Metodo
Come raccogliamo i dati, che cosa scegliamo di non pubblicare e che cosa facciamo quando sbagliamo.
Da dove vengono i dati
Tutti i dati provengono da fonti ufficiali, elencate una per una nella pagina Fonti insieme alla licenza e alla data di consultazione. Non ripubblichiamo i documenti ufficiali: quando c’è un PDF su un sito istituzionale, ci colleghiamo a quello e non ne teniamo una copia scaricabile. Dei programmi elettorali abbiamo letto il testo, per poterci cercare dentro e citarne dei passaggi con il link alla pagina dell’originale: il documento resta quello del Ministero.
La raccolta è automatica e gira ogni giorno. Ogni insieme di dati viene salvato insieme all’indicazione di chi lo pubblica, con quale licenza e in che momento lo abbiamo scaricato: sono le stesse informazioni che vedi in fondo a ogni grafico.
Che cosa succede quando una fonte non risponde
Se una fonte è irraggiungibile o cambia formato, la raccolta si ferma e teniamo i dati precedenti. Il sito continua a funzionare mostrando dati più vecchi, non dati sbagliati o pagine vuote — e la data di consultazione, sempre visibile, dice esattamente quanto sono vecchi.
Se un insieme di dati arriva palesemente incompleto — per esempio un Senato con trenta membri — viene rifiutato invece che pubblicato.
Che cosa non pubblichiamo
Non pubblichiamo previsioni, proiezioni di seggi elaborate da noi, indicazioni di voto o giudizi sui candidati. Non pubblichiamo dati personali che le fonti ufficiali espongono ma che non servono a capire il voto, come i codici fiscali dei candidati.
Non pubblichiamo sondaggi nei quindici giorni che precedono il voto, perché la legge lo vieta (art. 8, l. 22 febbraio 2000, n. 28). Il blocco è automatico.
Quando un dato non si può sapere
Nei collegi uninominali i dati del Ministero dell’Interno registrano la coalizione che sosteneva un candidato, ma non il suo partito. Attribuirlo al partito più grande della coalizione sarebbe plausibile e sbagliato: una volta ha fatto risultare Alberto Bagnai, della Lega, eletto per Fratelli d’Italia. Il partito di ciascun eletto oggi c’è, ma viene da Wikipedia e non dal Ministero, ed è accettato solo se corrisponde a una delle liste che sostenevano davvero quel candidato. Dove compare, è indicato da dove viene.
Lo stesso vale per le date: finché non c’è un decreto, non inventiamo una data per le elezioni. Calcoliamo invece l’intervallo che la legge consente e citiamo gli articoli.
Errori e correzioni
Se trovi un errore, segnalalo: verrà corretto il prima possibile.
Ogni insieme di dati viene salvato a ogni aggiornamento, quindi è sempre possibile ricostruire che cosa mostrava il sito in un dato giorno. Non modifichiamo un dato in silenzio: dove una correzione cambia quello che il sito affermava, lo dice la pagina su cui compare.
- Un errore nei dati viene corretto alla fonte, nella raccolta automatica, non ritoccando la pagina.
- Un errore in un testo scritto da noi viene corretto e, se cambia il senso di quanto affermato, la correzione viene indicata.
Chi cura questo sito
Politiche 27 è ideato e curato da Marco Roberti, che ne è il responsabile editoriale e tecnico. Le scelte su che cosa pubblicare, che cosa non pubblicare e come rappresentare i dati sono sue.
Per segnalare un errore o chiedere conto di una scelta, il riferimento è lui: il collegamento al suo sito è in fondo a ogni pagina.
Indipendenza
Questo sito non è collegato ad alcun partito, candidato o istituzione pubblica, e non riceve finanziamenti da nessuno di essi. I colori dei partiti sono usati soltanto nei grafici, per identificare i dati, mai come elemento grafico delle pagine.
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