Chi conta i voti, e come si entra in un seggio
Il seggio è fatto di cittadini sorteggiati da un albo comunale, e a controllarli ci sono i partiti stessi. Come funziona, e come si fa a esserci.
Chi c’è dentro un seggio elettorale?
Sei persone: un presidente, quattro scrutatori — uno dei quali fa da vicepresidente, a scelta del presidente — e un segretario.
Non sono funzionari. Sono elettori come chiunque altro, presi da due elenchi diversi e nominati da due autorità diverse, ed è questa separazione a fare da prima garanzia.
Fonte: Art. 34, d.P.R. 361/1957
Chi nomina chi
All’albo degli scrutatori ci si iscrive: serve essere elettore di quel comune e aver assolto l’obbligo scolastico, nient’altro. È il comune a tenerlo e a pubblicarne i termini, e a ogni elezione è la Commissione elettorale comunale a scegliere i nomi dall’albo.
Fonte: Legge 8 marzo 1989, n. 95
L’albo dei presidenti è un elenco diverso, tenuto presso la Corte d’appello, e la nomina la firma il Presidente della Corte d’appello. Il comune non entra in questa colonna in nessun punto.
L’ufficio elettorale di sezione è composto di sei persone: un presidente, quattro scrutatori — uno dei quali fa da vicepresidente, a scelta del presidente — e un segretario. Nessuno di loro è un funzionario: sono elettori come chiunque altro.
Fonte: Art. 34, d.P.R. 361/1957
I rappresentanti di lista non vengono da nessuno dei due albi e non li nomina nessuna autorità pubblica: li designano le liste. Hanno diritto di assistere a tutte le operazioni dell’ufficio, non solo allo spoglio, e di far mettere a verbale le proprie dichiarazioni.
Come si diventa scrutatore?
Iscrivendosi all’albo degli scrutatori del proprio comune. Serve essere elettore di quel comune e aver assolto l’obbligo scolastico: nient’altro.
La domanda si presenta al comune, che tiene l’albo e ne pubblica i termini. A ogni elezione è la Commissione elettorale comunale a scegliere i nomi dall’albo: non ci si candida per una singola tornata, ci si iscrive e si resta iscritti.
Fonte: Legge 8 marzo 1989, n. 95
E il presidente di seggio?
È un albo diverso, tenuto presso la Corte d’appello, e la nomina la fa il Presidente della Corte d’appello.
Le due nomine restano separate apposta: chi presiede non è scelto dallo stesso organo che sceglie chi conta.
È un incarico retribuito?
Sì. L’onorario è fisso, stabilito per legge, e diverso fra presidente e scrutatore.
L’importo aggiornato lo pubblica il comune insieme ai termini per l’albo. Qui non lo riportiamo: cambia, e una cifra sbagliata su una pagina come questa vale meno di nessuna cifra.
Chi controlla che il conteggio sia corretto?
I partiti stessi. Ogni lista può designare due rappresentanti per ciascuna sezione, uno effettivo e uno supplente.
Hanno diritto di assistere a tutte le operazioni dell’ufficio elettorale — non solo allo spoglio — e di far mettere a verbale le proprie dichiarazioni. Un’obiezione messa a verbale è ciò su cui si fondano i ricorsi successivi.
È un controllo fatto dai concorrenti, non da un’autorità esterna: chi ha interesse opposto sta nella stessa stanza e firma lo stesso verbale.
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