percorso delle Agorà. All'interno proposte dalla polipi: i\nquella sanitaria, dal tema dell'immigrazione a quello delle carceri, dall'agenzia d'Infanzia alla levate; Ni, |\na costo zero. gu E i \\\ni Il documento completo, il cui indice trovate allegato a questa versione ridotta, sar RObbBlicato i\nNa ifierementalmente nel corso della campagna elettorale e ciascuna delle proposte sarà rac Ghazal. | |\n.italialli, Sono proposte concrete e credibili, rispetto alle quali abbiamo individuato costi, cò iure\nNtà d'intervento. SE\nml asino CUP\nPy pes) i o PR\ndo Gastina delle proposte si riferisce a uno dei tre pilastri che abbiamo indicato. ;\n|\nUE, DA\n_Aereelerare e gestire le transizioni: strumenti e leve per la |\ncrescita\nLa transizione verde non deve essere vissuta in chiave difensiva. È invece un'occasione per cambiare\nparadigma. Investire subito, da oggi, nell'energia pulita è tre volte strategico. Primo, perché contrasta i o\ncambiamento climatico abbattendo le emissioni di CO2. Secondo, perché taglia in maniera strutturale il\nprezzo delle bollette per famiglie e imprese e crea nuovi posti di lavoro. Terzo, perché rafforza la nostra NY\nsicurezza nazionale, riducendo la nostra dipendenza dall'importazione di fonti fossili dall'estero. |\nPer un domani senza fonti fossili, già oggi gli investimenti devono il più possibile concentrarsi sull'energia\npulita e smetterla di inseguire la discussione sulla costruzione di centrali nucleari: perché i tempi\nrealizzazione e le tecnologie esistenti non sono compatibili con una riduzione significativa delle emissioni\nentro il 2030 e non risolvono i problemi ambientali ad esse associati. E fino a quando sarà cosi è inutile\nriaprire quel dibattito.\nAltra cosa è il tema dei rigassificatori, il cui ricorso appare necessario, ma a condizione che essi\ncostituiscano soluzioni-ponte, che rimangano attivi solo pochi anni e che possano essere smobilitati ben\nprima del 2050, proprio per non interrompere la prospettiva della transizione ecologica. I territori dove\nverranno installati dovranno inoltre essere coinvolti nelle decisioni e adeguatamente compensati per\nl'impatto ecònomico e sociale attraverso l'istituzione di un fondo ad hoc.\nIn particolare, proponiamo che venga istituito per tutte le infrastrutture legate a servizi di cui benefici\nl'intero Paese, ma che possano generare significativi impatti locali di tipo socio-economico o ambientale,\nl'istituzione di un “Fondo Nazionale Compensativo Anti-Nimby” finalizzato proprio alle politiche di\ncompensazione nel dialogo costruttivo con i territori e che venga alimentato, per una quota, da un\nversamento di tutte le imprese che operino nella costruzione di infrastrutture sul territorio nazionale e |\nche siano assegnatari di appalti pubblici. |\nIl nostro piano per la transizione ecologica si prospetta tanto come nuova politica industriale quanto\ncome nuove politiche pubbliche di welfare. |\nPer accompagnare imprese, lavoratori e famiglie nella più grande trasformazione di questo secolo, |\nfaremo: |\nuna riforma fiscale verde che promuova gli investimenti delle imprese e delle famiglie a difesa del |\npianeta e del clima e renda economicamente vantaggioso accelerare la transizione ambientale,\nattraverso la revisione e la stabilizzazione degli incentivi per la rigenerazione energetica e sismica |\n|\ndegli edificie l'estensione del Piano Transizione 4.0 agli investimenti green delle imprese; ; |\n11",
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          "text": "e interventi finalizzati ad aumentare drasticamente. la quota di: rinnovabili prodotte in Italia, con\nl'obiettivo di installare 85 GW di rinnovabili in più entro’ il Un obiettivo ambizioso ma.\nrealistico, che porterà, secondo alcune stime, alla creazione di circa 500.000 nuovi posti di lavoro;\n| e la revisione e la stabilizzazione degli incentivi per la rigenerazione energetica e sismica degli\n| - ES ‘edifici; l'introduzione di una premialità fiscale per le imprese a elevato rating ESG (ambientale,\ni sociale e di governance);\n| i la progressiva riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente e l'adeguamento — a parità di gettito\nsi i i ‘delle strutture e delle aliquote della tassazione indiretta, in coerenza con l’European Green Deal\n| i e con la disciplina europea armonizzata dell'accisa, nonché del bollo auto in funzione degli i\nobiettivi di progressivo azzeramento delle emissioni di CO2; i i |\n| e la previsione di adeguate compensazioni per le famiglie e le imprese più vulnerabili in funzione i\n| di una transizione ecologica socialmente equa e sostenibile; hi Ji\ne il monitoraggio è la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti — in particolare ponti, viadotti e\n| e gallerie — attraverso azioni programmate di manutenzione e adattamento alle pressioni indotte\n| dai cambiamenti climatici. |\n| Per stimolare il dibattito e coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati interessati direttamente dalla\n| gestione della transizione ecologica apriremo un grande Forum nazionale per il lavoro e per il clima, per\nun'intesa che possa poi articolarsi in patti ambientali territoriali per la piena occupazione ‘verde’ attraverso\ni il coinvolgimento di tutti gli attori economici, sociali, culturali e istituzionali. Questi nuovi ‘patti’ partiranno\n| da un'analisi dei fabbisogni di investimento, per realizzare obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale,\n| di miglioramento della qualità della vita dei cittadini e di creazione di nuovi posti di lavoro sul modello di\n| quanto già avviene in alcune esperienze locali.\nPartendo da qui, a dimostrazione di come sostenibilità ambientale e sociale si rafforzino a vicenda, |\n| introdurremo un nuovo contratto “luce sociale” per le famiglie con redditi medi e bassi. Si tratta di un\n| contratto di fornitura energetica prodotta totalmente da fonti rinnovabili e acquistata direttamente dalla |\ne società pubblica Acquirente Unico. Il’ contratto di acquisto avrà durata decennale e ciò permetterà di\ni spuntare prezzi molto bassi da girare. poi alle famiglie. Inoltre, fino ad un massimo di 1.350 KWh/anno -\n| per famiglia (pari al 50% del consumo. medio), l'energia elettrica verrà fornita a costo zero, mentre, sulla\n| parte di consumo eccedente, i prezzi saranno comunque calmierati.\ni\n| Questi sono solo alcuni degli strumenti che vogliamo mettere in campo per un vero cambio di paradigma |\n| dello sviluppo sostenibile in Italia, capace di coniugare Lavoro e Ambiente. Vogliamo accelerare gli\ni investimenti infrastrutturali che portino alla progressiva sostituzione del trasporto delle merci in gomma\na favore del ferro e dell'acqua, la progressiva sostituzione del parco circolante del trasporto pubblico\nlocale con mezzi a zero emissione e ibridi, incentivare l'istallazione di almeno 100.000 colonnine elettriche\ne di 30.000 punti di ricarica rapida entro il 2027 e lo sviluppo di tecnologie per lo stoccaggio di energia\n| lungo le autostrade e la rete viaria principale e secondaria.\nLi\nVogliamo sviluppare le infrastrutture necessarie a collegare il nostro Paese con le grandi reti di trasporto\n| | transeuropee (TEN-T) e i nodi multimodali, completare le tratte ferroviarie a alta velocità e alta capacità\n| già programmate, migliorare i collegamenti lungo i corridoi est-ovest e tra le aree più industrializzate del\n| | Paese, sulle fasce costiere, tra le aree più prossime alle grandi infrastrutture e le aree periferiche e interne, |\n| con la riqualificazione delle strade secondarie, il recupero delle linee ferroviari regionali e minori, lo |\ni sviluppo della mobilità ciclabile e pedonale nelle nostre città. Proponiamo, inoltre, strumenti per |\ni incentivare la mobilità sostenibile, sia introducendo il trasporto pubblico locale gratuito per giovani e |\n| anziani, sia incentivando, per le altre categorie, schemi di sconto sul prezzo del servizio di trasporto\n| sostenibile legati all'intensità dell'uso del mezzo, misurato dal biglietto elettronico.\n| Sosteniamo poi lo sviluppo della Mobilità come Servizio Integrato (Mobility as a Service), che incentivi la\ni condivisione dei dati pubblici sulle condizioni del trasporto, incluso l'impatto ambientale delle tecnologie\n12 |",
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          "text": "Cn mini\nimpiegate, e l'offerta di biglietti unici, predisposti da intermediari online, per tratte che utilizzino più mezzi\ndi trasporto, da articolare e organizzare in base alle esigenze e alle preferenze degli utenti. Ciò consente\ndi introdurre maggiore efficienza nell'uso dei mezzi di trasporto, minori emissioni inquinanti, più\ntrasparenza e criteri di scelta, anche di tipo ambientale, per gli utenti. |\nIn questo quadro, proponiamo un progetto organico di Porti verdi, l'istituzione di un coordinamento |\nstrategico per la valorizzazione del ruolo e del contributo delle imprese a partecipazione pubbli anelte\nstrategie di politica industriale, in particolare per la transizione ecologica e digitale. RA iù |\nLI az IA RANENIY\nApproveremo una leggere sul consumo di suolo e introdurremo una serie di interventi (ela NA |\ndell'uso del suolo agricolo, per la transizione ecologica nel settore, con un Piano nazionale per l'atquartal AA\npo sitoità e il dissesto idrogeologico che metta al centro la costruzione e dislocazione strategica Mara di\nSNA e investimenti volti a ridurre della dispersione idrica. RO Su\ni SCE e a\niz ba thahsizione ecologica si intreccia poi con la transizione digitale in molti aspetti, primo tra tutti quello |\nbi etiuia'inigliore programmazione dell'uso del suolo, delle colture e del consumo idrogeologico, in ragione i\nReina più efficace capacità di monitoraggio e tracciamento, la raccolta e condivisione di dati, lo sviluppo |\n| Essy. ficoltum di precisione. Anche in questo caso, proponiamo un pacchetto di misure che valorizzi le\nsinergie territoriali in un quadro di coordinamento nazionale per la tutela dell'ecosistema e della salute, |\ninclusa la tutela delle coste e del mare e il sostegno della transizione ecologica nel settore ittico. |\nTutti questi investimenti e altri interventi necessari per sostenere la crescita, le famiglie e le piccole\nmedie imprese non possono realizzarsi senza un solido sistema del credito. Su questo fronte è necessario SN\ndifendere e rafforzare in sede europea tutte quelle disposizioni normative che incentivano la concessione \\\ndel credito alle piccole e medie imprese, alle famiglie, alle infrastrutture materiali, immateriali e sociali. Il NY}\nfattore di sostegno alle piccole e medie imprese e alle infrastrutture, e la cessione del quinto sono stati\nprovvedimenti fondamentali introdotti grazie all'impegno del Partito Democratico nella scorsa legislatura.\nGrazie a loro molte imprese hanno potuto finanziare la propria attività, mentre molte famiglie hanno SX\npotuto ottenere credito a buon mercato. Bisogna affiancare al più presto a queste misure degli incentivi\nper il finanziamento di investimenti nel campo sociale, in modo che si possa sfruttare al meglio quanto\ngià fatto in tal senso da programmi europei come InvestEU che prevedono garanzie specifiche europee\nper i finanziamenti ad investimenti in infrastrutture sociali. Va poi ripensato il trattamento dei crediti\ndeteriorati, per rimuovere gli attuali impedimenti regolamentari e prudenziali alla rinegoziazione e al\nrifinanziamento dei prestiti, in modo che gli istituti di credito possano sfruttare questa possibilità per\nconsentire al debitore di tornare a pagare regolarmente, ed evitare la cessione del credito a terzi. Infine,\nnel quadro della revisione della disciplina prudenziale che è stata recentemente avviata, è importante far\nsì che la normativa tenga conto delle specificità di alcune tipologie di banche molto legate al territorio,\ncome per il sistema del credito cooperativo, affinchè non venga penalizzato il finanziamento alle piccole\ne medie imprese. Requisiti prudenziali, supervisione e reportistica devono essere proporzionati alla |\nrischiosità dell'attività svolta. Inoltre, la struttura di governance e il modello di business non devono |\ncostituire una ingiusta penalizzazione per gli istituti di credito.\nLa tutela dell'ambiente passa anche attraverso una maggiore consapevolezza dei cittadini e dei\nconsumatori. Nel solco delle iniziative europee, vogliamo accelerare tutti i processi di etichettatura\ndigitale dei prodotti che eliminino le distorsioni e le inefficienze dei vecchi sistemi di etichette (come nel\ncaso del nutriscore) e forniscano al consumatore informazioni utili e trasparenti circa l'origine dei prodotti\ne il loro tracciamento, l'impatto ambientale della produzione e del trasporto.\nProponiamo, inoltre l'istituzione di un Fondo nazionale per il diritto alla connessione digitale, cofinanziato dai risparmi della missione 1.2 del PNRR (circa 1,2 miliardi di euro) e dagli introiti di una nuova\ngara sulle frequenze 5G, con il quale: incentivare il passaggio delle famiglie a reti a banda ultralarga\n(coprendo costi fissi una tantum di migrazione/attivazione di nuova linea); finanziare il cablaggio verticale |\ndegli edifici in fibra ottica e la predisposizione di apparati per gli “edifici intelligenti” e l'internet delle cose\nanche al fine di coadiuvare il risparmio energetico nelle abitazioni; permettere a tutti gli studenti delle\n13 |",
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          "text": "scuole (medie e superiori) e delle Università /ITS/Afam l'acquisto di tin computer (misura finanziata ogni.\n| triennio applicabile fino al 50% degli studenti în base al reddito familiare).\n| Nel campo delle reti di telecomunicazione fissa, siamo favorevoli a una politica industriale che, utilizzando\nle prerogative del cosiddetto Golden Power, incentivi per forme di aggregazione e integrazione efficiente\n| delle reti, al fine di evitaré duplicazione inefficiente degli investimenti, garantire l'interesse pubblico a reti\nnazionali sicure e capaci di offrire un servizio universale di qualità agli utenti, valorizzando al contempo\n| le: competenze del capitale umano e l'integrità delle aziende e tutelando la concorrenza nei servizi.\ndi Proponiamo inoltre la creazione di una piattaforma di riconversione delle aziende in crisi e formazione\ni si dei lavoratori per il sostegno allo sviluppo delle infrastrutture in fibra finanziate dal PNNR.\npa Ci impegniamo a dare attuazione al grande piano di assunzione nella PA, oltre il 2026, con clausole volte\n| favorire l'occupazione giovanile e femminile. Dobbiamo accelerare la costituzione di uno Sportello virtuale |\ndella PA - con.la possibilità di prendere appuntamento e di collegarsi in videoconferenza con qualsiasi.\n| pubblica amministrazione - e la realizzazione di un Ufficio associato per la trasformazione digitale dei\n| piccoli comuni. i\n| Dobbiamo affermare, seguendo le linee delle recenti normative europee, il diritto al pieno controllo\n| economico dei propri dati acquisiti dalle piattaforme per il loro utilizzo nell'erogazione dei relativi servizi.\n| Ciò vale per i cittadini ma anche per i lavoratori delle piattaforme. Intendiamo inoltre regolamentare\nl'utilizzo di big data e dell'intelligenza artificiale a fini di sicurezza: tale impiego deve trovare un limite nel\ne rispetto della privacy e della sicurezza delle persone che porti a vietare l’uso sistematico di software di\n| | sorveglianza nelle scuole, il riconoscimento biometrico dai luoghi pubblici, l'impiego di sistemi di scoring |\nsociale basati sui dati personali; l'impiego di sistemi di riconoscimento emotivo, l'adozione di tecnologie\n| digitali dai comprovati effetti discriminatori. Riteniamo essenziale promuovere un approccio critico al\n| digitale nel ciclo dell'istruzione, a partire: dall’educazione civica digitale fino alla digital literacy e\ni all'educazione sull'uso. del dato, all'impiego di elementi di informatica di base, alla difesa dalla\n| disinformazione. Più in generale, riteniamo che occorrano politiche industriali per lo sviluppo del astro\ni delle valute crittografiche e degli asset digitali, coerentemente con il quadro normativo europeo e allo\n| stesso tempo cogliendo le nuove opportunità che le moderne tecnologie blockchain offrono. L'Italia come\ni avanguardia in Europa nel settore porterebbe enormi benefici al Paese: creazione di nuovi lavori.\ni altamente qualificati, affrancamento da soluzioni extra-europee in ambiti strategici, protezione e tutela\ndei diritti dei cittadini. -\n|\ni Nel nostro programma è presente un pacchetto di. interventi per rafforzare la ricerca e il rapporto tra |\n| “ricerca; innovazioni e imprese, nonché l'accesso alla conoscenza come bene pubblico. La modulazione\ni degli incentivi fiscali rappresenta un importante grimaldello da utilizzare per sospingere, gentilmente,\ncittadini e imprese verso l'innovazione e la sostenibilità. Dal lato fiscale, sosteniamo le attività di artigiani,\nGi, piccole e imprese e professionisti e proponiamo un pacchetto di ulteriori misure che mettiamo in campo\nper contrastare maggiori: costi derivanti. dalla spinta inflattiva. Per esempio: un'opzione di\nautoliquidazione mensile delle imposte per le partite IVA, gli autonomi e i liberi professionisti in alternativa\n| al sistema saldo-acconto e l'estensione della detrazione IRPEF del 50% a tutte le tipologie di start-up per.\n| le persone fisiche (under 35). Proponiamo anche la proroga del contratto di espansione, per aiutare la\n| riorganizzazione delle imprese in crisi con oltre 50 dipendenti;\n| Un sistema fiscale equo e progressivo è alla base del nostro patto di cittadinanza. Le flat tax proposte.\n| dalle destre sono propaganda elettorale sulla pelle di chi ha meno: avvantaggiano solo i redditi più alti e |\nsottraggono risorse per il welfare. |\n| Dobbiamo migliorare i rapporti tra Stato e i contribuenti, semplificando drasticamente gli adempimenti\ni attraverso’ il Codice tributario unico; lo” sviluppo del: fisco digitale, l'abolizione delle micro-tasse; e\nattuando la riforma della giustizia tributaria.\n14\ni i",
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          "text": "Ridurre drasticamente l'evasione fiscale è un obiettivo chiave del nostro programma. Per accrescere la\nfedeltà dei contribuenti proponiamo di estendere la tracciabilità dei pagamenti, incrociare le banche dati, i\npotenziare le Agenzie fiscali, premiare maggiormente i contribuenti leali, riformare la riscossione. \\\nLa nostra proposta di riforma fiscale è volta a realizzare una riduzione del carico IRPEF a partire dai redditi\nmedi e bassi e una razionalizzazione delle agevolazioni fiscali, trasformando quelle di valenza sociale\n(spese sanitarie, scolastiche, etc.) in erogazioni dirette ai contribuenti (compresi gli incapienti).\nIo SN Vi\nè i na aa i è GIANNI\nVogliamo aumentare gli stipendi netti fino a una mensilità in più con l'introduzione progr Gg a\nsis franchigia da 1.000 € sui contributi INPS a carico dei lavoratori dipendenti e assimilati (a MA i\ncomputo ai fini pensionistici), destinando a tale scopo il recupero di evasione fiscale fissato c mne GBL kan\nATE] pi NA Nel (SZ\nMo “Hal RNRR entro il 2024. ARP\nbs i i TE i NU meo,\n\"WI Vddliamo introdurre una tassazione agevolata per il secondo percettore di reddito in famiglia, *con\nass I0biettivo di aumentare l'offerta di lavoro, dare impulso all'occupazione femminile, far emergere il lavoro | i\nhero e favorire il ritorno nel mondo del lavoro, dopo il congedo di maternità obbligatorio. Proponiamo |\nzerò contributi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani fino a 35 anni. |\nL'IRAP va progressivamente superata, garantendo l'integrale finanziamento del fabbisogno del sistema |\nsanitario e rimodulando l'IRES in modo da premiare le imprese che reinvestono gli utili e quelle a elevato\nrating ESG (ambientale, sociale, di governance). La tassazione del reddito derivante dall‘attività d'impresa, ko\ndeve essere neutrale rispetto alla scelta della forma giuridica dell'impresa.\nProponiamo di introdurre l'opzione di autoliquidazione mensile dell'IVA per gli autonomi e i NY\nprofessionisti, eliminando onere fiscale in acconto su redditi che ancora non si sono prodotti e\nconsentendo una programmazione più flessibile dei versamenti fiscali.\nVogliamo estendere la detrazione IRPEF del 50% oggi prevista per le start Up innovative a tutte le\ntipologie di start-up avviate da giovani under 35.\nVogliamo sostenere un Piano nazionale per il recupero e il rilancio dei Borghi italiani contrastando lo\nspopolamento delle aree interne; esenzione fiscale totale per le attività commerciali nei piccoli comuni;\nriqualificazione in chiave sostenibile dell'edilizia rurale storica; potenziamento del Piano nazionale Grandi\nprogetti beni culturali; promozione internazionale della Capitale italiana della Cultura. Questo permetterà\ndi arricchire l'offerta di turismo culturale, la promozione di forme di turismo lento in chiave sostenibile,\nfavorendo esperienze di viaggio innovative, come nel caso dei treni storici a alta panoramicità. Rientra in\nquesta logica anche il potenziamento dell'offerta culturale nelle periferie delle città metropolitane\nattraverso progetti di inclusione sociale, riequilibrio territoriale e tutela occupazionale e di valorizzazione\ndel patrimonio culturale materiale e immateriale attraverso le arti performative e le arti visive.\nLavoro, pensioni, disuguaglianze: restituire dignità e forza\nalle persone\nIl lavoro è stata la prima vittima di un ventennio di crisi e mutamenti epocali. Spesso ci si racconta che |\ncon la trasformazione digitale il lavoro è cambiato, perché è cambiata la società. Ma la verità è che è stato\nferito. |\nNoi crediamo che il lavoro sia la spina dorsale della democrazia, il fondamento su cui si costruisce l'intera\nimpalcatura della nostra società. Dobbiamo restituire dignità, senso e forza al lavoro, a tutte le persone |\nche vivono del proprio lavoro. L'Italia deve dare sempre più dignità ai lavoratori e alle lavoratrici,\nsoprattutto quelli oggi più vulnerabili.\n|\nIn Italia c'è una grande questione salariale, oggi aggravata dall'inflazione. Le nostre retribuzioni sono tra |\nle più basse d'Europa. Ma dietro questi dati c'è soprattutto una piaga italiana da debellare: il lavoro |\n15",
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          "text": "povero. I divari occupazionali territoriali, di genere e di età continuano ad essere condizioni strutturali e\ndrammatiche del nostro Paese.\nBisogna cambiare rotta. Tra le diverse misure che proponiamo nel nostro programma, si richiamano qui:\n- una legge per riconoscere il valore legale erga omnes del trattamento economico complessivo\ndei contratti collettivi firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative per debellare i\n“contratti pirata”; l'introduzione di un salario minimo contrattuale, seguendo il modello tedesco,\n\"nei settori a più alta incidenza di povertà lavorativa, con una soglia minima affidata alla proposta\ndelle parti sociali e che comunque rispetti i parametri della direttiva europea (attualmente per\n‘l'Italia, secondo alcune stime pari a circa 9 euro lordi orari); ne a\n- l'obbligo di retribuzione per stage curriculari e l'abolizione degli stage extra-curriculari, salvo A,\n| quelli attivati nei 12 mesi successivi alla conclusione di un percorso di studi, così da assicurare Cc\nlo strumento torni a rappresentare un'occasione di formazione (e non più di lavoro maschera |\ncome è ora). Contemporaneamente incentiveremo l’apprendistato come principale strumento EN\ningresso nel mercato del lavoro; e\n- la lotta al precariato, con un intervento sui contratti a tempo determinato, sul modello di quanto\nfatto in Spagna, riproponendo la necessità di introdurre la causale fin dall'inizio del rapporto di\nlavoro, valorizzando la contrattazione collettiva; rendendo strutturalmente più vantaggioso il\ncontratto a tempo indeterminato rispetto a quello a tempo determinato; |\nla lotta al lavoro nero e sommerso, proseguendo nel rafforzamento dei controlli e puntando sulle\nmigliori pratiche adottate in questi anni. Il modello di riferimento è | c.d. Durc sulla congruità della\nmanodopera, introdotto nel settore dell'edilizia.\n- l'Impegno per la piena applicazione della legge sul caporalato e per l'equa retribuzione per |\nlavoratori e lavoratrici, proseguendo il rafforzamento dei controlli e introducendo misure per\nsuperare la condizione di vulnerabilità di chi denuncia lo sfruttamento.\n- l'estensione a tutti gli appalti pubblici della clausola di premialità per l'occupazione giovanile e\nfemminile che abbiamo fatto inserire in via sperimentale nel PNRR, così da sostenere le imprese\nche si impegnano a creare lavoro stabile e rafforzare l'inclusione sociale.\n- una legge per garantire equo compenso in tutti i rapporti dove il committente non è persona\nfisica e che preveda la sanzione in capo esclusivamente al committente |\n- l'anticipazione dell'intervento dell'UE sui lavoratori delle piattaforme online, assicurando |\ntrasparenza sul funzionamento degli algoritmi, che devono essere oggetto di contrattazione\n-collettiva e non possono sostituire l'essere umano nell'assunzione delle decisioni sulle condizioni\ndi lavoro. Porre in capo alle piattaforme l'onere della prova circa l'identificazione del tipo di |\nrapporto di lavoro, che si presume subordinato;\n- la promozione dello smart working, anche ai fini di favorire le esigenze di conciliazione dei tempi\ndi vita e lavoro, ridurre le emissioni di agenti inquinanti e di migliorare, nel contempo, la vivibilità\ndei centri urbani e rivitalizzare i piccoli borghi sempre più spopolati;\nil disincentivo al ricorso al part time involontario e, contestualmente, promozione di progetti di |\nriduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, legati a una più razionale organizzazione\ndell'attività di impresa e a un aumento della produttività; |\n- è necessario proseguire nell'adozione di principi di responsabilità sociale e di forme di democrazia\neconomica nella governance delle grandi imprese, nonché nell'introduzione di normative più\nstringenti contro le delocalizzazioni frutto di scelte meramente speculative, per garantire reali\nprocessi di reindustrializzazione, prevedendo premialità e sanzioni.\n16",
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          "text": "a_i at dina Gt OOaliOGiO@OOcaeiaoieàiieie———a————_— ERP ZZZ Ape a o ai Ii o Tp IT Ei TOI ran a ADI ES RPS RR\nDopo l'introduzione del salario minimo e del Reddito di Cittadinanza (che andrà opportunamente\nricalibrato secondo le indicazioni elaborate dalla Commissione Saraceno, a partire dall'ingiustificata i\npenalizzazione delle famiglie numerose e/o con minori) è necessario completare il sistema con un altro \\\nmeccanismo: l'integrazione pubblica alla retribuzione (in-work benefit) in favore dei lavoratori e delle \\\nlavoratrici a basso reddito, come proposto dalla Commissione sul lavoro povero. Questo tipo di \\\nintegrazione introduce nel sistema opportuni incentivi di ricerca e permanenza di occupazioni, permette \\\nl'emersione di lavoro nero e incentiva al lavoro. In questo quadro, appare utile favorire la cumulabilita' tra | ia\nsussidi e lavoro senza disincentivare la partecipazione al mercato del lavoro, sulle come propost@ dalla} NI IN\nCommissione Saraceno sulla riforma del Reddito di Cittadinanza.Infine, proponiamo di ridurre i peri6de Sa 2 |\nminimo di residenza in Italia per accedere al reddito di Cittadinanza, oggi fissato in 10 anni. fi WENN\nie | ER\n| o gliamo favorire una maggiore flessibilità nell'accesso alla pensione, a partire dai 63 ank gi era: /da pi |\nRR Yéali zarsi nell’ambito dell'attuale regime contributivo e in coerenza con l'equilibrio di medig\\&lting9\n| jr ten ne del sistema previdenziale. Sy NS\n‘Sia ioltre introdotta per le nuove generazioni una pensione base legata alla contribuzione per le persone” |\nLZ ehéslolgono attività lavorative povere o discontinue.\n| nécessario consentire l'accesso alla pensione a condizioni più favorevoli a chi ha fatto lavori gravosi o |\n| uéuranti o lavori di cura in ambito familiare, anche rendendo strutturali APE sociale (da estendere agli \\\nautonomi) e Opzione donna. |\nÈ necessario rafforzare la previdenza complementare e gli strumenti che possono favorire il PON |\ngenerazionale e la gestione delle crisi aziendali.\nProponiamo un aumento del valore e della platea dei beneficiari della “quattordicesima” per rafforzare la a |\ntutela dei pensionati di fronte al carovita.\nVogliamo prevedere la possibilità di attivare un part-time volontario pienamente retribuito (anche in \\\ntermini di contributi previdenziali) al compimento del sessantesimo anno di età. Proponiamo di riveder DO |\nin senso più favorevole il sistema di contribuzione per chi svolge lavoro domestico e di estendere \\ \\ |\nl'indennità di malattia.\nTra le attività che vanno completate vi è innanzitutto il completamento del percorso per arrivare al pieno\nfunzionamento del Registro Unico Terzo Settore. Vogliamo inoltre introdurre semplificazione e |\n“adempimenti zero” per le piccole associazioni e i gruppi informali: potranno tenere verbali e rendiconti\na prova della loro democrazia e attività non profit senza fornire documentazione specifica, oltre a\nun'autodichiarazione. Riteniamo inoltre che vadano introdotte misure di maggior conciliazione tra tempi\ndi lavoro e ruoli di responsabilità nel volontariato e promuoveremo stage e collaborazione con le scuole |\nper fare esperienza di educazione civica nelle associazioni. Sempre, nel mondo non profit, sotto il profilo |\npoi degli oneri fiscali, proporremo l'eliminazione dei nuovi obblighi IVA previsti dal 2024 e graduale\nsuperamento dell'Irap. Inoltre, ci faremo promotori della richiesta di riconoscere contributi a fondo |\nperduto agli enti del terzo settore, al pari delle imprese, per far fronte alle perdite registrate nelle due\nultime annualità e per sostenere i costi per la progressiva ripresa delle attività. Un'altra nostra proposta |\nche avanziamo è la capitalizzazione delle imprese sociali: per ogni euro di capitale sociale raccolto da\nprivati lo Stato garantisce un analogo importo sottoscritto, attraverso un fondo dedicato. Infine, riteniamo\nnecessaria un'armonizzazione delle nuove norme di Riforma dello sport con il Codice del terzo settore: le\nnuove norme sullo sport rendono problematico per le associazioni sportive dilettantistiche (ASD)\nl'adozione della qualifica di ente di terzo settore (ETS). |\nAnche per il Mezzogiorno la nostra proposta è un cambio di paradigma: noi crediamo che l'Italia potrà\navere una crescita forte, durevole e sostenibile solo se saprà colmare i suoi divari territoriali. Divari\nterritoriali che non si esauriscono nella storica frattura tra Nord e Sud, ma si caratterizzano ad ogni |\nlatitudine per una crescente divergenza tra centri e periferie, città e campagne deindustrializzate, grandi\ncentri e piccoli comuni, aree urbane e aree interne. Affronteremo le fragilità territoriali, come abbiamo\nfatto negli ultimi anni, in particolare attraverso il rilancio della Strategia Nazionale per le Aree Interne\n(SNAI), accompagnata da politiche settoriali dedicate. Nel quadro della nuova stagione di investimenti,\nrilanceremo e potenzieremo ill Piano Sud 2030 Sviluppo e coesione per l’Italia, che configura una nuova\n17 |\nil",
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          "text": "politica territoriale di “prossimità ai luoghi”, alle aree marginalizzate e più vulnerabili, condizione\nindispensabile per il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dell'Agenda ONU 2030.\nCentrale nella nostra proposta è l'idea di territori in 30 minuti. I servizi di prossimità devono essere\nassicurati su tutto il territorio nazionale, ricorrendo a soluzioni diverse da quelle delle città metropolitane.\nPer questo, sosterremo l'apertura di 1.000 bar e edicole multifunzione in 1.000 piccoli comuni, che offrano;\nfunzioni base affinché tutta Italia abbia accesso ai servizi di cittadinanza più importanti, integrando con il\nprogetto “Polis - Case dei servizi di cittadinanza” finanziato dal PNRR.\nDobbiamo definire livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per tutti i diritti civili e sociali da garantire su\ntutto il territorio nazionale e superare il criterio della spesa storica.\n| Vogliamo che sia rispettata la quota di investimenti destinate a Mezzogiorno nei diversi nel PNRR\ne nel bilancio ordinario dello Stato (34%) sia mantenuto e che i fondi derivanti dalle politiche di coesion\nnazionali ed europee (Fondo Sviluppo e Coesione e Fondi SIE 2021-2027) siano aggiuntivi fl\ncomplementari. Proponiamo la proroga, il potenziamento e la razionalizzazione dei diversi meccanism di i\nincentivazione per l'occupazione al Mezzogiorno, puntando su giovani e donne. Ci impegniamo a portàr di\navanti il negoziato con la Commissione europea sulla “Fiscalità di vantaggio per il lavoro al Sud” al fine\nche possa accompagnare, come previsto al momento dell'introduzione, tutta la stagione di rilancio degli Ni\ninvestimenti per massimizzarne l'impatto occupazionale.\nDobbiamo anche spingere per un rafforzamento strutturale degli strumenti di politica industriale\ni regionale, potenziati in particolare nel 2020-2021 (Credito di imposta per investimenti, incentivi potenziati\nper R&S, Fondo “Cresci al Sud\" per la crescita dimensionale delle imprese, priorità Sud nel Fondo |\nNazionale Innovazione e Protocolli con CDP e Invitalia, rilancio delle Zone Economiche Speciali) e\nprevedere forme di riequilibrio territoriale negli strumenti di politica industriale nazionale. |\n|\nNell'ambito degli Ecosistemi dell'innovazione al Sud, proponiamo di insediare nel Mezzogiorno poli di\nformazione su rinnovabili e transizione verde, veri e propri hub internazionali, capaci di attrarre\ncompetenze e investimenti, di offrire concrete prospettive lavorative ai giovani del Sud, di rafforzare la\nleadership italiana nella green economy e di rinsaldare i legami con i Paesi della sponda Sud del\nMediterraneo, sempre più rilevanti per la strategia energetica nazionale.\nConoscere è potere: scuola, cultura, socializzazione\nIl rilancio del Mezzogiorno parte tuttavia anche dagli investimenti in conoscenza, dalla centralità della |\nscuola e delle infrastrutture sociali. Secondo l'ultimo rapporto Svimez, una bambina delle elementari del |\nSud fa mediamente 4 ore in meno a settimana; circa 550mila allievi delle scuole primarie del Mezzogiorno |\n(66% del totale) non frequentano scuole dotate di una palestra e 650 mila allievi delle scuole primarie\nstatali (79% del totale) non beneficiano di alcun servizio mensa. Si tratta di 4 Bambini su 5. C'è un tema\ndi esclusione che passa anche dalla mancata centralità della scuola come elemento di istruzione, di\nsocializzazione e di emancipazione.\nLa nostra proposta sulla scuola come motore del Paese parte da qui. Vogliamo rimettere al centro la\nscuola e restituire al mestiere dell'insegnante il ruolo di dignità e centralità che merita, garantendo una |\nformazione adeguata e continua e riportando, nei prossimi cinque anni, gli stipendi in linea con la media |\neuropea. In Italia un bambino su dieci non frequenta la scuola dell'infanzia (3-5 anni), iniziamo a lasciarli |\nindietro prima ancora di insegnargli a leggere e scrivere, creando le prime odiose diseguaglianze |\nnell'accesso a un sistema educativo idoneo e ad un'alimentazione sana. Ciò crea le prime odiose\ndiseguaglianze, già in tenerissima età, nell'accesso a una formazione idonea e a un'alimentazione sana.\n18\n|",
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          "text": "TE i\nLa scuola, invece, deve accompagnare tutti i genitori, le bambine e i bambini, dai primissimi anni di vita.\nIntendiamo quindi questa discriminazione tra bambini rendendo obbligatoria la scuola dell'infanzia e\ngarantendone la gratuità nell'accesso. Così vogliamo favorire l'uguaglianza già nei primi passi del\npercorso scolastico, assicurando per tutte e tutti pari opportunità di cura, relazione e gioco. Proponiamo\nla costituzione di un Fondo nazionale che va ad integrare il finanziamento regionale per i viaggi-studio, il\nle gite scolastiche, il tempo libero nel doposcuola e l'acquisto di attrezzature sportive e strumenti musicali. \\\nIntendiamo incentivare le ragazze nella scelta delle materie STEM, attraverso l'orientamento.\n\nVogliamo supportare la creazione di “ambienti di apprendimento sostenibili”, accessibili, sicuri (re dai\npunto di vista sanitario, con l'installazione di sistemi di aerazione), innovativi, attraverso la\nincontri e attività tra scuole perché lo spazio per noi è un terzo educatore. Gli spostamenti da afsCitola\nses Possono diventare un costo considerevole per le famiglie, specie con l'inflazione che erode ta io i i\nVANS\n| RS, liamo garantire la piena gratuità del trasporto pubblico locale e dei libri scolastici per le agio\nZito medio e basso (in base all'Isee). Ci impegniamo inoltre a garantire la gratuità dei libri di tè to alle” \\ |\nAS ‘Studentesse e agli studenti delle famiglie di reddito basso e medio (secondo il livello ISEE) e a garantire a\ntutte le studentesse e gli studenti delle scuole medie e superiori il pieno accesso ai servizi psico-\n“Lin pedagogici attraverso un aumento della presenza a scuola di equipes multidisciplinari formate da\na ‘pedagosgisti, educatori, psicologi. . Garantiremo l'accesso universale e gratuito di bambine e bambini alle\nLa mense scolastiche e investiremo nell'aumento dei docenti di ruolo di sostegno per affiancare nel percorso NY\nscolastico tutte le persone con disabilità. |\nVogliamo investire nella cultura come spazio di emancipazione, strumento di socialità e opportunità di “NY\ncrescita personale, contrasto alla cultura dell'illegalità. Quando chiesero a Falcone cosa ne pensasse |\ndell'esercito in Sicilia contro la mafia, lui rispose “certo che voglio l'esercito, voglio un esercito di\ninsegnanti perché la mafia teme la cultura”. E' ancora vero. Le scuole sono il primo anticorpo civile, la\nprima occasione per apprendere un modo libero e responsabile di stare al Mondo. Per questo seen |\naffinchè le scuole siano sempre più luoghi sicuri, belli, aperti tutto il giorno, coinvolgenti. Vere e proprie\npalestre di cittadinanza capaci di rappresentare una alternativa vincente rispetto alle sotto culture mafiose\ne violente.\nPer questa ragione, vogliamo potenziare l'offerta culturale nelle periferie delle città metropolitane e nelle\naree ad alta marginalità sociale attraverso progetti che coniughino inclusione sociale, riequilibrio\nterritoriale, tutela occupazionale e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.\nAnche il sistema museale nazionale va rafforzato attraverso una strategia che incrementi gli istituti\nautonomi e valorizzi i musei delle aree interne anche con il ricorso a prestiti pluriennali di opere d'arte dei\ndepositi dei grandi musei. Il ricorso a selezioni internazionali per la scelta dei direttori di musei e parchi\narcheologici statali si è dimostrata una strategia di successo, anche per l'internazionalizzazione del nostro |\npatrimonio culturale, che deve continuare. Vogliamo promuovere la completa digitalizzazione del\npatrimonio culturale. Vogliamo sostenere l'industria cinematografica e audiovisiva italiana attraverso il\nrafforzamento. del sistema automatico di finanziamento del settore e forti incentivi per i giovani autori e\nle nuove produzioni, il potenziamento del tax credit, il sostegno alle coproduzioni internazionali, la\nsalvaguardia e rilancio delle sale cinematografiche. Si propone ampliamento e potenziamento dell'Art\nBonus.\nPer i consumi culturali proponiamo forme di detraibilità delle Spese sostenute per la partecipazione alle\nattività culturali; abbattimento dell'IVA per i prodotti culturali e sostengo economico ai consumi culturali\ndei giovani e conferma del bonus cultura 18App; reintroduzione strutturale del 2x1 000 all’associazionismo\nculturale. |\nRiguardo invece all'editoria, serve nuova legge di settore per sostenere tutti i soggetti della filiera: case |\neditrici, librerie, distributori, traduttori, autori tra cui anche illustratori e fumettisti; potenziamento del\nPiano nazionale per la promozione della lettura favorendo virtuose sinergie tra reti di scuole, biblioteche, |\n|\n19",
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          "text": "archivi e luoghi della cultura; rafforzamento dell'investimento sul Centro per il libro e la lettura e sulla\nCapitale italiana del libro. Proponiamo di creare un Fondo nazionale per il pluralismo, l'informazione di\nqualità e il contrasto alla disinformazione, da finanziarsi tramite un prelievo sui ricavi da pubblicità online\nper le grandi piattaforme digitali. IL Fondo finanzierà i giovani giornalisti e le start Up dell'informazione\ndigitale, mentre per le industrie culturali e creative proponiamo incentivi fiscali, forme di agevolazioni\nnell'accesso al credito e promozione di strumenti innovativi di finanziamento; piano di investimenti per\nlo sviluppo del settore.\nsull'arte e l'architettura contemporanea proponiamo il potenziamento del Piano per l'arte\ncontemporanea, acquisizione, produzione e valorizzazione di opere e incremento delle collezioni\n| pubbliche; riconoscimento giuridico delle professionalità delle arti visive; sostegno alla committenza\nattistica anche attraverso nuovi incentivi fiscali; Piano nazionale per l'architettura contemporanea e nuova\n‘legge di settore.\nVogliamo poi potenziare l'edilizia universitaria, definire livelli essenziali di prestazione per l'accesso al\ndiritto allo studio e consolidare le risorse finalizzate al reclutamento dei docenti universitari per recuperare si\nil lungo blocco del turn-over separando le modalità di accesso al ruolo e di reclutamento dall'esterno dal\nquelle per l'avanzamento di carriera secondo i principi di trasparenza, responsabilità, merito e\nvalorizzazione dei talenti. Vogliamo inoltre evitare che, alcuni meccanismi di distribuzione di ]\nfinanziamento nelle Università finiscano per accrescere i divari territoriali, con un meccanismo perverso\ndi causa-effetto. |\nAllo stesso modo vogliamo che allo sport sia riconosciuto il valore di investimento sociale e sulla salute.\nSport e cultura del movimento sono beni essenziali per il Paese, per il loro valore economico (2% del PIL\ne risparmio generato al Servizio Sanitario Nazionale) e per il valore educativo, di inclusione e socialità. Per\nquesto vogliamo istituire un diritto allo sport in Costituzione e un Ministero dello Sport che promuova\npolitiche pubbliche per la promozione dello sport. Vogliamo migliorare la riforma del lavoro sportivo, nel\nrispetto della sostenibilità e della tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Intendiamo considerare\nl'attività motoria come farmaco prescrivibile dal medico di base e detraibile dalla dichiarazione dei redditi\ne proporre voucher spendibili in attività sportiva per famiglie con Isee più basso e molti figli. Vogliamo\naumentare la proposta di sport nella scuola dell'infanzia e primaria con personale aggiuntivo\nspecializzato, nella scuola media inferiore con proposta sportiva nel tempo prolungato, far ripartire |\n“Giochi della Gioventù”, favorire l'utilizzo delle palestre scolastiche in orario extra-curricolare o quando le\nscuole sono chiuse e sostenere lo sport universitario con progetti dual career. Intendiamo sburocratizzare\ninterventi sulla modernizzazione di stadi, impianti sportivi e natatori, definendo nuove regole-quadro per\nla loro gestione, in virtù del mutato contesto economico. Vogliamo attrarre investimenti sullo sport\nattraverso defiscalizzazione e credito d'imposta e ridefinire, in senso redistributivo, le regole del comparto\nscommesse sportive. Vogliamo ripensare il paesaggio creando “palestre a cielo aperto” nelle nostre città,\npromuovere una mobilità sostenibile con particolare attenzione alla sicurezza dei ciclisti, inserire un\ncampo polifunzionale di quartiere in tutte le lottizzazioni future e istituire fondi per abbattere barriere\narchitettoniche e sensoriali in scuole e impianti sportivi e sostenere l'acquisto di ausili da destinare a\npersone con disabilità, in particolare giovani, per avviarle alla pratica sportiva.\nLa salute pubblica dopo il Covid: cura delle persone e\nmedicina di prossimità\nContinueremo a difendere il diritto alla salute di tutte e di tutti, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale |\ne potenziando la medicina del territorio. Nel vivo della pandemia sono state fatte scelte in chiara\ndiscontinuità con le politiche degli ultimi quindici anni. Anzitutto, aumentando il Fondo Sanitario,\nNazionale di 10 miliardi di euro in soli tre anni, cui si sono aggiunti 20 miliardi del PNRR. Investiremo,\nsulle Case della Comunità come modello in grado di farsi prossimo alle esigenze di tutta la popolazione,\nin un'ottica di prossimità e multidisciplinarità. Finanzieremo un nuovo piano di assunzione di Medici di\nMedicina Generale, perché nessuno si ritrovi solo quando ha bisogno di assistenza, senza sapere a chi\n20",
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          "text": "ami i si lidi Z=ala - ia LU iO a «mina og |\nrivolgersi. Lanceremo un piano straordinario per la salute mentale, per promuovere presa in carico e\ninclusione attraverso lo sviluppo di modelli organizzativi di prossimità, con Centri di Salute Mentale di\npiccola scala, fortemente radicati e integrati nelle comunità. E approveremo la riforma della non \\\nautosufficienza con un incremento del finanziamento pubblico per l'offerta di interventi e servizi. \\\nCi impegniamo a dimezzare al 2027 i tempi massimi delle liste di attesa per esami diagnostici e interventi, \\ |\nriformando l'attuale Piano Nazionale Governo Liste d'Attesa con l'introduzione di un sistema di incentivi=_|_|\\ \\ |\nsanzioni e di mobilità tra strutture sanitarie. Completeremo la transizione digitale già avviata per tit\nagevolare il lavoro dei professionisti e l'accesso al sistema e alle cure della popolazione, valgd andai NV\ntelemedicina, COT, teleassistenza, tele- monitoraggio e teleconsulto, e potenzieremo | i$teAza\nterritoriale in tutto il territorio nazionale, per dare concreta attuazione alla sfida della prossit ite pe\ncure. Tra le misure che proponiamo nel l'istituzione di un psicologo per le cure primarie e a dl\nAssi Slavoro formativo con le opportune tutele. Potenzieremo l'assistenza domiciliare per le persone dezianee AL\nSr. SSW peremo la farmacia dei servizi come struttura di prossimità della rete territoriale in raccordo tén le |\nit a Case di Comunità e con la rete delle farmacie italiane. \\\nRM “Aigitti “adi | alia itt\nJa 4IANE | € Cittadinanza: nessun destino e glia scritto\nE 1l-rispetto della dignità di ciascuno è alla base dei legami sociali ed è quindi una responsabilità collettiva\nprendersene cura, perché standard di vita insufficienti e fragilità sminuiscono e mettono in discussione la |\npossibilità di una piena partecipazione alla vita sociale. SY\nSenza una casa decente tutti i diritti fondamentali sono di fatto negati: lavoro, salute, socialità. In assenza\ndi servizi di assistenza, una persona non autosufficiente è di fatto condannata a una vita chiusa in\nperdendo ogni opportunità di benessere e di partecipazione alla vita sociale.\nIl paradosso inaccettabile è che per i più fragili spesso questi diritti sono in conflitto tra loro. L'esser&\\\ncostretti a scegliere tra pagare l'affitto, la spesa o i farmaci di base, in realtà non è una scelta: qualunque \\ |\ndi queste rinunce trascina con sé la perdita di diritti essenziali. Accettare un lavoro sottopagato o insicuro,\npur di lavorare; abituarsi a vivere in un quartiere insalubre, perché costa poco; non reagire alle\ndiscriminazioni per paura. Quando si è condannati a questi “compromessi”, il patto sociale che regge una\nComunità si è già rotto. E sta allo Stato ricucirlo, perché è sua la responsabilità di questa frattura\nLanceremo una nuova stagione di politiche abitative per garantire il diritto alla casa. Lo faremo realizzando\n500.000 alloggi popolari nei prossimi 10 anni. Utilizzeremo interventi di rigenerazione urbana per limitare\nal massimo il consumo di suolo e per dare nuova vita agli spazi meno curati delle nostre città. Perché\nbellezza, dignità e protezione sociale, possono andare di pari passo.\nVogliamo permettere a tutte e tutti di avere accesso a un'alimentazione sana, a partire dai bambini. Lo\nfaremo non solo attraverso l'impegno a rendere universale e gratuito l'accesso alle mense scolastiche, ma\nanche introducendo una forma di reddito alimentare, tramite un sistema digitale che permetta alle\npersone indigenti di iscriversi e ricevere mensilmente un determinato numero di pacchi alimentari,\nattraverso il recupero del cibo che rischia di essere sprecato dalla distribuzione e la loro successiva\nerogazione in centri di distribuzione messi a disposizione dai Comuni.\nGarantire la piena attuazione di diritti fondamentali significa costruire un paese dove tutte e tutti si\nsentano a casa. Perché sanno di non essere lasciati soli ad affrontare i propri problemi. Perché sanno che |\nc'è spazio per loro. Questo deve valere anche per tutte le persone che oggi vedono messo in discussione |\nil loro stesso diritto ad esistere, ad essere considerati cittadini a tutti gli effetti, a scegliere della propria\nvita.\nApproveremo subito il DDL Zan e introdurremo il matrimonio egualitario. Un paese civile non esclude,\nnon emargina, non ghettizza. Le battaglie della comunità LGBTQI+ sono semplicemente richieste di |\nuguaglianza: sono la voce di milioni di italiane e italiani che rivendicano libertà e autodeterminazione, che\nvogliono pari dignità. Per la destra non è mai il momento, noi crediamo che l'Italia sia già in ritardo\n21",
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          "text": "Introdurremo lo Ius Scholae, per superare le ingiustificate discriminazioni che ancora oggi vediamo nelle\nclassi italiane. A settembre, bambine e bambini torneranno nelle scuole. Studieranno insieme,\nmangeranno insieme, giocheranno insieme. Compagne e compagni di classe, che però per la legge non\nsono uguali. Neanche se parlano la stessa lingua, ascoltano la stessa musica e hanno gli stessi sogni.\nPerché ancora oggi i figli dei genitori stranieri incontrano barriere ingiustificate nell'accesso alla\ncittadinanza, anche quando sono nati in Italia, sono cresciuti in Italia e hanno studiato in Italia. Eil\nmomento di introdurre una norma che non è solo civiltà: è prima di tutto buonsenso. Chi è figlio di\ngenitori stranieri e completa un ciclo di studi in Italia diventa cittadino italiano\nApproveremo una legge sul fine vita, per difendere fino all'ultimo dignità e autodeterminazione, in linea.\ncon le indicazioni della Corte costituzionale. Tutte le democrazie avanzate discutono del tema, abbiamo\nil dovere di fare lo stesso. La società ha dimostrato di essere più avanti della politica ed è nostra\nresponsabilità dimostrare di essere in grado di interpretare un sentire diffuso.\nIn relazione ai diritti dei migranti e alle politiche di migrazione, vogliamo dar vita a un'Agenzia di, |\nCoordinamento delle politiche migratorie, che diventi il principale attore di riferimento per tutto ciò che\nriguarda il monitoraggio e la gestione dei flussi migratori, del rispetto dei criteri d'accoglienza\ndell'efficacia delle politiche di integrazione nella società e nel mondo del lavoro, attraverso ‘Li\ncoinvolgimento delle istituzioni preposte, delle associazioni di categoria e del volontariato. Vogliamo\nabolire la “Bossi-Fini” e approvare una nuova Legge sull'immigrazione, che permetta l'ingresso legale per\nragioni di lavoro, anche sulla base delle indicazioni che arrivano dalle imprese italiane e dal terzo settore.\nOccorre pensare ad un nuovo un modello di accoglienza fondato su piccoli centri diffusi sul territorio e\nintegrati con esso, con particolare attenzione al SAI (Sistema di accoglienza e Integrazione) che dovrà\nprogressivamente sostituire quello attuale Dobbiamo inoltre sostenere l'allargamento dei corridoi\numanitari (promossi da Comunità di S Egidio Federazioni chiede evangeliche, Tavola Valdese e Caritas) |\norganizzata in caso di situazioni di particolare emergenza. Siamo stati, siamo e saremo sempre contro /\npolitiche di respingimenti, apparenti “chiusure dei nostri porti” o, addirittura, non meglio precisati “blocchi/\nnavali”: vale il sacrosanto principio per cui chi è in pericolo in mare va soccorso e salvato.\npei\nL'Italia dei Sindaci e delle Sindache: buona amministrazione i\n; i ;\nvalorizzazione dei territori\nGuardando agli enti locali, proponiamo inoltre di approvare la nuova “Carta delle Autonomie Locali”,\nriformando il Testo Unico per gli enti locali e rivedendo la legge 56 del 2014, con l'obiettivo di valorizzare\npienamente i Comuni, le Province e le Città metropolitane come istituzioni costitutive della Repubblica\nche curano gli interessi delle loro comunità e contribuiscono allo sviluppo inclusivo e sostenibile del\nPaese. Al tempo stesso riteniamo non sia più rinviabile una stabilizzazione dei bilanci dei Comuni, delle\nProvince e delle Città metropolitane.\nRiteniamo che ciò vada fatto attuando la riforma per il completamento del federalismo fiscale. Riteniamo\ninoltre si debba rafforzare la capacità amministrativa delle autonomie locali facilitando l'immissione di\npersonale qualificato necessario per garantire l'esercizio delle funzioni fondamentali attribuite a ciascun\nente e la realizzazione degli investimenti pubblici. |\nUna richiesta dei sindaci e degli amministratori locali riguarda la necessità di procedere ad una modifica\ndella Legge Severino sui Sindaci: intervento sulla disciplina della responsabilità penale e amministrativo |\ncontabile dei Sindaci, a partire dalla modifica della legge Severino, eliminando, con eccezione dei reati di\ngrave allarme sociale, la sospensione dalla carica con la sola condanna di primo grado.\nUlteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni potranno essere concesse nell'ambito di.\nlegge quadro nazionale, previa la definizione dei Livelli Essenziali di Prestazioni concernenti i diritti civili\ne sociali, da garantire su tutto il territorio nazionale, il superamento della spesa storica e il potenziamento)\n22",
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            "“Bossi-Fini”",
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            "salvato.",
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          "text": "ss ee UU i a MO\ndei fondi di perequazione infrastrutturale. Sono comunque esclusi dalla differenziazione delle\ncompetenze regionali i grandi pilastri della cittadinanza, a partire dall'istruzione.\nGiustizia, legalità, sicurezza: la certezza del diritto al servizio\ndi cittadini e imprese\nUna giustizia lenta non tutela i diritti in modo efficace ed è profondamente diseguale, avvantaggiando\nchi ha più mezzi economici. Dobbiamo allora favorire ulteriormente la deflazione del contenzioso e la\nminor durata dei processi, intervenire sulla depenalizzazione dove necessario, costruire nuovi edifici\ndestinati ad accogliere i Tribunali, intervenire sui costi della giustizia, investendo di più sugli incentivi\nfiscali, specie per l’accesso ai metodi alternativi di risoluzione delle controversie, compreso l'arbitrato,\npromuovere una riflessione sulla circostanza che non tutte le \"violazioni\" debbono trovare una risposta\nnel processo penale.\nUna delle grandi sfide che abbiamo di fronte è quella di completare la digitalizzazione del servizio e MN\ne adeguare l’organizzazione e l'impostazione dell'intero comparto attraverso l'organizzazione digitale\ni degli uffici e la creazione di banche dati. Va compiuto un ammodernamento delle strutture, investendo NY\nsulla ristrutturazione degli edifici esistenti, anche per adeguarli alla digitalizzazione, e sulle infrastrutture\nmateriali e immatetiali.\nL'organizzazione dell'amministrazione della giustizia in Italia richiede un forte investimento nelle risors\numane, stabilizzando il personale ancora precario per la messa a regime dell'Ufficio del Processo e\nproseguendo con il reclutamento e assunzione di personale nelle cancellerie e di nuovi magistrati nei\n-ssinstribunali. Proponiamo modelli di formazione comune tra avvocati, magistrati inquirenti e giudicanti che\nhi SN sano la circolarità delle esperienze, rendendo concretamente attuabile l'accesso in magistratura\nIZ i’ayvocati che sono già cassazionisti. |\nTEMA\na di istituire con legge di revisione costituzionale un’Alta Corte competente a giudicare le\nvi. imipugnazioni sugli addebiti disciplinari dei magistrati e sulle nomine contestate.\nVegliamo rafforzare una strategia europea e internazionale per contrastare il riciclaggio e i trafficanti |\nbasta sui seguenti punti: utilizzo dei regolamenti in sostituzione delle direttive in materia per favorire NI\nl'armonizzazione degli ordinamenti e la cooperazione internazionale; creazione dell'Agenzia eurépea) N |\nantiriciclaggio e lavorare affinché abbia sede in Italia; l'adozione a livello europeo di una legislazi@)e/sti la Pe\nconfisca dei beni e sui delitti di associazione mafiosa, sul modello della legislazione: Atlliater- NA\ndigitalizzazione degli scambi informativi e delle prove giudiziarie nel contrasto alle mafie e al terrdrisiiB:f VA |\nVogliamo rafforzare il contrasto alle infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni comunali, anche attraverso i\nla riforma della legge sullo scioglimento dei Comuni per mafia, individuando specifiche azioni VFM\nprevenzione, per eliminare le cause delle infiltrazioni. Il\nProponiamo una norma quadro che consenta a donne e minori che intendano rompere con le famiglie\nmafiose di provenienza, di farlo e, più in generale, nei confronti dei collaboratori di giustizia, riteniamo\nche siano necessarie ulteriori iniziative per il sostegno economico e l'accesso reale al lavoro nella pubblica\namministrazione. Dobbiamo, inoltre, aggiornare il sistema di protezione e tutela dei collaboratori di\ngiustizia assicurando standard di modernità ed efficienza dei sistemi di copertura, oggi messi in pericolo\nda accessi abusivi ai sistemi informatici sui dati sensibili.\nMafie e corruzione tendono sempre a consolidare sistemi di potere occulti, che ambiscono a condizionare\nla stessa democrazia. Il giornalismo libero e serio è da sempre un presidio irrinunciabile nel contrasto a\nquesti sistemi, che infatti si accaniscono contro di esso in un modo o in un altro. Non possiamo\ndimenticare che negli ultimi anni in Europa sono stati proprio i giornalisti le vittime della violenza mafiosa:\nDafne Caruana Galizia (Malta), Jan Kuciak (Slovacchia), Peter de Vries (Olanda). Anche in Italia ricordiamo\ni giornalisti uccisi, mentre ancora aperta è la ferita per la morte di Ilaria Alpi; numerosi ad oggi sono quelli\n23\n|",
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          "text": "sotto scorta perché minacciati o oggetto di attentati (ad oggi 25). La lista \"Halia Democratica e\nProgressista' lavorerà per una migliore tutela della libertà di stampa a cominciare dal contrasto alle così\ndette \"querele bavaglio”. |\nNell'ambito delle politiche di contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata, riteniamo sia arrivato il\nmomento di legalizzare l'autoproduzione per uso personale e fare in modo che la cannabis terapuetica\nsia effettivamente garantita ai pazienti che ne hanno bisogno. |\nVogliamo valorizzare gli strumenti di giustizia riparativa anche per superare l'impostazione di un sistema |\npenale incentrato prevalentemente sul carcere, sfruttando le potenzialità delle misure alternative e di\ncomunità. Da questo punto di vista, riteniamo si debbano rendere strutturali le misure emergenziali\napplicate durante il Covid e immaginare nuove modalità di esecuzione della pena, che prescindano dalla\ndetenzione in carcere e garantiscano contemporaneamente sicurezza e dignità.\nLe statistiche sul lavoro penitenziario in Italia sono tra le peggiori d'Europa, meno del 4% dei detenuti\nlavora per datori di lavoro diversi dall'amministrazione penitenziaria. Il carcere deve invece diventare un\nluogo dove intraprendere percorsi formativi mirati e garantire sbocchi occupazionali certi. Questo può\navvenire solo attraverso un coinvolgimento di imprenditori responsabili e un alleggerimento della\nburocrazia penitenziaria, fermo restando il necessario rispetto delle garanzie. Riteniamo necessaria una\nriforma, radicale delle professioni penitenziarie, adeguando i trattamenti economici e promuovendo\nl'ingresso di nuove professionalità, destinando quote significative) di fondi per assicurare supporto\npsicologico.\npi\nFirma\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nAi sensi delle norme di cui all’art. 21, comma 2, del D.P.R. n. 445 del 28/12/2000, ed in particolare\ni quelle di cui agli artt. e 76, lo sottoscritto Dott. Francesco Gasbarri Notaio in Roma con studio\n“et in LungoTevere dei Mellini n. 10, iscritto nel Collegio dei Distretti Notarili Riuniti di Roma, Velletri e\ni Civitavecchia, certifico vera ed autentica la firma, apposta in mia presenza dall’ On. Enrico LETTA,\ni nato a PISA, il 20 agosto 1966, domiciliato per la carica in Via Sant’ Andrea delle Fratte, 16 — Roma,\nda me identificato tramite C.l. n. AV 1763403 rilasciata dal Comune di Roma in data 27/12/2013\ndella cui identità personale, qualifica e poteri sono certo.\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale cui può andare\nincontro in caso di dichiarazione mendace.\nRoma — Via Sant’Andrea delle Fratte, 16 — 13 Agosto 2022 AO\nPOT AFPGI RE\nGA TM Pn\nÀ TA pt No: aio) FAZI) |\ni POI\n| NN |\n24",
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          "text": "a L'Unione europea è insostituibile, ma è una costruzione fragile, spesso bloccata dalla politica dei veti incrociati degli Stati membri. Per questo va riformata e resa all'altezza delle aspettative e dei bisogni dei suoi cittadini. L'attuale architettura istituzionale europea limita l’azione dell'Unione in settori determinanti quali energia, difesa, politica estera, salute, immigrazione, politiche sociali. È tempo di una riforma dei Trattati che permetta un salto in avanti istituzionale (a partire dall'abolizione del diritto di veto) per rendere l'UE vera potenza di valori nel mondo di oggi e, soprattutto, di domani.",
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          "text": "een peso,\ne a\nPENSIERO AZIONE un\nji\n\ni\nPARITE IVA\nRIPROGETTIAMO IL PAESE VALORIZZANDO\nLE NOSTRE RICCHEZZE\n(mA\nPPA: MOVIMENTO POLITICO PENSIERO AZIONE: PROGRAMMA POLITICO\nIl Movimento Politico PPA (partito pensiero e azione) ha come scopo l'aggregazione delle\nesperienze politiche che si riconoscono nei principi e nelle scelte della CARTA FONDAMENTALE DEI\nsv] DIRITTI DELL'UOMO.\nPPA si impegna, nello stesso tempo, a contrastare ogni rischio di slittamento morale ed etico su\nposizioni conservatrici, incompatibili con l'orizzonte di valori sopra richiamati, i quali costituiscono\nla struttura portante e distintiva dell'identità politica sulla quale va costruita l’identità dei Popoli:\nad iniziare da quello europeo: ad oggi in evidente mano di una Commissione Europea che è di\nfatto un Ente privato e di conseguenza non eletto dal Popolo.\nPer PPA la democrazia va costruita con una originale interpretazione dei bisogni e delle\nopportunità dei Cittadini in un moderno mix che equilibri i costi dello Stato ai benefici dei suoi\nCittadini. Riformando lo Stato laddove si annidino parassitismi e logiche egoistiche di parte.\nSotto un altro profilo, non disgiungibile dal precedente, il PPA intende essere testimonianza di una\nconcezione esigente della democrazia. In questo senso, il rifiuto radicale del razzismo, della\nxenofobia e di ogni forma di intolleranza costituisce un connotato irrinunciabile della nostra\nazione. E rimane ferma l'opposizione ad ogni esperimento politico di tipo autoritario o\nestremistico, al cui richiamo sono stati sensibili in passato tanto i partiti della sinistra quanto i\npartiti della destra oggi presenti sulla scena politica italiana. Tutto ciò implica il rifiuto di percorsi\npolitico-organizzativi che nei fatti riducono la democrazia rappresentativa ad una versione\ndeformata e grottesca della delega ed impone, al contrario, il rilancio di forme e strumenti di\npartecipazione politica che valorizzino il pluralismo e il protagonismo del più ampio numero di\npersone, favorendone il massimo di opportunità di ruoli pubblici e di assunzione di responsabilità\nindividuali.\nNe deriva che PPA si rinnova in impegno coraggioso per il decentramento dei poteri e la\nvalorizzazione del confronto permanente tra istituzioni politiche ed organizzazje i-Pell4 SO ie\n\ncivile, le cui sfere di autonomia e di auto-organizzazione vanno riconosciute, SIG RE\nARGINI\nuu’ PE\ni 1 EX ir S/N\nEN\nIN",
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          "text": "Ecco perché PPA ha accettato di trovare occasione di confronto democratico e di coagulo con una\naggregazione di Movimenti della base civile e soprattutto legati al web. Lo ha fatto raccogliendo le\nistanze di tutti quei cittadini impegnati . Una Lista di innumerevole numero di Movimenti e Gruppi\nche hanno un programma simile e addirittura oltremodo coraggioso circa i suoi assunti sulla\nSovranità Popolare e quella Monetaria.\nInsieme ai cittadini e con la loro partecipazione, il PPA si propone come un Contenitore innovativo\nrispetto il “vecchio politichese”; un Contenitore che rinnova programma e Candidati; diventando\nun punto di riferimento per chi intende reagire ai limiti, alle insufficienze e, in ultima analisi, al\nfallimento del modello bipolare così come si è andato costruendo nello scenario politico nazionale\ndegli anni novanta. Si potrà discutere sulle terapie da adottare per correggerne i guasti e\nrimuovere le contraddizioni, ma nessuno può disconoscere lo scarto insopportabile che si è venuto\na creare tra i principi ispiratori dei tentativi di riforma ed i risultati consolidati durante questa\ninterminabile fase di transizione politica ed istituzionale.\ni Non si è garantita una maggiore partecipazione politica, alimentando nei cittadini un disagio\nambiguo, di cui l'astensionismo è solo l'indicatore meno controverso; è fallito il disegno di\ngarantire una maggiore stabilità del potere esecutivo, visto che sono aumentate le crisi di governo,\nalimentate da una malattia che sembrava debellata nel nostro paese da oltre un secolo, quella dei\nNgalt della quaglia\" di stampo trasformistico; è cresciuta fino al parossismo la frantumazione delle\nide di partito e dei gruppi parlamentari proprio in concomitanza con quelle riforme che ne\nqupovero dovuto ridimensionare drasticamente la portata; si sono verticalizzati e centralizzati i\napo eri decisionali esterni al Parlamento, come esito non previsto della logica del voto in collegi\n“/yinominali e dei connessi vincoli di coalizione, esasperando i poteri discrezionali delle segreterie\ncentrali di partito ben al di là di ogni limite immaginabile nella denuncia delle degenerazioni\npartitocratiche della \"prima repubblica\".\nA queste promesse non mantenute dalle riforme elettorali dello scorso decennio, si deve\naggiungere la sempre più evidente rinuncia a costruire le alleanze bipolari sulla base di reali e\ntrasparenti verifiche di convergenza programmatica, oltre che strategica e valoriale, privilegiando\ninvece la scorciatoia della disinvolta sommatoria elettoralistica, della adozione delle surroghe\npersonalistiche.\nAi \"partiti pesanti\" della tradizione italiana, ritenuti responsabili di \"vizio ideologico\" e di\noppressione sulla società civile, ma capaci alla fine di rappresentare una visione non equivoca\ndella società ed un progetto politico sul suo futuro, sono subentrati in questi anni i \"partiti\nleggeri\",o addirittura liquidi, indifferenti alle visioni alte della politica e a qualsiasi progetto\nstrategico. Gli interessi generali rischiano di essere così espunti dall'orizzonte della politica,\n. sostituiti solo dalla composizione a mosaico delle convenienze parziali, sostenute da azero\npotere occasionali, magari prone all’Uomo forte che il momento individua! NI\nfi Die AN\nPer tutti questi motivi il PPA si impegna a promuovere soluzioni che riducano i danni i 4 NN\ndall'artificiosa riduzione ad un bipolarismo obbligato, senza radici, che riaprano la pros A NUIT\nuna riforma della politica in grado di tenere assieme partecipazione, scelte di valore, ap\n\nga i",
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          "text": "governo, richiamandosi a quel pluralismo democratico in grado di rendere forte il principio di\nrappresentanza.\nLa concertazione - che comporta per ciascuno degli attori in gioco un obbligo al riconoscimento\ndella propria parzialità ma anche del necessario contributo a soluzioni condivise - si rivela in\nquesto scenario una modalità di governo delle politiche pubbliche in grado di conseguire un\nefficace equilibrio tra rispetto e soddisfacimento dei bisogni sociali da un lato, e perseguimento di\nobiettivi comuni e condivisi dall'intera comunità dall'altro.\nPRIMI ELEMENTI DI UN PROGRAMMA\nIl Movimento Politico PPA (Federazione Italiana) nasce per trovare convergenze tra posizioni simili\ne indicare soluzioni nuove ai dilemmi della crisi italiana, attraverso il confronto di idee, di\nprogrammi, nonché la ricerca della partecipazione e del consenso popolare. In questa prospettiva\nvengono proposti alcuni elementi per una riflessione programmatica iniziale, alla cui definizione\nulteriore sono chiamate tutte le risorse intellettuali e tutte le passioni civili che si riconoscono in\nquesto manifesto.\nRIDEFINIZIONE DELLA FORMA DI STATO E DI GOVERNO\nLa riforma federalista dello Stato e la nuova forma di governo devono rispondere ad un disegno\n“complessivo coerente e devono assicurare un effettivo equilibrio dei poteri e una rinnovata\n\\st bilità politica, che consenta il dispiegarsi di indirizzi non effimeri, più aderenti alle indicazioni\nJp e alle esigenze della società attuale. A questo fine, occorre riconsiderare la\nEstione del modo di elezione della rappresentanza, posta con forza dalla crisi del sistema\nA Yhaggioritario all'italiana che è stato respinto con la mancata partecipazione al referendum e con\nla vistosa insoddisfazione rispetto ai proclamati obiettivi di stabilità, coerenza programmatica ed\nefficienza dei governi. La proposta è di adottare: un sistema proporzionale alla tedesca con soglia\ndi sbarramento sufficiente a scoraggiare la eccessiva frammentazione, consentendo tuttavia alle\nforze politiche di accordarsi su programmi liberamente e non per la costrizione momentanea\ndell'evento elettorale, cui segue quasi fatalmente la disgregazione nel momento della\ngovernabilità; l'elezione del Premier in Parlamento con la partecipazione piena delle nuove realtà\nfederali; l'istituto della sfiducia costruttiva per assicurare al governo la stabilità necessaria alla\nrealizzazione dei programmi. La riforma è resa tanto più urgente dalla fase costituente che\nl'Unione Europea deve affrontare per un governo finalmente politico e democratico dei processi\neconomici e sociali.\nMa anche dar vita a quelle forme di una nuova visione della partecipazione dei Cittadini attraverso\nle tecnologie sempre più attive nella vita sociale. Con tutte le formazioni federate, il PPA ha\nl’intento di creare procedure di alta tecnologia che permettano una partecipazione attiva Aero Ti\nCittadini alla vita pubblica dello Stato. a SEO\nLIRA ZO\nFEDERALISMO a\nIl federalismo dovrà mantenere la promessa di una amministrazione pubblica efficiente\ncittadini ma, al contempo, capace di dare contenuti e ispirazioni ad una moderna idea NE\nDA",
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          "text": "\"interesse nazionale\". Nel realizzare questa radicale alternativa rispetto alla tradizione del\ncentralismo amministrativo italiano vanno tenute in considerazione tre distinte esigenze:\ne una ampia libertà di auto-organizzazione a livello locale secondo i principi della sussidiarietà,\ndell'efficienza, dell'adeguatezza delle soluzioni alle specificità di ogni territorio;\ne la necessità di un coordinamento non fittizio delle politiche di perequazione tra regioni e regioni,\nspecie sui terreni della fiscalità e delle prestazioni universali, con l'obiettivo del superamento degli\nsquilibri storici tra il nord e il sud del nostro Paese;\ne Un centralismo che armonizzi, la gestione del Paese in stretta relazione con gli enti periferici.\nIl punto programmatico più importante e più urgente è quello relativo alla armonizzazione delle\nrelazioni con le Regioni perché solo portando le regioni alla co-gestione si può governare il\nPaese, rendendo le stesse attive, partecipi nel processo legislativo, si può combattere la\ntendenza onnivora tipica di qualunque assemblea legislativa nazionale, come pure la tendenza\nall'irresponsabilità di autonomie regionali non impegnate nella definizione e nel perseguimento di\ninteressi nazionali condivisi.\nECONOMIA\nL'economia, così come la politica, è una disciplina sociale e discrezionale di organizzazione e\nI ‘4llocazione ottimale delle risorse, complessa e articolata che va governata, gestita, monitorata,\ni sttificata giorno per giorno per ottenere le migliori prestazioni dalle nostre potenzialità umane e\ni iroduttive e il maggiore beneficio collettivo per la società. Immaginare invece di stabilire a\nmonte vincoli, limiti, parametri quantitativi completamente insensati e distanti dalla realtà e\npensare che sia poi l’ingovernabilità del libero mercato o il caos indistinto della legge del più\nforte a dettare le regole e stabilire gli equilibri sociali, è un atteggiamento retrogrado,\nprimitivo e antiumano da cui prendiamo nettamente le distanze. Dopo aver assimilato bene\nquesto fondamentale cambio di paradigma culturale di cui dobbiamo essere partecipi e\npromotori, non esisterà più alcun limite o obiettivo economico che l’umanità non potrà\nraggiungere e superare con tutti gli strumenti fiscali, finanziari, politici a disposizione.\nIl progresso umano, civile, scientifico o economico che sia, nasce sempre dalla sintesi e\ndalla ricerca di armonia ed equilibrio tra elementi spesso contraddittori e discordanti, non dallo\nscontro brutale fine a se stesso che aumenta indefinitamente gli squilibri, i conflitti e\nle disuguaglianze.\nIl TURISMO e la BELLEZZA come PIANO STRATEGICO NAZIONALE per la ripartenza del Paese\nSi vuole ridare slancio all’economia attraverso la creazione di un PIANO STRATEGICO NAZIONALE\ndi valorizzazione del nostro Paese. Sarà pensato per durare nel tempo perché dovrà garantire la\ni prosperità alle future generazioni. Il piano intende realizzare subito la crescita ee6homira\nattraverso la valorizzazione dell’intero patrimonio paesaggistico, artistico- ciltdrae Ed as i\nenogastronomico presente nel nostro Paese, del MADE IN ITALY e delle eccellenze italiane ea\nsettori. a NANI i",
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            "L'economia,",
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            "iroduttive",
            "ee6homira",
            "ciltdrae",
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            "italiane",
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            "NANI"
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          "text": "Il progetto strategico nazionale interesserà tutto il territorio italiano attraverso un’attenta\nprogettazione e pianificazione per la creazione duratura di servizi, aree tematiche, eventi,\ninfrastrutture, comprese quelle telematiche di trasmissione dati ad alta velocità, un vero e\nproprio “sistema nervoso” attraverso il quale i dati possano fluire alla massima velocità in\nmodo da supportare lo sviluppo dell’internet, della comunicazione, dell’energia e della\nlogistica, oltre alla formazione del personale in grado di offrire standard qualitativi elevati\ngarantendo al visitatore una esperienza immersiva unica nell’Italian style. Il tutto nel rispetto\ndell’ambiente e della tutela della popolazione residente. Il piano si propone di raddoppiare in\npochi anni il PIL legato al turismo in Italia posizionando il nostro Paese ai vertici del pianeta sia per\npresenze, sia per ricavi. Il progetto è destinato ad assorbire buona parte dei\ndisoccupati italiani con conseguente e duratura riduzione del tasso di disoccupazione\nDi pari passo si utilizzeranno, da subito, le nuove risorse economiche ottenute per procedere\nad una riduzione delle aliquote fiscali e investimenti sulla ricerca riappropriandoci dei nostri\n“cervelli” e garantendo alle future generazione un avvenire in Italia. Le maggiori risorse\ni finanziarie consentiranno una lenta, ma efficace riduzione del debito pubblico attraverso una\ni saldo attivo del debito tra scadenza e nuove emissioni.\nIl progetto dovrà ispirarsi ai seguenti principi:\nLe a. Progettualità e fattibilità\ni a b. Miglioraramento della qualità della vita dei cittadini\nc. salvaguardia dell’ambiente\npa d. ricerca di soluzioni durature\ni e. reversibilità delle scelte\n\nSOVRANITA’ MONETARIA\nLa Moneta è un Bene Comune come l’aria o l’acqua. La moneta pertanto è un bene inalienabile\ndi proprietà dei cittadini e appartiene al popolo, il quale la utilizza e ripartisce a beneficio della\ncollettività. La Moneta Comune serve a quantificare il valore intrinseco della Ricchezza reale e\nfinanziaria prodotta da tutti i cittadini del paese: il lavoro, le competenze, le qualifiche, la\nformazione, i beni, i servizi, la coesione e lo stato sociale, i diritti, le tutele assistenziali e\nprevidenziali. La moneta fisica scelta volta per volta da uno Stato per esercitare, dirimere e\ncontabilizzare le sue funzioni rappresenta solo una modalità convenzionale per misurare e\nvalorizzare la vera Moneta Comune di un paese, la sua reale Ricchezza. Sono i comuni cittadini di\nuno Stato a dare valore ad una certa moneta fisica piuttosto che ad un’altra, accettando il suo\nutilizzo e la sua circolazione come mezzo di pagamento e unità di misura del valore dei beni reali\ne finanziari scambiati.\nContinuare a trattare la moneta come un bene a se stante o una riserva di valore, indefinitamente\naccumulabile, intercambiabile e negoziabile con gli altri beni o titoli finanziari, contripaste PrO\ncreare fraintendimenti e ambiguità, che alterano il normale e corretto flusso degli catfibiì SX\n5 i",
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          "text": "commerciali e privano molto spesso la cosiddetta “economia reale” dei mezzi necessari a misurare\ne quantificare i pagamenti.\nPartendo da queste premesse, noi chiediamo che sia lo Stato l’unico e insindacabile fornitore dei\nmezzi di pagamento utilizzati dai cittadini, al fine di valorizzare equamente e correttamente la\nRicchezza reale e finanziaria del paese. Noi chiediamo che sia un Ente Pubblico (la Banca Centrale\nNazionale, Banca d’Italia, oggi di proprietà dei maggiori gruppi bancari privati italiani),\ndirettamente collegata e subordinata alle istituzioni democratiche dello Stato, e non più un\norganismo privato, autonomo e indipendente (la BCE), a gestire il processo di creazione,\nemissione e circolazione della massa monetaria utilizzata dai cittadini. La Banca Centrale dovrà\nfornire periodicamente a costo nullo allo Stato, in base all’andamento dei principali indici\neconomici monitorati (disoccupazione, sviluppo sostenibile, inflazione, bilancia dei pagamenti con\nl'estero), i mezzi di pagamento necessari, sotto qualsiasi forma (moneta elettronica, banconote,\nmonete metalliche), con l'unico scopo di favorire gli scambi commerciali ed agevolare l’equa\ni redistribuzione della ricchezza all’interno dei confini nazionali.\nPertanto, l’Italia procederà al recupero integrale ed immediato della sovranità monetaria\nnazionale illegittimamente ceduta ad organismi ed enti sovra- ed extra-nazionali, mediante il i\ndisconoscimento unilaterale dei relativi trattati tutti, sottoscritti in manifesta violazione della\nCarta Costituzionale, con contestuale Rideterminazione dell’euro, ri/nazionalizzazione della\n\\Bànca d’Italia (e suo collegamento con il Ministero del Tesoro), e ridefinizione dei rapporti con i\nApa si dell’attuale UE sulla base di accordi doganali e di cooperazione commerciale, aventi ad\ngetto la libera circolazione sia dei beni, che delle persone, che dei capitali, con previsione, in\nPipe elo in alternativa, di analoghe equivalenti trattative con paesi di altra area\ngeografica.\nSOVRANITA’ DEMOCRATICA, POLITICA, ECONOMICA, SOCIALE, NAZIONALE\nLo Stato deve agire in tutte le sedi opportune per conseguire un immediato ed integrale recupero\ndella piena sovranità nazionale del popolo italiano, illegittimamente ceduta ad organismi ed enti\nsovra- ed extra-nazionali. Per fare ciò lo Stato italiano dovrà appellarsi al principio di\nautodeterminazione dei popoli come previsto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani\ndel 1948, i cui principi guida ispiratori rimangono ancora oggi dirimenti e insindacabili. Preso atto\ndi questa violazione originaria, lo Stato italiano deve procedere ad un rapido disconoscimento\nunilaterale dei relativi Trattati Europei tutti (Roma, Maastricht, Amsterdam, Lisbona), sottoscritti\nin manifesta violazione della Carta Costituzionale italiana del 1948 e della stessa Dichiarazione\nUniversale dei Diritti Umani.\n: In seguito a questo atto sovrano ineludibile ed improrogabile, lo Stato italiano deve procedere al\nrecupero pieno ed integrale della sovranità territoriale e militare, illegittimamente cedute conil\nTrattato di Velsen (gendarmeria europea). Parallelamente e conseguentemente, devoyd‘e3s8fe gi\ndichiarate illegittime tutte le modifiche della Carta Costituzionale in contrasto coni /PBPi ZA)\nfondamentali della stessa, attuate su richiesta e/o indirizzo e/o influenza e/o pressioni.diretti.s6//.\npi e\nSl sirio",
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            "SOVRANITA’",
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            "pi",
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          "text": "indiretti di organismi ed enti sovra/extra nazionali, e in aperta violazione della stessa Carta (ad es,\nda ultimo, modifica agli artt 81, pareggio di bilancio fiscale, 97 e 119 C Cost).\nIn conseguenza della recuperata sovranità politica, economica e militare, lo Stato italiano dovrà\nprocedere alla negazione e/o rinegoziazione del debito pubblico iniquo ed illegittimo, soprattutto\nper quanto concerne la quota parte riferita a creditori esteri o bancari nazionali e creata grazie a\nmanovre inique, e velleitarie operazioni monetarie di rifinanziamento interbancario delle Banche\nCentrali, che hanno impropriamente favorito i gruppi bancari italiani e stranieri e consentito un\nincessante speculazione finanziaria sui titoli del debito pubblico dello Stato.\nRIFORMA BANCARIA E REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI FINANZIARI\nNoi chiediamo che sia attuata una vera e propria controriforma bancaria, affinché i grandi gruppi\nfinanziari italiani vengano di nuovo smembrati in piccole entità nazionali e locali più aderenti alle\nesigenze del territorio in cui operano. Innanzitutto bisogna ristabilire una netta distinzione fra\nanche commerciali, specializzate nell’attività creditizia, e banche d’investimento, più\ni atamente focalizzate nella compravendita di titoli obbligazionari e azionari.\ni E nche commerciali dovranno fornire ai risparmiatori il servizio di raccolta e custodia dei\ndegpsiti, utilizzando per i prestiti solo la parte dei fondi che i depositanti avranno volontariamente\né-Mreventivamente autorizzato a questo scopo, condividendo con la banca sia i profitti che le\n«eventuali perdite di gestione. ll sistema truffaldino della riserva frazionaria, attraverso il quale le\nbanche hanno impunemente continuato a creare denaro dal nulla, deve essere abolito. Le banche\nd’investimento, oltre alle normali attività di collocamento, fusione o scorporazione aziendale,\navranno il compito esclusivo di raccogliere quella parte di risparmi indirizzati all’acquisto di titoli\nfinanziari italiani ed esteri, con la dovuta e necessaria regolamentazione del settore degli\nstrumenti derivati e dei titoli cartolarizzati. A differenza delle banche commerciali, le banche\nd'investimento avranno maggiori concessioni riguardo all’utilizzo e alla circolazione dei capitali\ninternazionali, fermo restando l’obiettivo prioritario di mantenere un adeguato equilibrio nella\nbilancia dei pagamenti con l’estero.\nDopo il drastico processo di smantellamento e privatizzazione del settore bancario italiano , lo\nStato dovrà procedere ad una ridefinizione e ristrutturazione dell’intero sistema, che delimiti i\nconfini e i campi di pertinenza di tale settore, eliminando tutti i vantaggi di posizione e privilegi\nacquisiti in passato. Contemporaneamente bisognerà attuare un progressivo programma di\nregolamentazione dei mercati finanziari, che eviti gli eccessi e gli squilibri economici causati\ndall’introduzione di strumenti strutturati e derivati che alterano il valore di Ricchezza reale\ni espresso in precedenza.\nFT TA\nPUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA E RNA\nGERA\nPAIA\nIù Lia",
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          "text": "Ricerca e studi per un graduale ammodernamento etico dello stato, i quali prevedano una forma\ndi assoluta trasparenza e di partecipazione democratica dei cittadini.\nModifica degli artt. 50 e 71 Il comma Costituzione per l'introduzione di tempi certi di disamina ed\napprovazione, che riguardano gli strumenti della petizione e dell'iniziativa di legge popolare. La\ndemocrazia partecipativa con il potenziamento degli strumenti di partecipazione democratica\n(referendum, petizione popolare e iniziativa di legge popolare) sono gli unici principi o valori che\nassicurano oggi il corretto funzionamento di un moderno Stato democratico. ll cittadino deve\nsentirsi parte integrante e attiva della comunità, mentre le istituzioni devono mettere a\ndisposizione del cittadino tutti i dispositivi giuridici e tecnologici per fare sentire in tutte le sedi\nopportune la sua voce e la sua azione creatrice e riformatrice. Per fare questo, lo Stato deve\nseguire un preciso programma di sburocratizzazione, snellimento e semplificazione delle\nistituzioni per accorciare le distanze con il cittadino, predisponendo delle piattaforme informatiche\nche rendano immediato il dialogo e proficuo lo scambio di idee e di proposte A ciò si aggiunge\nl'adozione di strumenti moderni di verifica dei risultati per tutti i programmi pubblici in materia di\ni diritti dei cittadini (giustizia, scuola, sanità, trasporti, dotazione infrastrutturale e fiscalità).\n\nVO\n)\npÈ SCALITA” (art. 53 Costituzione) applicazione del criterio di progressività nel sistema tributario.\nLA\nSemplificazione e riorganizzazione, alla luce dei principi sopra richiamati, dell'intera materia\nfiscale. Riforma decisa della giustizia tributaria nel rispetto dei principi di piena autonomia,\nterzietà, imparzialità e competenza.\nArmonizzare il rapporto tra Fisco e cittadino- contribuente è elemento indispensabile al fine di far\navvertire le Istituzioni dello Stato al servizio e non sentirle come soggetti vessatori . Per noi è una\nquestione di civiltà, quindi imprescindibile per riequilibrare il rapporto, portando davvero al\nservizio del cittadino lo Stato ed il suo apparato.\nPOLITICHE ECONOMICHE ESPANSIVE E PARTECIPAZIONE ATTIVA DELLO STATO IN ECONOMIA\nIn attuazione e nell’esercizio della recuperata piena sovranità economica, monetaria e fiscale, lo\nStato dovrà adottare un prioritario e deciso intervento di politica monetaria e fiscale di tipo\nespansivo (immissione di liquidità attraverso gli strumenti di politica monetaria e taglio secco della\npressione fiscale e previdenziale), con contestuale pieno ed effettivo esercizio della sovranità\nnazionale in tutti gli ambiti sinora trasferiti alla competenza esclusiva e\\o concorrente dell’UE, con\nun’attenzione particolare alle politiche agricole, che liberate da tutti i vincoli comunitari, potranno\ntrovare nuovo impulso, con conseguente rivalorizzazione della produzione a beneficio e tutela dei\ncittadini, rifiutando fermamente l’asservimento lobbistico all’industria degli OGM, e con un\ndeciso nuovo impulso e rivitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese, vero tessuito'e pre\npulsante dell’economia italiana. SF NO i",
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          "text": "La nuova base monetaria nazionale potrà essere introdotta all’interno del circuito economico\nnazionale soltanto attraverso lo strumento della “Spesa Pubblica” dello Stato. Questi nuovi fondi\npubblici saranno privi di debito all’emissione e dovranno essere utilizzati innanzitutto per\ngarantire tutti gli obiettivi fissati di politica economica, monetaria e fiscale. Rispettando le esigenze\ne l’importanza del libero mercato, lo Stato deve però mantenere un quota di partecipazione\npubblica nei settori strategici e nei servizi essenziali, per garantire la continuità di erogazione\ndegli stessi servizi alla cittadinanza: energia elettrica, gas, acqua, trasporti, telefonia, e dei beni del\ndemanio pubblico ceduti nell’ambito delle politiche di privatizzazione (dai primi anni ’90 in poi).\nStato e Mercato devono agire in totale simbiosi ed armonia, evitando a monte qualsiasi tipo di\nconflitto. Gli investimenti a lungo termine dello Stato saranno indirizzati principalmente verso\nquei settori o ambiti di ricerca che sono ritenuti scarsamente profittevoli o troppo rischiosi dagli\ninvestitori privati: ricerca medica, biologica, chimica, sviluppo ecosostenibile, risparmio\nenergetico, tutela del territorio, infrastrutture, messa in sicurezza degli edifici, patrimonio\nartistico, attività culturali.\ni Lo Stato, in perfetta sinergia con il suo tessuto produttivo, dovrà garantire nel tempo un equilibrio\nstabile e duraturo della bilancia dei pagamenti con l’estero, favorendo una maggiore\n«diversificazione della produzione interna e pur non limitando le importazioni ai soli beni e servizi\ni no sostituibili, concentrare maggiore attenzione al settore produttivo del ns Paese. Essendo\nri E sciuta la carenza di fonti energetiche primarie, come petrolio e gas naturale, lo Stato dovrà\nin narsi nella stesura di un piano energetico nazionale che incentivi adeguatamente la\nprodi zione di energia da fonti rinnovabili e riduca al minimo l’utilizzo di fonti non rinnovabili di\n_erfergia.\nPOLITICHE DEL LAVORO: PROGRAMMI DI PIENA OCCUPAZIONE E SALARIO MINIMO GARANTITO\nRevisione integrale, alla luce dei principi di semplificazione e razionalizzazione, delle riforme del\nmercato del lavoro susseguitesi dal 1997 ad oggi. La riacquisita sovranità monetaria, i Deficit\nPositivi di bilancio pubblico e le manovre di politica economica di lungo termine dello Stato,\ndovranno perseguire il principale obiettivo di una moderna democrazia: la piena occupazione.\nLo Stato dovrà comportarsi come un datore di lavoro di ultima istanza, per assorbire i disoccupati\nnei periodi di recessione economica da impiegare in lavori socialmente utili, formazione, ricerca,\napprendistato.\ni Con opportuni incentivi e piattaforme di scambio, questi lavoratori saranno invogliati ad accettare\nimpieghi più remunerativi nel settore privato quando il ciclo economico sarà di tipo espansivo. In\nogni caso lo Stato assicura un salario minimo garantito(al fine di prevenire lo scaullipentore,\ncaduta in stato di indigenza di ogni cittadino) a tutti gli inoccupati o disoccupati finthé:guesti\nultimi non troveranno un impiego o nel settore pubblico o nel settore privato. /S/#2P\nLp?",
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          "text": "ISTRUZIONE\nRiorganizzazione dell’istruzione, con la massima valorizzazione del merito, ma ( garantendo a\nciascuno l’accesso alla formazione) e nel pieno rispetto del principio dello sviluppo delle\nattitudini e aspirazioni individuali.\nRivalutazione professionale e sociale degli insegnanti , esonero dal pagamento di qualsivoglia tassa\nscolastica, per studenti di ogni ordine e grado, ivi comprese le tasse universitarie.\nCULTURA:\nLa Cultura determina la competitività di un Paese. L’innalzamento del livello culturale della\npopolazione costituisce una priorità. Rendere accessibile a tutti, gratuitamente, la cultura\nrappresenta per il Paese un investimento sicuro nel tempo. In questo La tv pubblica sarà un\n- formidabile alleato, per questo motivo lo spazio dedicato ai programmi culturali sarà\n- notevolmente incrementato.\nTUTELA AMBIENTALE e BENESSERE dei CITTADINI\n“La tutela ambientale é al vertice delle nostre attenzioni. Lo sviluppo economico del Paese in chiave\nturistica richiede particolare cura e salvaguardia del territorio e dell’ ambiente a tutela dei nostri\nE Per questo motivo grande attenzione sarà rivolta nel contrastare il fenomeno dell’abuso\nle dilizio e dell’erosione ingiustificata del suolo. Occorre affrontare l’inquinamento con una\nfio progettualità a lungo termine investendo e favorendo l’impiego di energie pulite e innovative. Lo\nstesso dicasi sulla gestione dei rifiuti dove occorre una capacità di affrontare il problema a monte,\nottimizzando la raccolta e il riciclo, ma anche riducendone la quantità, agendo ad esempio sulla\nottimizzazione degli imballaggi. L’attenzione alla salute dei cittadini costituisce per noi una priorità\nassoluta, perché non solo garantisce una migliore qualità della vita, ma riduce i costi sociali.\nSANITA’ E PREVIDENZA\nRidefinizione, riorganizzazione e rinnovata valorizzazione del sistema sanitario nazionale (basato\nsulla libertà di scelta terapeutica, a tutela dei cittadini e non asservito alle lobby farmaceutiche),\ndegli interventi di tipo previdenziale ed assistenziale a tutela dei diritti costituzionalmente\ngarantiti e delle categorie svantaggiate, inclusa la disciplina dei regimi pensionistici ,\nimplementando l’importo del minimo pensionistico, teso a garantire la giusta e concreta\nsussistenza di ogni cittadino della ns Repubblica.\nTUTELA SOCIALE E POLITICHE PER LA FAMIGLIA\nIn ambito economico e sociale, l’unico investimento che resiste nel tempo, e quindi il più prezioso)\nsono i nostri figli. Le nuove generazioni sono quelle che potranno risolvere, con i loro talenti/ i\nproblemi e sfide che continuano ad avanzare. Purtroppo, il sistema economico “neoliberista’i Wp\n10 VA Ne\nMie?",
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          "suspect": [
            "insegnanti",
            "“La",
            "turistica",
            "fenomeno",
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          "text": "cui siamo immersi, fa sì che ,si percepiscano i figli non come una risorsa, ma come un costo,\nspesso insostenibile.\nLa vera valorizzazione della famiglia, in tutte le sue componenti, si può avere solamente in uno\nStato che abbia dei valori (Sociali inclusivi) e che possa sostenere questi valori attraverso la\ncorrispondente emissione monetaria atta a finanziarne obiettivi e progetti, tesi a garantire la\nsussistenza di ciascuno .\nRICERCA, SCIENZA E TECNOLOGIA\nPoderoso impulso alla ricerca, sia scientifica sia tecnica, in particolare, ma non solo, nei settori\ntecnologico, delle energie, della sanità, della medicina e della fisica, con particolare\nvalorizzazione del merito e dei risultati, nel pieno rispetto del principio costituzionale di cui\nall’art.9 della Costituzione.\nIMMIGRAZIONE\nL'Italia dei prossimi anni, per lo sviluppo produttivo e per il mantenimento dei livelli di tutela\n“gociale del Paese, richiederà nuovi e corposi flussi migratori, i quali vanno gestiti con efficienza e\n\\algore, in modo da favorire il positivo inserimento delle comunità straniere nel tessuto sociale\nE regioni italiane. Contro ogni facile pietismo, questi processi di integrazione non possono\n-/esaurirsi nel breve periodo, ma richiedono tempi necessariamente più lunghi: essi saranno tanto\npiù rapidi quanto maggiore sarà il rigore con cui i nuovi cittadini ospiti dovranno confrontarsi,\ngarantendo in questo modo la sicurezza di tutti i cittadini e il superamento di ogni forma di odiose\ndiscriminazioni. A ciò si devono accompagnare:\ne misure più idonee(atte ad una sana e proficua accoglienza) per contrastare l'entrata e la\npresenza clandestina, compresa la lotta al lavoro sommerso, in gran parte causa e non effetto\ndella presenza illegale;\ne una programmazione nazionale dei flussi con la partecipazione delle Regioni, tenendo anche\nconto della necessità della promozione del riequilibrio occupazionale tra le aree del Paese;\ne un impegno forte del sistema delle autonomie locali nelle politiche di integrazione sociale,\ndecisive per un'ordinata convivenza civile, una società multietnica che guardi l’orizzonte di una\narmonia sociale, pur richiamandosi ad una ospitalità fraterna ma esigente.\nSICUREZZA\nUna delle conseguenze non previste del benessere conquistato in questi anni è costituito dal\nriemergere di una criminalità minore, dovuta anche alla saldatura tra forme tradizionali di\ncriminalità interna con alcuni effetti indesiderati connessi ai flussi migratori. Ne è derivato il\ndiffondersi in tutti gli strati della popolazione, specie nelle regioni più ricche, di un senso dj NGELO\nincertezza rispetto alla propria sicurezza individuale e alla sicurezza della propria abitaziofie DEM SN\nlato, dunque, il fronte della lotta alla grande criminalità organizzata deve continuare adesset# IE\nRe\nTREN",
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          "text": "presidiato nonostante il minore allarme sociale; dall'altro lato vanno trovate risposte, soprattutto\nlocali, al problema della sicurezza individuale. Ciò significa un maggiore controllo del territorio,\nrealizzato a livello di comunità locali, da esercitarsi anche in forme nuove e meno costose rispetto\nal solo uso delle forze di polizia. Si tratta di soluzioni che devono essere alternative alla logica\ndell'azione diretta da parte dei cittadini, la cui pericolosità e irrilevanza pratica vanno apertamente\ncontrastate. L'obiettivo della sicurezza dei cittadini è compatibile con l'integrazione quando le\n“mature” condizioni di accoglienza, sono propedeutiche a generare condizioni ottimali di\nospitalità all'interno del rispetto rigoroso delle regole che la comunità nazionale si è data.\nIl recupero della sovranità monetaria, onde perseguire l’ovvio obiettivo di riacquisire il\ndiritto”esclusivo” all’esercizio della sovranità legislativa, escludendo ogni cessione a terzi della\nstessa, al fine di consentire al ns amato Paese di operare et tutelare;\nIl lavoro, la dignità dei lavoratori, la abnegazione delle partite iva, il piccolo commercio, i negozi di\ni prossimità, quali aggregati sociali di grande utilità solidale per armonizzare la vita dei quartieri delle\ncittà della ns amata Nazione!\nTutela del diritto alla casa, ed impignorabilità della stessa quando trattasi di prima abitazione.\nUna politica tesa a tutelare i diritti della famiglia, vede in primis la necessità di tutela della casa, in\nqualsivoglia forma, garantire un “tetto” ad ogni cittadino Italiano previene lo stato di indigenza,\nquindi è una questione di civiltà, per noi inderogabile.\ne ttenzione a quella classe media ormai da anni bistrattata e costretta sempre più ad un detrimento\neconomico e sociale non più sopportabile. Il benessere del cittadino “bene” primario della società, è\n»/per noi un diritto, oltre che un dovere per chi governa il Paese.\nPARTECIPAZIONE\nLa sfida di questo progetto è il cambiamento della politica. Le donne e gli uomini liberi che lo\ncondividono e sono disponibili a mettersi insieme, partecipando e assumendo i rischi di questa\nsfida, possono essere attori protagonisti di una nuova stagione politica del Paese.\nCapo forza politica? Antonio Piayulli\n\npes\nSS FEAIIERN\nPSI NR\nSASA Fo il\n12",
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          "text": "A norma dell'articolo 21 comma 2, delD.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, io sottoscritto Martucci Dottor Pierangelo, Notaio in Torino ed iscritto al\nCollegio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino\ne Pinerolo,\ncertifico\nVera ed autentica la firma di:\nPIARULLI Antonio, nato a Palazzo San Gervasio\n(PZ) il 18 febbraio 1961, residente in Torino, Corso Cosenza n. 33/A,\n\\ da me identificato con il seguente documento:\n\nrta d'identità n. AR8433286, rilasciata dal Comu-\n\n/ne di Torino in data 8 ottobre 2010,\ndella cui identità personale io Notaio sono certo,\nil quale ha apposto tale sua avanti estesa firma e\nfirme marginali in mia presenza e vista, da me ammonito sulla responsabilità penale nella quale incorre in caso di dichiarazione mendace.\nTorino, lì 17 gennaio 2018.\nhe \\\nIV Nar RN?\nANDA NA\nSEZ\nA NASA\nAM",
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          "text": "- PROGRAMMA ED INDICAZIONE DEL CAPO DEL MOVIMENTO POLITICO\n\"REFERENDUM E DEMOCRAZIA\" i\n(art. 14-bis comma 3, primo periodo, del Decreto del Presidente della Repubblica |\nDM. 361 del 30 marzo 1957 e successive modificazioni) Lie\nIl sottoscritto ______ az o_o a on\n- PERDUCA MARCO nato a Firenze (FI) il giorno 28 aprile 1967, domiciliato per\nla carica in Roma (RM) a Via di San Basilio 64, codice fiscale: PRD MRC 67D28\nD612T, Tel. 0664010848, in qualità di Presidente e legale rappresentante del\nmovimento politico denominato \"REFERENDUM E DEMOCRAZIA\"\nPresenta, ai sensi e nelle modalità previste dall'art. 14 bis comma 3, primo periodo, i\ndel Decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 30 marzo 1957\nsuccessive modificazioni, il seguente programma elettorale, indicando\ncontestualmente il Capo delia forza politica nella persona di MARCO CAPPATO,\nnato a Milano il 25 maggio c.f. GPP MRC C71E25 F205G6:;\nLa lista Referendum e Democrazia nasce per garantire l’uguaglianza di accesso |\nalla partecipazione civica e politica per chiunque gode dei diritti civili in Italia e per\ncreare le condizioni affinché le norme sula cittadinanza siano strutturalmente\nriformate, i ll azzo een\nL'obiettivo principale délla lista Referendum è Democrazia è affermare la\ntransizione digitale per garantire il pieno godimento dei diritti civili è politici in Italia,\npartendo dall’estensione del precedente della sottoscrizione digitale delle firme\nreferendarie dell'estate 2021 alle liste per le elezioni politiche del 25 settembre.\nLa disintermediazione resa possibile dalle applicazioni del progresso scientifico è\nfondamentale anche per l’affermazione della cittadinanza digitale e le possibilità cdi\nlinteroperabilità che essa consente tra le persone e con le istituzioni a partire\ndall'attivazione degli strumenti di democrazia elettorale, partecipativa, diretta a\ndelBeretiva =========—=—rmr—_————_——_— oa AE zz\nIn un momento in cui l'incrocio tra intelligenza artificiale, big data e biotecnologie\numane e vegetali cambia connotati e denotati dell'umanità modificando, se non\nminando, alla radice i concetti di libertà e proprietà individuale, occorre prevedere\nregole che consentano l'affermazione di scelte e comportamenti liberi\nconsapevoli che possano bilanciare la smaterializzazione della vita di miliardi di\npersone con l'impatto che queste hanno sul pianeta e lo spazio. Occorrono\nche garantiscano l'affermazione del principio di non discriminazione, a livello\nglobale, nel pieno rispetto della biodiversità.\nLa responsabilità individuale e il ruolo che ogni Stato può giocare nel\nperseguimento di uno sviluppo e una pace sostenibili passano attraverso |\nl’inclusione di chi per vari motivi non può partecipare a contribuire liberamente e\nconsapevolmente al processo decisionale del luogo in cui vive.\nLe misure adottate per consentire il prosieguo di molte attività socio-economiche\ndurante le compressioni delle libertà individuali causate dalla pandemia hanno",
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          "text": "lu DE LUC\nZO Si\nli D'ITALIA\ne stringere alleanze con il centrodestra, cqn jil centrosinistra e nemmeno con gli altri partiti\nmati dai loro scarti. |\n| |\nWNT\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nA norma dell’articolo 21, comma 2, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, certifico\nche è vera e autentica la firma apposta in mia presenza dal sig. LA VA FS E RA\nANA ELE nato PALE RIZZO iii il\ncirie iii iii: domiciliato in ANNE. CFA)\nATA FARA NA, MA sa aaa aaa aa aaa da me\nidentificato con il seguente documento: PO Rho MNM. FB\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale\nnella quale può incorrere in caso di dichiarazione mendace.\nLS ESSCNA addì. LO: DL\nCOMUNE DI MESSINA\nIL CONSIGLIERE\nEn PERGOLIZZI SEBASTIANO\nPO COMPETENTE AD ESEGUIRE AUTENTICA\nai. \\ DELLE FIRME DEfSOTTOSCRITTORI LE WSTE E CANDIDA\nTimbro \\ 53 del e 58>MMall= ho,\nkirma leggibile (nome e coghormid per estesd) e qualifica\ndel pubblico ufficiale che procede all’autenticazione",
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          "text": "Sa E ELEZIONI POLITICHE 25 SETTEMBRE 2022\nCc LI\ndeMagistris\nPROGRAMMA ELETTORALE del MOVIMENTO POLITICO\n“Unione popolare”\nCapo politico: Luigi de Magistris\nFirma del Presidente di “Unione popolare”:\nds db Varta (Luigi de Magistris)\nAutenticazione della firma\nA norma dell’articolo 21, del d.P.R. 28 cocegabre pon, certifico che è vera e autentica la firma,\napposta in mia presenza dal sig.\\i/iCi! DE. ftAGI ST RIS... da me identificato con il\nseguente documento : PA CA _A\\dEBSESC iii, nato\nNAPOLI dl. Lo/0 \\ A\nU4NQUECFOUDI, addì CoNSIC (EE Esa AE\nMA Agia\nTimbro ANG Firma leggibile {dm ognome per e bed e di lifica\nCAME del pubblico ufficialte-che, procede all’autenticazione",
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          "text": "Unione Popolare - L’Italia di cui abbiamo bisogno\nL’Italia di cui abbiamo bisogno\nIl programma di Unione Popolare per le elezioni del 25 settembre 2022\nQuesto è un programma diverso da quello degli altri partiti che si presentano alle elezioni del 25\nsettembre. È l’unico programma pacifista e contro le guerre, per la fratellanza universale, la giustizia\nsociale, economica ed ambientale, contro corruzioni e mafie. È un programma concreto e visionario,\nche considera prioritario il diritto alla felicità. Vogliamo portare l’umanità al potere. La filosofia di\nfondo è la rivoluzione culturale mettendo al centro la persona e la lotta per i diritti. È un programma\nche non parla a chi ha grandi ricchezze, potere e privilegi, ma al paese reale. È un programma che si\noccupa dei bisogni essenziali di chi lavora ogni giorno (spesso troppe ore per troppi pochi soldi), di\nchi vorrebbe lavorare ma il lavoro non l'ha più, di chi è preoccupato per i prezzi delle bollette che\naumentano.\nÈ un programma scritto per chi aspetta troppo tempo per essere curato, intrappolato nelle code infinite\ndella nostra sanità maltrattata. Per chi dopo quest’estate rovente è seriamente preoccupato per la salute\ndel pianeta. Per chi si è sentito dire che non c’era posto per i propri figli in un asilo nido. Per chi è\ncontrario alla guerra, e vuole un impegno serio per una soluzione diplomatica. Per chi pensa che le\nenormi disuguaglianze sociali del mondo di oggi siano tanto ingiuste quanto inefficienti per\nl'economia. Per chi è rimasto senza lavoro a causa della chiusura o delocalizzazione di un’impresa.\nÈ un programma che considera prioritaria l’attuazione della Costituzione, non più solo la sua difesa.\nPertanto appare necessario per interrompere il suo svuotamento costante con legge ordinaria e la\nstrisciante trasformazione della repubblica parlamentare in repubblica presidenziale approvare una\nlegge proporzionale senza soglia per ritornare alla centralità del Parlamento. Si deve eliminare il\npareggio di bilancio in Costituzione che indebolisce i diritti primari.\nQuesto programma è per la maggioranza sociale del nostro paese, per costruire insieme l’Italia di cui\nabbiamo urgentemente bisogno e ricominciare a guardare con fiducia al futuro. È un programma\nscritto dalla società civile insieme al contributo di tanti esperti, composto di 120 proposte organizzate\nin 12 capitoli:\n1. Ricompensare e rispettare il lavoro\n2. Lottare per la sicurezza economica e contro la povertà\n3. Perseguire la pace e la democrazia in Europa e nel mondo\n4. Migliorare la sanità e la pubblica amministrazione\nRidare dignità all’istruzione e investire nella ricerca\n6. Fermare l’autonomia differenziata e salvaguardare i beni comuni e i servizi locali\n7. Trasformare il sistema energetico e dei trasporti per attuare una vera riconversione ecologica\n8. Proteggere l’ambiente e sostenere l’agricoltura\n9. Ricostruire la nostra industria favorendo un nuovo modello di sviluppo con al centro la cultura\n10. Tassare di meno chi ha poco e di più chi ha tantissimo\n11. Combattere contro le mafie e garantire una giustizia equa\n12. Far crescere i diritti e le libertà\nÈ un programma ambizioso, ma necessario per affrontare i problemi di lungo corso del nostro paese\ne le nuove emergenze degli ultimi anni. Col sostegno dell’elettorato vogliamo aprire la strada a\nun’Italia più giusta che guarda al futuro: in prima linea nella lotta alla crisi climatica, per una vita\ndegna e una società libera. Unisciti a noi, aiutaci a realizzare il programma di Unione Popoia\nun’Italia migliore ci aspetta. XK\nDA e DRS",
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          "text": "1. RICOMPENSARE E RISPETTARE IL LAVORO\n1. Introduzione di un salario minimo legale di almeno 10 euro lordi l’ora (1600 euro al mese)\nrivalutato annualmente, per mettere fine al lavoro povero e utilizzare il rialzo di tutti i salari anche\ncome mezzo di politica industriale, per spingere le imprese verso produzioni a più alto valore\naggiunto. Riduzione degli orari di lavoro anche per garantire la cura dei diritti plurimi delle persone:\nlavorare tutti e lavorare meno.\n2. Rendere nuovamente il contratto a tempo indeterminato la forma contrattuale standard, in primo\nluogo abolendo il Jobs Act e tutte le leggi che hanno incentivato la precarietà.\n3. Limitare l’uso del contratto a tempo determinato a due soli casi specifici (sul modello della riforma\ndi Yolanda Diaz in Spagna): per circostanze straordinarie legate alla produzione e non per\nsostituzione temporanea di altro dipendente assente per motivi contrattuali o di legge.\n4. Rafforzamento degli ispettorati del lavoro per far rispettare le leggi sulla sicurezza e i diritti dei\nlavoratori, con l’assunzione di 10.000 ispettori.\n5. Estensione del collocamento pubblico e riduzione del ruolo delle agenzie di collocamento.\n6. Piano di assunzioni da 1 milione di persone nel pubblico impiego per avvicinarsi alla media europea\ndi impiegati pubblici per abitante, con un impegno particolare in scuola e sanità per ridurre le attese\nper cure ed esami e l’affollamento nelle classi.\n7. Obbligo di applicazione di salari e condizioni contrattuali stabilite dal contratto collettivo di settore\nanche per i lavoratori interinali.\nRipristino della responsabilità in solido del committente per tutti gli appalti di manodopera.\n9. Abolizione della legge Fornero per giungere all’età pensionabile di 60 anni o 35 anni di contributi,\ncon tetto massimo alle pensioni alte che pesano molto sulla spesa pensionistica.\n10. Inasprimento delle pene per il mancato adempimento degli obblighi relativi al diritto del lavoro e\nalla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, a partire dal DDL “Omicidio e lesioni sul lavoro”.\n2. LOTTARE PER LA SICUREZZA ECONOMICA E CONTRO LA POVERTÀ\n1. Lotta all’inflazione con eliminazione dell’IVA su prodotti di prima necessità alimentari (es. pane,\npasta, latte). Reintrodurre un meccanismo automatico di adeguamento dei salari all’aumento del costo\ndella vita (scala mobile).\n2. Tetto duraturo al prezzo del gas per calmierare le bollette (su modello di Spagna e Portogallo già\napprovato dalla Commissione Europea)\n3. Tassazione degli extra profitti delle aziende energetiche (passando dal 10% del governo Draghi al\n90%) per aiutare famiglie e imprese\no si Do mx",
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          "text": "4. Portare il Reddito di cittadinanza da 780 a 1000 euro al mese; innalzare la soglia di accesso ISEE\nda 9360 a 12.000 euro e renderlo una misura individuale e non esclusivamente legata al nucleo\nfamiliare. Introdurre il reddito domestico per garantire dignità ad ogni persona\n5. Programma di costruzione di 500.000 nuovi alloggi pubblici per affrontare la grave carenza di case\na canone sociale e garantire una dimora a chi non riesce ad averla a prezzi di mercato. A consumo di\nsuolo zero anche con la riconversione ad alloggi di edilizia popolare del patrimonio pubblico, di enti\ne di grandi proprietà private compatibili con la residenza. Piano di manutenzione ordinaria e\nstraordinaria di alloggi vuoti da anni per loro immediata assegnazione alle famiglie in graduatoria\ncomunale. Nessuna famiglia senza casa, nessuna casa senza famiglia\n6. Aumento delle pensioni minime a 1000 euro al mese\n7. Introduzione per le pensioni future di un massimo di pensione e di cumulo di trattamenti\npensionistici a 5000 euro mensili\n8. Sostegno ai lavoratori autonomi e lotta contro le imprese che costringono dipendenti ad aprire\npartite IVA spostando così su di loro i rischi di impresa. Sostegno alle imprese che assumono giovani\nanche con riduzione della pressione fiscale e semplificazione amministrativa e burocratica.\n9. Uniformare il trattamento previdenziale dei lavoratori autonomi a quello dei lavoratori dipendenti,\ncon estensione dell’indennità di maternità e malattia\n10. Perseguire politiche orientate a riequilibrare le disparità tra Nord e Sud del Paese, a partire dalla\nspesa pubblica, al contrario di quanto successo con il PNRR, che ha sacrificato le regioni meridionali.\nSuperare il sistema scellerato della spesa storica del chi più ha più avrà e chi meno ha meno ottiene.\nFaremo esattamente il contrario. Sostenere i comuni, soprattutto piccoli, e le aree interne e periferiche\ndel Paese, contro il centralismo burocratico statale e gli apparati di potere regionali. Sostegno\neconomico ai Comuni, con più potere ai sindaci e più tutele, quindi migliori servizi locali e migliore\nqualità della vita per gli abitanti delle nostre comunità.\n3. PERSEGUIRE LA PACE E LA DEMOCRAZIA IN EUROPA E NEL MONDO .\n1. Stop immediato dell’invio di armi a tutti paesi in guerra e ritiro dei soldati all’estero se non\nautorizzati dall’ONU che va rafforzata e sottratta ai veti incrociati delle superpotenze.\n2. Sviluppare un forte impegno diplomatico per la pace in Ucraina e per la distensione nel conflitto\ntra Cina e Stati Uniti. Uscire dalla coalizione in guerra nel cuore dell’Europa e lavorare per la\nneutralità dell’Ucraina. Per un’Europa unita nelle sue diversità, dal Portogallo alla Russia, contro\nogni nuova guerra fredda.\n3. Operare per il superamento della NATO, per la sovranità nazionale con lo stop ad armi nucleari nel\nnostro Paese e per sostenere politiche di disarmo a livello globale, opponendosi all’aumento delle\nspese militari al 2% del PIL ed impegnandosi alla progressiva riduzione delle stesse. Firma immediata\ndel trattato di messa al bando delle armi nucleari. L’Italia dovrà essere senza bombe atomiche e\npromotrice di una conferenza internazionale per il disarmo e la denuclearizzazione dell’Europa.\nSaremo amici di americani, russi e cinesi, mai più sudditi e subalterni di nessuno. So\nUR\nAZ",
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          "text": "4. Rendere l'Italia una nazione autonoma e autorevole, che difende la pace e i diritti dei popoli, e non\ngli interessi delle grandi potenze, per un globo delle pluralità e multilaterale contro ogni forma di\nimperialismo.\n5. Restituire al nostro paese autonomia strategica nelle sue relazioni internazionali in Europa e nel\nMediterraneo, per costruire l’Europa dei popoli, della fratellanza universale, della giustizia\nambientale, sociale ed economica, non più solo della moneta unica, della libera circolazione di capitali\ne merci e dei vincoli finanziari.\n6. Operare a livello europeo per una riforma in senso democratico delle istituzioni di Bruxelles con\nabbandono completo delle politiche di austerità e lotta alle lobby che influenzano la politica della UE.\nDare al Parlamento europeo più centralità e forza rispetto al ruolo della Commissione europea.\n7. Lavorare per il superamento delle politiche di bilancio stabilite dall’accordo di Maastricht e dal\nsemestre europeo. Respingere, in particolare, i vincoli liberisti del Trattato e ripristinare la\nCostituzione del 1948 eliminando il vincolo europeo laddove in contrasto ai principi fondamentali\ndella Costituzione antifascista ed il pareggio di bilancio introdotti nel 2012.\n8. Abolizione del MES (Meccanismo europeo di stabilità) ed esclusione di Ogni ricorso a esso\n9. Operare per la modifica dei trattati affinché la Banca Centrale Furopea possa favorire politiche\nindustriali sostenibili da un punto di vista ambientale. Intanto la BCE deve continuare ad acquistare\ntutti i titoli di Stato necessari e non su richiesta e con condizionamenti\n10. Riconoscimento dello Stato di Palestina e solidarietà con tutti i popoli oppressi, a cominciare da\nquello curdo. Costruzione di un fronte pacifista internazionale per la realizzazione di un modello di\nsviluppo che salvi il pianeta da guerre, ingiustizie sociali ed economiche e devastazioni ambientali.\n4. MIGLIORARE LA SANITÀ E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE\n1. Ricostruzione del Servizio Sanitario Nazionale unico per tutte le regioni, superando la\ncontroriforma del 2001, eliminando l’aziendalizzazione e tornando alle USL con controllo\ndemocratico del territorio. Ripristinare l’intera filiera della medicina territoriale.\n2. Assicurare una spesa pubblica nella sanità che non scenda mai sotto la media europea (7,3% del\nPIL), invertendo la rotta rispetto alla manovra Draghi, che ha ridotto la spesa sanitaria al 6,3% del\nPIL per il 2024, ed eliminando il tetto di spesa\n3. Aumentare i posti letto per 1000 abitanti (in Italia 3,2 nel 2017, a fronte di una media europea che\nsupera i 5) e il personale medico e sanitario, anche per eliminare le prestazioni intra moenia e\nricostruire la rete dei medici di base, raddoppiando subito il numero delle formazioni annue\n4. Aumentare la spesa per la salute mentale (a cui dedichiamo solo il 3,5% della spesa sanitaria, contro\nil 13% del Lussemburgo e della Francia)\n5. Lanciare un servizio di cura dentale pubblico che garantisca cure a prezzi economici, e gratuite per\nle fasce meno abbienti della popolazione\n6. Fornire assistenza gratuita agli anziani non autosufficienti e un quadro normativo adeguato per la\ntutela e l’assistenza di tutte le forme di disabilità. Aumento delle pensioni di invalidità, più fondi per\nie sd\nVS E",
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          "text": "eliminazione barriere architettoniche, più risorse per assistenza domiciliare e ampliamento dei LEA\n(livelli essenziali di assistenza) per terapie abilitative e riabilitative.\n7. Assicurare la profilassi per esposizione da HIV coperta dal Servizio Sanitario Nazionale. Affrontare\nla pandemia senza criminalizzazione del dissenso e restrizioni ingiustificate delle libertà civili. I\nvaccini vanno sottratti ai profitti delle multinazionali.\n8. Investire massicciamente sulla medicina territoriale non solo sulle strutture, ma anche per\nl’assunzione di personale per un rilancio della prevenzione a livello territoriale\n9. Ripristino del contratto a tempo pieno e indeterminato come norma in tutti i comparti della Pubblica\nAmministrazione\n10. Reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e ritorno al pubblico dei servizi dati in appalto con\nriassorbimento del personale coinvolto\n5. RIDARE DIGNITÀ ALL’ISTRUZIONE E INVESTIRE NELLA RICERCA\n1. Eliminazione delle classi pollaio (non oltre 20) e conseguente aumento del personale docente e\ntecnico-amministrativo, con previsione del medico e psicologo scolastico.\n2. Scuola dell'infanzia comunale o statale garantita a tutti a partire da 3 anni, e costruzione di asili\nnido pubblici in tutto il paese\n3. Fine dell’alternanza scuola-lavoro obbligatoria\n4. Piano straordinario e immediato di messa in sicurezza e adeguamento degli edifici scolastici\n5. Stabilizzazione del personale precario della scuola con almeno 36 mesi di servizio con procedura\nspeciale; cancellazione della riforma Bianchi del reclutamento del personale docente. i\n6. Abolizione della riforma della “Buona scuola” di Renzi e della riforma Gelmini. Apertura di un\nprocesso di riforma di scuola e università che coinvolga attivamente le organizzazioni degli studenti,\ndei docenti, del personale Ata e dei genitori. Questa dovrà prevedere anche la rimodulazione dei\ncontenuti e dei programmi nella direzione di un pieno sviluppo della personalità di alunni e studenti.\nAdeguamento degli stipendi dei docenti alla media europea.\n7. Libri gratis alle medie e alle superiori. Mezzi pubblici gratis fino a 18 anni. Cinema e teatro gratis\nfino a 18 anni\n8. Investimenti nell’università per superare una situazione in cui l’Italia è agli ultimi posti dei paesi\nOCSE per numero di persone laureate e per numero di professori e ricercatori\n9. Aumento di 500 milioni di euro annui al diritto allo studio (es. abbassamento tasse universitarie\nper i redditi bassi e aiuto per gli affitti dei fuori sede)\n10. 40.000 posti per docenti e ricercatori per avvicinarsi alla media europea nel rapporto\ndocenti/studenti, e programma di assunzioni e stabilizzazioni di personale amministrativo\nindispensabili per garantire il buon funzionamento degli atenei italiani RZ\n\nLo a",
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          "text": "6. FERMARE L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA E SALVAGUARDARE I BENI COMUNI\nE I SERVIZI LOCALI\n1. Stop al progetto di Autonomia differenziata che divide ulteriormente il paese tra regioni ricche e\nregioni povere, in particolare penalizzando il Sud. Mettere in campo politiche di autonomie territoriali\ne di prossimità. Non più potere alle regioni, ma più potere ai territori e al popolo. Basta\ncolonizzazione del sud e sfruttamento del suo territorio da parte delle multinazionali.\n2. Ripubblicizzazione del servizio idrico con legge nazionale che preveda di trasformare la natura di\ntutte le società, attualmente di diritto privato, in enti di diritto pubblico, dando piena attuazione al\nReferendum del 2011. Restituire al popolo e alla sua sovranità i beni comuni: dall’acqua pubblica\nall’ossigeno, dall’energia al mare, dalle spiagge alle foreste.\n3. Piano nazionale straordinario per la ristrutturazione della rete idrica, che ad oggi perde oltre il 40%\ndi acqua\n4. Creazione di una azienda pubblica nazionale degli acquedotti che gestisca la rete idrica e metta\nfine alla piaga delle perdite idriche. L’acqua è il primo bene comune, come ha ricordato Papa\nFrancesco, nella Laudato Sì.\n5. Stralcio dell’art. 6 del DDL Concorrenza (governo Draghi) che ribadisce la privatizzazione come\nforma principale e ordinaria di gestione dei Servizi pubblici locali e disincentiva la gestione a livello\nlocale\n6. Garantire servizi pubblici nelle aree interne del paese, dove vive il 20% della popolazione, che\nsoffrono di pesanti disservizi. Un piano di messa in cura del nostro territorio nazionale, manutenendo\nfragilità soprattutto nelle aree interne e periferiche. Tutela di paesaggio e politiche di rigenerazione\nurbanistica, stop consumo di suolo e realizzazioni di comunità con un nuovo rapporto tra persona e\nterritorio.\n7. Eliminare l’obbligo di ricorso al mercato per la gestione dei servizi locali\nParificare le misure di controllo sull’anticorruzione tra pubblico e privato\n9. Favorire, specie nel Sud Italia, la costituzione di imprese pubbliche che si occupino di gestire le\ninfrastrutture fondamentali per assicurare una funzione sostenibile e circolare dei rifiuti, dell’acqua e\ndel trasporto pubblico\n10. Misure volte a favorire l’economia locale seguendo il modello di Preston in Gran Bretagna\nincentivando l’uso di imprese locali per gli appalti degli enti locali\n7. TRASFORMARE IL SISTEMA ENERGETICO E DEI TRASPORTI PER ATTUARE UNA\nVERA RICONVERSIONE ECOLOGICA\n1. Nazionalizzazione del settore energetico a partire da Enel Green Power (al momento controllata da\nEnel al 100%), per creare un’azienda pubblica che investa su energie rinnovabili e quindi garantire\nautonomia energetica al paese e un progressivo controllo pubblico su tutto il settore energetico. Per\nun’economia circolare, equa e solidale, stop inceneritori, fossile e nucleare.\nEA De",
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          "text": "2. Piano di investimenti straordinario nelle energie rinnovabili (almeno 10 GW di nuove installazioni\nl’anno), distribuite sull’intero territorio nazionale, con impianti fotovoltaici preferibilmente in aree\ngià artificializzate ed eolici preferibilmente offshore, non favorendo ulteriore consumo di suolo.\n3. Fondo pubblico per finanziare comunità energetiche locali, rigorosamente rivolte all’autoconsumo\ne senza scopo di lucro.\n4. Abolizione dei SAD, i sussidi ambientalmente dannosi elargiti alle fonti fossili\n5. Stop a ogni progetto di estrazione petrolifera in Italia, nessun sostegno pubblico ai combustibili\nfossili e blocco dei finanziamenti a progetti fossili entro il 2024\n6. Trasporto pubblico a basso costo, gratuito per i meno abbienti, con un abbonamento unico a livello\nnazionale sul modello di Spagna e Germania\n7. Forti investimenti nel trasporto urbano e interurbano ed elettrificazione di tutto il trasporto pubblico\n8. Incremento delle piste ciclabili, non solo urbane, favorendo usi misti di trasporto (bici-treno, biciautobus)\n9. No alle grandi opere inutili e dannose come il TAV, autostrade come la Pedemontana, la Valdastico\nsud, la BreBeMi che cementificano il territorio a fronte di bassi livelli di utenza. Finanziare invece\nopere pubbliche di cura e messa in sicurezza del territorio nazionale, da un punto di vista\nidrogeologico, della rigenerazione urbana, dei paesi e borghi, degli edifici pubblici e privati e\nsoprattutto dell’immenso patrimonio artistico-culturale.\n10. Stop all’utilizzo di jet privati e progressiva eliminazione dei viaggi aerei su tratte brevi coperte da\nadeguate linee ferroviarie\n8. PROTEGGERE L’AMBIENTE E SOSTENERE L’AGRICOLTURA\n1. Rispettare e superare gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni dell’Accordo di Parigi\n2. Legge nazionale per portare a zero il consumo di suolo, che blocchi entro il 2025 le espansioni in\nzone naturali e agricole e attivi un programma per il recupero, il riuso e la manutenzjone del\npatrimonio esistente. i\n3. Disincentivare produzione, distribuzione e uso di prodotti usa e getta o difficilmente riparabili e\nl’utilizzo di inceneritori. Sì al compostaggio ed al trattamento differenziato dei rifiuti. Basta\ndiscariche.\n4. Riforma agroecologica della Politica Agricola Comune (PAC), tagliando i sussidi agli allevamenti\nintensivi e sostenendo aziende agricole che producono con metodi ecologici e a tutela della\nbiodiversità.\n5. Aggiornamento e attuazione immediata del Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei\nprodotti fitosanitari (PAN), che prevede il divieto di utilizzo di pesticidi tossici, divieto di produzione\ne utilizzo di glifosato e altri fitosanitari nocivi per le api e gli altri impollinatori RACETTE\n\nri vai",
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          "text": "6. Fondo pubblico di sostegno per aziende cooperative sociali e comunità che passano all'agricoltura\nbiologica e che promuovono pratiche agricole ecosostenibili\n7. Piano straordinario per la rinaturazione delle sponde fluviali e in generale degli ecosistemi fluviali\nper ristabilire gli ecosistemi di acqua dolce e le funzioni naturali dei fiumi\n8. Nuova legge nazionale dell’urbanistica adeguata alla crisi climatica e ai fenomeni di espansione\nurbana disordinati e frammentati degli ultimi 30 anni, con aumento delle aree pro capite per servizi\npubblici e aree verdi\n9. Piena applicazione della Strategia europea sulla biodiversità\n10. Nuova Legge quadro sulle Aree naturali protette che ponga al centro della sua strategia\nl’implementazione del Sistema di aree protette, che dovrà raggiungere il 30% della superficie sia\nterrestre che marina entro il 2030. Riforestazione dei boschi e delle aree urbane con almeno 1 miliardo\ndi alberi all’anno da piantare per aumentare ossigeno rispetto all’emissione di CO2.\n9. RICOSTRUIRE LA NOSTRA INDUSTRIA FAVORENDO UN NUOVO MODELLO DI\nSVILUPPO, CON AL CENTRO LA CULTURA\n1. Legge contro le delocalizzazioni industriali per impedire alle multinazionali di chiudere impianti\nnel nostro paese (a partire dalla proposta GKN presentata in Parlamento)\n2. Creazione di un’Agenzia di Pianificazione industriale organizzata per filiere e con rappresentanti\npolitici, industriali e sindacali, al fine di sviluppare una strategia industriale coordinata al servizio\ndegli interessi economici del paese\n3. Investimenti a fondo perduto per accorpamenti di piccole e medie imprese e piani di espansione\nper mezzo di contratti di programma (utilizzando fondi da abolizione Transizione 4.0)\n4. Portare l’investimento nella cultura ad almeno del PIL. Il settore culturale rappresenta un\nfronte di espansione economica per il nostro paese e bisogna tutelare le lavoratrici e i lavoratori della\ncultura che negli ultimi anni hanno sofferto molto la precarizzazione. L’industria culturale deve essere\nil motore del nostro Paese, unitamente al turismo ma contro le progressive degenerazioni della\nturistificazione e gentrificazione.\n5. Istituzione di un comitato pubblico per le partecipazioni statali con compiti di indirizzo e\nmonitoraggio delle imprese partecipate, affinché queste operino con obiettivi orientati al bene\npubblico.\n6. Creazione di istituti di ricerca applicata (Istituti Marconi sul modello del Fraunhofer Tedesco) al\nfine di accelerare l’innovazione tecnologica delle nostre imprese\n7. Lavorare, anche tramite intervento statale (ad esempio, lo Stato come azionista di maggioranza di\nalcune aziende manifatturiere strategiche) per la creazione di poli lungo la filiera delle tecnologie\nrinnovabili (pale eoliche, fotovoltaico, elettrolizzatori), per favorire crescita interna e aggregazioni\ncompetitive\n8. Puntare all’avvio di una filiera dedicata al riciclo e al recupero di materiali; in linea con il nuovo\npacchetto europeo sull’economia circolare .\ngd",
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          "text": "9. Creazione di un'industria farmaceutica pubblica che sia in grado di fare ricerca e innovazione nelle\naree di interesse a maggior rischio per la salute pubblica, a maggiore contenuto innovativo e in\nrisposta ai bisogni collettivi più diffusi\n10. Istituzione di un fondo per l’automotive per rivitalizzare l’intera filiera verso un modello di auto\nsostenibile, con l’obiettivo di tornare in prima linea nella produzione di auto e relative tecnologie\n10. TASSARE DI MENO CHI HA POCO E DI PIÙ CHI HA TANTISSIMO\n1. Riforma fiscale per ridurre le tasse ai redditi medi e bassi e aumentarle ai redditi alti, con stralcio\ne cancellazione della riforma fiscale di Draghi che ha tagliato le tasse ai ricchi\n2. Estensione della base imponibile IRPEF a redditi da capitale, immobiliari e finanziari\n3. Introduzione di una tassa sul patrimonio partendo da una soglia di un milione di euro e procedendo\ncon aliquote in senso progressivo, come proposto dall'economista Piketty\n4. Aumento dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni, per ottenere un gettito fiscale in linea\ncon i paesi OCSE\n5. Riforma del catasto a gettito invariato per redistribuire il carico fiscale su chi ha grandi patrimoni\nimmobiliari e diminuire le tasse per chi ha modeste proprietà\n6. Espansione della no-tax area da 8000 a 10.000 euro, perimetrandola per evitare che favorisca anche\ni redditi alti\n7. Per i lavoratori autonomi, combattere la frammentazione e costruire un sistema assistenziale\nomogeneo, che intervenga a tutela delle situazioni di difficoltà, indipendentemente dal settore e dalla\nprofessione. Cumulare indennità e casse previdenziali e introdurre una misura unica di sostegno al\nreddito\n8. Lotta contro l’evasione fiscale in Italia (stimata attorno ai 90 miliardi di euro ogni anno)\naumentando il personale dell’Agenzia delle Entrate\n9. Fare pressione in coordinamento con altri paesi per chiudere i paradisi fiscali sia a livello europeo\n(Irlanda, Olanda e Lussemburgo in particolare) che a livello internazionale\n10. Opposizione a condoni sul rientro di capitali dall’estero\n11. COMBATTERE CONTRO LE MAFIE E GARANTIRE UNA GIUSTIZIA EQUA\n1. Contrastare l’usura, soprattutto di stampo mafioso, aumentando i controlli, i fondi di solidarietà e\ni mutui agevolati, e rafforzando in generale le misure a sostegno degli imprenditori che ne sono\nvittime ET\ni le LIAN\n2. Rafforzamento delle misure a sostegno delle imprese vittime di racket: troppe aziende che sui\nribellano all’estorsione e scelgono la legalità vanno poi incontro al fallimento ed abbandonate dalle\nStato. Maggiori misure a sostegno dei testimoni di giustizia. ae\nhh\n3. Stretta sugli appalti in regime derogatorio di somma urgenza, maggiore trasparenza e controlli |\nsoprattutto nel settore delle costruzioni",
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          "text": "4. Nuovi strumenti normativi per colpire la “zona grigia” di politica e imprenditoria e le collusioni\ntra massoneria deviata e mafia. Riforma della giustizia che dia forza all’autonomia ed indipendenza\ndei magistrati come singoli, contro gerarchizzazioni degli uffici giudiziari, eliminazione del ruolo\ndelle correnti nel lavoro dei magistrati, funzione del CSM non più asservito ai rapporti opachi tra\ntoghe e politica ma come luogo di garanzia di autonomia e indipendenza della magistratura quale\ncondizione necessaria per l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.\n5. Contrasto ai fenomeni corruttivi e al riciclaggio di denaro sporco. Aumento degli investimenti per\nla giustizia, strutture e personale. Più risorse per le forze di polizia e un modello di sicurezza urbana\npartecipata e democratica.\n6. Legalizzare cannabis e droghe leggere anche per togliere alle mafie un mercato redditizio;\ninvestimento in politiche sociali, sanitarie e educative per la riduzione della domanda di droghe\npesanti (finanziato con una percentuale sui beni sequestrati)\n7. Riformare e potenziare l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati e gli analoghi\norganismi locali per favorire la riconversione sociale.\n8. Abrogazione delle leggi Salvini-Conte e Minniti-Orlando che criminalizzano il conflitto sociale e\nla povertà\n9. Riforma dell’istituto della detenzione soprattutto per i reati minori, attraverso un più ampio utilizzo\ndelle misure alternative e investimenti nel reinserimento sociale dei detenuti. Intervenire sul sistema\ncarcerario inadeguato e non degno di un paese civile e democratico. Rafforzare la funzione\nrieducativa della pena che punti al reinserimento sociale dei condannati. Processi più giusti e rapidi,\ncon parità effettiva tra accusa e difesa, stop all’abuso della custodia cautelare e certezza della pena e\ndel diritto. Mai più migliaia di condannati con sentenza passata in giudicato che non sono assicurati\nalla giustizia. Deve essere portato a termine un programma ampio di depenalizzazioni di fatti che\noggi costituiscono reato e spingono verso il baratro del carcere soggetti sociali deboli o partecipi alle\nlotte sociali. Simbolico è il delitto di blocco stradale che, oggi, se aggravato può portare a oltre 10\nanni di galera. La giustizia civile e, ancora più, amministrativa sono un lusso. Sono diventati esosi i\ncontributi unificati, aumentate le marche da bollo e queste spese proponiamo siano largamente ridotte.\nVa reintrodotto il divieto di condanna alle spese di lite per i lavoratori che esercitino la giurisdizione\nper vedersi riconoscere i diritti negati.\n10. Stop alla criminalizzazione e alle persecuzioni delle lotte sociali, ambientali e sindacali. Stop alle\npolitiche di sgombero dei luoghi liberati da pratiche democratiche collettive di autogoverno e\npartecipazione dal basso. Il conflitto sociale non è un reato e non si reprime. Adozione di una legge\nnazionale sui beni comuni, con usi civici e proprietà collettive democratiche.\n12. FAR CRESCERE I DIRITTI E LE LIBERTÀ\n1. Estensione della legge contro il razzismo e gli altri crimini d’odio, anche alle violenze e alle\ndiscriminazioni motivate da orientamento sessuale, identità di sesso, genere e disabilità.\nTutela legale del benessere degli animali sia selvatici che d’affezione e istituzione del Garante\nnazionale dei diritti degli animali.\n2. Contrastare la violenza di genere in ogni suo aspetto, dando piena applicazione alla Convenzione\ndi Istanbul. Rafforzare e sostenere le reti territoriali di Centri Antiviolenza. Apertura in ogni città di\ncase rifugio pubbliche per persone vittime di violenza, in particolare contro le donne e la comunità\nLGBT+ a\na RL",
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          "text": "3. Estensione del congedo di paternità sul modello spagnolo (16 settimane, di cui 6 obbligatorie),\nestensione anche del congedo maternità e del parentale, omogeneizzazione del trattamento economico\ndi quest’ultimo.\n4. Eliminazione di tutti gli ostacoli occupazionali, professionali e salariali alla piena parità di genere\n5. Misure a sostegno della piena applicazione della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di\ngravidanza in tutto il territorio nazionale. L’obiezione di coscienza nel servizio sanitario nazionale\nlede il diritto all’autodeterminazione delle donne.\n6. Rendere i consultori spazi pienamente gratuiti e laici, presidi culturali e sociali oltre che sociosanitari.\n7. Cancellazione delle politiche di criminalizzazione degli immigrati e lotta contro il caporalato e lo\nsfruttamento. Salvare vite umane e dare dignità ad ogni essere umano è un dovere morale prima\nancora che giuridico. Approvazione dello ius soli e della cittadinanza ai figli degli immigrati.\nAbrogazione della legge Bossi Fini che lega contratto di lavoro al titolo di soggiorno e conseguente\nabolizione del reato di clandestinità. Definizione di canali di regolarizzazione permanente per chi\nvive stabilmente nel nostro Paese ma a cui è negata la possibilità di avere titoli di soggiorno.\nModifica della legge sulla cittadinanza 91/1992 in maniera tale da permettere l’ottenimento di tale\ndiritto dopo 5 anni di permanenza in Italia, senza vincoli di reddito e ratifica del Capitolo C della\nConvenzione di Strasburgo per garantire il diritto di elettorato attivo e passivo almeno alle elezioni\namministrative. Apertura di canali legali di ingresso per ricerca occupazione e di corridoi umanitari\nreali per chi fugge da guerre, dittature, disastri ambientali, crisi economiche. Non rinnovo del\nMemorandum Of Understanding con la Libia che permette di finanziare forze militari e paramilitari\nper fermare, con ogni mezzo, fuori dall’Europa, chi cerca dalle zone di guerra e di crisi una via di\nfuga. Più in generale vanno abrogati gli accordi bilaterali con i Paesi che non rispettano concretamente\nla Convenzione di Ginevra. Cancellare ogni forma di perseguibilità delle ong che prestano soccorso\nin mare con la finalità di tradurre in un porto sicuro italiano le persone in fuga e istituzione di una\nforza stabile della Marina Militare con compiti di soccorso nel Mediterraneo Centrale. Definizione di\nun sistema di accoglienza affidato agli enti locali e sottratto al ministero dell’Interno dove sia\npossibile implementare l’inserimento di chi arriva nelle comunità locali e non in centri di\nghettizzazione. Chiusura dei Centri Permanenti per il Rimpatrio (ex CIE) e abolizione di ogni forma\ndi detenzione amministrativa.\n8. Approvazione della legge sul fine vita e l’eutanasia legale. Disciplina normativa conforme a\nCostituzione per i matrimoni e le unioni di persone dello stesso sesso e per i figli nati. Matrimonio\negualitario, appunto, con riconoscimento alla nascita dei figli e delle figlie delle coppie\nomogenitoriali. Legge contro l'omolesbobitransfobia e misure positive per fermare la discriminazione\ncontro la comunità LGBT+. Nuova legge trans, che non patologizzi e assuma l'identità di genere come\nautodeterminazione. Ogni persona è diversa dall’altra ma ogni persona ha uguale diritti.\n9. Favorire le forme di partecipazione dei cittadini alla politica a livello locale e nazionale. Difesa dei\nreferendum contro i tentativi di aumentare il numero di firme necessarie a indire una consultazione.\nFavorire forme di partecipazione dal basso, anche in forma consultiva e digitale.\n10. Riforma dei mezzi di informazione, come bene comune, per impedire la proprietà di media\nnazionali a grandi gruppi imprenditoriali con interessi economici in altri settori (editori impuri).\nPolitiche di sostegno ai media locali e alternativi per garantire pluralismo dell’informazione.\nAE",
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          "heading": "2. Estensione della base imponibile IRPEF a redditi da capitale, immobiliari e finanziari",
          "text": "3. Introduzione di una tassa sul patrimonio partendo da una soglia di un milione di euro e procedendo con aliquote in senso progressivo, come proposto dall'economista Piketty 4. Aumento dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni, per ottenere un gettito fiscale in linea con i paesi OCSE 5. Riforma del catasto a gettito invariato per redistribuire il carico fiscale su chi ha grandi patrimoni immobiliari e diminuire le tasse per chi ha modeste proprietà 6. Espansione della no-tax area da 8000 a 10.000 euro, perimetrandola per evitare che favorisca anche i redditi alti 7.",
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          "text": "1. Riforma fiscale per ridurre le tasse ai redditi medi e bassi e aumentarle ai redditi alti, con stralcio e cancellazione della riforma fiscale di Draghi che ha tagliato le tasse ai ricchi",
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          "heading": "1. RICOMPENSARE E RISPETTARE IL LAVORO",
          "text": "10. Inasprimento delle pene per il mancato adempimento degli obblighi relativi al diritto del lavoro e alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, a partire dal DDL “Omicidio e lesioni sul lavoro”.",
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          "heading": "4. MIGLIORARE LA SANITÀ E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE",
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          "heading": "4. MIGLIORARE LA SANITÀ E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE",
          "text": "1. Ricostruzione del Servizio Sanitario Nazionale unico per tutte le regioni, superando la controriforma del 2001, eliminando l’aziendalizzazione e tornando alle USL con controllo democratico del territorio. Ripristinare l’intera filiera della medicina territoriale.",
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          "heading": "3. Fine dell’alternanza scuola-lavoro obbligatoria",
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          "heading": "2. LOTTARE PER LA SICUREZZA ECONOMICA E CONTRO LA POVERTÀ",
          "text": "4. Portare il Reddito di cittadinanza da 780 a 1000 euro al mese; innalzare la soglia di accesso ISEE da 9360 a 12.000 euro e renderlo una misura individuale e non esclusivamente legata al nucleo familiare. Introdurre il reddito domestico per garantire dignità ad ogni persona 5. Programma di costruzione di 500.000 nuovi alloggi pubblici per affrontare la grave carenza di case a canone sociale e garantire una dimora a chi non riesce ad averla a prezzi di mercato. A consumo di suolo zero anche con la riconversione ad alloggi di edilizia popolare del patrimonio pubblico, di enti e di grandi proprietà private compatibili con la residenza.",
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          "heading": "8. PROTEGGERE L’AMBIENTE E SOSTENERE L’AGRICOLTURA",
          "text": "1. Rispettare e superare gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni dell’Accordo di Parigi 2. Legge nazionale per portare a zero il consumo di suolo, che blocchi entro il 2025 le espansioni in zone naturali e agricole e attivi un programma per il recupero, il riuso e la manutenzjone del patrimonio esistente. i 3. Disincentivare produzione, distribuzione e uso di prodotti usa e getta o difficilmente riparabili e l’utilizzo di inceneritori. Sì al compostaggio ed al trattamento differenziato dei rifiuti. Basta discariche.",
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          "heading": "VERA RICONVERSIONE ECOLOGICA",
          "text": "2. Piano di investimenti straordinario nelle energie rinnovabili (almeno 10 GW di nuove installazioni l’anno), distribuite sull’intero territorio nazionale, con impianti fotovoltaici preferibilmente in aree già artificializzate ed eolici preferibilmente offshore, non favorendo ulteriore consumo di suolo.",
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          "text": "1. Nazionalizzazione del settore energetico a partire da Enel Green Power (al momento controllata da Enel al 100%), per creare un’azienda pubblica che investa su energie rinnovabili e quindi garantire autonomia energetica al paese e un progressivo controllo pubblico su tutto il settore energetico. Per un’economia circolare, equa e solidale, stop inceneritori, fossile e nucleare.",
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          "heading": "4. Abolizione dei SAD, i sussidi ambientalmente dannosi elargiti alle fonti fossili",
          "text": "5. Stop a ogni progetto di estrazione petrolifera in Italia, nessun sostegno pubblico ai combustibili fossili e blocco dei finanziamenti a progetti fossili entro il 2024 6. Trasporto pubblico a basso costo, gratuito per i meno abbienti, con un abbonamento unico a livello nazionale sul modello di Spagna e Germania 7. Forti investimenti nel trasporto urbano e interurbano ed elettrificazione di tutto il trasporto pubblico 8. Incremento delle piste ciclabili, non solo urbane, favorendo usi misti di trasporto (bici-treno, biciautobus) 9.",
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          "text": "1. Legge contro le delocalizzazioni industriali per impedire alle multinazionali di chiudere impianti nel nostro paese (a partire dalla proposta GKN presentata in Parlamento) 2. Creazione di un’Agenzia di Pianificazione industriale organizzata per filiere e con rappresentanti politici, industriali e sindacali, al fine di sviluppare una strategia industriale coordinata al servizio degli interessi economici del paese 3. Investimenti a fondo perduto per accorpamenti di piccole e medie imprese e piani di espansione per mezzo di contratti di programma (utilizzando fondi da abolizione Transizione 4.0) 4. Portare l’investimento nella cultura ad almeno del PIL.",
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          "text": "6. Rendere i consultori spazi pienamente gratuiti e laici, presidi culturali e sociali oltre che sociosanitari. 7. Cancellazione delle politiche di criminalizzazione degli immigrati e lotta contro il caporalato e lo sfruttamento. Salvare vite umane e dare dignità ad ogni essere umano è un dovere morale prima ancora che giuridico. Approvazione dello ius soli e della cittadinanza ai figli degli immigrati.",
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          "heading": "11. COMBATTERE CONTRO LE MAFIE E GARANTIRE UNA GIUSTIZIA EQUA",
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          "text": "8. Abrogazione delle leggi Salvini-Conte e Minniti-Orlando che criminalizzano il conflitto sociale e la povertà 9. Riforma dell’istituto della detenzione soprattutto per i reati minori, attraverso un più ampio utilizzo delle misure alternative e investimenti nel reinserimento sociale dei detenuti. Intervenire sul sistema carcerario inadeguato e non degno di un paese civile e democratico. Rafforzare la funzione rieducativa della pena che punti al reinserimento sociale dei condannati. Processi più giusti e rapidi, con parità effettiva tra accusa e difesa, stop all’abuso della custodia cautelare e certezza della pena e del diritto.",
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          "text": "8. Abolizione del MES (Meccanismo europeo di stabilità) ed esclusione di Ogni ricorso a esso 9. Operare per la modifica dei trattati affinché la Banca Centrale Furopea possa favorire politiche industriali sostenibili da un punto di vista ambientale. Intanto la BCE deve continuare ad acquistare tutti i titoli di Stato necessari e non su richiesta e con condizionamenti 10. Riconoscimento dello Stato di Palestina e solidarietà con tutti i popoli oppressi, a cominciare da quello curdo. Costruzione di un fronte pacifista internazionale per la realizzazione di un modello di sviluppo che salvi il pianeta da guerre, ingiustizie sociali ed economiche e devastazioni ambientali.",
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          "text": "2. Sviluppare un forte impegno diplomatico per la pace in Ucraina e per la distensione nel conflitto tra Cina e Stati Uniti. Uscire dalla coalizione in guerra nel cuore dell’Europa e lavorare per la neutralità dell’Ucraina. Per un’Europa unita nelle sue diversità, dal Portogallo alla Russia, contro ogni nuova guerra fredda.",
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          "text": "È un programma che considera prioritaria l’attuazione della Costituzione, non più solo la sua difesa. Pertanto appare necessario per interrompere il suo svuotamento costante con legge ordinaria e la strisciante trasformazione della repubblica parlamentare in repubblica presidenziale approvare una legge proporzionale senza soglia per ritornare alla centralità del Parlamento. Si deve eliminare il pareggio di bilancio in Costituzione che indebolisce i diritti primari.",
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          "text": "Pa! Na\n'OVRA is Uscita dall’Euro e da questa Unione Europea.\nNITÀ @ Esclusione di rappresentanti istituzionali italiani dai think tank, summit e\nconsessi gestiti da organismi sovranazionali, massonerie deviate e occulte\nnonché gruppi lobbistici non eletti dal popolo.\n@ Abolizione del segreto di Stato per i delitti di stragi e terrorismo.\nItalia e la\n|\nstituzione della 5. SCUOLA, ARTI E SCIENZA\nNi di Stato | jr\nPer @ Abolizione dei programmi di formazione scolastica veicolati con nuove\nMenti) ed. tecnologie digitali: DAD, Metaverso e robotica.\ni accorgj al @ Stop ai programmi d’indottrinamento gender, corpo neutro e transumano.\nOnali, e @ Massima indipendenza della ricerca scientifica, slegata dai conflitti\nd'interesse dell’industria e da influenze lobbistiche.\nra Banche @ Scuola, Università e Alta Formazione Artistica e Musicale come luogo di\nformazione e crescita basata sui modelli pedagogici di libertà, non\nviolenza e sviluppo dei talenti. |\n@ Tutela della libertà di scelta della didattica alternativa e homeschooling.\n| @ Riconoscimento e dignità per le discipline complementari della salute e\nzionali, | delle scienze noetiche.\nbiccole @ Riconoscimento e diffusione della bellezza come nuovo paradigma\nculturale e sociale.\n(come\nlizi e\n6. INFORMAZIONE LIBERA E VERITA\nSa\nher di Pai @ Trasparenza sulla provenienza delle fonti giornalistiche e dei finanziamenti\nZi dell'editoria pubblica e privata per il superamento dei conflitti d'interesse.\n@ Abolizione dei contratti d’oro in RAI.\n| @ Abolizione dell'ordine dei giornalisti.\n@ Stop al finanziamento pubblico dell'editoria.\n@ Indipendenza dell’informazione pubblica per un reale pluralismo di\ncontenuti e opinioni.\n@ Recessione di accordi sottoscritti tra Stato e multinazionali dell’Hi-tech,\npiattaforme social e organi di informazione protesi alla sistematica\ncensura del pluralismo.\nE E i",
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          "text": "ENEA\n7. BENI COMUNI . RIFO\nsepara\n@ No agli OGM, organismi geneticamente modificati dall’ingegneria genetid . noolizi\n@ No agli NBT, tecniche di miglioramento genetico. piviet\nStop all'inquinamento dei cibi e delle coltivazioni. Promozione e difesa d Riforr\ndiritti degli animali, stop alla vivisezione e basta allevamenti intensivi. dell}\n@ Stop ai programmi di geo-ingegneria e difesa dell’aria pubblica e Rifo!\ndell’etere. “ist\n@ Stop al taglio degli alberi e valorizzazione del patrimonio boschivo e de e ob\nverde pubblico.\n@ Sostegno delle aziende biologiche e biodinamiche. e NI\n@ Investimenti sull’autosufficienza, sulla produzione solidale a filiera corta e N\nsui valori della cultura agricola contadina.\n@ Gestione comune dell’acqua pubblica come fonte primaria di vita.\n@ Riconoscimento del valore inestimabile dei beni comuni come intangibili,\ndi tutti e soprattutto per tutti, a garanzia della giustizia sociale, dei più 10.\ndeboli e delle generazioni future. i E\n@ Tutela dei cicli armonici e naturali dell'ecosistema, per la parte biotica con\nparticolare riferimento agli animali.\n@ No al nucleare.\na AN\n8. SALUTE E SCIENZA a\n@ Stop alla cultura della morte nella propaganda della iper-medicalizzazione\ndella vita.\n@ Revisione del sistema sanitario nazionale fondato su prevenzione, libertà\ndi scelta terapeutica, principio di precauzione e di prevenzione del danno.\n@ Abolizione dei sistemi clientelari di nomina politica e valutazione dei\ndirettori generali di ASL e Ospedali.\n@ Libertà di scelta terapeutica e abolizione del passaporto sanitario e green\npass.\n@ Stop 5G, moratoria nazionale per gli standard tecnologici non sicuri per\numanità e ambiente.\n@ Stop alla transizione digitale.\n@ Minimizzazione dell’inquinamento elettromagnetico, fisico e chimico e\nriconoscimento delle malattie ambientali.\ncul\ni",
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          "text": "i ES\nRIFORMA DELLA GIUSTIZIA\nNeria deneticj @ Separazione delle carriere dei Magistrati.\nhe Li Abolizione dei Tribunali per i Minorenni. ES RN i\ninten fesa di © Divieto peri Magistrati di ricoprire incarichi ministeriali, politici, elettorali.\n@ Riforma dei Consigli Giudiziari con l'introduzione della rappresentanza\nblica dell’Avvocatura.\nSchiy @ Riforma del CSM con elezione dei componenti non con presentazione di\nO e de “liste elettorali correntizie” ma per sorteggio.\n@ Obbligo di conclusione dei procedimenti penali e civili entro due anni per\nbra ogni grado di giudizio.\ncorta e @ Abolizione dei ruoli della magistratura onoraria con acquisizione alla\nMagistratura Ordinaria dei Giudici di Pace.\ntangibili,\n“ipiù 10. SICUREZZA COME VALORIZZAZIONE\n\"ica con DEGLI ESSERI UMANI E DELLE COMUNITÀ\nAxl @ Stop all'immigrazione clandestina in tutte le sue forme attraverso\nO l’autodeterminazione delle persone e delle comunità, per la fine di ogni\nCl SE tipo di neocolonialismo estrattivista.\nar @ Sostegno alle comunità locali per la gestione condivisa delle ricchezze del\nterritorio.\none @ Ogni comunità locale decide, attraverso gli organi preposti, per il proprio\npresente e futuro, in base alle proprie necessità.\nrtà @ Estensione dei sistemi di partecipazione del cittadino e dei meccanismi\ndecisionali sulle scelte territoriali come confronto costante con i\nei rappresentanti eletti nelle amministrazioni locali in particolare su temi\ncome discariche, termovalorizzatori, inceneritori e grandi opere.\n\nmi i",
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          "text": "/\nIl Capo della forza politica è la sottoscritta CUNIAL Sara, nata a Roma (RM)\nPresidente e Legale rappresentante del Movimento politico VITA.\nev ue\nFirma\nAUTENTICAZIONE DELLA FIRMA\nnorma dell'articolo comma 2 del dP.R. 28 dicembre\nn. 445, certifico che è vera e autentica la firma apposta in mia presenza\ndalla sig.ra CS NA AL SARA siii; Nata\na Boi Ùl ELOS iii domiciliata\nIN NA AL MF EBBRA NQ. VIA PBASSANS... DEL. 4GRARPA\nda me identificata con il seguente documento: ..\npi CARTA, APENTATON.. BALOSCAAa TA. de 2 LANZA LL... COMANE....\nDi BAassaNS GRA PRA (v\nIl sottoscrittore è stato preventivamente ammonito sulla responsabilità penale nella quale può\nincorrere in caso di dichiarazione mendace.\nPASSAND... DEL. GRA... addì\nDI\nIL FUNZIONARIO RICATO\na tt\nIE SSA ore Direttivo Affizinistrativo\no ARES BONZIO ZAN\nagi (nome, cogngme, qualifica del pubblico/ufficiale che procede all’autenticazione e firma)\nIG)\nVaso",
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